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Si arricchisce di un’altra prestigiosa professionalità lo “Sportello Amico”, il servizio medico a favore delle famiglie bisognose, operante da alcune settimane all’interno dell’Associazione Onlus “Volontari di Strada” di Agrigento. Si tratta di Giovanni Amodeo, noto neuropsichiatra infantile e per anni responsabile dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento.

Il nome del dott. Amodeo, che in passato ha anche ricoperto incarichi politico – amministrativi al Comune di Agrigento, va ad aggiungersi a quelli di Aldo Lo Curto e Giovanni Vaccaro che, da alcune settimane, curano e gestiscono i settori medici di propria competenza all’interno dello Sportello Amico.

Ho accolto con grandissimo entusiasmo l’invito rivoltomi dalla dinamica presidente dei Volontari di Strada, Anna Marino – sottolinea Amodeo – di far parte dell’associazione che da anni assiste centinaia di famiglie agrigentine con problemi economici. Occuparsi della prevenzione del disagio in età evolutiva, soprattutto per quegli adolescenti che vivono anche situazioni di indigenza economica, è un dovere morale che sento particolarmente forte. Con l’aiuto dei Volontari di Strada, che ringrazio di cuore, spero di potere dare risposte alle continue domande di aiuto che provengono dalle famiglie che vivono queste situazioni attraverso interventi terapeutico – riabilitativi, grazie al mio contributo assolutamente in termini volontario e gratuito“. 

Esprimiamo grande soddisfazione – sottolinea la presidente Anna Marino – per la decisione del dott. Amodeo di far parte del nostro “Sportello Amico”. Si tratta di una professionalità che rappresenta un valore aggiunto per la nostra Associazione e soprattutto per i nostri assistiti. Lo “Sportello” rimane aperto alla disponibilità e la collaborazione di quanti, volontariamente, intendono dare il proprio contributo professionale nel campo medico”.

Secondo quanto prescritto la distribuzione dei mastelli sarebbe dovuta cominciare il 4 settembre.

Nella proroga tecnica con variante migliorativa il servizio detto di “star up” non comprende solo la consegna dei mastelli ma avrebbe dovuto rendicontare le attività operative connesse ai sopralluoghi presso condomini ed attività commerciali comprese le criticità riscontrate.

Le assurdità che vediamo ai piedi dei grandi palazzi non si sarebbero dovute verificare perché nel servizio “start up” era previsto di contattare gli amministratori di ogni condominio per degli incontri  in cui illustrare le modalità operative del nuovo servizio.

Ad una settimana dalla partenze della differenziata in città, si vede il disservizio causato da un non controllo delle utenze sul territorio: cumuli di spazzatura si formano dappertutto e non basterà toglierli perché si riformeranno se non si scova la causa della loro formazione.

Invece che inseguire soltanto le discariche bisognerebbe capire perché alla base di grandi palazzi i mastelli sono pochi: case abbandonate o utenti che non hanno mai pagato la spazzatura?

Bisogna sorvegliare le discariche nel loro divenire per vedere chi le alimenta coi sacchetti giornalieri e, così facendo,  espone  la cittadinanza a rischio sanitario.

Chi non ha i mastelli, se volesse fare la differenziata, potrebbe esporre i sacchetti ai piedi della propria abitazione come fanno in tanti, seguendo le indicazioni dei comunicati del Comune.

Su questo aspetto vorrei, però, chiedere all’assessore di far modificare quella ordinanza sindacale tardiva, spuntata improvvisamente, mentre l’assessore mi diceva in question time che non era necessaria:

si rifà all’ordinanza del 23/11/2017 che ordina che i rifiuti ” dovranno essere esposti, previa riduzione volumetrica negli appositi mastelli forniti dal Comune” e ciò esporrebbe al rischio multa tutti quelli che i mastelli non li hanno ricevuti perché finiti, quindi è necessaria una deroga temporale.

Altra brutta criticità è data dal fatto che l’amministrazione ha richiesto la diminuzione del numero dei netturbini e ciò ha causato praticamente l’eliminazione dello spazzamento sulla maggior parte delle strade.

Capita però che, nel fare di fretta il loro lavoro, cada ai netturbini qualcosa dai sacchetti o che la spazzatura voli dai mezzi non coperti o, ancora, che l’umido venga sparpagliato, nottetempo, dai randagi: chi deve pulire?

Nonostante la buona volontà sarà difficile far fronte ad un sistema male organizzato e spinto fino alla realizzazione con grossolane approssimazioni: la scusa per tutto era addebitare ciò che non avrebbe funzionato alla malacreanza degli agrigentini?

La “malacrianza” si scova e si punisce, anche quella degli amministratori però!

Un confronto con Confcommercio provinciale per farsi carico delle esigenze delle imprese in Parlamento. E’ quanto è emerso dall’incontro tra i candidati di Camera e Senato per la coalizione di centro sinistra Giuseppe Sodano e Maria Iacono e gli imprenditori dell’agrigentino che hanno in Francesco Picarella il loro massimo esponente.

“Siamo stati ospiti – afferma il candidato di Civica popolare alla Camera nel collegio uninominale di Agrigento Giuseppe Sodano – di Confcommercio provinciale, che ringraziamo, per capire meglio le esigenze di imprenditori e imprenditrici del terziario e costruire insieme a loro, in caso di elezione, le soluzioni più adatte per far crescere e migliorare le imprese ed il tessuto economico del nostro territorio. Il Presidente Picarella e gli associati presenti, hanno evidenziato l’importanza che assume la lotta al commercio abusivo ed alla contraffazione, l’abbassamento della pressione fiscale ed il non aumento dell’iva. Inoltre ci è stata chiesta una maggiore attenzione nel far rispettare le regole non sempre uguali per tutti ed al mondo del lavoro in generale, tema principe per il quale ci impegneremo senza alcun tentennamento conoscendo il valore di un riavvio occupazionale necessario e non più – conclude Giuseppe Sodano – rimandabile”.

Il gruppo più numeroso all’Assemblea Regionale manca ancora di compattezza e linea politica: i casi di scontro all’interno di Forza Italia.

Non vi è pace tra gli ulivi all’interno del gruppo di Forza Italia all’Assemblea Regionale. E probabilmente non vi sarà fino al voto del 4 marzo, e poi chissà. Le prime scosse sismiche si sono registrate sul disegno di legge per cancellare la doppia preferenza di genere per le elezioni amministrative. Poi, altra scossa di assestamento, sul no alla legge per il terzo mandato dei sindaci nei Comuni con pochi abitanti.

E, più che assestare, si sono scatenati altri movimenti tellurici che rendono il tutto incerto e, soprattutto, instabile. Sì perchè per le nomine dei componenti di Forza Italia nella Commissione regionale antimafia sarebbero stati designati, in virtù del loro profilo giuridico, Tommaso Calderone e Rossana Cannata. Però il capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Milazzo, sarebbe propenso a nominare, anzichè Rossana Cannata, Stefano Pellegrino, già presidente della Commissione Affari Istituzionali. E se fosse così? Se fosse così anche Tommaso Calderone rinuncerebbe all’incarico. Lui, Calderone, frena e afferma: “Non arriveremo a tanto. Il profilo di Rossana Cannata è ideale per il ruolo e i nomi designati sono quelli. In questo momento il problema non si pone. L’orientamento è Calderone-Cannata”.

E la stessa Rossana Cannata condivide e rilancia: “Non c’è niente di ufficiale ma si tratta di una nomina che combacia con il mio profilo giuridico, quindi mi auguro che non si arrivi a ‘punizioni’ non previste”. Punizioni? Che significa? Spazio alle congetture: Calderone e Cannata alcuni giorni addietro hanno firmato, insieme ai colleghi di Forza Italia, Marianna Caronia e Riccardo Gallo, un comunicato stampa tramite cui si chiede al capogruppo Milazzo di convocare subito una riunione del gruppo di Forza Italia. E perchè? “Perchè – si legge nel documento – bisogna concordare una linea politica che, considerato il momento storico territoriale, sia in grado di rispondere a emergenze quali la povertà, l’occupazione, le disabilità, il precariato, l’assenza di sviluppo, la mancanza di infrastrutture, il ritardo nella spesa comunitaria, la mancanza di risorse per i Comuni, il taglio dei servizi essenziali, i rifiuti e l’emergenza idrica. L’invito, esteso a tutti gli assessori di riferimento, rappresenta un chiaro messaggio di vicinanza al territorio che il gruppo parlamentare più numeroso della maggioranza, ossia Forza Italia, estende anche al Governo regionale”. E allora? Quale sarebbe il problema?

Calderone, che ha firmato, conferma e spiega: “Niente di strano. In tutti i campi i cittadini ci chiedono presenza e noi vogliamo dare maggiore impulso alle iniziative politiche di Forza Italia con una maggiore coesione tra di noi. Data la grossa disaffezione della gente per la politica ho ritenuto di fare questo passo”. E la Cannata condivide e rilancia: “In un momento così importante serve confronto e non iniziative singolari come quelle portate avanti finora. Abbiamo bisogno di compattezza e lo dimostra il disagio del partito. Qui sono settimane che non si vede nessuno, né Gianfranco Micciché né il capogruppo Milazzo. Sono tutti in campagna elettorale per il 4 marzo. Anche per la composizione delle liste del partito non siamo stai mai coinvolti. Mi auguro che dopo le Politiche le cose possano tornare a funzionare normalmente. E che si svolga la riunione che abbiamo richiesto” – conclude Rossana Cannata. In verità, un primo tentativo di riunione vi è stato, ma è naufragato perchè non si sono presentati nè Miccichè nè Milazzo. Dunque, dopo il voto per le Politiche si ritenterà, nella speranza che marzo sia davvero primavera di rose e fiori. Oggi come oggi invece il barometro è a tempesta.

A.R. (teleacras)

Il pubblico ministero Margherita Licata, al termine della sua requisitoria, ha chiesto la condanna a 6 mesi e venti giorni di carcere nei confronti di Giuseppe Li Vecchi. Il giovane 27enne è accusato di aver creato una pagina Facebook nella quale comparirono minacce di morte all’indirizzo del sindaco di Siculianal, Leonardo Lauricella.

Una piccola porzione del costone di Monserrato, ieri in tarda mattina, è stato interessato da uno smottamento che ha trascinato con sé una ringhiera e una porzione di marciapiede. Il cedimento si è verificato in prossimità di via Favignana in un’area che era stata già transennata e chiusa al traffico.

Una serie di segnalazioni sarebbero giunte alla Tenenza dei Carabinieri di Favara da parte di cittadini che denuncerebbero il fenomeno di cani randagi che causerebbero il danneggiamento di auto in sosta. Già nei giorni scorsi due episodi erano saliti al centro dell’attenzione dei media. Ora, a quanto pare, i Militari dell’Arma solleciteranno il sindaco della cittadina agrigentina a porre attenzione allo stesso fenomeno e a prendere i necessari provvedimenti.

Un uomo di 39 anni di Favara, Emanuele Di Dio, è stato arrestato ai Carabinieri della locale Tenenza e trasferito dai domiciliari, dove si trovava ristretto, al carcere di Agrigento.

 
Stamattina per l’uomo è previsto l’interrogatorio di convalida.


Rapina a mano armata, ieri pomeriggio, al distributore di benzina DB di viale Giudice Antonino Saetta, a Canicattì.

Due malviventi, muniti di coltello, e col volto travisato, hanno costretto, con le minacce, gli addetti alla distribuzione a consegnare l’incasso presente.

Subito dopo il colpo i due rapinatori si sono dileguanti a bordo di una Fiat Panda di colore scuro.

Immediato l’allarme lanciato e l’arrivo dei Carabinieri che hanno istituito diversi posti di blocco nel tentativo di individuare i delinquenti.

Non si ha notizia dell’ammontare del colpo.

LETTERA APERTA ALLA CITTA’

Ho aspettato che passassero i giorni caldi della vicenda  per esternare la mia posizione e poiché  non sono “social” né iscritta su Facebook, non condividendolo come mezzo di comunicazione  e ritenendolo uno strumento subdolo e pericoloso  che dà voce senza nessun tipo di controllo e selezione, ho deciso di scrivere questa lettera.

Sono una dei ricorrenti della vicenda  “Nzolia”, ovvero una di quelle persone che per il fatto di “essersi permessa”   di avere fatto valere un proprio diritto nelle aule di un tribunale è stata definita da tanti “invidiosa, “cattiva” addirittura “appestata” tanto da dover essere emarginata dalla società.

Ebbene dico subito che non c’è bisogno che nessuno mi emargini perché oggi come non mai sono io stessa che mi dissocio da questa realtà agrigentina che attraverso una tastiera, senza conoscere lo svolgimento dei fatti,  le persone coinvolte e i danni subiti, ha sputato veleno e soprattutto senza averne i titoli ha confutato la scelta di un giudice che ha emesso un provvedimento non basato su  presunzioni o  considerazioni personali ma soltanto su fatti  ovvero certezze documentali di fronte le quali non poteva fare diversamente dato che il suo ruolo è quello di fare emergere la verità, tutelare la verità e tutelare chi subisce una violazione di legge.

Premesso ciò, preciso che nessuno di noi è ricco, invidioso, cattivo, nessuno di noi ha lo stipendio garantito al mese tantomeno una vita facile e nessuno di noi è contro l’impresa o contro la “movida” io per prima ne ho ampiamente fatto parte.

Ad oggi però mi trovo a vedere la movida sotto un altro aspetto, per molti anni sono stata soltanto un avventore dei locali notturni e non solo, ma da qualche anno, ahimè, sono anche una  residente di una abitazione collocata sopra i locali notturni …

Io per prima non ho risparmiato nessun commento nella simile vicenda accaduta qualche anno fa ad un altrettanto noto locale nei confronti di quei ricorrenti che hanno agito a tal proposito …

Ho pensato che le loro ragioni non fossero tali da giustificare i limiti imposti a quel locale.

Oggi ho chiesto perdono a queste persone per essere stata superficiale,  irrispettosa  del loro dolore, per avere giudicato senza  avere provato sulla mia pelle!!!

(“Un problema non è un problema quando non  è un mio problema).

Provate a immaginare la vostra normale vita, fatta di lavoro,di sacrifici, di alti e bassi, aspettate di poter rientrare nella vostra casa, luogo sacro dove chiuse le porte, si  lascia fuori tutto: preoccupazioni, fatiche, estranei.  La casa è un posto soltanto nostro, dove ti senti libero, che nessuno può violare … E invece no, un imprenditore viene a fare un investimento,  proprio sotto la tua abitazione, fa irruzione come un carro armato nella tua vita non curante di chi già stava in quel luogo (preciso che le nostre case non sono state acquistate adesso ma si tramandano di generazione in generazione e che oggi non potremmo neanche vendere oltre che  per un legame affettivo anche perché  ne è stato leso il valore), diciamoci la verità: “Chi di voi si comprerebbe una casa sopra un locale già super avviato e senza alcuna limitazione di orari?”

Cosa succede da quel giorno in poi? La tua vita cambia, ti vengono imposte nuove regole e soprattutto sei costretta a scappare da casa tua!

Il riposo così come il vivere liberamente nella propria casa sono sacrosanti diritti, non negoziabili e irrinunciabili!!!

Qui non è un problema di mancanza di tolleranza, perché si può essere tolleranti quando c’è  il rispetto di un ragionevole orario di inizio e di fine del disturbo arrecatoti. L’esasperazione  viene fuori quando invece non si sa fino a quando persisterà  quel rumore intollerabile ogni sera della settimana e di ogni stagione.  E a questo punto si diventa colpevoli e quindi passibili di punizione per avere una casa in centro. Ho conosciuto  gente intollerante  per molto meno tipo il classico caso del motorino dell’acqua o del cane che abbaia del vicino. Non è forse vero?

Secondo voi chi apre un locale nell’ambito di una  zona ricca di abitazioni non dovrebbe prima pensare che impronta dare alla propria attività?? Non dovrebbe pensare che la sua realtà debba conciliarsi con quelle già esistenti? Non dovrebbe pensare se quella attività possa disturbare qualcuno?

Nessuno vuole  impedire il divertimento, nessuno vuole danneggiare nessuno, nessuno vuole la “ morte” della città, semplicemente  si chiede di convivere nel giusto e reciproco rispetto così come le regole di una società civile impongono, ed evidentemente questo rispetto non c’è stato, nonostante tutti i tentativi.

E soprattutto nessuno vuole impedire lo sviluppo turistico di questa città e posso confermare che il turismo che veicola attorno la città di Agrigento è prettamente culturale e non discotecaro (lasciatemi passare il termine),  i turisti frequentano questi locali nella primissima serata poi stanchi delle visite di un giorno intero vanno a dormire per poi risvegliarsi presto la mattina seguente! Qui c’è gente che aspira a fare diventare Agrigento come Riccione! E vi ricordo che Agrigento è città d’arte che è stata candidata capitale della “cultura” e non capitale della “movida”.  I servizi che promuovono il turismo sono altri come i giusti collegamenti urbani, le strade pulite e il decoro della città.

Voglio  invitare  alla riflessione, soprattutto quelli che non hanno resistito a bombardare, offendere e fomentare le masse ed inoltre consiglio loro di battersi con la stessa veemenza e ostinazione, mostrata  in questa circostanza, per i problemi più gravi che affliggono la città.

Quello che ad oggi fa sgomento non è la legittima differenza di opinioni, ma la lapidazione virtuale avvenuta che rispecchia la povera società di oggi, dove non si agisce come individui ma come branco, un branco che si schiera senza alcuna valutazione oggettiva a favore della parte che fa più comodo. 

Molte persone ci hanno anche definito frustrati ma ritengo che la frustrazione sia di chi  in questa occasione abbia sfogato le proprie rabbie recondite , scrivendo ciò che la massa voleva sentire,  guadagnandosi nella vita un momento di gloria, notorietà e tanti “followers”…

Siamo anche stati definiti  dei non lavoratori, (magari potessi campare di rendita ). Invece noto con grande dispiacere come  siano molti i disoccupati di questa città che hanno tutto questo tempo da dedicare ai social.

Ci tengo anche a precisare che in questa vicenda non ci sono né vinti né vincitori, è noto infatti che nelle guerre purtroppo ci sono soltanto feriti…

Ringrazio quanti che hanno avuto il coraggio di esprimere il loro giudizio a nostro favore andando controcorrente, “ persone di  grande sensibilità e senso civico”.

E proprio in onore della città di Agrigento, voglio concludere così:

“Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io.”   (Luigi Pirandello)  

Germana Landri, residente in piazzetta San Calogero