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02 luglio 2017 21:21
Il fumo che ha invaso l’autostrada A18 per le fiamme alte sulle colline nella zona di Taormina, con diversi focolai d’incendio, ha creato panico tra gli automobilisti che hanno invertito la marcia. Per allontanarsi dai roghi e dal fumo spinto dal forte vento, le auto hanno fatto una improvvisa inversione in maniera autonoma, procedendo nel senso opposto.
Molti automobilisti hanno chiamato con i telefonini la polizia stradale che non appena è giunta nella zona ha chiuso il tratto di autostrada e ha gestito la circolazione, fino alla riapertura anche se si procede a rilento. La polizia comunica che la situazione è in continua evoluzione e che la circolazione è resa difficile dalle nubi di fumo che hanno invaso la carreggiata. Vigili del fuoco e personale della Protezione civile al lavoro per spegnere i roghi e dare assistenza alla popolazione. Anche nella zona tirrenica nei pressi di Tindari il fumo è arrivato nell’autostrada sulla A20 Messina-Palermo, dove la circolazione è stata interrotta per mezz’ora. © Copyright ANSA

“La nuova riforma di diritto sanitario – Responsabilità medica e medicina difensiva”: incontro – dibattito dell’Unione provinciale Giuristi Cattolici di Agrigento. In proposito, oggi, al Videogiornale di Teleacras sono in onda le interviste a Davide Faraone Sottosegretario Sanità, Salvatore Cardinale Presidente Corte d’Appello di Caltanissetta, Salvatore Lucio Ficarra Commissario Asp Agrigento,
Rino Giglione Dirigente generale alla Regione, e Pietro D’Alessandro Presidente Unione prov. Giuristi Cattolici Agrigento.

Ad Agrigento si è svolto, con ampia partecipazione di pubblico, nei locali della biblioteca comunale “La Rocca”, il convegno “San Calò, tradizione di Girgenti”. Lello Casesa, cultore di tradizione popolari, e tra i promotori dell’iniziativa, afferma: “Tanti agrigentini e non hanno partecipato all’iniziativa che ha voluto aprire i festeggiamenti in onore di San Calogero. E’ stato un incontro che ha voluto raccontare la storia del Santo nero e le sue antiche tradizioni, con interventi di esperti documentaristi. Intenso è stato il momento della benedizione del pane da parte del rettore del Santuario ai piccoli devoti del Val d’Akragas. E il pane è stato distribuito successivamente ai presenti. Dunque, un incontro culturale che ha visto la presenza, tra gli altri, del Sindaco Firetto, del Rettore del Santuario Don Giuseppe Veneziano, per testimoniare la fede, la devozione e la tradizione degli agrigentini verso San Calogero, rilanciando l’opera religiosa e spirituale di Calogero. Graditissima è stata la presenza di Calogero Ferlisi, Presidente del Tar Sicilia che ha relazionato sulla storia del Santo Nero. All’iniziativa hanno preso parte i membri dell’Associazione Devoti di San Calogero e dell’Arciconfraternita. Bellissimo si è rivelato il documentario proiettato, realizzato da Angelo Lo Bello, e il momento musicale offerto dall’orchestra del Val d’Akragas e da alcuni elementi della Banda musicale che hanno intonato la tradizionale Zingarella”.

I signori Giuseppe Cimino e Maria Nocera, proprietari di un lotto di terreno sito in San Leone, Via dei Giacinti n. 8, avevano realizzato una villetta in virtù di concessione edilizia e di nulla osta rilasciato dalla Soprintendenza subordinato all’osservanza di varie prescrizioni , tra le quali, in particolare, la previa demolizione della vecchia costruzione esistente sul lotto di terreno in questione. Molti anni dopo il Comune di Agrigento comunicava l’avvio di un procedimento di verifica
della regolarità della costruzione, che si concludeva con un’ordinanza di ripristino; ordinanza che veniva impugnata davanti al Tar dagli interessati con ricorso giurisdizionale, in cui interveniva ad opponendum la Signora Ornella Randazzo, nella qualità di proprietaria frontistante, che affermava la fondatezza degli abusi edilizi contestati con l’ingiunzione di ripristino impugnata. Il Tar disponeva una verificazione, la quale accertava l’effettiva demolizione dell’edificio preesistente; pertanto il ricorso veniva accolto, e l’ordinanza di ripristino conseguentemente annullata. Avverso tale sentenza proponeva appello la Signora Randazzo; si costituivano in giudizio i coniugi Cimino-Nocera, rappresentati e difesi dagli Avvocati Girolamo Rubino e Leonardo Cucchiara, per chiedere il rigetto dell’appello. Successivamente, in accoglimento di un’istanza avanzata dai coniugi Cimino e Nocera , la Soprintendenza di Agrigento aveva accertato la compatibilità paesaggistica delle opere realizzate dagli stessi; su richiesta avanzata dalla Signora Randazzo la stessa Soprintendenza aveva preannunziato la recoca di tale provvedimento, con nota ricevuta il 28 aprile 2016. In pari data gli interessati ricevevano il provvedimento di revoca del provvedimento di accertamento di compatibilità paesaggistica; pertanto i coniugi Cimino e Nocera, sempre assititi dagli Avvocati Girolamo Rubino e Leonardo Cucchiara, impugnavano davanti al TAR Sicilia,Palermo, il provvedimento di revoca. In particolare gli Avvocati Rubino e Cucchiara hanno lamentato la mancanza di comunicazione preventiva dell’avvio del procedimento di revoca, nonchè la circostanza secondo cui la revoca sarebbe stata disposta sulla base di un erroneo presupposto di fatto. Si sono costituite in giudizio sia La Soprintendenza dei Beni Culturali ed Ambientali di Agrigento,sia la Signora Ornella Randazzo, per chiedere il rigetto del ricorso. Già in sede cautelare il Tar ha accolto l’istanza di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, ritenendo fondata la censura dedotta dagli Avvocati Rubino e Cucchiara circa la violazione delle garanzie partecipative. Da ultimo, in vista dell’udienza di merito, gli Avvocati Rubino e Cucchiara hanno depositato la sentenza del CGA di rigetto dell’appello proposto dalla Signora Randazzo avverso la precedente sentenza del TAR favorevole ai coniugi Cimino e Nocera; pertanto il Tar ha ritenuto giudizialmente accertato il rispetto della condizione apposta nel nulla osta rilasciato dalla Soprintendenza con conseguente insussistenza della circostanza posta a fondamento del provvedimento di revoca impugnato. In conseguenza di ciò il Tar ha accolto il ricorso proposto dai coniugi Cimino e Nocera, annullando il provvedimento di revoca impugnato, e condannando sia la Soprintendenza sia la Signora Randazzo Ornella al pagamento pro quota della spese di giudizio, oltre accessori ed al rimborso del contributo unificato. Pertanto, per effetto delle sentenza rese tra le parti sia dal Tar sia Dal CGA, i coniugi Cimino e Nocera non dovranno procedere ad alcuna demolizione mentre la Soprintendenza e la Signora Ornella Randazzo dovranno pagare le spese giudiziali liquidate dal TAR.

Il Tribunale di Agrigento ha assolto Gerlando P, sono le iniziali del cognome, 50 anni, di Agrigento, ristoratore, arrestato dai Carabinieri il 7 dicembre 2012 a Favara, in via Coppi, perché sorpreso in possesso di 100 grammi di hashish, e poi scarcerato pochi giorni dopo. Il difensore, l’avvocato Alfonso Tuttolomondo, ha dimostrato che l’imputato non ha mai praticato spaccio di droga e nemmeno ha frequentato soggetti impegnati in ciò. E che i 100 grammi di hashish sono stati la scorta accumulata a fine di consumo personale. E che, inoltre, nel corso della perquisizione domiciliare, non è emerso alcun elemento da cui dedurre l’attività di spaccio, ad esempio bilancini e materiale di confezionamento delle dosi. Dunque, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, accogliendo le argomentazioni dell’avvocato Tuttolomondo, ha assolto Gerlando P “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato”.

Sono 12 i Sindaci neo eletti nell’Agrigentino, che, conclusa la recente tornata elettorale per le Amministrative, hanno ricevuto una pesante responsabilità da parte degli elettori, e che, di conseguenza, dovranno dare un segnale forte di risalita delle sorti cittadine e di amministrazione efficiente sui territori. Tra riconferme e nuovi volti, i neo sindaci si sono già messi a lavoro partendo proprio dai bilanci, sempre più in rosso, e quindi analizzando la situazione economica che vede ormai tanti Comuni procedere verso la fase del pre-dissesto. E oltre all’aspetto finanziario, ogni sindaco dovrebbe iniziare il suo lavoro monitorando i problemi della città, e garantendo quelli che sono i servizi essenziali, soprattutto di carattere socio-assistenziale.
A Lampedusa, l’isola dell’accoglienza, qualcosa sta cambiando. Il neo sindaco, Salvatore Martello, punta al dialogo con la gente, vuole interessarsi dei problemi della città, dalle fogne ai rifiuti, dalle buche nelle strade all’edilizia e al turismo, e non ha nessuna intenzione di proseguire con le politiche sull’immigrazione del suo predecessore, Giusi Nicolini.
E a Comitini, Comune noto anche per avere la più alta percentuale di dipendenti comunali rispetto agli abitanti, torna ad amministrare per il suo terzo mandato il sindaco Nino Contino, che, insieme al Capo di Gabinetto, Salvatore Parello, sono a lavoro per cercare fondi e per recuperare dei finanziamenti per le prime riqualificazioni urbane, ad esempio in Piazza Umberto, e per organizzare degli eventi per l’estate.
fonte Teleacras

Un dipendente può essere licenziato anche via social network. Lo ha stabilito il Tribunale civile di Catania che ha ritenuto che il licenziamento “intimato su whatsapp” appaia “assolvere l’onere della forma scritta, trattandosi di un documento informatico”. Con tanto di prova di avvenuta ricezione: l’impugnativa presentata dal dipendente. Lo scrive il Giudice del lavoro, Mario Fiorentino, rigettando il ricorso presentato da una dipendente di un’azienda che aveva ricevuto la notizia del suo licenziamento sulla chat di whatsapp. Secondo il Giudice del lavoro “la modalità utilizzata dal datore di lavoro nel caso di fattispecie appare idonea ad assolvere ai requisiti formali in esame, in quanto – si legge nell’ordinanza – la volontà di licenziare è stata comunicata per iscritto alla lavoratrice in maniera inequivoca come del resto dimostra la reazione da subito manifesta dalla predetta parte”. Per questo il Tribunale ha dichiarato inammissibile il ricorso. (ANSA)

Da domani, sabato primo luglio, inizia la stagione ufficiale dei saldi estivi in Sicilia. Secondo le previsioni di FederConsumatori, si registrerebbe un timido aumento dell’1,8 per cento rispetto allo scorso anno. Lino Vizzini, a capo della FederConsumatori di Palermo, afferma: “Anche quest’anno si prevede un andamento ancora sottotono, perché è da maggio che i negozianti hanno iniziato a fare promozioni e sconti. Del resto, la Regione, nell’ultimo decreto che fissa le date dei periodi in saldo, ha introdotto una vera novità, ovvero le date delle vendite promozionali, autorizzate dal 16 marzo al 30 giugno e dal 16 settembre al 31 dicembre. Invece prima erano ammesse da agosto a novembre e da febbraio a maggio, cioè fino al giorno prima dell’inizio dei saldi. L’Istat ha inoltre confermato che l’inflazione nello scorso mese di maggio ha raggiunto quota +1,4% a causa degli aumenti tariffari. Si tratta di un tasso di inflazione comunque elevato, che comporta pesanti ricadute, pari a +414 euro anno a famiglia. È sicuramente un dato allarmante, che getta ombre sui saldi estivi”.