Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 86)

Il vicepresidente della Regione e assessore al Bilancio Gaetano Armao ha criticato la decisione del Sindaco di Gela di conferire un incarico legale volto all’annullamento della deliberazione della Giunta Regionale numero 389 dell’1 novembre 2019 con la quale sono stati esclusi dai finanziamenti previsti dal “Patto Per il Sud” importanti progetti relativi al Comune di Gela.
In particolare, secondo l’assessore Armao, tale ricorso sarebbe stato inutile anche in considerazione del fatto che la deliberazione della Giunta Regionale doveva ritenersi inefficace e sospesa nelle more dell’acquisizione – ai sensi dell’articolo 50, comma 3 bis, della legge regionale 6 agosto 2009, n. 9 – di appositi pareri da parte della Commissione Bilancio e della Commissione per l’esame delle questioni concernenti l’attività dell’Unione europea.
Ebbene, con nota del 13.02.2020, il Vice Segretario Generale Vicario dell’ARS, di fatto smentendo la tesi dell’avvocato Armao, ha rilevato che la deliberazione della Giunta regionale n. 389 dell’1 novembre 2019 “non risulta conforme alla fattispecie normativa di cui all’articolo 50, comma 3 bis, della legge regionale 6 agosto 2009, n. 9, che prevede che le Commissioni parlamentari in materia di bilancio e di attività dell’Unione europea esprimano il parere di competenza sulle proposte di modifica finanziarie, e di merito relative agli strumenti attuativi della programmazione europea prima dell’approvazione della Giunta. E che, come si evince dal tenore letterale della stessa norma, oggetto del parere delle Commissioni deve essere una proposta e non una deliberazione già approvata dalla Giunta regionale. E che, conseguentemente, non si è proceduto alla trasmissione alle Commissioni competenti della citata delibera della Giunta regionale, e le medesime Commissioni non hanno espresso alcun parere” .
Dunque, contrariamente a quanto ritenuto dall’avvocato Armao, nessun ulteriore parere delle Commissioni dell’Assemblea Regionale Siciliana sarà adottato sulla suddetta Deliberazione n. 389/19.
Pertanto, deve ritenersi certamente coerente la scelta del Comune di Gela di impugnare la suddetta Deliberazione della Giunta Regionale.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, con ordinanza n. 105/2020, ha accolto le doglianze dell’imprenditore che aveva ottenuto un finanziamento nell’ambito dell’avviso 3.3.1.4 del PO FESR 2007/2013, patrocinato dall’Avv. Michele Cimino, unitamente all’Avv. Giorgio Troja e al Dott. Oscar Di Rosa.
In particolare l’Avviso, finanziato dall’Assessorato Regionale alle Attività Produttive, e gestito dalla CRIAS, prevedeva un regime di aiuti all’investimento iniziale nel settore turistico, pari al 50 % delle spese ammissibili per le micro-piccole imprese siciliane.
L’impresa, che in virtù del co-finanziamento aveva avviato un’attività alberghiera, si è vista recapitare una pretesa di restituzione della somma versata dalla CRIAS. Ciò in quanto, ad avviso del detto ente gestore, andrebbero letti come alternativi i parametri previsti dall’art. 18 dell’Avviso per la perdita del finanziamento. “In realtà – commenta l’Avv. Cimino – l’interpretazione data dalla CRIAS non trova alcun fondamento nemmeno letterale, non sussistendo alcuna preposizione disgiuntiva e/o avversativa tra i due parametri. Una siffatta interpretazione, fra l’altro, sarebbe totalmente illegittima, dal momento che, come abbiamo dimostrato, un’impresa che perde solo 0,5 punti, per un solo indicatore, rispetto al punteggio inizialmente attribuito, e su cui si è fondata la graduatoria per l’ammissione al finanziamento, se lo vedrebbe revocato (come avvenuto alla nostra assistita), mentre un’altra impresa, perdendo fino a 12,5 punti, come complesso di più indicatori, e quindi con un punteggio finale di gran lunga inferiore rispetto all’ultima in graduatoria ammessa al finanziamento, ed ulteriormente inferiore anche rispetto a quello imprese inserite nella graduatoria delle operazioni ammesse ma non finanziabili, manterrebbe l’incentivo”.
Proprio per tali ragioni, l’interpretazione autentica data il 17.8.2018 dall’Assemblea Regionale Siciliana aveva dato evidenza della non alternatività di detti parametri di esclusione, bensí della loro contemporanea sussistenza, impegnando il Governo Regionale, nella persona dell’Assessore alle Attività Produttive, a determinarsi di conseguenza. Ad oggi tuttavia non è intervenuto nessun atto amministativo in tal senso, nemmeno in seguito alla richiesta di annullamento del provvedimento avanzata dall’impresa in questione.

Oggi, venerdì 14 febbraio, giorno di San Valentino, nell’ambito della campagna della Polizia di Stato cosiddetta “Questo non è amore”, in tutta Italia i camper della Polizia sostano nelle piazze principali contro l’isolamento e il dolore delle vittime di violenza di genere, e per offrire il supporto di operatori specializzati, in prevalenza donne, tra medici, psicologi e rappresentanti dei centri antiviolenza. Anche ad Agrigento il camper della Polizia di Stato è presente per l’intera giornata a Porta di Ponte.

Le interviste

Ad Agrigento, al palazzo Filippini, nel corso di una cerimonia ufficiale, il sindaco Lillo Firetto ha consegnato la “Menzione speciale città di Agrigento – Agrigentina d’adozione” a Mareme Cisse, con la motivazione: “In quanto modello di integrazione in una terra da sempre crocevia di culture e popoli, nonché di impegno sociale finalizzato all’integrazione e all’inserimento lavorativo di donne e ragazzi stranieri con fragilità”. Mareme Cisse, molto conosciuta in città, è dal 2014 chef del ristorante “Ginger People&Food” e ha più volte ricevuto riconoscimenti professionali prestigiosi. E’ già nominata “alfiere del territorio” dal premio Bezzo nel 2018 e con la bandiera del suo paese, il Senegal, si è aggiudicata a San Vito Lo Capo, la scorsa estate, il titolo di campionessa mondiale di couscous.

Le interviste

La sezione Lavoro del Tribunale di Sciacca, accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Margherita Bruccoleri, ha condannato l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, a favore di alcuni dipendenti Dirigenti Medici responsabili di Struttura semplice e complessa, e Dirigenti titolari di incarico professionale, al pagamento di circa 35mila euro come risarcimento del danno da inadempimento contrattuale. L’Azienda sanitaria avrebbe dovuto corrispondere in favore dei suoi dipendenti Dirigenti medici, ogni mese, un importo a titolo di indennità di posizione variabile aziendale, così come previsto dal contratto sottoscritto tra le parti.

Nell’ambito della vertenza sindacale legata ai supermercati Fortè in Sicilia, la segreteria provinciale di Agrigento della Confsal, coordinata da Manlio Cardella, annuncia che a Catania, nei locali della Presidenza della Regione, in presenza dei dirigenti del Centro per l’impiego di Catania, dei commissari giudiziali della società Meridi e dei sindacati, è stato firmato l’accordo per chiedere la Cassa integrazione guadagni straordinaria per i 465 dipendenti dei punti vendita di tutta la Sicilia. La Cigs, come richiesto, se approvata, scatterà a decorrere dal 9 gennaio 2020, per l’intera durata di attività dei commissari straordinari. Nonostante l’accordo, a causa del problema delle mensilità arretrate non riscosse dai lavoratori sin dal mese di luglio 2019, essendo incerta la tempistica dell’erogazione dei benefici della Cassa integrazione, si sono registrate gravi dimissioni di massa dei lavoratori proprio al fine di percepire prima possibile un sostentamento economico che in questo caso è l’indennità di disoccupazione Inps. A seguito di quanto accaduto, la Confsal pone soprattutto alle parti politiche e di governo della Regione la necessità di una approfondita riflessione. Da ciò che si apprende dalla stampa, la crisi dei supermercati Fortè è da ascrivere non solo alla contrazione dei consumi ed alla crisi economica delle famiglie siciliane, ma anche e soprattutto all’ennesima speculazione di un gruppo imprenditoriale che indisturbato giocava con i destini di 467 lavoratori e delle rispettive famiglie.

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, diretta da Giovanni Minardi (nella foto), hanno arrestato in carcere Roberto Fragapane, 27 anni, già sorvegliato speciale, ed ai domiciliari Giuseppe Casà, 24 anni, entrambi ritenuti responsabili del reato di rapina aggravata in concorso. Domenica 12 gennaio un nigeriano sarebbe stato avvicinato da un’automobile con a bordo Fragapane e Casà, i quali avrebbero rapinato all’africano il telefono cellulare e poi sono fuggiti. Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Sostituto Procuratore Alessandra Russo, hanno permesso sia di individuare i soggetti autori della rapina, sia di risalire all’ultimo utilizzatore del telefono cellulare. L’apparecchio è stato sequestrato e riconsegnato al legittimo proprietario. E’ stato denunciato in stato di libertà un altro soggetto indagato del reato di ricettazione. La Squadra Mobile sottolinea che la collaborazione della vittima è essenziale alle indagini. Purtroppo tale contributo spesso manca in tanti altri casi in cui l’omertà caratterizza irragionevolmente le dichiarazioni delle persone offese.