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A Palermo un ragazzo di 25 anni, Gianluca Napoli, è morto a seguito di un incidente in viale Regione Siciliana, nella zona del quartiere “Tommaso Natale”. Al giovane è sfuggito il controllo della sua Honda Sh per cause in corso di accertamento. E’ stato trasportato all’ospedale Villa Sofia in gravi condizioni e nonostante i tentativi dei sanitari è deceduto.

Non morì a causa di quella lite tra vicini di casa finita male.
A dirlo è la relazione medio-legale firmata da Antonio Guajanam sulla base della quale il Pm Chiara Bisso, ha chiesto l’archiviazione della richiesta avviata, per l’ipotesi di reato di omicidio preterintenzionale a carico di un uoo di 66 anni.
il 64enne che lo scorso 14 luglio, non sarebbe quindi morto a causa dei colpi ricevuti durante la scazzottata in Via Petrarca, mentre litigavano circa lo smistamento della posta nelle cassette. Il 64enne era poi rientrato a casa, dove si era accasciato, morendo.

nella realazione il medico legale scrive: “Il decesso è da attribuire a morte improvvisa cardiogena in soggetto diabetico, iperteso e cardiopatico”.

Poi si legge ancora:“nessuna delle condizioni traumatiche può avere inciso nel determinare il decesso”. 

Il medico legale ha esaminato pure i traumi e le contusioni riportate sul volto arrivando alla conclusione che non vi è prova che possano essere stati provocati dai colpi ricevuti nel litigio ipotizzando anche che possano essere la conseguenza della caduta.

Per l’indagato è stata quindi chiesta l’archiviazione.

Una sequenza sismica è stata registrata nella provincia nord di Catania, alle pendici dell’Etna. Tra le ultime scosse di terremoto una è stata di magnitudo 3.8. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il sisma ha avuto ipocentro a 12 chilometri di profondità. L’epicentro è stato rilevato a 5 chilometri a nordest di Ragalna e 21 a nordovest di Catania. Non si registrano danni a persone o cose. Finora sono state almeno 15 le scosse di terremoto (di magnitudo non inferiore a 2) registrate nella zona.

Una festa privata in un locale di Nicosia, in provincia di Enna, avrebbe provocato un focolaio covid tra i partecipanti, provenienti da Capizzi, un paese vicino di quasi tremila abitanti sui Nebrodi, nel Messinese. Il contagio si sarebbe poi esteso ad altre persone. In tutto 58 sono risultate positive. Altre 25 sono in attesa dei risultati del test. E’ in corso di tracciamento la rete dei contatti. Il sindaco, Leonardo Principato Trosso, afferma: “La situazione è molto critica. Non possiamo permetterci di sottovalutare l’emergenza sanitaria che sta modificando le nostre abitudini di vita”.

Nell’ambito dell’inchiesta antimafia nell’Agrigentino cosiddetta “Icaro”, la sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo, su proposta della Procura, ha emesso un provvedimento di confisca di quattro beni immobili: terreni e un fabbricato situati nei Comuni di Cattolica Eraclea e Bivona, nella disponibilità di Antonino Grimaldi, 53 anni, e per un valore complessivo di circa 120mila euro. Si tratta di beni che l’11 ottobre del 2019 sono stati già sottoposti a sequestro da personale della divisione Anticrimine Agrigento e delle Squadre Mobili di Agrigento e Palermo.

Ad Agrigento, a San Leone, un vandalo si è accanito contro i vasi in ceramica installati lungo il belvedere della terza spiaggia, al Viale delle Dune, distruggendoli. I poliziotti della Squadra Volanti hanno identificato il presunto autore del raid vandalico, e lo hanno denunciato a piede libero all’Autorità giudiziaria per danneggiamento aggravato. Si tratta di G Q, sono le iniziali del nome, 44 anni, di Favara, personaggio già noto alle cronache, anche nazionali, per precedenti e gravi raid vandalici.

Lo ha comunicato nella sua pagina di facebook dalla quale ha anche lanciato il messaggio di prestare la massima attenzione onde evitare di contrarre il coronavirus.

Così Miriam Mignemi, assessore comunale a Favara è risultata positiva proprio nell’ultimo giorno dell’anno, tanto che la Mignemi stessa ha ironizzato dichiarando “di chiudere in bellezza il 2020”.

La stessa, come detto, sta bene, presenta lievi sintomi tipici del Covid 19, ed ha invitato la popolazione ad essere attenta perchè la contrazione del virus avviene in qualsiasi momento. L’assessore ha anche precisato che l’appello vale soprattutto per i parenti e gli amici in quanto, anche loro, non sono immuni alla contrazione del virus.

Alla Mignemi gli auguro del nostro giornale di una pronta guarigione.

 

 

I poliziotti del Commissariato di Canicattì hanno denunciato in stato di libertà un trentenne di origini rumene, ritenuto responsabile del reato di accensioni ed esplosioni pericolose. In particolare, nel corso dei controlli predisposti per la repressione della vendita illegale di materiali esplodenti e la prevenzione di esplosioni pericolose, in Via Umberto I, è stato sorpreso all’atto di esplodere un grosso petardo.
L’uomo, sottoposto a perquisizione, nelle tasche del giubbotto che indossava, aveva altri 10 petardi, che riportavano la seguente scritta: “Pitbull-marcatura CE 1395- g. 1- categoria F4- distanza di sicurezza m. 60 e anno di produzione 2020”. Inoltre l’involucro dei petardi riportava l’indicazione, che l’impiego di tali manufatti è consentito solo alle persone abilitate ai sensi dell’art. 48 del Tulps.

Al Parco Artistico Della Pace di Bivona è stata collocata una nuova opera dell’artista Domenico Cocchiara. Dal titolo Oxymoron, l’opera incastonata tra le bellezze naturalistiche del parco, consiste nel recupero di una porta in lamiera sulla quale vi è un intervento del poeta Angelo Giambartino con la scritta “never ever”, che tradotta significa “mai e poi mai”, un ossimoro, una espressione in antitesi con ciò che l’artista Cocchiara ha dipinto nel retro della porta: un’amadriade che invita al silenzio, un essere fantastico che secondo il mito greco viveva all’interno degli alberi. «La porta»- afferma l’artista Domenico Cocchiara -«è un accesso fantastico al luogo dove c’è una quiete che spinge a fermarsi, una pace che ricarica, un ordine che sorprende»-.

Ispirato da queste emozioni, l’artista bivonese ha realizzato diverse opere di “land art”, l’arte che si amalgama con il paesaggio. Il Parco, nato dalla sinergia tra l’Associazione Primavera Onlus, l’Azienda Forestale, il Comune di Bivona, il dottore Nino Abate, l’artista Domenico Cocchiara e l’architetto Salvatore Giallombardo, è in continuo fermento artistico. Le suggestioni del luogo hanno ispirato i versi del poeta Angelo Giambartino, incisi su una lastra di pietra. Nell’ampio pianoro, contornato da una cavea naturale, dove nel periodo estivo viene montato un teatro di paglia, è possibile ammirare una serie di murales dal fascino suggestivo realizzati da: Franco Facella, Raffaele Parisi, Ernesto Lepre, Vittorio Pio Alfieri e Domenico Cocchiara. Accomunati dal tema “natura-paesaggio”, ciascun artista con il proprio linguaggio ha arricchito l’ampio muro che un tempo racchiudeva l’area dell’ex tracomatosario che presto diverrà parco urbano della città di Bivona, grazie all’acquisizione dell’area ottenuta dal Comune di Bivona in comodato d’uso, dopo un lungo e complesso iter.
Il Parco Artistico della Pace – afferma il sindaco Cinà – giorno dopo giorno sta diventando una straordinaria mostra a cielo aperto, ricca di spunti e motivi di interesse, in un contesto ambientale incantevole e suggestivo. Grazie alla sinergia tra gli artisti, il Comune di Bivona, l’Associazione Primavera onlus e l’Azienda Foreste, questo posto è diventato un simbolo di attrazione, di valorizzazione culturale e turistica della nostra Città. Ringrazio il nostro artista Domenico Cocchiara e tutti gli artisti per le straordinarie opere realizzate all’interno del Parco Artistico della Pace, dove arte e natura si fondono in totale armonia rendendolo un luogo autentico di rara bellezza”.

Il premier Conte, la Ministra all’Istruzione Azzolina ed il presidente della Conferenza delle regioni Bonaccini continuano a manifestare grande entusiasmo per la ripresa delle lezioni in presenza per gli istituti superiori, al momento fissata per il prossimo 7 gennaio. Noi di SGB continuiamo invece ad essere contrari a questa scelta completamente irrazionale e pericolosa per la salute dei lavoratori della scuola, degli studenti e delle loro famiglie. Tutti sanno che la riapertura delle scuole superiori coinciderà con l’avvio della terza ondata dell’epidemia da COVID-19 nonché con il probabile picco dell’influenza stagionale.

Secondo l’ordinanza del Ministro della Salute dello scorso 24 dicembre, la didattica in presenza dovrà interessare il 50% della popolazione studentesca per il periodo che va dal 7 al 15 gennaio 2021. Nel caso di rientro a scuola il prossimo 7 gennaio, il personale scolastico e gli studenti si troverebbero ad operare, naturalmente, nelle stesse classi “pollaio” lasciate a novembre nonché negli stessi spazi angusti che a mala pena garantivano il metro di distanza. In queste condizioni, è stato purtroppo dimostrato, i protocolli, anche quando scrupolosamente applicati, sono del tutto insufficienti al contenimento dell’epidemia. In molte scuole continuano inoltre a scarseggiare dispositivi di protezione fondamentali come le mascherine FFP2 e le visiere para schizzi anche per i docenti di sostegno. Non sono confortanti nemmeno le notizie che giungono dai vari territori in merito al mancato potenziamento del trasporto pubblico locale. Per riaprire le scuole in sicurezza occorre investire massicciamente nell’edilizia scolastica (la legge di bilancio appena approvata ha stabilito 1,5 miliardi per la spesa d’investimenti a fronte di un fabbisogno di circa 200 miliardi) per incrementare gli spazi e per installare adeguati impianti di aereazione.

Occorre un maggior numero di personale per dimezzare il numero di alunni per classi e per favorire il distanziamento sociale. Di fondamentale importanza il presidio medico presso le scuole per la continua sorveglianza sanitaria. Ancora una volta, è stata invece stabilita la data di rientro in classe senza neanche programmare un’attività di screening a tappeto per tutta la popolazione scolastica. Infine, i tempi previsti per la vaccinazione di massa sono ancora lunghi. Anche noi di SGB preferiamo la didattica in presenza a quella a distanza ma non possiamo ignorare il fatto che, in queste condizioni, la riapertura delle scuole superiori rischia di essere una vera e propria bomba sanitaria per il Paese. Lavoratori della scuola e studenti non sono carne da macello! Per queste ragioni SGB aderisce all’iniziativa di UNSIC, per rivendicare il rinvio del giorno di riapertura della

scuola secondaria di secondo grado ed invita tutti gli iscritti, i simpatizzanti ed i lavoratori tutti a firmare la petizione che ha già raggiunto altissimi livelli di consenso a dimostrazione della gravità della situazione e della forte attenzione della popolazione scolastica sul tema della sicurezza.