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Incidente stradale con due feriti l’altra notte lungo la provinciale  che collega Porto Empedocle a Realmonte. Ad avere la peggio due giovani di Agrigento che, a bordo di una utilitaria, si sono schiantati contro una vettura parcheggiata su ciglio della strada, all’altezza della Scala dei Turchi.

L’auto sulla quale viaggiavano di due ragazzi agrigentini, una Fiat Punto, è andata semidistrutta per la violenza dell’impatto con un Suv Renault Captur.

 

A soccorrere i malcapitati, in un primo momenti, alcuni passanti che hanno chiamato il 118 che, con le ambulanza appositamente giunte sul posto, hanno successivamente trasportato gli stessi all’ospedale San Giovanni di Dio.

A chiarire la dinamica del sinistro, i Carabinieri della Compagnia di Agrigento giunti sul posto per i rilievi di rito utili all’accertamento di eventuali responsabilità.

I gruppi folklorici agrigentini Gergent , Città dei Templi e Kerkent , avendo ricevuto dall’Ente Parco Archeologico il programma degli eventi riservati al folklore locale che prevede un coinvolgimento dei gruppi agrigentini in vari momenti della kermesse, certamente migliorativo rispetto all’anno precedente, come nella scelta dei gruppi internazionali che parteciperanno al Festival del Folklore, sicuramente migliore e numericamente rilevante, hanno deciso di aderire e quindi partecipare alla prossima edizione del Mandorlo in Fiore. Apprezziamo l’apertura dell’Ente Parco alle realtà locali finalizzata alla valorizzazione delle nostre tradizioni popolari che non può limitarsi al Mandorlo in Fiore ma più in generale ad un riconoscimento dell’ alto valore culturale delle nostre tradizioni popolari ed alla valorizzazione dei gruppi che operano in tale ambito . Riteniamo altresì che altre questioni inerenti l’organizzazione o il profilo culturale che gli Enti preposti , negli anni hanno voluto dare al Mandorlo in Fiore, siano estranee alla vicenda dibattuta da sempre, che è quella che ci riguarda , della valorizzazione dei gruppi e quindi al riconoscimento del ruolo da sempre rivendicato, di soggetti che promuovono seppure tra tante difficoltà il folklore anche all’estero e che possono dare il proprio contributo anche nell’organizzazione dell’evento. L’organizzazione del Mandorlo in Fiore, da quando è nata la manifestazione, è stata demandata nel tempo a vari Enti che hanno scelto una linea di indirizzo di volta in volta diversa rispetto alle date , ai programmi, alle scelte artistiche che talvolta in passato escludevano o limitavano la partecipazione dei gruppi locali . Grazie a battaglie comuni negli anni i gruppi hanno avuto un ruolo centrale con il comune di Agrigento prima e adesso con l’Ente parco archeologico che può far si che questo ruolo possa rafforzarsi con proposte concrete che nessuno tra i gruppi al momento ha formalizzato. Da tempo si discute della possibilità di istituire un comitato dei gruppi agrigentini che possa essere da supporto agli Enti organizzatori, una proposta che noi ancora oggi condividiamo e che cerchiamo di promuovere con la collaborazione degli Enti preposti per le prossime edizioni.

Gergent – Luca Criscenzo
Città dei Templi – Dario Danile
Kerkent – Cinzia Puleri

L’assessore: «Infondate e pretestuose le reazioni campanilistiche della comunità locale al trasferimento a Palermo e Roma della Dea di Morgantina»

 

 – Vittorio Sgarbi, assessore regionale dei beni culturali in Sicilia, commenta i dati del 2017 relativi agli incassi in musei e parchi archeologici dell’Isola; i visitatori sono risultati 5 milioni e gli incassi 3 milioni di euro, entrambi in crescita rispetto al 2016. Tranne che per Aidone (incassi annuali passati dai 50 mila del 2016 ai 43 mila del 2017) nel cui museo archeologico è custodita la celebre «Dea di Morgantina» restituita alla Sicilia, dopo un lungo contenzioso, dal «Paul Getty Museum» di Malibù.

 

«Il dato negativo di Aidone – spiega Vittorio Sgarbi – rivela come infondate siano, oltre che pretestuose, le reazioni campanilistiche della comunità locale all’idea di trasferire, prima a Palermo e poi a Roma, la Dea di Morgantina, e peraltro in un lasso di tempo, tra ottobre 2018 e febbraio 2019, in cui, praticamente, non vi sono visitatori.

Concordo sulla necessita di migliorare la viabilità che collega Aidone e Morgantina, ma spero che sia ormai chiaro che su Aidone vi è innanzitutto un problema di conoscenza. L’ipotizzato trasferimento a Roma, al Quirinale, della Dea, come fu a suo tempo per i Bronzi di Riace, significherebbe mostrare all’attenzione del mondo la Dea e dunque a richiamare ad Aidone migliaia di visitatori. Una semplice operazione di comunicazione, non uno scippo»

 

Con molto piacere la Pro loco Marzamemi è lieta di informarvi che anche quest’anno organizzerà la manifestazione denominata “ Inverdurata di Pachino “ giunta alla sua QUINDICESIMA edizione,  che si svolgerà dal 11 al 14 Maggio 2018 a Pachino(SR) e più precisamente in Piazza Vittorio Emanuele e vie limitrofe. L’imprenditoria e l’economia di Pachino si basa prevalentemente sull’agroalimentare, sulla produzione di ortaggi di qualità indiscussa, lo studio e la pratica di nuove tecniche di produzione nel rispetto del territorio hanno portato al raggiungimento di livelli qualitativi straordinari. I riconoscimenti non si sono fatti attendere fregiando il nostro pomodoro con la denominazione IGP, ossia “Identificazione Geografica Protetta” ed infatti in tutto il Mondo si parla del Pomodoro di Pachino IGP.  La manifestazione con puntualità annuale, si interessa di mettere in risalto il settore dell’agricoltura, mediante una rassegna artistica che vede la realizzazione di mosaici composti dai prodotti agroalimentari del territorio. Tali mosaici si esprimono in un tema scelto per l’occasione e rappresentano l’esaltazione del comparto agricolo in forma artistica, manifestazione unica nel suo genere al mondo. Agricoltura e cultura è il messaggio che ormai da 15 anni l’Inverdurata trasmette come veicolo di promozione territoriale. In sintesi l’Inverdurata è l’elogio dell’agricoltura, del territorio e dei suoi prodotti di eccellenza, cui mani sapienti, li utilizzano in maniera creativa per mettere in risalto il bello, l’elegante, l’effimero; non a caso, tale manifestazione è stata inserita nel circuito internazionale delle Arti Effimere. La manifestazione ha lo scopo di promuovere il territorio tramite varie attività teatrali, sportive, musicali ed enogastronomiche.

Un week end d’eccellenza da domani a domenica 11 febbraio ad Agrigento con una lunga Maratona tra i Tesori. I siti della cultura aprono le loro porte con diverse attività: visite guidate gratuite, spettacoli musicali e teatrali, mostre e laboratori. Sarà una maratona culturale della durata di due giorni aperta a tutti coloro che in occasione della candidatura vorranno usufruire delle straordinarie potenzialità culturali della città e viverle insieme. Coinvolto il Polo regionale per i siti culturali, con attività all’ interno del Museo Archeologico Pietro Griffo dove gli archeologi di  CoopCulture sabato e domenica alle ore 10 faranno delle visite guidate a favore della candidatura di Agrigento a Capitale della Cultura 2020. Si continua con la visita alla Casa natale di Luigi Pirandello alle ore 12 dove si assisterà anche ad un ciclo di letture tratte dall’opera dello scrittore; alle 15.30 visita con archeologo alla Grotta Fragapane ed al percorso paleocristiano ed alle ore 16 Visita alla Valle dei Templi con la guida del parco archeologico. Anche il MuDiA, il Museo Diocesano di Agrigento, partecipa alla maratona con visite guidate durante questo fine settimana all’insegna della cultura. Infatti l’associazione Ecclesia Viva dalle 10 alle 13 metterà a disposizione le guide per le visite al patrimonio museale e monumentale del centro storico. Apre le porte anche la Fondazione Teatro: nello scenario del prestigioso “Pirandello”, sabato dalle 17 e domenica dalle 11,30, si potrà assistere alle prove di “Luna pazza” di Gaetano Aronica e Marco Savatteri, in calendario il prossimo maggio.
L’Accademia di Belle Arti Michelangelo proporrà ai visitatori di assistere ad un laboratorio di maschere e costumi che nell’intento di ripristinare i festeggiamenti carnascialeschi, per iniziativa di un comitato spontaneo guidato da Alfonsina Quintini, vuole offrire uno spunto di riflessione sulla storia e la vivacità del carnevale nella città mediterranea.Domenica pomeriggio alle ore 17 concerto finale nel foyer del Teatro Pirandello dove si concluderà la maratona con i solisti dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “A. Toscanini” di Ribera. Il concerto vedrà   la partecipazione di alcuni docenti e dei più talentuosi studenti, vincitori di Premi Nazionali ed Internazionali tra cui pianisti, flautisti, cantanti lirici e percussionisti.
Per informazioni tel. 0922 1839996; www.coopculture.it

Girgenti Acque S.p.A. comunica che l’interruzione programmata per la giornata di martedì 06/02/18, è stata rinviata a mercoledì 14/02/18 a causa delle avverse condizioni metereologiche.

Al fine di permettere i lavori di manutenzione previsti, dalle ore 8:00 alle ore 16:00 del 14/02/18, sarà necessario sospendere la fornitura idrica al serbatoio ‘Scirinda Nuovo’ del Comune di Ribera.

Ciò premesso, i seguenti turni di distribuzione idrica:

·         Zona 1 Santa Teresa, Cozzo Mastrogiovanni;

·         Zona 4-A-B-C Zamenhof, Stazione, Piazza Verdi, SP 33, zona sotto circonvallazione;

previsti per il giorno 14/02/2018, potranno subire limitazioni e/o slittamenti.

Si significa che, a conclusione dei lavori manutentivi l’approvvigionamento idrico al serbatoio ‘Scirinda Nuovo’ del Comune di Ribera tornerà regolare, normalizzandosi nel rispetto dei necessari tempi tecnici.

 

 

Com’è noto Girgenti Acque è aggiudicataria del servizio idrico integrato nell’Ambito Territoriale Ottimale di Agrigento; servizio che comprende sia l’erogazione idrica, sia la gestione fognaria e la depurazione. La Girgenti Acque nel 2016 aveva impugnato, con  richiesta di sospensione cautelare, il provvedimento del sindaco di Montallegro con cui è stato disposto il divieto di operare la disattivazione dei collegamenti fognari per le utenze in stato di morosità.

La società ricorrente ha articolato una pluralità di doglianze; segnatamente censurando l’assenza dei presupposti per l’emanazione di un’ordinanza contingibile ed urgente, nonchè l’asserita violazione della convenzione di gestione, laddove il Comune andrebbe ad incidere su un rapporto contrattuale di somministrazione che lega il gestore con il singolo utente. Si è costituito in giudizio il Comune di Montallegro, in persona del sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocato Girolamo Rubino, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato.

L’Avvocato Rubino nell’interesse del Comune di Montallegro  ha sostenuto che l’operazione di distacco degli allacci alla rete fognaria ha generato una situazione di grave pericolo per la salute pubblica; sottolinenando altresì che per la morosità non vi è alcuna norma che preveda la sanzione del distacco della rete fognaria. Già in sede cautelare Il TAR aveva respinto la richiesta cautelare avanzata da Girgenti acque, ritenendo che nel bilanciamento degli interessi contrapposti deve darsi prevalenza all’interesse pubblico tutelato dal Comune di Montallegro; ma l’ordinanza cautelare era stata riformata in appello dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la regione siciliana. Da utlimo, esaminando il merito della controversia, il Tar Sicilia,Palermo, Sezione Prima, ha confermato l’orientamento già in precedenza espresso nel contenzioso analogo tra Girgenti acque ed il Comune di Grotte, sempre rappresentato e difeso dall’Avvocato Girolamo Rubino; segnatamente il TAR ha ritenuto che nel regolamento di utenza è previsto il distacco per morosità solo per l’allaccio idrico e non per quello fognario. Pertanto ha ritenuto infondato il ricorso e lo ha respinto; adesso la prossima vertenza che verrà all’esame del Tar in analoga fattispecie sarà quella inerente il Comune di Montevago, laddove il Sindaco, Onorevole Margherita La Rocca Ruvolo, ha emesso un’ordinanza analoga a quella emessa dai sindaci di Grotte e Montallegro; la Giunta Municipale di Montevago ha incaricato l’Avvocato Girolamo Rubino di difendere il Comune di Montevago nell’impugnativa promossa da Girgenti Acque. E’ prevedibile un’ulteriore conferma dell’orientamento già espresso dal TAR nelle analoghe fattispecie, tranne un ipotetico diverso avviso del Consiglio di giustizia Amministrativa nel secondo grado di giudizio.

 

Agrigento è la prima città siciliana che, a partire dal 1°Febbraio, ha applicato il decreto dell’ex Assessore alla Salute, Baldo Gucciardi,emanato lo scorso 3 novembre, due giorni dopo in cui i Siciliani si sono  recati alle urne per votare il nuovo Presidente della Regione.

Il Decreto “vieta” tassativamente di soccorrere e salvare cani randaginel territorio della Valle dei Templi sancendo controlli serrati e multe sia ad Associazioni di volontari che privati che vanno da 86 a 520 euro, decreto che verrà esteso ed applicato da tutte le città siciliane.

Prima di Febbraio, il lavoro dei volontari consisteva nel salvare un randagio per darlo in adozione. La procedura prevista dalla legge 15/2000 richiedeva, infatti , che il cane, prima dell’adozione,  avesse un libretto sanitario in cui risultasse il numero del microchip con i relativi vaccini. Con questo nuovo decreto non si potranno  più prelevare randagi dal territorio poiché, nel momento in cui il cane dovrà essere microchippato, il veterinario ha l’obbligo di segnalarlo all’Azienda Sanitaria locale, la quale una volta conosciuto il nome di chi ha salvato il cane, farà scattare la relativa sanzione. 

Una norma che sa dell’incredibile, visto che non permette più a nessuno di salvare o mettere in sicurezza qualunque cane  trovi nel suo cammino, nemmeno un cucciolo solo, affamato ed impaurito. I volontari lanciano l’allarme poiché , questa nuova normativa aumenterà il fenomeno del randagismo in Sicilia.

Di tutt’altro parere, invece,  il direttore dell’Asp di Agrigento, Antonio Izzo,  ha dichiarato: “Il cane del territorio è di proprietà del Sindaco e nessuno è autorizzato a prelevarlo. I cani vanno prelevati da personale specializzato e autorizzato, portati nei canili sanitari dove restano in osservazione per dieci giorni e microchippati, e solo dopo possono essere dati in adozione. In questi mesi abbiamo fatto corsi per più di 150 operatori,  conclude Izzo,  e i Comuni se non hanno strutture proprie hanno convenzioni con canili privati autorizzati. Il decreto serve a combattere il randagismo, abbiamo microchippato 60mila cani e ne abbiamo sterilizzati seimila in questi anni”.

Ma il decreto, ha suscitato una vera e propria rivolta dei volontari in tutta l’Isola, poiché temono che questa norma possa mettere a rischio la stessa vita dei randagi vista l’inadempienza dei Comuni a contenere il fenomeno del randagismo.

E’ scattata l’operazione: “ Stop olocausto randagi in Sicilia” un’operazione iniziata l’8 Febbraio attraverso l’invio al Presidente della Regione Nello Musumeci e al Sindaco di Agrigento, teatro di recenti stragi di randagi, di un  telegramma di protesta sottoscritto da 100 volontari, per sostenere ma soprattutto per  non sminuire, le azioni che i volontari fino ad oggi hanno compiuto su tutto la Regione  e per poter  arrivare alla la completa eradicazione del “randagismo” in Sicilia.

Riportiamo testualmente il testo del telegramma:

STOP RANDAGISMO IN SICILIA. LA RECENTE NORMATIVA REGIONALE DELEGITTIMA IL NOBILE OPERATO DEI VOLONTARI. SENZA COSTORO, CHE DA SEMPRE SOPPERISCONO ALLA LATITANZA DELLE ISTITUZIONI, I RANDAGI SARANNO CONDANNATI A MORTE, SENZA CIBO, CURE E SOCCORSO. I VOLONTARI DI TUTTA ITALIA SONO SOLIDALI CON I VOLONTARI DEL SUD. LE ISTITUZIONI NON DEVONO OSTACOLARE IL BUON LAVORO DEI VOLONTARI CON LEGGI INATTUABILI. VIA ALLE STERILIZZAZIONI A TAPPETO SU CANI E GATTI DEI PRIVATI. DIVIETO ASSOLUTO DI CUCCIOLATE CASALINGHE. DIVIETO ASSOLUTO DI ALLEVAMENTI AMATORIALI. LE VOSTRE STESSE LEGGI INDIVIDUANO NEL SINDACO IL DIRETTO RESPONSABILE DI OGNI ATTO DI INCURIA, VIOLENZA ED ABBANDONO AI DANNI DEI RANDAGI.

Nel dicembre scorso, al primo no del Tribunale di Sorveglianza di Roma alla sua scarcerazione per motivi di salute, Marcello Dell’Utri ha commentato: “La mia è una condanna a morte”. Adesso, al secondo no, l’ex senatore ha scritto una lettera, indirizzata ai suoi avvocati, Alessandro De Federicis e Simona Filippi.

Si tratta di poche righe scritte nel centro clinico del carcere di Rebibbia a Roma, dove Dell’Utri sconta una condanna a 7 anni di reclusione per concorso esterno all’associazione mafiosa. E nella missiva si legge: “Sono amareggiato più che sorpreso per l’ennesimo atto di crudeltà giudiziaria compiuto ai miei danni. Ed è un atteggiamento lamentato anche da diversi detenuti nelle mie stesse, se non peggiori, condizioni”.

E poi aggiunge: “Contro ogni obiettivo esame della situazione patologica, il tribunale di Sorveglianza di Roma si prodiga in una motivazione fantasiosa che non può trovare accoglimento in una normale intelligenza e in un animo sereno”. E quale sarebbe tale motivazione fantasiosa? Il collegio dei giudici, presieduto da Luisa Martoni, premettendo che le patologie di cui soffre Marcello Dell’Utri non sono in stato avanzato, hanno rilevato che è in grado di deambulare, e quindi potrebbe scappare. Forse i magistrati fondano le proprie riserve sul precedente dell’allontanamento di Dell’Utri in Libano a Beirut. E lui replica scrivendo: “La storia della latitanza in Libano è una leggenda vera e propria per cui ho chiesto ai miei difensori di far acclarare una volta per tutte la verità dei fatti”. Poi Dell’Utri, cardiopatico, diabetico e malato oncologico, si sofferma sulle sue condizioni di salute e sulla necessità di cure adeguate, e scrive: “Ancora più mi meraviglia il fatto che nulla è stato disposto perchè mi sia praticata una forma di terapia effettiva, idonea e concreta, compatibile con il mio stato”. E a fronte di ciò i magistrati di Sorveglianza hanno ravvisato che Dell’Utri è curabile nei reparti Sai, Servizi assistenza intensificata, che sono in funzione nelle carceri. E la moglie di Marcello Dell’Utri, Miranda Ratti, commenta: “Come intendono curare mio marito? Tenendolo chiuso 24 ore su 24 in una cella senza neanche la minima possibilità di muoversi e di respirare all’aria aperta? Questo è il diritto alla salute e alla dignità umana?”

A.R. (teleacras)

A Realmonte, a Scala dei Turchi, a parte il rischio crolli e alcune zone al momento vietate alla fruizione, incombe anche un altro pericolo, ravvisato dall’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento, coordinata da Claudio Lombardo, che spiega: “Alcuni anni addietro un incivile ha lanciato un’automobile nel dirupo della Scala dei Turchi. Per fortuna l’automobile non è precipitata in spiaggia ma si è incastrata tra le falesie bianche . L’auto è in bilico, e non può più rimanere in tali precarie condizioni perché ricorre il pericolo che possa cadere in spiaggia e uccidere qualche bagnante. Approfittiamo della momentanea chiusura al pubblico della Scala dei Turchi ed eliminiamo questo pericolo. Abbiamo già segnalato il caso alla Capitaneria di Porto e all’ufficio del Demanio marittimo. La Scala dei Turchi non è un posto qualsiasi: deve essere tutelata, gestita e messa in sicurezza”. Ecco il video testimonianza di MareAmico