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“L’improvvisa, se non improvvida, applicazione della tassa di soggiorno ad Agrigento ad opera dell’Amministrazione Firetto testimonia come si proceda navigando a vista, senza la minima programmazione, provocando confusione e gravi disagi, soprattutto a danno delle categorie produttive, sempre più penalizzate nonostante siano l’unica risorsa del territorio”.
Così affermano i consiglieri comunali di Forza Italia di Agrigento, Giovanni Civiltà, capogruppo, e Pasquale Spataro, che affermano: “Superato il blocco imposto dalla Finanziaria, l’Amministrazione Firetto non ha esitato un solo attimo ad introdurre la tassa di soggiorno nel cuore dell’estate, provocando gravi difficoltà agli operatori turistici colti di sorpresa. Infatti, non si conoscono affatto le modalità operative del pagamento. E’ stato imposto il pagamento, e poi? Nulla più. Se la sbrighino gli albergatori. Ognuno a suo piacimento. E poi, in sede di approvazione in Consiglio comunale, stabilimmo che prima di applicare la tassa sarebbe stato necessario individuare i settori di spesa del ricavato, trattandosi di una tassa di scopo. E invece nulla di tutto ciò. L’amministrazione pretende subito il pagamento, e poi è un’incognita come sarà speso il ricavato.
Probabilmente, ecco il nostro fondato timore, non sarà impiegato per le finalità istituzionali, ossia il miglioramento e il potenziamento dell’offerta turistica, ma per tamponare la falle di bilancio” – concludono Civiltà e Spataro.

Si era allacciato alla rete idrica approvvigionando la propria abitazione senza corrispondere a Girgenti Acque il corrispettivo di quanto consumato. Per questo motivo il Tribunale di Agrigento ha condannato un un uomo di Porto Empedocle, di 70 anni, alla pena di 4 anni di reclusione, pena sospesa, e al pagamento di 15.100 euro. La notizia è stata diffusa proprio da Girgenti Acque, il gestore del servizio idrico in provincia di Agrigento, per sensibilizzare quanti si rendono responsabili di fatti simili del fatto che si va incontro, una volta scoperti, a procedimenti penali.

L’ultima delle cause scatenanti è stato il caso dell’autostrada Ragusa – Catania, che è un’opera da quasi un miliardo di euro, e che è bloccata perché il tracciato incide in 20 metri di bosco non centenario e sul quale la Soprintendenza di Ragusa ha imposto un vincolo paesaggistico dopo l’approvazione del progetto dell’opera. E il presidente regionale di ConfIndustria, Giuseppe Catanzaro, ha lanciato l’allarme, e le sue parole sono state: “Se vogliamo che la Sicilia sia attrattiva per nuovi investimenti, e per quelli che ci sono già, dobbiamo garantire certezza. Non è possibile pensare di cambiare le regole del gioco mentre si è in campo. La tutela dell’ambiente è una nostra priorità, e le nostre imprese spendono ingenti risorse per garantire il rispetto delle normative. Questo è un loro dovere. Ma accanto al dovere c’è il diritto di avere regole chiare, tempi certi e interlocutori terzi capaci di applicare la legge in maniera laica. In particolare in ballo ci sono attualmente gli 800 milioni programmati da Terna per la rete ad alta tensione, poi i 180 milioni pianificati da A2A per il termovalorizzatore  nel Messinese, poi i 100 milioni bloccati in provincia di Ragusa sul fronte petrolifero, e poi i 500 milioni fermi a Siracusa destinati ai porti turistici e ad altre infrastrutture ricettive, e poi il miliardo di euro stimato da Ance per opere stradali, autostradali e della depurazione. Il fatto che alcune Soprintendenze appongano vincoli paesaggistici su impianti esistenti da decenni, senza effettuare la necessaria ricognizione delle attività esistenti sulle aree oggetto di pianificazione, genera sfiducia in chi, fidandosi delle autorizzazioni già acquisite dalla Regione, ha investito centinaia di milioni di euro, e spinge chi ha in animo di investire in Sicilia a cambiare strada. Nei fatti si dice alle imprese: chiudete gli impianti e andate altrove. È inconcepibile che una impresa sia messa in crisi da simili condotte” – ha concluso Giuseppe Catanzaro. L’appello del numero uno di Sicindustria è stato subito condiviso dal governo regionale. L’assessore Maurizio Croce annuncia che, in occasione della prossima conferenza di servizio sull’autostrada Catania-Ragusa, si procederà allo spostamento degli alberi. Inoltre l’assessore Croce ha ottenuto l’approvazione già in Commissione di una norma che consente alla Giunta regionale di derogare ai vincoli per le opere ritenute strategiche dalla stessa Giunta. Insorge Legambiente, e tramite il suo presidente regionale, Gianfranco Zanna, controbatte: “Sicindustria chiama, e il governo regionale risponde presente con un emendamento osceno che vuole cancellare i piani paesaggistici. Mai nessun governo è arrivato a tanto. Sarebbe l’ennesima vergogna, un’altra ragione in più per non sentirsi degni di essere siciliani. La norma è gravissima e interviene a ritroso pure su opere per cui si sono definiti i provvedimenti di diniego per contrasto con i piani recentemente approvati. E’ in totale contrasto con il Codice dei beni culturali e paesaggistici che impone la prevalenza delle norme di tutela. E, cosa più grave, sposta sul livello politico la valutazione di compatibilità di un’opera con le norme di tutela paesaggistica, che è una questione prettamente tecnica” fonte Teleacras

A Palermo, al palazzo di giustizia, in Corte d’Assise d’Appello, la Procura Generale, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la conferma della sentenza emessa dalla Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, a conclusione del giudizio abbreviato, il 27 aprile 2016, che ha condannato a 17 anni di carcere Angelo Azzarello, 28 anni, di Palma di Montechiaro, imputato dell’omicidio della sua compagna, Alina Condurache, 22 anni, originaria della Romania e residente a Naro. Azzarello ha confessato di essere stato l’autore del delitto, compiuto la notte tra il 3 e il 4 dicembre 2014 a Palma di Montechiaro, in contrada Cipolla.


Il Parco comunica che anche quest’anno saranno attivate le visite serali nei giorni feriali e visite notturne nei prefestivi e festivi del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi nel seguente periodo: 15 luglio – 30 luglio e 01 agosto – 17 settembre 2017.
In questo periodo l’apertura avverrà tutti i giorni feriali dalle ore 19.00 alle ore 22.00, con uscita dall’area archeologica alle ore 23.00. Nei giorni prefestivi e festivi l’apertura serale delle ore 19.00 consente la visita fino alle ore 23.00, con uscita dall’area archeologica alle ore 24.00. Per l’accesso alle aree archeologiche è possibile utilizzare il parcheggio e la biglietteria posta in prossimità del Tempio di Giunone o la biglietteria posta presso Porta V (c/da Sant’Anna). Le biglietterie sono entrambe servite da parcheggio.
Per la visita serale e/o notturna è prevista l’esenzione dal pagamento del biglietto di ingresso, secondo quanto previsto dalla Circolare dell’Assessorato Regionale Beni Culturali ed I.S. n°1 del 20 gennaio 2017.


Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale della provincia di Agrigento, si radica nel territorio e attraverso il portavoce provinciale, Giuseppe Ciulla, annuncia la nomina della giovane Flavia Cantone alla guida cittadina del partito di Giorgia Meloni.
Dopo le ultimissime nomine del responsabile giovanile e dei portavoce comunali di Palma di Montechiaro, Montallegro e di tantissimi altri comuni della provincia di Agrigento, anche il territorio aragonese vedrà una maggiore presenza di Fratelli d’Italia.
Flavia Cantone, giovane 33enne, è laureata all’Università degli Studi di Palermo in Biotecnologie.
Si tratta di un percorso avviato già da tempo – afferma il portavoce provinciale Giuseppe Ciulla -. Dopo una fase di selezione della nuova classe dirigente provinciale, stiamo cercando di affidare la ‘guida’ del partito alle migliori risorse che il territorio esprime”.
La nomina di Flavia, non è casuale, ma frutto di un costante impegno politico che incarna perfettamente i valori del partito. La destra agrigentina vuole rappresentare una ‘vera’ alternativa ad una classe dirigente che in questi anni non ha certamente brillato”.
A Flavia – conclude Ciulla – vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro, consci che saprà rappresentare bene le esigenze del territorio aragonese”.


Per iniziativa dell’amministrazione comunale di Agrigento, guidata dal sindaco Lillo Firetto, un busto bronzeo di Luigi Pirandello e’ stato collocato nella piazza che porta il suo nome, in occasione del 150esimo anniversario della nascita dello scrittore.
L’opera che lo coglie dinanzi ad uno dei suoi libri, e’ stata posizionata con lo sguardo rivolto al secentesco complesso di San Domenico, il cui atrio consente di accedere al Teatro Pirandello.

Il busto del drammaturgo era da decenni semi-nascosto in uno degli angoli della Villa del Sole ed oggi invece trova una piu’ opportuna collocazione. “A tanti e’ capitato di chiedersi come fosse possibile che la piazza Pirandello non avesse una scultura che ricordasse il Premio Nobel agrigentino – ha affermato il sindaco e presidente del Distretto Turistico Valle dei Templi -. Stamattina, nel 150 della sua nascita, il busto e’ arrivato in piazza Pirandello per restarci”. Il Festival della Strada degli Scrittori, che ha preso il via l’11 maggio, con una serie di eventi sparsi nei luoghi dei grandi autori, ha avuto come fulcro la ricorrenza del Centocinquantenario Pirandelliano e si concludera’ dopo la cerimonia in programma il 6 luglio alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e la consegna del Premio Pirandello.

Il deputato regionale e portavoce di Sicilia Futura, Michele Cimino, interviene a seguito delle ultime decisioni assunte dalla Giunta Regionale sui Direttori delle Aziende sanitarie e degli Ospedali in Sicilia. Cimino afferma: “La Sanità siciliana non può subire stop a causa di cambi inopportuni al vertice delle Aziende sanitarie. Quando questi cambi, peraltro, interessano solo le Aziende di Agrigento e Ragusa, allora sembra evidente che si tratti solo di favori fatti a qualche partito politico per logiche elettorali. Il presidente Crocetta e l’assessore
Gucciardi non si facciano tirare per la giacca e assicurino la continuità amministrativa alla Sanità pubblica regionale in un momento in cui davanti ci sono sfide importanti”.

E’ sfumata l’ipotesi della candidatura del presidente del Senato, Piero Grasso, a presidente della Regione Sicilia. La proposta del Partito Democratico non ha incontrato il consenso del già Procuratore a Palermo. Leoluca Orlando, fautore dell’esportazione anche alle elezioni Regionali del “modello Palermo” che lo ha riconsacrato sindaco, è ancora impegnato in un’opera di mediazione con Grasso e non ha gettato la spugna. Nel frattempo, Alternativa Popolare, tramite il suo leader, Angelino Alfano, marcia lungo un tracciato alternativo, moderato, riformista, centrista, capace di proporre un proprio candidato a Palazzo d’Orleans…intervista ad Angelino Alfano in onda al Videogiornale di Teleacras…
In casa Partito Democratico, dopo il no di Piero Grasso, sarebbero inevitabili le Primarie, invocate da tempo da Davide Faraone e Antonello Cracolici. Il voto per scegliere il candidato governatore dovrebbe svolgersi entro luglio. Nel frattempo il cantiere elettorale del centro sinistra, movimentato in ambito nazionale da Pisapia e da Prodi, è in fase di allestimento anche in Sicilia. E nell’impalcatura lavora anche il Movimento Democratici e Progressisti Articolo 1…intervista ad Angelo Capodicasa in onda al Videogiornale di Teleacras…
Il sistema politico e, di conseguenza, elettorale, è bipolare? E’ tripolare comprendendo i 5 Stelle? E quanto spazio vi è per le forze autonomiste che in Sicilia assumono un rilievo particolare in ragione della specialità statutaria dell’Isola. Il Movimento per le Autonomie è impegnato nella formazione di un soggetto civico, “civicamente” di stampo autonomista…Fonte Teleacras

A Palermo, al palazzo di giustizia, il giudice per le indagini preliminari del tribunale, Cesare Vincenti, ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di Francesco Sillitti, 43 anni, di Campobello di Licata, difeso dall’avvocato Salvatore Manganello, che, nella qualità di Direttore dell’Agenzia di Palermo, la numero 8, della Banca Nazionale del Lavoro, è stato imputato di falso, allorchè avrebbe contravvenuto alle disposizioni concernenti l’obbligo di identificazione e di apposita verifica dell’identità dei clienti, senza che gli stessi clienti fossero presenti, nell’attivazione di 13 conti correnti presso l’Agenzia da lui diretta. L’avvocato Manganello, che ha citato, tra l’altro, la depenalizzazione del reato dal 6 febbraio 2016, ha ottenuto dal giudice l’archiviazione delle accuse.