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Intesa con i Comuni del Val di Noto e Taormina sulla candidatura di Agrigento 2020  a Capitale italiana della Cultura. La bellezza di arte, architettura, natura, paesaggio, contraddistinta dai riconoscimenti Unesco,  fa quadrato attorno al programma della città della Valle dei Templi. A stringere l’alleanza strategica con il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, i sindaci di Taormina, Eligio Giardina, e del Val di Noto, Corrado Bonfanti. Il sistema Sicilia nei luoghi più ricchi di fascino e storia stringe un patto storico per sostenere Agrigento Capitale. Ancora una siciliana, dopo la tappa di Matera nel 2019: è al momento un’ipotesi che appare più concreta se si pensa alla forza traente che ha la Sicilia come modello di un turismo sostenibile nel Paese. Il sindaco di Agrigento ha consolidato formalmente ieri un’intesa che era già stata anticipata dal sindaco di Noto Corrado Bonfanti dopo l’inserimento in short list della città dei Templi tra le dieci finaliste. “L’intesa rafforza il nostro programma che non è puramente autocelebrativo ma si  propone di ripercorrere le tappe della storia dall’antichità ai giorni nostri – sostiene Firetto – attraverso epoche, popoli, culture che ci portano a riscoprire  le radici della Sicilia come quelle della Penisola. È la riscoperta dell’appartenenza con uno sguardo al futuro con maggiore consapevolezza del valore della Cultura italiana nel resto del mondo”. Fanno parte del Val di Noto, già candidato per il 2020, oltre Noto, i Comuni di Siracusa, Catania, Militello Val di Catania, Caltagirone, Palazzolo, Scicli e Modica.  

In data 08/02/2018 si è riunito il Tavolo Tecnico in materia di sviluppo economico per la programmazione delle prossime attività riferite alla XXII edizione della Sagra dell’Agnello Pasquale.

Erano presenti l’Amministrazione Comunale con l’Assessore al turismo, spettacolo e cultura Rossella Carlino, l’Assessore allo sviluppo economico e valorizzazione dei prodotti tipici locali Umberto Rumolo, il presidente del Tavolo Tecnico e vice Presidente provinciale Confcommercio Alfonso Valenza, Gero Niesi e Antonio Sorce in qualità rispettivamente di presidente e componente della Confcommercio delegazione Favara, Antonio Moscato e Calogero Liotta in qualità rispettivamente di presidente e componente della Proloco “Castello” di Favara.

Giorno 15/02/2018 alle ore 16,00 presso il Castello Chiaramonte di Favara si terrà una riunione per discutere sulla programmazione e su eventuali proposte in merito all’organizzazione XXII edizione della Sagra dell’Agnello Pasquale. In tal senso, si invitano i maestri pasticceri, i commercianti e gli operatori turistici a partecipare all’incontro.


Nasce l’Osservatorio nazionale per la legalità
Siglato oggi, a Roma, il protocollo d’intesa tra il Consiglio nazionale dell’Ordine dei
Consulenti del Lavoro e l’Ispettorato nazionale del lavoro volto a creare un
Osservatorio per la legalità che contrasti il lavoro irregolare e tuteli i lavoratori
Contrastare il lavoro irregolare e sommerso, sensibilizzare imprese, lavoratori ed operatori del mercato del lavoro sulle criticità derivanti da pratiche di dumping contrattuale e sociale, appalti irregolari, somministrazione ed intermediazione illecite, fenomeni di caporalato ed utilizzo distorto dell’istituto della cooperativa. Questi gli obiettivi del protocollo d’intesa siglato oggi a Roma, presso l’Auditorium dei Consulenti del Lavoro, tra il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e l’Ispettorato nazionale del lavoro. L’intesa si prefigge di creare un “Osservatorio nazionale per la legalità” che diventi fulcro nevralgico per la corretta regolamentazione del mondo del lavoro, l’analisi delle problematiche e lo sviluppo di iniziative volte alla tutela dei lavoratori. L’accordo si pone in continuità con l’impegno profuso negli ultimi anni dalla Categoria nel denunciare ed osteggiare tutti quei fenomeni elusivi che destabilizzano il mercato del lavoro. Il riferimento è, in particolare, alle segnalazioni effettuate dal Consiglio nazionale dell’Ordine al Ministero del Lavoro sulle attività di appalto irregolari realizzate da cooperative spurie, che si concretizzano attraverso il rifornire di personale le piccole e medie imprese ricorrendo a tariffe estremamente basse rispetto al costo del lavoro. In alcuni casi, inoltre, le cooperative suggeriscono all’impresa il licenziamento della forza lavoro già dipendente, che poi viene reimpiegata presso la stessa a costo ribassato. Condotte di questo tipo sono state poste sotto la lente dell’Ispettorato e denunciate all’Autorità giudiziaria e hanno portato all’irrogazione di verbali, ad una cooperativa in particolare (M&G Coop. Multiservizi), per un totale di 26 milioni di euro. “Nel corso del 2017 due aziende su tre sono risultate irregolari per un totale di 48.073 lavoratori sommersi”, ha dichiarato Paolo Pennesi, Capo dell’Ispettorato nazionale del lavoro. “Per combattere più efficacemente fenomeni di questo tipo – ha continuato – abbiamo accolto con grande interesse la proposta del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di dare vita ad un Osservatorio sulla cooperazione e l’avvio di attività di vigilanza straordinaria, soprattutto per quelle realtà cooperativistiche che operano nel settore della logistica e fanno ampio ricorso ad appalti e somministrazione”. I Consulenti del Lavoro, del resto, sono impegnati a promuovere la legalità, non solo tra le imprese ed i lavoratori, ma anche all’interno della Categoria. Durante l’incontro, infatti, il Consiglio nazionale e l’Ispettorato hanno colto l’occasione per siglare un accordo per contrastare l’abusivismo e tutelare la professione di Consulente del Lavoro, soprattutto nei confronti di quei soggetti che svolgono gli adempimenti in materia di lavoro senza i requisiti previsti

dalla legge. Il Consiglio nazionale metterà a disposizione degli ispettori una banca dati degli iscritti all’albo professionale col fine di far verificare l’effettività dell’iscrizione. “Siamo a fianco delle imprese per favorirne la crescita nel rispetto delle regole del mercato del lavoro – ha dichiarato la Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine, Marina Calderone – e siamo impegnati a promuovere la cultura della legalità tramite la certificazione dei contratti e l’AsseCo, l’asseverazione della regolarità contributiva e retributiva delle imprese. Con la nascita dell’Osservatorio per la legalità puntiamo a valorizzare il lavoro etico facendo leva sul nostro ruolo sussidiario ovvero trasmettendo al personale ispettivo tutte le segnalazioni che perverranno dagli iscritti e dai Consigli provinciali. Organizzeremo incontri, seminari ed iniziative culturali che possano sensibilizzare gli operatori del mercato del lavoro e l’intera collettività”, ha concluso la Presidente.

Domenica prossima 11 febbraio, alle ore 17, presso l’hotel “Dioscuri by palace” (San Leone) Agrigento, si terrà una manifestazione della lista “Liberi ed Uguali”. Parteciperanno i candidati nelle liste di Camera e Senato del collegio di Agrigento. Concluderà la manifestazione il Presidente del Senato Piero GRASSO. 

Giallo a Porto Empedocle. Il cadavere di un 36enne del posto, Aristide Daino, è stato ritrovato sul lato est della banchina del porto di Porto Empedocle. L’uomo è stato ritrovato in acqua da un pescatore che ha subito allertato le forze dell’ordine. Sul posto gli agenti del Commissariato Frontiera, i carabinieri, i Vigili del Fuoco e anche operatori del 118.

Nessuna pista esclusa ma serviranno gli esami per accertare le cause del decesso.

 Grandangolo

 

“Gli Ex dipendenti Italcementi sono oramai privi di ogni ammortizzatore sociale ed ogni risorsa economica necessaria  per far fronte agli impegni familiari e di sopravvivenza, sono sempre più amareggiati, confusi e frastornati.

“E’ l’ennesima volta che alcuni di questi ex- lavoratori si recano presso gli uffici provinciali della Fillea-Cgil per chiedere aiuto ma anche per denunciare  delusioni, come la recente  nuove regola di Italcementi che prevede anche  la necessità di essere in possesso di diploma di scuola media superiore, preferibilmente di Perito Industriale per poter concorrere ai bandi di candidatura di Operai proposti da  Italcementi”

E’ Vito Baglio , Segretario della Fillea-Cgil di Agrigento, a dar voce a questa rabbia,  ascoltando quelli che un tempo facevano parte della “grande famiglia Italcementi”, così in diverse occasioni loro stessi  la definivano, legge nei loro occhi tristezza ma anche rabbia, rabbia perché si chiedono: che senso ha l’aver  rinnovato il 04 febbraio 2017 in sede di Confindustria l’impegno alla riassunzione fino a tutto il 2018 nelle varie sedi d’Italia e poi venir fuori con bandi così restrittivi che uccidono per tanti, pure la speranza di poter ambire ad un rientro nel gruppo ?

 Si chiedono anche e non possono farsene  una ragione: come è possibile che nel gruppo  si investono centinaia di milioni di euro e non si riesce a trovare una risorsa che includa i 18 lavoratori tra i piani d’investimento dell’azienda?

La Fillea CGIL condivide lo sgomento della rappresentanza dei lavoratori in esubero che ritengono, sarebbe stato sufficiente e più logico  per assolvere l’impegno preso con gli ex-lavoratori,  introdurre nei bandi al posto di restrizioni, clausole di  preferenze prioritarie  per gli ex dipendenti.

Non può un area industriale così vasta rimanere inoccupata, è una vera provocazione per chi è fuori e per tutti quelli che non lavorano.

“Bisogna che Italcementi si adoperi e collabori per vitalizzare lo studio fatto da Nomisma e presentato al MISE nel febbraio del 2015 – conclude Baglio –  dicendo che questi lavoratori non meritano di essere abbandonati a se stessi, non possono rimanere prigionieri del tempo e del silenzio.

Occorre trovare una soluzione immediata.

 

 

Nuova eccezionale scoperta ad Agrigento, in attesa di conoscere la Capitale Cultura 2020

Esaltante scoperta nell’area del Teatro ellenistico di Akragas: gli archeologi hanno ritrovato un guttus, un poppatoio, ovvero l’antenato dell’attuale biberon.   Dall’attuale campagna di scavo, che ha restituito importanti dati per la ricostruzione della pianta dell’edifici,  nuovi  indizi continuano ad emergere dai saggi stratigrafici che si stanno effettuando nel settore sud ovest della costruzione: oggetti che  raccontano la complessa vita di questo straordinario monumento. 
“Scavando il riempimento di una delle strutture che dovevano sostenere la cavea – spiega il direttore del Parco archeologico, Giuseppe Parello – è stato rinvenuto un deposito di manufatti  riferibili ad un rito propiziatorio. Gli oggetti ritrovati sono vasi di uso quotidiano, utilizzati prevalentemente per bere e per contenere liquidi, compreso il piccolo vaso con beccuccio, un guttus, un vero e proprio poppatoio”. 
“In attesa di conoscere la Capitale Italiana della Cultura 2020 – commenta il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto – per gli agrigentini possiamo dire che questo ritrovamento, che si aggiunge alle tante eccezionali scoperte fatte in quest’area, è di buon auspicio. E’ certo che gli scavi condotti finora, dalla scoperta del Teatro cercato da secoli, all’agorà superiore, al tempio romano, stanno aggiungendo ulteriori elementi di grande fascino ad un luogo di storia e cultura come Agrigento”.
I vasi potrebbero essere stati utilizzati per un rito di libagione, la presenza del  vaso a beccuccio riconduce al momento della nascita, e quindi all’origine della vita.   Interessante è anche la rottura intenzionale del vasi che, come oggi, aveva di certo un significato augurale.  “Con questo Segno si chiude la campagna di ricerca, che ci invita a ripartire presto per riportare completamente a nuova vita il Teatro” conclude il direttore Parello. 
Il deposito di oggetti  è legato ad un  intervento edilizio di sostegno della cavea del teatro che dal punto di vista strutturale si presentava particolarmente impegnativo.  L’imponente altezza che raggiungeva l’edificio in questo settore ha richiesto diversi e complicati interventi di ristrutturazione, al punto che in alcuni casi  è stato necessario “un coinvolgimento della sfera del sacro”. 

Manifestiamo anche in questa occasione grande apprezzamento per l’operato delle forze dell’ordine che assestano giorno dopo giorno colpi mortali alla criminalità organizzata anche in provincia di Agrigento.

Approfittiamo della circostanza per sollecitare ancora una volta gli operatori economici a fidarsi e collaborare pienamente con magistratura e forze di polizia: il contributo attivo della società civile può infatti fungere da moltiplicatore dei successi repressivi quotidianamente raggiunti dallo Stato contro le mafie, valorizzandone esponenzialmente la forza verso una società sempre più normale.

E’ di questo pomeriggio, in piazza della Ugo La Malfa ad Agrigento, l’accorato incontro per il candidato della coalizione del centrodestra Lillo Pisano (Forza Italia, Lega,Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia), nel collegio uninominale e plurinominale alla Camera di Agrigento.

Un comizio, sicuramente, dall’impatto “emotivo”, ma anche di contenuti, come quelli dellle testimonianze degli ospiti del comitato elettorale: Bartolozzi, Sciangula e Giambrone, che sono intervenuti ad onorare l’invito del candidato Pisano.

A concludere gli interventi è stato proprio il candidato Pisano che ha ribadito alcuni punti del suo programma elettorale, tra tutti il rilancio economico, dopo lo sfascio politico romano, che i cittadini lamentano per mancanza di filtri tra Roma e i territori. Infatti purtroppo “finora il popolo agrigentino è stato abbandonato al proprio destino, in mancanza di lavoro e occupazione dei giovani che sono stati costretti ad emigrare e cercare lavoro fuori dalla Sicilia”.

Tra colleghi, amici e sostenitori l’inaugurazione ha animato una parte della città e l’animo di molti giovani, alcuni dei quali costretti, per mancanza di lavoro, a uscire dalla Sicilia e a volte persino dal paese.

08.02.2018 18:30 Agrigento www.sicilia24h.it

Se la Sesta e la Nona Commissione del Csm lanciano l’allarme: “la “scarsezza di risorse” rischia di trasformare alcune norme contenute nella recente riforma dell’ordinamento penitenziario “in un elenco di buoni propositi”, figuriamoci cosa accadrà nei 23 istituti penitenziari della Sicilia, la terza regione d’Italia per popolazione carceraria del Paese e dove, come ha denunciato nei mesi scorsi il Garante dei detenuti in Sicilia Giovanni Fiandaca, la situazione ha abbondantemente superato il collasso e i buoni propositi non servono certamente ad alleviarla”. A sostenerlo è il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) e presidente del Movimento “Una Nuova Italia”, Aldo Di Giacomo candidato nel Collegio plurinominale Camera Sicilia 1-02 (Bagheria-Monreale-Marsala), capolista per Civica Popolare.
In questa campagna elettorale – aggiunge – non si discute affatto di questi temi e per questo ho deciso di candidarmi in Sicilia. Avrei potuto scegliere un collegio “più comodo” o cosiddetto sicuro per elezione ma invece – sottolinea Di Giacomo – ho voluto che il mio nuovo impegno politico-istituzionale avvenga proprio nell’area del Paese tra le più problematiche per parlare di legalità, sicurezza, problemi dei lavoratori delle forze dell’ordine con i cittadini siciliani. Un’opportunità per rimettere, dalla Sicilia, al centro dell’agenda politica italiana la sicurezza e le problematiche dei lavoratori della sicurezza, perché se picchiano i poliziotti in carcere – ogni giorno 12 poliziotti in media sono costretti a ricorrere alle cure di sanitari – proviamo ad immaginare quale sicurezza ci può essere per i cittadini fuori dal carcere.
Sono l’unico dipendente di un Corpo delle Forze dell’Ordine (Polizia Penitenziaria) ad essere candidato per le elezioni del 4 marzo prossimo per il rinnovo del Parlamento Italiano e di ciò – aggiunge – sono orgoglioso. Ho accettato infatti la proposta di candidatura che mi è stata offerta da Civica Popolare – e ringrazio per la stima nei miei confronti, prima fra tutte il Ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, leader di Civica Popolare insieme al Ministro Angelino Alfano – con l’obiettivo di dare rappresentanza e voce alla nostra categoria che in lunghissimi anni di vita parlamentare, eccetto rare eccezioni, non ha mai avuto un punto di riferimento proveniente da un parlamentare espressione diretta di uno dei Corpi.
La molla che mi ha spinto in questo impegno è la fiducia degli italiani che continua a concentrarsi con maggiore intensità sulle Forze di Polizia, sulle Forze Armate e sui Servizi di Intelligence. L’ho verificato personalmente nel tour che negli ultimi mesi ho tenuto in numerosissime città italiane e lo certifica il recente Rapporto Eurispes secondo cui l’Arma dei Carabinieri raccoglie il 69,4% dei consensi nel 2018 (+10,8% rispetto al 2017), la Polizia di Stato il 66,7% (rispetto al 61,1% del 2017), la Guardia di Finanza il 68,5% (+8,6%). Aumenta anche il dato della Polizia penitenziaria (66,3; +15,4% di fiduciosi). Da questa edizione del Rapporto Italia entra a far parte della rilevazione il Corpo dei Vigili del Fuoco, che conquista subito una posizione altissima nella graduatoria della fiducia (86,6%). L’Esercito Italiano passa dal 59,6% delle indicazioni di fiducia nel 2017 al 70,4% nel 2018, in maniera simile in termini di crescita si assestano i valori dell’Aereonautica (dal 61,4% del 2017 al 72,9% del 2018) e della Marina Militare (dal 62,1% al 72,1%). L’Intelligence raccoglie nel 2018 il 65,4% dei consensi. Dunque un livello altissimo di fiducia nel nostro lavoro che fa da contraltare alla scarsa fiducia degli italiani nel Governo: appena 1 su 5 si fida del Governo.
Sono certo che questo sentimento di crescente affetto dei cittadini che tutti noi lavoratori della sicurezza verifichiamo nel nostro difficile lavoro quotidiano e che ci carica di nuova responsabilità anche politico-istituzionale possa centrare l’obiettivo dell’elezione in Parlamento di un rappresentante di tutte le Forze dell’Ordine per diventare punto di riferimento dei cittadini.