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Nel corso dell’incontro tenutosi oggi presso la sede dell’Assemblea Territoriale idrica di Agrigento, convocata dall’A.T.I., avente come finalità la definizione di una procedura che superi gli ‘ostacoli’ all’attività di installazione dei contatori idrometrici per tutte le utenze dei Comuni di Favara e Raffadali, che sono ancora oggi a forfait, Girgenti Acque ha ribadito che l’attività tecnica e amministrativa finora svolta rispetta tutte le norme che regolamentano la materia.

Girgenti Acque ha presentato i dati dell’attività finora svolta, precisando che da gennaio ad oggi solo nei Comuni di Favara e Raffadali sono stati installati circa 1.000 contatori e che, nonostante le diffuse proteste elevate anche nel corso delle recenti manifestazioni pubbliche, solo 31 utenti hanno ostacolato l’attività.

Qualunque superflua modifica all’attuale procedura comporterebbe un inevitabile aumento dei tempi e dei costi. Ciò in considerazione che la stragrande maggioranza della popolazione ottempera naturalmente ai propri obblighi, e che la percentuale degli utenti che si rifiuta di sottoscrivere il contratto (conforme alle prescrizioni sancite dall’ATI, quindi non  modificabile né dal Gestore, né dall’Utente)non supera il 3%.

La Società ha già potenziato i servizi agli utenti interessati dalla trasformazione da forfait a misura,  mediante:

·          la sottoscrizione dei contratti direttamente al domicilio degli utenti;

·          la presenza di un ufficio mobile presso i quartieri interessati dal processo di normalizzazione delle utenze al fine di effettuare trasformazioni, volture, subentri e altre pratiche amministrative;

·          la diffusione capillare dei fac-simile del contratto presso gli sportelli sia del Gestore che delle Amministrazioni comunali, per favorirne la consultazione preventiva anche agli utenti che non hanno la possibilità di accedere al sito internet istituzionale di Girgenti Acque S.p.A.

Per quanto attiene alle verifiche sulla corretta misurazione dei contatori idrometrici già installati, ordinate ed eseguite dall’ATI, atteso che le stesse hanno dato esiti positivi nel 100% dei casi risultando pienamente conformi, sia relativamente alla funzionalità dei singoli misuratori sia all’assenza di fenomeni di alterazione della misura (passaggi d’aria), si è convenuto di continuare la campagna di verifica anche sulle prossime utenze da trasformare.

E’ illuminate il risultato dell’analisi, allegata al presente comunicato stampa, che dimostra la convenienza della fatturazione a consumo per l’82%  delle utenze – con tipologia domestica ‘residente’ – del Comune di Favara.

Girgenti Acque esprime un particolare apprezzamento per il lavoro compiuto anche dalle Forze dell’Ordine presenti nel territorio, le quali intervengono puntualmente quando gli utenti disinformati ostacolano le attività del Gestore, ribadendo loro l’obbligo, previsto dalla legge, dell’installazione dei contatori e della sottoscrizione del contratto di somministrazione.

Girgenti Acque fa appello al senso di responsabilità di ognuno, in quanto l’installazione del contatore idrometrico, oltre ad interpretare un obbligo di legge, è lo strumento che consente di misurare, quindi, contenere i consumi di acqua eliminando gli sprechi della sempre più preziosa risorsa idrica, a beneficio di tutta la collettività.

 

È convocata, sabato 10 febbraio alle ore 11.00 presso la sede del PD Unione provinciale di Agrigento, sita in Via Giovanni XXIII, 12, una conferenza stampa di apertura della campagna elettorale per le Elezioni Politiche del 4 marzo 2018 e per la presentazione della candidatura dell’On. Maria Iacono al Senato nel collegio uninominale di Agrigento.

Inoltre, verranno illustrati i risultati raggiunti dal governo in questa legislatura e i punti più significativi del programma del Partito Democratico, per i prossimi cinque anni.

Nel corso della conferenza stampa verrà presentato il coordinamento provinciale, appositamente costituito per l’organizzazione e la promozione di tutte le iniziative elettorali del PD in provincia di Agrigento. 

La IV Commissione consiliare “Bilancio” presieduta dal Consigliere Marco Vullo e composta dai Consiglieri Angelo Vaccarello, Gianluca Urso, Giocchino Alfano, e Alfonso Mirotta, riunitasi questa mattina nella sede comunale ha, tra l’altro, affrontato le problematiche relative alla bollettazione della spazzatura, che molti disagi ha causato agli agrigentini, anche, come evidenziano gli stessi Consiglieri, per una serie di imprecisioni nella emissione delle stesse bollette (indirizzi residenziali inesatti, pagamenti già effettuati e non rilevati dagli uffici ecc.).
In particolare il Presidente Vullo ha potuto costatare personalmente la disfunzione e la caoticità nelle modalità dei pagamenti presso gli uffici della SRR ex ATO Gesa, assistendo alle interminabili code agli sportelli (anche 300 utenti in coda) all’impossibilità del rispetto dei turni (utenti in elenco fin dalle ore 5 del mattino ecc.), che causano ogni giorno pesanti disagi ai cittadini e che creano spesso occasioni di alta tensione e di violenti litigi tra gli stessi utenti.
La IV Commissione vuole vederci chiaro e conoscere esattamente le cause dei disservizi e dei disagi che i cittadini soffrono e conoscere anche il costo che il Comune sostiene a fronte del servizio reso dalla SRR.
A tal fine la IV Commissione “Bilancio” ha convocato, per la prossima settimana una seduta di Commissione, nella quale sarà specificatamente affrontato il tema relativo al servizio reso dalla SRR ex ATO Gesa e nella quale seduta è formalmente richiesta la presenza del Dirigente comunale del Settore finanziario, la Funzionaria comunale dell’Ufficio tributi e la Responsabile degli Uffici SRR ex ATO Gesa.

 

 

Lo dichiara Cateno De Luca che ha presentato una mozione sull’applicazione della finanziaria del 2010, che aveva introdotto un sistema molto preciso di controlli sugli enti partecipati e controllati dalla Regione ed allo stesso tempo prevedeva la sanzione della decadenza per i funzionari e dirigenti inadempienti, che non avrebbero potuto ricoprire incarichi analoghi per tre anni.

 

“Si trattava però evidentemente di una norma di “eccessiva” trasparenza e rigidità – afferma sarcasticamente De Luca – in un sistema malato come quelle delle partecipate regionali, tanto è vero che il duo Crocetta/Baccei, dopo averla disattesa, ne ha ottenuto la revoca con uno dei classici articoli in burocratese stretto, inserito a ferragosto dello scorso anno in finanziaria regionale.”

 

Il Parlamentare di Sicilia Vera preannuncia ora un mini disegno di legge per la reintroduzione di quel sistema di controlli e sanzioni e torna alla carica rispetto alle responsabilità della burocrazia regionale.

 

“Se è vero che in questo momento la legge non più vigente – afferma – lo era fino ad agosto dello scorso anno e quindi la domanda già posta al Ragioniere generale della Regione resta valida: come è stato possibile redigere dei bilanci privi di dati certi e trasparenti sullo stato economico-finanziario delle partecipate? Possiamo supporre che il duo Crocetta/Baccei abbia abbindolato una disattenta Assemblea Regionale con bilanci a dir poco fasulli e fantasiosi?”

Ad Agrigento sabato prossimo, 10 febbraio, in occasione della ricorrenza nazionale del “Giorno del ricordo” in memoria delle vittime delle foibe, in Prefettura, alle ore 10, si svolgerà un incontro promosso in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale, in presenza di autorità civili e militari della provincia, con la partecipazione di una rappresentanza di studenti che interpreteranno brani e poesie sul tema. L’evento sarà arricchito dalla testimonianza del professore Domenico Svettini, rimasto coinvolto nei tragici eventi dell’esodo giuliano-dalmata. Durante la cerimonia saranno consegnate le medaglie e i diplomi concessi dal Presidente della Repubblica in memoria di Francesco Virgadamo, appuntato della Polizia, originario di Burgio ed in servizio a Trieste, vittima delle foibe.

Capacità e professionalità agrigentine che brillano in ambito internazionale: è il caso di un giovane medico di Agrigento, Alberto Alongi, 27 anni, che, dal 19 al 24 febbraio, negli Stati Uniti d’America, a Seattle, nello Stato di Washington, sarà tra i relatori del Congresso mondiale di Medicina Legale, attività forense e discipline investigative. Alberto Alongi, in formazione specialistica all’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Palermo, è stato introdotto dal Direttore della Scuola di Medicina legale, la professoressa Antonina Argo, che lo ha anche proposto per l’ambitissimo Premio Internazionale “Young Forensic Scientist Award” contemplato all’interno della sessione giovani. Seattle sarà per Alongi molto più di una vetrina: si tratta di un consesso di respiro mondiale in cui, tutte le categorie che quotidianamente si occupano di medicina legale, si daranno appuntamento per alcuni giorni.

“Porto avanti una battaglia che non è solo la mia, ma è anche quella di Agrigento e di tutta la provincia”. Con queste parole ieri sera Giuseppe Sodano, candidato alla Camera nella coalizione di centro sinistra nel collegio uninominale di Agrigento, ha aperto un incontro coi cittadini nel quartiere del Villaggio Mosè.

“Dobbiamo trasformare lo scoramento verso la politica che non guarda ai territori in voglia di riscatto, Agrigento e la sua provincia – dice Giuseppe Sodano – non possono non essere fonte di ricchezza e bellezza comune. Se tutti abitiamo nella stessa città, tutti abbiamo lo stesso destino, per questo dobbiamo impegnarci insieme a rilanciare i nostri luoghi; questo sarà possibile – ha spiegato il candidato di Civica Popolare – anche restituendo alla politica il tradizionale significato di ‘politica’, quella che parla ed ascolta ogni persona come sto provando a fare io”.

Nei vari appuntamenti di questi giorni di campagna elettorale, Sodano sta raccogliendo tutte le criticità rappresentate dai cittadini. “La campagna elettorale è appena iniziata ed anche se i problemi della nostra terra sono evidenti, provo grande entusiasmo quando incontro e mi confronto con persone che credono in valori e battaglie che mi sento di voler rappresentare con determinazione per amore verso il mio territorio che, sono certo, non mi farà mancare il suo sostegno per rilanciare da Roma quanto di straordinario sono i nostri luoghi”.


Il blitz, ordinato nella notte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo con il nome in codice “Operazione Opuntia”, è stato eseguito da 100 militari, con l’ausilio di unità cinofile e di metal detector per la ricerca di armi.

Gli arrestati sono nello specifico:  Tommaso Gulotta, 52 anni; Cosimo Alesi  e Giuseppe Alesi, rispettivamente di 52 e 47 anni; Matteo Mistretta di 32 anni; Vito Riggio di 48 anni e Pellegrino Scirica di 62 anni, tutti di Menfi. Ordinanza di custodia cautelare in carcere anche per Domenico Friscia, 53 anni, di Sciacca.

Sono tutti ritenuti responsabili di appartenere all’associazione mafiosa armata denominata “Cosa Nostra agrigentina” e di aver perseguito, nella valle del Belìce, il controllo di attività economiche e di appalti pubblici. Documentati collegamenti con capi mandamento e capi famiglia di Sciacca (AG) e dintorni. Grandangolo
 

 

 

I Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento hanno eseguito sette Ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nei confronti dei vertici e degli affiliati della famiglia mafiosa di Menfi (Ag). Il blitz, ordinato nella notte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo con il nome in codice “Operazione Opuntia”, è stato eseguito da 100 militari, con l’ausilio di unità cinofile e di metal detector per la ricerca di armi. Gli arrestati sono tutti ritenuti responsabili di appartenere all’associazione mafiosa armata denominata “Cosa Nostra agrigentina” e di aver perseguito, nella valle del Belìce, il controllo di attività economiche e di appalti pubblici. Documentati collegamenti con capi mandamento e capi famiglia di Sciacca (AG) e dintorni. Numerose perquisizioni sono ancora in corso.

Grandangolo

 Il boss Giuseppe Quaranta, ritenuto capomafia di Favara, ha deciso di parlare con i magistrati il 29 gennaio scorso dopo essere stato nuovamente arrestato il 22 gennaio nell’operazione ‘Montagna’ che ha colpito le cosche mafiose dell’agrigentino.

I boatos, negli ultimi tempi erano divenuti insistenti a tutti a Favara sapevano che con molta probabilità, Quaranta aveva deciso di saltare il fosso. Soprattutto la notizia aveva assunto i contorni della certezza quando ci si è resi conto dell’assenza contemporanea da Favara di tutti i parenti del nuovo pentito.

Giuseppe Quaranta, già indagato nell’inchiesta “Kronos” promossa dalla Procura della Repubblica – Dda – di Catania, arrestato nell’ambito dell’inchiesta “Proelio” condotta dalla Procura della Repubblica di Ragusa, non sembrava un personaggio di spicco della mafia favarese. Anzi, al contrario, sembrava defilato. Poi, la conoscenza con Pasquale Alaimo, mafioso più volte arrestato e condannato, fedelissimo di Maurizio Di Gati, capo della mafia agrigentina per lungo tempo, spodestato da Giuseppe Falsone, al quale Quaranta aveva fornito assistenza durante la latitanza.

Il boss ha iniziato a collaborare con i magistrati della Dda di Palermo: Insisto nella volontà di collaborare con l’autorità giudiziaria e prendo atto degli obblighi e dei doveri che tale scelta comporterà. Faccio ciò per il bene della mia famiglia – ha detto – e mio personale, perchè sono stanco, ho avuto tante delusioni da queste persone Sono deciso a 360 gradi e pronto a riferire di quello che so, che ho sentito dire in giro e di quello che ho fatto. Penso  che a seguito  della  mia  scelta possa  essere esposta a pericolo  la mia famiglia che vi invito a tutelare. Cosa nostra è come un vortice che prima ti fa bello e poi ti risucchia tutto fino a non poterne più uscire”.

Giuseppe Quaranta ha raccontato di essersi occupato nel 2002-2003 della latitanza del capomafia agrigentino Maurizio Di Gati, trovando un casolare adatto a nasconderlo e portandogli il cibo.

E lo stesso Di Gati, interrogato nel 2007, aveva già svelato tutto trovando oggi adeguata conferma: “Ora lo riconosco, tutto il 2005 ho passato la latitanza con lui, Giuseppe Quaranta. Ho comprato con lui, a nome suo, una casa di un certo Lombardo Domenico di Agrigento, se l’è intestata Quaranta Giuseppe. Dopo che io me ne sono andato via da quella casa lui ha fatto lavori. I soldi ce li ho messi io. E’ vicino a Cosa nostra, l’ha avvicinato Pasquale Alaimo. Non è parente di Quaranta Vincenzo il compare di Pompeo Rosario di cui ho appena parlato. Invece ha un fratello che si chiama pure Quaranta Vincenzo che ha un deposito di materiali inerti, ed io lo conosco personalmente tramite Pasquale Alaimo, abbiamo anche mangiato insieme una volta a Castrofilippo da Angelo Alaimo, ed un’altra volta nella casa di campagna di Pasquale Alaimo, durante la mia latitanza, forse anche più volte. Questo Quaranta Giuseppe che ho riconosciuto lavora nella spazzatura a Favara, raccoglie le bottiglie di vetro nei bar, lavora mezz’oretta con Salvatore Coiro e poi non fa più niente. Formalmente l’impresa da cui dipende è di Peppe Gaglio di Porto Empedocle, che ha l’appalto a Favara. Questi due Quaranta Vincenzo e Peppe sono vicini a Cosa nostra. Recentemente Peppe Quaranta nell’ultimo anno si è avvicinato molto a Calogero Costanza “naschino” il figlio di Antonio….”

Quaranta – ha rivelato ai pm Claudio Camilleri, Calogero Ferrara e Alessia Sinatra ed al capitano dei carabinieri Luca Armao – sarebbe stato ‘combinato’ dal padrino di Santa Elisabetta Francesco Fragapane nel 2010. L’indagato ha ammesso di avere rivestito un ruolo di vertice della famiglia di Favara fino al 2013-2014 e ha parlato di estorsioni a ditte edili, ma anche di extracomunitari, traffico di stupefacenti, droga, armi, omicidi e politici collusi con la mafia. 

Proprio questi ultimi argomenti sono stati omissati dagli inquirenti e chiaramente si comprende che sono state avviate indagini delicatissime.

Quaranta ha anche fatto nomi e cognomi di chi, sullo sfondo la supremazia nel traffico di stupefacenti – sta combattendo una guerra cruenta sull’asse Belgio – Favara.

Il neo pentito ha spiegato ai pm della Dda che “l’unica famiglia mafiosa presente a Favara appartiene a Cosa nostra e ne fanno parte Vella Giuseppe, Pasquale Fanara, Valenti Stefano, Valenti Gerlando, Blando Giuseppe, Limblici Calogero, Pullara Luigi e Angelo Di Giovanni. Almeno questo succedeva nel periodo in cui c’ero io. Ci sono altri gruppi criminali che noi chiamiamo ‘Paraccari’ che hanno un capo e un sottocapo, ma se devono fare attività criminali devono chiedere a noi di Cosa nostra”.

Il boss sarebbe stato capo di Favara tra il 2010 e il 2013-2014. Poi fu “posato” perchè a un certo punto mi ero stufato e non mi facevo trovare da nessuno – ha detto – quindi non essendo più ‘produttivo’ fu informato Francesco Fragapane a cui fu detto che non ero più disponibile. Mi venne detto che non dovevo più ‘camminare’ a nome di Fragapane e io ne fui felice…”.

Per quanto riguarda le elezioni Quaranta ha riferito che “il candidato a sindaco di Favara non lo sceglie la famiglia mafiosa e di non essere a conoscenza di candidati che hanno chiesto voti”. Grandangolo