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Nove società del valore di 30 milioni di euro, riconducibili all’ex deputato regionale Raffaele ‘Pippo’ Nicotra, 64 anni, sono state poste in amministrazione giudiziaria per un anno dalla sezione misure di prevenzione del tribunale diCatania. Riguardano aziende direttamente o indirettamente, in quanto intestate a suoi strettissimi congiunti, che operano nel settore del commercio al dettaglio e all’ingrosso di prodotti alimentari, e della compravendita di immobili. Nicotra attualmente è ristretto agli arresti domiciliari a seguito di una condanna in primo grado a 7 anni e 4 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. La gestione delle strutture imprenditoriali di Nicotra è sospettata dagli inquirenti di “essere stata orientata al fine di agevolare la famiglia di Cosa nostra etnea Santapaola-Ercolano”. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri.

A Santo Stefano di Quisquina, in presenza del Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, il generale Rosario Castello, e del Comandante Provinciale Carabinieri di Agrigento, il colonnello Vittorio Stingo, si è svolta una sobria cerimonia di inaugurazione della locale Caserma dei Carabinieri. La manifestazione si è svolta con limitato numero di Autorità locali presenti, tra cui il prefetto Maria Rita Cocciufa, in aderenza con le restrizioni normative vigenti per l’emergenza pandemica in atto. Tra l’altro, è stata consegnata la Bandiera nazionale dal sindaco, Franco Cacciatore, al Comandante della Stazione Carabinieri di Santo Stefano Quisquina, è stato benedetto il vessillo dal Cappellano Militare dell’Arma dei Carabinieri, don Salvatore Falzone, e poi si è proceduto all’Alzabandiera. A seguire, il taglio del nastro ha suggellato l’inaugurazione dei locali della Stazione, visitati dalle Autorità presenti.

Il Pistacchio di Raffadali è ufficialmente DOP, ovvero con denominazione di origine protetta. Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del Regolamento numero 474 del 2021, il Pistacchio di Raffadali è stato infatti iscritto nel registro delle denominazioni di origine protetta e delle indicazioni geografiche protette. Il comitato promotore della Dop, composto da Calogero Frenda (Presidente), Salvatore Gazziano, Carmelo Bruno e Franco Nocera, esprime soddisfazione per il risultato raggiunto e afferma: “La Dop rappresenterà un nuovo elemento di sviluppo e di crescita dei territori coinvolti. Ci adopereremo da subito per mettere in campo tutte le azioni per la promozione e la tutela del nostro prodotto”.

Ad Agrigento, dopo 1.500 giorni dalla chiusura al traffico, l’Anas ha iniziato i lavori sui due piloni più ammalorati del ponte Morandi. Dal video diffuso dall’associazione “MareAmico”, le cui denunce hanno determinato la chiusura del ponte ed un’inchiesta conoscitiva della Procura, risulta evidente il grave stato di deterioramento in cui versa tale importante infrastruttura viaria: ferri arrugginiti, calcinacci cadenti e grossi buchi nelle pareti esterne. Il piano di recupero prevede una spesa superiore ai 30 milioni di euro.

Il velista agrigentino, Andrea Barbera, parteciperà alla regata d’altura “Garmin Roma Per 2”, in partenza il prossimo 10 aprile. In proposito, domani, mercoledì 24 marzo, ad Agrigento, a San Leone, in presenza anche del sindaco, Franco Miccichè, si svolgerà una conferenza stampa alle ore 10 al pontile del Club Nautico Punta Piccola presso il molo di levante, lato Aquaselz.

Ad Agrigento, al palazzo Filippini, si è insediata la Consulta del Turismo, organo consultivo e propositivo nell’ambito della spesa, vincolata nel settore turistico, dei fondi derivanti dal pagamento della tassa di soggiorno. Al momento il Comune dispone di 2 milioni e 314mila euro. Il sindaco, Franco Miccichè, ha commentato: “Questo periodo di lockdown deve servire per elaborare idee e per pianificare una volta per tutte la stagione turistica.” Sono parte della consulta, l’assessore comunale, Francesco Picarella, i consiglieri comunali Angelo Vaccarello e Carmelo Cantone, l’associazione TTT Aps (Gaetano Di Ballo), Confcommercio Agrigento (Giovanna Sciacca), il Distretto Turistico Valle dei Templi (Fabrizio La Gaipa), Conflavoro Pmi (Vincenzo Agrò), Pro Loco Agrigento (Christian Vassallo), Cna Confederazione nazionale artigianato (Claudio Spoto), Associazione culturale dilettantistica VisitAgrigento (Marcello Mira), Associazione Immagina Aps (Angelo Licata), Associazione Tante Case Tante Idee (Domenico Vecchio), Associazione Abba (Settimio Vinti), Consorzio Turistico Valle dei Templi (Emanuele Farruggia) e associazione Fiavet Sicilia (Calogero Bellavia).

Altri provvedimenti del Tribunale del Riesame nell’ambito dell’inchiesta antimafia nell’Agrigentino cosiddetta “Xydi”. Il Riesame ha sostituito la misura cautelare degli arresti domiciliari con l’obbligo di dimora ad Agrigento e di firma negli uffici di Polizia al poliziotto Giuseppe D’Andrea, 49 anni, di Agrigento, assistente capo in servizio al Commissariato di Canicattì, indagato di accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto di ufficio. Confermate invece le misure cautelari dell’arresto in carcere a carico di Calogero Di Caro, 74 anni, di Canicattì, presunto nuovo capo del mandamento canicattinese, e del presunto stiddaro Pietro Fazio, 48 anni, di Canicattì.

Sabato prossimo, 27 marzo, in occasione della Giornata mondiale dell’endometriosi, l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento ha organizzato delle iniziative. In particolare, sabato 27 sarà possibile effettuare gratuitamente una visita con l’equipe dei ginecologi dei reparti di ginecologia e ostetricia degli ospedali di Agrigento e Sciacca, dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle 18. Nel corso di tutta la settimana sono invece in programma alcuni incontri informativi, rivolti alla popolazione scolastica degli istituti superiori e ai medici di medicina generale, utilizzando le piattaforme digitali.

Il precipitare della situazione epidemiologica presso il PDD di Raffadali interessato da numerosi casi di variante inglese del Covid 19, che ha coinvolto anche il coesistente Ufficio Postale, al pari dell’omonimo Comune che per questo motivo è stato dichiarato zona rossa, obbliga la scrivente Organizzazione Sindacale ad esternare tutte le proprie preoccupazioni in merito alla gestione del personale che per ovvie ragioni di lavoro è venuto a contatto con colleghi di quell’Ufficio interessati dal contagio.
“Come è noto – dicono il Segretario Generale della UIL agrigentina, Gero Acquisto e il Segretario Territoriale della UILPOSTE, Carmelo Di Bennardo – il portalettere applicato presso il CD di Favara, titolare della Linea Mercato che raggiunge i PDD di Aragona e dello stesso Raffadali, essendo venuto a stretto contatto con i colleghi di quest’ultimo ufficio, oggi tutti obbligati alla quarantena, è stato posto anch’esso in quarantena cautelativa da parte dell’Asp di Agrigento. Così come avvenuto per altro collega che ha prestato servizio sulla stessa Linea Mercato il solo giorno 5 del corrente mese. Lo stesso provvedimento per altri dipendenti distaccati presso il CD recapito di Favara. E questa è la preoccupazione che ci inquieta maggiormente. Con quanti dipendenti sono venuti in contatto questi colleghi durante la loro prestazione presso il PDD di Aragona e il CD di Favara?”
Tenuto conto di quanto segnalato e delle preoccupazioni manifestate nel solo interesse di garantire la salute dei lavoratori e delle lavoratrici applicati nel CD di Favara e nel PDD di Aragona, Acquisto e Di Bennardo, chiedono alla direzione regionale delle Poste di voler adottare, a tal fine, tutte le necessarie misure, seguendo pedissequamente le direttive impartite per affrontare una situazione emergenziale di tal fatta, valutando, se del caso, anche la possibilità di chiudere temporaneamente i due Centri: CD recapito Favara e il PDF recapito di Aragona.
“Troviamo alquanto singolare, però – concludono Acquisto e Di Bennardo – che ad oggi, nonostante la richiesta dei portalettere applicati in quei Centri e di questa stessa Organizzazione Sindacale, non si sia ancora provveduto a sanificare gli uffici interessati. La salute dei lavoratori e delle lavoratrici è un bene primario, che va salvaguardato con ogni mezzo”.

Un caso di variante nigeriana al Covid, una rara mutazione del virus che potrebbe essere resistente anche al vaccino, è stato individuato per la prima volta in Sicilia su un minore di 16 anni originario della Guinea. Il minorenne era ospite di un centro di accoglienza, dal quale era fuggito con un amico.

Rintracciati dalla polizia a Messina, sono stati entrambi sottoposti a tamponi e risultati positivi ma solo a uno di loro è stata diagnosticata la variante. Il ragazzo, che sta bene e non presenta sintomi gravi, si trova adesso isolato nel reparto di malattie infettive del Policlinico di Messina.
Intanto il bollettino quotidiano sui contagi diffuso dal Ministero della Salute segnala un ulteriore peggioramento dei dati. Sono 666 i nuovi positivi su 15.977 tamponi processati, con una incidenza di positivi di poco superiore al 4,1%, in aumento di oltre un punto rispetto a ieri. La regione è nona per numero di contagi giornalieri. Le vittime passano dalle 8 di ieri alle 21 di oggi.
Un andamento confermato anche dai dati settimanali diffusi dalla Protezione Civile ed elaborati dall’ufficio statistica del Comune di Palermo che mostrano un ulteriore incremento dei nuovi positivi, un aumento dei ricoverati, degli ingressi in terapia intensiva e delle persone in isolamento domiciliare. Nella settimana appena conclusa i nuovi positivi in Sicilia sono 5032, il 13,9% in più rispetto alla settimana precedente. Il numero degli attuali positivi è pari a 16192, ed è tornato a crescere dopo 7 settimane. I ricoverati sono 876, di cui 125 in terapia intensiva; rispetto alla settimana precedente sono aumentati di 85 unità (25 in terapia intensiva).
“Oggi, la Sicilia nonostante l’aumento dei contagi nell’ultima settimana non può considerarsi in zona di emergenza” rimarca tuttavia il presidente della Regione, Nello Musumeci. La strada maestra per sconfiggere il virus resta quella di accelerare sulle vaccinazioni, come auspica lo stesso Governatore: “La Sicilia ha oggi numeri che ci pongono in testa tra le regioni italiane per le vaccinazioni. Se arrivassero, come sembra i primi di aprile, le quantità di dosi che abbiamo chiesto e che ci sono state promesse, io sono convinto che entro il mese di settembre potremmo immunizzare la stragrande maggioranza di siciliani”. L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, sottolinea a questo proposito che la campagna procede a ritmo sostenuto: “Ieri fino a tarda sera si è lavorato in tutti i nove hub provinciali e la Sicilia è tra le regioni d’Italia che di più ha fatto sull’utilizzo dei vaccini di AstraZeneca”.
Sono stati infine rettificati i dati sulla diffusione del contagio in provincia di Palermo, passando dagli 11.315 positivi del 4 marzo ai 2.944 di due settimane dopo. Non si sarebbe trattato di un errore, ma solo di una difformità numerica, frutto di un aggiornamento dei soggetti guariti. Rispondendo alle polemiche innescate da un numero di casi sovrastimato che ha fatto scattare una serie di restrizioni in città il sindaco Leoluca Orlando ha osservato: “Anch’io sono rimasto stupito della discordanza dei dati, ma poi ho preso atto che si tratta di una revisione. Attendo che mi vengano forniti dati certi per sapere se devo modificare i provvedimenti presi a Palermo