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Con il DPCM del 26/04/2020 del Governo tanta parte del mondo economico commerciale è rimasta scontenta. Tra tutti il mondo del Turismo, che risulterà in assoluto quello più danneggiato, è insorto a vario titolo soprattutto con il Ministro Franceschini che ad oggi non ha dato alcun segnale concreto di speranza se non sul lunghissimo periodo; ma il problema è oggi ed è ora.

Pertanto tante associazioni dell’Extra alberghiero si sono cominciate a muovere per tentare di far aggiustare il tiro al Governo.

Ci è stata inoltrata una missiva nella quale è contenuto un documento redatto da un’Associazione del settore extra alberghiero nella quale, in vista di un prossimo decreto nazionale, specifico per il settore turistico, si richiede una libera e non forzosa sottoscrizione dello stesso da inoltrare al Governo Nazionale con due richieste ben precise:

  • La riapertura urgente delle attività con codice ATECO 52.2, ossia quello che identifica il settore extra alberghiero, ad oggi non contemplato in nessun decreto di emergenza;
  • Un ristoro economico per quella parte dell’extra alberghiero definito “non imprenditoriale” ossia senza partita iva.

 

Garbatamente e senza voler polemizzare sentiamo di dover fare, come associazione di categoria del settore extra alberghiero, alcune  brevi considerazioni in merito.

Relativamente alla prima richiesta risulta evidente che come qualsiasi attività economica, Covid-19 permettendo, abbiamo tutti una gran fretta di riaprire i battenti delle nostre strutture… ma ci sorge spontanea una domanda: a quale prezzo?

Sappiamo bene che sono in fase di emanazione delle ben precise linee guida comportamentali, se non obblighi, che determineranno una nuova metodologia di accoglienza degli ospiti per il settore alberghiero e, certamente ridimensionata, anche per il settore extra alberghiero.

Regole che includeranno l’utilizzo di tutti i sistemi atti al contenimento della diffusione del Covid-19 tra cui immaginiamo mascherine, guanti, distanza di sicurezza all’interno ed all’esterno delle strutture, sanificazione specifica periodica se non giornaliera con presidi medici, self check-in, colazioni preferibilmente servite in camera etc. Tali accorgimenti hanno un costo, sia in termini di approvvigionamento che di organizzazione e di personale, anche per le strutture a conduzione prettamente familiare.

Si ipotizza per altro un turismo regionale che per numeri sarà nettamente inferiore a quello nazionale ed internazionale al quale siamo abituati.

Sarà in grado una piccola struttura ricettiva di 5 o 6 camere a far fronte a queste spese che, visto anche l’innalzamento dei prezzi dei DPI certificati,  non sono cosa da poco? Ipotizzando la vendita di una camera matrimoniale, che costo hanno due mascherine, quattro paia di guanti, gel disinfettante, prodotti per la pulizia con categoria di presidio medico OGNI GIORNO? E soprattutto, che costi ha un singolo intervento di sanificazione di tutti gli ambienti da parte di ditte specializzate ed autorizzate? O in sostituzione di questi, si potranno usare apparecchi per la produzione di ozono, molto pubblicizzati per adesso, ed il cui costo parte da 6-700 euro ciascuno? Quanto occorrerebbe far pagare la camera ai due ospiti? Quanto occorrerebbe guadagnare per far fronte a questi costi che si aggiungono alla normale gestione della struttura?

In definitiva, conviene davvero aprire adesso oppure sarebbe meglio attendere, anche facendo sacrifici?

E tralasciando l’aspetto economico…nessuno ha più un ragionevole e sensato timore di subire il contagio in una fase in cui occorre ancora prestare la massima attenzione?

Occorre infatti considerare che un qualunque turista staziona, ad esempio, in un bar giusto il tempo dell’acquisto o di una consumazione dunque normalmente da 10  a 60 minuti (in tempi pre Covid-19) ; ma in una struttura alberghiera o extra alberghiera staziona per almeno 10 ore di cui certamente 7-8  ore in camera. Pertanto l’eventuale, e da tutti scongiurata, “carica virale” presente solo per ipotesi in un bar, potrebbe mai essere inferiore a quella di una camera d’albergo o di un B&B?

Relativamente alla seconda richiesta, ci esprimiamo riferendoci esclusivamente alla legislazione in vigore.

Quella che viene definita “struttura ricettiva non imprenditoriale”, con lievi differenze normative che ne regolano l’organizzazione ed i requisiti, necessita comunque ed in qualunque regione italiana di una autorizzazione da parte degli Enti preposti.

E’ indubbiamente un’attività economica turistica in quanto produce reddito. Pertanto l’aspetto fiscale non è determinata dalle normative turistiche regionali ma dal Diritto Tributario e dal relativo Codice.

Anche il Codice Civile recita espressamente che “l’imprenditore è chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi”.

E pure l’Agenzia delle Entrate si è chiaramente espressa in merito alla quaestio.

Mi pare scontato che un’attività economica in ambito turistico per lavorare deve per forza essere organizzata nella sua gestione, attraverso software specifici (Sito web, Booking engine e/o Channel Manager), promozione sulle OTA e su portali web che fungono da vetrina. E certamente anche i guadagni, in linea di massima dovrebbero essere commisurati a tali investimenti economici poichè diversamente l’attività sarebbe in perdita.

Già questo basta a comprendere, senza voler addurre ancora altre ragioni, che non riteniamo possibile classificare un’attività economica turistica come “non imprenditoriale”…a meno che i posti letto siano due o quattro ed i guadagni siano talmente bassi, nell’ordine di circa 10mila euro annui, tali da poter essere inseriti in dichiarazione come “redditi diversi”.

Senza volerci addentrare ulteriormente in materia fiscale, poiché  ognuno ha il suo commercialista di riferimento e pur comprendendo il momento di grave crisi mondiale, riteniamo che non sia corretto chiedere di accedere a degli aiuti per le attività economiche turistiche vere e proprie ossia imprenditoriali quando si dichiara apertamente che non lo si è!

Piuttosto ci auguriamo, e sarebbe più giusto proporre, che un ristoro ad hoc venga studiato per coloro i quali vivono ed hanno come unica fonte di reddito l’attività di accoglienza turistica a basso reddito, dunque non imprenditoriale, che è cosa ben diversa.

Salta all’occhio comunque che le leggi di riferimento del settore turistico extra alberghiero attuali sono oramai inidonee a regolamentare un settore in fortissima espansione ed evoluzione in tutti i suoi aspetti. E che le fonti da cui si tenta di trarre la “corretta via normativa” sono troppe, confuse e spesso contrastanti tra loro.

Una buona revisione delle leggi in materia, per riorganizzare correttamente il comparto, è quantomai necessaria ed urgente.

Il Presidente

Giovanni Lopez

Un nuovo caso di soggetto positivo al coronavirus oggi a Sciacca. Si tratterebbe di un giovane la cui infezione si è sviluppata all’interno del nucleo familiare che già, in precedenza, aveva registrato la positività al tampone. La situazione attuale a Sciacca è di 4 contagiati. I guariti sono complessivamente 17, mentre i decessi sono stati 4. Il nuovo caso segue la tendenza recente, cioè che i nuovi casi di contagio spesso trovano terreno fertile all’interno del nucleo familiare dove si sono registrati infettati.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 69 (0 ricoverati, 65 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 126 (16, 22, 11);

Catania, 665 (99, 225, 81);

Enna, 296 (121, 86, 28);

Messina, 368 (85, 117, 48);

Palermo, 362 (69, 90, 28);

Ragusa, 54 (7, 29, 6);

Siracusa, 111 (47, 89, 24);

Trapani, 94 (5, 40, 5).

Riflettori puntati sugli spostamenti del primo maggio da parte degli uomini della Polizia provinciale. A tale scopo il comando del corpo ha predisposto un piano per contribuire ad assicurare il pieno rispetto delle disposizioni emanate dal Governo e dal Presidente della Regione per contrastare la diffusione del virus Covid-19.

L’intervento della polizia provinciale comprenderà l’impiego di diciassette uomini e di due mezzi dal 30 aprile al 3 maggio. Questa attività si contestualizza nell’ambito delle iniziative previste dalla Questura di Agrigento e dalla Prefettura per controllare il territorio provinciale ed evitare gite e spostamenti non consentiti, specialmente per la festività del 1 maggio.

Già nelle settimane scorse la Polizia Provinciale ha svolto un’intensa attività di controllo in numerosi comuni della provincia verificando la posizione di oltre duemila automezzi ed elevando diverse sanzioni sulla normativa per l’emergenza Covid-19 dall’importo di 533 euro. Contestante anche numerose violazioni del codice della strada.

Abitualmente sono utilizzate quattro pattuglie al giorno per il servizio di vigilanza dalla Polizia Provinciale, due pattuglie in servizio dalle ore 8:00 alle 14:00 e due dalle 14:00 alle ore 20:00, con la presenza di almeno due agenti per ogni postazione di vigilanza fissa.

Le pattuglie sono impegnate, generalmente, nel Capoluogo e nei comuni medio piccoli dove la presenza delle forze di polizia e della polizia municipale è più carente numericamente.

 

L’amministrazione comunale di Agrigento in vista della ripartenza, ha incontrato in video conferenza i rappresentanti degli operatori del settore turistico, accogliendo l’istanza di collaborazione propositiva per affrontare in modo condiviso questa seconda fase dell’emergenza
Covid 19.

Lunedì scorso, le rappresentanze del settore hanno trasmesso al Sindaco una nota ben dettagliata contenente alcune riflessioni e diverse richieste operative.

Il sindaco, anche nella sua veste di presidente del Distretto turistico territoriale, ha raccolto in un piattaforma di discussione i temi affrontati ed alcune soluzioni possibili nell’immediato e a medio e lungo termine, qui di seguito riassunti: Riduzione imposte e tasse: Dipendenza dalle decisioni governative (nazionali e regionali) sull’ammissibilità e contributo concesso in via surrogatoria. Sui tributi locali si potrà procedere a
riduzioni e/o sospensioni in modo mirato, cioè, in base all’effettiva riduzione del reddito del cittadino/impresa. Anche per la TARI è allo studio un possibile sgravio per il periodo di inattività.

In merito alle giuste richieste delle imprese in difficoltà e del sistema economico locale nel suo complesso, il sindaco intende convocare un tavolo tecnico apposito al quale far partecipare anche la Camera di Commercio, l’Agenzia delle Entrate provinciale, l’INPS e l’INAIL, con l’obiettivo di verificare l’effettivo fabbisogno economico-finanziario ed esaminare le proposte avanzate dalle
associazioni di categoria per il rilancio dell’economia locale; comporre il quadro reale e pratico delle risorse esterne, comunali, private, e messe in campo dai bandi dei programmi operativi regionali,
nazionali e UE.

Sburocratizzare: Al fine di agevolare le imprese (il sistema turistico in particolare), il Comune di Agrigento si impegna a riunificare in un solo assetto gli sportelli SUAP e SUE, per garantire l’apertura di aziende e/o la modifica delle loro caratteristiche in tempi brevissimi e compatibili con le necessità di adeguamento a seguito dell’impatto Covid 19, possibilmente utilizzando il meccanismo della Autodichiarazione sostitutiva.

Il sindaco è tra i promotori delle richieste in corso di confronto tra ANCI e Governo, per ridurre fortemente l’impatto della burocrazia nelle procedure amministrative che sono interessate, direttamente ed indirettamente, dall’emergenza e che incidono sugli assetti
operativi delle aziende. Ascolto: Il dialogo deve essere costante. Il Comune di Agrigento s’impegna a convocare rapidamente la consulta del turismo, che raccoglierà le segnalazioni degli operatori turistici in merito alle difficoltà incontrate (burocrazia) e/o raccogliere suggerimenti opportuni sul “che cosa fare”. L’amministrazione Comunale si impegna tempestivamente a promuovere un’azione di
regolarizzazione delle strutture ricettive extra alberghiere che attualmente non risultano rispettare le prescrizioni normative in vigore, anche attuando un’azione di controllo mirato, eventualmente di repressione, su tutta la ricettività sommersa. In sede di confronto con gli operatori del settore si potrà definire concretamente lo strumento adatto allo scopo.

Accelerazione: Temi oggetto di concertazione: Promuovere la destinazione turistica in modo compatto e condiviso dalla rete degli operatori del turismo (interventi di agenda urbana);  Realizzare le opere pubbliche in programma per rendere la città adeguata nei servizi offerti alla
popolazione ma anche ai turisti come ad esempio: piste ciclabili e servizi di bike sharing, nuovi parcheggi di interscambio, digitalizzazione e innovazione tecnologica nei servizi culturali e nell’offerta del patrimonio naturale-culturale (interventi di agenda urbana e progetto Girgenti);  Finanziare progetti proposti, redatti e coordinati dalla filiera di imprese del settore turistico culturale che finalmente condividendo idee comuni vede unendosi in un’unica forza l’obiettivo di trovare soluzioni alla crisi (tassa di soggiorno).
Considerata l’impossibilità di previsione del mercato turistico nel breve periodo, il Comune destinerà, più precisamente le somme dell’imposta di soggiorno attualmente utile alla spesa, (corrispondente ai dodicesimi incassati negli ultimi mese pre pandemia) in favore del progetto della filiera.

Nella fase immediata attuare azioni di Brand protection con minima spesa per garantire il consolidamento dell’immagine competitiva della città, nella fase di ripartenza. Successivamente alla riapertura dei mercati, del traffico aereo, ipotesi di sviluppo di pacchetti turistici, (pernottamenti, escursioni, trasporti) che possano invogliare il mercato a scegliere la destinazione Agrigento. Comunicazione e promozione di Agrigento e territorio: l’operazione dovrà mettere in luce alcuni significativi aspetti quali: il limitato contagio nell’area territoriale agrigentina; la serietà nel controllo della situazione emergenziale la promozione di un brand locale; la creazione di un video emozionale/esperienziale che metta in evidenza le condizioni ambientali e di vivibilità del territorio, oltre le bellezze archeologiche monumentali; l’accordo di promozione con le filiere agroalimentari (strada del vino ecc., format alimentari promozionali del tipo: la colazione agrigentina, menù degustazione con i prodotti della valle). E’ essenziale attivare tutte le reti costruite con Agrigento
2020, sfruttare le reti sociali, quelle umane, le figure che hanno dato lustro alla nostra città e proporle come testimonial, e, soprattutto.

ARRIVARE SUBITO SUI MERCATI; costruire, comunicare, spendere la nostra reputazione, la nostra credibilità ottenuta attraverso le nostre buone prassi e la qualità. Mediare attraverso una rete o task force (Consulta del turismo, Associazioni di Categoria
Distretto turistico: Fondi permettendo, apposita task force di specialisti della comunicazione, social media manager, tecnici della comunicazione.

L’amministrazione affronterà il tema sanitario nelle strutture pubbliche, con particolare riguardo e misure straordinarie di prevenzione su quelle destinate alla fruizione turistica. Occorrerà trasmettere TASSATIVAMENTE sicurezza e fiducia ai potenziali visitatori/clienti

La conclusione in tempi record della costruzione del nuovo ponte di Genova testimonia, qualora ve ne fosse ancora bisogno, che l’Italia viaggia a due velocità. Ciò non è sfuggito a Lillo Firetto, sindaco di Agrigento, dove lo scorso gennaio il “Cartello sociale” ha organizzato e sostenuto una manifestazione popolare contro l’isolamento viario e infrastrutturale della provincia agrigentina.

E infatti, oggi, Firetto, all’indomani dell’avvenimento a Genova in presenza del premier Conte, commenta: “Genova festeggia il varo del nuovo viadotto che sostituirà il Morandi 623 giorni dopo il tragico crollo del 14 agosto del 2018. Meno di un anno di lavori. Oggi si parla di un modello per l’Italia, l’Italia che sa rialzarsi in piedi e ricominciare. Un modello, che è quello della nomina di un commissario straordinario in persona del sindaco di Genova, e che ha significato, sì, maggiori responsabilità ma anche burocratizzazione e velocizzazione delle procedure.
Si pensi ora al futuro di un’Italia che non sia mai più “a due velocità”. Ad Agrigento il nostro viadotto Morandi è stato chiuso nel marzo del 2015, riaperto dopo alcuni interventi e richiuso nel maggio del 2017. I lavori dovrebbero terminare nel 2021. Per il breve ponte Petrusa che sovrasta la statale 640 tre anni non sono bastati a ultimarlo. Per infrastrutture indispensabili come la Agrigento-Palermo e la Agrigento Caltanissetta, col suo raccordo alla A 19 Palermo-Catania, non sono bastati 30 anni a garantirne il completamento. Ora non si pensi che la Sicilia possa ripartire a motore spento. La ripartenza dopo questa crisi che sta investendo il Paese sarà ancor più difficile in un territorio che non può contare su infrastrutture minime. Il Governo dovrà impegnarsi a far ripartire l’Italia a una sola velocità. La ripartenza impone interventi immediati per consentire, anche nel medio periodo, di restituire la speranza al settore produttivo di quella parte del Paese che affronta da sempre una condizione di disagio. Serve la velocizzazione della rete ferroviaria, servono strade adeguate senza deviazioni e semafori sulla Statale 189 e sulla 115, servono adeguamenti dei porti e dei porticcioli turistici. Ad Agrigento serve quel minimo di infrastrutture per stare al passo con quella parte d’Italia che oggi si erge a simbolo di rinascita”.

Continua l’attività del Libero Consorzio Comunale di Agrigento per sostenere gli studenti agrigentini nella perdurante emergenza Covid-19. Su richiesta del dirigente scolastico del  Liceo Classico e Musicale “Empedocle” di Agrigento, lo staff dell’Ufficio di Protezione Civile ha consegnato 18 tablet ad altrettanti studenti che, in difficoltà nel partecipare alle attività didattiche a distanza, avevano fatto richiesta di strumenti digitali all’istituto diretto dalla prof.ssa Anna Maria Sermenghi.

La Protezione Civile  del Libero Consorzio si è messa subito a disposizione, consegnando i tablet nei comuni di Aragona, Canicattì, Casteltermini, Favara, Montevago, Naro, Palma di Montechiaro, Raffadali, Realmonte e Santo Stefano di Quisquina, consentendo così agli alunni di poter seguire le lezioni in remoto.

Irene Pivetti, che a 31 anni fu la più giovane presidente della Camera, tra il 1994 e il ’96, è indagata dalla Procura di Siracusa, in qualità di amministratore delegato della Only logistics Italia srl, nell’ambito di un’inchiesta sull’importazione e distribuzione di mascherine dalla Cina. I reati ipotizzati sono frode in commercio e immissione sul mercato di prodotti non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza. Un’altra inchiesta sulla stessa società – alla quale il 3 aprile vennero sequestrate 160 mila mascherine a Malpensa – è stata già aperta dalla procura di Savona.

Le Fiamme gialle di Siracusa hanno sequestrato in diverse città italiane 9.000 mascherine perché immesse in commercio in maniera illecita, segnalando per frode il titolare della «Stt Group», una società di Lentini, nel Siracusano, che si era occupata della distribuzione dei dispositivi nelle varie farmacie e parafarmacie del Paese. Segnalata anche la Pivetti, in qualità di amministratore della «Only logistics Italia srl», che ha importato le mascherine dalla Cina.

Come spiega la Gdf, i dispositivi di protezione individuale erano accompagnati da una certificazione inattendibile di conformità alla normativa europea. «E’ emerso che il codice relativo al certificato è risultato estraneo all’ente certificatore e, quindi, falso” spiega la Finanza. I militari hanno accertato che i dispositivi appartengono a una partita di merce per la quale il direttore centrale dell’Inail ha espressamente vietato alla società importatrice l’immissione in commercio.

In un sol colpo ha eluso una serie di restrizioni imposte dal momento, una delle quali di tipo giudiziario, ed è per questo che dai domiciliari è finito direttamente in carcere.

Si tratta di un 57enne di Castrofilippo, E.M., il quale è stato trovato a gironzolare per le vie di Favara, insieme ad un pregiudicato, evadendo dagli arresti domiciliari nella sua abitazione.

L’uomo deve ancora scontare una pena di in anno e 4 mesi dopo il suo coinvolgimento relativo ad un giro di carte clonate utilizzate per fare acquisti di ogni genere.

Il castrofilippese è stato beccato dai Carabinieri della locale Tenenza di Favara.