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“Dopo tre settimane di crescente complessità , il contesto nel quale viviamo è divenuto spettrale a seguito dell’emergenza Covid19 . La Sicilia e le sue Istituzioni-assessorato regionale Salute e Aziende sanitarie ed ospedaliere-lavorano alacremente per farsi trovare preparati al picco di contagi previsto in queste settimane ed anche i comportamenti individuali sembrano orientati al rispetto delle regole. La corsa all’acquisto di dispositivi di protezione individuale come ad esempio le mascherine ffp2, occhiali, tute, ha messo in ginocchio il sistema , riducendo le scorte a disposizione degli operatori sanitari in tutto il Paese. Al di là della scarsa collaborazione di alcuni Stati membri dell’Unione europea specialmente nella fornitura di mascherine ffp2 -conclude Giorgia Iacolino- confidiamo che la Protezione civile provveda a rifornire tempestivamente le aziende sanitarie di tutti i dispositivi di protezione individuale per fronteggiare con efficacia l’emergenza Coronavirus, garantendo la sicurezza degli operatori sanitari impegnati con coraggio e senza sosta nella sfida del 2020”

E’ un forte grido di allarme quello del presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento, Alfonso Cimino, sull’emergenza coronavirus “inizialmente, forse, sottovalutata e non tempestivamente posta come emergenza su tutto il territorio nazionale – afferma – tant’è che, solo da qualche giorno e dopo il rientro di circa 30mila emigrati dal nord, ha visto la chiusura dei trasporti siciliani”.

Oggi l’Italia è ferma e tutto è stato bloccato senza idonee misure.

“Se da un lato ci si chiede, giustamente e doverosamente, di stare a casa, che risvolti ci saranno per la nostra professione? – prosegue Alfonso Cimino – Diversi decreti e protocolli di sicurezza sono stati attuati ma registriamo l’inadeguatezza di tali misure. Se prima dell’emergenza il settore edilizio era già in forte crisi, come si pensa che, una volta finita l’emergenza, il settore possa riprendere normalmente i suoi passi senza opportune misure? Sarebbe necessario ridurre la pressione fiscale ai liberi professionisti e cambiarne il sistema con opportune agevolazioni. Il Consiglio Nazionale degli architetti, e mi costa personalmente vista la mia partecipazione a diversi incontri in remoto come delegato della Consulta regionale degli architetti siciliani, sta predisponendo tutte le misure e le richieste per la tutela della nostra professione, svolgendo un ottimo e incessante lavoro grazie al quale si ha certezza che si raggiungeranno gli obiettivi. Ma andiamo per gradi – spiega il presidente Cimino – Nei cantieri edili di opere private e/o pubbliche non esiste una misura che obbliga alla sospensione dei lavori, viceversa abbiamo protocolli di intesa che ci impongono di adottare misure urgenti di messa in sicurezza del cantiere. Ciò significa che deve essere il titolare dell’impresa a chiedere la sospensione dei lavori, per evitare futuri contenziosi. Ci si chiede, quindi, come facciamo a rimanere a casa? E ancora, ammesso che si proceda alla sospensione dei lavori delle opere pubbliche, la Regione ha richiesto alla Comunità europea la doverosa proroga delle scadenze delle misure di finanziamento? Occorre che vi siano disposizioni chiare, da parte della Regione e dei Comuni, di sospensione dei lavori dei cantieri privati con l’applicazione dell’art 15 comma 2 del DPR 380/2001, che, per fatti sopravvenuti estranei al titolare del permesso di costruire o qual si voglia altro titolo edilizio, costituisce fattispecie di proroga dei titoli edilizi. Se prima dell’emergenza da coronavirus i nostri uffici tecnici comunali, già in forte crisi di personale e spesso mal organizzati, come da sempre denunciamo, non riuscivano a smaltire le numerose richieste dei liberi professionisti, come pensiamo che oggi possano adempiere con il lavoro a distanza e con l’aggravante che molti Comuni non hanno attivato lo sportello unico dell’edilizia?

Ma andiamo ai liberi professionisti: se da un lato occorre chiedere con forza una diminuzione della pressione fiscale, dall’altro lato è assurdo un provvedimento governativo volto solo a una categoria di liberi professionisti iscritti alla gestione separata con il cosiddetto contributo una tantum.  Occorre che sia “una sempre” in questo periodo, diminuendo l’aliquota base. E le casse di previdenza? Anche queste adottano misure non confacenti allo stato di cose, sarebbe opportuno annullare per quest’anno il contributo soggettivo. Non vogliamo la sospensione di tasse o pagamenti vari di quest’anno quanto l’annullamento di queste tasse e chiediamo di annullare i canoni delle utenze per gli studi professionali. L’Italia si è fermata: uffici, tribunali, fornitori, imprese, trasporti, … e noi liberi professionisti, dovendoci fermare, non possiamo lavorare e vivere del nostro lavoro con pesanti ricadute anche sulle nostre famiglie. Per questo desideriamo che, almeno una volta, ci sia una maggiore attenzione per il nostro mestiere di architetti e di liberi professionisti.

In Italia l’emergenza coronavirus è aggravata, purtroppo, dalla carenza di posti letto di terapia intensiva e di dispositivi di sicurezza, come mascherine, tute e guanti. Tale condizione di insufficienza dei kit protettivi è peraltro provocata anche dalla necessità di importarli e dalle incombenti difficoltà di importazione da oltre confine. Anche ad Agrigento vi sono unità operative essenziali, come la Cardiologia ed Emodinamica del “San Giovanni di Dio”, dove la carenza di strumenti protettivi del personale sanitario assume contorni ancora più gravi. Cardiologia ed Emodinamica rappresentano infatti il “cuore pulsante” di un ospedale, e bisogna mantenerlo il più possibile vitale ed efficace per assecondare subito e in modo efficace le tante istanze di soccorso che ricorrono quotidianamente. L’auspicio è pertanto che si riesca ad ovviare in tempi rapidi al problema, a tutela del bene primario quale è la vita umana, un bene la cui prima tutela è posta proprio nel reparto di Cardiologia ed Emodinamica.

A Catania un uomo di 52 anni è morto nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Cannizzaro, dove è stato ricoverato in terapia intensiva per insufficienza respiratoria. L’uomo, affetto da altre patologie, è stato soccorso venerdì scorso al pre-triage infettivologico con febbre, tosse e difficoltà respiratorie, e sottoposto al tampone per Covid-19, risultato positivo. Così ha confermato la direzione dell’Azienda ospedaliera Cannizzaro. E’ la terza vittima che si registra in Sicilia collegata al Coronavirus.

L’Asp deve fornire un’informazione chiara, precisa, esaustiva, costante, quotidiano, su tutto quello che si sta facendo nell’ospedale di Sciacca, che rappresenta la fragilità di tutti noi.

È uno dei passaggi del video-comunicato di oggi del sindaco Francesca Valenti, registrato dopo una visita al “Giovanni Paolo II” e l’incontro col direttore sanitario.

Bisogna tenere alta l’attenzione e non abbassare la guardia – dice il sindaco – perché il picco in Sicilia, come dice il Ministero, deve ancora arrivare. Al momento abbiamo solo un modo per tutelarci ed è quello di stare a casa.

“Il Consiglio dei Ministri ha approvato ulteriori misure in aiuto al turismo e alla cultura, settori duramente colpiti dalla diffusione del coronavirus e dai provvedimenti adottati per contenere il contagio. Tra gli aiuti rientrano un nuovo fondo emergenze con 130 milioni di euro per il 2020 e una campagna straordinaria di promozione dell’Italia nel mondo anche con finalità turistiche e culturali. Agrigento ha subìto un danno enorme, dalla sospensione del Mandorlo in Fiore, e delle iniziative ordinarie e straordinarie delle celebrazioni dei 2600 anni di storia della città. Eventi e attività di promozione e rilancio culturale e turistico che avrebbero avuto un riverbero positivo sull’intero tessuto economico agrigentino. Pertanto ho scritto al ministro Dario Franceschini perché tenga conto di  Agrigento 2020 nelle modalità di ripartizione e assegnazione delle risorse che verranno stabilite con decreto. Agrigento 2020 più di ogni altra singola iniziativa di promozione e rilancio del turismo culturale  ha diritto oggi di chiedere un sostegno al Governo per raggiungere gli obiettivi prefissati, passata questa emergenza”.

A Licata i sanitari del 118 e i vigili del fuoco del locale distaccamento hanno soccorso un uomo di 52 anni, soprappeso, con febbre alta e difficoltà respiratorie. Il licatese è stato trasportato all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta. Gli è stato praticato il tampone ed è positivo al coronavirus. E’ ricoverato in terapia intensiva. Il 52enne non avrebbe avuto alcun contatto con la donna di 55 anni di Licata anch’ella positiva al coronavirus.

Un uomo di Aragona, di 72 anni, rientrato dal nord, dalla Lombardia, nei giorni scorsi, si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento con febbre alta, tosse e difficoltà respiratorie. La tac ha rilevato una polmonite interstiziale. E’ stato eseguito il tampone. Nel frattempo l’aragonese è stato trasferito all’ospedale Sant’Elia a Caltanissetta. Il pronto soccorso è stato subito sanificato e così anche la sala Tac.

E’ accaduto questa sera  in via Plebis Rea, ad Agrigento, quando gli agenti di tre pattuglie della Polizia di Stato, al suono dell’Inno di Mameli, trasmesso da un altoparlante, sono usciti dalle volanti, si sono messi sull’attenti facendo il saluto alla visiera, dimostrando un grande senso della Patria, dedizione ed abnegazione verso lo Stato.

Guarda il video, Ogni commento è superfluo.
Polizia di Stato, orgoglio di tutti noi

 

 

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ORAMAI, è una corsa contro il tempo …

Il Coronavirus covid-19 non accenna a fermare la sua corsa in Italia .

La nostra Sicilia , i nostri territori,  la nostra gente, quanto potranno rimanere immuni all’avanzata di questo tremendo virus?

E’ sotto gli occhi di tutti quello che sta accadendo tutti i giorni nei reparti degli ospedali del nord, reparti peraltro di eccellenza e ben organizzati, si trovano ad affrontare una situazione davvero drammatica e senza precedenti.

Per quanto riguarda noi, qui al sud, l’impegno del Presidente della Regione Sicilia,

della Giunta regionale dell’Assessore alla Sanità, dei Sindaci e soprattutto IL CORAGGIO e L’IMPEGNO  di tutto il Personale Sanitario che sono la nostra prima linea, ci da’ una speranza in più.

Oggi vorrei fare un appello alle Istituzioni tutte , dato che ad Agrigento ancora il fenomeno non si è sviluppato sarebbe opportuno intervenire in Anticipo, istituendo oltre alle strutture sanitarie pronte in provincia, ospedali da campo con la partecipazione attiva dell’Esercito Italiano e la creazione di più centri per la terapia intensiva .

La mia più grande paura è che l’epidemia scoppi in quei Paesi dove i sistemi sanitari non riuscirebbero ad affrontare tale sfida e cioè il nostro vicino di casa (L’Africa) di cui noi (Agrigento) siamo la porta principale d’ingresso.

In Africa  si stanno  rapidamente aggravando i contagi da coronavirus. In meno di una settimana, gli stati colpiti dal virus sono passati da due ad almeno 17. Con i primi casi in Nigeria che da sola conta più di 190 milioni di abitanti , e Senegal annunciati a fine febbraio, ora sono stati registrati contagi in Sudafrica, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Togo, Camerun, Repubblica democratica del Congo, Guinea (Conakry) ed Equatoriale, Gabon, Ghana, Etiopia, Kenya, Sudan, Ruanda e Mauritania.

Anticipare e non arrivare all’ultimo minuto; prevenire con tutti i mezzi possibili a nostra disposizione, fare delle scelte forti ma determinanti, senza SE e senza MA  anche perché non vorrei immaginare cosa potrebbe  accadere…

Agire con Determinazione Tempismo e Responsabilità per dare senso a tutti gli sforzi sino ad ora profusi da ogni cittadino italiano.

Viva l’ Italia, Viva I Siciliani Viva  gli agrigentini.