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A fronte dell’emergenza idrica incombente in Sicilia a causa della scarsa piovosità e degli invasi maggiori quasi a secco, il capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale, Giuseppe Lupo, ha presentato un’interrogazione all’assessorato competente, adesso retto dal presidente Musumeci dopo le dimissioni di Figuccia. Giuseppe Lupo afferma: “La provincia di Palermo rischia di andare incontro ad una nuova emergenza idrica. Il lago di Piana degli Albanesi è in una condizione allarmante. È necessario capire se la causa è legata solo alla siccità o se vi sono problemi nella rete e nel sistema di distribuzione. Chiediamo al presidente della Regione Nello Musumeci, nella veste di assessore ad interim all’Energia, cosa si sta facendo per monitorare la situazione e quali interventi si stanno predisponendo per scongiurare una situazione che creerebbe pesanti disagi agli utenti, agli agricoltori ed al territorio. Anche altre province rischiano di andare incontro ad una situazione di difficoltà. Non si può aspettare l’ultimo momento per intervenire, per questo chiediamo al presidente Musumeci di conoscere fin da ora quali provvedimenti si stanno adottando”.

 

A Messina il “Copavist” Comitato di Partenariato Volontario per le infrastrutture, la logistica e i Trasporti della Città Metropolitana, presieduto dall’avv. Michele Minissale, dichiara che grazie all’art. 7-bis della legge 27 febbraio 2017, n. 18. a partire dal primo gennaio 2018 per il Meridione d’Italia potrebbe iniziare una stagione nuova se le Regioni interessate (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) sapranno sfruttare le opportunità offerte.
Il compito ineludibile del Governo centrale sarà quello di far sì che la spesa pubblica in conto capitale a favore delle otto regioni del Sud, non possa essere inferiore all’incidenza percentuale della popolazione meridionale sul totale nazionale dei cittadini italiani.
Si tratta della cosiddetta “clausola del 34%”, tanta è la percentuale della spesa da destinare alle regioni del Sud Italia, data l’incidenza, per il primo anno di applicazione della legge, della popolazione interessata sul totale nazionale.Tale misura normativa ha lo scopo di rendere competitive le regioni meridionali riducendo il loro gap attuale rispetto alle regioni del Centro-Nord, laddove, si pensi che attualmente gli investimenti ordinari nel Sud, sono pari al 22% del totale.
E’ stato calcolato che se, negli anni dell’ultima crisi, dal 2009 al 2015, fosse stata attivata la clausola del peso demografico piuttosto che di quello produttivo, il Pil del Sud avrebbe praticamente dimezzato la perdita accusata dal 2008. La diminuzione degli occupati sarebbe stata pari a -2,8% invece del -6,8% e si sarebbero persi circa 300 mila posti di lavoro in meno rispetto alla effettiva perdita di occupazione registrata, pari a circa mezzo milione di unità.
Se si tiene conto che l’ammontare complessivo degli investimenti statali ordinari è pari a 50 miliardi circa, la quota aggiuntiva di risorse spendibili a disposizione del Mezzogiorno d’Italia sarebbe di ben 6 miliardi. Risorse tutte da destinare a investimenti per rendere competitivo il nostro territorio meridionale, che potrebbe così contare sulla certezza di una cospicua nuova disponibilità di capitali per infrastrutture e opere pubbliche, normalizzando, in tal modo, la spesa ordinaria e valorizzando la funzione aggiuntiva e non sostitutiva dei fondi europei.
Se è vero che a partire dalla seconda metà del 2015 l’economia italiana ha dato i primi cenni di ripresa in termini di reddito, di produzione e di occupazione, è anche vero che uno dei lasciti negativi della crisi economica mondiale iniziata nel 2008 è stato l’ampliamento del divario di competitività tra le aree forti (Centro-Nord) e le aree deboli del Paese (Meridione e isole), a svantaggio di quest’ultime.
Sarà bene che alla luce di questo fatto i rappresentanti del Sud – politici, esponenti delle organizzazioni sindacali e datoriali, imprenditori, professionisti, uomini di scienza e dottrina, uomini e donne impegnati nell’associazionismo e nei movimenti di azione civica – si facciano promotori della concreta attuazione della clausola demografica .
E’ necessario un nuovo approccio alla cosiddetta “questione meridionale”, un tema, questo, degradato nel tempo a problema marginale, addirittura scomparso dall’agenda della politica italiana dopo le tante polemiche sull’intervento straordinario nel Mezzogiorno culminate nel 1985 con la messa in liquidazione della Casmez.
L’operato di quest’ultima, tuttavia, da qualche anno è stato oggetto di un profonda rilettura, al punto che negli ultimi mesi si è assistito a una rinnovata attenzione alle condizioni di svantaggio e di disagio del nostro Meridione . Difatti, oltre alla citata legge 18/2017, è stata varata anche la legge n° 123 del 03/08/2017, che ha convertito il D.L. n° 91, del 20/06/2017, recante disposizioni urgenti per la crescita economica del Mezzogiorno.
Tale decreto contiene in particolare quattro misure di grande valore, come quella a favore dei giovani imprenditori nel Mezzogiorno, denominata “Resto al Sud”, quella per l’istituzione delle Zone Economiche Speciali (ZES), quella relativa alla semplificazione per la valorizzazione dei Patti per lo sviluppo e alla valorizzazione dei Contratti istituzionali di sviluppo e, infine, quella per la ricollocazione dei lavoratori espulsi dai processi produttivi nelle Regioni meridionali.
In particolare si noti l’istituzione delle ZES, ovvero di zone geograficamente limitate e chiaramente identificate, nella quale le imprese potranno beneficiare di speciali condizioni per gli investimenti e per lo sviluppo. Al fine di generare vantaggi competitivi, il legislatore ha stabilito che la perimetrazione delle ZES debba includere almeno un’area portuale compresa nella rete transeuropea TEN-T .
I benefici principali di questo strumento scaturiscono dagli sgravi fiscali e dalle semplificazioni amministrative: le Regioni potranno aggiungere a queste opportunità altre condizioni di favore, a cominciare da incentivi mirati alla crescita produttiva.
Posto che sono innegabili le evidenze per le quali l’Autorità portuale di Messina-Milazzo dispone di porti compresi nella richiamata rete TEN-T e la città metropolitana di Messina, almeno sotto il profilo socio-economico, è meno sviluppata rispetto alle altre due città metropolitane della Sicilia, ne consegue che trova oggettivo fondamento il pensiero che i nostri territori godano, di una condizione di priorità in tema di riconoscimento e individuazione di una esclusiva area riconosciuta ZES.
Quando il Governo, su motivata proposta della Regione Siciliana, avrà varato i provvedimenti attuativi e istituito la Zona Economica Speciale nella città metropolitana di Messina, spetterà al nostro tessuto economico e sociale il compito gravoso di dimostrare di essere pronto all’appuntamento dell’innovazione di sistema.

Come si ricorderà alla consultazione elettorale del giugno 2015 per l’elezione del sindaco di Scillato partecipavano il Sig. Cortina Giuliano , che riportava 241 voti, ed il Sig. Frisa Giuseppe, che riportava 245 voti; conseguentemente quest’ultimo veniva proclamato eletto sindaco del Comune di Scillato. Ma con ricorso notificato nel luglio 2015 il Sig. Cortina, rappresentato e difeso dall’Avvocato Francesco Leone, chiedeva l’annullamento dei verbali delle operazioni elettorali e la correzione in proprio favore del risultato elettorale. Si costituiva in giudizio il Sindaco neo eletto Giuseppe Frisa, rappresentato e difeso dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, eccependo l’inammissibilità del ricorso sotto molteplici profili. Il Tar Sicilia,Palermo, Sezione Seconda, condividendo l’eccezione formulata dagli Avvocati Rubino e Impiduglia, dichiarava inammissibile il ricorso proposto dal Cortina condannando quest’ultimo anche al pagamento delle spese giudiziali. Ma il Cortina, indomito, a questo punto si rivolgeva al Prof. avv. Gaetano Armao, al fini di proporre appello davanti al CGA per la riforma della sentenza di primo grado, lamentando numerose asserite irregolarità; anche nel giudizio di secondo grado  si costituiva il Sindaco Giuseppe Frisa, con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, per chiedere il rigetto dell’appello patrocinato dall’Avvocato Armao perchè infondato. In prima istanza il CGA disponeva incombenti istruttori, ordinando alla Prefettura di Palermo di depositare presso la Segreteria del CGA tutti i verbali relativi alle operazioni elettorali; la Prefettura ottemperava puntualmente all’ordine istruttorio impartito dal CGA. Da ultimo il Consiglio di Giustizia Amministrativa, esaminando il merito della controversia, ha respinto l’appello patrocinato dall’Avvocato Armao perchè infondato, condividendo le tesi difensive dell’Avvocato Rubino. Pertanto Giuseppe Frisa resterà in carica nella qualità di Sindaco di Scillato; così come gli altri sindaci eletti nella tornata elettorale del 2015 e parimenti difesi dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia,  segnatamente Vincenzo Giambrone, Sindaco di Cammarata, e Silvio Cuffaro, sindaco di Raffadali, la cui proclamazione era stata impugnata con esito negativo dai candidati non eletti. 

 

50 anni fa il terribile terremoto del Belìce, tanti i paesi che rimasero completamente distrutti o fortemente danneggiati, 370 vittime, un migliaio i feriti e circa 70 000 i senzatetto: un dramma.

Oggi insieme al ricordo commosso per le tante vittime di allora, è necessario fare alcune riflessioni e trarre utili indicazioni per l’oggi:

• malgrado l’enorme tempo trascorso ed al netto delle tante parate governative fatte in questi anni, quella del Belìce, resta una ferita aperta, non rimarginata, segnata ancora dalla mancata ricostruzione di tante infrastrutture e da problemi irrisolti come quelli della presenza dell’amianto: anno dopo anno, abbiamo sostenuto le iniziative dei Sindaci che hanno chiesto a tutti i governi succedutisi da quel triste giorno, ma ancora tanto resta da fare.
Per tanti anni, troppi, al Belice è stato negato quello che, in casi analoghi, in altre parti del Paese, hanno chiesto ed ottenuto: da Noi né ricostruzione al completo né l’agognato sviluppo economico; da Noi né FIAT né altro, solo la disperazione e l’emarginazione che costringe, ora come allora, all’emigrazione.

Siamo all’assurdo che lo Stato ha incassato dalle accise qualcosa come 8.6 miliardi e ne ha spesi 2 miliardi e 213 milioni!

La CGIL continua a ritenere che per il Belice, lo Stato avrebbe potuto e dovuto fare di più e che da una condizione di estremo disagio avrebbero dovuto aprirsi condizioni in grado di far ripartire la vita economica e sociale di una delle aree più deboli del Paese.

• La seconda considerazione riguarda la “lezione” che da questi tragici fatti avremmo dovuto imparare, ovvero che occorre “mettere in sicurezza” i nostri paesi; mettere in campo ogni iniziativa utile per essere pronti di fronte ad altre evenienze: i nostri “centri storici” cadono a pezzi già da soli, figurarsi di fronte anche al ripetersi di eventi calamitosi.
Occorre convincersi che è assai più utile e meno costosa una cultura della prevenzione e della messa in sicurezza.

Pensavamo che il Cinquantenario potesse essere l’occasione per una utile che su queste considerazioni, per capire concretamente cosa ancora manca per chiudere definitivamente questa pagina amara della completa ricostruzione e come sostenere la pagina dello sviluppo.

La visita e la presenza del Capo dello Stato sono un fatto significativo e che salutiamo con favore, così come utili e opportune sono tutte le iniziative messe in campo in questi giorni.

E’ grave che il Movimento Sindacale che sempre è stato presente e parte attiva, dai giorni immediati della tragedia fino alle tante iniziative di lotta che nel Belìce hanno avuto vita, non venga nemmeno invitato alle cerimonie ufficiali.
Ci sembra davvero una dimenticanza grave.

Tuttavia, a nessuno serve la polemica e per questo che le nostre strutture congiuntamente stanno lavorando per costruire momenti di confronto e di iniziativa per mettere attorno ad un tavolo Amministratori e Rappresentanti dei Lavoratori e del Sistema delle Imprese per lavorare su questi temi e su questo pretendere che lo Stato, i Governi Nazionale e Regionale facciano fino in fondo la loro parte.

  

 

L’edizione 2018 del Carnevale di Sciacca annovera tra i propri sostenitori due nuove e importanti società: la Conad Sicilia e la Gesap-Aeroporto di Palermo. È quanto comunicano il sindaco Francesca Valenti e il vicesindaco e assessore al Turismo e allo Spettacolo Filippo Bellanca.  

“Il Comune di Sciacca – spiegano il sindaco Valenti e il vicesindaco Bellanca – ha definito nelle scorse ore un accordo di sponsorizzazione per l’edizione 2018 del Carnevale di Sciacca. Partner della manifestazione sarà Conad Sicilia, noto gruppo della grande distribuzione alimentare. La Conad Sicilia – così come la Gesap, società che gestisce l’aeroporto “Falcone-Borsellino” di Palermo – ha ritenuto l’evento saccense utile strumento di promozione della propria attività, abbinando il proprio marchio a quello della festa. Con la Gesap, abbiamo già programmato l’avvio di una campagna promozionale dell’edizione 2018 del Carnevale di Sciacca all’interno degli spazi dell’aeroporto di Palermo. Si chiude così, positivamente, un’interlocuzione avviata da tempo dall’Amministrazione comunale. Ringraziamo le due società per avere creduto nello storico Carnevale di Sciacca e avere iniziato un rapporto che, auspichiamo, sia proficuo e duraturo”.

 

“C’è anche una conferma di collaborazione – aggiungono – con  la compagnia italiana di navigazione Tirrenia. Sono state inoltre attivate collaborazioni proficue con diverse associazioni, enti e personaggi che operano nel territorio, sempre con l’obiettivo di promuovere in modo intenso la manifestazione”. 

Il sindaco Valenti e il vicesindaco Bellanca rendono, inoltre, noto che è andato in stampa il progetto grafico del manifesto ufficiale del Carnevale di Sciacca. È un servizio curato dalla società Scirocco, previsto nel bando pubblico per l’assegnazione a una ditta esterna di una serie di servizi connessi alla manifestazione. Il manifesto 2018 raffigura il carro allegorico vincitore della scorsa edizione della festa con sullo sfondo uno dei più noti e preziosi beni artistici e architettonici della Città di Sciacca: il Palazzo Steripinto. Sarà così anche per i manifesti delle prossime edizioni del Carnevale di Sciacca. Il carro vincitore di quest’anno, fornirà l’immagine da inserire nel manifesto ufficiale dell’edizione 2019. 
Lo scatto inserito nel manifesto 2018 è di Stefano Siracusa.

Impegnato in questi giorni, con gli uffici, nell’organizzazione dell’evento, il vicesindaco Filippo Bellanca sta visitando i luoghi dove sono in corso le operazioni di realizzazione delle strutture in cartapesta che parteciperanno al concorso dei carri allegorici: “Le impressioni sono positive, i carri avranno un’ottima fattura. Sarà un’edizione del Carnevale di Sciacca di notevole qualità artistica”.

Fervono, infine, i preparativi per mettere a punto tutti gli altri aspetti della complessa macchina del Carnevale di Sciacca. Si stanno facendo diverse riunioni, ad esempio, per definire con gli uffici comunali, e altri organismi esterni, il Piano di Sicurezza nel rispetto delle ultime e rigorose normative.

 

 

 

L’Istituto Archimede di Cammarata avrà un indirizzo di studio davvero innovativo “Gestione delle Acque e Risanamento Ambientale”riguardante l’istruzione professionale e che sarà attivo presso la sede coordinata di Casteltermini.

Il nuovo corso che è stato concesso solo a poche scuole in Italia e ad un numero molto limitato  in Sicilia, rappresenta una nota  di prestigio per la scuola e  sicuramente una risorsa per tutto l’entroterra sicano. 

La figura professionale relativa al nuovo corso si caratterizza per la conoscenza dei processi e degli impianti per la tutela del territorio con particolare riferimento alla gestione delle risorse idriche ed ambientali. 

In particolare il nuovo percorso didattico evidenzia una figura professionale in grado di:

gestire interventi per la prevenzione del degrado ambientale e nella realizzazione di strutture a difesa delle zone a  rischio; definire le caratteristiche territoriali, ambientali di una zona attraverso l’utilizzazione di carte tematiche; operare nel riscontro della qualità ambientale prevedendo interventi di miglioramento e di difesa nelle situazioni di rischio; collaborare con gli Enti locali che operano nel settore, con gli uffici del territorio, con le organizzazioni dei produttori, per attivare progetti di sviluppo rurale, di miglioramenti fondiari ed agrari e di protezione idrogeologica.

Pertanto i futuri diplomati avranno immediato accesso al mondo delle professioni e di certo saranno al passo con i tempi e, soprattutto, risponderanno alle esigenze del mercato del lavoro che oggi più che mai richiede competenza ed innovazione.

Si potranno richiedere maggiori informazioni e dettagli durante gli Open Days che si svolgeranno  Sabato 20 e Domenica 28 Gennaio dalle 16:00 alle 19:00  per le sedi di Cammarata e di San Giovanni Gemini e Giovedì 25 Gennaio dalle 15:00 alle 18:00  presso la sede coordinata di Casteltermini. Inoltre, il Dirigente Scolastico, Prof. Antonino Pardi, informa che è possibile visitare tutte le sedi dell’Archimede, anche dal lunedì al venerdì dalle ore 09.30 alle 13.00 e il martedì dalle 15.30 alle 17.00.

Lo afferma il presidente di Confartigianato Alfonso Russo che continua: “Gli Artigiani potranno istruire le pratiche ad Agrigento e non essere più confinati in limiti logistici e psicologici, si potrà avere un confronto più diretto, ed una assistenza continua, ma non solo, grazie a questo importante strumento potranno programmare investimenti  in acquisto, ristrutturazione, ammodernamento, ampliamento, costruzione immobile da adibire a laboratorio artigianale (compreso l’acquisto del terreno necessario per la realizzazione dell’opera), acquisto macchinari, attrezzature e automezzi necessari al ciclo produttivo e tanto altro. Avere un Credito da ripianare fino a 20 anni con interessi quasi zero, vuol dire, attraverso un’analisi di matematica finanziaria, ottenere un “fondo perduto” anche del 50% valutato nell,arco temporale del finanziamento, ma la cosa realmente importante è che mentre in altri contesti, come i Bandi a Fondo Perduto del PoFesr 2014 – 2020 è necessario presentare un progetto e concorrere ad una graduatoria con tempi e costi altissimi, qui invece già sappiamo a monte se un progetto viene finanziato o meno e soprattutto con dei tempi, in confronto, decisamente brevi, un particolare ringraziamento va fatto al componete di Confartigianato nel CDA della Crias Tarcisio Sberna, che si è da subito al suo recente insediamento intestato questa battaglia, e grazie anche a Lui la Confartigianato ha raggiunto questo importante obiettivo a favore delle imprese Artigiane Agrigentine.”


Come si ricorderà alla consultazione elettorale del giugno 2015 per l’elezione del sindaco di Scillato partecipavano il Sig. Cortina Giuliano , che riportava 241 voti, ed il Sig. Frisa Giuseppe, che riportava 245 voti; conseguentemente quest’ultimo veniva proclamato eletto sindaco del Comune di Scillato.

Ma con ricorso notificato nel luglio 2015 il Sig. Cortina, rappresentato e difeso dall’Avvocato Francesco Leone, chiedeva l’annullamento dei verbali delle operazioni elettorali e la correzione in proprio favore del risultato elettorale. Si costituiva in giudizio il Sindaco neo eletto Giuseppe Frisa, rappresentato e difeso dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, eccependo l’inammissibilità del ricorso sotto molteplici profili.

Il Tar Sicilia,Palermo, Sezione Seconda, condividendo l’eccezione formulata dagli Avvocati Rubino e Impiduglia, dichiarava inammissibile il ricorso proposto dal Cortina condannando quest’ultimo anche al pagamento delle spese giudiziali. Ma il Cortina, indomito, a questo punto si rivolgeva al Prof. avv. Gaetano Armao, al fini di proporre appello davanti al CGA per la riforma della sentenza di primo grado, lamentando numerose asserite irregolarità; anche nel giudizio di secondo grado  si costituiva il Sindaco Giuseppe Frisa, con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, per chiedere il rigetto dell’appello patrocinato dall’Avvocato Armao perchè infondato. In prima istanza il CGA disponeva incombenti istruttori, ordinando alla Prefettura di Palermo di depositare presso la Segreteria del CGA tutti i verbali relativi alle operazioni elettorali; la Prefettura ottemperava puntualmente all’ordine istruttorio impartito dal CGA.

Da ultimo il Consiglio di Giustizia Amministrativa, esaminando il merito della controversia, ha respinto l’appello patrocinato dall’Avvocato Armao perchè infondato, condividendo le tesi difensive dell’Avvocato Rubino. Pertanto Giuseppe Frisa resterà in carica nella qualità di Sindaco di Scillato; così come gli altri sindaci eletti nella tornata elettorale del 2015 e parimenti difesi dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia,  segnatamente Vincenzo Giambrone, Sindaco di Cammarata, e Silvio Cuffaro, sindaco di Raffadali, la cui proclamazione era stata impugnata con esito negativo dai candidati non eletti. 

 

Inizierà lunedì prossimo 15 gennaio, la consegna dei mastelli per la raccolta differenziata a Giardina Gallotti e Montaperto.

Nei locali della biblioteca comunale di Giardina Gallotti consegnati nella tarda mattinata di ieri dal Comune alle imprese, infatti, è stato allestito il centro di consegna per gli utenti delle due popolose frazioni agrigentine dove la raccolta porta a porta per le utenze domestiche inizierà il prossimo 29 gennaio, così come nel resto del capoluogo.

L’ufficio di via Belvedere 127/bis sarà aperto tutti i giorni, escluso la domenica, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17.30 e il sabato dalle 8.30 alle 14 fino alla consegna di tutti i kit destinati ai cittadini.

Gli stessi orari, saranno mantenuti anche per il centro di consegna allestito al Palacongressi del Villaggio Mosè dove i cittadini possono ancora ritirare i contenitori per la differenziata esibendo il codice fiscale ed un documento di identità. Al momento, si possono continuare a consegnare solamente i kit per le case abitate. Su disposizione del Comune di Agrigento è stata infatti momentaneamente sospesa la fornitura alle residenze che in questo periodo dell’anno non vengono utilizzate e alle abitazioni che, attualmente, non sono servite dal nuovo servizio, come contrada Petrusa, il quartiere di Favara Ovest, contrada Modaccamo, Piano Gatta e contrada Borsellino.

La raccolta differenziata per le utenze domestiche del centro cittadino, per Giardina Gallotti e Montaperto, partirà il prossimo 29 gennaio secondo il calendario consegnato agli utenti al momento del ritiro dei contenitori e che prevede l’umido il lunedì, il mercoledì e il sabato, la carta e il cartone il lunedì, la plastica e i metalli il martedì e il venerdì, il vetro al sabato e il secco non riciclabile il giovedì.

 

 

Ulteriori sviluppi del caso dell’utenza idrica rappresentato nel corso della trasmissione “Petrolio” del 02.12.2017

Girgenti Acque S.p.A. comunica che il titolare dell’utenza oggetto di intervista nella trasmissione “Petrolio” andata in onda sabato 02.12.2017 su Rai1,  ha provveduto alla riparazione del proprio impianto idrico (a valle del contatore), che come dichiarato dall’utente stesso nella nota pervenuta al Gestore, era inefficiente.

Come si ricorderà, gli accertamenti tecnici e amministrativi sull’utenza del padre del cittadino intervistato, hanno consentito al Gestore di appurare che gli elevatissimi consumi registrati dal misuratore associato all’utente sono stati esclusivamente dovuti alla mancanza di idoneo dispositivo di arresto dell’acqua in ingresso (“galleggiante”) nella vasca di accumulo dell’utente che in ogni turno di erogazione ha disperso nell’ambiente circostante un’enorme quantità di risorsa idrica, valutabile complessivamente in centinaia di metri cubi.

Lo sviluppo di questa vicenda conferma l’importanza della verifica periodica dell’integrità dell’impianto idrico domestico, la cui manutenzione è a cura dell’utente.

Il corretto utilizzo dell’acqua con strumenti adeguati, consente l’eliminazione di inutili sprechi, alleggerendo conseguentemente le bollette idriche.

Girgenti Acque ha accolto con sincero apprezzamento la comunicazione dell’Utente, che in questo specifico caso si inquadra come risoluzione di una controversia ‘mediatica’ che poteva essere  gestita, nella stessa misura, anche lontano dalle telecamere.