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In merito la relazione del programma annuale 2017 interviene il Presidente della Prima commissione consiliare permanente allo sviluppo economico Salvatore Borsellino che dichiara: “Qualche mese addietro abbiamo richiesto ufficialmente che il Sindaco Firetto venisse a relazionare ad Aula Sollano in merito al suo operato ed a quello della sua giunta per l’anno 2017, permettendo ai nostri concittadini di conoscere quali obiettivi questa amministrazione ha raggiunto,quali problematiche ha affrontato,quanto sviluppo economico ha creato,quale incremento occupazionale e se vi è stato,quale slancio e rilancio turistico ha promosso,cosa si è fatto per illuminare le periferie che non hanno un barlume di luce pur pagando le opere di urbanizzazione,come si sta adoperando per quei cittadini che hanno ricevuto le famosissime cartelle pazze e come mai tutto ciò è avvenuto,se le indennità al massimo consentito per legge che percepiscono il primo cittadino e la sua giunta sono state diminuite o lasciati tali. Ad oggi siamo ancora in attesa che il primo cittadino o chi per lui venga a relazionale in Consiglio comunale: ad oggi conosciamo soltanto per tramite della stampa che un Assessore si è dimesso ed un altro Assessore è stato nominato,ad oggi siamo sempre più convinti che questa Amministrazione targata Firetto ha dimenticato che il Consiglio Comunale è l’organo eletto direttamente da popolo sovrano. Nell’augurare buon lavoro al nostro Sindaco ed alla sua giunta rimaniamo in attesa presso Aula Sollano.

Così il già Assessore “a titolo gratuito” presso  Palazzo dei Giganti Salvatore Borsellino.

 

Andrea Cecconi e Carlo Martelli sono, probabilmente, la punta di un iceberg. Un iceberg contro cui la campagna del M5s rischia di sbattere a un passo dal rush finale. Il caso “rimborsopoli”, sugli ammanchi nelle restituzioni dei parlamentari, si allarga a macchia d’olio, potrebbe superare il milione di euro e irrompe nella tappa elettorale di Luigi Di Maio nella sua Campania. Tappa che vede, tra l’altro, il ritorno in campo di Beppe Grillo. Il caso è preso molto seriamente dai vertici, che reagiscono in maniera durissima. “Le mele marce le trovo e le caccio, nessuno inficerà il nome del M5S”, è il diktat del capo politico. La questione, secondo il servizio delle Iene andato in onda ieri sera, riguarda almeno una decina di parlamentari e non solo Cecconi e Martelli. E dalle prime verifiche i vertici del Movimento ammettono come il “buco” sulle restituzioni per il fondo per il microcredito sia “più grande” degli oltre 200mila euro preventivati dai media. Sul totale delle cifre “vediamo domani”, si limitano a dire, dopo aver chiesto in via ufficiale gli atti al Ministero dell’Economia presso cui è registrato il fondo per le pmi. I calcoli, fatto salvo eventuali errori commessi dai tecnici del Movimento nel riportare i dati delle restituzioni, sembrano volgere al peggio. Alla cifra di 226 mila euro di ammanco, che ha fatto scattare l’allarme per le mancate restituzioni, va infatti aggiunta la cifra versata al fondo dagli eurodeputati del M5s, pari a 606mila euro, come certificato dallo stesso blog giorni fa. E a questa si somma il totale dei rimborsi arrivati dalle Regioni: le stime sono approssimative ma si parla di oltre 500mila euro. Il tutto fa quindi aumentare la forbice tra quanto dichiarato dai parlamentari sul sito tirendiconto.it e quanto arrivato, in concreto, dai bonifici. 
E intanto il Pd attacca. Renzi sulle mele marce paragona Di Maio a Craxi
In serata annuncia l’autosospensione anche il senatore Maurizio Buccarella, messo nel mirino delle “Iene”. 

E Di Maio cita brano Meta-Moro, “non ci avete fatto nulla”  – “C’è una bella canzone, che ha vinto Sanremo, “Non mi avete fatto niente”, Ecco a noi oggi non ci avete fatto niente”. Lo afferma Luigi Di Maio in una breve diretta facebook lanciata prima di entrare nel Palazzetto dello Sport di Pomigliano d’Arco per la tappa finale della prima parte del suo tour elettorale.

Buccarella si autosospende, leggerezza su bonifici  – “Mi considero autosospeso dal M5s per tutelare anche la mia serenità personale e familiare”. Lo annuncia il senatore Maurizio Buccarella sulla sua bacheca dove spiega: “Ho appena inviato all’assistenza di Tirendiconto i bonifici esitati degli ultimi tre mesi del 2017 (tot.12.292,75 euro), finora pubblicati sul sito in forma di mero ordine di disposizione. Relativamente agli ultimi due mesi di novembre e dicembre avevo fatto una leggerezza, però: avevo revocato i due bonifici” .

IL SERVIZIO DELLE IENE TRASMESSO VIA INTERNET

Ex militante M5S a “Le Iene”, in tanti mentono su rimborsi – “Tra deputati e senatori siamo ad una doppia cifra, è un partito fatto di furbi e furbastri che tradisce la fiducia dei cittadini”. Sono queste le parole con cui un ex militante, ai microfoni de Le Iene nel servizio sul M5S trasmesso via internet domenica sera, svela i mancati rimborsi che, a suo parere, coinvolgerebbero diversi esponenti del M5S. L’inchiesta de Le Iene, che il programma sceglie di mandare sul suo sito web, ha portato al ritiro, di fatto, dalla campagna elettorale dei parlamentari Andrea Cecconi e Carlo Martelli. E’ l’ex militante intervistato da Le Iene, infatti, a fare i nomi dei due esponenti pentastellati, rei – è la sua accuso ai microfoni del programma Mediaset – di aver finto di restituire oltre 21mila euro, nel caso di Cecconi, e oltre 76mila nel caso di Martelli. La mancata restituzione, spiega l’ex militante, si concretizza pubblicando sul sito “tirendiconto.it” i bonifici fatti salvo poi revocarli entro 24 ore dalla pubblicazione. Interpellati il 2 febbraio scorso dall’inviato de Le Iene Filippo Roma, sia Cecconi sia Martelli negano. “Non è vero, ho tutti i bonifici fatti, sono caricati online”, spiega Cecconi prima di andar via mentre Martelli prima nega con forza (“A me questa cosa non risulta, questa cosa qua finisce adesso, è una cosa terribile”) salvo poi rilevarsi più possibilista: “farà questa verifica, se è così provvederò a sistemare tutto”. A entrambi Le Iene chiedono di contattare il programma dopo la verifica ma nessuno dei due parlamentari, spiega il programma nel servizio, si fa sentire.

Di Maio, Cecconi e Martelli fuori, via mele marce  – “Quelle persone come Cecconi e Martelli le ho già messe fuori, per gli altri stiamo facendo tutte le verifiche che servono ma siamo orgogliosi di quello che è il Movimento. Non sarà qualche mela marcia ad inficiare questa iniziativa che facciamo solo noi e come sanno gli italiani da noi le mele marce si puniscono sempre”. Così a Napoli, Luigi Di Maio, in merito ai rimborsi dei cinquestelle. “La notizia in un paese normale è che M5S ha restituito 23 milioni e 100mila euro di stipendi e questo è certificato da tutti quanti e ci sono 7mila imprese in Italia che lo testimoniano perché quei soldi hanno fatto partire 7mila imprese e 14mila posti di lavoro”, ha spiegato. ” Se ci saranno controlli da fare li stiamo facendo – ha concluso – ringrazio chi ha fatto queste inchieste ma questo è un paese strano in cui restituisci 23,1 milioni e la notizia è che manca lo 0.1″.

Ansa 

Colpo di scena nel processo che vede imputato il favarese Luca Licata, 42 anni, accusato di violenza sessuale e lesioni aggravate. L’udienza prevista ieri mattina al Tribunale di Agrigento, infatti, è saltata perché l’imputato non si trova.

Il favarese, che doveva restare in una struttura in attesa del dibattimento processuale, è “sparito”. In sostanza pare che Licata si sia allontanato dal posto dove doveva invece rimanere e che ora sono partite le ricerche per rintracciarlo.

 

Licata è accusato di aver fermato una ragazza per strada e di averle toccato le parti intime costringendola subire atti sessuali. Successivamente lo stesso favarese, rintracciato da due vigili urbani, dopo la denuncia della ragazza, li avrebbe aggrediti e malmenati. L’uomo sembra soffra di disturbi psichici

Un giovane di Canicattì, di 23 anni, è stato denunciato, in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento, per porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere.

Il ragazzo è stato sorpreso, nel corso dei festeggiamenti in piazza 1 Maggio, a Ravanusa, durante i festeggiamenti per il Carnevale, in possesso di un grosso coltello a scatto della lunghezza di 22 centimetri.

Il giovane stava partecipando alla sfilata di Carnevale vestito da militare, in tuta mimetica e un basco in testa.

 

Dopo aver letto la notizia apparsa ieri sul Giornale di Sicilia, attraverso il quale due imprenditori Licatesi, Valerio Peritore e Angelo Incorvaia, hanno constatato l’indifferenza delle Istituzioni di fronte all’operazione da questi messa in atto, in collaborazione con le forze dell’ordine, per denunciare un caso di corruzione, mi sento di esprimere la mia soldarietà ai due concittadini imprenditori titolari della Omnia Srl.
Oltre alla profonda deprecabilità del reato di corruzione, questa ci costa ogni anno diversi punti percentuali di PIL e scoraggia chi opera correttamente nel mercato a investire e lavorare. Invito chiunque sia a conoscenza di episodi corruttivi a denunziare con coraggio. La denuncia é l’arma più efficace per contrastare il fenomeno e dare l’esempio.

Se rispondessero ai problemi dei cittadini con la stessa solerzia con cui hanno risposto ai nostri appunti nei loro confronti, la Sicilia, forse, avrebbe anche qualche speranza. Invece gli assessori-candidati  e lo stesso presidente della Regione continuano a primeggiare nella nobile arte in cui da sempre sono specialisti i partiti che hanno distrutto l’isola: quella dell’apparire piuttosto  che dell’essere”.

“Il M5S al’Ars ribatte alle risposte arrivate dagli assessori Lagalla, Ippolito, Sgarbi e da Musumeci  dopo che i parlamentari  5 stelle avevano chiesto al presidente della Regione di togliere, per ragioni di opportunità, le deleghe agli assessori candidati alle elezioni di marzo.

“La reazione piccata di questa gente – affermano i deputati –  è assolutamente fuori luogo e tipica di chi è stato beccato con le mani nella marmellata. L’inopportunità della candidatura per un assessore, specie in un momento tragico come quello che sta attraversando ora la Sicilia, più che evidente, è lapalissiana. Musumeci, anziché   definire  calci di un asino le legittime osservazioni dell’opposizione, frase che squalifica non solo la sua persona, ma anche l’istituzione che rappresenta, venga a riferire in aula su cosa fanno gli assessori-candidati pagati con soldi pubblici e con lui vengano gli stessi assessori, a partire dallo smemorato  Sgarbi che ci definisce ladri di stipendi, quando, fino a prova contraria, è stato lui ad essere condannato in via definitiva per truffa aggravata e continuata ai danni  dello Stato per produzione di documenti falsi e assenteismo mentre era dipendente del ministero dei Beni culturali  nel periodo 1989 1990”.

“L’unico vero razzista è stato ed è il sindaco Leoluca Orlando, nei confronti dei palermitani e dei siciliani. Uno che preferisce farsi le photo opportunity al porto mentre accoglie migranti e finti profughi, piuttosto che adoperarsi per i giovani palermitani che espatriano, per affrontare i problemi del crollo demografico, dei negozi che chiudono, dei poveri che aumentano, della sicurezza, farebbe bene solo a mettersi da parte. Fa le passerelle sulla cultura mentre poi la città rimane a secco d’acqua. Leoluca Orlando è l’emblema di un modo di governare e di amministrare fallimentare della sinistra e del Pd. Con Salvini dopodomani, mercoledì, saremo a Palermo e lanceremo le nostre proposte per la Sicilia. Il 4 marzo è anche un voto sul buon governo, per la sicurezza, e su questo la Lega e Salvini sono una garanzia”.

Così il deputato Alessandro Pagano, capolista della Lega per la Camera nel collegio plurinominale Palermo città.

Girgenti Acque S.p.A. comunica che Siciliacque S.p.A., Società di Sovrambito, ha informato che, a partire dalle ore 08:00 del 13/02/2018, interromperà la fornitura idrica al partitore di Aragona per consentire la sostituzione del misuratore fiscale che conteggia il volume idrico consegnato.

Considerati i tempi tecnici necessari, il ripristino della fornitura ai serbatoi comunali è prevista entro le ore 14:00 del 13/02/2018.

Ciò premesso, le turnazioni idriche in programma per il giorno 13/02/2018 nei comuni di Aragona, Comitini, Porto Empedocle, Agrigento (Fontanelle, zona Industriale e frazioni di Montaperto e Giardina Gallotti), e Favara, potranno subire limitazioni e/o slittamenti.

Si significa che, ripristinata la regolare fornitura idrica, la distribuzione tornerà regolare, ma, per normalizzarsi, avrà bisogno dei necessari tempi tecnici. 

Si significa che a conclusione degli interventi la fornitura idrica tornerà regolare, normalizzandosi nel rispetto dei necessari tempi tecnici.

 

A Milano è stato sfregiato il murale di Falcone e Borsellino, in corso di Porta Ticinese. Ignoti hanno disegnato una pistola in mano al giudice Falcone, che spara in fronte al collega Borsellino. Quanto accaduto è stato denunciato dallo speaker radiofonico Alvise Salerno che ha pubblicato la foto su Facebook e ha scritto: “Qualche idiota ha deciso di disegnare una pistola rossa sulla mano di Falcone, che spara in fronte a Borsellino. Un simbolo, un segno di libertà e giustizia, massacrato brutalmente. Milano, l’Italia intera, non può accettare questi gesti. Dietro un gesto si può nascondere qualcosa di ancora più tragico. Falcone e Borsellino, oggi, sono morti una seconda volta”. Il ricordo dei due giudici palermitani uccisi dalla mafia non è nuovo a casi di vandalismo. Un episodio simile è avvenuto pochi mesi addietro a Serradifalco, in provincia di Caltanissetta, dove il murale che ritrae la stessa famosa foto scattata da Antonio Gentile è stato rovinato da ignoti che hanno oscurato i volti di Falcone e Borsellino.

 

Il giudice ucciso da Cosa Nostra nella strage di Capaci impugna una pistola rossa e la punta proprio alla tempia dell’amico magistrato ucciso appena 57 giorni dopo in via D’Amelio. 

A immortalare lo sfregio Alvise Salerno, palermitano emigrato nella città meneghina, che su Facebook si lascia andare ad un lungo sfogo. “E’ successa una cosa orrenda. Il murales di Falcone e Borsellino, in corso di Porta Ticinese a Milano, è stato vandalizzato. Qualche idiota ha deciso di disegnare una pistola rossa sulla mano di Falcone, che spara in fronte a Borsellino. Un simbolo, un segno di libertà e giustizia, massacrato brutalmente. Milano, l’Italia intera, non può accettare questi gesti. Dietro un gesto, tanto stupido quanto schifoso, si può nascondere qualcosa di ancora più tragico. Falcone e Borsellino, oggi, sono morti una seconda volta. A ucciderli, sia fisicamente in passato che iconograficamente, degli ignoranti di cui, purtroppo, non ci libereremo mai”.