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La Valle dei Templi ancora cornice di eventi di rilievo internazionale. Dopo la visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la consegna del Premio “Pirandello”, il Tempio della Concordia è stato da sfondo alla firma congiunta tra il ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, e il vice primo ministro libico Ahmed Maiteeg, nell’ambito del primo Forum economico italo-libico che, per volontà di Alfano, si è svolto ad Agrigento e che, tecnicamente, si è concluso oggi a San Leone, al Dioscuri Bay Palace, dopo una conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa ieri mattina in Prefettura. Ai piedi del Tempio intitolato e simbolo della Concordia tra i Popoli, è stato sancito un patto di collaborazione economica tra Italia e Libia, affinchè, recuperata la necessaria sicurezza in terra africana, e garantita la stabilità di governo, le imprese italiane possano sfruttare le occasioni di investimento e di insediamenti imprenditoriali che la prospettiva dello sviluppo economico in Libia offre. E il ministro Alfano ha ribadito: “Abbiamo avviato una riflessione approfondita, condivisa con il settore privato, sulle prospettive che si apriranno nel mercato libico per le imprese italiane, una volta ristabilite le necessarie condizioni di sicurezza e, quindi, sul futuro posizionamento del sistema economico italiano in Libia. La Libia costituisce storicamente un partner d’eccezione per l’Italia, non solo sul piano politico e della sicurezza, ma anche su quello economico. Dunque – prosegue Alfano – è necessario ripristinare in Libia una condizione di pace. E mentre si lavora su questo obiettivo, noi portiamo avanti un programma di riavvicinamento delle parti. Dal punto di vista economico, dobbiamo preparare il terreno per il momento in cui la Libia sarà completamente stabilizzata e pacificata e dobbiamo rimettere in contatto le nostre imprese perché possano cooperare fra di loro, come storicamente è sempre accaduto tra Italia e Libia”. Fonte Teleacras
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La terapia può funzionare. Londra: giusto tentare cura. Chiesta una nuova udienza all’Alta Corte.
La vicenda del piccolo Charlie Gard, il bimbo inglese di 10 mesi, affetto da una gravissima malattia genetica degenerativa letale e a cui lunedì scorso i medici del Great Ormond Street Hospital avrebbero dovuto “staccare la spina”, ha letteralmente coinvolto il Mondo.
Il Great Hormond Street Hospital di Londra, l’ospedale dove il piccolo è ricoverato ha annunciato che rivaluterà la questione dopo l’intervento di Papa Francesco e del Presidente Usa, Donald Trump.
L’ospedale britannico, in una nota, chiarisce: “La condizione di Charlie è eccezionalmente rara, con danni cerebrali catastrofici e irreversibili. I nostri medici hanno esplorato ogni trattamento medico, comprese le terapie nucleosidiche sperimentali. Esperti esterni hanno convenuto con il nostro team che il trattamento sarebbe ingiustificato. Hanno detto che sarebbe inutile e prolungherebbe la sofferenza di Charlie. Non si tratta di una questione di denaro o di risorse, ma soltanto di ciò che è giusto per Charlie. La nostra visione non è cambiata. Riteniamo opportuno ricercare la posizione della Corte di Giustizia alla luce delle nuove dichiarazioni”. “Siamo rispettosamente riconoscenti – conclude la nota – delle offerte di aiuto della Casa Bianca, del Vaticano e dei nostri colleghi in Italia e negli Stati Uniti. Vorremmo rassicurare tutti che l’ospedale di Great Ormond continuerà a prendersi cura di Charlie e della sua famiglia con il massimo rispetto e la dignità in questo momento molto difficile”. L’udienza dell’Alta corte è fissata per lunedì prossimo.
Il Great Hormond si è rivolto all’Alta Corte per una nuova udienza, alla luce delle richieste relative a possibili altri trattamenti, avanzati in una lettera dall’ospedale Bambino Gesù di Roma. “Crediamo, d’accordo con i genitori di Charlie, che sia giusto fare anche questo tentativo”, scrive il nosocomio. E precisa che “due ospedali internazionali e i loro ricercatori ci hanno comunicato nelle ultime 24 ore di avere nuovi dati a proposito del trattamento sperimentale da essi proposto”.
“Ci sono evidenze” in laboratorio che il protocollo dell’ospedale capitolino per la cura del bimbo può funzionare. La missiva chiede ufficialmente ai medici inglesi di poter somministrare al bimbo la terapia.
Non c’è tempo per completare le ricerche preliminari, scrivono gli esperti, ma ci sono gli estremi per riconsiderare le decisioni già prese. Il testo del documento, su carta intentata dell’Ospedale romano, dove sono state omesse le firme dei medici, è stato postato dalla zia del bambino sul profilo Facebook di sostegno, Charlie’s Army

Anas ha pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale gli esiti relativi a tre gare finalizzate ai lavori di manutenzione ordinaria annuale, per il ripristino dei danni causati da incidenti ed emergenze, su alcune strade statali della Sicilia centrale. Gli interventi, finanziati con risorse dell’Anas, prevedono un impegno di 800 mila euro per ogni gara e 2,4 milioni di euro complessivi. Con la prima gara si interverra’ sulle strade statali, ricadenti nelle province di Agrigento e Caltanissetta, 115 “Sud Occidentale Sicula”, dal km 136,450 al km 259,850, 115 ter e 115 quater, 118 “Corleonese Agrigentina”, dal km 102,400 al km 151,400, 122 “Agrigentina”, dal km 0,000 al km 62,250, 122 ter “Variante di Canicatti’”, 123 “Di Licata”, 189 “Della Valle del Platani”, dal km 48,850 al km 65,780, 190 “Delle Solfare”, dal km 1,000 al km 23,400, 410 e 410 dir “Di Naro”, 557 “Di Campobello di Licata”, 576 “Di Furore”, 640 “Degli Scrittori”, dal km 0,000 al km 10,000, 644 “Di Ravanusa”. E’ risultata aggiudicataria l’impresa Clamar di Agrigento. La seconda gara riguarda le seguenti strade statali, ricadenti nelle province di Palermo, Agrigento e Caltanissetta: 118 “Corleonese Agrigentina”, dal km 0,000 al km 102,414, 121 “Catanese”, dal km 126,000 al km 252,900, 122 bis “Agrigentina”, 188 “Centro Occidentale Sicula”, dal km 104,250 al km 159,600, 188 dir/C “Centro Occidentale Sicula”, 189 “Della Valle del Platani”, dal km 0,000 al km 48,850, 285 “Di Caccamo”. Le offerte vanno inviate entro le ore 10 di giovedi’ 16 marzo 2017. E’ risultata aggiudicataria l’impresa Ital Costruzioni Group srl, con sede in Caltagirone (CT). La terza gara, infine, riguarda le strade statali, ricadenti nelle province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta ed Enna, 117 “Centrale Sicula”, dal km 48,500 al km 70,150, 117 bis “Centrale Sicula”, dal km 0,000 al km 73,200, 117 ter “Di Nicosia, 121 “Catanese”, dal km 83,000 al km 126,000, 122 “Agrigentina”, dal km 71,300 al km 88,000, 190 “Delle Solfare”, dal km 23,380 al km 66,525, 191 “Di Pietraperzia”, dal km 19,500 al km 50,000, 290 “Di Alimena”, 560 “Di Marcatobianco”, 561 “Pergusina”, 626 “Della Valle del Salso”, 626 dir “Licata Braemi”, 640 dir “Raccordo di Pietraperzia”. Le offerte vanno inviate entro le ore 10 di martedi’ 21 marzo 2017. E’ risultata aggiudicataria l’Associazione Temporanea di Imprese Gimar C.ni di M.G. sas – Librizzi C.ni srl, con sede in Collesano (PA). Anas ha aderito al Protocollo d’Intesa tra le Prefetture della Regione Sicilia del 14 Novembre 2016. In ragione di tale adesione, costituisce causa di esclusione dalle presenti procedure di gara il mancato rispetto delle prescrizioni contenute nel Protocollo

La Guardia di Finanza si trova nella sede del Palermo per una serie di perquisizioni nell’ambito di un’inchiesta in cui si ipotizzano i reati di falso in bilancio, appropriazione indebita, riciclaggio e autoriciclaggio. Le perquisizioni, secondo quanto si apprende, hanno riguardato anche gli uffici del Gruppo Zamparini e l’abitazione del presidente Maurizio Zamparini. Il debito del Palermo calcio ammonta ad almeno 40 milioni di euro. A svelarlo e’ stato lo stesso proprietario Maurizio Zamparini nei giorni scorsi. “Una decina di questi milioni di debiti – ha spiegato – sono con Unicredit e Banca Nuova, una ventina con i procuratori e circa 6-7 milioni di contenzioso con l’Agenzia delle entrate”. Una parte del debito con l’agenzia delle entrate (1,8 milioni di euro) e’ stata rateizzata e il Palermo ha saldato la meta’ circa. Sulla parte restante non risulta al momento ci sia un accordo. Negli scorsi mesi Riscossione Sicilia aveva eseguito un pignoramento di 200 mila euro nei conti del Palermo, per vecchi debiti secondo Zamparini risalenti alla gestione Sensi. Per quello con i procuratori, Zamparini ha aperto in alcuni casi un contenzioso che perche’ ritiene di essere stato truffato. “Il Palermo e’ una societa’ sana – ha piu’ volte ribadito Zamparini che ha rifiutato un’offerta da venti milioni per la cessione della societa’ – siamo tra maggiori contribuenti delle entrate fiscali della regione Sicilia. Infatti dai dati rilevati la societa’ Palermo Calcio ha durante gli anni della gestione Zamparini, dal 2002/2003 a oggi, versato come imposte la cifra di 265 milioni di euro. Nella stagione 15/16 la cifra di quasi 25 milioni di euro”.

Tragedia sfiorata, l’altro giorno a Licata, dove una donna, di 29 anni, è riuscita a mettersi in salvo dopo che l’auto su cui viaggiava ha preso inaspettatamente fuoco. La giovane era a bordo della sua Citroen C3 quando per un corto circuito ha visto le fiamme sprigionarsi dal vano motore. A quel punto, dimostrando prontezza di riflessi, la stessa ha accostato il veicolo al bordo della strada ed è scesa immediatamente. Sul posto si sono portati i vigili del fuoco del distaccamento di Licata che hanno spento il rogo.

Il Consiglio comunale ha votato unanime una mozione proposta dal Movimento 5 Stelle per contrastare il Gioco d’azzardo patologico, una dipendenza comportamentale patologica, prevenibile, curabile e guaribile, in grado di compromettere la salute e la condizione sociale del singolo e della sua famiglia.
I dati forniti dall’Autorità delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che per lo Stato Italiano regola e controlla l’intero comparto dei giochi, confermano la grande espansione del gioco d’azzardo in tutte le Regioni d’Italia. Per volume movimentato, il gioco d’azzardo sarebbe la terza “industria” italiana con il 12% della spesa delle famiglie, una raccolta nazionale di circa 80 miliardi di euro nel 2011, circa 380.000 slot machine; oltre 50.000 apparecchi videolottery (VLT); un terzo di tutte quelle esistenti al mondo, con una densità per abitante tripla rispetto agli Stati Uniti.
L’azzardo distoglie enormi capitali dalla spesa delle famiglie; ne soffrono i consumi interni alternativi e allo Stato vengono a mancare quasi 4 miliardi solo in termini di IVA.
In Italia si stimano 15 milioni di giocatori abituali; di questi si calcola che tra i 900.000 e i 2,3 milioni siano a rischio e altri 900.000 abbiano già sviluppato dipendenza. Ad Agrigento, dato del 2014 di un’indagine nazionale condotta da Datanalysis, il 4,80% del Pil è speso in gioco d’azzardo.
Secondo la Relazione 2016 al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, è la vicinanza ad attirare gli adolescenti.
La mozione approvata impegna il Sindaco e la Giunta municipale a:
• a richiedere un centro di ascolto che eroghi gratuitamente informazioni e consulenze legali, attraverso il protocollo ANCI Sicilia – Unione Consumatori;
• ad attivare una politica di sgravio fiscale che premi gli esercenti che si impegnino a non installare slot machine – video lottery nei propri locali, o a rimuovere quelle installate, per un periodo temporale di almeno cinque anni, anche in considerazione delle nuove normative fiscali;
• a valutare, in particolare, una riduzione della TASI, per la parte di competenza comunale, agli esercizi che aderiranno alla campagna “NO SLOT”;
• ad adottare un regolamento comunale che, tra l’altro, comprenda l’obbligo da parte del personale operante nell’esercizio della verifica della maggiore età delle persone che accedono tramite esibizione di un documento di identità.
Si tratta di un’importante presidio per la salute e la legalità, un aiuto per tutti quei Cittadini che, cadendo nella ludopatia, mettono a rischio anche i loro rapporti familiari e sociali con gravi ripercussioni economiche sul fragile equilibrio agrigentino.

I Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato il boss saccense Salvatore Di Gangi, 75 anni, che sconterà la condanna a 4 anni di reclusione inflitta per il reato di estorsione commessa col metodo mafioso e al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso. Il provvedimento è la conclusione di un lavoro investigativo svolto dai Carabinieri di Sciacca, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, che ha consentito di svelare l’estorsione a danno della società “Laterizi Fauci”, una delle più note aziende del territorio saccense. Oltre al pagamento delle spese processuali, l’Autorità Giudiziaria ha disposto a carico di Salvatore Di Gangi la pena accessoria dell’interdizione dai Pubblici Uffici.

La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha sequestrato beni per un valore di oltre dieci milioni di euro a un imprenditore agricolo di Paterno’, indiziato di aver costituito un’organizzazione, operante a Paterno’ e in Romania, per il reclutamento di manodopera rumena secondo le forme e le modalità del caporalato.
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