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Sandro Bennici, presidente dell’Associazione di Protezione Civile GISE di Agrigento, è stato eletto componente del comitato provinciale di Protezione Civile in rappresentanza delle ventisette associazioni di volontariato e gruppi di protezione civile firmatari del contratto con il Libero Consorzio di Agrigento. Si tratta, com’è noto, del Comitato presieduto dal Presidente (in questo caso il Commissario Straordinario dr. Girolamo Alberto Di Pisa) del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, e composto dal Prefetto o suo delegato, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, dirigente generale del Dipartimento Regionale di Protezione Civile, dirigente Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, ingegnere capo del Genio Civile, direttore generale ASP Agrigento, direttore ARPA S.T. Agrigento, presidente provinciale Croce Rossa Italiana, direttore Settore Ambiente e Prot. Civile Libero Consorzio Comunale, responsabile dell’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale, comandante Polizia Provinciale, un rappresentante del 118 e il rappresentante delle Associazioni di Volontariato.

Ancora “furbetti” che buttano la spazzatura per strada e ancora multe ad Agrigento.

In alcuni casi i trasgressori sono stati filmati da telecamere di videosorveglianza, in altri, invece, gli agenti, coadiuvati dal personale della ditta che si occupa della raccolta, attraverso quanto ritrovano nei sacchetti della spazzatura, è riuscita a risalire agli incivili.

. Il sistema telematico che dovrebbe aiutare gli imprenditori a partecipare ai bandi messo in piedi dalla Regione per accedere ai fondi UE ha fallito. Almeno, l’ultimo appuntamento, quello relativo all’avviso 3.1.1.03, ha fatto penare i funzionari di Confcommercio che hanno tentato invano di accedere alla misura “Aiuti alle imprese esistenti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”. Questo sistema è inaffidabile. Il portale gestito da Sicilia Digitale non ha funzionato all’apertura, proprio quando è importante arrivare tra i primi, essendo le istanze valutate in ordine cronologico. Il disagio causato dal mal funzionamento della piattaforma regionale si è trasformato in un disservizio per le imprese associate. Stranamente, nel momento in cui il portale ha ripreso a funzionare, è risultato saturo non accettando più le nuove istanze. Non conosciamo i motivi, non esprimiamo giudizi ma ci pare evidente che debbano essere accertate le responsabilità.

Vive, vivissime congratulazioni all’amministrazione comunale di Agrigento con in testa il sindaco Calogero Firetto. Un’altra perla di questa gestione politica si sta palesando in questi giorni in via Garibaldi dove si stanno cambiando le lampade della pubblica illluminazione. Per chi non si fosse trovato a passare in questa strada dello storico quartiere del Rabato dopo le 19.30, è il caso che si sappia che il buio non è temporaneo ma definitivo. Con le nuove “luci” infatti, la strada è in uno stato di totale penombra, in barba ai proclami via comunicati stampa che annunciavano questi interventi come migliorativi. La strada è sostanzialmente al buio. Le migliaia di turisti che affolleranno i Bed and Breakfast durante l’estate, avranno bisogno più di una mappa per trovare la porta d’ingresso delle loro residenze, la sicurezza dei residenti sarà messa a dura prova e anche tornare a casa in inverno, quando fa buio alle 16.30, non sarà certamente bello. La riflessione nasce spontanea: “Ma in questa amministrazione, oltre alle luci, accendono anche il cervello prima di prendere scellerate decisioni che ledono il diritto sacrosanto dei cittadini ad avere una migliore qualità della vita?” Come gli era venuto in mente di candidarsi a Capitale della cultura se non siamo neanche capaci di asfaltare una strada o di illuminare un prezioso scorcio di centro storico pieno di chiese e cortili che stanno cercando faticosamente di rinascere? Come è possibile che questi amministratori non si pongano la domanda se certe decisioni aiutano o danneggiano l’economia e la sicurezza di un intero quartiere? A chi toccherà dopo? Quali altre zone della città verranno spente? Grazie sindaco, anche di questo e grazie a tutti quei consiglieri comunali che vengono al Rabato solo in caccia di voti”.

(lettera firmata di 25 residenti di via Garibaldi)

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Gianfranca Claudia Infantino, ha condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione Giacinto Cappello, 41 anni, e Antonino Sitibondo, 45 anni, accusati di maltrattamenti in danno di minori.

 Secondo l’accusa i ragazzini sarebbero stati picchiati con schiaffi e con l’utilizzo di un bastone.

Scagionati invece un altro degli indagati, Salvatore Gibaldi, 41 anni.

“Attorno a “Rinascimento” in Sicilia – spiega Vittorio Sgarbi – si sono raccolte personalità del mondo delle professioni e delle cultura che vogliono impegnarsi nel governo degli enti locali. Siracusa è una delle più importanti città d’arte d’Europa. E per avere una proiezione europea deve anche ripensare la promozione del suo patrimonio artistico. Su questi temi ci confronteremo con le altre forze politiche, a partire dal candidato sindaco. 

Proprio in questi giorni è partita la campagna di adesioni a “Rinascimento” per il 2018 (www.rinascimentosgarbi.it). E proprio da Siracusa ci giungono numerose adesioni”

 

Gero Acquisto, 39 anni di Casteltermini, questa mattina ad Agrigento nel XVII Congresso Confederale Uil è stato eletto Segretario Generale della Camera Sindacale Territoriale per il quadriennio 2018/2022.
Un congresso gremito, seguito e molto partecipato, con quasi 350 presenze e ben 180 delegati che hanno dato fiducia al segretario uscente, votato all’unanimità assieme ai Componenti della Segreteria Provinciale: Linda Bellia, Giovanni Manganella, Fabrizio Danile, Giovanni Miceli, Calogero Burgio.
Presenti inoltre per la Cisl il Segretario Maurizio Saia e per la Cgil il Segretario Franco Gancemi, che hanno dato un saluto al congresso e hanno rimarcato l’importanza del sindacato confederale in provincia.
Presente per la Segreteria Regionale Uil Sicilia, la Segretaria Organizzativa Regionale Luisella Lionti. Ha concluso i lavori il Segretario Generale Uil Sicilia Claudio Barone, che ha rimarcato la rigenerazione e il cambio di passo degli ultimi anni dell’Organizzazione Sindacale nell’isola e del buon lavoro di rilancio e di equilibrio che è stato portato a termine dalla Confederazione provinciale di Agrigento, con Acquisto e tutto il gruppo dirigente.

Il Segretario Generale Gero Acquisto dichiara:

“In questi primi due anni e mezzo del mio mandato, la UIL ha saputo crescere e lavorare di squadra, raggiungendo traguardi e obiettivi con un lavoro certosino e instancabile che vanno ascritti a tutti i Dirigenti, i Segretari di Categoria, i dipendenti dei Servizi, i Tesserati, ma soprattutto i cittadini che in questi anni abbiamo in ogni modo cercato di non deludere.
Se oggi la Uil ha raggiunto obiettivi straordinari nei Servizi (Patronato ITAL e CAF), in un momento congiunturale economico e sociale buio, soprattutto nella nostra provincia, è grazie all’impegno e alla dedizione delle nostre risorse umane in tutti Comuni del comprensorio.
Inoltre, abbiamo cercato in ogni modo di stimolare i governi nazionali, regionali, locali e le forze sane del territorio ad intervenire sulle problematiche e le emergenze che da troppo tempo persistono: la viabilità primaria e secondaria ai minimi termini, le difficoltà a riorganizzare una sanità pubblica e una rete ospedaliera che ancora non eroga servizi puntuali e celeri, gli Enti Locali che non riescono a trovare le soluzioni per garantire i servizi minimi anche per la mancanza di risorse e per la scarsa sinergia con Regione e Stato centrale.
Una industria che è testimoniata dall’ area ex Asi ad altre aziende che non hanno superato la crisi anche per la mancanza di infrastrutture e di piani e progetti di sviluppo (che non hanno avuto seguito) e di una concorrenza globale che è diventata spietata. Infatti, l’esecutività e la cantierizzazione delle opere (vedi i ritardi tra l’altro del Patto per la Sicilia e Io resto al Sud o le problematiche sulla mancata certificazione della spesa europea) hanno evidenziato falle sotto gli occhi di tutti. Due esempi plateali, i ponti chiusi e il piano regionale dei rifiuti ancora al palo.
Eppure la Uil ha sempre spinto in direzione di soluzioni condivise, proponendo in ogni modo di superare l’impasse attraverso la concertazione con i corpi intermedi. La nostra Provincia, purtroppo, ha bisogno un netto cambio di passo. Il Cua, un avamposto per giovani e famiglie agrigentine e per le opportunità che offre al territorio, non può essere lasciato in un eterno limbo; se si deve tagliare il cordone ombelicale con Unipa e trovare altre strade non si perda più tempo. Cinque anni forse possono bastare!
Come abbiamo sottolineato che le problematiche lavorative e lo sciopero unitario confederale nei confronti del Governo Musumeci su Forestali, Esa, Consorzi di bonifica e Aras è un segnale forte da parte di un sindacato non si farà abbindolare dalle politiche di slogan o titoloni.
Vogliamo un confronto leale, sano, dove si garantiscano i diritti e le tutele lavorative, anche perché proveniamo da una stagione di macelleria sociale e incertezze che hanno lasciato strascichi.
Dispiace constatare, conclude Acquisto, che pur avendo invitato i Sindaci della Provincia, con i quali spesso ci siamo confrontati o scontrati nel rispetto dei ruoli, oggi non era presente nessuno di loro al Congresso, e questo dà la cifra di quanto la politica sia troppo lontana dalle forze sociali, cosa che spero si possa rimarginare.”

Nel Giugno 2012, la Torre Carlo V di Porto Empedocle, riapriva le porte al pubblico dopo circa trent’anni, tornando ad essere il centro delle iniziative culturali del paese.

Oggi a distanza di 6 anni la Torre comincia a vivere il processo inverso, gli intonaci cominciano a gonfiarsi e cadendo diventano un pericolo per i visitatori, che vorrebbero conoscere i luoghi della Strage Dimenticata raccontata da Andrea Camilleri. 

Anche le condizioni esterne non sono certo migliori. 

Le grondaie otturate dall’intonaco in disfacimento, provocano infiltrazioni e conseguenti danni alle murature e alle lampade ad incasso.

Tutto ciò ha reso impossibile l’accesso al primo e secondo piano e dichiarate inagibili le sale.

Non cerchiamo responsabili, ma vorremmo che la Soprintendenza che ha eseguito il restauro, l’amministrazione comunale e la Capitaneria di Porto che hanno il compito di manutenere la Torre di Carlo V intervenissero con sollecitudine, per scongiurare il pericolo di una chiusura definitiva e renderla fruibile non solo ai visitatori ma anche alla diverse associazioni culturali nate a Porto Empedocle negli ultimi anni e che hanno prodotto diverse iniziative interessanti.

Se è vero che Porto Empedocle punta a sviluppare una economia prevalentemente turistica, non si può abbandonare l’unico edificio storico che insiste nel comune, non si può far finta di niente, non si può dire che non ci sono le risorse economiche necessarie, non si possono uccidere la storia e il futuro della città marinara.

Lorena Siracusa, 27 anni, è stata condannata a 1 anno di reclusione perchè ritenuta colpevole di omicidio colposo  per aver provocato, secondo l’accusa, la morte di un giovane, a seguito di un incidente stradale avvenuto, nel dicembre del 2009, lungo il viadotto Akragas, tra Agrigento e Porto Empedocle.

Secondo l’accusa la Siracusa avrebbe condotto la vettura ad alta velocità, da qui l’incidente che vide la stessa precipitare nel vuoto dopo una paurosa sbandata.

Per la giovane agrigentina il  Calogero Montante aveva chiesto la condanna a due anni.

La Siracusa dovrà anche risarcire i familiari della giovane vittima che si sono costituiti parte civile.

Nella requistoria il pm aveva detto: “L’accusata ha voluto fare una bravata per dimostrare agli amici quanto fosse brava a guidare nonostante la patente conseguita da poco tempo”.

Pronto in giunta il piano regionale dei rifiuti: no ai termovalorizzatori, ampliamento delle discariche e obiettivo differenziata 35% entro due anni.

Il neo assessore regionale ai servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, ha disegnato il piano regionale dei rifiuti. E il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha risposto ok. Nel piano Pierobon vi sono delle non novità, come la riduzione da 18 a 9 delle attuali società che gestiscono il servizio di nettezza urbana in Sicilia, ossia gli ex Ato adesso Srr.

E poi l’ampliamento delle discariche con la possibilità di trasportare all’estero 500mila tonnellate di spazzatura. E poi, alcune novità, come gli incentivi, da subito, alla raccolta differenziata per raggiungere entro due anni il traguardo del 35%, a fronte del 15,4% attuale. E penalità nella bolletta per coloro che non praticano la differenziata. E poi stop, senza riserva alcuna, ai termovalorizzatori. Pertanto, si tratta di una prospettiva di azione per i prossimi 24 mesi, per tamponare, se non risolvere, l’emergenza atavica che incombe in Sicilia.

Ancora in riferimento al potenziamento delle discariche, il piano stanzia 60 milioni di euro per ampliare di un milione di tonnellate di rifiuti la discarica palermitana di Bellolampo, poi Castellana Sicula per 120mila tonnellate, e altre due discariche a Trapani per quasi un milione di tonnellate. L’obiettivo è una discarica per ogni provincia e una tariffa unica di conferimento: infatti, attualmente i privati hanno tariffe differenti autorizzate dalla Regione. Ed ancora in riferimento alla diffusione della raccolta differenziata, è stata approvata la delibera di giunta tramite cui la Regione ha tracciato delle linee guida adesso recapitate ai Comuni come circolari.

L’assessore Alberto Pierobon ha voluto così inviare un vademecum agli amministratori comunali per sensibilizzarli sull’argomento. E, tra l’altro, Pierobon scrive ai sindaci: “La cattiva gestione dei rifiuti ha avuto, e continua ad avere, ricadute gravi su vari settori fondamentali della nostra economia: dai differenti comparti del turismo (quello naturale e quello urbano) alla produzione agricola e alimentare. A fronte di tali fattori negativi, vi è la possibilità che i rifiuti da problema diventino risorsa. Le stime per il 2019 prevedono infatti che il settore del recupero e del riciclo valga globalmente circa 1440 miliardi di euro”.

A.R. (teleacras)