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L’evento, giunto alla XII edizione, si terrà dal 8 al 30 dicembre all’interno del settecentesco palazzo Pottino.

Per tutto il periodo è possibile visitare anche i mercatini di Natale.

 

Petralia Soprana (Pa) – L’8 dicembre apre i battenti l’XII edizione del presepe d’Incanto. Sarà un emozionante viaggio verso il senso della vita attraverso la poesia, l’arte, le tradizioni, la meditazione e la riflessione.

L’inaugurazione è prevista per le ore 16,30 davanti il settecentesco Palazzo Pottino che accoglie l’installazione.

Fino al 30 dicembre il Borgo più bello d’Italia sarà un luogo di riflessione e meditazione, un luogo dove apprendere e comunicare i reali significati del Natale e i veri valori della vita attraverso il silenzio, la meditazione e la contemplazione.

Il presepe d’Incanto racconta la sua storia attraverso una installazione video altamente tecnologica.

Lo spettatore davanti alla natività rimane in ascolto, come nei migliori racconti, ma nello stesso tempo diventa partecipe dell’evento grazie all’ambientazione video-sonora e grafica creata in modo magistrale per far vivere sensazioni diverse, scoprire antichi saperi e leggende del passato e del presente.

Un viaggio emozionale dove le suggestioni e le emozioni coinvolgeranno il visitatore.

La realizzazione tecnica del montaggio video, gli effetti sonori e le musiche sono di  Leonardo Bruno, mentre le riprese e gli scatti sono del fotografo  Damiano Macaluso.

La natività viene rappresentata dalle sculture realizzate dall’artista Pierluca Trapani che si è liberamente ispirato alle opere dello scultore siciliano Giacomo Serpotta.

I testi e le riflessioni sono scritte e recitate dal poeta attore e regista Santi Cicardo.

L’allestimento scenico  è stato realizzato da  Pier Luca Trapani e Santino Alleri mentre le luci e l’audio sono della ditta DinolfoGroup che ha messo a disposizione mezzi di alta tecnologia e saper fare. 

Le proiezioni, il mapping  e le ambientazioni sono di tipo sensoriale e seguono il racconto sulla Natività anche da un punto di vista Biblico.

Il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, ha comunicato al Consiglio nazionale di Caritas Italiana le sue dimissioni da presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute, e, di conseguenza, anche della presidenza di Caritas Italiana e della Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali. Il cardinale Montenegro così si è rivolto al Consiglio nazionale di Caritas Italiana: “Prima di dirvi ciao vi dico grazie e ci metto tutto me stesso, perché il mondo Caritas è stato fondamentale per tutte le mie scelte. Si tratta di una scelta maturata dopo una lunga riflessione e dettata dal senso di responsabilità nei confronti della Diocesi di Agrigento che richiede la mia attenzione e presenza costante”. Il cardinale Montenegro è stato Presidente di Caritas Italiana dal maggio del 2015, dopo esserlo stato anche in precedenza, dal 2003 al 2008.

I carabinieri hanno interrotto una corsa clandestina di cavalli in via Averna a Caltanissetta, nella zona industriale, arrestando sette persone accusate di essere gli organizzatori.

Sono Michele Messineo, 20 anni, Pietro Messineo, 43 anni, Massimiliano Messineo, 42 anni, Gianluca Messineo, 38 anni, Antonino Messineo, 45 anni, Massimiliano Guttilla, 34 anni, e Michele Gambino, 45 anni.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha visto l’altro ieri mattina impiegati oltre 40 carabinieri.

Alle 7.30 è scattato il blitz che ha permesso di arrestare i due fantini e gli altri 5 componenti dell’organizzazione, che con un’auto e due motorini affiancavano e seguivano i cavalli, permettendo lo svolgimento della gara.

Sequestrati 3.400 euro in contanti e un bigliettino con scritte quelle che i militari ritengono essere le scommesse piazzate sulla corsa.

Cinque colpi di pistola calibro 12 sparati contro due automobili di una ditta che si occupa di onoranze funebri di proprietà di un 50enne di Palma di Montechiaro.

E’ accaduto qualche giorno fa nella paese del Gattopardo. Sembra quasi certo che si tratti di una intimidazione. Resta da capire il motivo. Nessuno ha visto niente, nessuno ha sentito qualcosa ma non è escluso che, al momento degli spari, ci potesse essere qualcuno.

Il 50enne, vittima dell’intimidazione, ha subito denunciato il fatto al locale Commissariato che, insieme agli agenti della Squadra Mobile di Agrigento guidata da Giovanni Minardi, hanno cominciato l’attività investigativa.

Un fascicolo d’inchiesta è stato aperto dalla Procura della Repubblica. Massimo riberbo da parte degli investigatori.

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico finanziaria di Agrigento – guidati dal tenente colonnello Giuseppe Dell’Anna – hanno acquisito diversi atti e documenti nelle sedi del Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo (Cga) e al Tar di Catania e Palermo.

Nel “mirino” degli inquirenti agrigentini – che indagano nell’ambito della maxi inchiesta su Girgenti Acque – ci sarebbero alcuni provvedimenti emessi dall’ex presidente del Cga di Palermo Raffaele De Lepsis prima di essere nominato membro dell’organo di vigilanza di Girgenti Acque.

Raffaele De Lipsis è tra gli oltre 80 indagati nella maxi inchiesta su Girgenti Acque che ha coinvolto politici, professionisti, avvocati, giornalisti ,funzionari pubblici ma anche  sindaci e società contabili. Coinvolto anche l’ex prefetto di Agrigento Nicola Diomede che, all’indomani dell’inchiesta, fu rimosso e sostituito.

I reati ipotizzati dalla Procura di Agrigento sono quelli di associazione a delinquere, corruzione, truffa, riciclaggio e false comunicazioni sociali.

I militari della Guardia di Finanza avrebbero rinvenuto alcuni documenti di particolare interesse investigativo acquisendo peraltro tutti i ricorsi amministrativi che vedono coinvolte le società del gruppo Campione e la stessa Girgenti Acque.

Gli atti sono adesso al vaglio del pool di magistrati (l’aggiunto Salvatore Vella e i sostituti Paola Vetro e Alessandra Russo) della Procura di Agrigento guidata da Luigi Patronaggio.

Anche quest’anno l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento aderisce all’”Influ Day”, la campagna di sensibilizzazione alla vaccinazione anti-influenzale promossa dall’Assessorato regionale della Salute. L’iniziativa promozionale si svolge presso tutte le aziende sanitarie siciliane e ha l’obiettivo di migliorare la percezione del valore della prevenzione tramite i vaccini. Per l’edizione 2018/19 l’Asp di Agrigento ha indetto giovedì prossimo, 6 dicembre, un incontro-seminario con i dirigenti delle varie unità operative ospedaliere finalizzato a promuovere la vaccinazione antinfluenzale del personale sanitario. L’evento formativo sarà preceduto da un momento dai indubbio valore simbolico: alle ore 10.00, presso il reparto di Hospice del presidio ospedaliero “san Giovanni di Dio” di Agrigento, il personale dell’unità operativa si sottoporrà alla vaccinazione antinfluenzale nell’intento di offrire un chiaro messaggio sulle buone pressi da seguire. Inoltre nelle hall dei cinque presìdi ospedalieri aziendali saranno affissi i manifesti dell’Influ Day 2018/19 realizzati dall’Assessorato regionale della Salute.

La campagna di vaccinazione contro l’influenza stagionale, per la prevenzione della malattia e delle sue complicanze, è già scattata in provincia di Agrigento lo scorso 15 ottobre. Le vaccinazioni vengono effettuate su tutto il territorio Asp presso gli studi dei medici di famiglia, dei pediatri di libera scelta ed in tutti i presidi vaccinali aziendali. Il servizio è gratuito per chi ha compiuto i sessantacinque anni e per i soggetti a rischio ossia adulti e bambini con patologie croniche, individui ricoverati in strutture per lungodegenti, familiari di persone ad alto rischio, operatori sanitari e di assistenza, addetti ai servizi di pubblica utilità, personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus antinfluenzale non umani come i veterinari e gli addetti agli allevamenti ed ai macelli. La campagna per la somministrazione del vaccino antinfluenzale stagionale va da ottobre a febbraio inoltrato e ciò per poter garantire livelli efficaci di copertura anticorpali nel tempo dal momento che i virus dell’influenza raggiungono l’apice della diffusione nella nostra regione dalla fine di gennaio a marzo.

La segreteria provinciale della Uil di Agrigento esprime forte preoccupazione alla luce delle ultime novità che stanno interessando negativamente le opere viarie nel nostro territorio e in particolar modo la ss. 640 e ss.621, che vedono la ditta appaltatrice la Cmc a un passo dal fallimento, visto che ha chiesto l’accesso al concordo preventivo, atto prodromico al fallimento della società con tutte le eventuali conseguenze del caso.

“ Dobbiamo registrare che sui lavori delle due principali strade agrigentine in direzione Catania e Palermo e i lavori che la ditta la Cmc avrebbe dovuto completare tra fine 2019 e la prima metà del 2020, purtroppo si è verificato un pericoloso arresto che potrebbe essere un colpo mortale per gli spostamenti e l’economia della provincia di Agrigento.

Il problema della Cmc si è ancora più allargato e la richiesta delle procedure del concordato preventivo non fanno altro che creare maggiore difficoltà al completamento di opere essenziali come la Agrigento-Caltanissetta e la Palermo-Agrigento con tutte le maestranze e l’indotto ormai fermi da qualche mese e con il serio rischio di ritrovare i cantieri chiusi per altri periodi lunghi.

A questo punto deve essere il Governo nazionale, attraverso il tavolo di crisi del Mise e del Mit, a trovare una soluzione chiara per sbloccare i lavori e capire una volta per tutte se la Cmc può andare avanti o se deve cedere l’appalto. I tempi debbono essere accelerati e contingentati, non possiamo assistere a incontri fiume per non decidere nulla. Non escludiamo, continua  la Uil Agrigentina, che se entro le festività di Natale non si avranno notizie certe di una ripresa dell’appalto da parte del governo nazionale e dell’Anas, potremmo scendere in piazza con gli iscritti e i lavoratori per uscire da questo incubo che da 10 anni non vede ancora la luce per i cittadini agrigentini che sembrano condannati a subire ritardi e stati di crisi di aziende senza trovare le degne soluzioni del caso. Vogliamo credere che questo governo del cambiamento metta in campo tutte le azioni e la moral suasion per riattivare i cantieri, non possiamo assistere a ulteriori contenziosi che rischiano di far sprofondare un territorio che già soffre di un gap viario e di infrastrutture vecchie di 40 anni.”

Al buio diverse vie di Villaseta”. E’ la pesante denuncia del Consigliere comunale di Agrigento della lista “Uniti per la Città” che lamenta la grave situazione di pericolo per i cittadini residenti nelle vie Della Primavera e Viale Kennedy nel popoloso quartiere di Villaseta.

“Da giorni, se non da settimane, – sottolinea il consigliere Vullo – le suddette vie sono  al buio per l’ennesima volta. È ormai una routine rimanere intere giornate al buio, a causa di un atavico problema al sistema elettrico della zona che da anni non si risolve.  Il Comune gioca con il quieto vivere dei cittadini, che sono costretti a vivere nella preoccupazione che possa succedere qualcosa a causa del buio pesto in cui versano le due vie. Il Comune intimi alla GEMMO SPA che gestisce gli impianti di illuminazione pubblica della città dei Templi, di intervenire nella immediata e definitiva risoluzione del problema. E’ una vera e propria vergogna – prosegue ancora il consigliere Marco Vullo -. Il tutto – conclude Vullo – mentre l’Associazione Onlus Volontari di Strada, con grande spirito solidaristico e di protagonismo civico, ha avviato una serie di manifestazioni e di iniziative per regalare alle famiglie residenti a Villaseta un Natale diverso”

L’Inter Club di Raffadali ha festeggiato i suoi 50 anni e per l’occasione l’ospite d’onore è stato l’ex calciatore dell’Inter e della nazionale italiana Nicola Berti. Il locale Inter Club di Raffadali è il più antico della Sicilia. Il presidente da oltre 20 anni è il professor Luigi Costanza. Il vice presidente è Onofrio Ragusa. Tra i militanti storici del club vi è anche il pittore aragonese ma d’adozione raffadalese, Gerlando Meli, che ha donato una sua opera a Nicola Berti intitolata “Il cielo”. L’ex centrocampista ha gradito e si è congratulato con Meli ringraziandolo con una dedica personalizzata.

Il novanta per cento dei casi di omicidio di cui sono vittima bambini sotto i sei anni avviene per mano della madre. Depressione, vendetta, rabbia o disperazione spingono le donne a uccidere i propri figli.

Giovanni Amoroso un giovane che da anni lotta x la tutela e la sicurezza dei minori dice :Quando si parla dell’omicidio di un bambino – il più intollerabile dei crimini nell’immaginario collettivo – si pensa spesso a una mano esterna, oscura, all’orrore che arriva da fuori. Eppure nel novanta per cento dei casi di infanticidio l’assassino è la madre. È quello che emerge dalle statistiche degli ultimi 40 anni sui casi di omicidio che vedono vittima i bambini sotto i sei anni. Non è l’uomo nero incappucciato a fare del male ai bambini, ma chi gli ha dato la vita, chi li ha accuditi, curati e amati fin dall’anno nascita. Come Medea, l’eroina del mito greco che ammazzò i figli, sono migliaia le donne che uccidono i loro bambini, spesso prima di togliersi a loro volta la vita. Vogliono portarli con loro in una fuga disperata nel buio. Prostrate dalla depressione, esasperate dalla rabbia, dal desiderio di vendetta nei confronti di un compagno che le ha abbandonate, afflitte dalla solitudine, in Italia sono tantissime le madri che uccidono i figli. Alcuni casi sono entrati nella memoria collettiva per l’eco mediatica, altri per la loro natura cruenta. L’ ultimo caso quello di Loris ucciso dalla madre a Catania