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Non è possibile nominare in giunta il fratello di un consigliere comunale, a meno che il consigliere si dimetta e rimuova così la causa di incompatibilità. Per tale ragione, al Comune di Licata, a 7 giorni dalla nomina ad opera del sindaco, Angelo Cambiano, si è dimesso l’assessore Luca Scozzari, fratello del consigliere comunale della lista “Licata Futura”, Giuseppe Scozzari. Nel comma 2 dell’articolo 4 della legge regionale 6 del 2011 che regolamenta gli Enti locali in Sicilia, si legge che un componente della giunta non deve avere rapporti di parentela, affinità e coniugio con il sindaco o con i consiglieri comunali.


Prosegue e si aggrava l’emergenza incendi in Sicilia.
Sono numerosi i roghi divampati nelle ultime ore che hanno impegnato Vigili del fuoco, operai forestali e uomini della Protezione civile in particolare a Messina, dove ben 14 incendi si sono scatenati sulle colline che sovrastano le abitazioni costringendo diverse famiglie ad evacuare.
“Un attacco ai boschi e all’Isola come non si era mai visto” – dichiara l’assessore regionale al Territorio e ambiente, Maurizio Croce, che aggiunge: “I numeri parlano chiaro: tra il 15 giugno e il primo luglio si sono registrati 1.450 focolai che hanno distrutto 2.300 ettari di boschi e 13mila ettari di terreni e sterpaglie. Ciò significa il 20 % in più, e nessuno mi venga a parlare di autocombustione: 1.400 focolai significa che ci sono state 1.400 persone che hanno attizzato il fuoco”- conclude Croce.
Nell’altro versante, nel centro della Sicilia, la situazione non è migliore. Un incendio di vaste dimensioni è divampato sulla A/19 Palermo-Catania, causando disagi agli automobilisti, che sono rimasti bloccati, perché la polizia è stata costretta a chiudere per qualche ora l’autostrada tra gli svincoli di Caltanissetta ed Enna in tutte e due le direzioni di marcia. E nella notte si sono registrati roghi anche nel Palermitano a Torretta, e nel territorio di Petralia Sottana e Soprana. C
olpita anche la zona dell’Agrigentino, nei pressi di Contrada Tavolacci a Bivona, devastando buona parte dell’area boschiva nei monti San Filippo, Kadera e delle Rose, tra Bivona e Santo Stefano Quisquina. In merito a ciò interviene il vicecapogruppo del Pd, Giovanni Panepinto, già sindaco di Bivona, che chiede all’assessore Maurizio Croce di avviare una verifica e chiedere una relazione dalla quale possano emergere la tempistica e le modalità di intervento autorizzate avviando immediatamente interventi di rinascita del territorio colpito dalle fiamme. Fonte Teleacras

Il presidente onorario e azionista di maggioranza dell’Akragas calcio, Marcello Giavarini, interviene nel merito della crisi societaria e dell’attesa iscrizione al campionato di serie C, e afferma: “Il 6 luglio scorso, delegando per iscritto il Presidente Alessi a rappresentarmi innanzi al Notaio dello studio Fanara, ho rinunciato alla somma di 630mila euro di debito che l’Akragas aveva nei miei confronti per avere finanziato la società durante il campionato 2016/2017. Questo mio gesto di donazione all’Akragas ha lo scopo di stimolare sempre di più gli eventuali e probabili nuovi soci ad investire nella squadra, ribadendo il fatto che cedo le mie quote per 1 euro a chiunque le voglia. Ho letto il comunicato degli ultras della curva sud con il quale esprimono gratitudine nei miei confronti. Gli ultras, inoltre, scrivono di volermi ancora come presidente onorario. Queste parole mi rendono orgoglioso e fiero perché finalmente, anche se in ritardo, è stato capito il mio impegno economico ed affettivo nei confronti dell’Akragas. Alcune parole del comunicato, però, mi lasciano perplesso e mi riferisco al fatto che “gli ultras continueranno a rispettare e onorare gemellaggi e rivalità fino alla morte”. Essendo il Licata Calcio una città rivale all’Akragas sono convinto che durante il prossimo campionato continueranno i soliti cori contro i licatesi, e siccome io sono di origine Licatese, fiero ed orgoglioso di esserlo, non me la sento di tornare allo stadio e ascoltare nuovamente cori contro la mia città di origine. Ricordo a tutti che durante lo scorso campionato non sono più venuto allo stadio Esseneto per non sentire cori contro il Licata e i licatesi, e avevo manifestato in più occasioni il mio disappunto in merito. Per questo motivo, purtroppo, ho deciso di uscire dalla società nel novembre del 2016 e con grande dispiacere, per lo stesso motivo, continuo tuttora a restare fuori dall’Akragas. Con grande rammarico, e vi prego di credermi, non posso accettare la proposta degli ultras di tornare ad essere il presidente onorario dell’Akragas per il prossimo campionato di serie C. Sono stato sempre leale con l’Akragas e voglio esserlo fino alla fine. Ricordo a tutti che, nonostante la mia fuoriuscita dalla società, lo scorso mese di marzo ho sponsorizzato la squadra per consentire la conclusione del campionato. Con largo anticipo, sette mesi prima, ho avvisato tutti che sarei uscito dalla società e lo scorso mese di maggio ho rimarcato il fatto che l’Akragas senza lo sponsor Enel non avrebbe avuto futuro, invitando chi di dovere a prodigarsi per il rinnovo del contratto con il colosso italiano dell’energia. La città di Agrigento ha avuto tutto il tempo necessario per sostituirmi, ma è stato sprecato tantissimo tempo. Siamo quasi a metà luglio e non si è ancora riusciti a rimpiazzarmi. Auguro all’Akragas una pronta iscrizione al prossimo campionato”.

Il cadavere di un donna, di età tra i 25 e i 35 anni, è stato trovato questa notte vicino ai cassonetti dell’immondizia nei pressi di Corso dei Mille a Palermo.
A segnalare la presenza del corpo e’ stato un passante. La vittima non ha segni di violenza, è italiana, ma addosso non le sono stati trovati documenti. Sul ritrovamento del cadavere indaga la Squadra mobile.
E’ molto magra, ha i capelli bruni e la polizia non esclude che possa trattarsi di una clochard. La Procura ha inviato il medico legale e con molta probabilità disporrà l’autopsia. Gli investigatori stanno accertando se in zona ci sono telecamere di videosorveglianza.
Il ritrovamento è avvenuto nei pressi di piazza Cairoli dove c’è il terminal dei pullman. Gli agenti stanno comparando le foto della donna con quelle delle persone scomparse in Sicilia.
Si sospetta una morte per overdose.

L’assessore comunale all’Agricoltura di Sambuca di Sicilia, Giuseppe Oddo, ha partecipato a Roma, alla Camera dei Deputati, all’assemblea annuale dell’Associazione nazionale di Enti locali e Regioni “Città del Bio”. L’assemblea è stata anche l’occasione per rilanciare il lavoro sin qui compiuto per la conclusione dell’iter legislativo della nuova legge sull’agricoltura biologica. Giuseppe Oddo, oltre ad illustrare le iniziative intraprese nel proprio territorio, ha portato i saluti del “Biodistretti Borghi Sicani” costituito di recente. E durante l’assemblea è stata ufficializzata, da parte del Presidente Antonio Ferrentino, la notizia di Sambuca di Sicilia quale sede regionale di “Città del Bio”, con numerose iniziative in cantiere.

Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, in via Brancati 21, la signora Laura Cuffaro, versando in gravi difficoltà economiche, senza un lavoro ed un’abitazione, è stata costretta mesi addietro ad occupare un alloggio popolare per garantire quanto meno un tetto alla figlia di 14 anni. Nel frattempo, ha tentato in tutti i modi di comunicare con l’assessore alla solidarietà sociale e con l’amministrazione per regolarizzare la situazione, al fine di poter usufruire a suo carico della luce e dell’acqua, utenze di prima necessità e che le sono state negate. La signora vive insieme al compagno, che ha una pensione minima di 288 euro al mese.

Il segretario nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa, interviene in merito ad alcune notizie stampa recentemente diffuse sulle prossime elezioni Regionali in Sicilia e, in particolare, su un presunto accordo tra centristi sulla candidatura di Giampiero D’Alia a presidente della Regione. Cesa afferma: “L’Udc non ha stretto nessun accordo e non c’è nessun patto su alcun candidato. L’Udc si presenterà alle prossime elezioni nell’Isola con una lista col proprio simbolo. Il nostro obiettivo è riunificare i democratici cristiani siciliani sotto il vessillo dello Scudo crociato per dare un futuro alla Sicilia e restituire ai siciliani una classe politica all’altezza per affrontare i problemi a partire dalla disoccupazione giovanile e dal gap infrastrutturale”.

A Porto Empedocle, tre settimane addietro, l’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, ha segnalato e documentato in video degli sversamenti fognari lungo il torrente Re e a danno della spiaggia e del mare del Lido Azzurro. Girgenti Acque ha scoperto nella zona degli scarichi abusivi, sollecitando il Comune ad intervenire, e nel frattempo ha avviato la bonifica dei luoghi. Nonostante ciò, il problema non sarebbe del tutto risolto. Infatti, ancora MareAmico ha diffuso un altro video – testimonianza. Claudio Lombardo afferma: “Ieri, dopo quasi un mese dallo scoppio delle fognature sul torrente Re a Porto Empedocle, questa è la situazione: migliaia di persone fanno tranquillamente il bagno a Lido Azzurro, accanto una fogna a cielo aperto. Si susseguono le riunioni per scoprire la causa di questo disastro ambientale, e nel frattempo, in piena estate, la zona resta nella medesime condizioni di quando è successo il danno. La cosa più grave è che tutto questo sta passando nel silenzio più assoluto da parte delle istituzioni e dei cittadini, come se questa situazione fosse del tutto normale”.
Guarda il VIDEO

Si è svolta sabato pomeriggio, presso il quartiere Marina, a Licata la serata clou del Melt Fest, l’incontro tra culture mediterranee all’insegna del cibo organizzato dall’associazione Qanat con Angolo del gusto ed il patrocinio dell’amministrazione comunale.
A vincere lagara è stato Calogero La Mattina dell’omonimo bar di Ravanusa, con La Raviola. Secondo posto per Mareme Cisse, chef senegalese del ristorante Ginger di Agrigento con il Koeksisters. Terzo posto per Giuseppe Antona dell’American Bar con la Granita al caffè con panna.
Ad assegnare i tre posti è statala giuria presieduta da Pino Cuttaia e composta da Peppe Bonsignore, Vito Lauria, Alice Sagona e Vincenzo La Cognata.

Mareme Cisse, chef di Ginger


sul podio il dolce proposto dal ristorante Ginger di Agrigento

L’ultima relazione della Direzione nazionale antimafia mette a nudo ciò che, effettivamente è avvenuto nella nostra provincia con riguardo alle nuove dinamiche mafiose.
La relazione non poteva considerare la morte di Lillo Lombardozzi, avvenuta recentemente, che inevitabilmente influirà sui nuovi assetti e sulle nuove strategie mafiose della Provincia mafiosa, ma il quadro stilizzato coglie appieno ci che è avvenuto e che potrebbe avvenire.
Si legge infatti: “Con riguardo al Distretto di Palermo, è senz’altro necessario compiere delle ulteriori riflessioni ripartite tra le provincie di Palermo, Trapani ed Agrigento, nonché tra il territorio metropolitano della città di Palermo e quello della sua provincia.
All’esito di queste analisi trova conferma – come costantemente segnalato nelle precedenti relazioni – che la città di Palermo è e rimane il luogo in cui l’organizzazione criminale esprime al massimo la propria vitalità sia sul piano decisionale (soprattutto) sia sul piano operativo, dando concreta attuazione alle linee strategiche da essa adottate in relazione alle mutevoli esigenze imposte dall’attività di repressione continuamente svolta dall’autorità giudiziaria e dalla polizia giudiziaria.
Continuano pertanto a confermarsi come dati fondamentali delle linee strategiche dell’agire di “Cosa nostra” i caratteri dell’unitarietà dell’organizzazione e del rispetto delle c.d. regole della stessa. Sia sotto il profilo del rispetto delle regole di affiliazioni dei nuovi componenti, che di quelle che regolano la gestione dei territori.
Le indagini ed i procedimenti instaurati nell’anno in esame confermano anche la costante fibrillazione dell’organizzazione che, in forza della continuità dell’attività repressiva degli organi a ciò proposti, oggettivamente versa in una situazione di crisi.
Dalla cattura di Provenzano in poi, “Cosa nostra”, superata la fase caratterizzata dalla cosiddetta strategia della “sommersione”, ha vissuto – e continua ancora oggi a vivere – una fase di transizione, non soltanto sotto il profilo della scelta di una nuova leadership ma anche sotto il profilo della ricerca di nuovi schemi organizzativi e di nuove strategie operative.