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Slitta al prossimo tre ottobre la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Palermo chiamato a decidere sulle sorti dell’ex consigliere comunale di Agrigento, Giuseppe Arnone alle prese con una condanna definitiva per calunnia (1 anno e 4 mesi di reclusione) e che vuole scontare, come prevede la legge, nella forma dell’affidamento ai servizi sociali.
In tal senso, Arnone ha già presentato richiesta e sarà proprio il Tribunale di sorveglianza a valutare e poi decidere se affidare Arnone ai servizi socialmente utili piuttosto che disporre la detenzione.
Intanto, la decisione prevista per ieri è stata ancora una volta rinviata al prossimo 3 ottobre.

Ad Agrigento, nel centro cittadino, in via De Gasperi, quattro migranti, del tutto sconosciuti agli organi di controllo, tra foto – segnaletiche e identificazione, sono entrati in un condominio. I residenti hanno telefonato al 113 e una pattuglia della Volanti ha intercettato i quattro e li ha condotti nell’Ufficio Immigrazione della Questura, dove sono risultati del tutto “fantasmi”, e, prima di essere condotti in un Centro d’accoglienza, sono stati denunciati, a piede libero, alla Procura della Repubblica per ingresso clandestino in territorio italiano.

I consiglieri comunali di Agrigento, Giorgia Iacolino e Salvatore Falzone, di Forza Italia, sollecitano un costante monitoraggio del territorio e incisivi controlli sulle opere di scavo del manto stradale, affinchè poi il tratto di strada interessato dai lavori sia restituito integro alla cittadinanza. Iacolino e Falzone affermano: “Ad un sistema viario insufficiente ed inadeguato, privo di adeguata manutenzione, si aggiungono interventi di Girgenti Acque non completati con il ripristino del manto stradale. Ciò accade ad esempio lungo la via San Michele, e in tanti altri casi. Il sindaco di Agrigento faccia la sua parte pretendendo un servizio efficiente da Girgenti Acque, e il gestore idrico intervenga a rimedio di via San Michele, degli altri tratti di strada non ripristinati, e, più in genere, risolvendo i problemi idrici, garantendo turni di erogazione più ravvicinati”.

Il deputato nazionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, ha presentato una interrogazione al ministro per le Infrastrutture e Trasporti in riferimento ai ritardi, con conseguenti disagi, nella conclusione dei cantieri in corso lungo la statale 189 tra Palermo e Agrigento. Gallo premette che i sindacati hanno proclamato 8 ore di sciopero nel cantiere di Bolognetta-Lercara, e altre manifestazioni di protesta si susseguono contro la mancanza dei finanziamenti necessari per terminare l’attuale tratto in costruzione e per i progetti di ultimazione dell’intera opera da Palermo ad Agrigento. L’onorevole Gallo ha pertanto chiesto al Ministro quali siano le sue valutazioni nel merito dei ritardi nei lavori per il completamento della strada statale 189, e se intende confermare le notizie secondo cui i finanziamenti previsti per il completamento dell’opera non sarebbero più disponibili e, in caso affermativo, come intenda intervenire al fine di ripristinare le risorse finanziarie già stanziate intervenendo, inoltre, sull’Anas affinchè si consenta il completamento dell’asse stradale in tempi rapidi, evitando ulteriori disagi e mortificazioni per la comunità locale, già penalizzata dalla carenza di adeguate strutture infrastrutturali nonché da un’offerta di mobilità sempre più precaria”.

I consiglieri comunali di Agrigento Giovanni Civiltà, Pasquale Spataro, William Giacalone e Calogero Alonge, di Forza Italia, rilanciano l’allarme relativo alla paventata attivazione di nuovi centri d’accoglienza nel centro cittadino, a fronte di una capienza massima, secondo le soglie ministeriali, ampiamente superata, e a rischio dell’integrazione e quindi dell’ordine pubblico. Alonge, Giacalone, Spataro e Civiltà affermano: “Raccogliamo, condividiamo e rilanciamo le preoccupazioni espresse da numerosi concittadini, in riferimento all’allestimento di un nuovo centro d’accoglienza per migranti in città, e nello specifico in via Giovanni 23esimo. Lungi da noi dall’assumere posizioni di intransigenza etnica, riteniamo logico, quanto opportuno, che l’accoglienza di altri immigrati nella nostra città, e più in generale nel territorio, debba essere direttamente proporzionale alle reali capacità di integrazione e di inclusione sociale. In mancanza di ciò, non è affatto concepibile e giustificabile una politica di accoglienza priva di alcun criterio di distribuzione e di integrazione, a danno, ovviamente, dell’ordine, la sicurezza pubblica, delle attività economiche e, soprattutto, delle casse già esangui del Comune di Agrigento. Invitiamo l’amministrazione comunale ad un sussulto di reazione. Non è ammissibile che l’insediamento di nuovi centri d’accoglienza non sia oggetto di interlocuzione con gli enti locali, i consigli comunali e quindi direttamente con le comunità amministrate e le categorie produttive. L’amministrazione Firetto, anziché trincerarsi dietro lo scarica barile delle competenze, assuma una posizione netta e chiara nel merito, adempiendo al dovere di responsabilità per il quale è pagata lautamente dai cittadini contribuenti. La città attende riscontro”.

La produzione di vino è uno dei primi motori trainanti l’economia in Sicilia, e i dati del primo semestre del 2017 confermano una progressiva e costante crescita del settore dell’imbottigliamento dei vini Doc Sicilia, forti, in particolare, dell’exploit del Grillo. Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio di Tutela vini Doc Sicilia, commenta: “I primi sei mesi di produzione confermano che la Doc Sicilia si avvia al traguardo di 30 milioni di bottiglie prodotte nel 2017 con un incremento di poco superiore al 10% rispetto all’anno scorso. A trainare la crescita è il Grillo Sicilia Doc, che nei primi 6 mesi dell’anno ha visto un’impennata di quasi il 50% dell’imbottigliato rispetto allo stesso periodo del 2016. Il Grillo Sicilia Doc ha superato i 2 milioni di bottiglie: nei primi sei mesi dell’anno scorso la produzione è stata di 1,3 milioni di bottiglie. Più stabili i numeri dell’imbottigliamento del Nero D’Avola, che comunque vede un incremento di 200 mila bottiglie raggiungendo nei primi sei mesi dell’anno 3,9 milioni di bottiglie”.

Intorno le 13.00 di oggi,  un vasto incendio si è sviluppato nella zona petrolchimica di Augusta e si è temuto il peggio visto che le fiamme minacciavano gli stabilimenti industriali. Sembrerebbe, che alcuni focolai spenti ieri, abbiano preso vigore per il forte vento di scirocco e la forte morsa di caldo che sta soffocando la zona megarese.
In un primo momento, si è diffusa la voce che si stesse procedendo all’evacuazione della zona industriale, notizia che ha parecchio allarmato i cittadini di Augusta, ma è stata subito smentita dagli operatori .
Ore di gran lavoro per i Vigili del Fuoco, giunti immediatamente sul posto per domare le fiamme e per dare supporto alle squadre antincendio degli stabilimenti petrolchimici.
La situazione è costantemente monitorata dalla Prefettura. Sebbene il vasto incendio sia stato domato, il vento continua ad alimentare il fuoco.
La situazione è critica in tutto il territorio megarese, con focolai che hanno ripreso vita anche in altre zone e per questo motivo il Comune ha chiesto l’ausilio di mezzi di dipartimenti esterni (Forestale, Protezione Civile e distaccamenti dei Vigili del Fuoco di altri comuni) oltre all’utilizzo dei mezzi antincendio del carcere di Brucoli.

Case vacanza ad agosto cara? Per una settimana a Lampedusa sono stati spesi oltre 1.400 euro, il doppio rispetto alla media nazionale. A dirlo CaseVacanza.it, che ha analizzato tutte le prenotazioni effettuate sul sito per il mese più caldo dell’anno e stilato la classifica delle 20 mete in cui i turisti sono stati disposti a spendere di più. Lampedusa (Agrigento) è, appunto, la meta italiana che è costata maggiormente, con una media di 1.430 euro per una settimana in 4 persone, cifra pari al doppio rispetto a quello che si spende mediamente in Italia, ossia 700 euro a settimana. A seguire si trova Anzio (Roma), in cui chi ha prenotato un appartamento con quattro posti letto per agosto ha speso in media 1.400 euro a settimana. Terza in classifica per i budget più alti è Castiglione della Pescaia (Grosseto), con una cifra media spesa per le vacanze pari 1.340 euro. La costa laziale risulta molto ambita per questo 2017 e per alloggiarvi i turisti sono disposti a spendere cifre più alte della media: nella classifica si trovano anche Terracina (Latina) e San Felice Circeo (Latina), che chiude la top 20 con una spesa di 910 euro a settimana.

Incendi nel palermitano, canadair in azione Un incendio ha investito una vasta area a Giacalone, frazione di Monreale, nel palermitano. Sul posto sta operando un canadair, mentre a terra sono al lavoro vigili del fuoco e personale della forestale e della protezione civile. Fiamme anche nei pressi della strada provinciale 20 e dello scorrimento veloce Palermo-Sciacca. Roghi in provincia di Messina, Trapani ed Enna.
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Sono oltre 5mila in tutta Italia i professori e i ricercatori universitari pronti ad uno sciopero per rivendicare lo sblocco delle classi e degli scatti stipendiali, fermi dal primo gennaio del 2015.
In particolare, dal documento sottoscritto a livello nazionale, lo sciopero riguarderà l’intera sessione autunnale 2016-2017 comportando l’astensione dallo svolgimento del primo appello di esami. Ciò significa che, se non interverranno novità, dal 28 agosto al 31 ottobre salterà il primo appello degli esami. Gli altri si svolgeranno regolarmente, a meno di altri imprevisti e incidenti di percorso. E per quelle materie che prevedono un solo appuntamento dopo l’estate, saltato quest’ultimo per la protesta dei docenti, sarà possibile organizzarne uno straordinario dopo 14 giorni dal primo.
In Sicilia sono in fibrillazione, al momento, 297 i docenti, tra 136 a Palermo, 92 a Catania, 68 a Messina e uno alla Kore di Enna, che si sono esposti pubblicamente sottoscrivendo la lettera inviata al Presidente del Consiglio dei ministri, Gentiloni, e al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.
“Chiediamo – si legge nella lettera – che vengano sbloccati gli scatti stipendiali relativi al quadriennio 2011/2015, a partire dal 1° gennaio del 2015, anziché, come è attualmente, dal 1° gennaio 2016” e che lo stesso quadriennio venga “riconosciuto ai fini giuridici, con conseguenti effetti economici a partire dallo sblocco delle classi e degli scatti dal 1° gennaio 2015”.
Dunque, incombe una situazione piuttosto pesante a cui si aggiunge il pericolo per gli studenti di essere costretti a ritardare qualche esame a settembre.
VIDEO di Teleacras