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I controlli anticovid a San Leone ad opera della Polizia: in piazza Giglia, i titolari di due esercizi pubblici di somministrazione cibo e bevande sono stati multati e i locali sottoposti alla chiusura per tre giorni. In un bar, anziché entro il limite consentito di 6, sono state sorprese 21 persone. E poi il titolare di un ristorante pizzeria non ha affisso il cartello indicante la capienza massima, e all’interno sono stati sorpresi 18 avventori.

Ad Agrigento è vietato morire. Ben 64 salme attendono ad Agrigento di essere tumulate a Piano Gatta e le temperature elevate pongono urgenti interrogativi su temi quali la salute pubblica, messa già duramente alla prova dai rischi della pandemia.

Lo denuncia l’ex sindaco di Agrigento, Calogero Firetto.

“Il sindaco Micciché – dice Firetto – chiarisca quali iniziative ha avviato per far luce sulla promiscuità e le irregolarità con cui viene gestito il cimitero, situazione che ha determinato uno stato di grave abbandono. Quali iniziative ha intrapreso per superare le difficoltà gestionali. Erbacce e canneti ad altezza d’uomo occupano intere zone del cimitero mettendo a rischio la sicurezza delle persone per la presenza anche di insetti e zecche. È bene ricordare che siamo in una situazione di emergenza e non è il momento di rilassarsi mentre la gente muore senza avere diritto alla sepoltura”.

Non è ancora trascorso un anno dal tragico evento che è costata la vita al giovane ventinovenne cammaratese, Lorenzo Di Grigoli, deceduto incredibilmente, a causa della reazione allergica ad una puntura d’ape.

Una giovanissima vita spezzata da quello che poteva sembrare un futile motivo.

Tutt’ora Cammarata e San Giovanni Gemini piangono l’enorme perdita, ma Lorenzo, oltre ad essere per sempre impresso nel cuore di tutti coloro i quali hanno avuto la fortuna di conoscerlo, adesso è raffigurato anche in un magnifico disegno, realizzato artigianalmente e commissionato dagli amici più intimi e dalla fidanzata, i quali attraverso questo murales, realizzato a pochi metri da quella che era l’abitazione di Lorenzo, vogliono rendere omaggio ancora una volta alla sua memoria.

L’opera raffigura delle mani che levano in alto dei bicchieri nel gesto di brindare, come lui amava fare, che di tutto gioiva e festeggiava. L’artista ha rappresentato, in primo piano, le mani dei genitori, Pino e Crocetta, e degli amici più stretti, mentre le mani disegnate in bianco rappresentano le mani di chiunque conoscesse Lorenzo. Infatti in quelle mani, ognuno può vederci la propria, perché Lorenzo era l’amico di tutti, quello che non perdeva un’occasione per brindare alla vita. Quella vita che troppo presto gli è stata strappata dal destino crudele, la vita di un giovane che amava il divertimento, le feste, la compagnia e che non mancava mai di essere portatore di allegria. Con quel microfono, che non è mancato tra le cose che ti rappresentano nel murales, con una mano cantavi e con l’altra abbracciavi i tuoi amici, invitando tutti a ballare e a godersi l’attimo.

Ma Lorenzo era anche un giovane che guardava al futuro, che vedeva realizzarsi, poco a poco, la sua vita sentimentale, accanto alla sua amata Luana.

Ed anche un ragazzo dai sani principi e conscio delle sue responsabilità, che metteva al primo posto la famiglia e che non trascurava mai i suoi doveri lavorativi. Le pale eoliche che l’hanno portato in giro per l’Italia, guadagnando il rispetto e l’amicizia di tutti, ovunque andasse. Quelle pale eoliche hanno fatto parte della sua vita e adesso vengono illustrate stagliate contro l’orizzonte mentre Lorenzo, spettatore, disegnato di spalle, guarda da lontano, con i suoi inconfondibili ricci ribelli.

In un tripudio di colori, il murales, è un inno alla vita che si ribadisce nella frase: “Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro.” Un chiaro invito a lasciarsi andare alle cose belle che la vita ci riserva.

Lorenzo, a prescindere da questo murales, nessuno, e soprattutto le persone a te care, ti dimenticheranno mai, resterai sempre nel cuore di chi ti ha amato e ti ha avuto nella propria vita. Adesso però, nessuno passerà davanti a questo splendido e maestoso murales, senza pensare: “Alla tua Lorè!… Ovunque tu sia!

L’Anm, l’Associazione nazionale magistrati, sottosezione di Agrigento, ha partecipato alla cerimonia di Beatificazione del giudice Rosario Livatino. E in una nota della stessa Anm si legge: “L’evento, organizzato dalla Curia agrigentina, ha celebrato il giovane magistrato, che per un periodo svolse pure le funzioni di segretario della sottosezione Anm, primo beato nella storia della Chiesa, la cui ricerca e applicazione della giustizia ha costituito anche un atto di esercizio della fede. In questo momento è necessario riflettere sui valori che lo hanno illuminato, l’integrità morale, l’indipendenza, il senso del dovere, da non perdere mai di vista nell’esercizio quotidiano di questa delicata professione”.

Incredibile scoperta dei Carabinieri a Catania, in via San Jacopo, dove i militari sono stati incuriositi da un gancio per polipi, utilizzato come “canna”. Infatti, è servito a “pescare” armi e droga nascoste in un tombino. Anche grazie al fiuto dei cani, dentro il tombino sono stati scovati e sequestrati: 1 pistola semiautomatica marca Smith & Wesson calibro 45, con la matricola parzialmente abrasa ed in buono stato di conservazione, risultata rubata in una villa ad Asti il 31 ottobre del 2015, poi 20 cartucce dello stesso calibro, 5 involucri in cellophane contenenti complessivamente 25 grammi di cocaina sfusa. E poi 43 dosi di cocaina, 76 dosi di marijuana, 3 bilancini di precisione, nonché del materiale comunemente utilizzato dagli spacciatori per confezionare le dosi. Indagini sono in corso per risalire ai responsabili e per accertare se la pistola sia stata usata per compiere atti delittuosi.

A Favara, il 21 giugno del 2017, i Carabinieri hanno arrestato un insospettabile infermiere di 59 anni, Amedeo Caruana, sorpreso in possesso, nella sua abitazione e poi in un’altra sua abitazione in campagna, di un vero e proprio arsenale, tra 4 pistole, 3 mitragliette, 1 moschetto, 2 carabine, 1 bomba a mano, 1 granata, 8000 cartucce, decine di silenziatori, caricatori e arnesi per la fabbricazione di armi. Ebbene, adesso la Cassazione ha ritenuto non ammissibile il ricorso della difesa e ha reso definitiva la condanna a 9 anni e 4 mesi a carico di Caruana.

”Duemila sbarchi in un giorno a Lampedusa, questo dicono le cronache mattutine locali.

Una marea di gente che arriva da ognidove, persino dal Bangladesh, Paese la cui posizione geografica poco c’entra con la nostra, a testimonianza del fatto che la rotta verso Lampedusa e la Sicilia è quella preferita dai trafficanti di essere umani, ben consapevoli che nessuno li fermerà, anzi.

Il Sindaco lampedusano Martello, uno che un giorno da un colpo al cerchio e l’altro giorno alla botte, piuttosto che impiegare il suo tempo ad attaccare Giorgia Meloni, si assuma le proprie responsabilità e prenda una posizione netta  a tutela dell’interesse dei propri concittadini e delle attività commerciali oggi in ginocchio per gli effetti collaterali della pandemia e di una gestione dell’immigrazione che ha trasformato le Pelagie in un campo profughi a cielo aperto.

Tutto questo avviene mentre nel Recovery Plan non c’è il becco di un euro per le infrastrutture della provincia agrigentina.

A questo punto la domanda sporge spontanea, ma per il Governo Draghi la provincia di Agrigento è Italia?”

Altro che Cocoricò!

San Leone, ieri pomeriggio, domenica 9 maggio.

Troppe restrizioni, troppi controlli, troppo tempo senza potersi divertire come ognuno meglio crede. E allora cosa fare? Una bella automobile carica di woofer e subwoofer, almeno una ventina tra alti bassi e medi, e tanto di volume al massimo. Si aprono le danze!

Siamo in possesso del video ma abbiamo preferito soltanto qualche istantanea.

 

Un bel nugolo di giovanotti forse troppo annoiati dalla pandemia hanno deciso di trasformare l’eliporto di San Leone in una vera e propria pista da ballo; canti e balli sfrenati con davvero tanto di divertimento. Ovviamente, non tutti i danzanti hanno rispettato le regole (in una già irregolarità…) in barba alle più elementari protezioni contro il Covid 19.

Questo è quanto.

 

Ci sono momenti della storia che tutti noi abbiamo negli anni vissuto.

Di alcuni di essi è rimasto in noi, nostro malgrado, un ricordo indelebile che ci ha fissati nella memoria luoghi, relazioni, attimi…Chi di noi, tra i più grandi, non ha un ricordo dell’attimo in cui si ha avuta notizia della morte, dopo 55 giorni di prigionia, di Aldo Moro? E chi, ancora, non ricorda, soprattutto tra noi siciliani e in particolare agrigentini, la notizia e l’immagine della morte del giudice Rosario Livatino, che per alcuni ha significato anche uno  spartiacque nella propria vita? Se i momenti appena menzionati hanno visto come protagonisti Moro e Livatino, la stessa memoria non ci accompagna per la morte di Peppino Impastato, passata in secondo piano, dimenticata o addirittura mai acquisita nella nostra memoria, sia perché surclassata dalla notizia della morte di Moro sia perché dato come un atto terroristico, in cui l’attentatore sarebbe rimasto vittima. Se negli anni questa grande ingiustizia che riguardava la morte di Peppino Impastato è stata superata, resta ora il problema del ricordo,  che deve appartenere a tutti e che non deve riguardare un solo giorno all’anno. Per queste ragioni la Cgil di Agrigento in occasione del Giorno  della Memoria  delle vittime del terrorismo e delle stragi, quest’anno ha donato una targa in memoria di Peppino Impastato.

Lo stesso Sindacato- con una nota diffusa a firma del segretario generale Alfonso Buscemi e la Resp. Giovani, cultura e  legalità Maria Concetta Barba – sottolinea la necessità di luoghi che questi uomini li ricordino anche nella toponomastica a vantaggio delle nuove generazioni  e quindi la richiesta ai sindaci di un nome da dare a vie, larghi, piazze  da cui iniziare per un ricordo vitale di quei fatti e personaggi che hanno drammaticamente pagato l’essere simbolo dello Stato democratico. Il 9 maggio è proprio la data che costituisce il filo rosso che collega queste tre figure: dalla morte di Aldo Moro e Peppino Impastato fino ad arrivare alla beatificazione di Rosario Livatino avvenuta proprio il 9 maggio.

Proprio dal ricordo di Livatino, prende avvio la nostra proposta ai Sindaci di essere attivi e concreti perché,  usando le parole del Beato di Canicattì:  “Ciò che conta non è quanto siamo credenti ,ma quanto siamo credibili”.

Bella stagione, mare ideale, pronti via!

Ieri, a Lampedusa, si è visto un primo assaggio di quella che si prospetta una immediata estate a dir poco drammatica. Tra gommoni, barconi ed anche qualche barchetta con un centinaio di migranti a bordo, ieri hanno toccato terra lampedusana; alcuni direttamente, altri aiutati dalle motovedette delle Forze dell’Ordine.

L’hot spot di contrada Imbriacola già scoppia. Tra l’altro la speranza di tutti noi è quella di accertare che gli oltre duemila sbarcati nella giornata di ieri siano tutti negativi al Covid 19. C’è qualche temerario che crede in questa circostanza?

Nel frattempo, in attesa del giudizio sanitario, le due Grandi Navi Veloci imperano al largo di Porto Empedocle, con bella vista anche a San leone, in attesa di far salire a bordo coloro i quali necessitano di effettuare l’eventuale quarantena.

Purtroppo è solo l’inizio. Mentre scriviamo abbiamo certezza che già diverse motovedette delle Forze dell’Ordine sono uscite dal porto lampedusano in fretta ed in furia.

Non certo per andare a fare una battuta di pesca…