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Venerdì si è svolto un incontro tra S. E. il Prefetto e la delegazione FIPE Confcommercio (la federazione dei  pubblici esercizi) per discutere in merito all’Ordinanza Sindacale che ha disposto la chiusura di tutti i locali alle ore 01.00  fino al 02 novembre.
Presenti per FIPE, Gabriella Cucchiara presidente provinciale e consigliere nazionale, Calogero Cacciatore vicepresidente FIPE e Mario Ciulla delegato. Nel portare la voce e il disagio dei tanti imprenditori del comparto è stato, innanzitutto, sottolineata l’oggettiva difficoltà a controllare l’intero territorio, anche a causa del numero inferiore delle forze dell’ ordine, e tutto ciò a discapito di una serena conduzione aziendale. Necessario, risulta essere il buonsenso di ognuno, non bisogna  far ricadere le manchevolezze di cui soffre la città, solo, sulle spalle degli imprenditori.
I temi affrontati nell’incontro sono stati diversi, fra i quali quello della cosiddetta sosta selvaggia, per il quale si dovrebbero pensare e creare i parcheggi utili e necessari.
L’abbandono dei rifiuti, altro problema che mina il decoro urbano, quando basterebbe dotare, una volta per tutte, le strade di cestini in un numero sufficiente.
Un’altro argomento che rende impari la quotidiana offerta da parte dei pubblici esercizi è  l’abusivismo, da combattere attraverso dei controlli costanti e mirati come ad esempio il controllo delle insegne.
Si è posto l’accento sulla drammaticità in cui vive la nostra categoria colpita dal COVID prima e dal caro bollette oggi e di come nonostante la difficoltà ad andare avanti in tanti hanno continuato ad investire sul nostro territorio.
Ma i sacrifici economici e lavorativi, poi, vengono danneggiati dalle ordinanze di chiusura, come quest’ultima che inesorabilmente crea ulteriori danni economici.
Nel corso dell’ incontro si è cercato di guardare alla “movida” a 360 gradi e individuare il percorso più utile per evitare in futuro nuovi disagi.
“Il prefetto è stato molto disponibile e si è detto pronto a collaborare con gli imprenditori, – dichiara Gabriella Cucchiara – chiedendo a quest’ ultimi di intraprendere, in maniera unitaria, un percorso che possa essere basato sulla legalità, la condivisione delle regole.
L’auspicio di una costante collaborazione  che possa portare beneficio ad ognuno, alla città tutta”.
“Il programma da realizzare, non può che nascere dall’avvio di un tavolo di lavoro collegiale, per poterci, tutti, confrontare e dare il proprio contributo tramite progetti, idee e proposte e riuscire a fare impresa in maniera serena e in sicurezza.
Solo attraverso un lavoro comune e condiviso, – conclude Cucchiara- dove tutti potremo essere protagonisti, nella cura e quindi nel migliorare la nostra città, potremmo trovare le soluzioni ai tanti problemi”.

Un operaio di un’azienda metalmeccanica del Siracusano è morto adesso, un mese dopo un grave incidente sul lavoro avvenuto nel Petrolchimico di Siracusa. Michele Monitto, 50 anni, di Carlentini, è deceduto all’ospedale “Cannizzaro” di Catania dove è stato trasferito dall’ospedale di Siracusa e ricoverato a seguito delle gravi ferite subite. Secondo una prima ricostruzione di quanto accaduto, fornita dai sindacati e al vaglio dei magistrati della procura di Siracusa, l’operaio è stato intento a manovrare una gru quando durante uno spostamento è stato travolto da un altro attrezzo di lavoro.

Ad Agrigento nel nuovo ambulatorio veterinario, in contrada Consolida, nei pressi dell’ospedale, sono iniziate le sterilizzazioni gratuite di cani e gatti randagi. I gatti dovranno appartenere alle colonie feline già riconosciute, per le quali occorre presentare un’apposita richiesta di riconoscimento all’ufficio Sanità del Comune di Agrigento, dove rispondono al telefono 0922 59 08 04. Le sterilizzazioni – come sottolinea l’assessore Roberta Lala – sono praticate ogni giovedì mattina.

Sono stazionarie, ma ancora gravissime le condizioni dei due giovani di Racalmuto, coinvolti nell’incidente stradale registratosi nella tarda serata di venerdì, lungo la statale 640, all’altezza del bivio Aragona Caldare-Favara, in direzione Agrigento. Entrambi vengono tenuti in coma farmacologico. Dagli ospedali “Villa Sofia” di Palermo e “Sant’Elia” di Caltanissetta non arrivano notizie confortanti.

Il ventiquattrenne, che era alla guida della Fiat Punto, ricoverato a Villa Sofia, ha un trauma cranico importante, un trauma toracico, e traumi agli arti inferiori. Il ragazzo era stato trasferito a causa della grave emorragia cerebrale.

Un incidente stradale in territorio di Messina, lungo la strada statale 115, nei pressi della frazione di Galati, ha provocato la morte di un uomo di 55 anni, S G sono le iniziali del nome. Per cause in corso di accertamento da parte dei Carabinieri e dei Vigili urbani, intervenuti sul posto insieme a personale del 118, lui, alla guida di una moto, si è scontrato con un’automobile con a bordo due persone, entrambe ferite e trasportate al Policlinico.

Il segretario provinciale dell’Udc di Agrigento, Fabio La Felice, in accordo con il segretario regionale, Decio Terrana, ha nominato i coordinatori cittadini dell’Udc a Realmonte, che è il consigliere comunale Alessandro Mallia, e a Siculiana Tonino Vaccarella. La Felice commenta: “Ho apprezzato fin da subito lo spessore umano di Mallia e Vaccarella, e quella voglia di spendersi per il proprio paese nel segno della sana e buona politica. Ad entrambi auguro un buon lavoro”.

Un bracciante agricolo di 65 anni, Angelo Castronovo, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco in contrada Cipolla tra Palma di Montechiaro e Licata, in provincia di Agrigento. A quanto si è appreso la vittima, colpita mentre lavorava sul suo appezzamento di terreno, viveva a Licata dallo scorso marzo.

Castronovo era stato rinviato a giudizio per dodici ipotesi di detenzione e porto illegale di armi. A Palma il 9 novembre del 2015 e il 22 agosto del 2017 furono messi a segno due agguati legati a una faida che avrebbe portato ai due omicidi come conseguenza del furto di un trattore. In uno degli episodi fu ucciso Enrico Rallo, trentanovenne colpito da numerosi colpi di arma da fuoco nei pressi di un bar. Ad ucciderlo, secondo la Procura, sarebbero stati lo stesso Castronovo e Salvatore Azzarello, 37 anni, che è stato poi ucciso nel 2017. Castronovo era stato arrestato il 30 luglio del 2020 ed era finito a processo per un traffico di armi connesso all’indagine. Il gip ritenne però che non ci fossero gli indizi di colpevolezza per i due delitti. Dopo sei mesi di carcere e un anno di arresti domiciliari, era tornato in libertà. A ritenere affievolite le esigenze cautelari era stata la Corte di assise di Agrigento.

I controlli delle Forze dell’Ordine funzionano. Sabato notte gli esercenti del centro cittadino, hanno rispettato l’orario di chiusura – l’una di notte – imposto dall’ordinanza temporanea del sindaco Franco Miccichè, tranne il titolare di un locale della movida di via Pirandello. L’imprenditore s’è ribellato, e non ha, di fatto, ascoltato neanche le sollecitazioni della polizia.

Adesso per l’esercente scatterà una multa, per il mancato rispetto dell’ordinanza sindacale, e non è escluso che possa essere firmato un provvedimento di temporanea sospensione dell’attività. A Porta di Ponte, i militari della Guardia di finanza, con l’ausilio dall’Unità cinofila, hanno recuperato e sequestrato alcuni spinelli. Per un giovane, trovato in possesso di una “canna”, è scattata la segnalazione alla Prefettura quale consumatore abituale di stupefacenti.

Ed ancora una volta, non sono mancate le proteste dei residenti per la musica ad alto volume di un locale della via Atenea. In piazza Cavour invece è stata segnalata una rissa fra giovani immigrati. All’arrivo delle pattuglie dei carabinieri, dei partecipanti però non vi era più alcuna traccia. In azione anche gli agenti della polizia Municipale, che hanno elevato ben 98 multe, ai proprietari di auto e moto, per sosta selvaggia.

Giovedì 3 novembre, nella sala Fazello del Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo”,  alle ore 17:30, per un omaggio ad Aldo Braibanti, “il più grande intellettuale italiano del ‘900”, secondo le parole di Carmelo Bene, con una conferenza dal titolo “ALDO BRAIBANTI. PER UN PROFILO DEL PLAGIO” tenuta dallo scrittore Beniamino Biondi che di Braibanti è stato per molti anni amico, assistente e curatore del volume delle poesie complete uscito col titolo “Frammento frammenti” nel 2003, e al momento sta attendendo alla pubblicazione della sentenza integrale di condanna per il reato di plagio.

Poeta, artista visivo, drammaturgo, studioso delle formiche (la cui vicenda è stata di recente portata sugli schermi con il film “Il signore delle formiche” di Gianni Amelio) Aldo Braibanti (1922-2014), è stato una mente affascinante e poliedrica, sfuggente a ogni facile etichetta, e anche uomo mite, appartato. Il documentario prova ad accendere una luce su un intellettuale eretico nel Novecento italiano e sulla sua intera vita, dal precoce attivismo antifascista fino alla morte, passando per un processo-farsa che, con l’accusa di “plagio”, mirava in realtà a colpire la libera condotta della sua vita e il rigore delle sue idee.

Il processo “politico” ad Aldo Braibanti fu il nostro processo a Oscar Wilde, con un secolo di ritardo. Braibanti aveva introdotto il giovane Giovanni Sanfratello nella propria cerchia di amici artisti, sostenendolo negli studi e incoraggiandolo nella sua inclinazione per la pittura. Tra loro nacque un grande amore, e i due andarono a vivere insieme a Roma. Ma la famiglia del ragazzo decise di opporsi a quella relazione e lo fece nella maniera più aggressiva: Giovanni fu internato in manicomio, e Braibanti fu messo alla sbarra.

Era l’estate del 1968. Il processo divise l’Italia. Mentre in tutto il mondo infuriava la Contestazione con la richiesta di nuovi e ampi diritti, Braibanti ebbe al suo fianco pochi ma qualificati sostenitori, tra cui Marco Pannella, mentre Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Alberto Moravia, Umberto Eco seguirono e commentarono aspramente il processo e quella parte di Paese che resisteva strenuamente ad ogni tentativo di modernizzazione della società.

La Fortitudo Agrigento è tornata e questa non è più una grande novità ma quello che piace ancor di più è la grinta ed il cuore che la squadra mette in ogni partita, reduce da due rimonte importanti in trasferta e la vittoria di oggi tra le mura amiche del Palamoncada, un fortino da sempre. Una vittoria sofferta per lunghi tratti ma molto diversa rispetto alle precedenti dove la Fortitudo sbagliava l’approccio alle partite, questa volta la fa sua sin dall’inizio e nonostante diversi errori da tre e nei tiri liberi che solitamente contraddistinguono il risultato in favore di Agrigento, questa volta lo fanno vincendo la partita fisicamente, aumentando il ritmo nel quarto parziale quando Latina ha calato l’attenzione e la difesa ha iniziato a subire gli attacchi di Grande e Francis. Proprio quest’ultimo ha regalato come sempre un paio di schiacciate che hanno mandato in estasi il pubblico del Palamoncada e l’altro americano Kevin Marfo è stato il grande protagonista della partita con 19 punti e ben 11 rimbalzi. Il top scorer del match è stato Alessandro Grande con 21 punti, in doppia cifra anche Ambrosin con 13 e Francis con 11 punti.