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Nell’ambito dei potenziati controlli del territorio, disposti dal questore Rosa Maria Iraci per la verifica del rispetto delle norme anti Covid, le pattuglie del Commissariato di Canicattì, nelle giornate scorse, hanno effettuato servizi anti assembramento nelle piazze cittadine, e negli esercizi commerciali.

In particolare hanno fermato e controllato tre giovani provenienti da una città della provincia nissena, che trovati in ore notturne, hanno motivato la loro presenza in territorio di Canicattì, affermando che erano alla ricerca di prostitute.

Pertanto, ritenendo ingiustificata la motivazione, ai predetti giovani, gravati da precedenti penali, sono state contestate pesanti sanzioni amministrative, tra cui una multa da 400 euro a testa, e sono stati proposti per la misura di prevenzione del Foglio di Via Obbligatorio, che comporterà inevitabilmente il divieto di ritorno nel comune di Canicattì.

Proseguono senza soluzione di continuità le operazioni di vaccinazione anticovid-19 destinate, nella prima fase, al personale sanitario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento. Oltre seimila le dosi somministrate dall’avvio della campagna vaccinale, il due gennaio scorso, sino alla data di ieri, domenica dieci gennaio 2021. Sono 2185 le inoculazioni effettuate al presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento (96, 120, 162, 339, 348, 249, 306, 311, 254 per ciascun giorno di attività), 1311 al “Giovanni Paolo II” di Sciacca (70, 73, 83, 183, 124, 173, 157, 226, 222), 825 al “San Giacomo D’Altopasso” di Licata (70, 96, 35, 168, 24, 84, 114, 78, 156), 821 al “Barone Lombardo” di Canicattì (50, 66, 59, 180, 102, 59, 126, 114, 65), e 759 al “Fratelli Parlapiano” di Ribera (101, -, 72, 186, -, 174, 108, -, 118). Eseguite anche 471 somministrazioni per l’area territoriale ASP (98 il 5 gennaio, 197 il 7, 29 l’8, e 147 il 10). Con l’ausilio costante del personale di rianimazione, l’ASP di Agrigento ha dato avvio anche alla capillare vaccinazione presso le residenze sanitarie assistite della provincia appannaggio sia degli utenti che dei sanitari in servizio.

Ha sollevato le ‘coloritè proteste di un imprenditore del settore noleggio auto, l’ordinanza del sindaco di Lampedusa Totò Martello che, in recepimento delle direttive nazionali ed europee sul rispetto delle norme ambientali, prevede il divieto di circolazione sull’isola delle auto e dei veicoli commerciali Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 e dei ciclomotori Euro 0.
“Cu ci leva ù pani ai miei figghi ì ai miei niputi, io ci levo à vita. Totò, ù capisti? (Chi leva il pane ai miei figli e ai miei nipoti, gli levo la vita. Totò, l’hai capito? ndr) – afferma l’imprenditore in un video su Facebook – U’ cori ti maciu Totò! (Ti mangio il cuore Totò ndr)”. Il sindaco ha già presentato una denuncia alla procura di Agrigento e presenterà un esposto alla polizia postale in merito all’utilizzo del profilo Facebook dal quale è stata trasmessa la diretta.

I Sindaci e i componenti del Cartello Sociale della provincia di Agrigento rivolgono un accorato appello a tutte le comunità del territorio affinché siano adottati comportamenti responsabili ed efficaci rispetto al contenimento del contagio da Covid 19. Gli stessi sindaci e i componenti del Cartello Sociale spiegano: “Si tratta di un appello che richiama il senso del dovere e del rispetto degli altri perché con un comportamento virtuoso ognuno custodisce se stesso e nello stesso tempo il suo prossimo manifestando vicinanza anche in un tempo che ci impone il distanziamento come misura precauzionale. Bisogna evitare l’aumento progressivo dei contagi attraverso il massimo scrupolo che ciascuno deve avere, innanzitutto, nel rispettare le tre semplici regole che tutti conosciamo: mascherine, distanziamento fisico, igiene delle mani. L’appello è rivolto anche alle autorità competenti affinché si possa provvedere ad organizzare anche a scuola la possibilità di effettuare tamponi rapidi, si possa incrementare il numero dei mezzi pubblici di trasporto ricorrendo all’utilizzo degli autobus delle ditte private e si possano effettuare tamponi a tutte quelle categorie di persone che svolgono attività in prevalente contatto con il pubblico”.

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, coordinati da Giovanni Minardi, su ordine del Tribunale del Riesame di Palermo, hanno arrestato ai domiciliari S S, 72 anni, di San Biagio Platani, pensionato, indagato di aver costretto una minore degli anni 14 a compiere atti sessuali, anche sotto minaccia, tra il giugno del 2018 e il novembre 2019. Le indagini a riscontro della Mobile sono state coordinate dal Sostituto Procuratore Giulia Amodeo della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo.

La Giunta regionale ha approvato la bozza di accordo finanziario con il Governo centrale per il ripiano del disavanzo, accertato nel 2018 dalla Corte dei conti in un miliardo e 740 milioni di euro. L’accordo è propedeutico all’approvazione da parte del Consiglio dei ministri delle norme di attuazione determinate ieri dalla Commissione paritetica.
”Si tratta di una intesa articolata e radicale – commenta il presidente della Regione Nello Musumeci – che pone riparo a decenni di allegra gestione delle finanze regionali. Ne paghiamo adesso le conseguenze ma, finalmente, mettiamo in ordine i conti della Regione”.

L’ufficio speciale Immigrazione cerca 38 esperti per migliorare e rafforzare il sistema dei servizi di accoglienza e integrazione. «Si tratta di conferimenti di incarichi a tempo determinato previsti dal progetto Supreme – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Antonio Scavone – con una dotazione finanziaria di circa 6 milioni di euro. L’obiettivo è il rafforzamento del sistema dei servizi di accoglienza e integrazione nelle aree agricole e ad alta intensità di popolazione straniera dove si manifestano fenomeni di grave sfruttamento lavorativo e inadeguate condizioni di vita».

Trentotto le figure professionali a bando, tra questi un esperto di flussi migratori e nove referenti provinciali per la gestione di attività di affiancamento e supporto all’innovazione della governance delle pubbliche amministrazioni locali e delle prefetture. La presentazione della domanda di partecipazione alla selezione dovrà essere trasmessa al seguente indirizzo: ufficiospecialeimmigrazione@certmail.regione.sicilia.it.

«Gli esperti – aggiunge l’esponente del governo Musumeci – affiancheranno l’Ufficio Immigrazione, guidato da qualche giorno dalla dottoressa Michela Bongiorno, in un lavoro particolarmente delicato soprattutto sul tema dell’integrazione sociale dei minori stranieri non accompagnati per i quali a oggi, grazie a un ulteriore finanziamento di 5 milioni del Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami), siamo riusciti a fare partire progetti come Prisma che prevede tra l’altro la promozione della partecipazione attiva dei migranti al sistema scolastico».

Il relativo bando, pubblicato integralmente sul sito istituzionale e per estratto sulla Gurs – serie concorsi – del 24 dicembre scorso, consente la presentazione delle domande fino al 22 gennaio.

A Palermo, in Corte d’Assise d’Appello, il sostituto procuratore generale, Sergio Barbiera, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la conferma della condanna all’ergastolo a carico di Orazio Rosario Cavallaro, 61 anni, di Ravanusa, arrestato il 2 ottobre del 2018 perché ritenuto il responsabile dell’omicidio di Angelo Carità, 61 anni, di Licata, ucciso sei mesi prima, il giorno di Pasquetta 2 aprile, del 2018. Angelo Carità, a sua volta, nel febbraio del 2017 è stato condannato dalla Corte d’Assise d’Agrigento all’ergastolo per l’omicidio di Giovanni Brunetto, 60 anni, di Licata, e poi è stato libero per decorrenza dei termini. La sentenza è attesa l’11 febbraio.

Maxi sequestro di sigarette di contrabbando nella rotta tra l’Africa e la Sicilia. Nove persone sono state arrestate in un’operazione condotta dalla Guardia di finanza di Palermo e dal gruppo aeronavale delle Fiamme gialle. Nei pressi delle coste trapanesi, i finanzieri, a bordo delle motovedette e degli elicotteri, hanno notato un peschereccio di 20 metri diretto da Lampedusa verso Mazara del Vallo. Tale “nave madre” è stata affiancata al limite delle acque territoriali da un veloce motoscafo di nove metri che ha caricato oltre 2 tonnellate di sigarette. Dopo il trasbordo il peschereccio si è diretto verso le coste africane mentre il motoscafo verso la Sicilia. In tale frangente hanno agito i militari della Guardia di Finanza. A bordo del motoscafo sono stati sorpresi tre palermitani, sul peschereccio sei tra tunisini, libici ed egiziani e 60 mila euro in contanti nascosti dietro un pannello nella sala macchine. Le due imbarcazioni sono state sequestrate e condotte nel porto di Mazara del Vallo. Le oltre 2 tonnellate di sigarette sequestrate, destinate a rifornire i mercati siciliani e in particolare la piazza di Palermo, avrebbero fruttato all’organizzazione circa 300mila euro. Gli arrestati sono stati trasferiti in carcere a Trapani e Palermo a disposizione della Procura di Marsala competente per territorio.

“L’operazione antimafia, condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, in un contesto particolarmente critico per chi gestisce attività imprenditoriali. rappresenta un segnale importante per mettere in sicurezza un territorio provato dalla crisi economica, dalla pervasiva presenza della malavita organizzata ed ora dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria”. Così il presidente di Confesercenti Sicilia Vittorio Messina commenta gli esiti dell’operazione denominata “Oro Bianco”.

“Un plauso incondizionato va al lavoro dell’Arma dei carabinieri – continua Vittorio Messina – che ha permesso, ancora una volta, di confermare che sugli interessi illeciti della criminalità organizzata non bisogna mai abbassare la guardia. Una brillante operazione che conferma come la presenza dello Stato e delle Forze dell’ordine sia tanto più determinante quanto più i territori sono svantaggiati sul fronte economico ed occupazionale per impedire che si crei terreno fertile ai traffici illeciti sui quali la mafia da sempre incentra i propri interessi, da quello degli stupefacenti, alle estorsioni, al controllo di ogni attività. Il plauso – conclude il presidente di Confesercenti – va quindi ad una attività investigativa che ha stroncato un tentativo, già in atto, di infiltrazione mafiosa sul territorio provinciale di Agrigento, anche in collegamento con settori della cosiddetta area grigia”.