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Ad Agrigento, nei locali del Comando provinciale dei Vigili del fuoco, si è svolta un’assemblea organizzata dai Vigili del fuoco discontinui agrigentini. I relatori, Diego Motisi, Coordinatore provinciale dell’Unione sindacale di base, e Domenico Fazio, del coordinamento della stessa Usb Precari, hanno aggiornato i partecipanti sulle ultime novità contenute nella legge 205 del 2017 relativa al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e pluriennale per
il triennio 2018-2020, tra assunzioni nella Polizia e nei Vigili del Fuoco, e stabilizzazione dei precari. L’assemblea è stata occasione di confronto costruttivo, risolvendo molteplici dubbi che gli intervenuti interessati hanno rivolto ai relatori.

A Gela la Guardia di Finanza ha sequestrato una vasta struttura turistico-alberghiera di Marina di Butera, il “Sikania Resort”, un villaggio-vacanze con circa 800 posti letto sulla costa tra Gela e Licata. Il provvedimento è stato emesso dal sostituto procuratore Ubaldo Leo in ragione di “condotte di inquinamento ambientale e distruzione o deturpamento di bellezze naturali”. In particolare gli inquirenti hanno accertato come la realizzazione dell’area balneare del villaggio turistico sia avvenuta in violazione delle prescrizioni delle concessioni poiché il sito ricade all’interno di un’area sottoposta a vincolo naturalistico. L’autorità giudiziaria ha imposto un amministratore/custode giudiziario.

Il video registrato dai Carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Agrigento lo ha inchiodato alle sue responsabilità. E lui, Francesco La Mendola, verosimilmente consigliato dal suo difensore, l’avvocato Angelo Balsamo, ha proposto ai magistrati del palazzo di giustizia di patteggiare la sua condanna. La Procura ha già disposto a suo carico, all’udienza del prossimo 26 febbraio, il giudizio immediato, che ricorre quando l’evidenza della prova è tanta da non rendere necessario il filtro del giudizio preliminare: immediato, subito a processo. E invece no. Francesco La Mendola, 48 anni, di Campobello di Licata, invoca altrettanto subito la sua condanna, 2 anni e 8 mesi di reclusione, un anno di interdizione dai pubblici uffici, e il risarcimento delle vittime della concussione, nella prospettiva dei benefici che il patteggiamento concede. La pubblico ministero Paola Vetro ha prestato il suo consenso: è attesa la decisione del Gup, il Giudice per le udienze preliminari. Il 13 settembre del 2017 i Carabinieri hanno arrestato La Mendola, geometra, dipendente dell’Ufficio tecnico comunale di Campobello di Licata, in flagranza del reato di concussione. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Luigi Patronaggio e dal sostituto procuratore Carlo Cinque, è scattata a seguito della denuncia di due imprenditori di Licata, Angelo Incorvaia e Valerio Peritore, titolari dell’impresa “Omnia srl”, che opera nel settore dello smaltimento dei rifiuti speciali, soprattutto amianto, con sede in contrada “Bugiades”, alla periferia di Licata. I due hanno raccontato di una richiesta di tangente, per 3mila euro, da parte di un dipendente del Comune di Campobello di Licata, con la complicità di un suo collega, altrimenti avrebbero subito il blocco dei pagamenti per l’appalto in corso da parte del Comune. E’ stato organizzato l’incontro “trappola”. Nei locali dell’impresa Omnia sono state nascoste micro-telecamere e cimici. Poi le banconote sono state contrassegnate e fotocopiate. E quando Francesco Gioacchino La Mendola ha incassato i soldi è stato ammanettato. Il collega incriminato di La Mendola è un altro dipendente dello stesso Comune di Campobello, Giuseppe Nigro, 48 anni. Anche a suo carico è stato disposto il giudizio immediato, ma il difensore di Nigro, l’avvocato Salvatore Manganello, ha scelto il giudizio abbreviato.

E’ stati arrestato dai carabinieri di Agrigento che  hanno eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere, emessa dal GIP del locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica, ora il favarese accusato di essere responsabile di violenza sessuale e maltrattamenti commessi ai danni della figlia si rivolge al Tribunale del Riesame. L’avvocato del netturbino cinquantenne, finito al Petrusa alcuni giorni fa,  ha infatti depositato ieri i ricorso presso lo stesso tribunale dove chiede l’annullamento della misura cautelare applicata al suo assistito.

I fatti di cui deve risalgono al periodo gennaio 2016 – settembre 2017, quando la vittima, a seguito della sua separazione coniugale, aveva deciso di fare ritorno nella casa paterna.

Le indagini dei Carabinieri, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dr.ssa Alessandra Russo, sono state avviate a seguito della denuncia fatta dalla povera donna lo scorso mese di settembre, stanca dei continui soprusi subiti dal padre, che avrebbe persino abusato di lei alla presenza dei suoi tre figli, tutti in tenera età.

L’accusato si è sempre difeso, negando ogni addebito.

La vittima, all’indomani della denuncia, era stata subito trasferita, assieme ai figli, in una località protetta. Per l’indagato, invece, si sono aperte le porte del carcere “Petrusa” di Agrigento.

 

“Siamo di fronte ad una situazione gravissima e che temo non abbia uguali in altre regioni europee. Infatti, oltre 250 milioni di euro su
circa 700 milioni complessivi potrebbero andare persi entro pochi mesi
per mancato cofinanziamento da parte della Regione siciliana e per
mancata capacità di rendicontazione della spesa a causa di carenza di
liquidità.
Lo afferma il deputato regionale Cateno De Luca, dopo l’audizione del
Dirigente generale del Dipartimento della Programmazione Vincenzo
Falgares avvenuta oggi in Commissione Bilancio.

“Falgares ci ha dato un quadro estremamente preoccupante – afferma De
Luca – con cifre davvero raccapriccianti, mettendo nero su bianco che
nella migliore delle ipotesi circa 250 milioni di euro rischiano di
non essere rendicontabili.
Parliamo di oltre il 35% dei fondi la cui spesa dovrà essere
certificata entro la fine di quest’anno.”

“A questo – afferma il parlamentare di Sicilia Vera – si aggiunge la
gravissima gestione della liquidità, dove i pagamenti effettivi
pagamenti seguono gli impegni soltanto con ritardi gravissimi e dove,
soprattutto per i Comuni, già provati per i ritardi dei trasferimenti
ordinari del Fondo per le Autonomie Locali, si procede ad una
anticipazione per i progetti limitata solo al 10% del complessivo
finanziamento concesso.
In queste condizioni diventa impossibile la realizzazione dei
progetti, se non ricorrendo a costosissime anticipazioni di tesoreria,
poste sempre a carico dei comuni.”

Per De Luca è quindi necessario “che la Regione si doti in tempi
strettissimi di strumenti per accellerare la spesa produttiva dei
fondi comunitari e riveda la propria regolamentazione dando ai Comuni
e a tutti i beneficiari anticipazioni di cassa più consistenti sui
progetti finanziati, per poter concretizzare gli obiettivi di crescita
e coesione sul territorio.”

 

All’ospedale Barone di Canicattì in questi giorni non si opera per mancanza di medici assegnati al reparto di chirurgia. Per la seconda volta, dopo questa estate, la città di Canicattì rivive il dramma di non poter usufruire di una unità operativa di nevralgica importanza per l’utenza, a causa della carenza di personale. L’unico medico presente è in congedo per malattia e la sala chirurgica chiude. Invito il Commissario dell’ASP di Agrigento ad intervenire prontamente con l’attivazione immediata di una consulenza/nomina di un medico chirurgo che possa sopperire ad un così grave problema per il territorio. Segnalo altresì all’Azienda Sanitaria l’opportunità di ricorrere a convenzioni con altre ASP (anche delle grandi città siciliane) affinché si tamponi la situazione ricorrendo a prestazioni temporanee di medici chirurghi che possano operare in due aziende contemporaneamente operando così i casi più urgenti. A Canicattì la chirurgia non è l’unico reparto in sofferenza, in quanto anche il pronto soccorso necessità di un intervento finalizzato all’incremento di personale appartenente a vari profili. Incontrerò (per affrontare queste problematiche) la popolazione nei prossimi giorni, per ascoltarla e comunicare gli aggiornamenti, garantendo al contempo la mia presenza costante presso gli uffici competenti al fine di monitorare l’avanzamento della procedura amministrativa.

Sono in tutto 73 gli indagati a cui oggi carabinieri e guardia di finanza hanno notificato l’avviso di proroga delle indagini firmato dai pubblici ministeri Salvatore Vella, Alessandra Russo e Paola Vetro: ci sono politici, avvocati, giornalisti (le indagini vanno in data antecedente e sino all’aprile 2017)   ed amministratori o ex di Girgenti Acque. Le accuse ipotizzate – legate alle assunzioni a Girgenti Acque – sono quelle di associazione a delinquere, corruzione, truffa, riciclaggio e false comunicazioni sociali e voto di scambio. Tra i nomi degli indagati  anche quelli del Prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, e del padre del ministro degli Esteri, Angelino Alfano.

Gli altri nomi:

Marco Campione, Raffaele Lombardo, Angelo, Eugenio D’Orsi, Raffaele De Lipsis, Riccardo Gallo Afllitto, Angelo Capodicasa, Giovanni Panepinto,  Enzo Fontana, Pasquale Leto, Gerlando Piro, Giovanni Pitruzzella Salvatore Aiola, Giacomo Antronaco, Silvio Apostoli, Giuseppe Arcuri, Pietro Arnone, Bernardo Barone, Alfonso Bugea, Filippo Caci, Giuseppe Carlino, Lelio Castaldo, Francesco Castaldo, Giovanni Caucci, Vincenzo Corbo, Salvatore Cossu, Piero Angelo Cutaia, Antonio D’Amico, Domenico D’Amico, Luigi D’Amico, Carmelo Dante, Igino Della Volpe, Leonardo Di Mauro, Pietro Di Vincenzo, Salvatore Fanara, Arnaldo Faro, Filippo Rosario Franco, Salvatore Gabriele, Diego Galluzzo, Calogerino Giambrone, Gerlando Gibilaro, Giuseppe Giuffrida, un altro Giuseppe Giuffrida, Flavio Gucciardino, Ignazio La Porta, Francesco Paolo Lupo, Maria Rosaria Macaluso, Piero Macedonio, Giuseppe Marchese, Giuseppe Milano, Calogero Patti, Giuseppe Pitruzzella, Gian Domenico Ponzo, Vincenzo Puzzo, Fulvio Riccio, Giancarlo Rosato, Antonino Saitta, Luca Cristian Salvato, Giuseppe Maria Scozzari, Carlo Sorci, Alberto Sorrentino, Gioacchino Michele Termini, Emanuele Terrana, Maria Terrana, Giuseppe Maria Saverio Valenza, Carmelo Vella, Rino Vella, Calogero Vinti, Roberto Violante.

 

Al terrnine della stagione di molitura delle olive relativa all’anno 2017, la Procura della Repubblica di Agrigento, al fine di reprimere il fenomeno dello sversamento e spargimento illegale delle acque provenienti dalla lavorazione delle olive, con il conseguente inquinamento delle acque fluviali e marittime, di concerto con il Corpo Forestale Regionale, la Capitaneria di Porto, la G.d.F. e i CC., ha svolto n. 11 accessi ad oleifici, sequestrato n. 3 impianti ed iscritto nel registro degli indagati n. 5 soggetti per il reato di inquinamento delle acque.
Nonostante l’impeg10 delle Forze di Polizia, cui va il plauso della Procura, si segnala che si sono registrati ulteriori allarmanti episodi di inquinamento delle acque, per i quali sono ancora in corso indagini volte ad identificarne gli ignoti autori.
Per la prossima campagna di molitura delle olive è al vaglio dell’Ufficio l’attivazione di specifici e mirati servizi preventivi volti a scongiurare i registrati fenomeni di inquinamento idrico

Un nutrito programma di iniziative per il primo semestre dell’anno appena cominciato è stato approvato, nel corso della sua ultima riunione, dal consiglio direttivo della sezione agrigentina dell’Anioc (Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche), presieduto da Gaetano Marongiu. Tra le altre cose, l’imminente festa dell’insignito, giunta alla sua quarta edizione e che si svolgerà il prossimo 26 gennaio, l’adesione alla giornata della vita, la presentazione del libro di Rosario D’Ottavio “L’arte fascista in Sicilia” prevista per il 23 marzo, la visita al giardino della Kolimbetra il 20 aprile e la conferenza su “Ordini cavallereschi riconosciuti dallo Stato italiano” in programma il 25 maggio. Infine dall’8 al 10 giugno una nujtrita delegazione dell’Anioc agrigentina parteciperà al 45° convegno nazionale dell’Associazione in programma ad Assisi.

Nella Chiesa parrocchiale di san Giuseppe della centralissima Campobello di Licata, Venerdì 19 Gennaio alle ore 19,oo sarà ricordato con un apposito convegno un giovane dell’Azione Cattolica che profuse ottime qualità di vita cristiana, divenendo modello per i giovani di oggi: Dino Varisano, il quale frequentò la Chiesa dell’Immacolata di Agrigento e fu seguito dall’ottimo sacerdote don Angelo Ginex.
Ad esporre la figura del giovane Dino Varisano, ritornato alla Casa del Padre più di vent’anni fa, sarà il prof. Enzo Di Natali, che ha curato una pubblicazione che tratteggia la figura di questo modello di vita.
Il parroco, don Angelo Burgio, ha accolto con favore l’iniziativa proposta da Enzo Di Natali, in qualità di presidente del Centro di Bioetica.