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Il luogo delle accuse è facebook. Da una parte il mancato presidente del Consiglio Luigi Di Maio, dall’altra l’attuale ministro degli Esteri Angelino Alfano.

Di Maio, dopo l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che di fatto ha bocciato la nomina a ministro di Savona, il leader grillino ha così dichiarato: “In questo Paese puoi essere un criminale condannato per frode fiscale, puoi essere Angelino Alfano, puoi essere una persona sotto indagine per corruzione o indagata per mafia e puoi fare tutto; se invece hai criticato l’Europa non puoi fare nulla!”

Ed ecco la replica di Alfano: “Di Maio, prima di fare il mio nome sciacquati la bocca; niente laurea, niente professione nella vita civile, niente governo nella vita politica. Di Maio sei uguale a niente. Risponderai in tribunale di ciò che hai detto”.

Incidente ieri durante la festa di Santa Croce e sagra del Tataratà : la due giorni tra storia, folclore e religione in quel di Casteltermini 

Un uomo di Mussomeli ha riportato un brutto taglio alla testa ed ha forse anche una spalla rotta. E’ stato portato al pronto soccorso a causa di un cavallo che con un salto ha superato le transenne,  oltre le quali sostavano gli spettatori dell’evento popolare che ogni anno si recano nella cittadina siciliana in moltissimi, per fortuna rimasti illesi. 

 

Anna Alba, Favara

La provincia agrigentina e i Comuni falliti, tra Casteltermini, Favara, Porto Empedocle e Aragona. Presente e futuro: l’intervento della sindaca Anna Alba.

Lo spettro del dissesto finanziario si aggira sempre più minaccioso tra i comuni italiani, siciliani e agrigentini. Nella provincia della città della Valle dei Templi il fallimento si è abbattuto sui Comuni di Casteltermini, Favara, Porto Empedocle e adesso anche Aragona. Agrigento è in pre – dissesto: e non si tratta di una condizione ma di una procedura. Ossia il Comune si cimenta in un piano di riequilibrio finanziario, della durata di 10 anni, assistito anche dallo Stato tramite un apposito fondo, per scongiurare il dissesto. Ovviamente, l’obiettivo della procedura del pre-dissesto, concordata con la Corte dei Conti che valuta il piano di risanamento sollecitando eventualmente delle misura correttive, è aumentare le entrate e diminuire le spese, e ciò si traduce in una impennata della pressione fiscale e nel taglio dei servizi. Ed è quanto accade ad Agrigento. Diversamente, i Comuni in dissesto sono tali quando non sono più nella condizione di garantire i servizi indispensabili e le proprie funzioni, ad esempio pagare gli stipendi al personale. E quando i debiti non sono pagabili nei confronti dei creditori. Nei Comuni falliti, come Casteltermini, Porto Empedocle, Favara e, da ultimo, Aragona, sindaco, giunta e consiglio comunale mantengono la carica ma sono affiancati da una commissione designata dal Ministero degli Interni. E ciò perché la commissione si occupa del debito pregresso, quindi di tutto quanto rientra nel periodo di tempo precedente alla dichiarazione del dissesto finanziario, allestendo un piano di estinzione del debito. E l’amministrazione comunale, invece, volge il proprio sguardo al presente e al futuro distaccandosi, come se vi fosse una frattura, rispetto al passato. Del tipo: “Scurdammoce o passato”. Ovviamente non si tratta di rose e fiori, perché le tasse automaticamente aumentano al massimo, anche se, in verità, nel caso dei Comuni agrigentini falliti, al massimo lo sono già state prima del crack, e quindi cambia poco se non nulla. Altrettanto ovvio è che l’amministrazione, nel futuro successivo al dissesto, si impegna, sotto la spada della commissione, a rimuovere le cause strutturali che hanno provocato il dissesto. Nei casi di Favara, Porto Empedocle e Aragona, dove governano amministrazioni comunali neonate, si è dunque a lavoro per rimuovere le cause del dissesto che, quanto meno in teoria, è stato provocato dalle precedenti gestioni. Anna Alba, sindaco di Favara del Movimento 5 Stelle, conferma. 

AR Teleacras 

“È la modalità esclusivamente telematica la vera novità della procedura, – dice il sindaco di Agrigento, Firetto – con la quale si cerca di rispondere alle legittime aspettative del mondo professionale e delle imprese per le ricadute positive nei confronti del lavoro quotidiano dei professionisti e della pubblica amministrazione, un sistema che potenziando la trasparenza e l’efficienza delle procedure ci vede in linea con i più aggiornati strumenti di funzionamento delle migliori realtà  italiane”.

Il sindaco Lillo Firetto e l’Assessore all’Urbanistica, Elisa Virone, informano che il Comune di Agrigento ha provveduto alla pubblicazione del Decreto Regionale che, nel modificare  il Piano paesaggistico della provincia di Agrigento, relativamente all’area cimiteriale di Bonamorone, risolve una questione posta all’attenzione degli uffici regionali proprio dal Sindaco del comune di Agrigento. 
“Grazie alla collaborazione tra Amministrazioni – dichiara il sindaco Lillo Firetto – viene superato un corto circuito che aveva generato non pochi problemi sul regime di edificabilità nell’area del cimitero Bonamorone con richieste di intervento da parte dei cittadini. Si è pertanto reso necessario chiedere l’intervento attraverso un decreto regionale che modificasse il piano paesaggistico della provincia di Agrigento relativa all’area cimiteriale che è intervenuto nei giorni scorsi e che diverrà operativo decorsi i termini di pubblicazione previsti per legge”. 

Consiglio Comunale, riunitosi  domenica 27 maggio, presieduto da Francesco Riolo, ha deliberato l’approvazione del rendiconto della gestione 2017 e del bilancio 2018.

Entrambi i provvedimenti hanno ricevuto il voto favorevole di 8 consiglieri (Maria Laura Bonanno, Sara Incardona, Lidia Mirabile, Franco Lisinicchia, Francesco Riolo, Lillo Ferraro, Lillo Cangemi, Maria Giovanna Barbàra) e quello contrario degli altri 7 consiglieri (Liliana Bellavia,  Nicola Palmeri, Peppe Passarello, Angelo Gallo, Agostino Scanio, Rosalia Arnone, Dino Trupia).

Con lo stesso numero di voti favorevoli, è stata anche dichiarata l’immediata esecuzione delle due delibere.

Per quanto riguarda il bilancio, non sono stati accolti gli emendamenti della minoranza che, in realtà, erano tutti racchiusi in un maxi-emendamento, ossia in un emendamento unico.

Durante il dibattito, per la minoranza sono intervenuti il relatore principale, Peppe Passarello, il vicepresidente del consiglio, Liliana Bellavia, ed i consiglieri Scanio e Gallo. Tutti hanno difeso con forza il maxi-emendamento, poi respinto dal Consiglio Comunale.

Per la maggioranza, ha relazionato Lidia Mirabile che ha sottolineato l’importanza d’approvare adesso il bilancio, ovvero tra i primi Comuni della provincia che riescono a farlo. La consigliera ha pure rilevato come alcune parti dell’emendamento della minoranza siano plausibili (per es., la realizzazione di un ascensore nel palazzo comunale), ma altri siano giuridicamente impossibili (per es., l’aumento della spesa per la mensa scolastica durante il servizio già in corso e già appaltato).

Infine, la consigliera Maria Laura Bonanno e il Sindaco Lillo Cremona si sono detti disponibili , nel quadro della flessibilità dello strumento finanziario e in prospettiva del miglioramento delle previsioni  di bilancio, a dare concretezza ad alcune tra le parti più convincenti dell’emendamento respinto.

Sindaco Lillo Cremona“L’approvazione – a parlare è il sindaco di Naro, Calogero Cremona – del conto consuntivo e del bilancio d’esercizio ci mettono nelle condizioni di poter tornare a lavorare con serenità e determinatezza, nonostante la riduzione dei trasferimenti statali e i ritardi sempre più consistenti  dei trasferimenti regionali.

 Il senso di responsabilità dei consiglieri comunali ha fatto sì che lo strumento finanziario sia stato approvato di domenica, con la presenza di tutti i consiglieri ed il loro  coinvolgimento sincero e costruttivo, al di là delle posizioni e del ruolo di ciascun schieramento presente nel civico consesso


L’architetto Mario Cucinella, curatore del Padiglione Italia, ha selezionato l’Alba Palace Hotel, progettato dallo studio Architrend, inserendolo all’interno dell’itinerario Calabro-Siculo.

Questoitinerario, rileva spazi che sono il risultato di una ricostruzione artistica e visionaria, la cui forma e relazione estetica con il territorio hanno trasformato luoghi in opere d’arte. L’opera è stata selezionata per il rapporto dialettico tra riuso/restauro del fabbricato storico e la creazione di innesti contemporanei sulla facciata esistente che costituisce il tema dominante di questo progetto.

L’itinerario si configura come progetto che oscilla tra tradizione e modernità tramite la conservazione delle parti autentiche dell’edificio in modo da
mantenerne inalterate le caratteristiche originarie e l’utilizzo di materiali contemporanei. Questo ennesimo riconoscimento, arrivato
dopo l’importante Primo Premio Internazionale di Architettura e Design d’Autore 2017, punta i riflettori sulla Sicilia e Favara,
dimostrando una rinascita possibile. 

“Sindaco, ti ho più volte scritto che “basterebbe ascoltare le grida della città per amministrare il bene comune”, ebbene stavolta ti basterebbe prendere il “programma del candidato sindaco DI ROSA” per prendere spunto e creare una COOPERATIVA DI TERZO SETTORE PUBBLICO/PRIVATO Per gestire il servizio della TASSA DI STAZIONAMENTO.

Ebbene TI SFIDO, crea una cooperativa di terzo settore, mi offro per farti da consulente gratuito(io amo la mia città), diamo lavoro a 25 Agrigentini(la città si stà svuotando perché nessuno trova lavoro) hai incassato lo scorso anno 90.000€ dalla tassa di stazionamento, io ti assicuro che con una cooperativa di terzo settore, darai da lavorare a 25 persone, pagherai tutte le spese, e al comune rimarranno almeno 500.000€ di introiti netti, vuoi scommettere ? 

Così l’ex consigliere comunale Giuseppe Di Rosa.

Il Comune di Aragona ha agito secondo normativa ed il mezzo non andava sequestrato. È quanto ha stabilito il GdP di Agrigento in relazione al sequestro dell’autocarro, di proprietà del Comune, effettuato dai Carabinieri della caserma di Aragona durante il servizio di raccolta differenziata effettuata dal personale del Comune. I fatti risalgono al 30 maggio 2017, in piena campagna elettorale e le contestazioni riguardavano la violazione dell’art. 256 del Testo Unico Ambientale.

Il provvedimento, su incarico dell’ex Sindaco Parello, è stato impugnato dallo studio legale Francesco Messina & Pasqualina Giudice, ribadendo la piena regolarità di quanto posto in essere dall’amministrazione comunale che, tra le altre cose, doveva far fronte anche a diversi scioperi degli operatori ecologici. Il provvedimento è stato annullato accogliendo, integralmente, l’argomentazione, articolata, sostenuta dai difensori in sede giudiziaria.

“Le motivazioni della sentenza – dichiarano i legali Francesco Messina e Pasqualina Giudice – non fanno altro che rafforzare quanto sostenuto in sede giudiziaria. A seguito di articolate argomentazioni difensive, la sentenza stabilisce il principio secondo il quale il Comune poteva effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti nel proprio territorio di competenza – con i propri mezzi e con il proprio personale – senza che vi sia bisogno di qualsivoglia autorizzazione al trasporto dei rifiuti (art. 212 D.Lgs. 152/2006). Quest’ultima obbligatoria per le società private.”