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Sarà presente al MAAM di Roma l’artista Agrigentino Alfonso Siracusa, con un’opera dal titolo “L.o.v.e. Catalogna”, (2017) composta da un cubo in cartone, dalle condizioni volutamente precarie, narra la contemporaneità attraverso più citazioni. Da una parte, infatti, il titolo rimanda alla celebre opera di Maurizio Cattelan e ai recenti sconvolgimenti catalani. La struttura, invece, è un rimando al filone artistico presente in Spagna: il cubismo. La mano all’interno, rivolta alla bandiera spagnola franchista, riprodotta ironicamente in carta, riflette un fatto di cronaca, ovvero le violenze effettuate da alcuni agenti della polizia spagnola nei confronti di una indipendentista catalana di nome Marta, fratturandole sistematicamente la dita.

 

L’installazione “Arte da macello” rappresenta la trasposizione artistico-concettuale del funzionalismo del luogo che la accoglie. Dall’oggettività della “carne da macello” al raffinato abbaglio dell’astrazione proposta proprio con “arte da macello”, un effetto artistico che fa da specchio rispetto alla cornice contestuale da cui viene ospitato. Si tratta, quindi, di un processo di metamorfosi fisica ed immutabilità speculativa che afferisce non solo alla location specifica che abbraccia l’opera all’interno dello spazio del museo MAAM, ma anche all’intera concezione del museo in sé nella sua totalità, un luogo concepito come contenitore di significati sociali, artistici ed antropologici, una vera e propria opera museale collettiva realizzata da una pluralità di energie, idee ed esperienze espanse. L’installazione è, quindi, una trasfigurazione seriale e tridimensionale di anime, carni ed identità artistiche; un macinato di tessuti differenti. L’input nasce da una scelta curatoriale volta all’eterogeneità ed alla sperimentazione, mettendo in gioco anche artisti storicamente impegnati in discipline diverse. Trasfigurazione, serialità, identità ben definite, un atto di provocazione nei confronti dei sistemi nonché dello stesso sistema dell’arte contemporanea. Mangiamo le nostre sofferenze e ricerchiamo i luoghi del dolore come simboli di protezione e consolazione, e poi ci cibiamo dell’arte e delle sue irriverenze. L’operazione è dissacrante e prosegue oltre la macellazione della carne come fattore di sfida spirituale contro la liberazione e l’illuminazione; la nostra luce emerge ove esiste consapevolezza e chiarezza dei messaggi … che siano audaci, rivolti a tutti, trasparenti anche se potenzialmente tormentati. Siamo in un territorio di provincia per l’uomo, ma l’arte contemporanea non è solo disagio e disperazione, è anche visione ed interpretazione del reale e delle sue vie di fuga. Gli artisti partecipanti, valorosi ed intrepidi, hanno singolarmente interpretato il senso dell’operazione artistica fedeli ai propri linguaggi, alle proprie tecniche ed ai propri percorsi concettuali, così da convergere verso un concreto e materico itinerario comune.

Artisti partecipanti:
Caterina Arena; Monica Argentino; Daniela Chionna; Daniela Cannarozzo; Giulia Del Papa; Adelaide Fontana; Caterina Genta; Vera Gjermundsen; Joollook; Pietro Mancini; Roberta Maola; Mattia Morelli; Nove; Selene Porcaro; Nunzio Pino; Loredana Raciti; Fabrizia Ranelletti; Alfonso Siracusa;  Daisy Triolo; Monica Verdiani; Donatella Vici.

 

INFO
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In collaborazione con: 
MAAM museo dell’altro e dell’altrove di Metropoliz 

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Ho segnalato gli scorsi giorni la difficile situazione in cui versa l’ospedale Barone di Canicattì per mancanza di medici nel reparto di chirurgia, come anche per altre discipline e ciò in realtà pure negli altri ospedali della nostra provincia. In particolare, La carenza di chirurghi nell’ospedale di Canicattì aveva causato la sospensione dei ricoveri in elezione. Di qualche giorno la notizia della soluzione tampone che avevo proposto da subito per superare l’emergenza: medici a scavalco dal San Giovanni Di Dio opereranno a Canicattì garantendo, con cospicua remunerazione, la turnazione necessaria. L’azione tampone è onerosa, ma pur sempre momentaneamente risolutiva, pertanto occorre dar merito, tra gli altri, al commissario ing. Venuti ed al Direttore Sanitario dell’Asp di Agrigento dott. Silvio Lo Bosco per l’immediatezza con la quale è stata accolta e attuata la mia proposta. Ora occorre mirare alla risoluzione definitiva del problema. Si consideri infatti che sulla carta, cioè in pianta organica, i posti risultano coperti, ma di fatto i medici non ci sono: chi in ferie prepensionamento, chi in pronto soccorso ove si registra la stessa grave carenza. Propongo (nelle more della copertura dei posti con personale effettivamente in forza e presente in servizio nel reparto) che venga nominato – anche temporaneamente – il Primario di Chirurgia. Solleciterò chi di dovere affinché si lavori al contempo all’incremento delle unità di personale. Perché questa soluzione temporanea ovviamente non può essere sufficiente e non basta. Fra qualche settimana si riproporrà il disagio e il disservizio.
Ribadisco che a Canicattì la chirurgia non è l’unico reparto in sofferenza, in quanto anche il pronto soccorso necessita di un intervento finalizzato all’incremento di personale appartenente a vari profili. Non mi fermo: andrò avanti finché il risultato non sarà a lungo termine e si offra al cittadino e al comprensorio un servizio sanitario dignitoso. Lo farò anche da vice presidente commissione sanità allorquando verrà riproposta la rimodulazione della rete ospedaliera e la provincia non dovrà subire alcuna mannaia, anzi occorre prevedere la stabilizzazione della brest unit in modo tale da garantire una assistenza certa nella cura del tumore alla mammella.

Martedì 23 gennaio alle ore 17.00 nel salone del Santuario dell’Addolorata, in via Garibaldi, ad Agrigento, si terrà l’incontro di storia locale “Fatti e Misfatti a Girgenti prima delle camicie nere”. Lo storico Elio Di Bella descriverà la vita quotidiana ad Agrigento e le maggiori vicende che hanno caratterizzato la seconda metà del Novecento. Si tratta del secondo incontro sulla storia di Agrigento nel Novecento. L’iniziativa è promossa dall’associazione Epea. Interverranno don lillo Argento, parroco della Chiesa dell’Addolorata, Girolamo Carubia presidente dell’associazione Epea, Dino Montana superiore dell’arciconfraternita dell’Addolorata, Franco Zanini responsabile organizzativo dell’evento.

Brutta disavventura per una ragazza di Agrigento. La giovane era nella sua casa di San Leone, un appartamento piano terra, in viale dei Giardini, a San Leone, intenta a dormire, quando svegliata dai rumori ha sorpreso due persone dentro la propria dimora che stavano razziando tutti gli oggetti di valore presenti. Spaventata la ragazza, sembra di appena 20 anni, ha iniziato a urlare facendo fuggire i malviventi che comunque sono riusciti a portare via tutto l’oro e i gioielli di famiglia.

Tanto spavento, dunque, per la ragazza, figlia di un agrigentino cinquantenne, titolare di un bar del centro, che ha chiamato subito le forze dell’ordine che hanno avviato, dopo i rilievi di rito, le indagini.

 

Santo Sabella, detto Santino, il sindaco di San Biagio Platani (Agrigento) arrestato all’alba di oggi per concorso esterno in associazione mafiosa e per voto di scambio, è accusato di avere concordato nel 2014 con alcuni esponenti di Cosa nostra del suo paese, “le candidature da presentare sia nella lista a sostegno di Sabella in occasione delle elezioni comunali di San Biagio Platani del maggio 2014, che in quelle allo stesso contrapposte”, dicono gli inquirenti.

“In occasione delle consultazioni amministrative comunali di San Biagio Platani del mese di maggio 2014, sia quale candidato che una volta eletto Sindaco” Sabella avrebbe raggiunto accordi con i capi mafia del territorio “garantendo loro agevolazioni nella gestione degli appalti pubblici banditi dal Comune, come nel caso dei lavori aggiudicati alla Comil di Favara”. Lo stesso sindaco è anche accusato di avere “messo in guardia Giuseppe Nugara, reggente di San Biagio Platani, dai controlli presenti in paese anche tramite un sistema di telecamere ed averlo invitato a non intrattenere rapporti con un carabiniere in servizio presso la Stazione di San Biagio Platani (dicendogli espressamente ”no devi stare attento . . tutti i bastardi che stanno d’avanti alle telecamere inc… minchia puntano telecamere”; è pericoloso . . che devi stare attento a parlarci)”. Infine, il sindaco avrebbe anche “esercitato indebite pressioni nei confronti delle imprese esecutrici dei lavori appaltati dal Comune e, in occasione della ”Festa degli Archi di pane”, autorizzato la ditta di Filippo Cipolla ad iniziare i lavori ancor prima dell’avvenuta aggiudicazione della gara in favore della ditta ”LVF srl”, che, peraltro, successivamente stipulava con il medesimo Cipolla un contratto di nolo a freddo di attrezzature”.

“Il pizzo veniva preteso anche dalle cooperative per la gestione degli immigrati richiedenti asilo”.

 

 

Martedì prossimo, 23 gennaio, all’ordine del giorno dei lavori assembleari dell’Ars è inserita la discussione sull’emergenza rifiuti in Sicilia.
Per ripresentare e riaffermare le proprie posizioni e, di conseguenza, dare un contributo al dibattito parlamentare, Legambiente Sicilia organizza una conferenza stampa la mattina del 23 gennaio, alle ore 10.30, presso la Sala Stampa di Palazzo dei Normanni.
Sarà presente Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia.

“Auspichiamo che l’ARS – dichiara Zanna – possa intervenire presto legislativamente per rimediare ai danni degli ultimi anni, che hanno visto la totale deresponsabilità nella gestione dei rifiuti in Sicilia. In questo caos di incertezze, dei numerosi appalti e incarichi fatti e affidati da tanti Comuni, come dimostrano diverse inchieste della Magistratura, si sono inseriti ditte opache, interessi malavitosi e delinquenziali che bisogna recidere subito. Argomenti di cui si dovrà occupare la prossima Commissione Antimafia”.

E dire che questo giornale, subito dopo il caso La Gaipa, aveva scritto un editoriale dal titolo: “Una tragedia tutta pentastellata”.

I protagonisti di quell’editoriale erano gli stessi soggetti di oggi con spiccato riferimento all’avvocato Emanuele Dalli Cardillo. Di fatto i compagni di merende all’epoca dell’arresto di La Gaipa, tra cui lo stesso Dalli Cardillo,  oggi se le cantano e se le suonano senza pietà. 

Il siluro parte dall’avvocato empedoclino che in una intervista su Repubblica si sente tradito dai suoi amici e si sente pugnalato alle spalle. “Oggi – sostiene – nel Movimento uno non vale più di uno”.

Ma torniamo al voto. Erano tre le preferenze che ciascun iscritto poteva esprimere nei confronti di un candidato. Un sistema sicuramente innovativo nel panorama democratico italiano che – però – ha presentato anche alcune problematiche “tecniche”: soprattutto nelle prime ore di mercoledì – primo giorno di votazioni – la piattaforma è andata in tilt, con molti ritardi e il verificarsi anche di situazioni “particolari”. Sono state diverse, infatti, le testimonianze di persone che si sono ritrovate inspiegabilmente candidate nelle fila del Movimento o – viceversa – esclusioni anche “rumorose”. Per quest’ultime, soprattutto per quanto riguarda i diretti interessati, si è pensato inizialmente fossero dovute a meri errori “tecnici”.

In provincia di Agrigento l’esclusione eccellente è sicuramente quella dell’avvocato Emanuele Dalli Cardillo, già candidato tra le fila grilline a guidare la Città dei Templi. Come da lui stesso annunciato su Facebook il suo nome non era tra i candidati: “Ai tantissimi amici che mi hanno contattato, posso solo dire che il mio nome non è tra i candidati al Senato, mi si dice per mero errore . Aspettiamo sviluppi.” In verità, subito dopo il voto, anche il deputato regionale del M5S, Giovanni Di Caro, aveva espresso – sempre su Facebook – ad una valutazione: “Un sistema informatico, comunque complesso, che anziché velocizzare e semplificare complica e rallenta un processo, è un sistema informatico che ha fallito il suo scopo primario. Tutto il resto conta poco.”  

Sviluppi che comunque sono arrivati in serata dal blog del Movimento Cinque Stelle che ha voluto spiegare il “caso delle esclusioni”: “Le regole che hanno accettato tutti coloro che hanno proposto la candidatura erano molto chiare e molto rigide. Sono state applicate in maniera severa. Alcuni si sono lamentati dell’esclusione dalle liste, è vero. È stato fatto per tutelare al massimo il MoVimento 5 Stelle. Per esempio anche il turpiloquio nei confronti degli avversari politici a mezzo social è stato considerato ostativo ai fini della candidatura. Inoltre era richiesto ai sensi dello Statuto e del Codice Etico di astenersi da comportamenti che possano pregiudicare l’immagine o l’azione politica del MoVimento 5 Stelle e attenersi a criteri di lealtà e correttezza nei confronti degli altri iscritti, di mantenere comportamenti eticamente ineccepibili, anche a prescindere dalla rilevanza penale degli stessi. Stare nel MoVimento 5 Stelle d’altronde non è finalizzato alla Candidatura.”

Sembra avere le idee più chiare lo stesso Dalli Cardillo che, in una intervista rilasciata a “Repubblica”, sembra aver capito la motivazione che sta alla base della sua esclusione. Questo quanto si legge sul quotidiano.

«Avevo avvisato Cancelleri dell’estorsione che Fabrizio La Gaipa aveva fatto a un dipendente del suo albergo, tra l’altro un attivista 5 stelle (La Gaipa ha chiesto di patteggiare una pena a due anni, ndr). Lo avevo avvisato un mese prima della consegna delle liste per le Regionali. Non mi ha ascoltato. E per giunta adesso mi hanno escluso delle parlamentarie senza alcuna motivazione».

Perché è stato escluso?

«Non lo so. Ho chiesto lumi ai “padroni” dei 5 stelle in Sicilia, Cancelleri e Corrao, e l’unica cosa che mi hanno detto è che “ha deciso il capo politico”».

Secondo lei cosa è successo?

«Guardi, due più due fa quattro. Io sono stato candidato sindaco ad Agrigento per il Movimento, e sono un attivista storico. Prima delle Regionali, avevo avvisato sia lo staff nazionale sia Cancelleri che nelle nostre liste rischiavamo di candidare un imprenditore che faceva estorsioni ai suoi dipendenti. Non solo non mi hanno ascoltato, ma da allora sono stato messo all’angolo».

 

Scusi, dell’indagine su La Gaipa si è saputo dopo le elezioni. Lei come faceva a conoscere prima la vicenda?

«Perché il dipendente estorto, Ivan Italia, è un attivista. Il 24 luglio scorso, dopo essere stato convocato dalla squadra mobile e aver confermato le estorsioni subite, mi ha chiamato e mi ha raccontato tutto. Subito ho inviato un’email al Movimento nazionale e due messaggi a Cancelleri».

Cosa le hanno risposto?

«Nulla. Anzi, dopo la mia segnalazione sono arrivati ad Agrigento per la campagna elettorale Di Maio e Di Battista.Ebbene, Cancelleri li ha fatti dormire nell’albergo di La Gaipa. Ha fatto la campagna contro gli impresentabili, ma lui sapeva di averne uno in lista».

Ma questo cosa c’entra con la sua esclusione dalle Politiche?

«Ma lo sa che Italia, dopo che La Gaipa è stato arrestato e ha chiesto il patteggiamento, confermando tutto, non ha ricevuto una sola telefonata da Cancelleri o dai leader del Movimento? E le sembra normale che io, che ho le carte in regola, sia stato messo alla porta senza alcuna giustificazione? Penso che ci vogliano far pagare la vicenda La Gaipa che ha danneggiato sicuramente il Movimento».

Lei rimarrà nei 5 stelle?

«Mi sento pugnalato alle spalle. Ho dato la vita in questi sei anni per il Movimento. Adesso una parte di me è morta: mi sono speso per un ideale e sono stato tradito. Nei 5 stelle uno non vale più uno”

 

 

La comicità strampalata e surreale di Ettore Petrolini arriva al Circolo Empedocleo di Agrigento.

Petrolini con la sua letteratura cervellotica e non-sense è l’autore/attore rappresentato del nuovo spettacolo della stagione teatrale da Camera dell’Empedocleo, proposto dai direttori Peppe Adamo,presidente del Circolo Culturale Empedocleo e Mario Gaziano direttore del Pirandello stable festival di ritorno da una lunga tournèe di successo in tutta Europa e in Cina con “Pirandello 150”.

“Tanto pe cantà-Serata Petrolini” è l’accattivante titolo del quarto appuntamento della stagione teatrale indipendente all’ “Empedocleo”.

“Si tratta -comunicano Adamo e Gaziano- di un vero e proprio divertentissimo excursus nel mondo fantasioso, irriverente e comico di Petrolini, ripreso poi dai grandi interpreti dello spirito romanesco:Gigi Proietti, Fiorenzo Fiorentini ed Enrico Montesano.

Il grande attore comico  romanesco Petrolini furoreggiò in tutti i teatri d’Europa col suo GASTONE e con le sue “Cretinate”nella prima metà del Novecento..

Uno spettacolo che si preannuncia coinvolgente e straripante di parole e di musica:con le famose cantate romanesche da Tanto pè canta a Roma nun fa la stupida stasera ,a La società dei magnaccioni e La gita a li castelli.

Uno spettacolo ideato e diretto da Mario Gaziano con Lillo D’Aleo (Petrolini), Alfio Russo (Gigi er bullo) Angelo Provenzano (Difetto di pronuncia) Giuseppe Gramaglia (Ma..l’amore mio non muore) e la partecipazione di Alfonso Marchica (nel famoso Nerone),per la musica partecipa il maestro Gioacchino Marrella. Collaborazione artistica di Maria Grazia Castellana e Andrea Cassaro.

Progetto artistico di Peppe Adamo e Mario Gaziano.

Il nuovo appuntamento del teatro INDIPENDENTE da Camera è fissato per venerdì 26 gennaio 2018 alle ore 18 e 15 presso il Salone delle feste del Circolo culturale “EMPEDOCLEO” di Agrigento.

Ingresso gratuito.

 

“Sulla rete tanto emotivismo e poche emozioni. In tanti cercano di parlare alla pancia della gente, scrivono cattiverie. Ma i social potrebbero essere costruttori di conoscenza”. Per oltre un’ora il professor Francesco Pira, sociologo, docente di comunicazione dell’Università di Messina, ha parlato ieri al liceo scientifico “Enrico Fermi” di Sciacca nella qualità di relatore della conferenza sul tema: “Generazione App, la social tra opportunità e rischi”  organizzata dal Lions Club Sciacca Terme, presieduto dalla professoressa Giuseppina Bonafede. Ad aprire i lavori il saluto della Dirigente Scolastica, professoressa Giuseppa Diliberto. Presenti all’incontro il Vice Governatore del Distretto Sicilia del Lions Club, dottor Angelo Collura, e l’Assessore alla Pubblica Istruzione, avvocato Annalisa Alongi, che sono intervenuti al termine della relazione ed hanno espresso parole di apprezzamento per quanto detto dal relatore e ascoltato con interesse dagli studenti. I lavori sono stati moderati dalla professoressa Nadia Burgio, nella doppia vesta di docente del Liceo Fermi e di Segretaria del Lions Club Sciacca Terme.

La Dirigente Scolastica professoressa Diliberto nel suo saluto ha ringraziato ha ringraziato il Lions per aver voluto realizzare all’interno del Liceo Scientifico Fermi questa iniziativa. E la Presidente professoressa Bonafede a sua volta ha voluto sottolineare la gioia di avere a Sciacca “un relatore prestigioso come il professor Pira esperto conoscitore del tema”.

Una mattinata intensa in cui il professor Pira utilizzando video e un power point ha cercato di fotografare la Generazione App e di condividere i risultati delle sue ricerche con i giovani presenti. Adolescenti che vivono il web. Ed i risultati di un sondaggio istantaneo fatto dallo stesso sociologo Pira tra presenti lo dimostra: tutti iscritti a Facebook, Instagram, conoscono bene il portale Ask.Fm, navigano tanto in rete e utilizzano tantissimo Gooogle, Yotube e Whatsapp. Non spengono mai il telefonino e vanno in bagno con lo smartphone o il tablet. Ma ieri, dopo la conferenza hanno avuto modo di riflettere sulle potenzialità del web e anche sui pericoli. Ma anche gli adulti presenti hanno ascoltato con interesse, costretti ad una vita social.

 

Si è svolta oggi ad Agrigento presso la sede Provinciale di MDP, la Prima Assemblea Provinciale del Movimento Giovanile della Sinistra di Agrigento.

All’assemblea si sono riuniti i giovani provenienti da ogni parte della Provincia, per discutere e confrontarsi sui temi che affliggono il nostro territorio, partendo dal mondo della scuola e dell’università con il caso del CUPA, fino ad arrivare al mondo del lavoro, tra inoccupazione precarietà.

In una Provincia come quella agrigentina che vede sempre più spopolarsi “Si vedono i casi di Aragona e Licata” dove sono proprio i giovani i primi a far le valige per lasciare il proprio paese natio, alla ricerca di un posto sicuro.

Noi vogliamo partire da questi problemi, vogliamo radicarci sempre di più per portare ai giovani e non solo le nostre prospettive di cambiamento, vogliamo tornare a essere la sinistra che parla agli ultimi e ai meno ambienti, una sinistra di rottura e di governo, che si ponga l’obiettivo di dare un contributo sano e propositivo nel mondo della politica, per una politica che sia “per i molti e non per i pochi”.

A darne notizia il coordinatore provinciale Francesco Miccichè e il componente regionale Francesco Navarra.