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Ad Agrigento l’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, segnala l’urgenza di garantire subito sicurezza all’ex Oceanomare, lungo il Viale delle Dune, a San Leone. Lombardo afferma: “L’ex Oceanomare perde pezzi. La struttura da tempo è ormai in disuso, dopo una mareggiata che l’ha colpita e che ha provocato, quando avvenne, anche uno smottamento che determinò il cedimento di una porzione del marciapiedi del Viale delle Dune. La burocrazia non decide cosa fare. Mareamico vuole che, almeno, venga messo in sicurezza”.

La consigliere comunale di Agrigento, Nuccia Palermo, capogruppo di Sicilia Futura, interviene a seguito della seduta del Consiglio comunale che si è svolta ieri sera, e denuncia degli avvenimenti – a suo avviso – incredibili. Nuccia Palermo sostiene che l’assessore alla Sanità, Riolo, si è astenuto su una mozione presentata da lei per il ripristino delle garanzie igieniche e sanitarie di San Leone. Poi, la stessa Palermo sostiene che, innanzi ad un suo dossier fotografico a testimonianza del degrado a San Leone, il consigliere Hamel abbia affermato: ‘Io sono contrario alle operazioni così ad effetto e quindi anche alla pubblicazione e alla messa in mostra di una fotografia’. E poi, ancora la Palermo sostiene che dopo poco più di due ore di seduta, il consigliere Civiltà ha chiesto un rinvio data l’ora tarda, quando invece – conclude Nuccia Palermo – erano solo le ore 21, e quindi io e i miei colleghi di Uniti per la città abbiamo votato no alla richiesta”.

Si è spenta a 91 anni, a Canicattì, la professoressa Ida Abate, prima biografa del giudice Rosario Livatino, ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990 alle porte di Agrigento.
Si deve lei, oltre che ai genitori del magistrato, se la figura di Livatino entrò nelle case e nelle scuole degli italiani. Abate, che fu insegnante di latino e greco ed ebbe tra i suoi allievi Livatino, nei primi anni Novanta, fondò assieme ad altri l’associazione “Amici del giudice Rosario Angelo Livatino”, di cui a lungo fu presidente e con essa gettò le basi per l’avvio del processo diocesano di canonizzazione, ormai alle battute finali.
I funerali si svolgeranno oggi alle 17 a Canicattì nella chiesa di San Domenico, la stessa frequentata da sempre dalla famiglia Livatino e dove venne aperto il processo diocesano il 21 settembre 2011.

A seguito delle operazioni di controllo del territorio eseguite, nello scorso fine settimana, dalla polizia stradale di Agrigento, diretti dal comandante Giuseppe Morreale, è da registrare la cattiva abitudine, che può anche rivelarsi pericolosa, del mancato utilizzo della cintura di sicurezza. Ben 38 sono stati gli automobilisti agrigentini sanzionati per l’inosservanza della normativa sull’utilizzo delle cinture. Per loro oltre la sanzione amministrativa è scattata anche la decurtazione di 5 punti dalla patente di guida.


La Polizia di Stato ha concluso un’ulteriore fase del progetto denominato ”Alto Impatto-Freedom” contro il caporalato, che ha visto impegnate le Squadre Mobili di Agrigento, Forlì – Cesena, Latina, Lecce, Matera, Ragusa, Salerno, Siracusa, Taranto, Verona e Vibo Valentia, coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine. I poliziotti della squadra mobile sono stati coadiuvati dai Reparti Prevenzione Crimine e Gabinetti Regionali di Polizia Scientifica, nonché uffici di altre amministrazioni, come gli Ispettorati Territoriali del Lavoro. Nel corso dell’operazione è stata accertata l’inosservanza delle norme contributivo-previdenziali e di sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché, in alcuni casi, dell’illecita attività di intermediazione tra la domanda e l’offerta, compiuta dai ”caporali”. Rispetto alla prima fase del progetto, avvenuta dal 26 al 30 giugno, è stato ampliato il numero delle province (da 6 a 11) e delle regioni monitorate (da 6 a 8). Tra il 17 ed il 22 luglio sono stati svolti servizi di controllo, rilevamento e contrasto, identificando 632 persone (tra datori di lavoro e dipendenti) e controllando 50 aziende. n provincia di Ragusa sono stati arrestati 3 italiani, responsabili di costrizioni nei confronti di alcuni braccianti retribuiti con 30 euro giornalieri, a fronte di un impiego in turni di circa 12 ore. Altri 9 individui, sempre nel ragusano, sono stati deferiti per il medesimo reato. In provincia di Latina sono stati arrestati 3 ulteriori italiani, sempre per sfruttamento di manodopera: in questo caso i braccianti venivano costretti a vivere all’interno di container metallici in condizioni igieniche precarie. In provincia di Matera sono stati deferiti 3 individui e comminate sanzioni per 14.000 euro. Nelle provincie di Agrigento e Verona sono state infine sospese rispettivamente 2 ed 1 attività e sono state comminate contravvenzioni per 69.000 e 25.000 euro.
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Complessivamente sono stati rilevati i seguenti dati: Agrigento: 70 persone e 12 aziende controllate, sanzioni amministrative per 69.000 euro e 2 sospensioni di attività; Forlì Cesena: 11 persone e 1 azienda controllata; Latina: 53 persone e 4 aziende controllate, 3 arrestati (caporalato); Lecce: 31 persone e 2 aziende controllate; Matera: 45 persone e 6 aziende controllate, 3 deferimenti (caporalato), 1 arrestato (1 lavoratore con un provvedimento restrittivo pendente), sanzioni per 14.000 euro; Ragusa: 124 persone e 12 aziende controllate, 3 arrestati e 9 deferiti (caporalato); Siracusa: 12 persone e 3 aziende controllate; Salerno: 23 persone e 5 aziende controllate; Taranto: 238 persone e 3 aziende controllate; Verona: 14 persone ed 1 azienda controllata, 1 sospensione di attività, 1 deferimento per impiego di irregolari e sanzioni per 25.000 euro; Vibo Valentia: 11 persone e 1 azienda controllata. Considerata anche la prima fase, in totale sono state controllate 867 persone e 76 aziende (4 attività sono state sospese); sono state arrestate inoltre 10 persone e ne sono state deferite 24.

– I finanzieri del comando provinciale di Catania hanno arrestato, all’altezza del casello autostradale di San Gregorio, un uomo originario della provincia di Roma che trasportava oltre due chilogrammi di cocaina.
Nel corso di un servizio di contrasto al traffico di stupefacenti, nel tardo pomeriggio del 19 luglio scorso, ma la notizia è stata resa noto soltanto oggi, i militari del Nucleo di polizia tributaria di Catania hanno sottoposto a controllo un 57enne che, sin dalle prime domande di rito poste dai finanzieri, ha mostrato chiari segni di nervosismo. L’attività ispettiva ha consentito di scoprire, nascosti nella sua auto, due involucri confezionati con cellophane e nastro da imballaggio di colore nero, contenenti verosimilmente cocaina.
L’analisi qualitativa ha confermato la natura della sostanza, per un peso complessivo pari a oltre due chilogrammi. Informata la Procura distrettuale della Repubblica, il corriere è stato tratto in arresto e accompagnato nel carcere di Catania Piazza Lanza. La cocaina sequestrata, verosimilmente destinata al mercato etneo, avrebbe fruttato, nella vendita al dettaglio, oltre 200.000 euro.

Come previsto dalle norme in vigore il Csm lo scorso mese di giugno ha pubblicato i posti scoperti, giudicanti e requirenti, da coprire attraverso domanda di trasferimento.
Il termine per la presentazione delle richieste da parte dei magistrati interessati è scaduto la scorsa settimana.
Ancora una volta nessuna sorpresa nel constatare una evidente drammatica realtà.
A fronte delle sbandierate, e assai presunte, virtù agrigentine, si deve semplicemente prendere atto della perifericità di Agrigento anche e soprattutto rispetto ad altre sedi siciliane.
Basti riassumere la situazione.
Posti di Tribunale ad Agrigento pubblicati, due.
Domande avanzate, nessuna.
Di contro, hanno fatto domanda di trasferimento ben sette giudici agrigentini (Caruso, Cultrera, Gallegra, Ferreri, Illuminati, Moretti e Tedde) tutti con la certezza di raggiungere le sedi richieste (Palermo, Trapani, Termini Imerese, Caltanissetta, Cagliari).
Il presidente Falcone, dunque, si troverà con un vuoto di organico pesante: 12 vacanze di magistrati sui 26 previsti (dopo la riduzione da 27 a 26 giudici determinata di recente dopo la revisione delle circoscrizioni giudiziarie varata dal ministro Orlando).
Ancor più drammatica la situazione della Procura della Repubblica.
L’organico, esclusi procuratore e procuratore aggiunto, è stato ridotto da 13 a 12 sostituti.
Attualmente sono presenti 7 sostituti, Faga, Maggioni, Vella, Baldi, Cinque, Russo e Pandolfi (in astensione per maternità).
Andranno via con lo stesso bando di trasferimento dei colleghi giudici i sostituti Baldi, Maggioni e Cinque.
Il dottor Vella sta per essere nominato aggiunto.
Il procuratore Patronaggio, dunque, si ritroverà con soli due magistrati effettivi, le dottoresse Faga e Russo, in attesa del rientro della dottoressa Pandolfi, e solo a novembre arriveranno i rinforzi, cioè i 5 sostituti di prima nomina che assumeranno le funzioni a conclusione del tirocinio.
Rimarranno in ogni caso 4 vacanze su un organico di 12 unità, cioè ben il 30%!
Questa situazione pone una serie di interrogativi e deve far riflettere.
Perché ad Agrigento arrivano quasi sempre solo magistrati di prima nomina?
Perché questi giovani magistrati, appena loro consentito, “scappano” da Agrigento per trasferirsi anche in sedi siciliane viciniori (per esempio Marsala, Trapani o Caltanissetta )?
Perché, tranne per posti direttivi e semi-direttivi (e non sempre peraltro …), nessun magistrato d‘esperienza, o che non sia di prima nomina, raramente chiede di trasferirsi ad Agrigento?
Qualcuno, in città e nel foro specialmente, si è mai posto il problema ed ha dato una risposta all’interrogativo?
Agrigento cosa ha in meno rispetto alle consorelle siciliane ?
Non è che, per esempio, certi comportamenti di avvocati a lungo andare stufano ed invogliano a lasciare la città?
Non è che ad Agrigento l’ambiente giudiziario è soffocato da una cappa oppressiva che induce chi lavora a cercare di allontanarsi verso non tanto sedi meno onerose quanto più tranquille e serene sul piano dei rapporti e delle esasperate conflittualità?
Sarebbe bene che, a parte i vertici del Palazzo di Giustizia i quali quotidianamente sottolineano le difficoltà in cui operano, gli altri esponenti della classe dirigente agrigentina, a cominciare dagli avvocati, smettano di fare chiacchiere (e di riempirsi di vuote parole sulla legalità, l’antimafia, il sacrificio di Rosario Livatino chiamato in causa a convenienza) e invece si adoperino per rendere la permanenza ad Agrigento dei giovani magistrati un obiettivo serio, garantendo loro serenità, equilibrio, stile nei rapporti personali, in una parola educazione.
Forse, se ciò accadesse, non assisteremmo a questo esodo continuo.
Fonte GRANDANGOLO

Sono in pagamento presso la locale filiale dell’Unicredit Banco di Sicilia i voucher-rimborso per la mensa scolastica a favore degli alunni frequentanti la scuola dell’Infanzia “G. Lauricella” dell’Istituto comprensivo Leonardo Sciascia, per il periodo che va da settembre a dicembre 2016. Presso l’Ufficio Pubblica Istruzione è possibile consultare l’elenco dei genitori degli alunni aventi diritto, con la cifra corrispondente, composto da 82 nominativi. Gli interessati possono recarsi direttamente in banca. La somma che è stata impegnata e stanziata per tale periodo consentirà il rimborso per intero del costo dei singoli pasti consumati dai bambini. “Anche quest’anno – dichiara la vicesindaco con delega alla Pubblica Istruzione dott.ssa Carmela Matteliano – siamo riusciti a garantire un importante servizio in favore dei nostri bambini, delle rispettive famiglie e della nostra scuola. Lo abbiamo sperimentato fin dal nostro insediamento ed è un tassello fondamentale nel mosaico di servizi portati avanti dalla nostra amministrazione in favore della nostra scuola” “Siamo partiti con i servizi sociali e scolastici azzerati per la crisi economica e finanziaria che aveva portato il nostro Comune sull’orlo del dissesto finanziario – osserva il Sindaco Emilio Messana. Oggi il nostro Comune è all’avanguardia per la quantità e qualità dei servizi erogati, soprattutto in favore della Scuola. È il risultato di un lavoro che ha coinvolto l’amministrazione, gli uffici, la dirigente scolastica, gli insegnanti, le famiglie. Insieme sapremo migliorare nell’interesse della nostra comunità.”

Si svolgerà quest’anno la seconda edizione di “R-estate in Comune”. La manifestazione si svolgerà a Favara dal 22 luglio al 9 settembre. Il cartello degli eventi, organizzati col patrocinio del Comune, prevede diversi spettacoli in piazza. Dal 17 al 27 agosto i festeggiamenti in onore di San Giuseppe, con minestrate nei vari quartieri. Dal 9 al 13 agosto farà tappa a Favara il Festival delle Scienze, eventi ed avvenimenti con i divulgatori della scienza.