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Una ventenne di Siracusa si prostituiva dopo aver perso il lavoro: ai carabinieri di Siracusa, che l’hanno scoperta durante un’operazione di controllo, ha detto che non aveva alternative per mantenersi.
La ventenne è la più giovane delle 6 italiane intercettate dai militari nelle strade della città. Sono complessivamente 32 le donne controllate, tra le quali 13 romene, 6 sudamericane, 2 albanesi, 2 slave, 2 nigeriane e una ungherese, tutte di età compresa tra i 20 ed i 53 anni.
Sono in corso accertamenti per verificare la possibilità di provvedimenti di prevenzione quali il foglio di via. Le zone più frequentate dalle prostitute sono quelle in uscita da Siracusa verso il Sud della provincia (viale Ermocrate, via Columba, via Elorina), e via Milano, via Isonzo, viale Zecchino, oltre alle statali 194 Lentini-Ragusa e 385 Catania-Gela.

L’assessore alla Polizia Municipale, comunica che lunedì 31 luglio 2017 si svolgerà l’evento internazionale The Camp , pertanto dalle ore 15:00 fino a cessato bisogno sarà imposto il divieto di transito nel tratto di strada compreso tra il Quadrivio di Porta Aurea e l’ intersezione con la via Petrarca all’altezza del bar Promenade. Inoltre sarà inibito il divieto di transito dalle ore 18:30 fino a cessata esigenza nel tratto di strada compreso tra l’incrocio di Bonamorone e l’ intersezione con la via Petrarca.
In entrambi i tratti di strada sarà imposto il divieto di sosta con rimozione a tutti i veicoli dalle ore 10:00 fino a cessato bisogno.
La SP 4 – Panoramica dei Templi verrà chiusa al transito dalle ore 18:30 fino alle ore 21:00.


Sarà perché editato nel 2017, il libro di Fabio Giallombardo, “Cosa vostra”, non è che giri molto per la Sicilia e soprattutto a Catania.
L’autore ospite del Caffè letterario della questura di Agrigento, da noi interpellato, risponde che a Catania è prevista la presentazione nei prossimi mesi. Lo speriamo perché Catania è il luogo simbolo per una discussione di questa raccolta antologica che ha trovato più spazio al Nord e precisamente dalle parti di Ascoli e San Benedetto del Tronto dove Giallombardo insegna. E stupisce anche la smentita di Giallombardo che il suo libro sia diventato uno spettacolo teatrale. Lo desumiamo da internet: “Spettacolo teatrale “Cosa vostra!: nascita e sviluppo del parastato criminale in Italia, dal brigantaggio alle mafie” Ascoli Piceno – L’Associazione Culturale Egeria in collaborazione con il prof. Fabio Giallombardo, con la band ascolana Abetito Galeotta e con l’attore Pino Presciutti”. Comunque sia il libro di Giallombardo è stato fatto notare come “un percorso storico e antologico attraverso le opere di Pippo Fava, ripercorrendo la lunga storia dei rapporti fra istituzioni italiane e mafia siciliana. L’antologia pensata anche come supporto didattico per le scuole superiori è corredata di schede di approfondimento e di box esplicativi”.
Il questore Auriemma e il comandante capitaneria ParisiIl questore Auriemma e il comandante capitaneria ParisiSaremmo curiosi nell’apprendere “come e chi” ne discuterà a Catania, terra di Pippo Fava a cui il libro si ispira, dei famosi cavalieri di cui apprendemmo formalmente nell’ultima intervista del generale Dalla Chiesa a Giorgio Bocca e di editori passati al setaccio della magistratura o rinviati a processo nei prossimi mesi e per i quali l’Ordine dei giornalisti avrebbe deciso di fare una revisione degli ultimi cinquant’anni di giornalismo siciliano. Di quello agrigentino sappiamo che se ne è occupata la Commissione Antimafia.
Un’antologia, dicevamo e ci resta molto poco da aggiungere a quanto è stato rilevato dell’opera di Giallombardo: “Un percorso che tocca le principali tappe della storia italiana: dalla demistificazione della retorica patriottica dell’impresa dei Mille di Garibaldi alla violenta soppressione dei Fasci siciliani, dal banditismo di Salvatore Giuliano all’assassinio di De Mauro, i grandi temi legati al rapporto tra mafia e istituzioni vengono letti a partire dalla poliedrica opera di Pippo Fava: romanzi e drammi, articoli di giornale e opere di saggistica; accanto, le voci di intellettuali e scrittori, magistrati e giornalisti che hanno analizzato a fondo il fenomeno. L’antologia è pensata anche come supporto didattico per le scuole superiori ed è corredata di schede di approfondimento e di box esplicativi, oltre che di un apparato di note ai brani”.
Alla presentazione del libro era presente Alessandra Andreozzi – Vice Presidente della fondazione “Giuseppe Fava”. Simbolo di una presenza attenta e interessata, il questore Maurizio Auriemma e il comandante la Capitaneria di Porto Empedocle, Filippo Maria Parisi
Forse ci resterebbe da notare come il Caffè letterario “Sulla strada della legalità” promosso dalla questura di Agrigento, meriterebbe un dibattito più serrato, un “controcampo” che ancora manca, visto il luogo istituzionale, per una presa d’atto dei molti nomi e vicende (che si fanno) che ancora “galleggiano” in una Sicilia “che non c’è più”.
Ma davvero non c’è più la Sicilia di una volta?
Questa bella compagnia di “gallinacci”, ancora “vigenti” nella nostra democrazia, tra l’altro, avrà l’onore di essere spiegata prossimamente in uno degli appuntamenti del “caffè”.
Una occasione da non perdere. Forse un punto fermo da cui ripartire

I consiglieri comunali di Agrigento, Giorgia Iacolino e Salvatore Falzone, si rivolgono al sindaco, Calogero Firetto, sollecitandolo – affermano – ad una “decisa assunzione di responsabilità, per eliminare gli attuali disagi e rafforzare l’efficienza dei servizi erogati: più acqua, meno rifiuti, più illuminazione, con una politica fiscale meno severa e più rispettosa delle famiglie con bassi redditi”. Iacolino e Falzone aggiungono: “In piena estate, Agrigento si scopre con meno servizi e maggiori costi per tributi a carico dei cittadini. Meno acqua, talvolta non potabile in alcune parti della città, più rifiuti in mezzo alle strade, spesso dissestate, ed ancora aree della città senza adeguata illuminazione. È questo il quadro desolante di una città che non riesce a decollare malgrado le sue straordinarie risorse naturali e culturali”.

Venerdì scorso, tradito dalla voglia di trasgressione, un giovane di 25 anni è stato protagonista di un episodio particolare. Si è presentato a casa di una donna, pensando fosse una prostituta che aveva contattato precedentemente. Ha citofonato ad un numero civico di Via Matteotti, ad Agrigento, sbando evidentemente indirizzo, e si è trovato una signora di bell’aspetto che pensava fosse la squillo di cui sopra. E’ entrato in casa e, pare, ha iniziato a fare delle avance alla donna che ha reagito chiamando il marito. E’ scoppiato il finimondo con il venticinquenne che se l’è vista brutta. Il marito della donna l’ha bloccato e chiamato la polizia che, giunta sul posto, ha riportato la calma, sentito i fatti e invitato l’incolpevole famiglia ha sporgere eventualmente una querela di parte, a tutt’oggi non formalizzata.

Il Libero Consorzio comunale di Agrigento, l’ex Provincia, conferma, almeno per il momento, il non rientro nella compagine societaria del Consorzio universitario di Agrigento. Il commissario dell’Ente, Giuseppe Marino, afferma: “So che ci sono delle pretese, giuste o sbagliate da parte di altri soggetti, quindi valuteremo in futuro cosa sarà giusto fare tutelando quelle che sono le prerogative e gli interessi del Libero consorzio comunale”. La fuoriuscita dell’ex Provincia di Agrigento, già socio di maggioranza del Consorzio universitario, è stata disposta dal precedente commissario, Roberto Barberi, in ragione della mancanza delle risorse finanziarie necessarie.

Non si rassegnava alla fine della storia d’amore con una connazionale ed avrebbe compiuto tutta una serie di reati per i quali alla fine è finito in manette. Lui è Inout Daniel Alecu, romeno, 19 nni, residente a Canicattì, arrestato dai carabinieri della Compagnia di Caltanissetta perchè accusato di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia, rapina ed estorsione. Secondo quanto ricostruito dai Militari dell’Arma, Aleu, avrebbe incontrato lo scorso 10 luglio, l’ex ragazza fuori da una gelateria e l’avrebbe picchiata. Quattro giorni dopo si sarebbe introdotto all’interno dell’abitazione di quest’ultima e l’avrebbe vioelntata sessualmente nonchè avrebbe rubato dei soldi e i documenti per i quali avrebbe chiesto alla donna anche il pagamento di denaro. I documenti sono stati recuperati dai carabinieri a seguito di una perquisizione domiciliare a casa del romeno.


Il sinistro si è verificato tra il Villaggio Mosè e contrada Drasy, all’altezza di contrada Burrainiti.
Il bilancio è di un morto. Un giovane di 25 anni, Leonardo Salvatore D’Alessandro, di Palma di Montechiaro che era bordo di una motocicletta Kawasaki 600.
Il terribile incidente in cui è morto il palmese Leonardo Salvatore D'AlessandroIl terribile incidente in cui è morto il palmese Leonardo Salvatore D’Alessandro
Il ragazzo è caduto rovinosamente poco prima di arrivare al bivio per Naro. Sul posto la Polizia stradale e una pattuglia della sezione Volanti della Questura di Agrigento. Al momento dalle prime indiscrezioni pare che si possa trattare di un incidente autonomo. Nella dinamica dell’incidente il giovane, dopo aver travolto recinzione e paletti, è finito in un appezzamento di terreno ed è deceduto sul colpo.
Sul posto sono giunti i soccorsi ma purtroppo non c’è stato nulla da fare.Il terribile incidente in cui è morto Leonardo Salvatore D'Alessandro, ciò che resta della motoIl terribile incidente in cui è morto Leonardo Salvatore D’Alessandro, ciò che resta della moto
Le indagini sono difficili: sembra possa essere rimasta coinvolta un’autovettura nel tragico incidente ed una persona è stata interrogata dai poliziotti.
La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un fascicolo di inchiesta affidato al sostituto procuratore Andrea Maggioni.

Ad Agrigento il “Comitato Cittadino di Agrigento”, presentandosi come tale attraverso una mail, che non è firmata, ha diffuso alla stampa un intervento per ribadire “lo stato di preoccupazione in cui versano – sostiene lo stesso Comitato – i residenti della Via Giovanni 23esimo a causa della prossima attivazione lungo la stessa strada di un centro d’accoglienza per minori non accompagnati”. Il Comitato afferma: “Tutti i politici e gli organi di governo deputati, regolarmente interpellati, hanno sempre negato di essere informati sulla destinazione della struttura ed al contempo hanno professato la loro contrarietà all’apertura di nuovi centri in città. E’ un atteggiamento ritenuto ormai poco credibile e che a breve potrebbe essere, purtroppo, smentito dai fatti. È da mesi che i residenti vivono nell’angoscia che la speculazione sui poveri migranti possa inficiare la loro serenità. Quando il centro aprirà, a prescindere dalle dichiarazioni formali rese, saranno responsabili tutti i politici. A partire dal Sindaco, passando per tutti gli onorevoli nonchè per coloro i quali, ricoprendo incarichi regionali, avrebbero potuto sostenere la problematica fattivamente ma che, invece, decidono di occuparsi di temi palesemente inconsistenti da semplice passaggio televisivo”.
Proteste per la decisione della Regione Siciliana di autorizzare, ad Agrigento, due nuovi centri di accoglienza per minori non accompagnati complessivi 500 posti. Le strutture che hanno il placet della Regione sorgeranno in via Picone e in via Cavaleri Magazzeni. Sulla questione si alza, soprattutto via Facebook, la voce dei contrari al provvedimento, di cittadini stufi di queste aperture, ed è da registrare la netta presa di posizione del sindaco della Città dei Templi, Calogero Firetto: “Nessun nuovo centro di accoglienza, dice il primo cittadino, Agrigento ha già superato il rapporto previsto nell’accordo tra Anci e Governo sull’accoglienza. Siamo abbondantemente sopra i parametri fissati da quell’accordo. Abbiamo fatto molto di più”.

A fronte dei disagi provocati dalla chiusura del viadotto Petrusa, al confine tra Agrigento e Favara, il segretario provinciale della Cgil, Massimo Raso, e il dirigente Trasporti del sindacato, Raffaele Campione, hanno incontrato l’ingegnere Mele dell’Anas e hanno rilanciato la proposta del Movimento Democratici e Progressisti di Favara per collocare una rotatoria che consenta ai mezzi provenienti da Favara di attraversare la statale 640 in direzione Agrigento.