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La commissione Salute, presieduta da Giorgia Iacolino, e rappresentata dal Vice presidente Susy Di Matteo, i colleghi Calogero Alonge, Pierangela Graceffa e Nuccia Palermo scrive:

 In un sistema sanitario che richiede crescenti investimenti e competenze qualificate, l’insediamento del commissario Dr. Giorgio Santonocito alla guida dell’Asp 1 può rappresentare un passaggio cruciale nel rapporto di cooperazione fra le Istituzioni del comune di Agrigento e l’Azienda sanitaria.

Il completamento delle procedure di approvazione della rete ospedaliera-all’esame dei ministeri competenti-potrà sbloccare la stagione dei concorsi di cui avverte il bisogno la popolazione, qualificando l’offerta sanitaria a beneficio della comunità. Il potenziamento dell’ospedale di Agrigento e l’ampliamento dei servizi offerti dalla medicina territoriale,possono rappresentare,conclusivamente,aree prioritarie  di intervento che siamo certi non sfuggiranno alle attenzioni del nuovo Commissario al quale,pertanto, auguriamo buon lavoro

Il Procuratore della Repubblica di Agrigento Luigi Patronaggio, insieme al sostituto procuratore Simona Faga (trasferita negli scorsi giorni), hanno avanzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di quattro persone con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di  una ragazzina allora 12enne: si tratta dei rumeni Bogdan Petru Corcoz, 22 anni,  residente ad Aragona; Vasile Lucian Isache, 25 anni, anche lui residente ad Aragona; Costantin Cosmin Babiuc Pavel, 24 anni, rumeno e il nisseno Riccardo Fonte, 60 anni.

La vicenda risale al 13 maggio 2015 quando la ragazza, come detto, aveva appena 12 anni. Quest’ultima, uscita durante una festa di paese ad Aragona, sarebbe stata adescata nei pressi delle giostre sistemate per la festa della Madonna di Fatima. Proprio in quel luna park lavoravano le quattro persone oggi coinvolte. Con una scusa avrebbero costretto la ragazzina a raggiungerli in un vicolo dove si sarebbe consumata la violenza.

Dopo l’increscioso fatto la ragazzina ha raccontato tutto alla mamma che ha sporto denuncia. Non essendo avvenuto nell’immediatezza non si è intervenuti con misure cautelari. Oggi la ragazza è parte civile nel processo che riprenderà il prossimo 12 marzo davanti al giudice Stefano Zammuto.

Si degusta e si dona a chi ha bisogno. Nuovo momento dedicato alla solidarietà nel programma di “Sciacca Natale Insieme”. L’appuntamento è per oggi, mercoledì 19 dicembre 2018, in piazza Angelo Scandaliato. A partire dalle ore 18, si darà vita alla “Sagra di Natale della Solidarietà”.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Sciacca – Assessorato alle Politiche Sociali, è curata dall’istituto alberghiero “Calogero Amato Vetrano” in collaborazione con i club service, le associazioni, gli enti, i commercianti e artigiani del territorio.

Il cuore di piazza Scandaliato, nell’area dove è istallato il grande albero di Natale, si trasformerà in piazza della condivisione e della donazione. Docenti e alunni dell’istituto alberghiero “Amato Vetrano” prepareranno e distribuiranno ai presenti un vassoio solidale con le specialità gastronomiche natalizie, alcune preparate dagli chef della scuola altre donate da sponsor che hanno voluto così contribuire all’iniziativa. Ai partecipanti sarà chiesta una donazione di 3 euro. L’intero ricavato della serata sarà devoluto in beneficenza a sostegno di famiglie in difficoltà.

Ad allietare la serata di condivisione e donazione ci sarà la musica del gruppo le “Antiche serenate”

A seguito di lunghe indagini svolte dai Carabinieri di Augusta ed un’attenta attività investigativa, diretta dal procuratore Fabio Scavone e coordinata dal Pm Davide Lucignani della Procura della Repubblica di Siracusa, è stato arrestato un 42enne pregiudicato con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ai danni della cugina convivente con problemi psichici in cambio di droga e denaro.

Dalle indagini è emerso che nel periodo tra il 2015 e il 2018, l’uomo costringeva, con percosse e minacce, la cugina a prostituirsi, all’intero della propria abitazione,  con soggetti terzi dietro il corrispettivo di denaro e qualche volta anche di sostanze stupefacenti, che in entrambi i casi venivano sempre percepiti direttamente dall’uomo.

Nel corso delle attività investigative  emergeva, inoltre, che gli atteggiamenti di costrizione da parte dell’uomo si estrinsecavano anche nei confronti  del figlio minore della donna,  costringendolo durante le prestazioni sessuali, a rimanere isolato all’interno della propria stanza.

La complessa e articolata attività, svolta dai Carabinieri della Stazione di Augusta,  ha consentito di ricostruire in modo dettagliato i fatti accaduti dimostrando la colpevolezza dell’uomo e consentendo al Gip del Tribunale di Siracusa, a seguito della richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica, di emettere una misura di ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo.

Era il 23 settembre, una tipica giornata fredda con la solita pioggia lieve ma insistente che ha battuto per tutta la giornata sulle affollate strade Londinesi, eppure al 180 di Strand, al “The Store X” l’atmosfera era rovente per la giornata conclusiva della London Fashion Week A/W 2018; una settimana della moda che ha visto come indiscussi protagonisti alcuni trend innovativi, per niente scontati e –a tratti- eclettici che saranno dei must per questa stagione e, altri trend già noti negli ultimi mesi che però si sono rivelati dei veri e propri capi immancabili nel nostro guardaroba invernale.
A partire dalle faux fur, pellicce rigorosamente ecologiche che quest’anno devono essere più colorate che mai: fucsia, giallo, blu, verde sono solo alcuni dei colori delle eco pellicce più stravaganti e cool dell’inverno: per stare al caldo, ma non passare inosservati.

Riscoperto anche il classico e super invernale tartan, che dalle Higland scozzesi, detterà tendenza per tutta la stagione: dai cappotti, alle gonne, agli abiti, questo inverno ci sarà un po’ di Scozia in ogni vetrina.

E non possono mancare paillettes e lustrini, imperativi categorici per una stagione all’insegna del glamour che non vedrà questi tessuti solo su abiti da sera; tutto sarà scintillante: dalla tuta per la palestra al jeans da usare tutti i giorni, al minidress da indossare con delle sneakers, abbinamento tanto in contrasto quanto d’effetto!
Anche il mondo dell’eyewear, questo inverno, sarà più colorato e stravagante che mai: colori vibranti e forme tondeggianti che non possono non catturare l’attenzione. Gli occhiali da sole e da vista avranno un design del tutto innovativo che li renderà assoluti protagonisti degli outfit di questa stagione.

La moda, quest’anno, si fa più che mai portavoce del bisogno di originalità, e si riconferma il più efficace strumento di espressione personale.

Alessia Casà

 

Cibo, vino, arte, musica e cultura. Tutto pronto per il Montevago Wine & Food che andrà in scena sabato 22 e domenica 23 dicembre al Baglio Ingoglia, tra i ruderi della città belicina distrutta dal terremoto del ‘68. Sarà un viaggio alla scoperta delle produzioni agroalimentari di qualità tra degustazioni, laboratori enogastronomici e wine tasting. In vetrina i migliori prodotti del territorio: dalla Vastedda del Belìce Dop alle eccellenze enologiche, dall’olio extra vergine di oliva ai dolci tipici come la Cassatedda Sfigghiuliata DeCo. Dell’evento e delle eccellenze enogastronomiche della Valle del Belìce si parlerà anche durante le tre puntate del programma “Ricette all’italiana” di Davide Mengacci che andranno in onda il 20, il 22 e il 27 dicembre alle ore 11:20 su Rete 4.

Ecco il programma del Montevago Wine & Food. Il 22 dicembre, alle ore 17, l’inaugurazione della manifestazione con gli interventi delle autorità e dei produttori e la presentazione del progetto di promozione turistica del territorio. Alle 18 l’apertura degli stand con degustazione di vini e prodotti tipici che si potranno anche acquistare. Alle 18.30 gli Enonauti presentano i vini del territorio e propongono il wine tasting “Il Nero d’Avola: dalla montagna al mare”. Alle ore 21 lo spettacolo musicale di Giana Guaiana e Pippo Barrile.

Il 23 dicembre, alle ore 10, riapertura degli stand che rimarranno aperti fino a sera. Alle 10.30 iniziativa dedicata ai bambini: “Pennelli, colori… patate e pomodori”. I ragazzi dell’associazione Ad alta Voce accompagneranno i più piccoli alla scoperta dei prodotti e dei luoghi della Valle del Belìce attraverso illustrate colorazioni. I bimbi saranno anche coinvolti nella realizzazione di un colorato biglietto natalizio, realizzato utilizzando verdura e frutta come “stampini”. Alle 11 il wine tasting degli Enonauti sul Catarratto. Alle 11.30 visita guidata gratuita a cura del Laboratorio della Memoria tra i ruderi delle antiche chiese e dei palazzi storici.

Il Montevago Wine & Food, evento finalizzato alla valorizzazione dei prodotti tipici e alla promozione turistica nella Valle del Belìce, è promosso dal comune di Montevago in partnership con Orsa Consulting e il finanziamento dell’assessorato regionale delle Attività produttive, in collaborazione con Enonauti e l’associazione culturale Ad Alta Voce e la partecipazione di aziende agricole, cantine, pasticcerie, cuochi, artigiani. La manifestazione è realizzata nell’ambito del Piano Regionale Promozionale 2018 – Percorsi enogastronomici alla scoperta dei prodotti tipici della valle del Belìce: promozione turistica e dei sistemi produttivi di eccellenza a Montevago. Tutte le informazioni, gli aggiornamenti le foto e i video sulla pagina Facebook Montevago Wine & Food.    

Una calorosa stretta di mano e, al termine delle operazioni di rito, si è consumato oggi, martedì 18 dicembre, un nuovo passaggio di consegne al vertice dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento. Alle ore 17 si è infatti formalmente insediato il dottor Giorgio Giulio Santonocito, il nuovo manager che, con l’incarico di commissario, avrà il compito di guidare l’Asp di Agrigento nel prossimo periodo. A consegnare simbolicamente al dottor Santonocito il timone della guida della sanità provinciale agrigentina è stato il direttore generale facente funzioni uscente Silvio Lo Bosco che, assistito dal direttore amministrativo Francesco Paolo Tronca, ha retto l’Azienda nel recentissimo periodo “traghettando” l’amministrazione Asp dalla precedente gestione commissariale dell’ex manager Gervasio Venuti verso il nuovo corso.

Giorgio Giulio Santonocito, 50 anni, dottore in economia aziendale, proviene dall’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione (ARNAS) “Garibaldi” di Catania dove ha rivestito l’incarico di commissario straordinario a far data dall’agosto 2017. Precedentemente, ancora in qualità di  commissario, ha retto per un triennio l’Asp di Caltanissetta, azienda presso la quale ha ricoperto anche il ruolo di direttore amministrativo dalla fine del 2013 sino a buona parte del 2014. Dirigente di svariate unità operative complesse (settore economico finanziario, coordinamento di staff) presso l’Azienda ospedaliera policlinico “Gaspare Rodolico” e presso il “Garibaldi” di Catania, Santonocito può anche vantare una significativa esperienza professionale presso il Comune di Catania, sia in qualità di ragioniere generale che di dirigente della seconda area dipartimentale e, ancor prima, al Comune di San Giovanni La Punta. Nel suo curriculum spicca anche una nutrita attività di docenza universitaria e l’incarico di componente del consiglio di amministrazione presso diverse società partecipate etnee.

Pur giungendo solo nel pomeriggio presso la sede legale Asp del viale della Vittoria, al termine di una giornata caratterizzata da numerosi adempimenti, il neo-manager ha da subito lasciato trasparire la determinazione e l’entusiasmo con cui si accinge ad assumere il nuovo incarico per proseguire lungo il cammino di crescita già avviato presso l’Asp di Agrigento e rilanciare ulteriormente le azioni tese al costante miglioramento degli standard qualitativi dell’offerta sanitaria provinciale.

La Papino S.p.A. ha comunicato che entro il 31 dicembre p.v. chiuderà il centro Grande Migliore sul lungomare Dante Alighieri di Trapani a seguito della risoluzione del rapporto contrattuale  di affitto di reparto aziendale intercorso con la Gieco S r l, ad oggi fallimento Gieco srl.

 

“Quello che verrà sarà un triste Natale per i 31 lavoratori e le loro famiglie”, con queste parole Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Palermo Trapani commenta a caldo la notizia della chiusura del Grande Migliore di Trapani – “Comprensibile lo sconforto dei lavoratori che vedono vanificarsi lunghi mesi di trattativa nel corso dei quali hanno sperato che le difficoltà rappresentate dalla società potessero essere comunque superate. E invece all’orizzonte intravedono solo la perdita del posto di lavoro”.

 

La Papino SpA, infatti, sta inviando ai lavoratori le lettere per comunicare che, a seguito della risoluzione del rapporto contrattuale  di affitto di reparto aziendale con la Gieco S r l, rientreranno in forza alla società in fallimento e il licenziamento, dunque, sembra essere inevitabile.

 

“Quanto sta accadendo sembra essere un deja – vu risalente ai tempi in cui, il 19 marzo 2012, chiudeva i battenti il Grande Migliore di Palermo e Trapani. Ma non ci arrendiamo – conclude la Calabrò – chiederemo un urgente incontro al Curatore fallimentare della Gieco e alla Papino SpA per entrare nel merito della discussione e trovare ogni possibile soluzione a tutela dei posti di lavoro”.

Si è svolta questa mattina, a Casa Sanfilippo, la cerimonia di presentazione del libro “Senza commettere un falso storico” di Alfonso Cimino e Massimo Ventimiglia.

Il saggio ripercorre le vicende che hanno condotto all’apertura del museo della Memoria nella ex chiesa madre di Santa Margherita di Belice e restituisce un quadro completo delle riflessioni e delle fasi operative legate alla definizione del progetto di restauro, con gli approfondimenti scientifici, la proposta di riuso e il cantiere d’intervento.

“I cittadini di Santa Margherita Belice – afferma Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio nazionale degli architetti – pressavano per la ricostruzione filologica della chiesa madre ma, in mancanza di una certa documentazione e di una chiara catalogazione dei pezzi da ricollocare in sito, si sarebbe potuto sfociare facilmente in un fatto ideologico. L’intervento dell’architetto Cimino è teso a rivalorizzare la parte sopravvissuta al crollo e integrata con un involucro, per il quale vengono utilizzati materiali ed elementi strutturali e architettonici contemporanei.  Sono stati usati materiali innovativi, quali il vetro che lascia sia offerta ai cittadini quella sorta di quinta scenica che ha costituito per tanto tempi i resti del monumento”.  

“Il restauro da almeno 200 anni coincide con la conservazione e la conservazione non si può fare che degli atti materiali – spiega Francesco Tomaselli, ordinario di Restauro dell’Università di Palermo; – nel tentativo di fare ereditare a chi verrà dopo di noi, alcune sfaccettature della cultura del nostro tempo. Il “com’era dov’era” è una stagione che si è già conclusa. Ci si è accorti che ciò che ricostruiamo altro non è che un falso storico. Credo che il progetto dell’architetto Cimino, sia inteso a conservare una reliquia, se pensate che era rimasto in percentuale di un oggetto di architettura che era la stratificazione di un paese, di una cultura materiale rivolta alla cristianità, Cimino è riuscito a conservare tutto ciò avvolgendolo con una struttura vetro, cemento, ferro, proteggendolo e creando all’interno il museo della memoria”.

“Mantenere la testimonianza è importante perché ci permette di portare dietro la dimensione della nostra conoscenza storica, della consapevolezza di chi siamo e dove andiamo – commenta don Giuseppe Pontillo, direttore dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Agrigento – “Senza commettere un falso storico” è la ricerca di ciò che siamo stati letto alla luce di quello che siamo oggi. La riconfigurazione dell’ex chiesa madre, data dall’architetto Cimino e da Ventimiglia, permette di riutilizzare quello spazio senza perdere il senso della memoria, proiettandoci verso un uso che non offende ma permette di riappropriarsi della dimensione, dell’identità e della memoria”.

“Il libro che presentiamo oggi – dichiara Riccardo Dalla Negra, ordinario di Restauro dell’Università di Ferrara; – delinea un indirizzo progettuale che si distacca da quella eterna voglia di ricostruire tutto dov’era e com’era. Quello che è venuto meno non può essere ricostruito, quello che c’era prima non può essere ricostruito né filologicamente né in altro modo, tant’è che anche lo stesso termine di ricostruzione filologica non mi ha mai convinto. La strada che il progettista ha delineato, così bene illustrata in questo volume, è una strada di assoluta prevalenza di autenticità del testo, in una possibile configurazione, di un vuoto architettonico che è ben risolto con una destinazione d’uso assolutamente condivisibile”.