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E’ di Ribera il nuovo coordinatore regionale del sindacato Asset Scuola: Vito Bilello, laureato in Economia, assume la responsabilità di questo incarico impegnativo che gli è stato conferito dalla Direzione Nazionale del Sindacato Asset.

Il principale obiettivo del neo coordinatore regionale, che già mette le proprie capacità al servizio della comunità agrigentina nel ruolo di responsabile sindacale Asset Scuola e Confasset Pensionati, è di fare Sindacato con azioni costanti e decise, anche puntando ad  idee innovative e non solo. «Penso che oggi – dichiara Bilello – ci sia l’esigenza di tornare tra i banchi di scuola per ascoltare dal vivo le esigenze del personale e degli alunni».
E guardando al futuro, rilancia: «voglio creare nel territorio siciliano una struttura sindacale sempre più efficace e attrezzata a rispondere con professionalità a tutti i bisogni che il mondo della scuola pone quotidianamente davanti. Presenza costante nelle scuola e una politica sindacale che miri a restituire protagonismo sociale al personale docente e Ata, avranno la priorità su tutto».

Bilello, nell’accettare l’incarico di vertice della Sicilia, si è soffermato su alcuni punti:

«oggi, più che mai, il sindacato riveste un ruolo essenziale nell’organizzazione economica e sociale, infatti, il conflitto sociale e la tutela della dignità del lavoro presentano aspetti ed elementi diversi rispetto al passato, ed è necessario, a mio avviso, analizzarli con attenzione ed entrarvi attraverso nuove chiavi di lettura, di elaborazione e di soluzione; sono questi i motivi per cui fare sindacato per me rappresenta principalmente una missione; ed è proprio questo spirito che mi ha spinto fin da subito ad impegnarmi con dedizione e professionalità per conoscere e rappresentare i bisogni dei lavoratori.
Nel caos in cui oggi versa il mondo scolastico, sono tante le categorie di lavoratori che vogliamo guidare e tutelare: giovani precari Docenti e Ata, personale di ruolo privato della possibilità di trasferirsi vicino ai propri familiari, giovani laureati e diplomati che vogliono intraprendere la carriera scolastica, insegnati che lavorano da tanti anni sul sostegno e sono privati della possibilità di specializzarsi».

Il  Sig. P.G, titolare di  attività agricola non organizzata in forma di impresa, nell’anno 2012  richiedeva ed otteneva un contributo pari ad € 40.000,00, quale premio di primo insediamento a valere sulle misure  del PSR Sicilia 2007/2013.
Senonchè, in relazione alla predetta concessione di contributo, su istanza  formulata dall’Ispettorato Provinciale Agricoltura, veniva resa nei confronti del predetto sig. P.G una informativa interdittiva antimafia, per asserita permeabilità mafiosa dell’attività agrivola condotta dal predetto soggetto
In forza delle risultanze del ridetto provvedimento interdittivo veniva disposta l’immediata revoca del provvedimento  di concessione del  premio di primo insediamento già concesso.
Avverso il predetto provvedimento interdittivo il Sig. P.G proponeva un primo ricorso giurisdizionale innanzi al Tar Sicilia Palermo ad oggi pendente nel merito.
Cionondimeno, nelle more dell’incoato giudizio, e a ben 6 anni di distanza dall’adozione del primo provvedimento interdittivo, il Sig. P.G,   anche in ragione del lungo lasso di tempo intercorso dall’adozione della predetta informativa interdittiva, e mosso evidentemente dall’intento di affrancarsi dal pesante “marchio” di contiguità mafiosa inopinatamente impressogli, inoltrava, ai sensi e per gli effetti dell’art.95 comma 5 del d.lvo 150/2011,  un’istanza di aggiornamento dell’ informativa.
E tuttavia, in riscontro alla predetta richiesta di aggiornamento, veniva nuovamente confermato il giudizio di contiguità mafiosa già reso nei confronti del P.G nell’anno 2013, con le stesse argomentazioni che al tempo avevano fondato il precedente provvedimento interdittivo; ciò  senza accertare se, in effetti le circostanze fattuali allora accertate, fossero ancora attuali ed esistenti, ed ignorando altresì  la natura giuridica della ditta individuale  richiedente l’aggiornamento, oltre che   l’attività dalla stessa svolta e soprattutto l’ammontare del contributo richiesto.
Avverso tale provvedimento interdittivo il sig. P.G ha proposto un nuovo ricorso innanzi al Tar Sicilia Palermo sez.I con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Lucia Alfieri chiedendone l’annullamento previa sospensione dell’esecuzione.
La difesa spiegata dai predetti avv.ti Rubino e Alfieri ha in via preliminare evidenziato il manifesto difetto di istruttoria inficiante il provvedimento interdittivo, stante l’insussistenza dei presupposti di legge per l’avvio di una verifica antimafia, trattandosi di un’attività agricola non organizzata in forma di impresa ed altresì di richiesta di un contributo il cui ammontare era di gran lunga inferiore rispetto alla soglia pari ad euro 150.000 cui la normativa riconduce l’obbligo di chiedere la documentazione antimafia.
Secondo quanto riportato nel ricorso,  sarebbe stato acriticamente confermato il giudizio di contiguità mafiosa già reso nei confronti del P.G nell’anno 2013 con le stesse argomentazioni che al tempo avevano fondato il precedente provvedimento interdittivo, senza verificare se, in effetti le circostanze fattuali al tempo accertate, fossero ancora attuali ed esistenti, e soprattutto, cosa ancor più grave,  continuando, ad ignorare la natura giuridica della ditta richiedente l’aggiornamento, e l’attività dalla stessa svolta.
Ciò con  gravissimo  ed irreparabile pregiudizio per la vita sociale ed economica di una ditta individuale, peraltro impegnata in un settore del tutto avulso ed estraneo agli  interessi della criminalità organizzata.
Gli avv.ti Rubino e Alfieri hanno documentato e dimostrato, nel ricorso proposto, la manifesta infondatezza di tutte le presunte cointeressenze e/o compartecipazioni attribuite al P.G in società asseritamente attinte da informative interdittive, evidenziando, mediante apposita documentazione, l’inesistenza e l’inattività  di molte realtà societarie richiamate nel provvedimento interdittivo, in tal modo di fatto comprovando la superficialità e l’inadeguatezza di un’istruttoria che, proprio in quanto volta a decidere della stessa esistenza in vita di un’attività economica, e proprio in quanto condotta con l’ausilio di gruppi ispettivi specializzati, avrebbe dovuto essere quanto più accurata possibile e dunque in possesso di tutti gli elementi idonei a sgravare la posizione del P.G.
La prima sezione del Tar Sicilia Palermo con ordinanza n 1328/2019 resa in data 5.12.2019, mostrando di condividere, ad un primo esame,  le censure mosse dagli Avv.ti Rubino e Alfieri ha preliminarmente ritenuto l’informativa interdittiva verosimilmente adottata su un erroneo presupposto normativo oltre che fondata su elementi “inidonei da soli ad assurgere ad indizi della condizionabilità dell’impresa individuale “; il giudice amministrativo ha in altri termini ribadito e sancito il principio secondo cui le informative interdittive, proprio per le gravi conseguenze  ed il disvalore sociale che determinano non possono fondarsi su elementi indiziari vaghi generici e peraltro non connotati dal requisito dell’attualità, ma devono, al contrario, scaturire da un’attenta ed accurata istruttoria volta a costruire un quadro indiziario connotato dal carattere della concretezza e dell’attualità; ciò a meno  di non voler pregiudicare irrimediabilmente la libera iniziativa economica  e la stessa vita sociale dei soggetti incisi dal provvedimento interdittivo
Per effetto del provvedimento cautelare reso dal Tar il Sig. P.G potrà pertanto richiedere la restituzione del contributo inopinatamente revocato dall’Assessorato regionale agricoltura

Riccardo Savona,Presidente della commissione bilancio e programmazione,esprime vivo compiacimento a seguito dell’importante riconoscimento che gli è stato assegnato dai vertici dell’Unione Ciechi e ipovedenti di Sicilia.

“Ringrazio per il prestigioso riconoscimento tutta l’Associazione siciliana dell’Uici per avermi conferito questi riconoscimenti per le battaglie politiche e sociali che ho condotto per il miglioramento generale delle condizioni dei ciechi e degli ipovedenti nella nostra isola.

Ringrazio tra l’altro l’instancabile Presidente Regionale dell’Uici Prof.Gaetano Minincleri e il Segretario Regionale Dott.Giorgio Silvestro per avermi insignito della Pergamena in braille dello Statuto della Regione Siciliana e di un riconoscimento speciale per l’impegno profuso nel corso delle mia attività politica e parlamentare.

Posso solo continuare a lavorare con l’impegno e lo spirito di sempre per dare ulteriori risposte al mondo dei ciechi e degli ipovedenti che hanno le necessità e i bisogni primari per abbattere tutti i tipi di barriere,ed è compito degli uomini delle Istituzioni rispondere positivamente a questi sacrosanti diritti.”

La giunta regionale di governo ha inserito il Comune di Palma di Montechiaro tra le Zone Economiche Speciali – ZES. La conferma è arrivata dalla stipula della classifica che ha piazzato la città del Gattopardo in una ottima posizione.

Il sindaco, Stefano Castellino e l’assessore alle Attività Produttive Salvatore Castronovo nell’apprendere la notizia, parlano di un altro fatto storico che comporterà la crescita economica e sociale della città.

“In particolare – dicono il primo cittadino e l’assessore Castronovo – la zona che sarà interessata dalle agevolazioni fiscali ed amministrative contenute nellla ZES sarà l’intera zona Pip per 19 ettari. Si è scelto questa zona per far sì che le attività già presenti e le attività che nel prossimo futuro si insedieranno sul posto potranno usufruire dei preziosi vantaggi fiscali non da poco. Un ringraziamento va all’ufficio delle Attività produttive, guidato da Concetta di Vincenzo e Antonio Pirrera e all’ufficio Urbanistica, guidato da Salvatore Di Vincenzo e Filipppo Incorvaia che con la creazione di un gruppo di lavoro coordinato dall’assessore Castronovo hanno redatto tutti i documenti necessari per raggiungere questo straordinario ritultato. Ringraziamo il Presidente Nello Musumeci, l’assessore Turano e tutto il Governo Regionale per la se sensibilità e la concreta vicinanza alla nostra città”.

La Zes a Palma di Montechiaro rappresenta una occasione importante e storica per la comunità palmese, perché consentirà finalmente di disporre di un polo di attrazione per gli investimenti.
Le nuove imprese e quelle già esistenti, che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti di natura incrementale nella ZES, possono usufruire delle seguenti tipologie di agevolazioni:
a) procedure semplificate, individuate anche a mezzo di protocolli e convenzioni tra le amministrazioni locali e statali interessate, e regimi procedimentali speciali, recanti accelerazione dei termini procedimentali ed adempimenti semplificati rispetto a procedure e regimi previsti dalla normativa regolamentare ordinariamente applicabile, sulla base di criteri derogatori e modalità individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare su proposta del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, se nominato, previa delibera del Consiglio dei ministri;
b) accesso alle infrastrutture esistenti e previste nel Piano di sviluppo strategico della ZES, alle condizioni definite dal soggetto per l’amministrazione, nel rispetto della normativa europea e delle norme vigenti in materia di sicurezza, nonché delle disposizioni vigenti in materia di semplificazione.
In relazione agli investimenti effettuati nelle ZES, il credito d’imposta è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti entro il 31 dicembre 2020 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 50 milioni di euro. Si ricorda che il suddetto credito di imposta compete nella misura massima consentita dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020 ovvero il 25% per le grandi imprese situate in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna e il 10% per le grandi imprese situate in determinati comuni delle regioni Abruzzo e Molise. La base di commisurazione del credito di imposta è costituita dal costo complessivo sostenuto per l’acquisizione dei beni agevolabili.

“Siamo sicuri – concludono Castellino e Castronovo – che attraverso la Zona Zes godrà di notevoli vantaggi economici e anche ai fini lavorativi si apriranno nuovi spazi di lavoro per molti cittadini che oggi soffrono per le scarse possibilità che il territorio fino ad oggi ha riservato”.

Una coppia di genitori si rivolgevano agli avvocati Pasqualina Giudice e Francesco Messina al fine di ottenere la cessazione dell’atto omissivo discriminatorio attuato a svantaggio del figlio minore portatore di handicap in condizione di gravità da parte del Comune di Porto Empedocle, resistente, che per l’anno scolastico 2019/2020 in favore dell’alunno predetto, non ha garantito l’assistente per l’autonomia e la comunicazione per 22 ore settimanali. Il Tribunale di Agrigento – sezione lavoro, con sentenza del 18 dicembre, condividendo le eccezioni formulate dagli avvocati Pasqualina Giudice e Francesco Messina, difensori della coppia esercente la responsabilità genitoriale nei confronti del figlio minore, ha accolto il ricorso ed accertando la natura discriminatoria della condotta ha ordinato, pertanto, al Comune di Porto Empedocle l’immediata e pronta assegnazione di un assistente all’autonomia e alla comunicazione per n. 22 ore settimanali condannando lo stesso Ente al pagamento delle spese processuali.

L’Amministrazione Comunale informa la cittadinanza che con Ordinanza Sindacale n. 214 del 20/12/2019, preso atto della comunicazione di chiusura delle piattaforme di conferimento dei rifiuti differenziati e indifferenziati nei giorni 25 e 26 dicembre 2019, dal 23/12/2019 fino al 28/12/2019 è stata disposta la variazione temporanea del calendario di raccolta domiciliare dei R.S.U. così come segue:

Lunedì 23/12  –  Frazione Organica – Pannolini e Pannoloni
Martedì 24/12  –  Plastica e Metalli
Mercoledì 25/12  –  Nessuna raccolta
Giovedì 26/12  –  Secco Residuo
Venerdì 27/12  –  Carta e Cartone
Sabato 28/12  –  Frazione Organica – Pannolini e Pannoloni

Si avvisa la cittadinanza che  venerdì 27 dicembre 2019 gli uffici resteranno chiusi al pubblico per disinfestazione dei locali comunali.

Una casa di Cura – accreditata per un totale di 60 posti letto e convenzionata con il Servizio Sanitario- è stata autorizzata dall’Assessorato della Salute, nel mese di ottobre 2018, ad effettuare una rimodulazione organizzativa.

Per effetto di tale rimodulazione, la Casa di Cura risulta oggi accreditata per 48 posti letto di “Ortopedia” e 12 posti letto per “Riabilitazione” (in luogo dei precedenti 12 posti letto per lungodegenza).

La società ricorrente, tuttavia, non è stata tempestivamente messa a conoscenza in ordine all’esatto ammontare dei budget per il 2019 né con riferimento alla “riabilitazione” né con riferimento ala branca di ortopedia.

Solo nel mese di ottobre 2019, l’Assessorato resistente ha determinato, con apposito Decreto gli aggregati di spesa, riducendo di circa 350.000 il budget spettante alla citata casa di cura con riferimento alla branca di “ortopedia”.

La suddetta casa di Cura ha, pertanto, presentato, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino, Giovanni Bellia e Giuseppe Impiduglia, un ricorso innanzi al TAR Sicilia Palermo, contestando gli atti con i quali era stata disposta una riduzione del proprio budget per la branca di ortopedia.

In particolare, con il ricorso, gli avv.ti Rubino, Bellia e Giuseppe Impiduglia hanno sostenuto come la suddetta decurtazione retroattiva del budget fosse palesemente illegittima non tenendo in alcun conto l’affidamento della casa di cura in ordine all’assegnazione per l’anno 2019 di un budget corrispondente a quello assegnato nell’anno 2018.

Dopo la notifica del ricorso, la suddetta Casa di Cura è stata, comunque convocata ai fini della sottoscrizione del budget.

Tale sottoscrizione avrebbe determinato, per effetto delle previsioni dell’impugnato Decreto dell’Assessorato della Salute, l’accettazione incondizionata del budget assegnato e la perdita della possibilità di contestarlo.

Il Decreto impugnato, infatti, imponeva, a pena di sospensione dell’accreditamento, la sottoscrizione del contratto con accettazione incondizionata delle clausole dello stesso e conseguente impossibilità di contestare – in sede giurisdizionale – l’ammontare del budget assegnato.

Pertanto, con apposita istanza cautelare, gli avv.ti Rubino, Bellia e Impiduglia hanno chiesto la sospensione di tale Decreto, rilevando come lo stesso si ponesse in contrasto con i principi posti dalla Costituzione (art. 24 e 113) a tutela del diritto di difesa e richiamando specifici precedenti del TAR Palermo.

Il Presidente del TAR Palermo, dott. Calogero Ferlisi, aderendo alla tesi degli avv.ti Rubino e Impiduglia e Bellia ha sospeso provvisoriamente il Decreto dell’Assessore Razza, laddove non consente alla Casa di Cura di inserire nel contratto per l’assegnazione del budget apposita postilla che faccia salvo l’eventuale buon esito del presente giudizio.

Per effetto di tale Decreto, la Casa di Cura potrà sottoscrivere senza alcun pregiudizio il contratto e senza vedersi preclusa la possibilità di fare valere i propri diritti in sede giurisdizionale.

Anche ad Agrigento da oggi è attivo un supermercato virtuale, 2.0. La società “Ciao Spesa” ha reso a disposizione dei cittadini un’applicazione mobile, un’app, reperibile all’interno dei maggiori store come ad esempio play store e apple store. Scaricando l’app “Ciao spesa” sul proprio smartphone, ci si registra, si sceglie un punto di consegna e si scelgono i prodotti del supermercato virtuale che saranno poi consegnati nel punto di consegna all’orario indicato dall’utente. Il pagamento sarà effettuato alla consegna della merce tramite bancomat o carta di credito. Altre informazioni anche sul sito www.ciaospesa.it . In proposito oggi al Videogiornale di Teleacras è in onda un’intervista ad Emiliano Di Buono, responsabile del progetto “Ciao Spesa”.