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Ha lasciato tutti prima increduli e poi sgomenti la notizia della morte del tredicenne Antonino Mendolia avvenuta ieri pomeriggio, alle ore 18:00, in via Portella all’altezza del civico. 11

Il ragazzino occupava il posto di passeggero su un aprilia scarabeo condotto da altro minore, che rimaneva illeso, e veniva sbalzato dalla sella.  Le cause dell’incidente autonomo sono in corso di accertamento da parte delle autorità preposte, sembrerebbe che ci sia stato un mal funzionamento dei freni unitamente alla rilevante pendenza della strada.

A prestare i primi soccorsi ad Antonino, a quanto pare, un’infermiera residente poco distante che, purtroppo, non ha potuto fare molto.

Sono immediatamente accorsi sul posto ambulanza, polizia municipale, carabinieri.

Antonino frequentava la comunità I.C. “A. Cammilleri” (già Bersagliere Urso-Mendola) sulla cui pagina Facebook si può leggere: “Un’immane tragedia colpisce al cuore la nostra comunità scolastica.
Piangiamo un nostro alunno, uno dei nostri figli preziosi, che ha perso la vita, oggi pomeriggio, in un incidente stradale. La Dirigente Rosetta Morreale, i docenti, il personale ATA e gli alunni tutti dell’Istituto manifestano la propria vicinanza alla famiglia di Antonio e si stringono in un immenso abbraccio ai suoi genitori.

Favara tutta si sente colpita al cuore dalla tragedia che si è abbattuta sulla famiglia Mendolia e si stringe commossa al suo dolore.

Un gravissimo incidente stradale si è verificato poco fa a Favara, in centro città e precisamente in via Portella.

La notizia è arrivata adesso ed è la brutta notizia di un ragazzo, 14 anni, morto in un incidente stradale in via Portella. Sembrerebbe che sul motorino fossero in due, l’altro ragazzo, per fortuna, si è salvato.

Sul posto i Carabinieri della locale Tenenza e le ambulanze, oltre ai Vigili Urbani che stanno verificando la dinamica del tragico incidente che sembrerebbe autonomo.

Tanti i cittadini arrivati sul posto dove è calato il rispettoso silenzio per la giovane vita spezzata.

Mese di maggio sfortunato per Favara, prima un tredicenne ferito e adesso, in un altro incidente, muore un 14enne.

Dopo quasi 20  anni di inerzia, che hanno determinato notevoli criticità nella gestione dello strumento urbanistico generale del Comune di Agrigento approvato nel 2009, con la conseguente impossibilità a dare concrete risposte a coloro che – nel corso di questi anni – hanno continuato a pagare le imposte su terreni solo virtualmente edificabili, al fine di dare piena esecutività al vigente PRG, l’Amministrazione Comunale ha provveduto ad approvare i primi provvedimenti propedeutici alla redazione dei Piani Attuativi zona C4.

In particolare, con la Delibera di Giunta Comunale n. 84 del 24 maggio 2023 si sono determinati i parametri urbanistici relativi al dimensionamento a cui dovranno uniformarsi i piani di lottizzazione già presentati (e in attesa di risposta) e quelli che saranno redatti dai cittadini proprietari di aree nella zona C4.

A questa prima Delibera seguiranno altri provvedimenti che andranno a regolamentare ulteriormente l’individuazione degli assi viari e delle aree da destinare a servizi nella stessa zona C4, attraverso lo strumento della perequazione urbanistica che garantirà il pieno soddisfacimento di aree da destinare a servizi, coniugata alla necessità di garantire il diritto alla edificazione dei proprietari.

Un primo risultato sperato e fortemente voluto, frutto di un grande lavoro e sacrificio da parte dell’Ufficio di Piano e di tutto l’Ufficio Tecnico: Ing. Avenia Alberto, Arch. Sebino Dispensa, Arch. Giuseppe Luparello, Geom. Giacomo Pisano, Arch. Calogero Mazzola coadiuvati dalla sapiente consulenza dell’esperto Urbanista Ing. Paolo Di Loreto.

Cinque medici di due ospedali, il “Guzzardi” di Vittoria e il “Giovanni Paolo” di Ragusa, sono indagati per omicidio colposo nell’inchiesta sulla morte del piccolo Edoardo, il bambino di 18 mesi di Comiso morto lo scorso 13 maggio nel reparto di terapia intensiva pediatrica del Policlinico di Messina. Tale reparto è estraneo alla vicenda giudiziaria. L’iscrizione nel registro degli indagati è stata eseguita dalla Procura di Ragusa come atto dovuto per potere eseguire l’autopsia come atto irripetibile. Le indagini sono state avviate dopo la denuncia dei familiari del bambino finalizzata ad accertare eventuali responsabilità.

Al Jolly Hotel del Villaggio Mosè si svolgeva il congresso regionale della Democrazia Cristiana. C’erano urgentissimi provvedimenti da prendere tra cui, il più importante, quello di cacciare via dalla DC Vito Ciancimino, sindaco di Palermo, in odore di mafia e punto di riferimento dei vertici di cosa nostra.

“Non a caso – ha dichiarato ieri sera nel corso del convegno l’ex ministro Calogero Mannino – noi eravamo al Jolly e Riina e Provenzano, storici capi di cosa nostra, alloggiavano di fronte a noi” (hotel Tre Torri, ndr).

In effetti in una nota diramata dagli organizzatori viene evidenziato come “la presenza dei due pericolosi latitanti a pochi passi dal congresso induce a pensare che essi erano davvero interessati ad influenzare il congresso o quanto meno a capire il suo svolgimento al fine di conoscere chi fossero i nemici d sconfiggere. E nonostanze la pericolosa presenza il congresso scelse la strada di emarginare Vito Ciancimino, loro referente politico”.

 

 

 

Ad Agrigento, a San Leone, il molo di ponente del porticciolo turistico è stato restituito alla fruizione di quanti vi operano. In proposito interviene l’assessore alle Attività produttive, Carmelo Cantone, che afferma: “Con il sindaco Miccichè abbiamo fatto in modo che tutte le attività che insistono su tale area potessero finalmente accedere alle zone del Demanio in loro concessione per prepararsi alla ormai imminente stagione estiva. Sono stati necessari diversi mesi per riqualificare il porticciolo di San Leone, con interventi di manutenzione, nuova scogliera e pavimentazione, e barriere para-onde. Restano ancora da realizzare solo gli arredi urbani e l’illuminazione, e sono opere che si possono effettuare senza chiudere l’area. Faremo in modo che questa parte di San Leone sia un belvedere, un posto in cui i nostri concittadini potranno apprezzare il panorama e passeggiare serenamente”.

Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti hanno arrestato un giovane agrigentino di 22 anni sorpreso intento ad intrufolarsi furtivamente in un negozio di articoli per la pulizia della casa in via Crispi. All’autorità giudiziaria risponderà di tentato furto. E’ stato ristretto ai domiciliari. Poi il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha convalidato l’arresto e ha disposto a carico dell’indagato l’obbligo di dimora nel Comune di residenza. Il 22enne è stato già più volte denunciato alla Procura di Agrigento per furti e danneggiamenti, come ad un bar a Porta di Ponte, in una palestra in via Dante, in un ristorante e pizzeria nei pressi della via Atenea, e poi ancora negozi, panifici, e distribuiti automatici.

Ok dalla Giunta regionale al riassetto organizzativo delle Camere di Commercio della Sicilia. Gli interventi del presidente Schifani e dell’assessore Tamajo.

Semaforo verde dal governo regionale al riassetto organizzativo delle Camere di Commercio della Sicilia. La giunta ha approvato, infatti, il sistema definito dall’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, che mantiene le Camere di Palermo-Enna, di Messina e del Sud-Est (Catania, Ragusa e Siracusa) e conferma l’istituzione prevista della Camera di Agrigento-Caltanissetta-Trapani. La riorganizzazione degli enti della Regione Siciliana che si occupano di commercio, industria, artigianato e agricoltura, raggiunge il traguardo dopo un serrato e approfondito percorso amministrativo, conseguente anche ad alcuni pronunciamenti dei Tribunali amministrativi regionali. La decisione del governo di procedere in tale direzione, anche a seguito della riforma statale del 2017, è stata preventivamente condivisa da UnionCamere Sicilia e da ampia parte delle organizzazioni di categoria e sindacali, con cui ci si è confrontati nel corso di consultazioni nella sede dell’assessorato. Il governo Schifani, inoltre, si è impegnato a convocare a breve un tavolo tecnico alla presidenza della Regione per affrontare la vertenza che riguarda il sistema pensionistico del personale camerale. E il presidente Schifani commenta: “Con questo provvedimento mettiamo ordine una volta per tutte nel sistema delle Camere di commercio della Sicilia. Ringrazio l’assessore Tamajo che ha lavorato in modo completo e in tempi contenuti per definire la perimetrazione territoriale. La Regione, finora, non aveva esercitato la propria funzione e i propri poteri. Adesso invece svolgiamo il nostro ruolo e valorizziamo la nostra autonomia, nel rispetto delle istituzioni e in sintonia con il governo nazionale”. E l’assessore Tamajo aggiunge: “La rideterminazione del sistema camerale da parte della Regione è stata improntata ai principi di economicità ed efficienza, salvaguardando assetti che negli ultimi cinque anni hanno consolidato posizioni economico-finanziarie ed organizzative in capo alle Camere di commercio”. Insorge nel frattempo l’opposizione, tramite il deputato regionale del Partito Democratico, Nello Dipasquale, che tuona: “Non c’è rossore alcuno dalle parti di palazzo d’Orleans, dove in piena campagna elettorale si affronta, per l’ennesima volta, la questione del riordino del sistema camerale entrando nel merito della ripartizione delle Camere di Commercio Siciliane. La posizione del Pd è quella di vedere assieme Catania, Siracusa e Ragusa riunite nella camera di commercio del Sud-Est. Ci dispiace, però, che, ancora una volta, il governo Schifani si ricordi di un tema così importante e decisivo per lo sviluppo della Sicilia, della zona orientale in particolare, a soli due giorni dal voto nei tre capoluoghi. Si tratta di una decisione intempestiva e come Pd vigileremo attentamente sui tempi, le criticità, le verifiche e le eventuali complicità”.

Giuliana Miccichè

di Dorotea Rizzo

Le piogge   costanti di questi giorni   e i picchi di umidità che si sono creati hanno trasformato il terreno in un luogo fertile per la proliferazione della peronospora,  come ha  riferito a IFN l’agronomo Giovanni Licitra: “In serra mai visto un danno simile perché la violenza del vento ha permesso il passaggio dell’acqua piovana aumentando la percentuale di umidità. Per la peronospora stiamo assistendo ad un maggio da record, ma in negativo; infatti, difficilmente si registrano tutti questi attacchi in questa fase dell’anno che dovrebbe essere più asciutta. Invece pioggia e umidità hanno generato una recrudescenza della fitopatologia. Queste condizioni climatiche sono ideali per la germinazione delle   oospore con formazione dei macrozoosporangi contenenti le zoospore, fonte di inoculo primario per il patogeno. Le continue piogge infettanti veicolano le zoospore verso gli stomi dove avviene la penetrazione per mezzo di un tubetto. Dal momento del contatto, il tempo che intercorre tra l’infezione e la manifestazione dei sintomi oscilla dai 3 ai 18 giorni in funzione della temperatura e dell’umidità atmosferica”.

Altro fattore determinante è la carenza di luce. “In Sicilia possiamo affermare che manca il sole da un mese e le piante ne risentono particolarmente perché viene meno l’attività fotosintetica e ciò indebolisce le difese della pianta che lavora male ed è più suscettibile agli agenti patogeni”

Le colture più a rischio:

“Temiamo attacchi di peronospora fin dalle prime fasi di sviluppo per la vite e anche nel pomodoro il rischio è alto. Soprattutto nelle piante più rigogliose, come il pomodoro cuore di bue, il rischio di attacchi è più alto perché circola meno aria. Nel mese di maggio possiamo attuare ancora strategie di difesa”.

“Servono prodotti di sintesi adeguati a fronteggiare la fitopatologia ma la partita si gioca nella gestione delle serre: soprattutto nell’aerazione di queste per ridurre l’umidità. È consigliato avere aperture a colmo o doppie aperture laterali che facilitino un ricircolo adeguato oppure ventole che facilitano il defluire dell’aria” – conclude l’agronomo.

Il 28 maggio alle ore 18,00 nella sede dell’associazione Finestre sul mondo si terrà il reading teatrale che realizzerà un incontro ideale fra tre donne la cui vita è stata irrimediabilmente segnata dalla violenza mafiosa, ma alla quale non si sono piegate. Adriana Parrinello, Giorgia Di Giovanni e Luana Rondinelli daranno la voce rispettivamente a Filippa Di Dia, moglie di Vito Pipitone, sindacalista marsalese ucciso nel 1947; a Felicia Bartolotta, mamma di Peppino Impastato, morto per mano mafiosa nel 1978, e a Francesca Serio, madre del sindacalista Salvatore Carnevale assassinato nel 1955. Una conversazione che diventa racconto della propria testimonianza, con le musiche de I Musicanti di Gregorio Caimi.
 Non si sono mai incontrate nella vita vera, lo faranno idealmente domenica prossima e si scopriranno simili, vicine, unite dall’estremo amore per i cari e dalla condivisione fino allo strenuo delle proprie forze della loro personale battaglia di verità, nella difesa di diritti condivisi che profumano di lavoro e dignità. Si chiamano: Francesca Serio, Filippa Di Dia e Felicia Bartolotta.
Si tratta di un evento organizzato a Marsala dalle associazioni: Accurateatro, I Musicanti, Carpe Diem, Libera e Finestre sul mondo in occasione del maggio dei giusti, in collaborazione con la Navarra editore, la cui prima tappa si è svolta lo scorso 13 maggio al Carpe Diem con la presentazione del libro: “Io, Felicia – conversazioni con la madre di Peppino Impastato”, di Mari Albanese e Angelo Sicilia. Volume edito dalla Navarra editore, che ha contato sulla presenta dell’autrice.
Domenica prossima 28 maggio alle ore 18 nella sede dell’associazione “Finestre sul mondo”, in via Sibilla n. 36, introdotto da Salvatore Inguì (fondatore della stessa associazione e coordinatore provinciale di Libera) si terrà il reading teatrale dal titolo: “Filippa, Felicia e Francesca: Tri Fimmine contro la mafia” dove le attrici: Adriana Parrinello, Giorgia Di Giovanni e Luana Rondinelli, daranno vita rispettivamente a Filippa Di Dia, moglie di Vito Pipitone, sindacalista marsalese ucciso dalla mafia nel 1947, Felicia Bartolotta, mamma di Peppino Impastato, della cui morte, avvenuta il 9 maggio 1978, proprio questo mese è ricorso l’anniversario e Francesca Serio, madre del sindacalista Salvatore Carnevale assassinato nel 1955.
“Affidare alle voci di donna il pianto, il lamento, ma anche la resistenza, la lotta contro la mafia è necessario – afferma Salvatore Inguì –. È un atto dovuto non per forma, ma per sostanza, perché solo attraverso la trasmissione valoriale possiamo modificare un assetto mentale contro la mafia e chi più di ogni altro può incidere nel mutamento della cultura è la donna in quanto generativa ed educante, depositaria dei valori sociali. Oggi una rivoluzione contro la mafia è possibile se è donna. Non è una questione filosofica, ma oggettiva in quanto le donne oggi hanno maggiormente in mano la capacità educativa. Perciò la voce della mamma di Peppino Impastato, della mamma di Salvatore Carnevale e della moglie di Vito Pipitone sono voci alte di resistenza e di lotta”.
L’adattamento dei testi è stato curato da Chiara Putaggio, Luana Rondinelli con la collaborazione di Giorgia Di Giovanni.
Una commistione inedita in cui a parlare della loro personale esperienza di resistenza alla mafia saranno tre donne siciliane. “Un incontro al femminile – commentano Luana Rondinelli e Chiara Putaggio – da cui emergeranno spaccati di vita, ma anche un dipinto della Sicilia dagli anni del dopoguerra ad oggi, all’insegna di principi di giustizia che diventano carne perché hanno il sapore di scelte compiute consapevolmente nella quotidianità”.
“L’intento di questo progetto – aggiunge Gregorio Caimi – è quello di veicolare il concetto di Giuste e Giusti di Sicilia e del loro impegno per la conquista della libertà che è diventata eredità per le future generazioni anche a costo di un grandissimo sacrificio. Queste donne ci parlano affinché noi possiamo capire l’inestimabile ricchezza che deriva dalla libertà”.
Gli interventi musicali dal vivo saranno a cura de I Musicanti di Gregorio Caimi.