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La F.P. CGIL di Agrigento, esprime la propria soddisfazione per l’importante obiettivo raggiunto con la firma dei Contratti Individuali di Lavoro a Tempo Indeterminato dei quarantadue dipendenti, ormai ex “Precari” del comune di Montevago, formalizzata, ieri, durante la cerimonia svoltasi presso l’Aula Consiliare del Comune.

Pietro Aquilino, Coordinatore Provinciale Enti Locali, tiene a puntualizzare che dietro a questo importante risultato, vi è un duro ed estenuante lavoro svolto dal Sindacato nelle sedi Istituzionali Regionali e Nazionali, che ha permesso la stesura delle Leggi, senza le quali tutto questo non sarebbe stato possibile.

Ieri è stata scritta una indelebile pagina di storia, che ha coinvolto, non solo i Dipendenti e le loro famiglie, ma tutta la comunità di Montevago, e sicuramente renderà speciale l’arrivo del nuovo anno 2019.

Un giusto riconoscimento va al Sindaco On. Margherita La Rocca Ruvolo ed al Segretario Dott. Maggio Livio Elia, che ha sapientemente guidato i Responsabili degli Uffici Comunali in questo virtuoso cammino.

Questa è la prova, che quando si opera in sinergia: Sindacato, Lavoratori e Istituzioni è possibile raggiungere eccellenti risultati.

Sicuri che lo straordinario risultato raggiunto al comune di Montevago, oltre a darci una ulteriore dose di fiducia, ci ricarica ulteriormente e ci stimola ad essere sempre più vicini agli Enti, che ancora oggi stentano a stabilizzare, affinché, anche loro nel rispetto della norma vigente, possano intraprendere un percorso virtuoso che si concluda con le definitive stabilizzazioni del personale precario attualmente utilizzato dagli stessi.

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“Finalmente, per i 135 lavoratori delle società partecipate regionali liquidate o in liquidazione inseriti nel c.d. albo unico, si conclude positivamente un percorso lungo ed estenuante durato anni. Questi i numeri che raccontano l’odissea subita dai cosiddetti albisti:  produzione di 7 leggi regionali di supporto. 2 piani di riordino di società partecipate e recepimento dei dettami nazionali. Decine di atti parlamentari e  risoluzioni approvate dall’assemblea regionale e dalle commissioni di merito con proposte anche della nostra Organizzazione. 8 anni di storia ed evoluzione giudica della nostra regione divenuto calvario per i lavoratori”.

Con queste parole Mimma Calabrò Segretario Generale FISASCAT Cisl Sicilia esprime, a caldo, tutta la soddisfazione per l’epilogo positivo di una vertenza complicata iniziata, per l’appunto, nel 2012 a seguito della riforma delle partecipate voluta dal Governo Monti e attuata a livello regionale dal Governo Lombardo prima e definita poi dal governo Crocetta.

Da CIEM a LAVORO SICILIA, da QUARIT a TERME DI SCIACCA, passando dal CERISDI a SICILIA PATRIMONIO IMMOBILARE fino a SVILUPPO ITALIA, per effetto della riforma, oltre 150 i lavoratori che in Sicilia hanno perso il posto di lavoro.

“Nessuno, comunque, avrebbe potuto immaginare un così lungo e tortuoso percorso. Anni di attesa – continua la Calabrò – per quello che, di fatto, era un diritto sancito dalle normative emanate dal Governo nazionale e regionale che prevedeva il trasferimento diretto e la mobilità in altre società partecipate regionali per salvaguardare i livelli occupazionali. In sostanza, nel paradosso di questa anomalia interpretativa del precedente governo regionale, oggi si sana quello che riteniamo essere un torto subito dai lavoratori che sono ricondotti, finalmente, alla legittimità delle posizioni amministrative e lavorative”.

Da oggi, dunque, con la sottoscrizione dei contratti di assunzione in SAS i lavoratori dell’albo unico possono tirare un sospiro di sollievo.

Per la Sindacalista “Tanto è stato fatto, ma tanto ancora vi sarà da fare. Se per molti potrà sembrare un punto di arrivo, per noi è solo quello di partenza. Un iter ancora da perfezionarsi. Ma oggi – conclude la Calabrò –  lasciamo spazio all’entusiasmo scaturente dal fatto che, finalmente dopo tanti anni,  135 persone riconquistano la dignità lavorativa che, inspiegabilmente, gli è stata per troppo tempo negata. Un plauso alla buona politica, alle istituzioni e alla SAS per essere riusciti a superare il circolo vizioso dello scarica barile e dei rimpalli di responsabilità. Infine, ma non per ultimo, non vadano dimenticati tutti quei i lavoratori che, in questi tormentati anni, hanno sempre creduto e combattuto per il riconoscimento dei loro diritti violati”.

 

E’stato rinvenuto nella serata di ieri un cadavere all’interno di un edificio abbandonato a Palma di Montechiaro.

La vittima sembrerebbe avere un’età di circa 50-60 anni e non ha nessun documento di identità. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Licata, e del Nucleo della Scientifica per effettuare i primi rilievi. Sono state prese in considerazione tutte le piste ma da una prima ricostruzione sembrerebbe trattarsi di un omicidio.

Il corpo è stato trovato con il cranio fracassato con delle ferite compatibili con dei colpi di un arma contundente. Ma potrebbe trattarsi anche di una caduta accidentale dovuta a un malore e il corpo probabilmente morso da qualche animale.

Giaceva a terra in mezzo a macerie e rifiuti e il luogo presenta le caratteristiche di una dimora di fortuna per un senzatetto. Dai primi rilievi del medico legale la morte risalirebbe a qualche giorno fa. Il corpo è stato trasferito nella camera mortuaria del cimitero di Palma di Montechiaro.

La Procura ella repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta e nelle prossime ore sarà effettuata un’autopsia per cercare di comprendere cosa è successo.

 

Il Prof. M.A. di 68 anni,era stato sospeso cautelarmente dal servizio a seguito dell’apertura di un processo penale; decorsi cinque anni dalla predetta sospensione cautelare dal servizio aveva chiesto la riammissione in servizio in conformità alle norme di cui al contratto collettivo nazionale.L’atto di invito inoltrato restava privo di riscontro e pertanto il docente, con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, adiva il Giudice del Lavoro che, in accoglimento del ricorso,  accertava il diritto alla riammissione in servizio e condannava il MIUR al pagamento delle spese di giudizio; il Giudice del Lavoro sanciva la perdita di efficacia automatica della sospensione dal servizio del dipendente decorsi cinque anni dall’allontanamento del medesimo  senza che residui in capo all’Amministrazione alcun margine di discrezionalità in ordine alla riammissione in servizio del lavoratore sospeso.  Essendo la sentenza resa dal Giudice del Lavoro rimasta ineseguita il docente adiva, sempre con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, il Giudice Amministrativo per l’esecuzione del giudicato nascente dalla sentenza del Giudice del Lavoro. Si è costituito in giudizio il MIUR, con il patrocinio dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, eccependo che il docente era stato nelle more condannato dal Giudice Penale e pertanto l’Amministrazione si era determinata a disporre il prolungamento della sospensione dal servizio.  Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana in sede giurisdizionale, in parziale accoglimento del ricorso patrocinato dall’Avvocato Rubino,  ha riconosciuto il diritto del ricorrente ad essere riammesso in servizio dalla data di scadenza del quinquennio di sospensione fino alla data della lettura in udienza del dispositivo della sentenza penale di condanna, ai fini del trattamento economico e della ricostruzione della carriera, ordinando l’esecuzione del giudicato entro sessanta giorni dalla notifica della sentenza, e nominando commissario ad acta per l’ipotesi di ulteriore inadempienza il Capo di Gabinetto del MIUR o un suo delegato. Pertanto il docente sospeso, per effetto della sentenza del CGA,  avrà diritto alla percezione delle differenze stipendiali e dei contributi non versati  per quasi un triennio entro sessanta giorni, altrimenti si insedierà il Commissario ad acta nominato dal CGA che interverrà in via sostitutiva.  

I lavoratori dell’Esa, dei Consorzi di bonifica e forestali della provincia di Agrigento, dopo aver passato un Natale triste, si apprestano a vivere un Capodanno di rabbia e delusione. Non hanno ancora percepito nemmeno la mensilità di novembre, nonostante le rassicurazioni del Governo e dei dirigenti regionali. Ancora una volta dopo le promesse elettorali non mantenute (mai più un giorno di riposo per i forestali; e le dichiarazioni dell’assessore Bandiera solo due contingenti 151isti e oti) il Governo Musumeci non riesce a garantire nemmeno le sacrosante retribuzioni. Il segretario provinciale della Flai Cgil di Agrigento, Giuseppe Di Franco, lo scorso 22 novembre, tramite un comunicato stampa, aveva espresso grande preoccupazione rispetto alle difficoltà da parte dell’amministrazione Regionale ad avere nella propria disponibilità effettiva le risorse dei Fondi FSC (fondo per lo sviluppo e la coesione) che si stanno utilizzando nel settore forestale della manutenzione e tale preoccupazione si è dimostrata reale. La variazione di Bilancio approvata il 14 dicembre con notevole ritardo dall’assemblea regionale, e pubblicata in gazzetta il 18 dicembre che ha dato copertura finanziaria alle garanzie occupazionali previste per legge, non è servita a far si che i lavoratori percepissero lo stipendio entro l’anno, nonostante il Governo e i Dirigenti avessero assicurato alle organizzazioni sindacali Regionali che gli uffici avrebbero eseguito tutti gli adempimenti nei tempi necessari. Sta di fatto che ancora oggi, non sono stati emessi dalla Ragioneria gli ordini di accreditamento, e tale ritardo fa supporre che tutto slitterà alla riapertura della Cassa Regionale. La Flai Cgil di Agrigento, tramite il suo segretario Giuseppe Di Franco, denuncia le continue mortificazioni che subiscono i lavoratori forestali privati, anche nei periodi delle festività, della serenità economica che garantirebbe di trascorrere almeno queste giornate in armonia con i familiari. Il Governo regionale ancora una volta ha dato dimostrazione di quanto poco tenga ad un settore importante come la forestazione, e da qui l’importanza di dar vita, già a partire dai primi giorni del 2019, ad un’iniziativa sindacale forte che porti al centro della discussione una Riforma fondata sulla tutela del territorio e dell’ambiente, sulla prevenzione e lotta agli incendi, sul contrasto della desertificazione ed al dissesto idrogeologico sull’ampliamento della superficie boschiva, sull’uso plurimo e produttivo del bosco valorizzando i prodotti forestali a partire dal legno, alla produzione della biomassa, alla valorizzazione delle attività didattiche, culturali e turistiche ricreative del bosco, non tralasciando l’aspetto occupazionale. Una riforma che faccia fronte in maniera più efficace alle urgenti necessità di tutela e gestione del territorio siciliano, forestazione intesa come un vero e proprio settore produttivo che dia un contributo alla lotta allo spopolamento delle aree interne, altrimenti si andrà verso la privatizzazione di questo settore. Ed è per tale motivo che il prossimo 10 gennaio si terrà a Palermo un attivo unitario con l’obiettivo di smascherare il Governo rispetto alle reali intenzioni che ha riguardo alla forestazione. Da lì partirà un percorso per provare a realizzare una Riforma che valorizzi il settore e che metta in condizione i lavoratori di avere maggiori garanzie occupazionali al fine di trovare quella serenità economica che oggi manca.

Il “Presepe vivente di Montaperto” si tinge dei colori della solidarietà. Chiamate all’appello le associazioni che si occupano dei disabili, ma anche le famiglie meno abbienti, che avranno la possibilità di godere, gratuitamente della bellezza e della suggestione del “Presepe vivente di Montaperto”. Oggi, 29 dicembre 2018, le porte del magico presepe verranno aperte anzitempo, alle ore 17, per dare la possibilità ai soggetti in difficoltà, di visitarlo accompagnati dagli organizzatori che faranno loro fruire il percorso del presepe più agevolmente. Lo staff non è nuovo a questi atti di altruismo perché il “Presepe della solidarietà” è ormai un appuntamento fisso che sta particolarmente a cuore a Nino Amato, padre del Presepe, e al suo entourage. Non mancheranno all’appuntamento neanche il parroco Padre Sardella, Don Mario Sorce, il sindaco Lillo Firetto e gli Assessori Comunali che saranno presenti per visitare il Presepe vivente in una giornata particolare come quella in cui, i diversamente abili saranno gli “ospiti d’onore”. Oltre ai diversi angoli in cui si respireranno i profumi e i sapori di una volta con le innumerevoli degustazioni, non mancheranno i momenti musicali arricchiti, quest’anno, dalla prima edizione del Festival delle Ciaramelle. Per tutti coloro che volessero visitare il suggestivo percorso del presepe vivente, l’ora di apertura rimane quella delle 17.30. Inoltre sarà possibile visitare lo splendido borgo anche il 30 dicembre 2018 e l’1-5-6 gennaio 2019.

Il sindaco di Aragona Giuseppe Pendolino e l’assessore all’Ecologia, Francesco Morreale, informano la cittadinanza che lunedì 31 dicembre, ultimo giorno del 2018, verrà effettuato il ritiro della plastica. L’indomani, martedì 1 gennaio, in occasione delle festività del Capodanno, il servizio sarà sospeso e riprenderà mercoledì 2 gennaio con la raccolta della frazione umida. Il sindaco Pendolino e l’assessore all’Ecologia Morreale, sono grati ai cittadini per la collaborazione e colgono l’occasione per augurare a tutti buone feste.  

Fuoriesce del gas da una bombola e scoppia l’incendio. La deflagrazione, oltre a danneggiare e annerire gli interni e i suppellettili dell’abitazione, avrebbe mandato in frantumi anche le finestre della cucina. È successo a Realmonte, in via Rina.

Sono stati, naturalmente, attimi di paura. Subito è stato lanciato l’allarme ai pompieri. I vigili del fuoco avrebbero lavorato circa tre ore per spegnere il rogo, accertarsi delle condizioni degli inquilini e mettere in sicurezza la zona.

Per fortuna pare che l’incendio dovuto alla bombola del gas, avvenuto nel primissimo mattino, non abbia registrato danni a persone. I proprietari sarebbero riusciti in tempo a mettersi in salvo.

Dal prossimo mercoledì 2 gennaio il ricevimento del pubblico al front-office della Direzione provinciale INPS di Agrigento e dell’Agenzia complessa di Sciacca sarà possibile solo previa prenotazione telefonica o telematica.

Sarà necessario contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 12.30 i seguenti numeri: 0922.446304, per la sede di Agrigento, e lo 0925966282, Agenzia di Sciacca.

Per la prenotazione telematica sarà necessario scrivere una mail all’indirizzo urp.agrigento@inpsn.ite, allegando copia del documento di identità e della tessera sanitaria.

Sarebbe stato raggiunto e ferito a un braccio da alcuni pallini sparati con un fucile ad aria compressa. È successo giovedì scorso in via Manzoni, ad Agrigento. Il malcapitato, un 25enne agrigentino, ha dovuto ricorrere alle cure dei medici dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di c.da Consolida. Pare che le ferite siano state giudicate guaribili in una decina di giorni.

Il giovane si sarebbe trovato davanti alla propria abitazione quando, improvvisamente, sarebbe stato colpito al braccio dai pallini. Del caso se ne stanno occupando i poliziotti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento. Non si escluderebbe nessuna pista, ma pare che si ipotizzi che quanto accaduto sia in realtà un fatto accidentale.