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A Palermo, al palazzo di giustizia, il pubblico ministero, Piero Padova, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna a 4 anni di reclusione a carico dell’ex magistrato Antonio Ingroia, giudicato in abbreviato per peculato. Ingroia si sarebbe appropriato di indennità non dovute quando è stato liquidatore della società partecipata regionale “Sicilia e-servizi”.

Si conclude sabato 12 ottobre la prima settimana di  distribuzione dei kit per la raccolta differenziata ad Aragona in vista dell’avvio del nuovo servizio. Nei locali di via Vitello messi a disposizione dall’amministrazione comunale, il personale della Sea che in appalto il servizio, sta infatti concludendo il ricevimento degli utenti i cui cognomi iniziano con le lettere A-B e C ai quali sta consegnando le attrezzature ed il materiale informativo che servirà loro per effettuare una corretta differenziata. Da lunedì 14 a sabato 19 ottobre, sarà la volta delle lettere C, D ed E, mentre la settimana successiva, quella che va dal 21 al 26 ottobre toccherà agli utenti il cui cognome inizia con le lettere F e G. Si proseguirà con la consegna ai cognomi che iniziano con H, I, L, M, N ed O dal 28 ottobre al 3 novembre, per concludere dal 4 al 9 novembre con le restanti lettere, P, Q, R, S, T, U, V e Z. Per il ritiro del kit, sarà necessario avere con se, la tessera sanitaria dell’intestatario della Tari anche in caso di delega. La delega per il ritiro dei contenitori e del materiale informativo sarà inviata per posta a tutti i cittadini-utenti proprio in questi giorni. Gli uffici di via Vitello saranno aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 ed il sabato dalle 9 alle 13.

 

Ennesima avaria ad una delle unità che collegano Porto Empedocle alle Isole Pelagie. Questa notte la nave mentre era in navigazione verso Lampedusa ha avuto l’ennesima avaria al motore di dritta ed è dovuta rientrare in emergenza nel porto di Porto Empedocle, imbarcando il pilota e scortata per sicurezza da un rimorchiatore.

Gli uomini della capitaneria di portò al comando del Capitano di Fregata Gennaro Fusco hanno già provveduto ad allertare il Registro Italano Navale per la esecuzione di una visita occasionale alle macchine di bordo per comprendere la natura del problema.

La nave era diretta a Lampedusa anche per il triste compito di recuperare le 13 salme delle vittime del naufragio dei giorni scorsi, il cui trasferimento risulta ancora sospeso.

 

Il gup del Tribunale di Agrigento Stefano Zammuto ha assolto dal reato di abuso d’ufficio Vincenzo Ortega,ex dirigente del Comune di Licata, e due dipendenti del servizio anagrafe dell’Ente, Pietro Carmina e Giuditta Impallomeni. I tre erano accusati in concorso di aver “rigettato immotivatamente” la richiesta di cambio di residenza di una donna T.V., costituitasi parte civile nel procedimento.

La vicenda risale al maggio 2016 quando la donna aveva manifestato l’intenzione di cambiare residenza e trasferirsi a Castrofilippo. Secondo l’accusa – che però ha chiesto l’assoluzione al termine della requisitoria – i tre dipendenti comunali non avrebbero dato seguito a tale richiesta.

I tre sono difesi dagli avvocati Giovanni Crosta, Angelo Balsamo e Marcello Lus. La parte civile è rappresentata dall’avvocato Antonio Montana.

Un ragazzo di 29 anni, nato ad Agrigento ma residente ad Aragona, è stato ricoverato all’ospedale San Giovanni di Dio dopo esser arrivato al nosocomio in gravi condizioni con diversi traumi sparsi sul corpo e principalmente in testa e in faccia.

Il giovane sarebbe rimasto vittima di un vero e proprio pestaggio avvenuto – ma il riserbo degli inquirenti è massimo – all’interno di una ditta tra Favara e Agrigento.

Sono ancora sconosciuti sia il movente che l’aggressore ma le forze dell’ordine si sono messe alla “caccia” del responsabile. Alla base del pestaggio forse un regolamento di conti andato male.

Ad Agrigento l’Aics ha organizzato durante la prima settimana di novembre una competizione tra tutti i pizzaioli agrigentini. Il concorso si svolgerà al PalaCongressi, al Villaggio Mosè. Ciascun pizzaiolo preparerà una pizza secondo la sua migliore ricetta. Poi un’apposita giuria degusterà e sceglierà i vincitori. Saranno premiati i migliori cinque pizzaioli.
Nell’ambito della stessa manifestazione sarà possibile anche assistere a degli spettacoli di danza e ballo a cura di alcune delle Associazioni presenti nel territorio agrigentino e che sono iscritte all’Aics. I pizzaioli interessati si iscrivano al concorso entro il 20 ottobre all’indirizzo e-mail aicssportagrigento@gmail.com oppure tramite la pagina Facebook aicssportagrigento. Informazioni al telefono 339 4515928.

La quarta sezione della Corte di Appello di Palermo, presieduta da Massimo Corleo, ha assolto Evelina Maffey, dirigente scolastico del secondo circolo didattico Sant’Agostino di Sciacca, dall’accusa di maltrattamenti nei confronti di tre insegnanti e due assistenti amministrativi.

E’ stata cosi’ ribaltata la sentenza di condanna emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, il 14 dicembre 2017. I fatti risalgono al 2012. L’indagine era stata effettuata dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura saccense ed era scaturita dalle denunce presentate nei confronti dell’allora dirigente della scuola, poi sospesa dall’incarico.

Maltrattamenti, atteggiamenti provocatori e persecutori quelli addebitati a Evelina Maffey, che avrebbero generato malessere e stati di ansia tra le insegnanti e i dipendenti amministrativi della scuola. Accuse che sono cadute nel giudizio di appello, dove la preside e’ stata assistita dall’avvocato Gioacchino Genchi, il quale, alla luce di una nuova attivita’ difensiva, ha dimostrato che la Maffey “non ha mai infierito” nei confronti degli insegnanti e degli assistenti amministrativi, manifestando anzi “notevole indulgenza in occasione delle loro reiterate violazioni alle norme di comportamento”.

I carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento, insieme ai militari della Compagnia di Licata, hanno eseguito un ordine di custodia cautelare (ai domiciliari) nei confronti di 24 persone ritenute responsabili di furto di energia elettrica e idrica. Si calcola che le bollette, non pagate, in alcuni casi da 7 anni, si aggirano intorno ad un milione di euro.

Oltre 80 carabinieri hanno setacciato e controllato da cima a fondo, insieme ai tecnici di Hydortecne, l’intero complesso di abitazioni popolari di via Torregrossa.

I militari dell’Arma sono riusciti a scovare i “ladri” di acqua e corrente elettrica dopo minuziose indagini. Praticamente quasi tutto il palazzo usufruiva dei vitali servizi senza corrispondere un euro.

I dettagli verranno spiegati più tardi dai Carabinieri nel corso di un’apposita conferenza stampa.

Una triste storia quella di una bambina di appena 9 anni, oggi 15enne, costretta a subire le violenze sessuali da parte di chi doveva proteggerla.
A quell’età i nonni sono i loro punti di riferimento i loro genitori con i “capelli bianchi”, ma per lei all’epoca dei fatti, il 2013, il nonno era l’orco e la madre una complice.
La storia che la vede come vittima, ha come carnefice il nonno, il padre del compagno della madre, che riservava a lei le sue “attenzioni”. “Attenzioni” ripetute nel tempo.
Ieri, a distanza di quasi sei anni al Tribunale di Agrigento, il sostituto Procuratore Gianluca Caputo, al termine della requisitoria  ha chiesto la condanna dei due soggetti coinvolti: 8 anni per la madre e 11 per il nonno.
L’avvocato Salvatore Virgone ha rappresentato la parte civile.
Secondo la ricostruzione dei fatti, la bambina affidata ad una comunita’ per minori, aveva manifestato tramite dei disegni le violenze subite. Da lì l’intervento delle assistenti sociali le quali nitiziarono le autorità competenti, dando vita alle indagini, mettendo sotto la lente di ingrandimento la posizione del nonno prima e quella della madre dopo.
Gli inquirenti hanno accertato come il nonno l’avrebbe “toccata”, e che lo stesso avrebbe consumato le violenze nelle zone di campagna.
La madre, sempre secondo la ricostruzione, avrebbe raccolto il racconto della figlia, ma nello stesso tempo non ha proceduto a denunciarne i fatti.
Il 25 ottobre si tornerà in aula, dove i giudici emetteranno la sentenza.