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“E’ una situazione ormai ingestibile. Se il governo non proclamerà lo Stato di emergenza per Lampedusa lo farò io. L’hotspot non è più in grado di accogliere migranti, la responsabilità di questa emergenza non può ricadere sul sindaco, sull’amministrazione comunale e sui lampedusani”.

Così il sindaco di Lampedusa Totò Martello commenta l’ultima raffica di sbarchi nell’isola (altri tre nelle ultime ore) e la situazione nell’hotspot dell’isola dove si trovano in questo momento oltre mille migranti, dieci volta la capienza massima prevista. “Oggi non ci saranno trasferimenti in traghetto verso Porto Empedocle – sottolinea il sindaco – e intanto i barchini provenienti dalla Tunisia stanno continuando ad approdare sull’isola”.

In questo momento sulla banchina si trovano una cinquantina di migranti ancora in attesa che venga deciso dove saranno smistati.

La cosa più problematica di questa triste vicenda è che tutti sanno che la situazione non potrà far altro che peggiorare di giorno in giorno. Poco fa un altro sbarco, adesso se ne attendono altri due, stanotte non si sa. E domani? Ci saranno altri sbarchi sicuramente. E dopodomani?

Il Governo centrale non sa che fare, l’Europa ci ride in faccia e i nostri porti continuano a rimanere aperti. Si salvi chi può!

Ma attenzione, nessuno potrà mai dire: io non lo sapevo o non lo avevo previsto.

Svolta nel processo di appello per la cosiddetta strage delle Maccalube, la riserva naturale di Aragona. Lì il 27 settembre del 2014 morirono i fratellini Carmelo e Laura Mulone di 9 e 7 anni, travolti da un’ondata di fango mentre facevano una passeggiata insieme al padre Rosario, appuntato dei carabinieri. La deposizione di ieri del geologo Fausto Grassa dell’istituto nazionale di geofisica alimenta dei dubbi alla Corte di appello di Palermo che cercherà di chiarire attraverso la nomina di un perito, vale a dire un tecnico “terzo” e non di parte.
Il 17 novembre sarà conferito l’incarico. In primo grado, il 30 gennaio del 2018, il giudice Giancarlo Caruso ha inflitto sei anni di reclusione al direttore della riserva, l’architetto Domenico Fontana, e 5 anni e 3 mesi all’operatore del sito Daniele Gucciardo, entrambi esponenti di Legambiente, associazione che gestisce la riserva sulla base di un contratto con la Regione. Assoluzione, invece, “perché il fatto non costituisce reato”, per il funzionario della Regione Francesco Gendusa.

Non sappiamo se il sindaco abbia sentito i commercianti prima di procedere alle modifiche, sicuramente occorre rimarcare che l’associazione che rappresento non è stata interpellata.
Nel periodo del lockdown le problematiche legate alla via Atenea erano state esaminate nel corso di una videoconferenza ed erano state avanzate idee e proposte da definire. Ma la cosa più importante è che si era deciso che si sarebbero istituiti dei tavoli di lavoro dove finalmente amministrazione e operatori del settore avrebbero interagito in modo da trovare soluzioni per favorire la ripresa economica in pieno rispetto dell’opinione di tutti.
A questo punto mi auguro che l’ordinanza venga ripensata e ridefinita tenendo conto di molteplici aspetti e consultando chi in via Atenea investe e lavora.
Questo non vuole essere un attacco al sindaco o una polemica sterile ma un invito ad operare per il bene comune degli imprenditori che oggi più che in passato stanno facendo enormi sacrifici per mantenere aperte le saracinesche.  Gabriella Cucchiara presidente provinciale FIPE Confcommercio Agrigento

L’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento mette a bando 179 posti della dirigenza, la Cisl Fp esprime apprezzamento per l’operato svolto dalla governance.

“Non possiamo che manifestare la nostra soddisfazione per quanto avvenuto – spiega Giovanni Farruggia, responsabile del dipartimento Sanità pubblica e privata – soprattutto per l’impegno profuso dal direttore amministrativo e direttore generale facente funzioni Alessandro Mazzara rispetto al raggiungimento della stabilizzazione del personale dell’Asp, facendosi pienamente carico della responsabilità di dare risposte a questi lavoratori. Ringrazio, inoltre, il direttore sanitario Gaetano Mancuso e la dirigente del settore Personale Beatrice Salvago. Non possiamo, da parte nostra, non rimarcare ulteriormente la necessità che, completate le procedure di stabilizzazione, ai sensi della Legge Madia, si provveda alle progressioni verticali di tutto il personale dipendente”

“Programmare il ritorno a scuola dei giovani agrigentini dopo l’esperienza del Covid-19 e le misure organizzative introdotte dai governi nazionale e regionale, deve rappresentare l’obiettivo di breve periodo dell’amministrazione comunale.
In particolare, serve rafforzare i controlli per garantire la ripresa naturale delle attività scolastiche in un clima di Serena costruzione di rapporti interpersonali seppur con le necessarie cautele. Riqualificare spazi aperti alle attività ricreative e sociali,ampliare la dotazione tecnologica e rafforzare le iniziative formative e culturali ,  rappresentano i prossimi traguardi del successo formativo della scuola agrigentina. Il ritorno a scuola, previsto per il 14 Settembre, sia opportunità per l’amministrazione comunale ed i dirigenti scolastici per avviare la modernizzazione della scuola agrigentina-conclude Giorgia Iacolino-nell’interesse degli studenti e degli operatori scolastici alle prese con una realtà che il coronavirus ha nel frattempo notevolmente cambiato”

Redazione di progetti ai liberi professionisti e non alle centrali di committenza così come appreso dalle notizie di stampa per la redazione del progetto di restauro dell’ex Collegio dei Filippini.

Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento, smentisce la notizia della gestione dell’Urban center da parte dell’Ordine degli architetti.

“Le amministrazioni comunali, anziché reperire fondi per affidare gli incarichi ai liberi professionisti per la redazione di progetti importanti per i propri territori, li affidano a una Centrale di progettazione – spiega Alfonso Cimino – Un Ufficio di progettazione totalmente contro tendenza a una politica siciliana che oggi ha raggiunto risultati storici, essendo la prima Regione in Italia ad aver adottato i bandi tipo per i servizi di architettura e ingegneria, grazie ai quali ha aumentato l’affidamento degli incarichi ai liberi professionisti del 64 per cento. Ai liberi professionisti deve essere dato il compito di redigere i progetti, alle amministrazioni comunali e regionali di reperire i fondi per l’affidamento degli incarichi e non di certo per sostituirsi ai liberi professionisti. Abbiamo portato avanti politiche per esternalizzare gli incarichi, per far sì che i funzionari possano approvare i progetti – prosegue – Diciamo basta alle consulenze e ai progetti gratuiti, basta alle centrali di progettazione. Questo è un momento in cui i liberi professionisti attraversano un periodo professionale drammatico e, invece di incentivarli, ci affidiamo a una centrale di progettazione, strumento statalista e non per niente liberista delle attività professionali. Lo abbiamo ribadito nella conferenza degli Ordini del Consiglio nazionale degli architetti proprio in questi giorni, il 23 e 24 luglio a Roma, grazie a un documento per la conversione in legge del decreto Semplificazioni con il quale chiediamo di aumentare e riformulare il fondo di rotazione per l’affidamento degli incarichi ai liberi professionisti e far sì che i Rup possano svolgere le attività di verifica a prescindere dagli importi dei progetti”.

Recente la notizia che dà la gestione dell’Urban center di Agrigento all’Ordine degli architetti.

“Smentiamo categoricamente le notizie di stampa che indicano l’Ordine degli architetti il gestore dell’Urban center di Agrigento che sicuramente abbiamo voluto ma la cui gestione è del Comune di Agrigento che deve raccogliere attorno a un tavolo idee e proposte degli Ordini professionali, delle associazioni di categoria, delle università – conclude il presidente Cimino – L’Ordine degli architetti di Agrigento che, e si può dire a gran voce, è stato uno dei principali ideatori ma non ne è il gestore”.

Il professor Francesco Pira, sociologo e docente di comunicazione all’Università degli Studi di Messina è stato nominato Componente del Comitato Scientifico del Centro Studi di Avis nazionale. A comunicarlo al diretto interessato, il Presidente di Avis Giampietro Briola, con una lettera inviata nelle ultime ore.  Consulente per il progetto di comunicazione integrata di Avis Calabria, in passato ha collaborato con Avis Toscana e Avis Veneto in attività di ricerca e formazione, ed è stato relatore a Milano all’Assemblea nazionale. “Ringrazio il Presidente di Avis nazionale Giampietro Briola e tutti i suoi collaboratori per questa nomina di cui sono onorato. Spero di poter dare il mio modestissimo contributo mettendo a disposizione del neonato Centro Studi l’esperienza maturata in tanti anni di lavoro nella comunicazione sociale e nella formazione nel terzo settore in tutta Italia. E’ un privilegio continuare a collaborare con chi si dona ogni giorno e svolge un lavoro straordinario nella raccolta sangue quotidianamente.”. Ha detto il professor Pira che ha voluto ringraziare il Presidente di Avis Calabria Rocco Chiriano che ha avanzato la candidatura del docente siciliano per il Comitato Scientifico.

Da anni il docente universitario si occupa di comunicazione sociale e ha scritto articoli scientifici e un saggio per Franco Angeli sul tema. Attualmente è Delegato del Rettore alla Comunicazione dell’Università di Messina, dove presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, è Coordinatore Didattico del Master in Social Media Manager.

Il Centro Studi di Avis nazionale nasce dopo la Riforma del Terzo Settore che  pone prospettive e interrogativi ad Avis nazionale che necessitano sempre più “di un luogo ideale, ma al contempo reale e concreto, di analisi e proposizione che non sia gravato da compiti di gestione quotidiana”.
E’ con questo presupposto che il segretario generale, Ruggiero Fiore, e il consigliere Luciano Franchi, hanno presentato il progetto del Centro studi. “Da qualche tempo la società in generale, il Sistema Trasfusionale e il Sistema Sanitario Nazionale stanno subendo una radicale trasformazione, che potrebbe lasciarci impreparati qualora non operassimo costantemente una azione di analisi, di monitoraggio, di verifica e di proposta. C’è la necessità di sviluppare un pensiero globale, che si coniughi con una efficiente azione locale, di fronte alla sempre più difficile ricerca e fidelizzazione di nuovi volontari, alle nuove condizioni del mondo del lavoro, a un nuovo modo di affrontare e governare una comunicazione efficace, a un federalismo solidale messo quotidianamente in discussione e quindi sempre più difficilmente attuabile. C’ è poi la necessità di essere presenti con sufficiente competenza nei luoghi di programmazione e di decisione, attraverso una formazione continua”.  Hanno detto i due dirigenti nazionali.Con la Riforma del Terzo Settore AVIS NAZIONALE diventa Rete Associativa.
E la sua azione è caratterizzata dall’assolvimento di tre compiti fondamentali:
indirizzo,  programmazione e controllo. Per adempierli al meglio, AVIS Nazionale ha costituito il Centro Studi che si occuperà principalmente di tre saranno aree principali di intervento: scientifico – culturale; organizzativo – gestionale; divulgazione – comunicazione.

Nel 2011 il Comune di Lampedusa e Linosa aveva rilasciato in favore della Società W.S. s.r.l la concessione edilizia per un fabbricato costruito in data antecedente al 1976 sito in Lampedusa ed oggi, ricade in zona vincolata ed all’interno della Riserva Naturale Orientata.
A distanza di quasi 7 anni dal rilascio del  titolo edilizio, il Comune di Lampedusa e Linosa ha disposto l’annullamento in autotutela della concessione in sanatoria per la presunta mancata acquisizione del n.o. dell’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente necessario per gli immobili ricadenti all’interno delle riserve naturalistiche.
A questo punto la Società W.S. s.rl. con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’ ha proposto ricorso straordinario innanzi al Presidente della Regione deducendo illegittimità dell’operato del Comune di Lampedusa sotto diversi profili.
In particolare, i difensori Rubino ed Airo’ hanno eccepito il difetto di motivazione poiché l’asserito interesse pubblico finalizzato al ripristino della legalità violata, in assenza di un’adeguata e compiuta istruttoria, non può assumersi in maniera apodittica e generica come prevalente rispetto alla posizione del privato che negli anni, sulla base del titolo assentito, ha consolidato l’aspettativa di mantenere legittimamente l’immobile in questione.
Il CGA, nell’esprimere il proprio parere di competenza sul ricorso straordinario presentato dalla W.S. s.r.l. ha ritenuto di condividere le difese degli Avv.ti Rubino e Airo’,  “in coerenza con la soluzione adottata in giurisprudenza che ha come presupposto una necessaria motivazione “rafforzata”, laddove l’intervento che si vuole essere ripristinatorio della legalità non sia stato tempestivo o abbia violato il termine previsto dei 18 mesi”.
Per effetto del predetto parere vincolate il provvedimento adottato dal Comune di Lampedusa e Linosa sarà annullato dal Presidente della Regione e la società ricorrente potrà mantenere il proprio immobile.

Aumentano i “piccoli” numeri del covid 19 in Sicilia. Su 1.975 tamponi processati in Sicilia nelle ultime 24 ore, otto hanno dato esito positivo. Dalla Regione fanno sapere che 5 sono della provincia di Messina, due di Catania e uno della provincia di Palermo. C’è un nuovo guarito, ma un ricoverato in più rispetto a ieri con il totale che sale a 11 (due di questi in terapia intensiva, -1 rispetto a ieri). Non ci sono decessi e gli attuali positivi diventano 170 (+7 rispetto a giovedì). Su scala nazionale dopo il balzo dei casi di contagio registrati negli ultimi due giorni, si registra un riallineamento del trend nella consueta sintesi del bollettino Coronavirus del Ministero della Salute pubblicato oggi. Sono infatti 252 i nuovi casi di contagio registrati in quasi tutte le regioni italiane: restano a zero nuovi casi solo Valle d’Aosta e Basilicata. Stabili i pazienti covid che necessitano di cure ospedaliere mentre in leggero calo i pazienti critici ricoverati in terapia intensiva (-3).

“Esprimo vicinanza e solidarietà a Don Lillo D’Ugo, sacerdote della diocesi di Palermo, bersaglio di una vile campagna di violenza verbale e odio da parte di chi si dice pacifico difensore dei diritti Lgtbq. L’omofobia non è ancora stata trasformata in legge ma ecco i primi effetti della propaganda. Evidentemente alcuni lobbisti delle politiche Lgtbq friendly si sentono autorizzati a insultare un parroco perché ritenuto colpevole di difendere nelle sue omelie la famiglia naturale, manifestando idee pacifiche ma che non s’inseriscono nel pensiero unico che altri vorrebbero imporre in pieno stile dittatoriale. Se gli episodi di violenza nei confronti di don Lillo dovessero continuare, siamo pronti a scendere in piazza autoaccusandoci dei medesimi comportamenti”.

Così ha dichiarato il deputato e vicecapogruppo della Lega alla Camera Alessandro Pagano, componente della commissione Giustizia a Montecitorio.