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Un telo artistico  è stato collocato in occasione dei lavori per il restauro e il rifacimento del prospetto del Collegio dei Santi Agostino e Tommaso sede della Curia arcivescovile di Agrigento, comunemente indicata come Seminario. L’Ufficio beni culturali della Diocesi ha chiesto di progettare un telo artistico raffigurante la facciata. Sia il gruppo di progettazione Sicef srl che l’impresa Ingcos srl, ditta esecutrice dei lavori, hanno accolto immediatamente la sollecitazione e tra le migliorie offerte hanno inserito la progettazione e realizzazione del telo artistico.
Un’esigenza che nasce dalla committenza e dalla sensibilità del gruppo di progettazione, dettata sia dalla necessità di garantire lo svolgimento dei lavori in piena sicurezza per operai, fruitori della Curia e residenti, sia da ragioni di carattere puramente estetico.
Siamo in pieno centro storico, davanti la Cattedrale, con una piazza che è punto di arrivo per chi desidera visitare la parte altra del Colle di Agrigento.
“Vogliamo dare un senso di bellezza e normalità nonostante i lavori –dice don Giuseppe Pontillo Direttore Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Agrigento – e lanciare un modello in città e provincia, che seguiremo per altri cantieri, per vivere meglio il luogo dove abitiamo. Il contesto umano, architettonico e urbanistico influenzano la nostra vita, come Diocesi abbiamo intrapreso da anni il cammino della bellezza e del decoro come servizio all’uomo e al territorio.
Abbiamo pensato – conclude – alla sicurezza per i lavoratori, al decoro per i residenti del centro storico e al minor impatto per chi arriva o esce dalla Cattedrale”.
Il telo in PVC è microforato ed è caratterizzato da piccolissimi fori che prevengono l’effetto “vela” in caso di vento, evitando anche l’oscuramento degli ambienti di lavoro, inoltre il ponteggio è stato ancorato e rafforzato con adeguati calcoli con una struttura idonea per sostenere il telo.

Tra chiusure, blocchi alla circolazione e restrizioni dovute all’emergenza sanitaria ed economica in atto, il 2020 è stato un anno difficile anche per il mondo del trasporto merci e persone su strada. Continental, brand che da 150 anni fa della sicurezza su strada e dell’innovazione tecnologica la propria missione, ha realizzato un Osservatorio sui macro trend del trasporto pesante con l’obiettivo di fornire una panoramica del settore sia a livello nazionale, sia a livello locale. Per capire quanto ha inciso la pandemia sullo sviluppo del comparto dei mezzi pesanti in Sicilia, l’Osservatorio ha analizzato i dati relativi alle nuove immatricolazioni, ai tipi di alimentazione, all’anzianità e alle categorie Euro* del parco circolante in Regione e nelle singole province dell’isola.

Sotto la Valle dei Templi, lungo il viale alberato, una Fiat Multipla con a bordo sei persone é uscita fuori strada e si é ribaltata. Alla guida un giovane di Agrigento di 22 anni che per evitare una buca é irrimediabilmente finito fuori strada.

Nell’incidente autonomo sono rimasti feriti due passeggeri, un ragazzo e una ragazza, poi trasportati in ambulanza pressi l’ospedale presso il San Giovanni di Dio di Agrigento per le cure del caso.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri che si sono occupati della dinamica dell’incidente e poi hanno ritirato la patente al conducente – rimasto illeso – per aver provocato l’incidente mentre si trovava alla guida in stato di ebrezza.

La Polizia di Stato ha arrestato a Gela un polacco di 46 anni, su richiesta di estradizione avanzata dal Regno Unito. L’uomo è accusato di aver violentato in Inghilterra, per anni, la figlia della sua compagna quando ancora aveva meno di 13 anni.

L’ufficio Interpol del Regno Unito, tramite il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia della Direzione centrale polizia criminale, ha informato la Squadra mobile di Caltanissetta che a Gela poteva aver trovato rifugio un polacco accusato di crimini gravissimi. La Squadra mobile ed il Commissariato di Gela hanno provveduto ad effettuare le ricerche per individuare il ricercato. Dopo giorni di appostamenti, l’uomo è stato seguito fino alla sua abitazione dove ieri è stato catturato. Il polacco è stato condotto in carcere a disposizione del presidente della Corte d’appello di Caltanissetta che procederà alla convalida per l’eventuale estradizione nel Regno Unito.

Messina è la prima città in Europa che userà un innovativo metodo per somministrare i vaccini anti-covid: la tecnologia, già utilizzata da Stati Uniti, Australia e India consiste in un getto ad alta velocità che sostituisce completamente l’utilizzo dell’ago, quindi della tradizionale puntura, e garantisce un totale assorbimento del vaccino per via intramuscolare.
Il dispositivo medico ‘Comfort-in’, certificato CE, è ideato per somministrazioni sub-cutanee o intramuscolari di sostanze medicamentose.

La semplicità e l’assoluta sicurezza lo rendono ideale per ogni tipo di infusione con importanti vantaggi per il paziente, soprattutto per coloro che soffrono di agofobia.
Il “device” utilizza il “nozzle”: una vera e propria siringa, senza ago, sterile e monouso, in grado di iniettare nel braccio il vaccino attraverso un microforo che proietta il farmaco nel corpo in meno di 100 millisecondi. L’iniziativa, che si aggiunge e non sostituisce la classica somministrazione dei vaccini con siringa con ago, consente l’uso delle diverse tipologie di vaccino (Pfizer, Moderna, Janssen, Astrazeneca) e sarà illustrata domani alle 11.30 in conferenza stampa, nell’hub Fiera di Messina, dal commissario per l’emergenza Covid Alberto Firenze, dal direttore generale facente funzioni Asp Messina Dino Alagna e da Arturo Maravigna, responsabile dell’azienda Gamastech, che ha fornito il dispositivo del quale è esclusivista per l’Europa.

Il vice presidente provinciale del Codacons di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, rileva in negativo che nei 43 Comuni della provincia di Agrigento solo 11 hanno impiegato i percettori del reddito di cittadinanza in progetti utili alla comunità. Di Rosa aggiunge: “Il Comune di Agrigento perché ancora non ha attivato i Puc, ovvero i progetti utili alla collettività, deliberati dalla giunta comunale il 14 gennaio scorso? Secondo la normativa, i fruitori del reddito di cittadinanza devono prestare la loro opera lavorativa in cambio del beneficio ricevuto. Solo il 38% dei Comuni siciliani ha attivato i Puc, e ciò significa che ci sono 240 Comuni siciliani che potrebbero impiegare i percettori del reddito di cittadinanza in progetti utili alla collettività come pulizia delle strade, vigilanza delle scuole, attività di portineria e altro, ma non lo fanno, nonostante le carenze di organico”.

Il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, replica a quanto dichiarato dal vice presidente provinciale del Codacons di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, sulla mancata attivazione dei Puc, i Progetti utili alla collettività, per i percettori del reddito di cittadinanza. Miccichè afferma: “I Puc non sono stati ancora attivati a causa del parere negativo dei Revisori dei conti a seguito della sentenza della Corte Costituzionale in tale ambito. Aspettiamo a giorni il decreto”.

Il D. Lgs. n. 23/2011 stabilisce che il gettito derivante dall’imposta di soggiorno deve “essere destinato a finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali”. Ma ad Agrigento la destinazione dei fondi raccolti è stata ben diversa. Si sono finanziate strade e manifestazioni con la vecchia amministrazione e, nonostante le promesse fatte in campagna elettorale, anche la nuova amministrazione sta ripercorrendo la strada della precedente senza ascoltare le indicazioni che pervengono dalla consulta del turismo. Un chiaro esempio viene dal finanziamento delle manifestazioni di fine agosto indette dal Comune. La tassa di soggiorno dev’essere un tesoretto utile per migliorare l’offerta turistica e su questo siamo tutti d’accordo. Per questo le associazioni Tante Case Tante Idee, Abba, Assoturismo, Assohotel, Confesercenti hanno dato incarico ai legali di valutare la possibilità di non far più pagare l’imposta ai clienti che frequentano le strutture degli associati, invitando al contempo le altre associazioni e gli albergatori a fare lo stesso, almeno fino a quando l’amministrazione comunale non tornerà sui suoi passi concordando con la Consulta sul Turismo la destinazione dei fondi raccolti dalle strutture turistiche e che, si ricorda, devono servire a migliorare l’offerta. Enzo Agrò di Conflavoro, in particolare esorta il sindaco di Agrigento Francesco Miccichè, presidente della Consulta del Turismo, a riconoscere il giusto ruolo alla consulta, ovvero recepire l’indirizzo dato dagli operatori. Questi chiedono che il tesoretto della tassa di scopo debba essere ben speso e in modo produttivo perché rappresenta una risorsa utile per rilanciare il turismo nella città di Agrigento. Suggerisce di cominciare dalla programmazione, altrimenti ci si ritroverà a dover spendere soldi senza che questi siano utili al turismo del territorio.

Cinque morti in 48 ore tra le persone ricoverate al Covid Hospital di Ribera rende chiara e preoccupante la situazione epidemiologica in provincia di Agrigento non può non preoccupare. I 20 posti letto di degenza ordinaria disponibili sono tutti occupati, altri 8 pazienti sono ricoverati in terapia sub-intensiva, e altrettanti in terapia intensiva.

La situazione è preoccupante con l’escalation di casi positivi e la necessità di ricoverare i pazienti. Le persone ricoverate in rianimazione e decedute provenivano da Gela, San Biagio Platani, Favara e Palma di Montechiaro.

Nel 2001, un Oleificio con sede in Villarosa, nell’ennese, aveva acquistato due appezzamenti di terreno su uno dei quali, sin dal 1958, grava una servitù di passaggio mediante una stradina con accesso dalla limitrofa S.S.N. 121, dalla quale accede anche la stessa società ricorrente, la quale, dopo l’acquisto dei suddetti terreni, ne aveva richiesto l’adeguamento in quanto proprietaria del terreno circostante.
L’A.N.A.S., tuttavia, travisando l’oggetto dell’istanza, respingeva la richiesta “di licenza per l’apertura del passaggio” proposta dalla società, la quale, pertanto, decideva di agire in giudizio, con il patrocinio dell’Avvocato Girolamo Rubino, impugnando il suddetto provvedimento di diniego alla propria istanza.
In particolare, l’Avv. Rubino, evidenziava la violazione della normativa in materia ed il travisamento dei fatti in cui era incorsa l’Amministrazione resistente nel valutare il contenuto dell’istanza avanzata dalla società ricorrente, avendo l’A.N.A.S. negato la “licenza per l’apertura di un passaggio di accesso ad uso industriale”, quando invece la società ricorrente aveva richiesto il mero adeguamento di un accesso già esistente.
Si costituiva in giudizio l’A.N.A.S., rappresentata e difesa dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catania, al fine di resistere e sostenere la legittimità degli atti impugnati.
Il T.A.R. Catania, Sezione I, Presidente Dott. Pancrazio Maria Savasta, Relatore Dott. Giovanni Giuseppe Antonio Dato, attesa la fondatezza delle doglianze articolate dall’Avv. Rubino, ha, prima, accolto la domanda cautelare presentata dal difensore della ditta ricorrente e, successivamente, pronunciandosi nel merito, ha accolto il ricorso, annullando, per l’effetto, i provvedimenti impugnati e condannando l’A.N.A.S. al pagamento sia delle spese della verificazione disposta dallo stesso Collegio giudicante al fine di verificare l’effettiva,  poi confermata, esistenza del preesistente sbocco sulla S.S.N. 121, sia delle spese processuali in favore della società ricorrente.
Nessun ostacolo, dunque, appare sussistere all’accoglimento della richiesta avanzata dall’Oleficio ricorrente il quale, pertanto, soddisfatti i requisiti di legge, potrà così adeguare il passo carrabile già esistente anche alle esigenze di impresa.
Inoltre, considerata l’eccessiva durata del processo conclusosi con la suddetta pronuncia dopo ben diciassette anni, la società potrà agire in giudizio al fine di ottenere l’indennizzo, ai sensi della Legge 24 marzo 2001, n. 89, c.d. legge Pinto, per i danni, patrimoniali e non patrimoniali, derivanti proprio dall’irragionevole durata del processo.