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L’Ordine provinciale degli Architetti di Agrigento rileva che solo alcuni dei Comuni della fascia costiera agrigentina hanno presentato il Pudm, il Piano di utilizzo del demanio marittimo. Giova ripetere che entro il 2020 la gestione del demanio marittimo sarà trasferita ai Comuni, quindi alle amministrazioni comunali. Dunque, l’Ordine degli Architetti ha istituito un’apposita commissione coordinata dal vicepresidente dell’Ordine, Giuseppe Grimaldi, che si occuperà dei problemi legati al Piano del demanio marittimo. Il presidente, Alfonso Cimino, afferma: “Nonostante il tempo trascorso, sono molti i comuni della fascia costiera che non hanno ancora adottato questo importantissimo strumento di pianificazione. Noi stiamo cercando di sollecitare le amministrazioni comunali della provincia all’adozione di tutti gli strumenti urbanistici utili a valorizzare il nostro territorio. E non possono mancare il recupero delle fasce costiere e il Piano di utilizzo delle spiagge del demanio marittimo. In questo percorso, abbiamo istituito una commissione per individuare quali comuni hanno presentato il Pudm e quali invece no, in modo da dare loro il nostro contributo e porre in essere le iniziative volte a valorizzare le fasce costiere, per regolamentare gli interventi e valorizzare le spiagge per la fruizione turistica e dei cittadini. Incontreremo al più presto i sindaci e i dirigenti regionali competenti”.

La Ragioneria generale della Regione Sicilia ha disposto un’indagine interna per verificare se gli enti e gli organismi abbiano rispettato i vincoli di spesa imposti dalle norme nazionali e regionali. La circolare ispettiva è firmata dal ragioniere Giovanni Bologna, che ha chiesto ai dipartimenti, agli enti e ai collegi dei revisori dei conti di fornire gli elementi richiesti dall’amministrazione entro e non oltre il 5 aprile. Nella circolare, tra l’altro, si legge: “E’ un monitoraggio avviato indipendentemente dalla redazione del rendiconto generale della gestione per l’esercizio 2017. La Corte dei conti a sezioni riunite, in sede di parifica del rendiconto generale della Regione per il 2016, ha raccomandato la creazione di un adeguato sistema che permetta alla Ragioneria generale un monitoraggio costante della gestione finanziaria dell’amministrazione e degli enti controllati con puntuale attenzione per le voci di spesa interessate dalle norme di revisione della spesa”. Sono sotto osservazione il rispetto dei vincoli riguardo il divieto di assunzione, i fondi di trattamento accessorio, l’acquisto di beni e servizi, la riduzione dei contratti di acquisto, le spese per la stampa di relazioni e altre pubblicazioni e quelle per spostamenti e missioni, retribuzione e salario accessorio della dirigenza, spese per auto di servizio e rappresentanza, consumi, buoni pasto, compensi e misure di contenimento dei costi agli organi.

 

“Con le elezioni Nazionali del 4 marzo si è esaurito un progetto politico con una guida fallimentare”.
Così affermano i consiglieri comunali di Forza Italia di Agrigento, William Giacalone, Giovanni Civiltà e Calogero Alonge, che aggiungono: “Insieme al coordinatore cittadino di Forza Italia ad Agrigento, Pasquale Spataro, già critico con chi ha realizzato una compagine di candidati mancante di riferimenti locali, chiediamo che il partito operi un radicale cambio di passo, inverta la tendenza e attui una vera politica di rinnovamento. Dunque, si rimetta in gioco la guida del partito. Forza Italia è un movimento che non ha mai coinvolto la base, e ciò è accaduto ad Agrigento, Trapani, Messina, Siracusa, e in altre province della Sicilia. Chiediamo a gran voce – sottolineano Giacalone, Civiltà, Alonge e Spataro – che si faccia posto al merito e alla capacità di dialogo e di mediazione di chi conosce meglio degli altri il territorio. Ognuno di noi si è confrontato con gli elettori e il territorio con eccellenti risultati. E allora si dia voce a chi ascolta quotidianamente il sempre più forte lamento dei cittadini. Ad un partito, sempre più lontano dal territorio e condizionato dall’alto, bisogna ridare, se si vuol fare il bene di questa provincia, nuove energie, nuove figure e nuove idee con scelte lontane dai palazzi del potere. Riteniamo pertanto utile e costruttiva la linea di dissenso tracciata dall’onorevole Gallo, nell’auspicio dell’avvio di una riflessione ampia e approfondita, che consolidi e rilanci Forza Italia in Sicilia” – concludono.

Dopo i rifiuti, il presidente della Regione nominato da Roma commissario in Sicilia anche per l’emergenza idrica. I compiti prossimi venturi.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha ottenuto ciò che ha invocato accoratamente da quando si è insediato a Palazzo d’Orleans e si è imbattuto, tra brividi e sussulti cardiaci, nelle emergenze acqua e rifiuti in Sicilia, così come ereditate dal predecessore Rosario Crocetta. Come lui, Crocetta, anche Musumeci è stato nominato da Roma commissario. Prima commissario all’emergenza rifiuti, e adesso è stata firmata anche l’ordinanza della Protezione civile nazionale sull’emergenza idrica in Sicilia. Il capo, Angelo Borrelli, ha firmato il documento che disciplina gli interventi urgenti per, innanzitutto, risolvere la crisi nel Palermitano, dove solo le recenti piogge hanno scongiurato il pericolo, ancora sconosciuto ai palermitani ma non a tutti gli altri siciliani, della turnazione nella distribuzione dell’acqua. L’ordinanza nomina Commissario Nello Musumeci, coadiuvato dal dirigente generale del Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti, Salvatore Cocina, e dal prefetto di Palermo, Antonella De Miro. “Al commissario Musumeci – si legge nell’incarico – è assegnato il compito di definire, entro 30 giorni dall’adozione dell’ordinanza, un piano per la realizzazione degli interventi emergenziali ed urgenti di competenza del gestore del servizio idrico e gli ulteriori interventi, di immediata attuazione, che risultino coerenti con la programmazione del soggetto gestore”. Invece, nell’ambito dell’emergenza rifiuti, il primo traguardo del commissario Musumeci è il già annunciato e progettato invio dei rifiuti fuori dalla Sicilia. La Sicilia nel 2018, secondo le attuali previsioni, trasporterà 500mila tonnellate di rifiuti, secco e umido, all’estero, quando invece in tutta Italia, in media all’anno, si trasportano 450mila tonnellate all’estero. Sì, ma da noi è emergenza, altrimenti che emergenza sarebbe. Il conto ammonta a circa 100 milioni di euro ma non lo pagherà nè la Regione Sicilia nè il governo nazionale. Lo pagheranno i Comuni, quindi i cittadini contribuenti, le cui bollette sui rifiuti lieviteranno a meno che la percentuale di raccolta differenziata servirà a compensare l’aumento. La proposta d’appalto sarà pubblicata al più presto nell’albo dell’Unione Europea. Gli uffici di Musumeci lanceranno tecnicamente una “manifestazione di interesse europea” per l’invio fuori confine di rifiuti già trattati, secco e umido. Quanto costerà? Almeno 200 euro a tonnellata, che, moltiplicato per 500mila, sono 100 milioni di euro, che sono 30 milioni di euro in più rispetto a quanto oggi si spende per depositare i rifiuti nelle discariche, ormai al collasso. Da Regione e governo nazionale nemmeno un euro: nell’avviso di gara è stato già scritto e sottolineato che le aziende private che aderiranno alla “manifestazione di interesse” contratteranno direttamente con i Comuni e le Srr, gli ex Ato. Dunque, il costo sarà caricato nelle bollette spedite a casa dei siciliani, e non potrebbe essere diversamente.

A.R. teleacras

La Fortitudo Agrigento vince, domina e batte Rieti. I biancazzurri si impongono con il risultato di 83 a 74. Superba e corale la prova della Fortitudo che dal primo minuto mette al sicuro la partita. I biancazzurri ancora orfani di Ruben Zugno, schierano nel quintetto iniziale: Cannon, Evangelisti, Williams, Ambrosin e Zilli. Al pronti via è Agrigento a dettare il ritmo, riuscendo a chiudere il primo quarto con il punteggio di 28 a 13

Nel secondo periodo di gioco Rieti prova a farsi avanti con Hearst, ma la Fortitudo si affida ai canestri di Pepe ed Evangelisti e chiude il secondo periodo di gioco con il punteggio di 43-32.

 

La Fortitudo Moncada torna dal riposo lungo e Jalen Cannon mette muscoli e canestri, sua la tripla del 56 a 47. I biancazzurri mettono al segno il più undici e coach Ciani regala minuti a Giuseppe Cuffaro. Agrigento chiude bene tutti gli spazi, Pepe e Ambrosin mettono a segno canestri pesanti e Williams e Cannon si dividono il canestro. I biancazzurri battono Rieti con il punteggio di 83 a 74.

Franco Ciani: “Sotto il profilo del morale e della convinzione questa vittoria ci ha fatto bene. Oggi stiamo ritornando sull’assetto tattico completo. Abbiamo avuto minuti di straordinaria concentrazione, alternati a qualche disattenzione. Fortunatamente non abbiamo mai mollato e siamo riusciti a concedere poco. Hearst? Era un giocatore difficilmente marcabile. Williams era uno dei giocatori preposti alla marcatura, ma abbiamo dovuto fare i conti troppo presto con i falli”.

 

In esecuzione di un provvedimento emesso dalla Corte di Appello di Palermo, gli agenti del Commissariato di Polizia di Porto Empedocle hanno arrestato Salvatore Gangarossa, 46 anni, originario del luogo.

L’uomo deve scontare un anno e quattro mesi di carcere dopo che è stato ritenuto responsabile dei reati di danneggiamento aggravato, violazione di domicilio e resistenza a pubblico ufficiale.Dopo le formalità di rito, Gangarossa è stato trodotto nella struttura penitenziaria di contrada Petrusa.

Un incidente stradale autonomo si è verificato nelle ore notturne tra sabato e domenica a San Leone, frazione balneare di Agrigento.

Intorno alle 3.00, una utilitaria con a bordo un giovane di Favara, di 26 anni, per motivi di in fase di accertamento, si è ribaltandosi letteralmente. Ad accorgersi del sinistro una pattuglia della sezione Volanti della Questura di Agrigento in un servizio di controllo del territorio che sono intervenuti estraendo il ragazzo ferito, che aveva perso i sensi, dall’utilitaria.

Sul posto è stata fatta arrivare un’ambulanza che ha trasportato il malcapitato al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio. Le condizioni del favarese, seppur ferito, non destano preoccupazione.

 

Proseguono le indagini sull’omicidio di Emanuele Ferraro, il muratore, di 42 anni, di Favara ucciso qualche giorno fa in via Armado Diaz, stradina di Favara a pochi metri dalla Chiesa Madre.

Ieri mattina è stata eseguita, dal medico legale incarico, l’autopsia disposta dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo che stanno seguendo il caso, medico legale che è arrivato dall’Università di Palermo. Gli esiti dell’esame autoptico, eseguito nella camera mortuaria del cimitero di Favara, ovviamente, si conosceranno solo tra qualche settimana e daranno ulteriori elementi che saranno utili agli investigatori che si stanno occupando della vicenda, elementi che si aggiungeranno a quelli già in possesso degli uomini della Squadra Mobile di Agrigento che stanno eseguendo sul campo l’attività di indagine coordinati dalla Dda.

Il primo fatto che apparirebbe certo è che l’uomo sarebbe stato colpito da cinque colpi di pistola esplosi da una distanza di circa 3 metri. I colpi sarebbero stati esplosi da un solo killer, col volto travisato.

Nelle ore scorse sono stati sentite diverse persone, tracui i familiari,  alcuni pregiudicati e i tre operai della ditta che erano inmpegnati in lavori di ristrutturazione di una palazzina, interrogatori che oggi dovrebbe vedere coinvolte altre persone.

 

L’ Akragas è stata sconfitta nettamente dalla Juve Stabia. Il pesante risultato finale ha amareggiato il presidente Silvio Alessi che dichiara:  “È stata una sconfitta impietosa ed umiliante per la quale non possiamo che chiedere scusa a tutti. Oggi si è toccato il fondo e mi sono davvero vergognato. Pensavo che dopo una sconfitta del genere ed in vista dei due derby siciliani consecutivi, l’ allenatore Di Napoli tornasse ad Agrigento con la squadra ed invece è rimasto a Castellammare di Stabia. Una decisione che non condivido e che mi lascia molto perplesso. Invito il mister a riflettere sulla situazione che sta attraversando la squadra e a valutare l’opportunità di fare un passo indietro, rassegnare le dimissioni, per dare una scossa all’ambiente, ormai triste e sconsolato. Le sue eventuali dimissioni potrebbero servire per dare nuovi stimoli ai calciatori. Voglio ricordare a tutti che sono rimasto da solo a finanziare la società e i sacrifici sono enormi, ed è per questo che chiedo ai calciatori di avere più rispetto per questa maglia”.


Il 9 marzo scorso l’ESIEA/cpt di Agrigento, presso la Farm cultural park , d’intesa con la school of architecture for children, ha organizzato una lezione sulla modellazione 3D attraverso l’utilizzo del software sketchup. Erano presenti il presidente dell’ESIEA dott. Tommaso Sciara, il presidente dell’ordine degli architetti Alfonso Cimino, il coordinatore del SOU arch. Francesco Lipari, ed i collaboratori dell’ESIEA l’ing. Elsa Sanfilippo e l’arch. Luca Cosentino. L’iniziativa si inserisce in una più ampia prospettiva di collaborazione tra la scuola edile e l’ordine degli architetti che a breve sfocerà in un protocollo d’intesa al fine di realizzare di un archivio delle “ buone pratiche in edilizia”, che è uno degli obiettivi stabiliti dal Piano nazionale di Prevenzione, di attivare percorsi formativi rivolti ai professionisti sulla base delle richieste del mercato, in particolare modo incentrate sul BIM e sull’acquisizione di competenze specifiche, di condividere banche dati e creare un database contenente le specializzazioni dei professionisti, da mettere a disposizione delle imprese e degli operatori del settore edile in genere e prevedere la condivisione degli spazi (aule, laboratori, auditorium) da utilizzare per attività concordate.