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Una coppia di Termini Imerese, in provincia di Palermo, 46 anni lei e 42 lui, è stata arrestata dalla Polizia postale per violenza sessuale, adescamento di minorenni e divulgazione e detenzione di immagini video a contenuto pedopornografico nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Palermo.Le indagini sono state state avviate dalla Polizia Postale di Palermo e Catania e dal Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online (il Cncpo) dopo il ritrovamento il 27 agosto scorso in casa della coppia di 100mila file di immagini e video di pornografia minorile, nell’ambito di investigazioni della Polizia postale di Torino. Gli investigatori hanno successivamente scoperto che l’uomo, con la complicità della convivente, avrebbe adescato giovanissime vittime online utilizzando tre profili social falsi, due di ragazzini e l’altro di una blogger molto nota tra i teenagers, inducendole a compiere e ad assistere ad atti sessuali.

La Dia, la Direzione investigativa antimafia di Palermo, su disposizione della Corte di Appello, ha eseguito un sequestro e una contestuale confisca dell’intero patrimonio di Francesco Zummo, imprenditore edile, ritenuto di essere “a disposizione” di Cosa nostra fin dai tempi di Riina e Provenzano per il riciclaggio di denaro nel settore edilizio. Posti i sigilli a undici aziende, centinaia di conti correnti e immobili costituiti da numerosi appartamenti, ville terreni e aziende agricole a Palermo e provincia, nonché cinque complessi residenziali nella provincia di Siena. I magistrati scrivono nel provvedimento: “A partire dalla fine degli anni sessanta, Zummo, con il consuocero Vincenzo Piazza (ritenuto consigliere della famiglia mafiosa di Palermo-Uditore) e con il defunto socio e suo fedele braccio destro Francesco Civello, fu tra i principali responsabili del sacco di Palermo, ordito da Vito Ciancimino, realizzando un impero edile di circa 2.700 immobili”.

Il sindaco di Calamonaci Pellegrino Spinelli, è stato protagonista, ieri sera, di una brutta disavventura disavventura: un giovane con seri problemi psichici, ha dato in escandescenza brandendo un’arma da taglio.

Il sindaco nel tentativo di proteggere lo stesso giovane, è stato poi colpito ad una spalla, fortunatamente senza grosse conseguenze.
Dopo l’avvenimento, lo stesso sindaco ha accompagnato insieme alle autorità competenti, il ragazzo presso il nosocomio di Sciacca dove è stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio come da procedura.

Per la seconda volta in pochi giorni,  è stato rinvenuto un altro cellulare all’interno del carcere Petrusa di Agrigento.
A trovarlo, gli agenti della Polizia Penitenziaria all’interno del carcere.

Un micro-cellulare era stato trovato nella disponibilità di un detenuto per mafia, nella sezione “Alta Sicurezza” sotto un materasso. L’uomo è stato denunciato. Proprio la settimana scorsa un analogo episodio si era verificato in un’altra cella della stessa sezione.

 

ICarabinieri del Comando provinciale di Catania hanno arrestato 16 persone nell’ambito di un’operazione antidroga che ha sgominato due bande che agivano sullo stesso territorio di spaccio di cocaina e marijuana a Gravina di Catania e Mascalucia.

I due gruppi, a composizione familiare dove le donne avevano un ruolo nel nascondere la sostanza stupefacente e tenere la contabilità. Le indagini erano state avviate dei carabinieri di Gravina su due gruppi criminali, uno diretto da Giuseppe Nicolosi detto ‘Kawasaki’ e l’altro da Roberto Cerami, che si spartivano il territorio per la vendita di cocaina e marijuana.

I componenti del primo gruppo avevano sospettatovdi essere intercettati dai carabinieri, e così si sono messi alla ricerca di cimici, poi rinvenute,

Un altro indagato, nel tentativo di distruggere eventuali telecamere nascoste ha appiccato il fuoco che si è propagato e ha reso necessario l’intervento dei Vigili del fuoco per domarlo. Dodici custodie cautelari in carcere e tre arresti domiciliari.

Un sedicesimo indagato e’ attualmente all’estero.

Le custodie cautelari sono state eseguite a seguito di un’ordinanza emessa dal gip su richiesta della Procura distrettuale di Catania, che ipotizza l’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Approvato il bando di gara per l’affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria per la eliminazione delle condizioni di pericolo e messa in sicurezza delle strade provinciali s.p. 40,  s.p. 57 e s.p. 69. I lavori riguardano le strade provinciali n. 40 “Menfi (bivio SP 79 ex SS 115) – Porto Palo”; SP n. 57  “Ribera (bivio SP 61) – Borgo Monsignore” e s.p. n. 69 Sambuca – Adragna.

I lavori progettati dal Settore “Infrastrutture Stradali” individuano una spesa massima di cinquecento euro.  I lavori a base d’asta soggetti a ribasso d’asta ammontano a € 381.115,00 euro di cui € 8.765,65 per gli oneri per la sicurezza per un totale 389.880,65 a cui si aggiungono altri oneri e tasse previste per circa 110 mila euro. L’appalto sarà aggiudicato secondo il criterio del minor prezzo, secondo quanto previsto dall’art. 36, comma 9 bis del D. Lgs. n. 50/2016.

Sono richiesti il rifacimento del manto da usura stradale; la realizzazione di gabbionate; il rifacimento di tratti di cassonetto stradale esistente completamente dissestato; la realizzazione di giunti di dilatazione, la realizzazione di cunette e spallette; il ripristino in sagoma delle sedi stradali deformate con bitume; la realizzazione di nuove barriere di protezione e la collocazione di segnaletica orizzontale e verticale.

I lavori inizieranno, tenendo conto dei possibili ritardi dovuti all’emergenza Covid-19, nel primo semestre del 2021.

Sono 1.138 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime ventiquattro ore. Il dato emerge dal bollettino del Ministero della Salute sull’andamento epidemiologico. I tamponi processati sono stati 8.965.

Il numero degli attuali positivi in Sicilia, considerando quelli di oggi, sale a 40.624. Le vittime registrate oggi sono 49 che portano il totale – da inizio pandemia – a 1.555. Sempre oggi sono state certificate ben 949 guarigioni. Degli attuali positivi i ricoverati con sintomi sono 1.522, mentre si trovano in terapia intensiva 241 pazienti.

Ed ecco i casi nei Comuni capoluoghi: Palermo 288, Catania 503, Messina 98, Ragusa 73, Trapani 7, Siracusa 30, Agrigento 72, Caltanissetta 43, Enna 24.

“Gli effetti devastanti della pandemia sulla tenuta psicologica degli imprenditori che operano nei settori maggiormente colpiti dalla crisi economica non possono più essere sottovalutati per questo voglio ricordare che Fipe c’è”.

Gabriella Cucchiara, presidente provinciale della Fipe di Agrigento, non nasconde l’emozione quando parla della criticità della situazione per i gestori e per i loro dipendenti, molti dei quali versano in serie difficoltà economiche. La consegna a domicilio – ha spiegato nel corso di una video intervista – da noi non funziona e non può sopperire al crollo dell’attività di ristorazione, mentre dico ai gestori di non aver paura a chiedere aiuto, noi ci siamo e siamo pronti ad offrire anche un sostegno psicologico perchè il Covid non colpisce solo l’economia ma anche l’umore di ognuno di noi”.

Uno dei temi più scottanti del momento è la questione legata agli sfratti che per molti commercianti sono già arrivati.

“Abbiamo voluto incontrare il sindaco di Agrigento, il dott Francesco Miccichè, ma stiamo parlando anche con gli altri sindaci della provincia  perchè chi non è proprietario delle mura è allo stremo ed è il pagamento degli affitti, sul quale la Fipe sta interloquendo con gli amministratori, a creare ulteriori difficoltà. Per fortuna adesso in Sicilia siamo in zona gialla, speriamo che la parziale riapertura possa dare ossigeno alle famiglie del settore. Ricordo a tutti – ha concluso Cucchiara –

 Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento attiva un nuovo sistema di video conferenze confermando la propria attenzione all’aspetto dell’Innovazione Tecnologica e della comunicazione nelle sue varie forme di realizzazione, nonché alla gestione ottimale dei servizi informatici.

In questa direzione il settore Innovazione Tecnologica dell’ex Provincia  ha attivato un sistema di video conferenze denominato Cisco Webex Meetings, un’applicazione per le videochiamate e le videoconferenze,  utilizzabile  anche da mobile o da browser web, risorsa indispensabile per restare in contatto con il personale dell’Ente e continuare a garantire la piena operatività dei servizi anche per l’esterno e continuare a condurre riunioni “faccia a faccia”, coinvolgenti e produttive da casa come quando si trovano in ufficio.

Il sistema, che si rivela molto utile in questo momento storico particolarmente difficile per l’emergenza covid, caratterizzato da un aumento senza precedenti del lavoro a distanza, permette di svolgere riunioni, lezioni, gare e qualsiasi altra forma di incontri da remoto.

Il sistema, inoltre, permette di svolgere in video ed in audio fino a tre riunioni contemporanee, pianificare le riunioni e riprodurre le registrazioni direttamente dall’app e condividere lo schermo con oltre 1000 partecipanti, senza alcun limite di tempo. Le riunioni possono essere pubbliche o limitate (ad invito) e possono anche essere automaticamente registrate.

È possibile, inoltre, realizzare conferenze solo audio con condivisione di file e documenti, chat e tutto ciò di cui si ha bisogno. Con l’attivazione del nuovo sistema di video conferenze il Libero Consorzio accende ancora una volta i riflettori sull’importanza che le competenze digitali rivestono in questo momento di emergenza sanitaria. L’area Innovazione Tecnologica, ricordiamo, è impegnata, tra le altre attività, nell’attuazione di tutti quegli interventi, progetti, iniziative finalizzati a migliorare la fruizione dei servizi dell’Ente da parte dei cittadini attraverso l’ausilio degli strumenti digitali, facilitando l’apertura dell’Amministrazione alla collettività.

“Siamo proprio sicuri che i concorsi pubblici che la Regione si appresta a bandire per il ricambio generazionale abbiano la copertura finanziaria a regime e la sostenibilità economica e finanziaria nel breve medio e lungo periodo?”, a chiederlo in una nota è Confintesa.

“Dagli atti fin qui emanati – prosegue la nota – appare evidente che la Regione Siciliana ha deciso di ‘rottamare’ soprattutto i dipendenti A e B per assumere oltre 1800 nuove leve. A tal proposito ci poniamo alcune domande che per il momento rimangono ancora senza risposte”.