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Il comitato delle imprese creditrici del gruppo “Cmc Ravenna” per le opere pubbliche nella Regione Siciliana annuncia il blocco di ogni attività nei cantieri stradali lungo la Agrigento-Caltanissetta e la Palermo-Agrigento”. E spiega così perché: “Avendo appreso dalla stampa che il governo nazionale, dopo la ricomposizione dei rapporti fra M5s e Lega, ha improvvisamente ritirato ieri dal decreto Sblocca Cantieri l’emendamento con cui si istituiva il Fondo salva-imprese col quale avremmo ricevuto un’anticipazione sui nostri crediti pari al 70%, siamo costretti nostro malgrado – a meno di ripensamenti odierni dell’Esecutivo prima del voto finale al Senato – ad avviare le procedure per comunicare alle Prefetture, all’Anas e ai sindacati l’immediato blocco di ogni attività nei cantieri lungo la Agrigento-Caltanissetta e la Palermo-Agrigento”.

La giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha rinviato a giudizio cinque imputati di omicidio colposo a seguito della morte di Giovanni Callea, 44 anni, di Licata, l’operaio folgorato da una scarica elettrica l’11 maggio del 2017 in un cantiere a Licata in contrada “Piano Bugiades”. Saranno sottoposti a processo gli imprenditori Valerio Peritore, 51 anni, e Angelo Incorvaia, 56 anni, titolari della impresa Omnia che commissionarono le opere, poi Sonia Carità, 38 anni, Francesco Urso, 39 anni, legali rappresentanti della Betonmix che fornì il calcestruzzo, ed Enrico Angelo Florio, 42 anni, altro operaio la cui condotta presunta imprudente avrebbe concorso nel provocare la scarica elettrica. L’imprenditore licatese Carmelo Spiteri, 53 anni, titolare dell’impresa “Casa sicura società cooperativa”, incaricata della esecuzione delle opere, ha patteggiato la condanna ad 1 anno e 10 mesi di reclusione.

La Procura di Gela ha avviato un’inchiesta per accertare le cause dell’incidente ed eventuali responsabilità a seguito di quanto accaduto ieri pomeriggio al mercato settimanale in via Madonna del Rosario, dove lo scoppio di una bombola di gas, collegata ad un furgoncino ambulante per la vendita di polli allo spiedo, ha provocato il ferimento di 20 persone di cui tre versano in condizioni più gravi tra gli ospedali Civico di Palermo e Cannizzaro di Catania. E si tratta del titolare del furgone, un commerciante di 45 anni di Grotte, C C, sono le iniziali del nome, la moglie T P, di 40 anni, e un loro impiegato, V M, di 38 anni, che è di Racalmuto. Ferita anche una ragazza di Gela, M M, 22 anni, a lavoro sullo stesso furgone.

Ping pong di provvedimenti giudiziari intorno al Castello “Colonna” a Joppolo Giancaxio, adibito a struttura ricettiva, di intrattenimento e ristorazione, gestita dalla società della famiglia Firetto. Lo scorso 8 gennaio la sezione del Tribunale del Riesame di Agrigento, presieduta da Wilma Mazzara, ha disposto il dissequestro del Castello, già sequestrato il 20 dicembre del 2018 dai Carabinieri su ordine del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, e su richiesta della sostituto procuratore, Antonella Pandolfi, e del procuratore aggiunto, Salvatore Vella, per presunti abusi edilizi. Ebbene, la Procura della Repubblica di Agrigento ha presentato ricorso in Cassazione contro il dissequestro e la Cassazione ha accolto il ricorso rinviando gli atti ad un’altra sezione del Tribunale del Riesame che deciderà nel merito: sequestro sì o sequestro no. Nel frattempo la struttura è del tutto funzionante, non essendo stato annullato il dissequestro o disposto un ulteriore sequestro.

“ La Porta di Mare sarà messa in salvo. Sollevata a suo tempo la questione, in seno al Consiglio del Parco Archeologico della Valle dei Templi, in modo responsabile lo stesso Consiglio ha deciso di intervenire.” Cosi ha dichiarato il sindaco Firetto.

“ Si sta lavorando ad un programma di interventi che prevede non soltanto il consolidamento strutturale e la messa in sicurezza, ma anche un intervento di restauro conservativo e la rifunzionalizzazione dell’area in termini di architettura attiva di valorizzazione.   La proposta, che ha preso spunto dall’intervento dell’allora soprintendente dei Beni culturali, Gabriella Costantino, prevede di mettere in sicurezza e valorizzare la Porta di Mare, quale elemento architettonico di indubbio fascino che con la Porta dei Saccajoli, ora recuperata, rappresenta un unicum architettonico legato alla storia della città che celebreremo nel 2020 e, in modo particolare, al Periodo Chiaramontano. Potrà essere dunque il Parco, continua Firetto, che è in attesa  delle valutazioni circa il costo dell’intervento prima di procedere con la compartecipazione, ad intervenire per affrontare il problema della messa in sicurezza.  Peraltro è  già allo studio, d’intesa con RFI e Legambiente, e in particolare con l’architetto Daniele Gucciardo, il progetto che renderà funzionale l’intera area, attraverso un sistema di mobilità leggera, nel PUMS definito come “risalita V6”, che consentirà un collegamento tra il parcheggio, opportunamente infrastrutturato, di via Dante, la fermata del treno/urbano lungo la linea ferrata già esistente, definita “fermata Porta di Mare”, e la via Pietro Nenni, passando per la recuperata Porta di Mare. Ben vengano, comunque,  tutte le proposte di cittadini come l’artista Franco Fasulo, che dimostrano attenzione e amore per Agrigento, e che sono stati capaci di invertire quella tendenza a ritrarsi nel privato e di disinteressarsi degli spazi comuni. Lo dimostrano tutti gli interventi di protagonismo civico e di cittadinanza attiva di residenti, imprese, associazioni, comitati, che vanno oltre le parole e mettono insieme  progetti, risorse e azioni per vivere meglio la città.”

 
 

A Gela, in provincia di Caltanissetta, al mercato settimanale in via Madonna del Rosario, lo scoppio di una bombola di gas collegata ad un furgoncino ambulante per la vendita di polli allo spiedo, ha provocato il ferimento di 20 persone. Il fuoco, dopo l’esplosione, è divampato violento. I Vigili del fuoco hanno concluso il proprio lavoro nel primo pomeriggio. Tra i 20 feriti vi sono 5 ustionati in modo grave tra cui due donne a lavoro sul furgoncino ed il titolare del mezzo, un uomo di 45 anni originario di Grotte, in provincia di Agrigento. Sul posto sono intervenuti Carabinieri, Polizia e Soccorritori del 118.

Ad Aragona gli assessori comunali Stefania Di Giacomo e Maria Sardo hanno comprato a proprie spese e donato nuovi giochi all’asilo nido. E l’amministrazione comunale commenta: “Vero è che le famiglie compartecipano con la retta mensile, ma è pur vero che con la retta si riesce a coprire in parte solo il costo delle derrate alimentari. Così i due assessori, che oltre ad essere amministratori sono madri, avendo a cuore il benessere e la creatività dei bambini, hanno deciso di regalare alcuni giochi, al fine di far trascorrere ai bambini le giornate in maniera divertente e diversificata”.

La prima sezione penale della Corte d’Appello di Palermo, accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Giuseppina Ganci, ha disposto il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di Toumi Faouzi, 38 anni, tunisino, ed ha ridotto la pena ad 1 anno di reclusione e 2000 euro di multa a carico del coimputato, Aidi Haitham, anche lui tunisino e pluri-preguidicato, già condannato in primo grado dal Tribunale di Agrigento ad 1 anno e 8 mesi di reclusione. I due tunisini, difesi dall’avvocato Ganci, sono stati arrestati nell’ambito dell’operazione antidroga della Squadra Mobile di Agrigento cosiddetta “Bazar”, che ha sgominato una fiorente attività di spaccio nella zona balneare di San Leone.