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Ad Agrigento, gli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento hanno effettuato un blitz contro il fenomeno delle auto parcheggiate in doppia e tripla fila. Il controllo è stato compiuto nel quartiere Duomo dopo le lamentele di numerosi cittadini.

Un avvocato di Canicattì è stato condannato a 4 mesi, dopo patteggiamento della pena, perché accusato di acquisizione indebita di dati sensibili e violazione della privacy.

L’uomo si sarebbe fatto rilasciare da una compagnia di telefonia mobile i tabulati telefonici di una persona a sua insaputa. Per ottenerli aveva fornito alla compagnia stessa copia dei documenti della vittima.

La pena a cui è stato condannato l’uomo è stata sospesa.

Incidente stradale nell’agrigentino, mercoledì notte, sull S.S. 115. Un’auto, guidata da un uomo di 40 anni, di Ribera, che conduceva una Volkswagen Tiguan, si è scontrato con due cavalli sulla carreggiata in direzione Agrigento-Sciacca. Violento l’impatto che ha determinato la morte degli animali e il ferimento dello stesso auotmobilista e di altre due persone che erano a bordo della vettura.

Del fatto si stanno occupando i Carabinieri della locale Stazione che stanno cercando anche di identificare il proprietario dei cavalli.

Un poliziotto del commissariato di Marsala e un marocchino sono stati arrestati oggi nell’ambito di un’indagine della Polizia di Stato su un giro di passaporti e di permessi di soggiorno in bianco, rubati e rivenduti sul mercato clandestino.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip di Trapani, su richiesta della Procura ed è stata eseguita a Marsala dalla Squadra mobile di Trapani e dallo Sco.

Sono stati gli stessi colleghi dell’agente arrestato, Angelo Patriarca, 57 anni (portato a Regina Coeli), a scoprire che c’era la mano di un poliziotto infedele dietro al furto di numerosi permessi di soggiorno e di passaporti in bianco, avvenuto un anno fa a Trapani.

L’agente dava i documenti in bianco al marocchino (Rachid Dalal, 32 anni), che con la complicità della donna li piazzava all’estero.

I documenti poi venivano contraffatti e venduti a extracomunitari per fare ingresso in Europa.

La Digos di Agrigento, guidata dalla dottoressa Patrizia Pagano, ha arrestato questa mattina l’imprenditore agrigentino Vincenzo Sinatra, proprietario di uno dei più noti alberghi della Città. 

Concorso in abuso d’ufficio e falsità in atti pubblici. Sono questi i reati contestati a Vincenzo Sinatra, titolare dell’hotel Valle dei Templi di Agrigento, per il quale il gip ha disposto gli arresti domiciliari. Le indagini, condotte dalla Digos e coordinate della Procura agrigentina, hanno fatto emergere l’abusiva realizzazione, su un’area demaniale di rilevante interesse archeologico, di un parcheggio privato a servizio della struttura alberghiera. L’area è stata posta sotto sequestro e consegnata al direttore pro tempore del Parco archeologico Valle dei templi. Le indagini che vedono coinvolti pubblici amministratori, dirigenti regionali e liberi professionisti sono ancora in corso. Disposte numerose perquisizioni in uffici pubblici e privati. “Per i reati commessi a Palermo – spiega il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio – i relativi atti, dopo le incombenze di carattere urgente, verranno trasferiti alla competente Procura del capoluogo”.

 

Ci sono anche altri tre indagati: si tratta di Tito Cece, 71 anni di Salerno, Dania Ciaceri, 62 anni di Noto, Dirigente del Servizio Patrimonio del Dipartimento del Bilancio e del Tesoro della Regione Sicilia, e Ninfa Cangemi, 57 anni, funzionario del Servizio Patrimonio del Dipartimento del Bilancio e del Tesoro della Regione Sicilia.

LE ACCUSE. Secondo la Procura di Agrigento gli indagati avrebbero formato atti pubblici falsi propedeutici alla vendita a favore della ditta TAS S.r.l. di un appezzamento di terreno appartenente al Demanio della Regione Siciliana sito nel territorio del Comune di Agrigento nel complesso denominato “Villa Genuardi” (sito accanto l’Hotel della Valle, di proprietà della ditta TAS S.r.l.) ubicato in area di interesse archeologico, ideologicamente falso in quanto avente per oggetto un’area di estensione assai maggiore a quella rispetto la quale la Soprintendenza dei Beni Culturali di Agrigento aveva espresso parere positivo alla vendita in favore della TAS. In particolare Sinatra, quale rappresentante della Tas, e Cece, quale libero professionista, previ accordi collusivi con i pubblici ufficiali, determinavano la Ciaceri Dania, Dirigente del Servizio Patrimonio del Dipartimento del Bilancio e del Tesoro della Regione Sicilia, a trasmettere al Genio Civile una nota con la quale individuare l’area del terreno demaniale da vendere alla ditta TAS – contrariamente al vero – anziché la sola porzione di area già concessa alla TAS per la quale era stato dato il parere positivo alla vendita, una maggiore estensione pari a 3400mq con inclusione di una fascia di cira 2.200mq che era invece stata data in consegna alla TAS solo ai fini di manutenzione del terreno, determinando la Ciaceri ad autorizzare il frazionamento dell’area da cedere alla TAS . Determinavano inoltre Cangemi Ninfa, funzionario del Servizio Patrimonio del Dipartimento del Bilancio e del Tesoro della Regione Sicilia delegata alla stipula dell’atto notarile, a sottoscrivere l’atto di compravendita tra la parte venditrice Regione Sicilia e l’acquirente, ovvero la ditta TAS.

 

 

Prosegue la lotta agli illeciti sulla rete viaria interna da parte del Corpo di Polizia Provinciale, con sanzioni relative sia alle infrazioni vere e proprie da parte di automobilisti e conducenti di mezzi pesanti, sia per la cartellonistica pubblicitaria abusiva. Su quest’ultimo aspetto, in particolare, si sta concentrando l’attività degli agenti agli ordini del comandante dr. Vincenzo Giglio: sin dall’inizio del 2017 sono state controllate a tappeto 31 strade provinciali per individuare le insegne e i cartelloni pubblicitari installati senza la preventiva autorizzazione del Libero Consorzio e, di conseguenza, il pagamento dei relativi oneri. I controlli proseguono tuttora, nonostante le note carenze di organico e di mezzi a disposizione, e hanno permesso di individuare un numero consistente di soggetti e imprese non in regola con la normativa.
Sommando l’avanzo di cassa del 2016 e gli introiti del 2017, il Libero Consorzio ha incassato dagli oltre 2.000 verbali emessi circa 170.000 euro, destinati in gran parte (oltre 143.000 euro) all’incremento della sicurezza sulle strade, in particolare alla manutenzione ordinaria con il rifacimento di singole porzioni del manto stradale, la messa a norma e la sostituzione delle barriere e l’aggiornamento della segnaletica.

Sono stati celebrati oggi pomeriggio nella chiesa di San Giuseppe artigiano i funerali di Emanuele Ferraro il 41enne muratore di Favara ucciso in un agguato in via Diaz lo scorso 8 Marzo.

La salma era stata ricomposta nella sala mortuaria del cimitero di Piana traversa a disposizione dell’autorità giudiziaria che aveva disposto l’effettuazione dell’autopsia.  Dopo l’esame autoptico e non essendo più necessari ulteriori accertamenti medici il magistrato ha disposto la restituzione della salma ai familiari per la celebrazione delle esequie. Subito dopo il rito religioso la salma è stata accompagnata al cimitero di Piana traversa per la sua tumulazione.

Continuano intanto le indagini da parte della Squadra mobile di Agrigento sotto la guida della Direzione Distrettuale Antimafia per cercare di ricomporre i tasselli che hanno portato all’agguato mortale di via Armando Diaz. Si stanno visionando tutti i filmati delle telecamere dei circuiti di videosorveglianza collocati lungo le strade nei pressi di via Diaz per stabilire come l’auto sia arrivata e soprattutto da che parte se n’è andata. Sull’auto una Y10 usata dal killer per portare a compimento l’azione mortale non sembra siano stati ritrovati elementi utili poiché l’auto era completamente carbonizzata. Si stanno comunque sempre attenzionando i verbali delle deposizioni degli interrogatori fatti alle persone,  familiari  conoscenti e anche dei pregiudicati che sono stati interrogati subito dopo l’agguato mortale.

Poco prima delle 04: 00 del mattino, una utilitaria bianca con a bordo un giovane di Favara, di 26 anni, per motivi di in fase di accertamento, si è ribaltata, al Viale di Giardini, vicino a Via Cavaleri Magazzeni, a San Leone.

Ad accorgersi del sinistro una pattuglia della sezione Volanti della Questura di Agrigento in un servizio di controllo del territorio che sono intervenuti .

Nell’attesa che arrivassero i Vigili del fuoco, i due agenti hanno estratto  il ragazzo ferito, e svenuto dalla Fiat punto su cui si trovava.

 Poco dopo è arrivato anche il 118 per assistere il ragazzo coinvolto nel sinistro stradale autonomo e, successivamente, anche i Vigili del Fuoco.

L’ambulanza ha trasportato il malcapitato al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio.

Le condizioni del favarese, seppur ferito, non sono gravi.

 

 

Il Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Agrigento dr. Alberto Di Pisa ha convocato per questo pomeriggio alle ore 15.30 nell’aula “Giglia” del Palazzo della Provincia una riunione per la scelta del rappresentante delle associazioni di volontariato da inserire come componente del comitato provinciale di Protezione Civile. Il rappresentante sarà nominato dai legali rappresentanti delle ventisette associazioni di volontariato e gruppi comunali di protezione civile della nostra provincia iscritti al registro regionale del volontariato di protezione civile e firmatari del contratto con il Libero Consorzio di Agrigento.
Il Comitato Provinciale di Protezione Civile è presieduto dal Presidente (in questo caso il Commissario Straordinario) del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, ed è composto da: Prefetto o suo delegato, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, dirigente generale del Dipartimento Regionale di Protezione Civile, dirigente Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, ingegnere capo del Genio Civile, direttore generale ASP Agrigento, direttore ARPA S.T. Agrigento, presidente provinciale Croce Rossa Italiana, direttore Settore Ambiente e Prot. Civile Libero Consorzio Comunale, responsabile dell’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale, comandante Polizia Provinciale, un rappresentante del 118 e, appunto, un rappresentante delle Associazioni di Volontariato.

Circa 30.000,00 euro per effettuare l’annuale disinfestazione sul territorio comunale quasi sprecati per la tardiva predisposizione degli atti propedeutici al bando di gara. E’ questo quello che è uscito fuori dalla seduta di commissione, avente ad oggetto il gravoso tema della disinfestazione, svoltasi durante la giornata di ieri .

“Grave anzi gravissimo – commenta Nuccia Palermo, consigliere e componente della III Commissione Permanente – venire a sapere dagli stessi uffici che gli interventi che verranno effettuati non potranno mai avere gli stessi effetti che avrebbero avuto se fossero stati effettuati nei tempi dovuti. Ancora più grave sapere che gli uffici sono ingolfati a causa di una cattiva distribuzione dei carichi di lavoro causando purtroppo un danno alla città”.
Una macchina amministrativa che costa alle tasche agrigentine come una Ferrari ma che, a causa di una sempre più distratta e goffa gestione, non riesce ad ingranare la marcia corretta è una macchina che necessita un cambio di pilota.
“In un momento storico delicato come il nostro – scrive Palermo – dove la stessa Giunta Comunale si muove nel tentativo di portare in aula una specie di piano di risanamento, sentire che gli Assessori sembrano distratti e poco presenti all’interno degli Uffici che dovrebbero gestire indigna ed offende la città tutta”.
“Abbiamo chiesto all’Assessore Riolo, avente delega alla sanità, di presentarsi in commissione per capire di chi siano le responsabilità di tali ritardi affermati dal funzionario responsabile e verbalizzati durante la seduta di commissione – scrive ancora il consigliere indipendente – Riolo chiede tempo per capire e conoscere meglio le carte, carte che dovrebbe già conoscere a memoria”.
“Questi assessorati fanno acqua da tutte le parti – conclude Nuccia Palermo –  e se dopo tre anni non sono entrati ancora a regime nelle proprie deleghe vuol dire che vanno semplicemente rimossi dall’incarico“.