Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 794)

Sono 491 i nuovi casi di Covid in Sicilia nelle ultime 24 ore. Lo si evince dall’ultimo aggiornamento del bollettino sulla pandemia pubblicato sul sito del ministero della Salute. I dati di oggi portano gli attuali positivi a 35.307, di cui 1.055 ricoverati con sintomi, 169 in terapia intensiva e il resto in isolamento domiciliare. A fronte di 1.818 guariti nelle ultime 24 ore (per un totale di 105.611 dall’inizio dell’emergenza a oggi), bisogna registrare 21 decessi (in totale 3.804). I tamponi effettuati sono stati 23.091.

I nuovi casi per province:

Palermo 150,

Catania 106,

Messina 89,

Trapani 29,

Siracusa 47,

Ragusa 14,

Caltanissetta 15,

Agrigento 35,

Enna 6.

“Auguri di buon lavoro al presidente Draghi ed al nuovo governo. La Sicilia è pronta a mettersi al tavolo del confronto sui dossier ancora aperti: misure economiche, attuazione dello statuto, sburocratizzazione per le opere pubbliche e grandi infrastrutture, solo per citare alcuni esempi”.

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. “Nel rispetto del principio della leale collaborazione tra lo Stato e le Regioni – ha aggiunto – siamo pronti anche a condividere la difficile gestione di questa emergenza sanitaria ed economica. Salute e lavoro sono i due pilastri di questo nostro tempo. E ognuno deve fare la propria parte».

La Sicilia da lunedì tornerà in zona gialla. L’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, era nell’aria da alcuni giorni, considerato che tutti i dati provenienti dall’isola erano incoraggianti.
Ma la certezza si è avuta solo nel pomeriggio, quando il monitoraggio Iss-ministero della Salute ha certificato che la Sicilia è la regione italiana con il più basso indice Rt puntuale: 0,66% a fronte di una media nazionale dello 0,95%. Non l’unico elemento necessario per decidere la nuova classificazione, ma certamente un dato fondamentale. Al quale si sono aggiunti anche i numeri del bollettino quotidiano sull’andamento dei contagi: 491 nuovi positivi rispetto ai 760 del giorno precedente con un tasso ancora in discesa al 2,1%, 21 morti (cinque in meno di ieri) e ben 1.818 guariti. Per non parlare del calo costante dei ricoveri di pazienti Covid.
Il risultato raggiunto in meno di un mese dall’isola, che scivola al dodicesimo posto per nuovi casi, è legato anche alla scelta del presidente della Regione Musumeci e dell’assessore alla Salute Razza di sollecitare al governo nazionale il 23 gennaio scorso la zona rossa quando i dati non imponevano questa decisione.

L’indice Rt non è l’unico record conquistato dall’isola sul difficile fronte della lotta al Covid. “Ad oggi soltanto la Regione Siciliana ha trasmesso la richiesta di accreditamento della prima “tranche” di trasferimenti finanziari previsti per l’attuazione del piano di ristrutturazione delle rete ospedaliera per il contrasto alla pandemia” scrive Domenico Arcuri, commissario all’emergenza Covid, al presidente nazionale di Ance Gabriele Buia che nei giorni scorsi aveva inviato una nota per segnalare che imprese già a lavoro per potenziare la rete dei nosocomi non sarebbero state pagate dalla regioni. “Ho impartite le disposizioni del caso – aggiunge Arcuri – per l’immediato trasferimento alla Regione Siciliana degli anticipi dovuti avendo acquisito il 10 febbraio la documentazione necessaria e l’indicazione del codice Iban” sul quale accreditare le somme”.

Il consiglio dell’Ordine degli avvocati di Agrigento, presieduto da Vincenza Gaziano, ha deliberato la cancellazione (per due vicende diverse) dall’albo professionale dell’avvocato Angela Porcello e dell’avvocato Giuseppe Arnone.
L’ordine specifica che i provvedimenti rappresentano un atto amministrativo dovuto, impugnabile entro 60 giorni dalla notifica, e che fa riferimento esclusivamente alla tenuta dell’Albo professionale.

Angela Porcello, 50 anni, è stata fermata nelle scorse settimane nell’ambito della maxi inchiesta Xidy sul mandamento mafioso di Canicattì.
La Porcello,  il cui fermo è stato convalidato e che si trova attualmente in carcere, è accusata di avere gestito affari e soldi delle famiglie del mandamento insieme al compagno, l’imprenditore Giancarlo Buggea, già condannato  a 8 anni per mafia nell’inchiesta “Ghost”. Porcello, in particolare, avrebbe strumentalizzato il suo ruolo di avvocato per veicolare informazioni, messaggi e pizzini dal carcere da parte del boss Giuseppe Falsone, suo cliente, recluso dal 2010 al 41 bis. Il suo studio legale sarebbe stato scelto come quartier generale delle famiglie mafiose dove si organizzavano summit e si riunivano affiliati e boss per discutere di strategie.

Lo stesso provvedimento di cancellazione, è stato adottato dall’ordine nei confronti di Giuseppe Arnone, attualmente sospeso anche dall’esercizio della professione e recentemente condannato in via definitiva per complessivi dieci mesi di carcere, ma per due distinti processi. Anche per Arnone la cancellazione è avvenuta in seguito al venire meno dei requisiti, come conseguenza di misura cautelare.
I due provvedimenti sono atto amministrativo dovuto.
Si specifica che 20 giorni fa Giuseppe Arnone è stato condannato anche in appello a dieci mesi e 25 giorni di reclusione, per aver diffamato il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e il giornalista e direttore di Sicilia24h.it Lelio Castaldo

E’ partito, a Comitini, un cantiere scuola in via Genuardi. In questo modo hanno avuto inizio i lavori di rifacimento della pavimentazione antistante la scuola materna.

“E’ un progetto – dice il sindaco, Nino Contino – dal duplice significato: sistemiamo una delle zone più belle della nostra città, frequentato dai bambini e dinanzi al parco giochi e, al contempo, per alcune settimane abbiamo occupato un decina di lavoratori, gente che risultava disoccupata. In questo modo si dà una boccata d’ossigeno alla fame di lavoro che da troppo tempo insiste nella nostra terra”.

Sarebbe molto bello se il Presidente Draghi, nella formazione della sua squadra di Governo attenzionasse, così per come sta facendo con tanti altri argomenti, la situazione delle carceri e volesse sciegliere un sottosegretario alla Giustizia a cui affidare la delega alle carceri”.

Lo dichiara l’ex presidente della Regione siciliana, l’agrigentino Totò Cuffaro.

“Rita Bernardini – continua Cuffaro – conosciuta per il suo costante impegno per migliorare e umanizzare le carceri oltre che per le tante battaglie che insieme a Marco Pannella ha di già sostenuto nel passato e che ancora oggi continua a solgere attivamente a favore delle condizioni di vita dei detenuti. Penso che oggi, Sottosegratario migliore di Rita Bernardini non possa esserci e se il Presidente Draghi nell’ambito delle sue prerogative nella formazione del Governo, attenzionasse questa ipotesi, sarebbe grande cosa, proprio perchè, in questo momento di profonda difficoltà, a causa del Covid-19, all’interno delle carceri la vita dei detenuti è certamente più complicata, oltre che, questa situazione, sta rendendo più complicato il rapporto con i familiari dei detenuti, per cui, qualcuno che se ne possa occupare con il cuore e con la mente e riesca a far sì che le carceri non siano soltanto storie di dolore, necessita più che mai. In questo tempo di difficoltà per le carceri italiane, ritengo sia di fondamentale importanza avvalersi di una persona come Rita Bernardini, che si possa occupare di girare le carceri in prima persona e toccare con mano i reali problemi, sopratutto, in quanto consapevole del fatto che dentro le carceri non ci sono corpi, ma, anime, persone che vivono, che hanno una storia, una cultura, un’identità, una dignità. Tutto ciò non può che dare lustro e pregio ad il nostro prossimo futuro Governo. Rita Bernardini sottosegretario alla Giustizia con l’esclusivo compito di “umanizzare le carceri” e far sì, che anche dentro le carceri, possa finalmete trovare piena attuazione l’articolo della nostra Costituzione che sancisce che la pena debba essere un processo di rieducazione e risocializzazione. Io sono convinto che Rita Bernardini saprà far sì che le carceri diventino realmente un luogo per la rieducazione dei detenuti e dar loro la possibilità di diventare soggetti attivi e tornare a svolgere un ruolo nelle loro famiglie e nella società”.

Nell’ambito della legge regionale siciliana di riforma degli appalti, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimi i primi due commi dell’articolo 4, ovvero una parte fondamentale che disciplina il processo di aggiudicazione dei lavori pubblici in Sicilia. E poi l’articolo 13, che proroga i contratti di affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale. Si dovranno quindi applicare in Sicilia le norme nazionali del 2016. Infatti, il governo nazionale ha impugnato le norme perché eccedono dalle competenze regionali. L’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, commenta: “Prendiamo atto della sentenza della Corte Costituzionale che ricolloca la competenza nella disciplina dei pubblici appalti in capo allo Stato. Sapevamo, quando abbiamo avviato il contenzioso, che il giudizio aveva margini stretti, ma valeva la pena farlo per il merito della questione, nonché nel rispetto dello spirito dello Statuto siciliano. In questo anno e mezzo, la norma voluta da tutte le Associazioni datoriali ha comunque sortito il positivo effetto di comprimere i ribassi praticati dalle imprese. Questo ha portato al beneficio di lavori aggiudicati con un ragionevole utile di impresa, scongiurando il rischio che offerte troppo al limite potessero incidere sulla qualità delle opere. Altro elemento essenziale: sono state espletate circa 200 gare con un contenzioso ridotto praticamente a zero”.

Nuovamente in calo i nuovi casi di Covid-19 in provincia di Agrigento. Nelle ultime 24 ore registrati “solo” 28 nuovi casi. E ci sono 2 nuovi ricoverati, e 25 nuovi guariti. Purtroppo c’è un deceduto a Canicattì. Sono 299 i tamponi processati. C’è un deceduto a Licata. Emerge dal bollettino diffuso dall’Asp. Complessivamente, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, i casi di Coronavirus, in tutto l’Agrigentino, sono 5.442 (1 marzo 2020 – 11 febbraio 2021). Gli attuali positivi adesso sono 594, di cui 547 in trattamento domiciliare, e 47 ricoverati (31 si trovano in ospedale, 11 in strutture lowcare, e 5 in terapia intensiva), i soggetti guariti sono 4.712. I deceduti salgono a 136. I pazienti ricoverati si trovano: 24 all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, 5 all’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca, e 2 in un altro nosocomio fuori provincia. Quelli ricoverati in strutture lowcare: 4 Sciacca hotel Covid e 7 Canicattì hotel covid ex Ipab. Sono 5 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 4 al “San Giovanni di Dio” di Agrigento, e 1 al “Giovanni Paolo II” di Sciacca. In totale dall’inizio della pandemia, in provincia di Agrigento, processati 51.961 tamponi.

La Sicilia, il Recovery Plan e le aspettative dal governo Draghi. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, rilancia le richieste della Sicilia e afferma: “Le Regioni sono state tenute fuori dal Recovery plan dal precedente governo, che aveva predisposto le priorità senza consultarci. Spero che col governo Draghi la procedura sia diversa. Noi abbiamo redatto un elenco di 5-6 priorità, tra cui il collegamento stabile sullo Stretto: pare che la società Impregilo sia disposta a rinunciare al contenzioso e a farsi carico per intero del costo dell’opera. Poi il completamento dell’anello autostradale da Mazara del Vallo a Gela, le ferrovie veloci e a doppio binario, ed un porto hub”.

La cooperativa S.L. di Caltanissetta nel 2019 riceveva dalla Riscossione Sicilia s.p.a. una cartella esattoriale con cui veniva chiesto il pagamento di ingenti somme in favore dell’Assessorato dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità della Regione Siciliana a titolo di canoni per la produzione di materiali di cava.

La cooperativa, dunque, proponeva opposizione innanzi al Tribunale di Caltanissetta, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Daniele Piazza, chiedendo l’annullamento della detta cartella esattoriale.

In particolare, gli Avv.ti Rubino ed Piazza, deducevano la non debenza delle somme iscritte a ruolo, in quanto l’Assessorato regionale aveva erroneamente quantificato le somme pretese a titolo di canone per attività estrattiva. Veniva infatti evidenziato che l’amministrazione regionale aveva operato la quantificazione in base al disposto dell’art.12 della l.r.15.5.2013 n.9, il quale faceva rinvio ad un decreto assessoriale per la determinazione delle modalità applicative e di controllo del pagamento dei canoni e, segnatamente, al n.171 del 11.4.2014, successivamente annullato dal TAR di Palermo con sentenza del 29.5.2015.

Proprio in ragione dell’annullamento del decreto assessoriale gli avvocati Rubino e Piazza sostenevano che sarebbe venuto meno l’atto presupposto sulla cui scorta l’Assessorato regionale aveva operato la quantificazione delle somme pretese a titolo di canone, commisurato al materiale estratto – criterio di calcolo del canone, dichiarato illegittimo dal giudice amministrativo – anziché al minerale estratto.

Il Tribunale di Caltanissetta, con sentenza del 9 febbraio 2021, in accoglimento delle tesi difensive degli Avv.ti Piazza e Rubino, ha annullato la cartella esattoriale e, pertanto, la cooperativa non dovrà corrispondere alla Riscossione Sicilia le somme richieste.