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I carabinieri della stazione di Alessandria della Rocca hanno identificato, bloccato e arrestato una pensionata di 79 anni che questa mattina, nella centralissima piazza generale Dalla Chiesa, avrebbe gettato dell’acido in faccia ad un 49enne.

La donna sarebbe entrata all’interno del supermercato in cui lavora la vittima e, per motivi che ancora sono sconosciuti, avrebbe compiuto il folle gesto per poi allontanarsi.

Immediata la chiamata ai carabinieri della locale stazione e ai soccorsi: la vittima è stata trasportata con elisoccorso all’ospedale Civico di Palermo dove attualmente si trova in prognosi riservata. La donna, invece, è stata rintracciata grazie ad alcune testimonianze e alle immagini delle telecamere poste all’interno del supermercato.

I giudici del Tribunale del Riesame, rigettato il secondo ricorso dell’avvocato Carmelita Danile, difensore di Giuseppe Burgio, 53 anni, di Agrigento, l’imprenditore finito in passato in carcere con l’accusa di bancarotta fraudolenta per la quale ha avuto una condanna a 8 anni.

L’ex “re dei supermercati” dovrà rimanere agli arresti domiciliari.

La decisione è stata presa dopo il rinvio ad altra sezione del Riesame, rinvio che era stato deciso, per la seconda volta, dai giudici della Suprema Corte che avevano invitato a rivalutare l’ordinanza di custodia che grava sull’imprenditore agrigentino.

A questo punto, non è escluso che l’avvocato Danile si rivolga alla Corte di Cassazione per la terza volta.

“Porgo a nome mio e del Consiglio dell’Ordine degli architetti, i migliori auguri al neoeletto presidente Silvio Santangelo e al nuovo Consiglio del Collegio dei geometri laureati della provincia di Agrigento, con il quale, ne siamo certi, continueremo a collaborare così come è stato in occasione della risoluzione delle problematiche inerenti alla professione tecnica e per il rilancio del nostro territorio”.

Così Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento, in riferimento al rinnovo del Consiglio del Collegio dei geometri, durante il quale Silvio Santangelo è stato nominato presidente.

“Ringraziamo – prosegue Alfonso Cimino – il presidente uscente Vincenzo Bellavia che con la sua professionalità ha reso le collaborazioni tra gli Ordini sempre interessanti e qualificanti

Il Responsabile del servizio, geom. Salvatore Bugiada, nell’assicurare la continuità del servizio disposta dall’Amministrazione comunale, rende noto il programma di derattizzazione da oggi 28 novembre fino al 3 dicembre 2018.

Nell’ordine gli interventi saranno effettuati in Piazza Progresso, Corso Umberto, Corso Roma e traverse, Corso Vittotio Emanuele e traverse, Piazza Sant’Angelo e zone limitrofe, via Nazario Sauro e traverse, via Principe di Napoli e traverse, via Marianello, porto peschereccio di Marianello, Banchina Marinai d’Italia, via Barrile e traverse, via Marconi.

Il medesimo itinerario verrà ripetuto con cadenza mensile.

Nessun consigliere e in generale nessun amministratore può rimanere insensibile alla vicenda delle numerose salme di nostri concittadini ad oggi privati di una degna sepoltura.

Non è ancora, ci dicono, emergenza sanità ma è senza dubbio, emergenza dignità. 

Forse non tutti sanno che c’è un concessionario e chi sa, a volte, finge di non sapere, perché urlare contro il “Palazzo” è la cosa più semplice.

Ma poco conta. Non si fa politica sul dolore, scriva ognuno ciò che crede.

La Presidenza, intanto, unitamente alla conferenza dei capigruppo, ha invitato venerdì 30 novembre, tecnici, assessori competenti e Sindaco a fare il punto sulla situazione tecnico-giuridica della vicenda al fine di individuare, tutti insieme, la soluzione o di chiederla con forza, ove non dovesse essere più nei poteri dell’Ente”.

Controllo del territorio da parte dei Carabinieri del nucleo Radiomobile Operativo di Agrigento, e di quelli della Tenenza di Favara, nelle ultime ore, mirate soprattutto alla repressione del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti.

 

Undici giovani, fra cui 5 minorenni, sono stati segnalati alla Prettura quali consumatori abituali.

Un ragazzo di 23 anni è stato denunciato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in quanto sorpreso in possesso di circa 6 grami di hashish.

Fu fermato ad un posto di blocco nel 2016 e, per evitare forse problemi, nascose la propria identità ai carabinieri dichiarando di essere invece il fratello.

 

Nuovi guai per il “dichiarante” e aspirante collaboratore di giustizia Mario Rizzo, 32 anni di Agrigento, che è sotto processo con l’accusa di aver dato false attestazioni. Ieri mattina, davanti al giudice monocratico Manfredi Coffari, si è svolta l’udienza a cui però Rizzo, rappresentato dall’avvocato Calogero Lo Giudice, non ha preso parte.

Una vicenda complicata quella di Rizzo: trasferitosi in Belgio per fuggire alla messa in prova si specializza in traffico di droga, truffe telematiche e armi. Poi, minacciato di morte, decide di collaborare prima con le autorità belghe e, successivamente, con la Squadra Mobile di Agrigento e la Procura.

Le sue dichiarazioni fecero scattare l’arresto del cognato, Gerlando Russotto, per il tentato omicidio di un ristoratore empedoclino in Belgio. Quest’ultima accusa è caduta ma Rizzo, con altre dichiarazioni, fece ritrovare una pistola nella disponibilità del cognato che tutt’oggi si trova in carcere proprio per questo motivo.

Rizzo sta aspettando un iter che, qualora venissero confermati i riscontri ad ogni livello, lo porterebbero a guadagnarsi lo status di “collaboratore di giustizia”.

I carabinieri di Licata indagano su un misterioso incendio che ha semidistrutto un magazzino di proprietà di un pensionato di 64 anni, del luogo.

Il rogo si è verificato in un area periferica di campagna, in contrada Sambuci Casalicchio. Sul posto si sono portati i Militari dell’Arma per un sopralluogo e l’avvio delle indagini.

Massimo riserbo da parte degli investigatori che non escludono alcuna ipotesi, anche se quella privilegiata sembra essere quella dolosa.

Svolta nelle indagini per una rapina avvenuta per strada a Licata (Ag) ai danni di un’anziana donna del luogo.

I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di collocamento in apposita Comunità, emessa dal Tribunale per i minorenni di Palermo, nei confronti di un sedicenne licatese, ritenuto responsabile di “rapina aggravata”.Il provvedimento giudiziario è giunto al termine diattività investigative avviate dai Carabinieri subito dopo la rapina subita da una pensionata 86 enne, avvenuta il 4 settembre scorso.

La donna, mentre era a passeggio in pieno giorno, era stata improvvisamente assalita da un giovane a volto scoperto, che le aveva strappato letteralmente dal collo una collana d’oro, fuggendo subito dopo a piedi. La vittima, nell’immediatezza, ha denunciato l’ episodio ai Carabinieri della locale Stazione, che hanno subito effettuato un minuzioso sopralluogo sulla scena del crimine, acquisendo anche i filmati delle videocamere presenti nell’area in questione.

E la svolta nelle indagini si è avuta proprio visionando le immagini di una telecamera, che ha immortalato gli attimi in cui è stata commessa la rapina. Identificato l’autore, i militari dell’Arma hanno stretto il cerchio delle indagini nei confronti di un 16 enne del luogo, identificandolo.

Il quadro probatorio successivamente acquisito ha poi determinato l’emissione del provvedimento giudiziario.

I carabinieri di Agrigento hanno arrestato un 22enne gambiano accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante un normale controllo una pattuglia dei militati ha notato il giovane – tra i vicoli del centro storico – mostrare un atteggiamento diffidente e nervoso.

Da un controllo più accurato e dopo una perquisizione i carabinieri hanno rinvenuto 80g di hashish nella tasca del giubbotto del ragazzo oltre a 60 euro  in contanti che sono stati sequestrati in quanto ritenuti proventi dello spaccio.

A quel punto, dopo aver sequestrato la droga ed il denaro contante, di cui il giovane non ha saputo fornire alcuna giustificazione, sono immediatamente scattate le manette ai polsi del 22 enne, con l’accusa di “Detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti”.

L’operazione svolta, rientra in una forte intensificazione del contrasto al traffico e spaccio di stupefacenti, disposta dal Comando Provinciale Carabinieri Agrigento. Negli ultimi nove mesi, infatti, sono stati numerosi i blitz su strada effettuati in tutta la provincia dai militari dell’Arma, con una trentina di pusher complessivamente finiti in manette. Vasta anche la varietà dello stupefacente sequestrato. Dal “fumo” all’”erba” ma, anche la pericolosa cocaina ed ultimamente, il ritorno dell’eroina.