Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 792)

Cento anni fa, il prete di Caltagirone, don Luigi Sturzo, dava vita al Partito Popolare Italiano: i cattolici si organizzavano per guidare l’Italia dopo il declino della politica liberale, in special modo quella interpretata dall’ultimo Giolitti.

L’ingresso dei cattolici nella scena della politica nazionale fu definita da Antonio Gramsci la novità del nuovo secolo; e non si sbagliò perché essi, attingendo al genuino pensiero della Chiesa, esperta in umanità, diedero un contributo notevole al rinnovamento dell’Italia, tanto che svolsero un ruolo fondamentale nella elaborazione della Costituzione, dopo la disfatta del Secondo Conflitto Mondiale. Il nostro dettame costituzionale è riconosciuto il migliore che l’uomo abbia potuto formulare, tanto che è stato scelto come modello dalle nuove democrazie.

Per questa ricorrenza del primo centenario, si stanno svolgendo nelle città italiane convegni, seminari di studio, approfondimenti, pubblicazioni, avendo lo scopo di riscoprire il pensiero dello statista calatino, che, nel corso del tempo, generò altri Statisti con la S maiuscola: De Gasperi, La Pira, Fanfani, Moro, De Mita… e il nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per citarne solo alcuni i quali, più che alle elezioni e al risultato elettorale, guardavano al futuro delle nuove generazioni, poiché avevano una chiara concezione dello Stato: Casa comune, simile ad una grande famiglia.

Dopo il ventennio fascista, i popolari, denominati successivamente democristiani, avendo formulato il dettame costituzionale, furono anzitutto forza culturale e politica di dialogo – dai comunisti di Enrico Berlinguer ai missini di Giorgio Almirante -, facendo ‘ragionare’ forze diametralmente diverse perché erano convinti che il dialogo è la carta vincente, ma occorre che abbia una forte base culturale. I popolari/democristiani attuarono, come abbiamo detto, un profondo cambiamento dell’assetto dello Stato post-unitario, realizzando davvero profonde riforme che il popolo (soprattutto il Sud) aspettava da decenni: la riforma agraria, scolastica, sanitaria, del lavoro, della previdenza, di famiglia… Queste riforme furono attuate nel nome del rispetto della dignità della persona umana su cui fu costruita la nostra Costituzione.

Celebrare il primo centenario, equivale a fare memoria dei benefici che il popolo nel suo insieme trasse dal pensiero politico dei popolari: per la prima volta le famiglie potevano mangiare la carne almeno una volta la Domenica! Il servizio sanitario era accessibile a tutti, anche agli indigenti; l’istruzione era gratuita per tutti; il lavoratore ammalandosi poteva ‘mangiare’ lui e la sua famiglia; gli strati più bisognosi potevano abitare in una casa ‘civile’…

Questo anno, da parte nostra, vogliamo contribuire ricordando le figure politiche che davvero segnarono le nostre popolazioni agrigentine, tanto che i Comuni ritennero di dedicare strade e viali principali: Salvatore Scifo, Angelo Bonfiglio, Giuseppe Sinesio, Giuseppe La Loggia, Michele Mongiovì, Gaetano Trincanato ed altri. Essi, nel proprio territorio, furono Statisti perché costruirono, giorno dopo giorno, il nostro Paese che da povero e distrutto dal Conflitto divenne la Sesta Potenza Industriale e Finanziaria.

Quel pensiero politico generò degli Statisti con la ‘S’ maiuscola perché si mosse da forti basi culturali, a differenza della politica spicciola, frammentata, miope dei nostri giorni che genera ‘statini’ piccoli e con la ‘s’ minuscola.

L’amministrazione comunale di Casteltermini con il Sindaco Gioacchino Nicastro e l’Assessore Totò Scozzari dà notizia che il bando sugli asili nido pubblicato dall’Assessorato regionale alla famiglia nel settembre 2018 e a seguito del DDG n. 2637 vede tra i 31 comuni finanziati in Sicilia per il potenziamento e l’implementazione degli asili nido e il sostegno alla spesa della gestione ordinaria del servizio di asilo nido,anche il comune agrigentino.

“Un risultato importante che premia ancora una volta il lavoro di squadra dichiarano-il Sindaco e l’Assessore- e alla perfetta sinergia con gli uffici della solidarietà sociale coordinati dal  Dott. Sardo e dal responsabile del procedimento Dott.Bordenga da apprezzare per l’efficacia e la tempistività nel presentare il progetto nei tempi previsti e per il risultato raggiunto.

 Un avviso che porterà dei benefici evidenti a tutto il sistema socio-educativo,con i 119 mila euro finanziati.In primis per le famiglie,con la riduzione dei costi delle rette,il potenziamento dei servizi con il prolungamento degli orari di 2 ore in più per 5 giorni a settimana per i bambini,l’aumento dei posti disponibili,tutto ciò mette ancora una volta in luce con fatti concreti l’interesse e le capacità di questa amministrazione a portare a termine progettualità che migliorano la qualità della vita dei cittadini,grazie a un lavoro costante e di equipe scevro da forme di demagogia e populismo.”

Importante riunione oggi in IV Commissione, presenti i sindaci dei Comuni interessati dai lavori sulle strade Palermo /Agrigento e Agrigento/Caltanissetta, i vertici dell’Anas, l’amministrazione regionale, gli imprenditori e il comitato 70 imprese.

Abbiamo ascoltato la voce dei sindaci e delle imprese creditrici, che paventano il rischio di un crollo economico delle imprese sane coinvolte nei lavori, oggi in grande sofferenza  a causa dei mancati pagamenti della CMC, e di centinaia di operai senza lavoro. 

L’anas si è ufficialmente impegnata a diffidare  la Cmc, a sbloccare le somme accantonate a favore delle imprese siciliane per le spettanze dovute, e ha inoltre imposto tempi certi per consentire di sbloccare i lavori o attraverso il subentro di altre società nell’appalto, o eventualmente in danno alla contraente generale.

“Qualora la CmC non collabori nel garantire la prosecuzione dei lavori” dichiara la Presidente Savarino, “abbiamo chiesto di rescindere il contratto. Abbiamo avuto fin troppa pazienza nei confronti di questa società. Ereditiamo una situazione tragica e si è già perso fin troppo tempo.

Adesso il vento è cambiato e noi non siamo più disposti a subire i ritardi e le inadempienze della Cmc. Non possiamo permettere che la crisi economica di questa società venga pagata dai siciliani, che invece hanno sempre onorato gli impegni, i siciliani hanno già pagato fin troppo per una viabilità che non è nemmeno lontanamente prossima a quella delle regioni del Nord Italia!  Seguo con apprensione l’andamento dei lavori e torneremo a vederci quando i termini della diffida saranno scaduti. Con il Presidente Musumeci abbiamo preso un impegno che vogliamo mantenere: la Palermo/Agrigento e la Agrigento/Caltanissetta non saranno opere incompiute!”

Ci sarà uno stop momentaneo alla consegna dei mastelli per il porta a porta che partirà a febbraio a Canicattì. Le ditte del raggruppamento di imprese, Sea, Iseda ed Ecoin insieme all’amministrazione comunale hanno informano che sabato prossimo, 19 gennaio, il servizio di consegna a domicilio del kit per la raccolta differenziata porta a porta sarà momentaneamente sospeso per riprendere lunedì 21. La decisione è stata presa per consentire lo svolgimento della manifestazione “Kaos 2019: Festival itinerante dell’Editoria, della Legalità e dell’Identità siciliana” previsto al centro culturale San Domenico dove vengono effettuate le consegne dei mastelli e del materiale informativo.  Il servizio di distribuzione del kit riprenderà regolarmente lunedì 21 gennaio con il gruppo di lettere H, I, J, K ed L. In via eccezionale, vista la soppressione di una giornata nel calendario di distribuzione per il gruppo di lettere D, E, F e G, gli utenti i cui cognomi abbiano tali iniziali che non riusciranno a ritirare entro domani il Kit, potranno ritirare i mastelli anche lunedì 21 gennaio. E nell’ambito dei servizi propedeutici all’inizio del “porta a porta”, è stato istituito anche un servizio di consegna a domicilio del kit per la differenziata a favore degli utenti intestatari della TARI che siano fisicamente inabili a recarsi sul luogo della distribuzione e non abbiano la possibilità di delegare alcuno al ritiro. Le persone interessate possono telefonare ai nn. 3293174610 o 09221838388 e lasciare il proprio nominativo e indirizzo. Dopo le opportune verifiche, personale incaricato provvederà alla consegna a domicilio dei mastelli.

Lungo la strada statale 189 Agrigento – Palermo, nei pressi di Comitini, per cause in corso di accertamento, si sono scontrate due automobili, una Mercedes ed una Peugeot 206. Un uomo a bordo della Peugeot 206 è morto poco dopo essere giunto al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento trasportato da un’ambulanza del 118. Si tratta di Vito Mangiapane, 63 anni, di Cammarata. Feriti sono la moglie di Mangiapane e il conducente della Mercedes. I tre, incastrati tra le lamiere, sono stati recuperati dai Vigili del fuoco. I rilievi di rito sono stati eseguiti dalla Polizia Stradale di Lercara Friddi.

La Procura antimafia di Palermo ha proposto alla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento l’applicazione della sorveglianza speciale per 3 anni a carico dell’imprenditore di Agrigento, Giuseppe Burgio, 54 anni, già condannato in primo grado lo scorso 14 maggio ad 8 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta. Secondo i magistrati della Dda palermitana, Burgio avrebbe intrattenuto rapporti con ambienti malavitosi per riciclare denaro. Il Tribunale si è riservato di decidere sull’istanza dopo le opportune valutazioni a riscontro.

L’autonomista Pullara interviene sulle trivellazioni rilasciando alla stampa la seguente dichiarazione:

“Il caso trivellazioni fa ancora discutere, solo alcuni. I militanti pentastellati e leghisti locali o tacciono su questa vergogna, o parlano a vanvera, trattando l’argomento con una superficialità disarmante.

Dopo le vicende dello Ionio, i dubbi sull’etica del Governo Lega/Pentastellati crescono. Ricordando i fatti, nei primi giorni di gennaio il Mise rilascia alcuni permessi per l’esplorazione nello Ionio. Il M5s, dopo aver dato la colpa al vecchio Governo, annuncia un emendamento per bloccare l’entrata dei colossi petroliferi nello Ionio, tutti i mass media ne parlano ed inizia la bufera. La Lega si oppone al blocco delle trivellazioni e lo dichiara apertamente. Gli autoctoni tentano di farfugliare qualche giustificazione alla presa di posizione incoerente col passato e ingiustificata e miseramente non vi riescono.

Oggi, di fatto, sono scaduti i termini per la presentazione degli emendamenti e quello blocca trivella annunciato da Di Maio e dal suo movimento non c’è!!

Mentre dunque i pentastellati recitano la parte dei difensori del mare e si lanciano in roboanti dichiarazioni quali difensori del territorio, la sponda padana risponde che di non potere bloccare investimenti già avviati se non si vuole far scappare gli investitori.  Il M5s con atto di riverenza al potere più forte, risponde “Obbedisco” alla Lega, piegando la natura ad una industrializzazione che porterà solo danni.

Sembra ancora ieri quando Salvini girava con le magliette NO TRIV.

Dico all’uno ed all’altro che per oltre sessant’anni la Sicilia ha avuto la responsabilità di estrarre e soprattutto raffinare il 40 % del petrolio che serviva al paese per sostenere la propria economia ereditando malattie, deformazioni neonatali e morte. Oggi ci sentiamo dire, mettendo ancora in campo il ricatto occupazionale, che si perdono posti di lavoro se si ritirano le autorizzazioni date. Cari governanti,  vi chiedo di investire nelle infrastrutture e nel turismo perché, ad oggi, solo per fare un esempio, Licata ha offerto 17.000 cittadini alla voce Emigranti. Crediamo nella crescita occupazionale che ci porterà il turismo, non vogliamo pagare con la salute un posto di lavoro e non accettiamo su un argomento così delicato, dichiarazioni superficiali e prive di contenuto, anche a livello locale. Vogliamo risposte, non proclami e prese in giro.

Sono curioso di leggere cosa il Ministro Costa avrà da dire e proporre ai vari Comitati No Triv che ha già annunciato di voler incontrare. Il nostro territorio non vuole più essere sfruttato e non intende pagare un conto salatissimo per il benessere del paese e delle multinazionali che estraggono raffinano e portano via , anche i sogni e le speranze di un riscatto che è ormai tempo che arrivi, per la Sicilia e per tutto il SUD”.

A Palermo, al palazzo di giustizia, la sostituto procuratore generale Rita Fulantelli ha chiesto la conferma delle sei condanne inflitte in primo grado dal Tribunale di Sciacca nell’ambito dell’inchiesta antidroga cosiddetta “Big family”, che il 30 luglio 2012 ha provocato un blitz della Polizia contro un gruppo che sarebbe stato impegnato nel trasporto e nella vendita di cocaina, eroina, hashish e marijuana da Napoli a Ribera.
Carlo Giardiello, 31 anni, a 13 anni e 2 mesi.
Ciretta Veible, 56 anni, madre di Giardiello, a 7 anni e 6 mesi.
Maria Sedita, 42 anni, a 7 anni.
Giuseppe Failla, 54 anni, a 6 anni e 4 mesi,
E poi 6 anni di reclusione ciascuno per Giuseppe Triassi, di 30 anni, e Debora Arcadipane, di 28 anni.
Le arringhe difensive, e probabilmente anche la sentenza, all’udienza del 21 marzo prossimo.

Oggi è stato il giorno di una vasta operazione antimafia in Italia e in Germania, condotta dalla Polizia di Stato di Caltanissetta e dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, coordinata dalle Direzioni Distrettuali Antimafia di Caltanissetta e di Roma, a carico di 11 presunti appartenenti al clan Rinzivillo di Gela, indagati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è l’epilogo di una indagine, che, alla fine del 2017, ha già provocato l’arresto di 37 persone e il sequestro preventivo di beni per oltre 18 milioni di euro.

Si intensifica l’attività di controllo da parte della Polizia Provinciale di Agrigento finalizzata all’accertamento e alla repressione degli illeciti in materia ambientale.

E’ stata, infatti,  eseguita dagli agenti del Corpo di polizia del Libero Consorzio di Agrigento, coordinati dal Tenente Colonnello Vincenzo Giglio,  la sentenza irrevocabile di condanna, emessa dal Tribunale di Agrigento, nei confronti del  titolare di un frantoio oleario di Favara. Un traguardo per il Corpo di polizia dell’ex Provincia: “Si tratta – sottolinea Giglio – del primo caso in provincia di Agrigento di confisca di un’area a servizio di un frantoio oleario”.

I fatti contestati risalgono al novembre del 2015, allorquando una segnalazione dalla società gestore del depuratore comunale, che denunciava continui ingressi anomali di acque di vegetazione presso l’impianto di depurazione sito in Contrada Burgilamone nel Comune di Favara, fece scattare l’ispezione del gruppo interforze di Polizia Provinciale ed Arpa al fine di accertare eventuali scarichi non autorizzati in pubblica fognatura.

In tale contesto, l’Arpa procedeva ad effettuare il prelievo di campioni d’acqua dal pozzetto di ispezione adiacente il frantoio e nello stesso veniva immesso in seguito la fluoresceina sodica (tracciante) per individuare il percorso e verificare se il pozzetto fosse collegato o meno alla pubblica fognatura.

L’ accertamento aveva prodotto esito positivo poiché il tracciante giungeva a valle in un canalone scatolare in cemento (distante circa 400 metri dal frantoio), a cielo aperto, miscelandosi con le acque della pubblica fognatura, così come verificato dal personale dell’Arpa.

Il Tribunale di Agrigento, accertati i fatti, ha dichiarato colpevole l’imputato del reato ascrittogli e lo ha condannato a sei mesi di arresto, a € 3.000,00 di ammenda oltre al pagamento delle spese processuali ed ha ordinato la confisca di un’area di circa 150 metri quadri ed alcune cisterne e la sospensione della pena.

Il personale di Polizia giudiziaria della Polizia Provinciale, dopo aver proceduto alla notifica della sentenza all’imputato, ha proceduto alla confisca dell’area di che trattasi, di tre cisterne ed  ha affidato i beni sottoposti a confisca al Comune di Favara, nominando , altresì,  un nuovo Custode Giudiziario nella persona del Dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale per la custodia di quanto confiscato.

Il danno prodotto da tale illecita pratica di sversamento di acque di vegetazione dei frantoi nelle condotte cittadine dei reflui fognari, ha arrecato un notevole danno al depuratore a ciclo biologico come quello di Favara che depura l’acqua attraverso batteri e microrganismi demolitori che degradano le sostanze di rifiuto trasformandole in composti minerali.

L’acqua di vegetazione presente nelle vasche di aerazione invece crea una patina oleosa che non fa passare l’ossigeno per cui i batteri muoiono e non depurano più.

Per il ripristino del ciclo di vita dei batteri necessitano da 4 a 6 mesi durante il quale il depuratore non svolge la sua funzione primaria di depurazione e quindi si ha un inquinamento dell’ambiente circostante.