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A Favara i Carabinieri della locale Tenenza, ad un posto di blocco in via Roma, hanno sorpreso un giovane alla guida di una Fiat “Grande Punto”, in possesso di un coltello a serramanico con lama di 16 centimetri, per il quale è stato denunciato a piede libero alla Procura, e mezzo grammo di marijuana, per il quale è stato segnalato alla Prefettura come abituale consumatore di droga.

La Società Sportiva Dilettantistica Akragas 2018, meglio nota semplicemente come Akragas, sotto la guida del suo presidente Giuseppe Deni, milita nel campionato regionale di Eccellenza  prima in classifica a 4 punti dalla seconda.

Domenica 30 ottobre 2022, durante il derby Akragas – Pro Favara, giocatosi allo stadio Esseneto di Agrigento, vinto dai biancazzurri: 2-0 con rete di Pavisich e Garufo (tre punti importantissimi per la squadra di Terranova, prima in classifica, a +4 dall’Enna)  il presidente Giuseppe Deni ha voluto rendere omaggio a due bravi agrigentini, dimostrando rispetto e solidarietà verso i propri concittadini e verso i veri principi dello sport.

Prima dell’inizio della partita il signor Giuseppe Ciulla, ottantaquattro anni, da ben 75 sostenitore dei colori biancoazzurri è stato omaggiato dalla società akragantina che gli ha donato una targa, una maglia personalizzata e un pallone firmato da tutti i giocatori e dall’allenatore dell’Akragas Nicolò Terranova.

Durante l’intervallo tra il primo e il secondo tempo, i tanti agrigentini presenti  per la prima volta hanno assistito ad un evento straordinario e come ad Olimpia dove gli atleti più valorosi si affrontavano in una delle discipline più spettacolari che era ed è a tutt’oggi il lancio del giavellotto, scende in campo la campionessa Giusi Parolino.

Ad attenderla Carmelo Callari, vice presidente della società biancoazzurra, che le consegna un Nemeth (un giavellotto per atleti professionisti) e la maglia dell’Akragas con inciso il suo nome.

Indubbiamente è un giorno memorabile per Agrigento !!

La giavellottista Giusi, amata da tantissimi agrigentini,  dopo aver  scartato il prestigioso regalo, si è esibita con un lancio dimostrativo davanti ad un numeroso pubblico che con un lungo applauso ha reso omaggio alla forte lanciatrice che record dopo record e da vera  “athlēta. ” da molti anni è capace di compiere le sue “prodezze”, trasformando i tanti ostacoli in forza.

Emozioni, orgoglio e soddisfazione” questo è quello che ho provato appena sono entrata allo stadio Esseneto; lo stesso campo dove sono cresciuta da bambina- dichiara Giusi visibilmente commossa; indossare la maglia dell’Akragas è un grande onore e lanciare davanti alla mia città è un’emozione indescrivibile; tutto questo- continua, grazie al presidente Giuseppe Deni, uomo gentile e dal grande cuore, che ad oggi è l’unica persona del territorio agrigentino ad avermi messo nelle condizioni di allenarmi in sicurezza oltre ad avermi regalato un bellissimo  “Nemeth”, il giavellotto che vorrebbe avere qualsiasi giavellottista e che desideravo da tanto tempoLa Società dell’Akragas, con in testa il presidente Giuseppe Deni, è estremamente soddisfatta di aver regalato alla pluricampionessa italiana del lancio del giavellotto, l’agrigentina Giusi Parolino, il giavellotto della famosa marca Nemeth, soprattutto in vista della sua partecipazione ai prossimi campionati Europei.

L’Akragas vuole essere da sostegno dello sport agrigentino e dei suoi atleti- dichiara  il Presidente Giuseppe Deni;

per noi è un grande piacere aver fatto felice la nostra campionessa;

è un piccolo gesto che testimonia il nostro impegno e la nostra attenzione per gli atleti agrigentini di qualsiasi sport, che fanno enormi sacrifici per portare in alto il nome della nostra gloriosa città. Io personalmente- continua, amo tutto lo sport e sono orgoglioso se una nostra atleta riesca a conquistare medaglie e trofei in campo nazionale e internazionale.

Nel caso di Giusi Parolino abbiamo cercato di sostenerla e supportarla in tutti modi, permettendole anche di allenarsi allo stadio Esseneto di Agrigento e agevolando i suoi allenamenti per la preparazione ai prossimi avvenimenti sportivi, anche perché non ha un campo e uno spazio idoneo dove potersi allenare per la carenza di strutture sportive ad Agrigento. E non solo, annuncio anche che mi impegnerò personalmente per trovare uno sponsor a Giusi che le possa permettere di partecipare al ricco calendario del programma gare 2023 che oltre agli Europei, la vedrà impegnata nelle pedane dei prossimi Campionati Italiani lanci lunghi invernali, Campionati italiani individuali oltre a tutte le innumerevoli gare regionali assolute e di categoria”.

Va ricordato con orgoglio da parte di tutti i siciliani, che Giusi Parolino é conosciuta e apprezzata sul tutto il territorio Italiano per essere una lanciatrice dal palmares infinito, basti pensare che quest’anno ha stabilito il record italiano di categoria con il giavellotto assoluto, ha conquistato il tredicesimo titolo di Campionessa Italiana di lancio del giavellotto, ha aggiunto svariate medaglie d’oro alle centinaia di medaglie conquistate in questi anni e non ultimo ha stabilito innumerevoli record regionali in altre specialità dei lanci.

Immigrazione clandestina e Lampedusa. Al mattino di oggi sono stati contati 1.290 migranti nel Centro d’accoglienza in contrada Imbriacola, a fronte di una capienza di 350 posti. Per oggi, con i traghetti di linea per Porto Empedocle, è stato disposto dalla Prefettura di Agrigento il trasferimento di 110 persone in mattinata e 80 in serata. Ieri, con 10 sbarchi, sono giunti sull’isola 354 migranti.

Come nel resto d’Italia, controlli ad opera dei carabinieri del Nas sono stati compiuti anche nell’Agrigentino a seguito dei recenti casi di intossicazione da Listeria connessi con il consumo di alimenti crudi o a ridotta cottura (ad esempio würstel). Le verifiche, effettuate d’intesa con il ministero della Salute, sono state finalizzate a riscontrare la corretta gestione in materia di sicurezza ed igiene delle imprese produttive degli alimenti. Fra Palermo, Agrigento e Trapani sono state ispezionate 39 aziende di lavorazione e trasformazione di alimenti maggiormente esposti alla contaminazione da batterio Listeria. I carabinieri del Nas di Palermo, a conclusione delle ispezioni, hanno accertato irregolarità in 15 strutture, a seguito delle quali sono state segnalate alle competenti autorità 16 persone, contestando sanzioni per un valore di circa 45mila euro. Nel corso degli interventi sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro 1.143 chilogrammi di alimenti irregolari, per un valore commerciale di circa 12.600 euro. Adottati anche provvedimenti di chiusura/sospensione nei confronti di 2 imprese produttive e commerciali.

Come pubblicato ieri, il presidente della Regione, Renato Schifani, ha disposto la proroga fino al 31 dicembre dei contratti dei 280 ex navigator che operano nei Centri per l’impiego della Sicilia, rispondendo così alla nota con la quale il ministero del Lavoro, lo scorso 28 ottobre, ha chiesto alle Regioni di manifestare la volontà sull’effettiva attuale esigenza di continuare ad avvalersi, fino al 31 dicembre, di tale personale che presta assistenza tecnica per il funzionamento del reddito di cittadinanza e del programma ‘Garanzia occupabilità lavoratori’ nei Centri per l’impiego. Ebbene, il ministero del Lavoro smentisce: dietro front. E in una nota diffusa si legge: “In relazione alle notizie di stampa circolate in queste ore relative alla proroga degli ex navigator, scaduti lo scorso 31 ottobre, si precisa che tali contratti non sono prorogabili”.

Prima che l’escavatore si ribaltasse l’uomo si è lanciato fuori dall’abitacolo nel tentativo di salvarsi ma ha battuto la testa al suolo riportando un grave trauma cranico. Dalla centrale operativa del 118 di Caltanissetta è stato inviato l’elisoccorso. I sanitari hanno tentato di rianimarlo ma non c’è stato nulla da fare. Sono intervenuti i carabinieri della stazione di Villalba e i dipendenti dell’Ispettorato del Lavoro di Caltanissetta che hanno effettuato il sopralluogo ed eseguito accertamenti. Al termine dell’ispezione cadaverica la salma è stata restituita ai familiari così come disposto dall’autorità giudiziaria. Le indagini sono affidate ai carabinieri di Villalba.

La Procura della Repubblica di Agrigento ha disposto il fermo di due cittadini del Senegal, accusati di essere gli “scafisti” che hanno condotto il barchino in ferro, partito dalla Tunisia il 19 ottobre 2022, sul quale a bordo sono morti bruciati i piccoli Alina (nata il 5 dicembre 2021) e Mael, dopo 3 giorni di navigazione verso Lampedusa. Il fermo dei due indagati è stato convalidato oggi 2 novembre  dal G.I.P. presso il Tribunale di Agrigento,  Stefano Zammuto.

Grazie all’attento lavoro d’indagine – svolto sull’isola dall’esperto personale della Squadra Mobile di Agrigento, guidato dal funzionario Giovanni Minardi, con l’indispensabile aiuto dei due interpreti messi a disposizione del Ministero dell’Interno che hanno consentito di acquisire le dichiarazioni di cittadini del Ghana e della Costa d’Avorio – è stato possibile ricostruire i fatti e individuare i presunti responsabili  trasportati a bordo, che hanno collaborato con gli inquirenti.

I due senegalesi di 24 e 33 anni sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravata e morte come conseguenza di altro reato, per aver condotto il barchino in ferro con l’aiuto di una bussola, con a bordo originariamente circa 36 cittadini sud-sahariani di varie nazionalità, al fine di farli entrare illegalmente in Italia, mettendo a rischio la loro vita per le pessime condizioni del piccolo scafo in metallo e il sovraffollamento dell’imbarcazione.

Durante la navigazione le pessime condizioni del motore e l’imperizia dei due “scafisti” hanno portato purtroppo alla morte di diversi migranti (almeno una donna oltre i due piccoli) e al ferimento per ustioni gravi grave di altri 2 migranti.

La notte del 21 ottobre il motore fuoribordo del barchino si fermava. Uno dei due “scafisti”, nel tentativo di farlo ripartire provoca delle scintille che innescavano accidentalmente la benzina che si trovava a bordo dello scavo, versata durante la navigazione dai serbatoi ausiliari di fortuna alla tanica del motore, che prendeva fuoco, causando ulteriormente l’esplosione delle taniche ancora piene di benzina e un incendio a bordo nel quale morivano i piccoli Mael e Alina.

L’esplosione scaraventava alcuni migranti fuoribordo e altri venivano feriti con ustioni di vario grado. L’incendio veniva domato con grandi difficoltà dai migranti rimasti a bordo utilizzando l’acqua di mare.

Le indagini sono ancora in corso e la responsabilità dei due indagati non è ancora stata definitivamente accertata.

Un uomo di 45 anni di Canicattì è stato già ristretto ai domiciliari perché indagato di maltrattamenti e atti persecutori a danno dell’ex moglie. Nonostante ciò ha mantenuto la sua condotta molesta, aggravandola perché non solo lei ma ha anche minacciato il compagno di lei. Ecco perché i poliziotti del Commissariato della città dell’Uva Italia hanno trasferito nelle patrie galere del “Di Lorenzo” di Agrigento l’operaio canicattinese, così come disposto dai magistrati.