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Ad Agrigento i buoni spesa del Comune in arrivo, ma sul telefono cellulare. E’ stato pubblicato l’avviso pubblico del Comune di Agrigento per la distribuzione dei buoni spesa per sostenere le famiglie a fronte dell’emergenza covid. Ai beneficiari che hanno già percepito i buoni spesa nel mese di aprile, l’ulteriore buono di maggio arriverà sotto forma di credito elettronico. I beneficiari di questa terza distribuzione, senza necessità di presentare ulteriori istanze, riceveranno un sms sul proprio telefonino con il quale sarà comunicato un numero pin e l’ammontare del credito da spendere negli esercizi convenzionati.

Semaforo verde dall’assessorato regionale alla Sanità all’allestimento di un Covid-Hospital all’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera. Si tratta di un’iniziativa già ipotizzata nei mesi scorsi quando l’emergenza coronavirus è stata molto più pregnante. La struttura sarà riferimento per le province di Agrigento e Caltanissetta, e sarà dotata di 40 posti di degenza ordinaria. Il Covid-Hospital di Ribera servirà inoltre come punto di riferimento emergenziale di posti disponibili nel caso che altre strutture a disposizione siano sature.

La Procura di Agrigento, tramite la sostituto procuratore Chiara Bisso, ha notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari al direttore sanitario dell’ospedale di Agrigento, Antonello Seminerio, 65 anni, in riferimento a presunte omissioni d’atti d’ufficio allorchè non avrebbe adempiuto alle iniziative di competenza volte a monitorare e prevenire l’insorgere di infezioni all’interno del nosocomio. L’indagine trae origine dalla morte di un paziente di 81 anni, Carmelo Cimino, risalente al 2015. Seminerio ha adesso 20 giorni a propria disposizione per presentare contro-deduzioni a difesa.

Agrigento. Il consigliere comunale Marco Vullo segnala all’amministrazione Firetto un incrocio pericoloso in zona Fontanelle a causa delle erbacce. Si intervenga per evitare incidenti

Marco Vullo, consigliere comunale di opposizione ad Agrigento, segnala con documentazione fotografica all’amministrazione Firetto, all’Assessore al ramo Hamel e agli uffici competenti, di intervenire con celerità per rimuovere le erbacce all’altezza dell’incrocio di Contrada Minaga a San Giusippuzzu, a ridosso dell’Ospedale Consolida di contrada San Benedetto in quanto pericolose per gli automobilisti che vi transitano quotidianamente.

“Ho constatato di persona che l’incrocio è particolarmente pericoloso a causa delle erbacce per chi si immette nella strada principale. Purtroppo svoltando a sinistra l’automobilista si ritrova in zona Ospedale e nella cosiddetta Area ex Asi e può subire un pericolo de facto. Sollecito quindi l’Amministrazione comunale ad intervenire prontamente con la pulizia e la scerbatura dell’area al fine di riportare l’arteria a una condizione di massima sicurezza e di decoro per i cittadini che sfruttano questa strada che tra l’altro è molto movimentata e trafficata per la presenza della struttura ospedaliera.”

Sono state donate un numero importante di mascherine FFP2 all’Ospedale di Agrigento da parte del Panathlon International di Agrigento.

I dispositivi di protezione individuali sono stati consegnati dal Presidente del Club Prof. Gerlando Amato personalmente al direttore sanitario dell’azienda San Giovanni di Dio di Agrigento Dott. Antonello Seminerio socio e Past Presidente del Panathlon di Agrigento.

Non possiamo che ringraziare – ha detto il manager dell’azienda ospedaliera, Dott. Seminerio – il Panathlon di Agrigento per l’importante gesto di solidarietà e per la sensibilità dimostrata dal club service agrigentino nei confronti del personale sanitario fortemente impegnato in questa difficile sfida.

Le mascherine sono state acquistate per il tramite e la preziosa collaborazione della ditta Giusi Parolino s.r.l. di Agrigento.

I consiglieri comunali di opposizione Alessandro Sollano e Teresa Nobile sollecitano l’amministrazione Firetto a sbloccare la situazione dei mercati e delle fiere che necessitano di ulteriori interventi e accorgimenti.

“Con l’avvio della fase II dell’emergenza COVID-19, il 18 maggio 2020, continuano i due consiglieri diverse attività commerciali sono state autorizzate all’apertura, tra queste anche i mercati e le fiere, con l’obbligo di adottare adeguate misure di sicurezza, mentre per le fiere l’obbligo di adottare adeguate misure di distanziamento e contenimento del contagio. Ad oggi alcuni mercati sono stati già autorizzati ma ad Agrigento tutto TACE!!! CHIEDIAMO al Sindaco Firetto di non farsi trovare impreparato e cominciare a disporre tutto il necessario affinché si possa partire al più presto, consentendo ai commercianti di iniziare a lavorare il tutto in totale sicurezza, predisponendo un piano di lavoro atto a garantire la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini tutti, attraverso l’adozione di misure idonee ed efficaci per contrastare il rischio di diffusione dell’epidemia. Non sarà certamente facile garantire accessi regolamentati,scaglionati,ma è fondamentale che ciò venga fatto e proprio per tale motivo è necessario organizzare un lavoro minuzioso che tenga conto di tutti questi aspetti senza sottovalutare alcuno. Bisognerà organizzarsi per predisporre delle diverse corsie, ricorrendo ad esempio all’uso delle transenne, stabilire un’entrata e un’uscita del mercato e collocarvi anche i dispositivi di protezione così che nessuno vi acceda senza farne uso. Tutto è possibile se viene definito! A garanzia di tutto ciò sarà di fondamentale importanza la vigilanza da parte delle forze dell’ordine”.

E’ il Comitato Spontaneo di Lampedusa a chiedere la consultazione, un referendum, per la chiusura dell’hotspot presente nell’Isola che ormai, da anni, crea problemi non indifferenti.

Il Comitato ha scritto una nota che pubblichiamo testualmente:

“In queste settimane abbiamo portato avanti due rivendicazioni fondamentali per le isole Pelagie:
1. la realizzazione di un ospedale sull’isola e il rispetto immediato dei LEA (Livelli Essenziali
di Assistenza) a Lampedusa e Linosa;
2. la chiusura dell’hotspot e la fine dell’utilizzo di Lampedusa come piattaforma militarizzata per la gestione delle migrazioni.

Abbiamo in più di un’occasione chiesto alle istituzioni locali di avviare un confronto all’interno delle sedi di rappresentanza democratica locale; purtroppo però questo ci è stato più volte negato.

Riteniamo sia necessario che tutta la popolazione partecipi attivamente alla vita democratica della comunità. Per questo abbiamo indetto una consultazione popolare sul tema delle migrazioni. Da trent’anni, a fronte della continua violazione dei diritti più essenziali per la popolazione e per i migranti, Lampedusa viene utilizzata come piattaforma militare, di gestione per le migrazioni e come “palcoscenico del confine”, da parte dei vari governi nazionali, europei e della Nato.

Tutto questo con la complicità delle amministrazioni locali e attraverso una strategia ricattatoria morale ed economica, ai danni della popolazione locale. Tutto ciò ha fatto sì che settori della comunità locale cedessero a questi ricatti, traendo a loro volta vantaggi dalla situazione venutasi a creare.

La consultazione ha come obiettivo quello di dare voce alla reale opinione degli abitanti di Lampedusa, cercando così di rompere l’immagine retorica e politicamente funzionale che negli anni è stata costruita intorno a quanto si verificava sull’isola. Le narrazioni dominanti dell’isola improntate alla continua emergenza, da quella edulcorata dell’accoglienza e degli eroi, a quella piena di stigma dell’isola razzista e xenofoba, sono state tutte caratterizzate da grossolane semplificazioni, sempre lontane anni luce dalla complessità dei fenomeni e delle dinamiche realmente in atto.

Non è nostra intenzione ignorare la gravità del problema migratorio. Riteniamo però che, a partire dalla rivendicazione dei diritti e della serenità per i lampedusani e le lampedusane, possa iniziare un percorso di messa in discussione dell’intera governance delle migrazioni: a partire dall’intervento sulle cause che spingono migliaia di persone a lasciare il proprio paese nelle condizioni a cui abbiamo assistito in questi anni, fino alla regolarizzazione dei viaggi, superando così le attuali normative nazionali ed europee, con particolare attenzione al tema dei diritti dei lavoratori, comunitari ed extracomunitari”.

Ed ecco adesso il testo della consultazione:

 

 

“Le attese risposte da parte dell’amministrazione, soprattutto dopo gli “stimoli” recenti dal carattere talvolta strumentale,  sono puntualmente arrivate e adesso ci si attende un riscontro immediato, positivo e unanime da parte del Consiglio Comunale, a meno che non si voglia dare l’impressione ai cittadini di non agire nel loro interesse.

Ho avuto un serrato dialogo sia con il Sindaco Firetto che con l’Assessore al ramo, Cuzzola, attraverso il quale ho potuto appurare quelli che saranno gli interventi di alleggerimento della pressione fiscale in ordine ai tributi di carattere comunale.

La proposta, che arriverà in Consiglio per l’approvazione, prevederà la non applicazione di sanzioni e interessi per tutti i contribuenti nel  caso di versamento entro il 30/06/2020 delle rate TARI, dell’imposta sulla pubblicità e della tassa occupazione suolo pubblico in scadenza nel periodo compreso tra l’01/03/2020 e il 30/06/2020.

Inoltre, per i soggetti che hanno registrato difficoltà economiche, da attestarsi entro il 31/10/2020, sarà anche disposta la non applicazione di sanzioni ed interessi nel caso di versamento entro il 30 settembre 2020 dell’acconto IMU, della TARI, dell’imposta sulla pubblicità e della tassa sull’occupazione del suolo pubblico.

Da tempo si lavora a queste soluzioni per la cui ultimazione si è attesa soltanto la recente pubblicazione delle direttive ministeriali in cui si sono chiariti i limiti delle amministrazioni comunali. Devo dire, a tal proposito, che laddove l’Amministrazione ha avuto riconosciuto spazio di intervento è stato fatto il massimo.

Inutile specificare che fare ostruzionismo, magari per fini elettorali, su tali interventi che rappresentano una vitale boccata di ossigeno per gli agrigentini, sarebbe assolutamente da  irresponsabili.

Sono sicura che le difficoltà che abbiamo affrontato hanno rafforzato in noi il senso di comunità e sono stati utili a chiarire chi lavora con impegno per il bene comune.

Non curiamoci degli avvelenatori di pozzi e andiamo avanti!”

“Dopo mesi di lavoro incessante, di preoccupazioni, rischi, denunce sulle condizioni di grave carenza dei dispositivi di sicurezza, dopo avere smembrato l’Ospedale San Giovanni di Dio, per consentire la creazione di posti letto Covid, dopo mesi di propaganda da parte delle rappresentanze politiche provinciali, regionali e nazionali, in prima linea nello sbandierare premi e agevolazioni nei confronti della categoria dei sanitari, il decreto dell’assessorato regionale sugli incentivi al personale dipendente del Servizio Sanitario nazionale, ci appare un insulto alla categoria”.

È una lettera aperta durissima quella che la segretaria generale della Cisl Fp Floriana Russo Introito, il responsabile del Coordinamento regionale professioni sanitarie Alessandro Farruggia e il responsabile del Dipartimento Sanità pubblica e privata, Giovanni Farruggia, hanno inoltrato all’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza.

Al centro del contendere, lo stanziamento di appena 323 euro totali come risorse aggiuntive destinate al lavoro svolto in emergenza Covid, da suddividere tra tutto il personale sanitario dell’intera Asp di Agrigento impegnato in quei giorni di vera emergenza.

“Il criterio utilizzato per l’erogazione degli incentivi è quello della suddivisione della premialità in rapporto ai posti letto ‘occupati’ e non di quelli creati e fortemente voluti ed, anzi, imposti dallo stesso assessorato nonostante ad Agrigento non si sia mai voluto allestire, a tempo debito, neanche un reparto di malattie infettive – continuano i sindacalisti -. Non soltanto sta quindi venendo meno il senso di riconoscenza nei confronti di chi con sacrificio ha stravolto la propria vita affrontando con coraggio, quotidianamente, spesso senza gli strumenti adeguati, un nemico subdolo e invisibile, mettendo a rischio anche la salute dei propri familiari o scegliendo di auto-isolarsi per paura di trasmettere un eventuale contagio, ma si è deciso, invece, di ‘mortificare’ i lavoratori con un premio di pochi euro. Uno schiaffo per tutti i sanitari, i tecnici e gli amministrativi direttamente e indirettamente coinvolti e per tutti quei lavoratori del comparto che hanno contratto il Coronavirus”. Il sindacato punta inoltre il dito contro “quella classe politica che, a consuntivo, spaccia come propri risultati di lotte corali ed è, invece, completamente assente, in casi come questo”.

La Cisl Fp delle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna chiede quindi una rivisitazione del decreto assessoriale con l’applicazione di criteri diversi da quelli meramente “quantitativi”.