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“Gli Ex dipendenti Italcementi sono oramai privi di ogni ammortizzatore sociale ed ogni risorsa economica necessaria  per far fronte agli impegni familiari e di sopravvivenza, sono sempre più amareggiati, confusi e frastornati.

“E’ l’ennesima volta che alcuni di questi ex- lavoratori si recano presso gli uffici provinciali della Fillea-Cgil per chiedere aiuto ma anche per denunciare  delusioni, come la recente  nuove regola di Italcementi che prevede anche  la necessità di essere in possesso di diploma di scuola media superiore, preferibilmente di Perito Industriale per poter concorrere ai bandi di candidatura di Operai proposti da  Italcementi”

E’ Vito Baglio , Segretario della Fillea-Cgil di Agrigento, a dar voce a questa rabbia,  ascoltando quelli che un tempo facevano parte della “grande famiglia Italcementi”, così in diverse occasioni loro stessi  la definivano, legge nei loro occhi tristezza ma anche rabbia, rabbia perché si chiedono: che senso ha l’aver  rinnovato il 04 febbraio 2017 in sede di Confindustria l’impegno alla riassunzione fino a tutto il 2018 nelle varie sedi d’Italia e poi venir fuori con bandi così restrittivi che uccidono per tanti, pure la speranza di poter ambire ad un rientro nel gruppo ?

 Si chiedono anche e non possono farsene  una ragione: come è possibile che nel gruppo  si investono centinaia di milioni di euro e non si riesce a trovare una risorsa che includa i 18 lavoratori tra i piani d’investimento dell’azienda?

La Fillea CGIL condivide lo sgomento della rappresentanza dei lavoratori in esubero che ritengono, sarebbe stato sufficiente e più logico  per assolvere l’impegno preso con gli ex-lavoratori,  introdurre nei bandi al posto di restrizioni, clausole di  preferenze prioritarie  per gli ex dipendenti.

Non può un area industriale così vasta rimanere inoccupata, è una vera provocazione per chi è fuori e per tutti quelli che non lavorano.

“Bisogna che Italcementi si adoperi e collabori per vitalizzare lo studio fatto da Nomisma e presentato al MISE nel febbraio del 2015 – conclude Baglio –  dicendo che questi lavoratori non meritano di essere abbandonati a se stessi, non possono rimanere prigionieri del tempo e del silenzio.

Occorre trovare una soluzione immediata.

 

 

Nuova eccezionale scoperta ad Agrigento, in attesa di conoscere la Capitale Cultura 2020

Esaltante scoperta nell’area del Teatro ellenistico di Akragas: gli archeologi hanno ritrovato un guttus, un poppatoio, ovvero l’antenato dell’attuale biberon.   Dall’attuale campagna di scavo, che ha restituito importanti dati per la ricostruzione della pianta dell’edifici,  nuovi  indizi continuano ad emergere dai saggi stratigrafici che si stanno effettuando nel settore sud ovest della costruzione: oggetti che  raccontano la complessa vita di questo straordinario monumento. 
“Scavando il riempimento di una delle strutture che dovevano sostenere la cavea – spiega il direttore del Parco archeologico, Giuseppe Parello – è stato rinvenuto un deposito di manufatti  riferibili ad un rito propiziatorio. Gli oggetti ritrovati sono vasi di uso quotidiano, utilizzati prevalentemente per bere e per contenere liquidi, compreso il piccolo vaso con beccuccio, un guttus, un vero e proprio poppatoio”. 
“In attesa di conoscere la Capitale Italiana della Cultura 2020 – commenta il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto – per gli agrigentini possiamo dire che questo ritrovamento, che si aggiunge alle tante eccezionali scoperte fatte in quest’area, è di buon auspicio. E’ certo che gli scavi condotti finora, dalla scoperta del Teatro cercato da secoli, all’agorà superiore, al tempio romano, stanno aggiungendo ulteriori elementi di grande fascino ad un luogo di storia e cultura come Agrigento”.
I vasi potrebbero essere stati utilizzati per un rito di libagione, la presenza del  vaso a beccuccio riconduce al momento della nascita, e quindi all’origine della vita.   Interessante è anche la rottura intenzionale del vasi che, come oggi, aveva di certo un significato augurale.  “Con questo Segno si chiude la campagna di ricerca, che ci invita a ripartire presto per riportare completamente a nuova vita il Teatro” conclude il direttore Parello. 
Il deposito di oggetti  è legato ad un  intervento edilizio di sostegno della cavea del teatro che dal punto di vista strutturale si presentava particolarmente impegnativo.  L’imponente altezza che raggiungeva l’edificio in questo settore ha richiesto diversi e complicati interventi di ristrutturazione, al punto che in alcuni casi  è stato necessario “un coinvolgimento della sfera del sacro”. 

Manifestiamo anche in questa occasione grande apprezzamento per l’operato delle forze dell’ordine che assestano giorno dopo giorno colpi mortali alla criminalità organizzata anche in provincia di Agrigento.

Approfittiamo della circostanza per sollecitare ancora una volta gli operatori economici a fidarsi e collaborare pienamente con magistratura e forze di polizia: il contributo attivo della società civile può infatti fungere da moltiplicatore dei successi repressivi quotidianamente raggiunti dallo Stato contro le mafie, valorizzandone esponenzialmente la forza verso una società sempre più normale.

E’ di questo pomeriggio, in piazza della Ugo La Malfa ad Agrigento, l’accorato incontro per il candidato della coalizione del centrodestra Lillo Pisano (Forza Italia, Lega,Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia), nel collegio uninominale e plurinominale alla Camera di Agrigento.

Un comizio, sicuramente, dall’impatto “emotivo”, ma anche di contenuti, come quelli dellle testimonianze degli ospiti del comitato elettorale: Bartolozzi, Sciangula e Giambrone, che sono intervenuti ad onorare l’invito del candidato Pisano.

A concludere gli interventi è stato proprio il candidato Pisano che ha ribadito alcuni punti del suo programma elettorale, tra tutti il rilancio economico, dopo lo sfascio politico romano, che i cittadini lamentano per mancanza di filtri tra Roma e i territori. Infatti purtroppo “finora il popolo agrigentino è stato abbandonato al proprio destino, in mancanza di lavoro e occupazione dei giovani che sono stati costretti ad emigrare e cercare lavoro fuori dalla Sicilia”.

Tra colleghi, amici e sostenitori l’inaugurazione ha animato una parte della città e l’animo di molti giovani, alcuni dei quali costretti, per mancanza di lavoro, a uscire dalla Sicilia e a volte persino dal paese.

08.02.2018 18:30 Agrigento www.sicilia24h.it

Se la Sesta e la Nona Commissione del Csm lanciano l’allarme: “la “scarsezza di risorse” rischia di trasformare alcune norme contenute nella recente riforma dell’ordinamento penitenziario “in un elenco di buoni propositi”, figuriamoci cosa accadrà nei 23 istituti penitenziari della Sicilia, la terza regione d’Italia per popolazione carceraria del Paese e dove, come ha denunciato nei mesi scorsi il Garante dei detenuti in Sicilia Giovanni Fiandaca, la situazione ha abbondantemente superato il collasso e i buoni propositi non servono certamente ad alleviarla”. A sostenerlo è il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) e presidente del Movimento “Una Nuova Italia”, Aldo Di Giacomo candidato nel Collegio plurinominale Camera Sicilia 1-02 (Bagheria-Monreale-Marsala), capolista per Civica Popolare.
In questa campagna elettorale – aggiunge – non si discute affatto di questi temi e per questo ho deciso di candidarmi in Sicilia. Avrei potuto scegliere un collegio “più comodo” o cosiddetto sicuro per elezione ma invece – sottolinea Di Giacomo – ho voluto che il mio nuovo impegno politico-istituzionale avvenga proprio nell’area del Paese tra le più problematiche per parlare di legalità, sicurezza, problemi dei lavoratori delle forze dell’ordine con i cittadini siciliani. Un’opportunità per rimettere, dalla Sicilia, al centro dell’agenda politica italiana la sicurezza e le problematiche dei lavoratori della sicurezza, perché se picchiano i poliziotti in carcere – ogni giorno 12 poliziotti in media sono costretti a ricorrere alle cure di sanitari – proviamo ad immaginare quale sicurezza ci può essere per i cittadini fuori dal carcere.
Sono l’unico dipendente di un Corpo delle Forze dell’Ordine (Polizia Penitenziaria) ad essere candidato per le elezioni del 4 marzo prossimo per il rinnovo del Parlamento Italiano e di ciò – aggiunge – sono orgoglioso. Ho accettato infatti la proposta di candidatura che mi è stata offerta da Civica Popolare – e ringrazio per la stima nei miei confronti, prima fra tutte il Ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, leader di Civica Popolare insieme al Ministro Angelino Alfano – con l’obiettivo di dare rappresentanza e voce alla nostra categoria che in lunghissimi anni di vita parlamentare, eccetto rare eccezioni, non ha mai avuto un punto di riferimento proveniente da un parlamentare espressione diretta di uno dei Corpi.
La molla che mi ha spinto in questo impegno è la fiducia degli italiani che continua a concentrarsi con maggiore intensità sulle Forze di Polizia, sulle Forze Armate e sui Servizi di Intelligence. L’ho verificato personalmente nel tour che negli ultimi mesi ho tenuto in numerosissime città italiane e lo certifica il recente Rapporto Eurispes secondo cui l’Arma dei Carabinieri raccoglie il 69,4% dei consensi nel 2018 (+10,8% rispetto al 2017), la Polizia di Stato il 66,7% (rispetto al 61,1% del 2017), la Guardia di Finanza il 68,5% (+8,6%). Aumenta anche il dato della Polizia penitenziaria (66,3; +15,4% di fiduciosi). Da questa edizione del Rapporto Italia entra a far parte della rilevazione il Corpo dei Vigili del Fuoco, che conquista subito una posizione altissima nella graduatoria della fiducia (86,6%). L’Esercito Italiano passa dal 59,6% delle indicazioni di fiducia nel 2017 al 70,4% nel 2018, in maniera simile in termini di crescita si assestano i valori dell’Aereonautica (dal 61,4% del 2017 al 72,9% del 2018) e della Marina Militare (dal 62,1% al 72,1%). L’Intelligence raccoglie nel 2018 il 65,4% dei consensi. Dunque un livello altissimo di fiducia nel nostro lavoro che fa da contraltare alla scarsa fiducia degli italiani nel Governo: appena 1 su 5 si fida del Governo.
Sono certo che questo sentimento di crescente affetto dei cittadini che tutti noi lavoratori della sicurezza verifichiamo nel nostro difficile lavoro quotidiano e che ci carica di nuova responsabilità anche politico-istituzionale possa centrare l’obiettivo dell’elezione in Parlamento di un rappresentante di tutte le Forze dell’Ordine per diventare punto di riferimento dei cittadini.

Scuola: gravissimo episodio di intossicazione in una mensa scolastica in provincia di Trapani. Accertare subito le responsabilità e punire severamente eventuali comportamenti negligenti.

Gravissimo l’episodio di intossicazione che ha coinvolto 35 bambini all’Istituto comprensivo Pitrè Manzoni di Buseto Palizzolo, in provincia di Trapani. Gli studenti si sono sentiti male dopo aver consumato il pranzo presso la mensa della scuola e in queste ore sono in corso accertamenti da parte dei Carabinieri del Nas per stabilire le cause dell’accaduto. Stando a quanto si apprende, cinque persone sono rimaste intossicate anche nella vicina caserma dell’esercito Giannettino, che si rifornisce dalla stessa azienda.
Si tratta, lo ribadiamo, di un fatto drammatico, soprattutto perché coinvolge anche dei soggetti vulnerabili, come i minori, nel primo luogo in cui dovrebbero essere sicuri e protetti.

“La tutela della salute dei bambini deve costituire una priorità assoluta, soprattutto nelle scuole. Proprio per questo chiediamo che vengano accertate immediatamente le responsabilità e comminate pene severe a chi mette in pericolo l’incolumità dei minori” – dichiara Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori.

Episodi del genere dimostrano la necessità di incrementare i controlli su tutti i passaggi e i livelli della filiera per contrastare con la massima determinazione eventuali comportamenti negligenti nonché di inasprire le pene per i reati commessi in questo settore, in modo da creare un reale deterrente. Il diritto alla sicurezza alimentare e alla salute sono pilastri fondamentali della nostra società ed è necessario prevedere sanzioni severissime per chiunque ne violi i principi.

“Delle due l’una: o il capogruppo del Pd all’Ars è interessato a sapere quali sono i motivi dell’attuale emergenza idrica- e su questo potrebbe tranquillamente chiedere ai suoi compagni di partito che fino a qualche giorno fa sostenevano Crocetta- oppure desidera conoscere cosa intenda fare il Governo Musumeci per porvi rimedio nell’imminente futuro. E su quest’ultimo punto l’On. Lupo sarà felice di sapere che il Presidente della Regione ha posto il tema dell’acqua in Sicilia tra le priorità della sua agenda fin dal suo insediamento”.
Lo afferma Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars di DiventeràBellissima, in replica alle dichiarazioni del capogruppo del Pd con riferimento al dibattito sull’emergenza idrica in Sicilia.

 

 

Nell’intervista del 27/01/2018, rilasciata al sito web d’informazione locale “IN TRE MINUTI.IT”, il neo assessore dott. Hamel, a precisa domanda in merito alle ragioni del rinvio dell’inizio della raccolta differenziata nella nostra città, risponde che, tra i vari motivi ci sarebbe anche quello che “gli amministratori di condomini non hanno ancora inoltrato le richieste per le esigenze particolari dei condomini”.
Noi Amministratori ANACI Agrigento ci sentiamo pertanto ingiustamente coinvolti e riteniamo opportuno fare alcune precisazioni a riguardo.
Non conosciamo le reali motivazioni del rinvio della differenziata, ma tra queste non vi è sicuramente l’inerzia degli amministratori. Già nel mese di novembre 2017 infatti, eravamo stati “convocati” ed avevamo partecipato ad un incontro, presso il meraviglioso Collegio dei Filippini, con l’allora assessore Fontana. In quell’incontro di circa un’ora ci venne “spiegato” da Fontana che, a differenza di quanto accaduto nel quartiere di Fontanelle, questa volta non era stato previsto nessun tipo di contenitore (o mastello che dir si voglia) condominiale e che la differenziata era stata concepita per i singoli utenti; ed effettivamente a ben guardare l’ordinanza, non v’è ad oggi riferimento alcuno ai carrellati condominiali. Ma tant’è in quella occasione si giunse infine alla conclusione che solo in determinate tipologie di edifici (che si prestavano per conformazione, ampiezza e disponibilità dei residenti) si sarebbe potuto, e solo in un secondo momento, pensare ai mastelli comuni, previa apposita richiesta da presentare al Comune. Di conseguenza andammo via da quell’incontro con la certezza che i cosiddetti “mastelli condominiali” dovessero rappresentare un’eccezione limitata a quegli edifici nei quali vi fossero precise condizioni, ovvero: 1) Gli spazi interni idonei ad ospitare i carrellati (e non certo gli androni); 2) L’accordo unanime tra i residenti; 3) Si individuassero spazi esterni idonei a posizionare in sicurezza i carrellati sulla pubblica via; 4) Si individuassero i soggetti disponibili ogni giorno ad esporre i mastelli la sera e ritirarli la mattina. Enorme fu pertanto la nostra sorpresa quando, a meno di 24 ore da questo incontro, l’allora assessore Fontana dichiarò a mezzo stampa e televisioni che si era tenuto un incontro con gli amministratori condominiali e si era deciso di introdurre la differenziata condominiale! Anche perché, le dichiarazioni di Fontana, non corrisposero di fatto alle risposte fornite nei giorni immediatamente successivi, dagli uffici comunali preposti, incapaci di fornire idonei chiarimenti in merito a questa fantomatica “raccolta differenziata condominiale”. Tant’è vero che, sino alla data del 18 gennaio 2018 (ovvero ad una settimana dal previsto inizio della differenziata!!) non era disponibile negli uffici comunali competenti nemmeno il modulo per la richiesta dei carrellati (oggi chiamati) multi utente; com’è vero che i predetti moduli ora distribuiti, non fanno minimamente riferimento ai condomini, bensì ai singoli residenti che ne fanno richiesta e si assumono le responsabilità solidali che questa tipologia di raccolta comporta. Che poi alcuni colleghi amministratori, in pieno spirito collaborativo, si facciano volontariamente carico della raccolta delle firme e dei documenti richiesti, non significa che esista quest’obbligo nei loro confronti, come si vorrebbe fare intuire dalle dichiarazioni del neo assessore Hamel. Va chiarito con forza un concetto: gli utenti della differenziata NON SONO I CONDOMINI ma i singoli cittadini, unici titolari di contratto vincolante col comune i quali, in particolari (e già citate) condizioni possono trovare conveniente l’utilizzo dei carrellati multi utente e ne fanno esplicitamente richiesta, assumendosi particolari responsabilità solidali.
Ma, allora come adesso, furono sufficienti le imprecise dichiarazioni dell’Assessore a scatenare una serie infinita di malintesi con molti nostri condomini i quali si convinsero che la differenziata fosse affare dell’amministratore del condominio e, cosa ancor più grave, che l’amministratore fosse inadempiente nei loro confronti. E come dargli torto se a detta dell’allora assessore Fontana la differenziata condominiale era cosa “semplicissima” e bastava compilare una semplice richiesta.
Peccato però che, contestualmente, gli uffici comunali preposti, non avessero la minima idea di come si dovesse compilare la richiesta, se la stessa dovesse essere fatta a nome del condominio oppure dei singoli utenti, quali documenti allegare e, cosa più importate, cosa fare nel caso (purtroppo molto diffuso) non vi fossero spazi idonei a posizionare i carrellati all’interno del condominio stesso (ma anche fuori per l’esposizione). In questo clima di incertezza, di risposte non date, di problematiche irrisolte (nel quale però è giusto dire, abbiamo trovato la grande disponibilità nell’arch. Domenico Lo Presti, sempre garbato e pronto a riceverci e trovatosi, a nostro giudizio, a gestire una situazione ingestibile) si arrivò a pochi giorni dall’inizio della differenziata ad una serie di noti eventi: le dimissioni dell’assessore, la nomina del neo assessore Hamel e l’annuncio, da parte dello stesso, del rinvio al 19/02/2018 della partenza della differenziata. A questo fece seguito l’intervista di Hamel del 27/01/2018 già citata all’inizio di questo documento. E sempre in questo clima incerto, speranzosi di trovare risposte alle nostre domande (che sono poi le domande di tutti i cittadini) e soprattutto soluzioni ai manifesti problemi, ci siamo recati, in pieno spirito collaborativo, all’incontro del 6 febbraio richiestoci dall’assessore Hamel.
Ma paradossalmente, lungi dal trovare le agognate risposte, che avremmo dovuto poi girare ai nostri condomini, ci siamo sentiti chiedere consigli o suggerimenti per risolvere le problematiche in atto! Ma perché mai questi “suggerimenti” non ci vennero chiesti a tempo debito? E laddove suggerivamo soluzioni, tipo l’introduzione di isole ecologiche di quartiere, ci siamo sentiti rispondere che non era possibile apportare modifiche alla metodologia; quella era già stata scelta! Ma allora, se ormai è tutto deciso e non ci possono essere modifiche alla metodologia (che ricordiamo è quella di posizionare per strada i cestelli dei rifiuti) che motivo c’era di richiedere l’incontro? Ed ancora: se il problema è dato principalmente dalla mancanza di spazi idonei al posizionamento dei cestelli, com’è possibile che gli organizzatori non si resero conto del problema prima di firmare un contratto vincolante? Le strade ed i quartieri si sono forse ristretti da allora ad oggi? Sono forse aumentati i residenti?
Appare evidente che la palese superficialità, la totale mancanza di pianificazione (che avrebbe dovuto prevedere questo tipo di problemi) e la mancata conoscenza dei luoghi, hanno portato a questa assurda situazione di totale confusione, nella quale però sono molto chiare le responsabilità!
Invitiamo pertanto gli uffici comunali a non fornire errate notizie in merito alla metodologia di raccolta con carrellati multi-utenza facendo riferimento ad inesistenti obblighi in capo agli amministratori condominiali.
Si precisa che l’ANACI sede provinciale di Agrigento è assolutamente favorevole alla raccolta differenziata e ritiene che la stessa sia sinonimo di civiltà e progresso.
Viene con fermezza contestato il metodo di attuazione che appare non privo di lacune, laddove soltanto a pochi giorni dall’inizio, ci si rende conto che in molte zone della città mancano fisicamente e tecnicamente gli spazi ove depositare i cestelli (siano essi singoli o multi utenti) in sicurezza (o addirittura mancano proprio gli spazi). Eppure l’esperienza di Fontanelle, dove la differenziata è iniziata oltre un anno fa, avrebbe dovuto suggerire metodi diversi e più idonei. Incredibile appare infatti il non essersi resi conto, da parte degli organi competenti, che la conformazione della nostra città non si presta affatto a questa tipologia di raccolta.
Non vogliamo pensare che adesso si cerchi di scaricare la responsabilità di un ulteriore, quanto più che probabile, rinvio a noi Amministratori.
I Firmatari
Arezzo Giuseppe
Castronovo Mario
Cultrera Salvatore
Garufo Girolamo
Graceffa Salvatore
Mantisi Alfonso
Messina Angela
Palillo Teresa
Piraneo Marco
Sala Calogero
Savarino Mario

“Che l’emergenza immigrati fosse diventato uno dei core business della mafia non è una notizia. L’ennesima conferma arriva oggi da Agrigento, territorio che è stato una delle mete preferite nell’ultimo anno dei cosiddetti ‘sbarchi fantasma’ di clandestini. Le rivelazioni del pentito ex capomafia di Favara, tra i comuni più importanti dell’hinterland agrigentino, sono inequivocabili: estorsioni, pizzo, clientelismo, scambi di favori richiesti alle cooperative e società che gestiscono i centri di accoglienza. Questo il quadro che sta emergendo. Ecco un altro dei ‘brillanti’ risultati delle politiche delle porte aperte targate sinistra: la mafia che fa i soldi sulla pelle degli immigrati e a discapito della sicurezza degli italiani. Chapeau!”.

Così il deputato Alessandro Pagano della Lega-Salvini premier, segretario regionale Sicilia occidentale.

 

 

Nel corso dell’incontro tenutosi oggi presso la sede dell’Assemblea Territoriale idrica di Agrigento, convocata dall’A.T.I., avente come finalità la definizione di una procedura che superi gli ‘ostacoli’ all’attività di installazione dei contatori idrometrici per tutte le utenze dei Comuni di Favara e Raffadali, che sono ancora oggi a forfait, Girgenti Acque ha ribadito che l’attività tecnica e amministrativa finora svolta rispetta tutte le norme che regolamentano la materia.

Girgenti Acque ha presentato i dati dell’attività finora svolta, precisando che da gennaio ad oggi solo nei Comuni di Favara e Raffadali sono stati installati circa 1.000 contatori e che, nonostante le diffuse proteste elevate anche nel corso delle recenti manifestazioni pubbliche, solo 31 utenti hanno ostacolato l’attività.

Qualunque superflua modifica all’attuale procedura comporterebbe un inevitabile aumento dei tempi e dei costi. Ciò in considerazione che la stragrande maggioranza della popolazione ottempera naturalmente ai propri obblighi, e che la percentuale degli utenti che si rifiuta di sottoscrivere il contratto (conforme alle prescrizioni sancite dall’ATI, quindi non  modificabile né dal Gestore, né dall’Utente)non supera il 3%.

La Società ha già potenziato i servizi agli utenti interessati dalla trasformazione da forfait a misura,  mediante:

·          la sottoscrizione dei contratti direttamente al domicilio degli utenti;

·          la presenza di un ufficio mobile presso i quartieri interessati dal processo di normalizzazione delle utenze al fine di effettuare trasformazioni, volture, subentri e altre pratiche amministrative;

·          la diffusione capillare dei fac-simile del contratto presso gli sportelli sia del Gestore che delle Amministrazioni comunali, per favorirne la consultazione preventiva anche agli utenti che non hanno la possibilità di accedere al sito internet istituzionale di Girgenti Acque S.p.A.

Per quanto attiene alle verifiche sulla corretta misurazione dei contatori idrometrici già installati, ordinate ed eseguite dall’ATI, atteso che le stesse hanno dato esiti positivi nel 100% dei casi risultando pienamente conformi, sia relativamente alla funzionalità dei singoli misuratori sia all’assenza di fenomeni di alterazione della misura (passaggi d’aria), si è convenuto di continuare la campagna di verifica anche sulle prossime utenze da trasformare.

E’ illuminate il risultato dell’analisi, allegata al presente comunicato stampa, che dimostra la convenienza della fatturazione a consumo per l’82%  delle utenze – con tipologia domestica ‘residente’ – del Comune di Favara.

Girgenti Acque esprime un particolare apprezzamento per il lavoro compiuto anche dalle Forze dell’Ordine presenti nel territorio, le quali intervengono puntualmente quando gli utenti disinformati ostacolano le attività del Gestore, ribadendo loro l’obbligo, previsto dalla legge, dell’installazione dei contatori e della sottoscrizione del contratto di somministrazione.

Girgenti Acque fa appello al senso di responsabilità di ognuno, in quanto l’installazione del contatore idrometrico, oltre ad interpretare un obbligo di legge, è lo strumento che consente di misurare, quindi, contenere i consumi di acqua eliminando gli sprechi della sempre più preziosa risorsa idrica, a beneficio di tutta la collettività.