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Lo scorso 12 febbraio è stato scarcerato, con sei mesi di anticipo, il presunto boss di Cattolica Eraclea, Domenico Terrasi, 76 anni, arrestato il 27 novembre del 2009 nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Minoa”. Terrasi, già arrestato e condannato al processo antimafia “Akragas”, ha poi subito una seconda condanna definitiva in Cassazione per associazione mafiosa a 10 anni e 8 mesi di reclusione. La liberazione anticipata è prevista dall’ordinamento penitenziario come una detrazione di 45 giorni per ogni sei mesi di pena scontata, concessa al condannato che abbia partecipato con merito all’opera di rieducazione.

Nel frattempo, a Domenico Terrasi, adesso sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per tre anni, sono stati sequestrati, e poi confiscati, alcuni beni a Cattolica, tra cui una villetta, ancora in fase di costruzione, in contrada Bonura, e due appartamenti. L’Agenzia nazionale dei beni confiscati alla criminalità organizzata ha assegnato la villetta e un appartamento al Comune di Cattolica Eraclea, e l’altro appartamento alla Chiesa locale. Ebbene, al mattino della Domenica delle Palme 25 marzo 2018 i Vigili del fuoco si sono precipitati in contrada Bonura, allarmati dal fuoco divampato nella villetta, peraltro poco distante dall’abitazione dello stesso Terrasi. Le fiamme hanno bruciato il tetto dell’immobile, verosimilmente in legno. Nel febbraio 2017, il Consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo ha pubblicato il bando per concedere in comodato d’uso gratuito altri beni confiscati a Domenico Terrasi. Si tratta di un terreno con un fabbricato diroccato in contrada Borancio tra Cattolica e Raffadali in territorio di Agrigento.

L’avviso pubblico per l’assegnazione di tali beni persegue sempre fini sociali o istituzionali, come impone la legge Rognoni-La Torre, ed è rivolto a comunità, enti, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali o comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti. Attualmente e complessivamente sono 15 i beni sottratti a Cosa nostra cattolicese e destinati al Comune di Cattolica Eraclea. E dei 15 solo 3 sono già utilizzati a fini sociali o istituzionali. Ad esempio, ancora non utilizzata è la “casa-museo” di Beniamino Gioiello Zappia, dove la Direzione investigativa antimafia ha scoperto oltre 345 dipinti pregiati, con tele anche di Guttuso, De Chirico e Dalì, e altri beni come 200 orologi antichi, pietre preziose, vasi, statue, bronzi e oggetti di antiquariato. Beniamino Gioiello Zappia, 78 anni, presunto colonnello del clan Rizzuto in Italia, è stato assolto, E nonostante ciò la sua casa a tre piani con giardino e il tesoro d’opere d’arte collezionate, è stata trasferita al patrimonio dello Stato. E lui, Gioiello Zappia, il collezionista, si è sempre dichiarato vittima della “malagiustizia”.

A.R. (teleacras)

Fabrizio Frizzi è morto. A dare l’annuncio è la famiglia del conduttore in una nota. «Grazie Fabrizio per tutto l’amore che ci hai donato». Così la moglie Carlotta, il fratello Fabio ed i familiari. Frizzi, 60 anni, si è spento nella notte all’ospedale Sant’Andrea di Roma, in seguito ad una emorragia cerebrale.

Il 23 ottobre scorso Fabrizio Frizzi fu colto da un malore, una ischemia, durante la registrazione di una puntata del programma “L’Eredità”. Venne ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma dove fu dimesso alcuni giorni dopo. Il conduttore tornò in tv a dicembre, sempre alla guida del programma di RaiUno. “ L’Eredità è una gioia, fa bene anche al fisico, scherzò con Vincenzo Mollica,  annunciando il suo ritorno sugli schermi . L’adrenalina sento che mi aiuta a stare meglio”.

Lo scorso 5 febbraio ha compiuto 60 anni. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera Frizzi dichiarò: “dopo il 23, la visuale è leggermente cambiata.  A questa età si entra in un imbuto che restringe l’orizzonte, vedi la vita assottigliarsi, ammesso che la vita continui, si fanno valutazioni importanti sul vivere i rapporti che contano, non disperdi più il tempo, si privilegiano le cose fondamentali. Sì, è un bel traguardo, tuttavia continuo a essere un entusiasta e non rinuncio a sperare di riprendere un’esistenza piena di forza, anche se con le gambe un po’ fiaccate.L’età avanza e occorre stare attenti ai sintomi, sono segnali importanti che ti invia il corpo, vanno raccolti e io, evidentemente, non sono stato attento. Ora lo devo essere soprattutto per mia moglie e mia figlia.Diventare padre in età avanzata, come è accaduto a me, è stata una scelta d’amore e non un atto di egoismo: avendo una compagna tanto più giovane di me, so che Stella è comunque in buone mani e ciò mi fa sentire meglio rispetto alle preoccupazioni legate alla mia anagrafe. Lotto per continuare a veder crescere la mia creatura, per esserle d’aiuto e un punto di riferimento. Non so se mia figlia abbia capito quanto è accaduto, abbiamo cercato di proteggerla, ma so che i bambini capiscono molto più di quanto immaginiamo: ogni giorno giochiamo insieme, è il suo modo di sorreggermi, mi dà l’energia per continuare a combattere. E se uscirò vincitore da questa vicenda, mi dedicherò maggiormente a fare il testimonial per la ricerca scientifica”.

Immediato il cordoglio della Rai:  “Con Fabrizio se ne va un pezzo di noi, della nostra storia, del nostro quotidiano»: questo il commento della Rai in una nota. «Non scompare solo un grande artista e uomo di spettacolo, con Fabrizio se ne va un caro amico, una persona che ci ha insegnato l’amore per il lavoro e per l’essere squadra, sempre attento e rispettoso verso il pubblico . Se ne va l’uomo dei sorrisi e degli abbracci per tutti. L’interprete straordinario del coraggio e della voglia di vivere. È impossibile in questo momento esprimere tutto quello che la scomparsa di Fabrizio suscita in ognuno di noi. Così la Rai tutta, con la presidente Monica Maggioni e il direttore generale Mario Orfeo, può solo stringersi attorno a Carlotta e alla sua famiglia in questo momento di immenso dolore”.

Un affresco del 1600 torna a risplendere, dopo secoli, sulla facciata della chiesa di Maria SS. Assunta (Matrice vecchia) che domina la piazza principale di Castelbuono, antico borgo medioevale arroccato sui pendii del Parco delle Madonie, a pochi chilometri da Palermo. Pesantemente segnato dal tempo, questo piccolo-grande gioiello artistico, raffigurante l’Assunzione della Vergine, rivede oggi nuova luce e ritrova una sua leggibilità grazie ai lavori di restauro firmati da Michele e Angela Sottile del laboratorio Poliarte Centro Restauro. Il restauro è stato reso possibile grazie al sostegno dell’azienda dolciaria Fiasconaro che a Castelbuono ha sede e che è molto sensibile nei confronti delle esigenze del proprio territorio e particolarmente attenta alla valorizzazione dei tesori storici, artistici e culturali che lo caratterizzano.
    L’affresco restaurato è stato presentato ieri pomeriggio nel corso di un evento che ha coinvolto, oltre a un gran numero di castelbuonesi, anche esponenti della Curia, autorità locali ed esponenti delle istituzioni. La cerimonia di inaugurazione è stata seguita da una tavola rotonda, moderata da Marco Romano, Vice Direttore del Giornale di Sicilia, che ha visto gli interventi dello storico dell’arte dottor Gaetano Bongiovanni della Soprintendenza di Palermo, del medico ed esperto d’arte professor Adelfio Elio Cardinale, del Cardinale e Arcivescovo Emerito di Palermo Paolo Romeo, del Vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero, oltre che dei due restauratori.
    La chiesa – La chiesa di Maria SS Assunta è stata edificata nel XIV secolo, probabilmente su una costruzione preesistente.
    La conformazione odierna è databile intorno alla fine del XV secolo quando alle tre navate originarie è ne è stata aggiunta una quarta per rispondere alle necessità di un paese in forte crescita demografica. Situato sulla facciata della chiesa, all’interno del portico colonnato, l’affresco raffigura l’Assunzione in Cielo della Vergine, coerentemente con l’intitolazione della chiesa stessa dedicata a Maria SS.
    Assunta. L’affresco versava in gravissime condizioni; le operazioni di restauro sono state mirate innanzitutto al consolidamento degli intonaci. La pulitura ha permesso di ridare vita alla figurazione liberando la superficie pittorica da uno strato grigio che rendeva impossibile la lettura della scena dipinta. 

Il maltempo e la pioggia che insistono ormai da giorni sulla Sicilia hanno provocato danni e disagi: una tromba d’aria ha messo in ginocchio la cantina Rudinì di Pachino, nel Siracusano. Danni anche agli impianti serricoli tra Portopalo di Capo Passero e Rosolini. Un turbine di vento ha sollevato il tetto di un condominio in via Esperanto, a Ragusa.
    A Salemi, nel Trapanese, una casa disabitata, al civico 12 di via Porta Corleone, è collassata sia per vetustà sia per le infiltrazioni di acqua piovana. A Castellammare del Golfo un’anziana è stata fatta evacuare dalla propria abitazione per il rischio di un crollo.
    Nel Siracusano, in località Spinazza, tra Pachino e Noto, è crollato un muro perimetrale che ha bloccato la strada che da Marzamemi va alla provinciale 85 e a San Lorenzo di Noto. A Melilli una tromba d’aria ha divelto il tetto di un casolare.
    Infine, venti gli interventi dei vigili del fuoco a Palermo e provincia per allagamenti, soprattutto di alcune strade del capoluogo siciliano.

 L’hotspot di Lampedusa (Agrigento) chiude i battenti. Gli ultimi 47 tunisini ospiti della struttura di contrada Imbriacola sono stati trasferiti per consentire lavori di ristrutturazione, così per come era stato deciso a metà mese durante un vertice al Viminale. Il primo lotto degli interventi – che riguarderanno la recinzione, l’illuminazione e la sistemazione, nonché collocazione di nuove telecamere di videosorveglianza – è già in fase d’aggiudicazione. Il cantiere dovrebbe essere avviato in poco più di un mese. Si procederà però per step. E’ stato già previsto il secondo lotto di lavori con i quali dovranno essere rifatti i padiglioni e la cucina. Non è invece ancora chiaro – dipende naturalmente da tanti fattori e molteplici eventualità – per quanto tempo il centro di identificazione per migranti resterà off limits. “Finisce questa disavventura legata agli sbarchi dei tunisini. Siamo riusciti ad uscire da un incubo – ha commentato il sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello, in un’intervista al Giornale di Sicilia – . Perché la permanenza dei tunisini, all’hotspot di contrada Imbriacola, ha creato non pochi problemi. Mi aspetto che Lampedusa possa trascorrere una bella e serena stagione estiva. Vorremo, per il futuro, augurarci di avere un’isola dove vivere in santa pace. Ricevere per diversi anni l’oppressione costante degli sbarchi e non potere reagire è stato veramente un dramma”. (ANSA).

 

Come si ricorderà l’ex deputato regionale Giuseppe Apprendi, assistito dall’Avvocato Francesco Leone, aveva proposto un ricorso elettorale davanti al TAR Sicilia per l’annullamento dei verbali delle operazioni elettorali concernenti le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana e “per il riconoscimento del diritto del ricorrente ad essere dichiarato eletto alla carica di deputato all’Assemblea regionale Siciliana”. L’Avvocato Francesco Leone, difensore del ricorrente, ha sostenuto che numerosi deputati neo eletti  avrebbero dovuto essere esclusi dalla competizione elettorale a causa dell’asserita omessa dichiarazione di accettazione della candidatura prescritta dall’articolo 9 del Dlgs n.235/2012 (cd. “Legge Severino”). Si sono costituiti in giudizio, tra gli altri , l’Onorevole Michele Catanzaro, rappresentato e difeso dagli avvocati Girolamo Rubino, Giuseppe Impiduglia e Calogero Ubaldo Marino, nonchè gli onorevoli Margherita La Rocca Ruvolo e Baldassare Gucciardi, rappresentati e difesi dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, eccependo l’inammissibilità del ricorso, per omessa notifica del ricorso alle amministrazioni resistenti presso l’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, nonchè l’infondatezza nel merito dello stesso gravame, alla luce del più recente orientamento del Consiglio di Stato, secondo cui le dichiarazioni dei candidati, pur non contenenti il richiamo al D Lgs n.235/2012, non si possono considerare inesistenti, ed ai candidati avrebbe comunque dovuto essere riconosciuta la possibilità di integrare la documentazione. In vista dell’udienza di merito l’ex deputato regionale Giuseppe Apprendi ha notificato un atto di rinunzia al ricorso,  alla luce anche della recente sentenza di rigetto resa dal TAR Sicilia su ricorso proposto dall’Ex deputato regionale Marco Forzese, laddove il TAR ha ritenuto infondate le analoghe censure avanzate al fine di invalidare le elezioni regionali; pertanto il Tar, uditi i difensori della parti, ha dato atto della rinuncia al ricorso. Tramonta pertanto il sogno dell’ex deputato regionale Giuseppe Apprendi di tornare all’Assemblea regionale siciliana. 

Ecco l’intervista realizzata da Barbara Guarini alla Console del Messico a Milano, Marisela Morales, riguardo al riconoscimento conferito ad Amedeo Fusco durante la mostra d’arte Omaggio a Frida a Milano. 
 

I presidenti di Camera e Senato sono stati eletti. Il partito democratico è stato del tutto ininfluente e marginale. È già discutibile l’Aventino per la formazione del governo, ma è del tutto assurda una scelta di questo tipo per l’elezione dei presidenti dei due rami del Parlamento. Sono organi di garanzia cui tutti i gruppi parlamentari sono chiamati a dare un contributo. Se qualcuno del gruppo dirigente ha pensato di lavorare al solito asse con Berlusconi è proprio un irresponsabile”. Lo dice Giuseppe Lumia, esponente dell’area Emiliano.
“Il PD – aggiunge – ha bisogno di una lunga e radicale cura, l’opposizione può essere una soluzione ma per essere tale deve diventare una scelta ponderata e condivisa. Occorre che Martina acceleri la gestione collegiale e si esca presto dall’Aventino prima che diventi un facile alibi, la tomba dello stesso PD e, alla fine, ahimè un danno anche per l’intero Paese”.

A Caltagirone il II seminario formativo Comunicare il fatto storico con l’Ucsi Sicilia
 
A Caltagirone si è svolto il II seminario formativo dedicato ai giornalisti, Comunicare il fatto storico “Bonaventura Secusio cronista di pace”, curato dall’Ucsi Sicilia “Unione Cattolica Stampa Italiana”, con il Liceo Bonaventura Secusio e in sinergia con l’Ordine dei Giornalisti. 
A dare il benvenuto, don  Paolo Buttiglieri  giornalista, docente di storia, filosofia e comunicazione sociale e consulente Ucsi Sicilia ”Con il seminario Comunicare il fatto storico, noi ci proponiamo di diffondere la cultura della comunicazione, l’edizione 2018 ha l’obiettivo di far conoscere la figura del religioso, diplomatico e comunicatore Bonaventura Secusio, un grande personaggio calatino che ha scritto sapientemente, pagine di storia, di cronaca e di pace”.  
La dirigente  Concetta Sabrina Mancuso, dopo i saluti istituzionali ha ricordato la figura del diplomatico ”Secusio, francescano, ministro dell’ordine e diplomatico, a 400 anni dalla morte perché nel 1698 è stato l’attore principale della Pace di Vervins, grande “costruttore di pace”.  Voglio ricordare inoltre il momento storico in cui il nostro Liceo è stato intitolato a Bonaventura Secusio, che risale al 27 aprile 1865 e noi ne siamo  veramente orgogliosi”.
Il dott. Domenico Interdonato, giornalista e presidente dell’UCSI dopo i saluti si è soffermato sull’importanza della comunicazione, ”Noi della stampa cattolica amiamo comunicare e lo facciamo utilizzando tutti i mezzi, da quelli tradizionali ai nuovi social, a Caltagirone abbiamo il piacere di tornare perché è la culla di importanti personaggi cattolici, da don Luigi Sturzo al diplomatico e religioso Bonaventura Secusio, che oggi conosceremo meglio con il contributo dei relatori”.
Il  rappresentante d’istituto Carlo Cubisino 4^B classico, ha salutato gli intervenuti e si e detto contento di far parte del Liceo dedicato a Bonaventura Secusio, grande diplomatico comunicatore di pace.
Lo storico Enzo Nicoletti, ha tracciato la biografia di Secusio. ”Il religioso e diplomatico ha partecipato alla Controriforma, ed è stato cosi importante perché all’interno del conflitto delle potenze cattoliche  di Francia e Spagna, lui non ha avuto soltanto il ruolo di comunicatore di pace, ma anche di ricomposizione di una frattura che minacciava l’Occidente”.
Il professore di storia e filosofia del liceo classico Giuseppe Alberghina, ha sottolineato l’importanza diplomatica di Secusio, citando i più importanti eventi che si susseguirono durante i conflitti tra Spagna e Francia e l’importanza della pace di Vervins.
Il prof. Salvatore Farinatodocente di discipline teologiche, ha parlato dell’impegno pastorale di Bonaventura Secusio, soffermandosi a esaminare il suo grande significato, anche per il mondo contemporaneo, prendendo in esame un’espressione di Sant’Agostino “Vescovo per voi e con voi”, che risalta la fermezza e la perseveranza di Secusio e anche il suo ruolo”.  
Le relazioni si sono concluse con l’intervento del prof. Buttiglieri, il quale ha affrontato il rapporto fra comunicazione e Diplomazia: ”la comunicazione è una relazione tra due soggetti e quindi simmetrica. La diplomazia, invece, assume un atteggiamento e una relazione triadica, che deve mantenere un equilibrio tra le comunicazioni. Conclude poi con la definizione di giornalismo di pace, che è quello che ci ha insegnato Secusio”. I giovani liceali presenti al seminario dopo la conclusione di ogni relazione, hanno posto diverse domande, rendendo dinamico e interessante  il seminario.
La dirigente Mancuso dopo la conclusione dei lavori, ha aperto  ufficialmente le celebrazioni per i 400 anni dalla morte di  Bonaventura Secusio ed ha consegnato ai relatori, una pregevole opera in ceramica artistica calatina raffigurante il volto di Secusio, realizzata dal prof. Fabio Gullè.

Il Tribunale di Agrigento ha disposto a carico di un uomo di 32 anni, originario della Città dei Templi, la misura della libertà vigilata.

 
A notificare il provvedimento gli agenti della sezione Volanti della Questura che avevano relazionato su quanto accaduto alle autorità competenti. Sembra che l’uomo non accetti di buon grado la volontà della moglie di separarsi, da qui una serie di appostamenti e persecuzioni sfociati nell’aggressione di qualche giorno fa.