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Diventano quattro le vittime da coronavirus a Sciacca E’ morto oggi all’ospedale di Enna un altro degli anziani che tra i primi aveva contratto il contagio nel focolaio del reparto di medicina dell’ospedale “Giovanni Paolo II”.

Aveva 85 anni e il 7 marzo era stato il primo paziente affetto da Covid 19 accolto all’ospedale Umberto I del capoluogo ennese. L’anziano soffriva di varie patologie e per quasi due mesi ha tentato inutilmente di sconfiggere il virus.

Era l’ultimo ancora in vita del gruppo di sei anziani che si trovavano ricoverati nell’unità operativa di medicina della struttura ospedaliera di Sciacca e che erano risultati positivi all’inizio di marzo, i primi contagiati in provincia di Agrigento. Prima di lui erano morti altri tre anziani di Sciacca, uno di Menfi e uno di Ribera, tutti ricoverati per patologie varie nel reparto di medicina del “Giovanni Paolo II”.

Gli stessi accolgono positivamente l’iniziativa del Comune in merito all’attivazione dello sportello di ascolto psicologico, ringraziando la Dott.ssa Teresa Urso che si dedicherà a tale delicato servizio offrendo sostegno a chi richiederà tale supporto chiamando il numero 0922.590110 nei giorni di lunedì e mercoledì dalle ore 11:00 alle ore 13:00 e il giovedì dalle 15:00 alle 17:00”.

Galvano e Gibilaro continuano: “Certi della competenza della Dott.ssa Urso riteniamo utile, alla luce del malessere psicologico ed emotivo causato dal crescere del disagio economico-sociale e dal senso di solitudine diffuso tra i cittadini, che l’Amministrazione comunale debba individuare altro personale che affianchi e lavori con la Dott.ssa Urso, offrendo così un servizio che riesca a rispondere a tutte le richieste di aiuto e preveda l’attivazione di un maggior numero di utenze telefoniche e fasce orarie anche pomeridiane.

Altresì, riteniamo fondamentale, al fine di combattere ed arginare il dilagante fenomeno delle violenze familiari che a causa delle lecite restrizioni causate dal covid-19 risulta preoccupante, che l’Amministrazione comunale crei un apposito sportello di ascolto con l’istituzione di almeno due numeri di cellulare che potranno ricevere telefonate e messaggi da parte di donne in difficoltà. Inoltre, sarebbe opportuno per reperire maggiori professionalità e garantire un servizio più efficiente che l’Amministrazione comunale avvii una collaborazione con le associazioni del terzo settore che possano coadiuvarla sia per lo sportello di ascolto per le persone sole che per donne che sono vittime di violenze all’interno dei propri nuclei familiari”.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito a Maria Lucrezia Rallo, giovane studentessa di Marineo, l’attestato di “Alfiere della Repubblica”, insieme ad altri 25 giovani italiani che si sono distinti come costruttori di comunità, attraverso la loro testimonianza, il loro impegno, le loro azioni coraggiose e solidali.

«Apprendo con soddisfazione dell’importante riconoscimento che il Presidente della Repubblica ha voluto attribuire ad una talentuosa studentessa siciliana – dichiara l’assessore regionale all’istruzione Roberto Lagalla – Maria rappresenta, oggi in modo particolare, un modello positivo di cittadinanza attiva, impegnata nel sociale e sensibile ai mutamenti del nostro tempo. Esprimo quindi vivo compiacimento per questa circostanza che rende onore alla Sicilia e conferisce prestigio al nostro sistema d’istruzione. Mi auguro che l’esempio di Maria, fortemente permeato, di cultura solidale, possa essere seguito da tanti altri giovani siciliani. A lei auguro di proseguire il suo percorso formativo con immutata passione e costante amore per la poesia della vita».

Carabinieri di Siracusa e Nas questa mattina si sono presentati in due ospedali della provincia di Siracusa e negli uffici della direzione dell’Asp, in via Brenta. Sono arrivati all’Umberto I poco prima di metà mattina mentre in contemporanea era in corso un’altra visita al Trigona di Noto.
Al momento, solo indiscrezioni sui motivi che hanno portato alle ispezioni nelle strutture sanitarie siracusane. Tra le ipotesi, un approfondimento sul reparto di Geriatria dell’Umberto I recentemente chiuso (non il solo, ndr) e con personale in quarantena dopo alcuni casi di anziani positivi al covid-19. Nelle prime fasi dell’epidemia ha creato poi un certo allarme il ripetersi di notizie su contagi in ospedale, tra sanitari e pazienti, fino all’arrivo del covid team inviato dalla Regione.
Ma nei giorni scorsi sono stati formalizzati anche degli esposti sui percorsi covid-non covid dentro delle strutture ospedaliere. Secondo fonti sindacali, sotto i riflettori delle forze dell’ordine ci sarebbe pure l’uso promiscuo degli ascensori.

Gianni Catania, siracusaoggi.it

“Ispettori Covid nelle residenze sanitarie assistite e nelle case di risposo per accertare il rispetto delle regole fissate dal recente vademecum regionale per stoppare i contagi e prevenire nuovi focolai di Covid-19”.

L’appello alla Regione, sotto forma di interpellanza  depositata ieri all’Ars, è dei deputati 5 stelle componenti della commissione salute dell’Ars, Francesco Cappello, Antonio De Luca,  Giorgio Pasqua e  Salvatore Siragusa,  che sollecitano l’invio di verificatori delle misure di prevenzione, messe, nero su bianco, nei giorni scorsi dal Dasoe (dipartimento regionale per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico) in un vademecum inviato ai vertici delle Asp e ai responsabili di Rsa e case di cura per prevenire nuovi casi Caltagirone, solo per citare  uno dei casi più recenti.

“Dobbiamo evitare ad ogni costo – dice Cappello – quanto successo in questi giorni in una casa di riposo  nella mia città, a Caltagirone, dove sono stati accertati, purtroppo, decine di contagi, come, in precedenza, in altre strutture similari in Sicilia. L’iniziativa del vademecum regionale, per dare i suoi frutti  deve essere seguita da attività ispettive che accertino che le prescrizioni in esso contenute  siano effettivamente  rispettate, facendo scattare, in caso contrario,  eventuali sanzioni a carico degli inadempienti”.

Diverse le prescrizioni previste dal vademecum, tra queste l’individuazione del responsabile delle misure di contenimento, la formazione del personale riguardo al corretto uso e smaltimento dei dispositivi di protezione,  l’effettuazione del tampone agli ospiti delle strutture in qualunque momento insorgano sintomi o si certifichino  contatti di questi con soggetti postivi etc.

“E’  ovvio – affermano i deputati – che considerato l’elevato numero di strutture del genere in Sicilia gli ispettori non potranno visitarle tutte in tempi stretti.  Controlli a campione  e a sorpresa, però, potrebbero essere sicuramente utilissimi”.

L’esigenza di stare sul chi va là, anche in vista dell’imminente fase 2,  arriva anche da Roma, dal presidente della commissione Difesa della Camera, Gianluca Rizzo, colpito dalle brutte notizie che arrivano dalla sua Caltagirone.

“Non è il momento – dice Rizzo – di abbassare la guardia, bisogna continuare a rispettare le regole di distanziamento sociale. Ciò che è accaduto a Caltagirone è la dimostrazione che serve salvaguardare in primis i nostri anziani. Non vorrei mai assistere a quanto accaduto in Lombardia in questi mesi”.

“Un voucher fino a 5mila euro, pari al 20% della spesa sostenuta dalle famiglie, da destinare  alle coppie che confermeranno l’evento del matrimonio o dell’unione civile  entro il 2020”.

L’emendamento, proposto dalla CNA, all’interno della Legge di Stabilità della Regione, all’esame dell’Ars, trova consensi ed apprezzamenti lungo tutta la filiera economica collegata alle cerimonie nuziali. Un gruppo di imprenditori e titolari di attività che operano nel territorio agrigentino, in questo particolare segmento produttivo, sono pronti a sostenere l’iniziativa. “Non possiamo che accogliere positivamente questo correttivo presentato dalla CNA” – afferma Giuseppe Pane, operatore anche nel settore della moda sposa, il quale poi aggiunge:  “si tratta di un provvedimento, qualora le Istituzioni Politiche della Regione avessero la sensibilità di approvarlo, di grande rilevanza sociale con inevitabile ricaduta economica per le attività di riferimento.  Ringrazio a nome mio personale, e in rappresentanza del comparto, la CNA provinciale, ma anche il segretario regionale Giglione, per il gran lavoro che sta svolgendo e per lo specifico intervento messo in campo. L’emergenza sanitaria legata al Coronavirus sta portando all’annullamento di quasi tutte le date programmate nell’anno in corso dai futuri sposi – sottolinea Pane – e, non sfuggirà  a nessuno, il notevole danno che la revoca dei contratti produrrà per i ristoranti, i centri estetica, i saloni di parrucchieri, i negozi di abiti da spose, di abbigliamento, scarpe, articoli da regalo, fiorai, operatori di foto e video, noleggiatori di auto oltre alle dinamiche connesse al viaggio di nozze. E’ facile dunque comprendere ed ipotizzare l’entità delle perdita per ciascuna attività – aggiunge Pane – ecco perché questo emendamento, targato CNA, potrebbe, con il bonus fino a 5 mila euro, rappresentare, in vista della riapertura delle attività e dell’efficacia delle misure di contenimento del contagio fin qui adottate in Sicilia, un importante incentivo per non rinviare all’anno successivo i matrimoni già programmati, da celebrare ovviamente sempre nel pieno rispetto della sicurezza della salute pubblica”. “Questa è la dimostrazione che noi quando ci muoviamo, lo facciamo a ragion veduta e perché sollecitati dalla base – soffermano i vertici provinciali della CNA di Agrigento –  noi raccogliamo le istanze per tradurle in azioni concrete da sottoporre poi alle Istituzioni a cui compete il livello legislativo.

Ci auguriamo che questo, come gli altri emendamenti concepiti nell’interesse esclusivo di sostenere il comparto produttivo più in generale – concludono il presidente Francesco Di Natale e il segretario Claudio Spoto _ vengano accolti dall’Assemblea regionale Siciliana”.

Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue  l’A.D.A.S., effettuerà due raccolte , domenica 26 Aprile a Palma di Montechiaro in Piazza Bonfiglio dalle 8.00 alle 12.00 ed a Raffadali in Via Dei Fiumi dalle ore 8.00 alle 12.00.

A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi cliniche  effettuate in occasione della donazione.

Si invita, come sempre, la S.V. a voler diffondere la notizia con il maggior risalto possibile considerato il continuo bisogno di sangue.

Di seguito le preoccupazioni espresse a tutela degli interessi collettivi diffusi degli amministratori locali della città di Agrigento, Margherita Bruccoleri, Maria Grazia Fantauzzo, Gabriella Battaglia, Piera Graceffa, Susy Di Matteo, Pietro Vitellaro, Gioacchino Alfano, Nello Hamel, Gerlando Riolo, Mauro Patti, Cuzzola, Alfonso Mirotta, Vincenzo Licata, Musca, Nino Amato e Gerlando Gibilaro

Riteniamo che, la fase 2 annunciata dal Governo Centrale sia la fase più critica e delicata da gestire rispetto allo stato stesso di lockdown a cui è sottoposto il popolo italiano.
Non solo condividiamo le preoccupazioni espresse dal sindaco della città di Agrigento Dott.Calogero Firetto, ma altresì riteniamo che gli amministratori locali di tutte le città siciliane non possono essere lasciati da soli con proprie risorse a gestire la fase delicata cosiddetta fase 2.
Vi è di più, sono note a tutti le criticità finanziarie che tanti Comuni Siciliani presentavano  nel periodo pre Covid, criticità finanziarie che, oggi, sono divenute ancora più allarmanti.
Sarebbe opportuno che il governo regionale e  centrale tracciasse in modo specifico e in anticipo non solo tutte le prescrizioni ma altresì tutte le misure di prevenzioni e soluzioni prima del 4 marzo, evitando di lasciare i primi cittadini e tutti gli amministratori locali allo sbando e privi di risorse adeguate per la gestione di una fase che ricordiamo essere più delicata e critica rispetto al lockdown stesso.

Ulteriori sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia che ha accolto, ritenendoli fondati, una serie di ricorsi proposti dagli Avvocati Gaetano e Vincenzo Caponnetto, avverso la oramai nota sanzione amministrativa applicata dal Dipartimento regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana a numerosi proprietari di immobili realizzati senza il necessario titolo abilitativo ad Agrigento.

Sono tre le ultime sentenze della prima sezione del TAR Palermo che chiariscono ulteriormente la questione che vede interessati molti agrigentini destinatari di un provvedimento sanzionatorio di natura pecuniaria per danno paesaggistico, il cui pagamento è stato richiesto a seguito della presentazione dell’istanza di sanatoria edilizia, ai sensi della L. 47/85 e della L.R. 37/85, su gran parte di immobili realizzati abusivamente alla fine degli anni ‘70, inizi anni ‘80.

Accogliendo le tesi difensive degli Avvocati Gaetano e Vincenzo Caponnetto il TAR Palermo, pronunciandosi con sentenze brevi, ha ribadito il principio che il vincolo paesaggistico che ricade su gran parte del territorio agrigentino è stato introdotto con la legge 431/1985 c.d. Legge “Galasso”, annullando così i provvedimenti amministrativi impugnati della Soprintendenza dei Beni Culturali di Agrigento e del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. Nei ricorsi presentati, in particolare, veniva chiesto l’annullamento del pagamento dell’indennità risarcitoria richiesta per il danno arrecato al paesaggio.

Con le ultime sentenze, i giudici amministrativi hanno così confermato l’illegittimità della sanzione impugnata, attesa la sopravvenienza del vincolo paesaggistico rispetto l’abuso edilizio oggetto di sanatoria.

I difensori hanno infatti sottolineato che “il vincolo paesaggistico della zona (zona B del Decreto Gui Mancini) in cui ricadono gli immobili, è stato apposto soltanto con la L. 08/08/1985 n. 43. Dunque, agli immobili realizzati prima del 1985, e cioè in data antecedente all’apposizione del vincolo paesaggistico, non può essere irrogata la sanzione amministrativa pecuniaria di che trattasi”.

Pertanto, tutti fabbricati realizzati prima di tale data non possono essere assoggettati al pagamento di alcuna sanzione pecuniaria.

Le tesi difensive accolte dal TAR hanno permesso di annullare i provvedimenti impugnati.

“Le scarcerazioni, avvenute e paventate, suonano come una dichiarazione di fallimento dello Stato rispetto alle pretese dei mafiosi e non possono essere giustificate in alcun modo. Farli tornare a casa vuol dire assumere un atteggiamento irrispettoso versi i cittadini, il cui diritto alla sicurezza non può e non deve essere messo a repentaglio. Non può passare il principio di un governo che tiene i cittadini chiusi in casa e spalanca le porte delle carceri per fare uscire i mafiosi”.

A sottolinearlo sono Stefano Candiani, segretario regionale della Lega Sicilia, senatore leghista già sottosegretario al ministero dell’Interno con Matteo Salvini, insieme ai deputati nazionali siciliani della Lega Nino Minardo e Alessandro Pagano.

“I porti vengono tenuti aperti e i migranti entrano indisturbati in Sicilia – osservano i tre esponenti leghisti – e allo stesso tempo, c’è il rischio che siano aperte le porte delle carceri e che mafiosi con condanne anche a pene pesanti vengano liberati. Nessuna delle due cose è ammissibile e lecita, perché porta con sé effetti di una gravità inaudita per i siciliani. Si impedisca questa follia! Governo Conte, la Lega non vi darà tregua”.