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Un lavoratore irregolare di 40 anni originario del Marocco, è stato trovato privo di vita in uno stabile abbandonato di proprietà comunale a Ribera. Sono stati alcuni volontari di un’associazione di protezione civile che gli portavano giornalmente un pasto ad allertare i carabinieri.

I militari della locale Tenenza sono giunti sul posto e dopo avere forzato la porta d’ingresso hanno trovato il corpo senza vita dell’extracomunitario. Dalla prima ispezione cadaverica non sono emersi segni di violenza, con molta probabilità la morte sarebbe stata causata da un malore. L’uomo era molto noto in città e svolgeva lavori saltuari.

“Con altri sindaci di Anci consegnerò simbolicamente le chiavi degli esercizi commerciali al Governo nazionale. Assieme alle chiavi una serie di proposte per il supporto e il rilancio del commercio e dell’artigianato.  I commercianti hanno bisogno di reperire le risorse necessarie per coprire i danni subiti ed essere pronti a ripartire. Servono risorse a fondo perduto, non basta certo il bonus di 600 euro. Bisogna inoltre aiutarli a pagare non solo le tasse, ma le bollette, l’affitto, i costi di adeguamento del layout e di sanificazione”.
Nel documento  si propone un  ristoro completo  ai  Comuni  delle  mancate  entrate  delle tasse comunali, così da garantire, da un lato, il rispetto degli equilibri di bilancio e, dall’altro, la messa a disposizione di risorse che possano consentire alle amministrazioni di attivare politiche di  sostegno  alle
attività  produttive. Tra queste, ad  esempio,  l’esonero  completo  dal  pagamento  delle stesse tasse anche per la fase 2 e un supporto per il pagamento degli affitti; inoltre allo stesso modo si potrà consentire la riduzione o l’azzeramento dell’IMU  per  i  locali  commerciali,  alberghieri  e   extralberghieri.
“Occorrono regole più elastiche anche per la concessione del suolo pubblico. Gli uffici comunali sono al lavoro per una soluzione temporanea, ma una modifica della normativa nazionale agevolerebbe tutto. Per tale ragione Anci ha deciso di accogliere tale richiesta e farla propria per sottoporla al Governo.
La vitalità della città dipende dal commercio e dal turismo. Riapriremo le saracinesche dei negozi e riavvieremo le imprese turistiche, lo faremo insieme”.

La C.S.L.E. ( Confederazione Sindacale Lavoratori Europei) Dipartimento Scuola scrive al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ponendo l’ attenzione sull’annosa  questione relativa al  “blocco triennale” del personale scolastico, normato, nello specifico, dall’art. 22 del C.C.N.L.

In questo periodo di grande fragilità ed incertezze– affermano il Responsabile del Dipartimento Giovanna Randisi e il Presidente Antonio Labate- serve fare  chiarezza e fornire trasparenza ai soggetti interessati in quanto tale blocco impedisce di fatto al personale scolastico di poter fare scelte diverse e più favorevoli.

Per queste ragioni il sindacato sollecita  l’emanazione di un’ordinanza che regoli la possibilità di accedere alla mobilità dietro presentazione di certificazione che attesti lo stato di reale necessità. Per Randisi e Labate  “sarebbe un grande atto di civiltà e di democrazia, perché se è vero che bisogna garantire la continuità è  pur vero che se il personale si dovesse trovare in difficoltà, non potendo raggiungere la sede assegnata, ad esempio, si assenterebbe suo malgrado, arrecando discontinuità all’attività e danno economico all’erario”. Il sindacato infine si rende disponibile a partecipare ad un  eventuale tavolo tecnico per analizzare tutti i profili della questione sollevata.

A Porto Empedocle i consiglieri comunali Valentina Di Emanuele, Giuseppe Todaro e Alfonso Scimè, premettono che il Comune di Porto Empedocle è in dissesto Finanziario e quindi non è azzerabile il pagamento della Tosap per il suolo pubblico. Tuttavia gli stessi consiglieri hanno presentato una mozione per impegnare l’amministrazione ad assecondare le difficoltà degli operatori commerciali raddoppiando, ove possibile, i metraggi di suolo pubblico mantenendo la stessa tariffa, e garantendo così il distanziamento sociale.

Il TAR di Palermo, ha accolto il ricorso cautelare proposto dalle proprietarie di un piccolo villino, ritenuto abusivo, sito in contrada Montegrande- Ripellino a Licata.

Le ricorrenti, difese dall’Avv. Vincenzo Caponnetto e dall’Avv. Anna Maria Gibaldi,  hanno sostenuto la illegittimità del preavviso di demolizione, della relativa ingiunzione di demolizione ed il diniego della domanda di condono edilizio, emessi dal Comune di Licata, dipartimento Lavori Pubblici ed Urbanistica, sulla base di ormai costanti ed univoche pronunce del CGA, anche a sezioni riunite che hanno stabilito sin dal 2012 il principio dell’applicabilità dell’ultima sanatoria edilizia n. 326/2003, così come recepita ed introdotta nella Regione Siciliana con la L. 15/2004, anche alle zone sottoposte a vincolo paesaggistico indiretto.

Sulla base di tale indirizzo giurisprudenziale, interpretativo della norma, i difensori hanno sostenuto l’inapplicabilità delle norme prescrittive e sanzionatorie che venivano opposte dal Comune di Licata alla domanda di condono edilizio legittimamente richiesto.

Pertanto, l’ordinanza del TAR ha sospeso la demolizione dell’opera già
deliberata dal Comune.

E’ appena il caso di rilevare che il principio, ove correttamente applicato, permetterebbe la revisione di tutte quelle domande promosse ai sensi dell’ultima sanatoria del 2003 riguardanti immobili costruiti su zone sottoposte a vincolo indiretto e già rigettate nonché l’accoglimento di quelle domande di sanatoria ancora da esitare, o comunque suscettibili di riesame.

Il presidente della Fondazione “Italiani in Europa”, Giuseppe Arnone (nella foto), tramite il vice coordinatore regionale di Forza Italia e deputato all’Ars, Riccardo Gallo, si è rivolto al presidente della Commissione Bilancio, Riccardo Savona, e al presidente dell’Assemblea Regionale, Gianfranco Miccichè, affinchè nella nuova finanziaria regionale sia inserito un emendamento che preveda la concessione, da parte della Regione Siciliana, di un contributo di premialità straordinaria di 500 euro al mese a favore dei lavoratori siciliani under 30, mono-residenti e mono-domiciliati entro i confini dell’Unione Europea, che, nel corso dell’emergenza covid, hanno continuato o continueranno a risiedere fuori dalla Sicilia in condizioni di attività lavorativa interrotta, sospesa o in modalità smart working.

Nuovo scontro tra la Cisl Siracusa ed il direttore generale dell’Asp Lucio Salvatore Ficarra. Secondo quanto sostenuto dal segretario provinciale del sindacato, Vera Carasi, nel corso di una conferenza in streaming tra i vertici dell’azienda sanitaria e le parti sociali, ci sarebbe stato uno scontro, legato alle vicende sulla sanità siracusana, al centro di una bufera giudiziaria, dopo gli esposti in Procura che hanno prodotto l’apertura di diverse inchieste, relative alle morti in ospedale ed ai contagi nei reparti. Nella ricostruzione del sindacato, sarebbe stato il segretario della Cisl Medici territoriale, Vincenzo Romano, a finire sotto attacco di Ficarra.

“Nessuna minaccia del direttore generale dell’Asp può essere tollerata da questo sindacato. Quanto accaduto, in sede di video conferenza – dice il segretario provinciale della Cisl, Vera Carasi – con le parti sociali, denota nervosismo, scarse capacità relazionali, spregio delle norme più elementari di relazioni sindacali e democratiche. Serve serenità di giudizio e di valutazione per gestire la fase 2 di questa emergenza sanitaria. La Cisl agirà in tutte le sedi opportune e competenti per tutelare l’immagine e la dignità della nostra organizzazione e del nostro dirigente.”

“L’avvertimento diretto, lanciato al nostro segretario della Cisl Medici territoriale, Vincenzo Romano – spiega Vera Carasi – non possiamo tollerarlo. Ficarra è stato, evidentemente, innervosito dalle continue e puntuali denunce della Cisl siracusana che hanno poi trovato riscontro nei provvedimenti adottati per rimediare. La sanità è un paziente da curare con grande attenzione, con il rispetto che gli è dovuto. Il direttore generale di un’Azienda sanitaria provinciale, deve avere la capacità di assumere responsabilità, confrontarsi e non pensare, esclusivamente, a gettare discredito sugli altri per provare a difendere sé stesso. Le denunce servono a risolvere i problemi, insieme”

“Ringraziamo tutte le organizzazioni sindacali, presenti all’incontro, che hanno manifestato solidarietà al nostro dirigente – ha concluso Vera Carasi – Gli iscritti che in queste settimane hanno chiesto solidarietà e vicinanza al sindacato, che continuano a lavorare nei nostri ospedali, meritano il rispetto loro dovuto. Il direttore Ficarra che minaccia querele a destra e manca pensasse a fare fino in fondo il proprio ruolo. Anche difendere l’indifendibile, ad un certo punto, crea soltanto ulteriori danni. La Cisl non si fa imbavagliare da nessun manager pro tempore; i lavoratori continueranno ad averci al loro fianco. Ficarra se ne faccia una ragione.”
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“Esprimiamo apprezzamento  per l’iniziativa lanciata dalla pianista Liliana D’Angelo, che ha invitato tutti i cittadini a inviare un “Grazie”  in occasione della ricorrenza del  primo maggio attraverso un sms, un messaggio whatsapp o  scrivendo sul profilo social del proprio sindaco e che,  insieme a un gruppo di artisti siciliani, sta organizzando il concerto del primo maggio on line dedicato ai 7.904 sindaci italiani, impegnati in prima fila a proteggere dal coronavirus i propri   concittadini”.  Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

”Esprimiamo la nostra gratitudine nei confronti degli artisti e  dei cittadini che aderiranno all’iniziativa – continua Orlando – con i quali condivideremo la festività dedicata a tutti i lavoratori che, quest’anno,  verrà vissuta ancora più intensamente a causa del difficile momento che stiamo attraversando”.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento hanno consegnato al Gruppo di Protezione Civile del Libero Consorzio di Agrigento una considerevole somma di denaro da destinare all’acquisto di beni di prima necessità per le famiglie bisognose. Un gesto di grande solidarietà da parte dei Carabinieri, già impegnati senza sosta nei controlli finalizzati a frenare i possibili contagi da coronavirus, con un’iniziativa partita dai figli degli stessi Carabinieri che hanno voluto rompere i loro salvadanai per aiutare i bambini meno fortunati. L’esperienza maturata dall’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio nella distribuzione ai vari Comuni dei beni di prima necessità consentirà di concretizzare questo ulteriore gesto di solidarietà dei Carabinieri, che si aggiunge ai tanti altri compiuti nell’ombra a favore dei più deboli (per esempio la consegna a domicilio delle pensioni agli ultra 75enni).

E’ stato già acquistato un certo quantitativo di generi alimentari non deperibili che il personale di Protezione Civile provvederà a distribuire ai Centri Operativi dei Comuni che ne avevano fatto richiesta, analogamente a quanto già effettuato nei giorni scorsi.

Il Commissario Straordinario del Libero Consorzio, dr. Girolamo Alberto di Pisa, ringrazia il Comando Provinciale dei Carabinieri per il gesto di solidarietà, ricordando che l’Ente è sempre a disposizione di quanti volessero ulteriormente contribuire ad alleviare le sofferenze delle famiglie provate da questa grave emergenza economica.

Una task force per contrastare il fenomeno dell’abusivismo. Il sindaco di Raffadali, su sollecitazione delle operatrici e degli operatori che si occupano della cura e del  benessere della persona, ha assicurato l’immediato intervento dell’amministrazione comunale, attraverso i controlli delle forze dell’ordine, per tutelare le regolari attività di parrucchieri,  barbieri e  centri di estetica, a cui viene ancora imposta la chiusura nell’ambito delle misure di contenimento per la diffusione del Coronavirus. Silvio Cuffaro ha partecipato ad una videoconferenza, organizzata dalla CNA locale, alla presenza del presidente, Giovanni Lombardo, dei vertici provinciali, Francesco Di Natale e Claudio Spoto,  e di quelli regionali, con il segretario Piero Giglione e il coordinatore del settore Francesco Cuccia. La Confederazione, in questi giorni, si è  mobilitata, nei vari livelli, per chiedere con forza la riapertura anticipata delle attività e la lotta all’esercizio abusivo della professione. Due temi sensibili e molto sentiti, per i quali il comparto di Raffadali rivendica soluzioni adeguate e risposte concrete e immediate da parte delle istituzioni e delle autorità competenti, “in assenza delle quali – hanno detto in coro – si corre il serio rischio che venga decretata, dopo tanti sacrifici ed investimenti, la morte del nostro lavoro”.  La CNA, dal canto suo, ha illustrato tutte le iniziative messe in campo, fino ad oggi, finalizzate a spingere il governo nazionale a rivedere la programmazione della ripresa dei codici ateco e a quello regionale di ottenere possibili deroghe, tenuto conto che nel nostro territorio la parabola del contagio è ormai prossima allo zero. Rispetto a questo comparto – conclude la nota – la CNA, che  rinnova l’appello alla sensibilità di chi ha responsabilità di governo,  è fortemente preoccupata per il destino di numerose imprese, per le quali l’ulteriore slittamento suonerebbe come una sonora condanna  a morte. E questo, francamente, non dobbiamo consentirlo”.