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“Quest’oggi in III Commissione Attività produttive – a parlare l’on. Giusi Savarino – abbiamo ascoltato tutte le sigle sindacali che chiedono una riforma che porti i lavoratori forestali a 151 giornate, tempo indeterminato con un ricambio generazionale, valendosi dei lavoratori anche sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici.
Legittime le richieste, e condivise da me e dai colleghi, ma c’è un ma: – prosegue la parlamentare – queste istanze sindacali presentate in Ars oggi come ieri, ignorate dal governo precedente, devono essere presentate al tavolo romano del governo nazionale. Non possiamo non tener conto che è l’accordo capestro Stato/Regione che ci obbliga a non poter andare oltre la proposta dell’Assessore all’agricoltura e lo sviluppo rurale, Antonino Scilla, pena l’impugnativa della legge di riforma”.
Questo accordo deve essere cambiato! Roma deve capire che oggi, specie alla luce delle recenti devastazioni ambientali di cui è vittima il nostro territorio, è necessario implementare e migliorare il sistema dei forestali e questa è una battaglia che va condotta insieme: governo Musumeci, Ars e sindacati.

Ad Agrigento, innanzi alla stessa scuola, la scuola Frank a Fontanelle in via Alessio Di Giovanni, ancora una seconda volta, dopo la prima quando poi sono state cancellate, sono apparse scritte verniciate con spray rosso inneggianti ai no vax. In particolare, sono apparse le frasi “I vax uccidono”, “Tutelate i vostri bambini”, e “Giù le mani dai nostri bambini”, accompagnate dalla scritta “Noi siamo vivi”.

Si apprendono altri particolari sul poliziotto recuperato cadavere in mare a Lampedusa alcuni giorni addietro. Si chiamava Vittorio Infante e aveva 31 anni. Era in servizio a Napoli, assistente scelto aggregato della Scientifica, e da una settimana era in servizio al centro d’accoglienza migranti in contrada Imbriacola a Lampedusa. Originario di Avellino, grande tifoso della squadra della sua città e appassionato di calcio, Vittorio Infante era entrato in Polizia oltre otto anni fa, e Milano era stata la sua prima destinazione. Dopo i primi passi mossi nell’ufficio del personale, era approdato alla Scientifica, guadagnando i gradi di agente scelto. Nella sede milanese, dove non era difficile incrociarlo nei corridoi “accompagnato” dall’immancabile battuta sull’Avellino, tanti lo ricordano come un ragazzo buono, solare, di una gentilezza straordinaria. A maggio l’arrivederci al capoluogo lombardo e il trasferimento alla Questura di Napoli, prima della partenza per Lampedusa.

La pandemia coronavirus nella provincia agrigentina e i dati in dettaglio diffusi dall’Azienda sanitaria. Sono 25 i nuovi casi in provincia a fronte di 500 tamponi processati. Nessuna vittima. I guariti sono 38. Un nuovo ricoverato. 15 sono ricoverati all’ospedale di Ribera, tra cui 4 in terapia intensiva. E 4 fuori provincia. Ecco il numero attuale dei contagiati in ciascun Comune. Agrigento 31; Alessandria della Rocca 0; Aragona 3; Bivona 0; Burgio 8; Calamonaci 0; Caltabellotta 0; Camastra 12; Cammarata 2; Campobello di Licata 5; Canicattì 65; Casteltermini 8; Castrofilippo 0; Cattolica Eraclea 7; Cianciana 0; Comitini 2; Favara 13; Grotte 15; Joppolo Giancaxio 0; Licata 73; Lucca Sicula 0; Menfi 3; Montallegro 0; Montevago 1; Naro 61; Palma di Montechiaro 2; Porto Empedocle 15; Racalmuto 3; Raffadali 52; Ravanusa 5; Realmonte 8; Ribera 8; Sambuca di Sicilia 2; San Biagio Platani 0; San Giovanni Gemini 1; Sant’Angelo Muxaro 2; Santa Elisabetta 1; Santa Margherita di Belìce 2; Santo Stefano Quisquina 0; Sciacca 26; Siculiana 0; Villafranca Sicula 0; Navi accoglienza 10.

Giovedì 25 novembre 2021, in occasione della giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la CGIL di Agrigento, guidata dal segretario generale Alfonso Buscemi, assieme al coordinamento donne CGIL, affronta il delicato tema della violenza di genere con un incontro intitolato: “Violenza sulle donne, quali strumenti di contrasto?” L’incontro  si terrà a Ribera, presso il municipio nella sala convegni Emanuela e Giovanni Ragusa, alle ore 16.30.

La CGIL, da sempre in prima linea nella tutela dei diritti delle donne, ha promosso tale iniziativa con lo scopo di sensibilizzare i cittadini al tema oggetto dell’incontro, provando altresì, anche attraverso l’intervento di professionisti della materia, ad individuare gli strumenti che le donne hanno a disposizione per mettere fine, ai diversi casi di violenza.

Tutto questo anche alla luce dell’introduzione della nuova misura a tutela delle donne vittime di violenza, quale il reddito di libertà che segue il “codice rosso”.

Diversi gli interventi previsti, tra i quali il segretario Alfonso Buscemi, l’Avvocato Caterina Sparacino responsabilità coordinamento donne CGIL, la Professoressa Maria Concetta Barba coordinatore cultura e legalità CGIL, la Psicologa Elina Salomone responsabile del centro antiviolenza Fenice presso la procura della Repubblica di Sciacca il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Sciacca Ten. Colonnello Roberto Vergato chiuderà i lavori la segretaria regionale della CGIL Gabriella Messina.

Il Sindaco Calogero Martello, l’assessore alle Pari Opportunità Marilù Caci insieme a tutta l’Amministrazione Comunale, celebrano la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne di dopodomani 25 novembre. Sarà una celebrazione diversa da quelle degli anni passati.

“Il nostro insediamento da poco più di un mese e l’attuale situazione non permette di celebrare la giornata del 25 novembre come andrebbe fatto” dice l’assessore Marilù Caci. “Per ovvie ragioni, quest’anno abbiamo scelto comunque di dare il nostro piccolo contributo e di affiggere i manifesti in città, di diffondere le grafiche sui social e di illuminare di rosso la Torre di Carlo V, uno dei simboli della nostra Città. Il rosso è anche il colore del dolore e della violenza e non intendiamo far venir meno la voce di Porto Empedocle.

La pandemia ha aumentato i rischi di violenze e maltrattamenti sulle donne così come ha ampliato la discriminazione nei luoghi di lavoro. Come Assessore alle Pari Opportunità, porterò avanti il lavoro sulla violenza di genere oltre la ricorrenza internazionale con progetti e iniziative programmate nel tempo.”

“Mi dimetto con non poco disappunto e tanta amarezza  dalla carica di Segretario Provinciale della Lega, perché sono stati disattesi gli impegni assunti e sono state create, dai vertici Nazionali  e Regionali,  condizioni di incompatibilità, favorendo l’ingresso nella Lega dell’On. Pullara, che ha rotto gli equilibri politici provinciali”.

Inizia così una lunga lettera che l’ormai ex segretario provinciale della Lega, Vincenzo Giambrone ha scritto agli organi di stampa.

La lettera continua: “Aavevo preannunciato pubblicamente a Salvini  e Minardo, la presenza di Pullara  avrebbe creata una voragine politica all’interno della Lega Provinciale: cosa che si è puntualmente verificata. Infatti, alle mie dimissioni, l’On. Fontana, l’On. Granata, Marcello Fattori, Carmelo Paci e tutti i Nuovi Componenti della  Direzione Provinciale siamo usciti dal Partito, avendo preso atto con forte rammarico della fredda e distaccata decisione assunta da Salvini. A nulla è  valso, pertanto,  il costante e assai proficuo  lavoro prodotto in otto mesi di militanza nella Lega, avendo concorso a creare una squadra provinciale che avrebbe sicuramente garantita l’elezione, per la prima volta nella storia, di un Deputato Regionale della Lega  della Provincia  di Agrigento. A questa mia drastica decisione aggiungo  la non condivisione della linea politica assunta, in quest’ultimo periodo, da Salvini che con i piedi sta nel Governo e con la testa fuori,  creando confusione e malumore negli elettori . Sono, pertanto,  uscito dalla Lega a testa alta, nonostante le vane assicurazioni fattemi ma con la fermezza di non permettere a chicchessia di poter scalfire la dignità mia e dei miei tanti Amici che mi hanno  da sempre sorretto con la loro spassionata fiducia, di cui sono e sarò sempre grato”.

 

A seguito della copiosa pioggia e delle devastanti grandinate che si sono abbattute nel territorio di Naro, il Sindaco Maria Grazia Brandara ha dato in esecuzione tutti gli atti ed interventi necessari per ottenere il giusto ristoro dei danni.
Si tratta di danni che hanno colpito non soltanto gli agricoltori ma anche i proprietari di immobili e strutture, fortemente rovinate dall’anomala e rovinosa grandinata dei giorni 16 e 17 novembre ultimi scorsi.
Ad una prima e sommaria stima, i danni alle strutture pubbliche e private, alla viabilità in genere e a quella rurale in ispecie, alle aziende agricole e alle colture ammonterebbero a quasi tre milioni di euro, ma la Giunta Comunale ha già dato mandato all’arch. Luciano Montalbano, dirigente dell’UTC, di provvedere alla quantificazione effettiva e dettagliata dei danni, raccogliendo le istanze dei privati e delle aziende agricole ed effettuando i sopralluoghi e gli accertamenti nelle strutture pubbliche e nelle infrastrutture viarie.
La Giunta Comunale ha inoltre richiesto al Governo Regionale la dichiarazione dello stato d’emergenza nel territorio del Comune di Naro e la concessione di un congruo contributo sulle spese per gli interventi urgenti volti a fronteggiare l’emergenza causata dal maltempo.
Sono state inoltre attivate le procedure per l’accesso straordinario al Fondo di Solidarietà Nazionale ex D. Lgs n. 102/2004 a sostegno delle aziende agricole danneggiate.
La Brandara ha così commentato: “Il territorio della Città di Naro è quello più esteso della provincia di Agrigento, subito dopo quello del Comune capoluogo. Ne deriva che i danni alle colture agricole, alle strutture aziendali e alla viabilità rurale, causati dalla devastante grandinata del 16 e 17 novembre, sono cospicui e preoccupanti.
Ma le grandinate e la perdurante pioggia hanno anche causato danni notevoli anche ad immobili (sia pubblici sia privati), alla viabilità comunale e alle strutture ed infrastrutture urbane.
Ci stiamo muovendo per ottenere un ristoro dei danni subiti ed invitiamo i cittadini a fare le loro segnalazioni al Comune che provvederà agli adempimenti conseguenti.
Non solo l’emergenza pandemica, ma anche quella del maltempo e delle avversità atmosferiche stanno mettendo in ginocchio le attività produttive locali e stanno incidendo negativamente sulla stessa vita sociale e relazionale.
Ma non ce ne staremo con le mani in mano: lotteremo per risorgere dalle negatività e per tornare all’agognata normalità”.

𝗡𝗮𝗿𝗼 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗶 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗺𝗮𝗹𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼

Salute, cinema, sport, cultura e musica. Sono gli ingredienti della settima edizione del Salus Cine Festival e del Salus Festival, organizzati dal CEFPAS, dal 29 novembre al 3 dicembre a Caltanissetta e dal 6 e 7 dicembre al Teatro comunale Eschilo di Gela. Sette giorni di incontri, seminari scientifici e proiezioni cinematografiche. Si comincia il 29 e 30 novembre al Teatro Margherita con il Salus Cine Festival, organizzato con il patrocinio della Cineteca di Bologna e con la collaborazione dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana e del Comune di Caltanissetta. Nel corso dell’evento andrà in scena la rassegna cinematografica durante la quale saranno premiati i migliori cortometraggi che valorizzeranno i temi della salute, della prevenzione e dei corretti stili di vita. Anche quest’anno il Salus Cine Festival ospiterà registi, attori, sceneggiatori e produttori di fama nazionale e internazionale e giovani promesse del cinema.

Si parlerà di prevenzione e medicina anche al Salus Festival l’1, il 2 e 3 dicembre al CEFPAS. L’importanza della musica nella vita dei bambini e degli adulti è la novità dell’edizione 2021. Al centro dell’evento la promozione della salute con visite specialistiche e screening gratuiti per i cittadini grazie al supporto dei partner istituzionali e del mondo delle associazioni. Fitto il calendario degli incontri nell’ambito del Salus Festival in programma al CEFPAS di Caltanissetta: la lectio magistralis sarà a cura del Professor Ernesto Burgio dell’European Cancer and Environment Research Institute (ECERI) di Bruxelles. Numerosi i seminari scientifici che tratteranno i temi della telemedicina, della dieta mediterranea e dei corretti stili di vita, dello sport e della salute, della sicurezza stradale, dei trapianti e delle donazioni in Sicilia. Si parlerà anche della prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e degli effetti sulla salute nell’era post Covid. Autorevole il parterre di medici, docenti universitari ed esperti di fama nazionale e internazionale che dall’1 al 3 dicembre interverranno con l’obiettivo di coinvolgere cittadini, studenti, educatori, esperti e professionisti della salute nell’ambito di un confronto multidisciplinare per costruire una rete territoriale orientata alla tutela del benessere della popolazione.

E’ stato archiviato “per insussistenza di condotte di rilievo deontologico” il procedimento del consiglio di disciplina dell’Ordine di Caltanissetta nei confronti dell’avvocato Giacomo Frazzitta, legale della mamma di Denise Pipitone, la bimba rapita il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo.

Il procedimento era stato avviato su segnalazione dell’Anm, dopo che il legale, nel corso di una conversazione telefonica con una testimone, poi rivelatasi mendace, aveva affermato tra l’altro: “Sono puerili! Perché i magistrati fanno schifo cara signora.

I magistrati fanno schifo in Italia lo dobbiamo dire e sta succedendo anche nel caso Denise. Se ne stanno andando ad indagare la collega.
Quale è l’urgenza?”. Il consiglio rileva che l’avvocato Frazzitta era stato contattato già diverso tempo prima dalla testimone e dal marito, che si dicevano essere a conoscenza di elementi utili per le indagini sulla scomparsa della piccola Denise, e che il penalista il aveva immediatamente indirizzati all’autorità giudiziaria per valutare la loro attendibilità.

“Il legale che venga nuovamente contattato dalla possibile fonte testimoniale da cui, in precedenza, era già stato – addirittura per primo- contattato – scrive il consiglio – non ha motivo per astenersi dal colloquio con quella fonte che peraltro lui stesso aveva indirizzato all’autorità giudiziaria, fermo ovviamente il divieto di suggestionarla in qualsivoglia modo.
L’avv. Frazzitta non ha quindi violato alcuna norma deontologica nel momento in cui, dopo essere stato chiamato al telefono dalla teste , si sia con questa intrattenuto nè ha “forzato” o “suggestionato” la volontà dell’interlocutore verso questa o quella deposizione”. Riguardo poi all’espressione di pesante critica riferita alla magistratura italiana (“fa schifo”) il consiglio rileva che “l’unico limite alla libertà di espressione, di manifestazione del pensiero, è quello della lesione al bene giuridico della altrui reputazione che non può certo essere arrecata attraverso una comunicazione verbale, ed assolutamente riservata”.
“Se si dovesse scivolare sulla pericolosa china di considerare illecita, anche solo di natura deontologica, l’espressione del proprio pensiero, qualunque esso sia, manifestata, in modo assolutamente privato, ad un solo interlocutore, – conclude il consiglio – il passo verso la repressione del ‘pensiero’ di per se stesso, rimarrebbe persino agevole. E’ una deriva da cui bisogna rimanere lontani”.

(ANSA).