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A Trapani si è scatenata una rivolta, nella tarda serata di ieri, all’hospot per migranti in contrada Milo, dove un gruppo di immigrati, ospiti del centro, ha appiccato il fuoco ad alcuni materassi nei tre padiglioni provocando scompiglio e disordine. Sono intervenuti i vigili del fuoco di Trapani che hanno spento l’incendio. Non si registrano feriti. E’ probabile che l’incendio sia stato appiccato per distrarre e tentare una fuga dall’hotspot. Sono in corso indagini.

La Procura della Repubblica di Catania ha emesso un avviso di conclusione indagini a carico di 10 docenti indagati nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Università bandita” su presunti concorsi truccati nell’ateneo. Tra i dieci vi sono gli ex rettori Francesco Basile e Giacomo Pignataro indagati di essere, rispettivamente, il capo e il promotore delle ipotesi di reato contestate che sono: l’associazione per delinquere, turbata libertà di scelta del contraente, abuso d’ufficio, induzione indebita a promettere o dare utilità, corruzione per atti contrari ai propri doveri e falso ideologico e materiale.

Tali reati, secondo la Procura etnea, sarebbero stati commessi per “garantire la nomina come docenti, ricercatori, dottorandi e personale amministrativo di soggetti preventivamente individuati dagli stessi associati”. L’avviso è stato notificato dalla Digos, che ha sostenuto le indagini, anche ai professori Giuseppe Barone, Michele Cavallaro, Filippo Drago, Giovanni Gallo, Giancarlo Magnano San Lio, Carmelo Monaco, Roberto Pennisi e Giuseppe Sessa.

L’Assessorato Regionale dell’Economia, retto dall’Assessore Gaetano Armao, aveva disposto l’annullamento, in autotutela, di una concessione demaniale rilasciata quattro anni prima ad un cittadino agrigentino, per l’utilizzo dei locali che da anni sono destinati all’esercizio commerciale di Agrigento. Ad avviso dell’Amministrazione regionale tale concessione risultava illegittima poiché rilasciata mediante affidamento diretto e non secondo le regole dell’evidenza pubblica.
Avverso la determinazione dell’Assessorato Regionale dell’Economica, il titolare della concessione demaniale ha presentato ricorso innanzi al TAR Palermo con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò.
In particolare, gli Avvocati Rubino e Airò hanno dedotto l’illegittimità dei provvedimenti impugnati, tra l’altro, per la violazione delle regole che disciplinano l’esercizio del potere di annullamento in autotutela e per il superamento del termine ragionevole previsto dalla legge.
Il TAR Palermo, in esito alla trattazione della domanda cautelare, ha osservato che i motivi di censura dedotti dagli Avvocati Rubino e Airò, appaiono supportati da sufficiente profili di fondatezza tali da indurre ad una ragionevole previsione sull’esito favorevole del ricorso, considerata la violazione dei termini previsti per l’esercizio del potere di autotutela da parte dell’Amministrazione regionale.
Tale pronuncia, oltre a smentire l’operato dell’Assessorato, consentirà al titolare della concessione di garantire il mantenimento dell’attività commerciale presso i locali del demanio.

Dopo l’accordo con il governo nazionale su pagamento a rate del disavanzo, il governo Musumeci ha approvato in giunta la cosiddetta “manovrino” che ridistribuisce ad alcune categorie 17 milioni di euro. Si tratta di somme rese disponibili dopo l’accordo con Roma. L’assessore all’Economia Gaetano Armao ha quindi varato la mina manovra.

Nel dettaglio 1,2 milioni di euro alle riserve naturali, 3,4 milioni agli enti Parco, 395 mila euro al Teatro Stabile di Catania, 2,8 milioni al teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania, 959 mila euro al Vittorio Emanuele di Messina, 635 mila euro al Biondo di Palermo, 145 mila euro all’Inda di Siracusa, 2 milioni di euro all’Orchestra sinfonica siciliana e 1,6 milioni di euro al Teatro Massimo di Palermo. Non si tratta di somme in più rispetto allo scorso anno, ma delle somme che prudenzialmente sono state congelate per coprire il disavanzo. Nella stessa manovrina è previsto l’avvio dell’esercizio provvisorio per due mesi, in attesa di varare la Finanziaria 2020.

Il candidato sindaco alle prossime amministrative, Aldo Piazza, smentisce categoricamente le voci che circolano in città relative ad un suo ritiro alla corsa per la poltrona di primo cittadino. Lo fa attraverso un post che ha pubblicato nella sua pagina ufficiale di Facebook.

“Per tutti quelli che hanno sperato fino all’ultimo che io ritirassi la mia candidatura, ecco per voi una bellissima notizia: andrò avanti fino alla fine.

Per tutti quelli che hanno diffuso pettegolezzi e notizie false vi dico: mi spiace, ma sono ancora qui.

Non c’è nessun candidato che oggi rappresenta il popolo, soltanto schieramenti politici e richiami allo schifo di sempre che circonda la città di Agrigento.

Per i politicanti in opera,
Io ci sono, e resto qui!”

Agrigento, su iniziativa del sindacato Fast Confsal, coordinato da Manlio Cardella, in mattinata un sit – in dei lavoratori dei supermercati Fortè di Agrigento e provincia innanzi alla Prefettura. Cardella spiega: “Si tratta di lavoratori in attesa di sei mesi di arretrati, e col rischio della perdita del posto di lavoro. Su tale vicenda ha acceso i riflettori la sezione fallimentare del Tribunale di Catania, che si pronuncerà martedì prossimo, 7 gennaio, nominando gli amministratori giudiziali”.

Le interviste

Lo scorso 20 dicembre, l’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, ha segnalato e documentato in foto e video la presenza di numerosi buchi nella marna bianca della Scala dei Turchi a Realmonte. Ebbene tali fori sono stati adesso coperti, come afferma lo stesso Claudio Lombardo che spiega: “Oggi rileviamo il fatto che gli stessi buchi siano stati, in maniera parecchio artigianale, coperti. Noi non sappiamo chi ha sfregiato la Scala dei Turchi, e ovviamente non sapremo mai chi ha cercato goffamente di rimediare al danno arrecato, ma una cosa è certa: la Regione Sicilia deve intervenire sul bene in questione e fare in modo che l’area sia sorvegliata fisicamente, al fine di evitare qualsiasi danneggiamento e per impedire la fruizione nelle zone a rischio, per la sicurezza di tutti i visitatori”.