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Il Partito Democratico della provincia di Agrigento aveva rivendicato, con un documento sottoscritto dai segretari dei circoli e approvato dalla direzione provinciale, il coinvolgimento del territorio nella selezione dei candidati alle elezioni politiche del 4 marzo. Un appello caduto nel vuoto. Abbiamo appreso i nomi dei candidati tramite gli organi di stampa senza nessuna possibilità di confronto.

Una modalità che ha creato un malessere diffuso tra dirigenti e militanti, che rischia di tradursi in disimpegno in questa campagna elettorale, e che con molta probabilità, escluderà dal nuovo parlamento la rappresentanza parlamentare PD della provincia di Agrigento.

A creare ulteriore disagio nel partito, la candidatura al collegio uninominale della Camera di Agrigento di Giuseppe Sodano, figlio dell’ex Sindaco di Agrigento Lillo Sodano. Nulla da ridire sul piano personale, preoccupata, invece, essere venuti a conoscenza delle sue simpatie per la destra di Nello Musumeci e la sua militanza in Generazione Futuro di Gianfranco Fini.

Comprendiamo che in una coalizione gli alleati rivendichino spazio e che Agrigento sia stata “ceduta” in quota “Civica e Popolare” della Lorenzin, ma riteniamo che ciò non possa in nessun modo giustificare scelte che sono culturalmente distanti dai valori del centro sinistra e che stridono con la nostra storia.

Ho fatto presente tale situazione a Lorenzo Guerini chiedendogli di intervenire con urgenza per scongiurare che il malessere già diffuso comprometta ulteriormente la già difficile campagna elettorale del Partito Democratico.

Martedì 30 gennaio alle ore 17:00 ad Agrigento presso il Roney club, sito al 211 del viale della Vittoria, il Club per l’Unesco di Agrigento, presieduto dall’arch. Paolo Licata, ha organizzato un incontro nel quale il prof. Elio Di Bella, storico, docente e giornalista di lungo corso illustrerà sul tema:

“Il piano fuori porta di ponte. Origini e sviluppo della città fuori le mura”.

Un’interessante analisi dell’espansione della città di Agrigento, fuori le mura Chiaramontane, nell’ottocento e nei primi del novecento, finalizzata ad inquadrare la città alle soglie della prima guerra mondiale.

L’evento, organizzato con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, della Fondazione Architetti nel Mediterraneo ed in collaborazione con l’Associazione Epea, Ente per la formazione degli adulti, si inquadra nel programma del Club per l’Unesco di Agrigento, di studio delle nostre radici culturali e di diffusione dei valori di conservazione del nostro patrimonio, ma anche nel solco delle celebrazioni, programmate dal Club di Agrigento per il 2018, dei 100 anni dalla fine della prima guerra mondiale.

Si inserisce, altresì, nei programmi dell’Ordine degli Architetti, di Agrigento, presieduto dall’arch. Alfonso Cimino, che sta portando avanti un rilancio dei centri storici e programmi di rigenerazione urbana. Secondo l’arch. Cimino “Parlare della storia della città di Agrigento è l’inizio di un percorso che porterà a pensare alla città del futuro”.

L’Ordine degli Architetti di Agrigento, ai professionisti che parteciperanno, riconoscerà i crediti per l’aggiornamento professionale.

 

 

Sabato di gran fermento nella sede dei Volontari di Strada di Agrigento. In contemporanea con la classica e tradizionale distribuzione di alimenti, due iniziative hanno scandito la giornata di oggi: le visite mediche del cardiologo dott. Giovanni Vaccaro, nell’ambito del progetto “Sportello Amico” e l’avvio del servizio di tutela, assistenza e consulenza legale a favore dei cittadini – consumatori con disagio economico, da parte degli operatori dell’Associazione Federconsulatori, guidata dall’avv. Ilenia Capodici.
Il dott. Vaccaro, al quale, prima di iniziare il suo lavoro, la presidente Anna Marino ha donato un K – way con il logo dell’Associazione Volontari di Strada, ha effettuato una decina di screening gratuiti per malattie cardiovascolari, elettrocardiogrammi e accertamenti vari diretti alla prevenzione di malattie cardiache. In tutto ciò, il dott. Vaccaro è stato assistito dagli operatori dell’Associazione Gise Co.Re.Sa., diretta da Sandro Bennici, che svolge attività di Protezione Civile e servizio ambulanze con personale altamente qualificato. E un’ambulanza ha sostato davanti alla sede dell’Associazione, al viale della Vittoria, 313, per tutto il periodo delle visite.
“E’ stata una giornata intensa, vissuta soprattutto sotto il profilo umano – sottolinea il dott. Vaccaro. Sono stato a stretto contatto con una realtà difficile, con persone che effettivamente non possono permettersi di pagare visite mediche specialistiche. Ed è per questo che ho aderito con entusiasmo all’invito dei Volontari di Strada che da tempo si occupano delle famiglie bisognose di Agrigento”.
“Battesimo”, sempre oggi, per lo sportello di tutela, assistenza e consulenza ai consumatori, gestito dall’avv. Ilenia Capodici, alla quale, anche in questo caso, la presidente dei Volontari di Strada, Anna Marino, ha donato una maglietta con il logo dell’Associazione.
Numerosi i cittadini – consumatori che, stamani, si sono rivolti ai legali esperti della Federconsumatori per chiedere assistenza sulle materie più controverse, quali bollette telefoniche, idriche, dei rifiuti ed altre ancora.
“Assieme ai miei colleghi Anna Macaluso e Pietro Lauricella – sottolinea Ilenia Capodici – abbiamo messo a disposizione le nostre competenze e professionalità a favore dei cittadini meno abbienti segnalati dai Volontari di Strada, fornendo ragguagli ed informazioni. Ma soprattutto abbiamo assicurato loro assistenza legale gratuita per qualsiasi iniziativa volessero intraprendere perché vogliamo garantire la difesa dei diritti a quelle famiglie che non hanno le possibilità economiche”.
“E’ stata una giornata molto positiva e ricca sotto il profilo umano – sottolinea la presidente dell’Associazione Volontari di Strada, Anna Marino -. Oltre alle canoniche iniziative che da anni portiamo avanti, come la distribuzione di alimenti e di vestiario, abbiamo dato un seguito allo Sportello Amico, con la presenza del medico dott. Vaccaro e fatto partire quello in collaboratori con la Federconsumatori dell’avv. Ilenia Capodici. Non posso che esprimere la mia grande soddisfazione e il mio ringraziamento per la disponibilità dimostrate dai professionisti chiamati in causa, e soprattutto per la risposta dei nostri assistiti ai quali va sempre la nostra massima attenzione”.

Girgenti Acque S.p.A. comunica che, nelle giornate di Mercoledì 31/01/2018 e Giovedì 01/02/2018, saranno effettuati degli interventi di manutenzione sulla condotta in c/da Carlici, nel Comune di Montallegro.

Al fine di permettere tali lavori, dalle ore 14:00 del 31/01/2018 alle ore 14:00 del 01/02/2018, sarà necessario sospendere la fornitura idrica al Comune di Montallegro.

Ciò premesso la distribuzione idrica, prevista per i suddetti giorni, subirà limitazioni e/o slittamenti.

Si significa che, a conclusione dei lavori manutentivi l’approvvigionamento idrico al Comune di Montallegro tornerà regolare, normalizzandosi nel rispetto dei necessari tempi tecnici.

 

 

 

 Furto, nelle ore notturne, ai danni di un agricoltore di Racalmuto. Ignoti, approfittando del buio, si sono introdotti all’interno di un appezzamento di terreno dell’uomo e, dopo aver forza una saracinesca, si sono impadroniti di decine di sacchi di frumento, vari arnesi agricoli e una motozappa.

Il fatto è accaduto in contrada “Noce”, nella periferia del paesino agrigentino e a occuparsi dello stesso sono i carabinieri della locale stazione allertati dallo stesso agricoltore una volta accortosi del “colpo”. Ancora da quantificare il valore della refurtiva portata via.

 

Occorre lavorare con le nuove generazioni per rafforzare una cittadinanza digitale che sia socialmente responsabile. Il mio impegno è ribadire che cyberbullismo e sexting sono nemici terribili, ma abbiamo il dovere di combatterli”.

Il sociologo dell’Università di Messina, professor Francesco Pira, è stato il relatore della conferenza organizzata venerdì 26 gennaio presso l’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore “Enrico Fermi” di Aragona sul tema “Vivere social tra opportunità e pericoli: no a cyberbullismo e sexting”.

Ad aprire i lavori con i saluti la Dirigente Scolastica, dottoressa Elisa Casalicchio, che ha ricordato come l’incontro rientra nelle attività avviate dall’Istituto di educazione alla legalità ma anche nel quadro delle iniziative per la Giornata Mondiale della Sicurezza informatica che si celebra il prossimo 7 febbraio. Il capo d’istituto ha mostrato con orgoglio anche un video realizzato dagli studenti, molto belle e toccante, sui temi della conferenza. Poi l’intervento introduttivo, molto appassionato e apprezzato dell’avvocato Vincenzo Avanzato, Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento. “Dobbiamo recuperare i nostri valori e soprattutto tornare a parlare della dignità dell’uomo, della nostra Costituzione, del diritto. La nuova legge sul cyberbullismo ha dei pregi ma anche dei difetti. Ma è bene lavorare sulle cose positive che comprende come la formazione e la prevenzione”.

Poi lo spazio al relatore il sociologo, Francesco Pira, che ha parlato non soltanto dei rischi del web ma anche delle grandi potenzialità.

“I social network – ha il docente di comunicazione dell’Ateneo messinese –  e gli strumenti tecnologici ad essi connessi sono ormai i luoghi prevalenti di costruzione identitaria. Dove definire anche la propria intimità, sessualità, genere. Assistiamo ad una VETRINIZZAZIONE delle identità e delle relazioni. I social sono il luogo dove si realizza la proiezione che ciascuno vuole dare di se stesso e dove gli altri ci ridefiniscono attraverso il loro gradimento”.

Poi lo spazio alle domande degli studenti. La prima domanda molto insidiosa: “voi Dirigenti Scolastici, Professori Universitari, Avvocati che potere pensate di avere quando chiunque sulla rete può scrivere di tutto su di voi in piena libertà e in forma anonima e magari senza avere conseguenze legali?”. La risposta del professor Pira non si è fatta attendere: “Nel 1992 da giornalista andai in Iraq per fare un reportage. Conobbi un prete cristiano caldeo. Nella sua sacrestia aveva una scritta dietro la scrivania Il Potere è fare le cose per gli altri. Per me il potere è questo, sono lontano dalla massima di Giulio Andreotti Il potere logora chi non ce l’ha. E quindi contano i valori vita sia on line che off line”.

 

 

 

 

 

“Credo che qualcosa della generosità del mitico Gellia sia rimasto nel Dna degli agrigentini e lo dimostrano questi ultimi anni in cui migliaia e migliaia di persone che scappano dalle guerre, dalle carestie, dalla fame si riversano ad Agrigento. La città non ha problemi ad accoglierli perché gli agrigentini sanno che l’accoglienza non è solo un gesto di fraternità, ma è anche un arricchimento della propria cultura, un allargamento del proprio orizzonte”. Per lo scrittore agrigentino, Andrea Camilleri, Agrigento merita di fregiarsi del titolo di “Capitale Italiana della Cultura”, non solo per la Valle dei Templi e il suo immenso patrimonio, ma anche e soprattutto perché è la città dell’accoglienza e a questo proposito cita il munifico Gellia, che nell’antica città romana di Agrigentum era solito accogliere ed ospitare a sue spese ogni forestiero. Tra i temi sostenuti per la candidatura di Agrigento, frontiera in Europa di accoglienza, d’integrazione e interculturalità, figura infatti anche l’esperienza culturale e civica profonda. Con il suo avamposto Lampedusa, la città dei Templi assurge a terra di confine, con un destino legato alle sorti dei migranti, alla gestione dell’accoglienza ai rifugiati, all’assistenza sanitaria e ai numerosi salvataggi estremi in mare, nonché a luogo d’approdo e di salvezza verso un futuro migliore. È anche un Mediterraneo che offre l’opportunità per consolidare relazioni interculturali, cui attribuire un alto valore aprendo un orizzonte di ricerca e di alta formazione sul Patrimonio Culturale in collaborazione con le Università transfrontaliere. 

Nelle foto da sx: Francesco Romano, Giuseppe Ingaglio, Ettore Di Ventura, Alfonso Cimino, Pietro Fiaccabrino, Giuseppe Lalicata, Carmelo Faldetta

E’ il tema della Giornata di Studi nella ricorrenza della Licentia populandi di Canicattì, 3 febbraio 1468,
in programma sabato, 3 febbraio prossimo, alle 9, al Teatro Sociale a Canicattì.

L’organizzazione dell’Evento, patrocinato dal Comune di Canicattì, è a cura della sezione Sicilia dell’Istituto Italiano dei Castelli con la collaborazione dell’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento e della Fondazione Architetti del Mediterraneo.

Saranno presenti: Eugenio Magnano di San Lio, presidente della sezione Sicilia dell’Istituto Italiano dei Castelli; Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio nazionale degli Architetti; Michaela Stagno d’Alcontres, vicepresidente nazionale dell’Istituto Italiano dei Castelli oltre a docenti universitari, studiosi e professionisti del settore.

La Licentia populandi 3 febbraio 1468
Nel 1448 Antonio Fulco Palmeri vendette per 250 once la baronia ad Andrea De Crescenzio il quale, il 3 febbraio del 1468, ottenne la facoltà di ampliare i confini di Canicattì. De Crescenzio si impegnò parecchio: fece affluire, concedendo agevolazioni e concessioni, genti provenienti da ogni dove.
Fu così che, sotto il governo di De Crescenzio, Canicattì raggiunse la superficie di circa 800 ettari.
In un primo momento, la data dell’atto fu fatta risalire al 1467 ma si tratta di un errore di calcolo: gli anni, in quell’epoca, venivano calcolati secondo le indizioni (ciclo di 12 anni). L’indizione scadeva il 25 marzo.
Soltanto dopo certosine verifiche storiche, è emerso che non si trattava del 1467 ma del 1468.
Fu proprio in quell’anno, nel 1468, che De Crescenzo chiese al re la terra, una piccola borgata, e cominciò la costruzione di Canicattì.

Le strutture architettoniche: un patrimonio da recuperare
Le strutture architettoniche o i brani di murature di edifici antichi non utilizzati e, a causa della loro consistenza, non utilizzabili, coinvolgono un patrimonio culturale qualitativamente e storicamente significativo. Tali vestigia costituiscono un ‘limbo’ di ruderi, la cui conservazione, restauro e valorizzazione, sono decisamente più complessi e articolati rispetto ad altre situazioni.
Nel caso specifico delle strutture fortificate la problematica impone maggiore attenzione. Spesso di fondazione medievale – e talvolta anche precedente – esse si presentano notevolmente stratificate poiché, nel corso dei secoli, hanno dovuto costantemente essere adattate alle sempre rinnovante esigenze difensive e di rappresentatività del potere. Senza contare le riparazioni di eventuali danni subiti.
Terminata e perduta la funzione fondante e, quindi, se non trasformate per altre finalità, talvolta in modo radicale, le strutture fortificate e difensive sono state abbandonate. La mancanza di manutenzione, l’incuria e l’oblio hanno, di conseguenza, determinato un degrado, talvolta consistente e, purtroppo, difficilmente rimediabile.

 

 

La Giornata di Studi
La Giornata di Studi, rivolta a progettisti, insegnanti e studiosi del settore, intende porre l’attenzione alla problematica delle vestigia in ordine alla conservazione, al restauro e alla valorizzazione del patrimonio sopravvissuto.
Il caso del castello di Canicattì è un eloquente e significativo esempio di complesso di ruderi stratificati nei secoli. L’impianto originario del maniero trecentesco ha subito un radicale processo di trasformazione nei secoli successivi, soprattutto XVI e XVII, quando diviene residenza dei Bonanno, signori della città.

 

Dopo i saluti del sindaco Ettore Di Ventura; di Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento; di Eugenio Magnano di San Lio, presidente della sezione Sicilia dell’Istituto Italiano dei Castelli, seguiranno le argomentazioni di Pietro Fiaccabrino, presidente della Fondazione Architetti del Mediterraneo.

Nel corso della Giornata di Studi interverranno:
Maria Rosaria Vitale, dell’Università di Catania, sul tema “Il destino delle strutture fortificate: sfida e potenzialità”;
Rosario Scaduto, dell’Università di Palermo sul tema “Progetti e interventi di restauro di architetture fortificate del medioevo”;
Lina Bellanca, Soprintendente Beni culturali e ambientali di Palermo, sul tema “Difesa, residenza e rappresentazione del potere nelle strutture fortificate: esempi di recupero e valorizzazione”.

Interventi programmati a cura
dell’architetto Giuseppe Lalicata sul tema “La sicurezza strutturale dei ruderi”;
dell’ingegnere Salvatore Costa, della Divisione grandi progetti Mapei, sul tema “Degrado dei materiali e compatibilità di interventi nelle strutture fortificate”;
dell’architetto Giuseppe Ingaglio, della sezione Sicilia dell’Istituto Italiano dei Castelli, sul tema “Approccio propedeutico e metodologico al Castello di Canicattì”.

Conclusioni a cura
dell’architetto Rino la Mendola e della dottoressa Gabriella Costantino, Soprintendente per i Beni culturali e ambientali di Agrigento.

Nelle prime ore del pomeriggio, è prevista la visita guidata al Castello di Canicattì.

 

 

 

L’assessore regionale della Famiglia, Politiche Sociali e 
Lavoro ha illustrato le linee programmatiche del suo mandato alla Commissione 
Servizi Sociali e Sanitari all’Ars, presieduta dal deputato regionale 
Margherita La Rocca Ruvolo. Finanziamenti, Piani di Zona, Ipab, terzo settore, 
violenza di genere e disabilità sono solo alcune delle tematiche sviluppate 
dall’assessore Ippolito nel corso del suo intervento. “La disabilità gravissima 
– ha detto Ippolito ai parlamentari della VI Commissione – fino ad oggi è stata 
affrontata con misure emergenziali. Si dovrà fare affidamento necessariamente 
su una programmazione integrata sanità/politiche sociali. Solo così potrà 
essere garantita la presa in carico delle persone con disabilità. Sono stati 
pertanto avviati tavoli tecnici tra Assessorato della Salute e Assessorato 
della Famiglia”. Per il 2018, l’obiettivo annunciato è quello di una opportuna 
soluzione che possa garantire a tutti i disabili gravissimi parità di 
trattamento, costanza di cura e accesso all’informazione. Martedì prossimo, 
proprio la Commissione Parlamentare Servizi Sociali e Sanitari si esprimerà, in 
merito, con un emendamento al Disegno di Legge n.46 “Norme stralciate dall’
esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l’esercizio finanziario 
2018”. L’atto è stato discusso con l’assessore Mariella Ippolito, alla presenza 
dei dirigenti generali dei due Assessorati Mario Candore e Rino Giglione.

La Sig.ra C.M., di 52 anni, di Favara , è proprietaria di un fabbricato ubicato in Agrigento, località San Leone, ricadente nella zona A di cui al DM 16/5/68 , realizzato in epoca antecedente all’apposizione del vincolo giusta licenza edilizia rilasciata dal Comune di Agrigento. L’immobile in questione è stato oggetto di alcuni interventi edilizi, senza aumento di volume e di altezze, da parte della madre della Sig.ra C.M., per i quali è stata rilasciata la compatibilità paesaggistica dalla Soprintendenza BB.CC.AA. di Agrigento; successivamente il Comune di Agrigento ha rilasciato le concessioni edilizie in sanatoria per i detti interventi edilizi. Orbene l’edificio in questione, in ragione della vetustà, richiede urgenti interventi di ripristino degli intonaci esterni, ed un intervento di manutenzione delle coperture; pertanto la sig.ra C.M. presentava al Comune di Agrigento una richiesta di permesso di costruire per eseguire opere di manutenzione straordinaria sull’immobile, che non alterano nè il volume nè l’altezza. Al contempo la Sig.ra C.M. richiedeva alla Soprintendenza di Agrigento il rilascio del nulla osta per l’esecuzione dei predetti lavori di manutenzione straordinaria; la Soprintendenza richiedeva in via istruttoria la trasmissione di alcuni elaborati. Prontamente la ditta trasmetteva gli elaborati richiesti ; ma, perdurando l’inerzia della Soprintendenza, la Signora C.M. comunicava l’avvenuta formazione del silenzio-assenso sulla richiesta di nulla osta paesaggistico. Alcuni mesi dopo il Comune di Agrigento comunicava alla sig.ra C.M. che la Soprintendenza BB.CC.AA. di Agrigento con apposita nota  (mai trasmessa alla ditta ) aveva diffidato la ditta a non intraprendere i lavori senza la preventiva autorizzazione della Soprintendenza, con la precisazione che nella zona A della Valle dei templi non trova applicazione l’istituto del silenzio assenso.; e pertanto l’esame della pratica veniva sospeso fino all’acquisizione dell’autorizzazione della Soprintendenza BB.CC.AA. A questo punto la proprietaria dell’immobile si è rivolta agli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò per la proposizione di un ricorso giurisdizionale davanti al Tar Sicilia contro la Soprintendenza BB.CC.AA.di Agrigento per l’annullamento, previa sospensione, della diffida a non intraprendere i lavori afferenti la ristrutturazione edilizia del fabbricato sito in Agrigento, località San Leone, nonchè per l’accertamento della formazione del silenzio assenso sulla richiesta di autorizzazione paesaggistica avente ad oggetto la detta ristrutturazione edilizia. In particolare gli avvocati Girolamo  Rubino e  Vincenzo Airò hanno citato un precedente giurisprudenziale dello stesso Tar Sicilia secondo cui” le autorizzazioni ad eseguire opere in zone soggette a vincolo paesistico o su immobili di interesse storico-artistico sono rilasciate o negate dalle competenti Soprintendenze entro il termine perentorio di 120 giorni, Le competenti Soprintendenze possono interrompere il termine di 120 giorni solamente una volta per la richiesta di chiarimenti o integrazioni. Alla presentazione della documentazione richiesta gli uffici avranno l’obbligo entro i successivi sessanta giorni di esprimere un proprio parere. Trascorso il termine perentorio di cui sopra il parere si intende reso in senso favorevole”; donde l’illegittimità della diffida impugnata, adottata ben oltre i termini normativamente imposti. Il TAR Sicilia Palermo,Sezione Prima, condividendo la censura inerente l’intervenuta formazione del silenzio assenso sulla richiesta di autorizzazione paesaggistica, ha accolto la richiesta di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, condannando la Soprintendenza di Agrigento al pagamento delle spese giudiziali inerenti la fase cautelare. Pertanto, per effetto della pronunzia cautelare resa dal TAR, la Sig,ra C.M. potrà intraprendere l’intervento di ristrutturazione edilizia del fabbricato di sua proprietà , mentre la Soprintendenza pagherà le spese giudiziali afferenti la fase cautelare.