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TERRE DEL SUD 2018: CONCORSO GASTRONOMICO NAZIONALE

Dopo i successi degli anni scorsi, arriva anche quest’anno la VII edizione del concorso gastronomico nazionale organizzato da Stefano Sanfilippo, presidente APCI (Associazione Professionale Cuochi Italiani), regione Sicilia. 

L’evento, che si terrà a Gela (CL), il 12 e 13 Marzo 2018 presso Villa Peretti, e’ rivolto agli studenti delle scuole alberghiere e a professionisti nell’ambito della ristorazione, della pasticceria, del cake design, intaglio vegetale e sculture artistiche. 

L’obiettivo di Terre Del Sud e’ quello di far gareggiare i partecipanti per offrire il meglio di se stessi attraverso un sano confronto competitivo, mirato alla crescita personale, professionale e a migliorare il posizionamento nel mondo del lavoro.

Altro obiettivo della APCI è quello di proporre al pubblico un’esperienza sensoriale di grande appeal per rafforzare le identità territoriali anche attraverso lo sviluppo della determinazione nei talenti emergenti. Non solo, ma anche per avvicinare tutti i food lovers ad una cucina di qualità che rispetti sino in fondo le nostre tradizioni attraverso l’impiego di prodotti italiani tipici, senza dare spazio ad alcun tipo di sofisticazione delle materie prime. 

Non è un caso che Terre del sud in questa edizione sceglie ancora una volta di avere al suo fianco nell’organizzazione dell’evento l’associazione Wine Fashion Europe che scopre, valorizza e promuove il buon Made in Italy nel mondo. 

Questa, un’occasione di incontro e scambio tra molte realtà attrici del settore turistico- alberghiero, ristorativo, istituzionale e associazionistico le quali operano tutte animate da un intento comune: creare sinergie positive per sostenere le nostre professionalità, valorizzare il loro lavoro e la nostra terra con le sue eccellenze.

Presenzieranno all’iniziativa gli euro chef della EURO-TOQUES, l’Associazione Cuochi Calabresila F.A.P.S., Marika Orlando presidente WFE, Il Club Corone Sicilia e tante altre realtà dispicco.

E’ un intreccio virtuoso di professionisti di settore, aziende, personalità e appassionati di buona cucina, tutti uniti sotto un unico obiettivo, quello di sostenere la nostra tradizione magari arricchita anche da un piccolo guizzo di innovazione.


Ad Agrigento la Squadra antiabusivismo della Polizia Municipale ha inflitto una sanzione di 20mila euro ad un agrigentino che al Villaggio Mosè non ha demolito opere abusive all’interno della sua proprietà, in viale Leonardo Sciascia. Si tratta della costruzione, non autorizzata, di una recinzione con muretti in conci di tufo sormontati da pali di ferro alti oltre 2 metri, un cancello scorrevole di 11 metri di lunghezza e una pavimentazione in asfalto su un’area di circa mille metri quadrati ed un’altra in cemento battuto per circa 2.500 metri quadrati. Inoltre, sarebbe stata installata abusivamente una casa mobile in alluminio di circa 18 metri quadrati.

Non solo in Puglia, ma anche in Sicilia, a Palermo, decine di persone si sono presentate al Caf “Asia” di piazza Marina, e hanno chiesto i moduli per ottenere il reddito di cittadinanza, convinte che con la vittoria elettorale del Movimento 5 Stelle, che lo propone, la misura sia già disponibile. Da ieri pomeriggio è un continuo via vai di persone per inoltrare la domanda al patronato dell’Ente Nazionale di Assistenza Sociale ai Cittadini (Enasc), tanto che i responsabili del Caf hanno dovuto affiggere fuori un foglio con la scritta in italiano e in arabo “in questo Caf non si fanno pratiche per il reddito di cittadinanza”. Totò Barone, sindacalista, afferma: “Vengono in tanti dopo il risultato elettorale del Movimento 5 Stelle che ha proposto il reddito di cittadinanza, anche migranti. Qui le persone vengono per appuntamento per risolvere pratiche di lavoro: da due giorni la nostra attività è frequentemente interrotta da richieste di moduli per il reddito”.

Sviluppi nell’ambito dell’inchiesta avviata a seguito della frana che il 5 ottobre del 2015 ha interessato un ampio tratto dell’autostrada A18 Messina/Catania, nel comune di Letojanni. I Carabinieri della Comando provinciale di Messina hanno eseguito tre misure interdittive emesse dal Gip del tribunale di Messina, su richiesta della Procura, nei confronti di due dirigenti del Consorzio Autostrade Siciliane, che sono stati sospesi dalla carica, e di un imprenditore, inibito dall’esercizio d’impresa. Per tutti le accuse sono disastro ambientale, peculato e falsità ideologica in atti pubblici. Altre tre persone sono indagate, ma nei loro confronti non sono state emesse misure. Sono stati sospesi dall’esercizio del pubblico ufficio per 12 mesi il direttore generale del Consorzio Autostrade Siciliane, Salvatore Pirrone, ed il dirigente dell’area tecnica, Gaspare Sceusa. Il provvedimento di divieto di esercitare l’attività di impresa, per 8 mesi, è stato notificato invece all’imprenditore di Letojanni, Francesco Musumeci.

 

“Non siamo mai stati pregiudizialmente contrari ad inviare i rifiuti siciliani all’estero come estrema soluzione per affrontare la continua emergenza e per prolungare di qualche mese la vita delle discariche. Non sappiamo se adesso saranno mai attivati i bandi emanati dalla Regione a tal fine, speriamo che si trovino altre soluzioni, anche perché riteniamo ingiusto e scandaloso che questi eventuali costi aggiuntivi, l’ordinanza prevede 40milioni di euro, siano pagati dai cittadini. Tra l’altro da tutti i cittadini, compresi quelli che, con impegno e sacrificio, fanno la raccolta differenziata.
Sia la Regione a farsi carico di queste spese o in alternative quei Comuni che se ne sono infischiati di organizzare in questi anni la raccolta differenziata.
Se questi eventuali costi invece contribuissero ad aumentare le bollette, i cittadini, anche quelli più virtuosi, non crederebbero più in quella che è e resta l’unica soluzione all’emergenza rifiuti: la raccolta differenziata, tramite il porta a porta, e si ritornerebbe gravemente indietro”.

E’ stata protocollata ed inviata questa mattina, all’attenzione tra gli altri del Prefetto di Agrigento e dell’Assessorato agli Enti Locali, la richiesta di verifica delle assenze non giustificate e delle possibili mancate convocazioni della III commissione permanente del Comune di Agrigento.
Nuova surrogazione tra i banchi della maggioranza? In pole position, infatti, tra i componenti della III commissione che rischiano di perdere la poltrona perchè tra i più assenti, meno produttivi e meno partecipativi vi è il consigliere di maggioranza, eletto tra le file del Sindaco Firetto , Pierangela Graceffa che conta una serie impressionante di assenze consecutive non giustificate in forma scritta da mesi .
” La terza commissione – commenta Nuccia Palermo dopo aver inviato formale richiesta di verifica al Segretario Generale – è una commissione importantissima per la tutela delle fasce sensibili del nostro territorio. Basti pensare alla sanità, a come vivono i nostri quartieri, alle condizioni sanitarie delle nostre scuole, alle condizioni in cui versano le strutture pubbliche dedite al servizio relativo alla sanità ed ancora, ai servizi sociali, all’organizzazione degli stessi, all’indirizzo politico dato dall’Assessore al ramo, alla difesa delle diversità, alla difesa e alle iniziative volte alla paternità e alla maternità. Insomma, fare ostruzionismo o semplicemente snobbare una commissione così utile per la collettività non rappresenta altro che una lesione agli agrigentini stessi”.
E a seguito della verifica da parte del Segretario Generale, Pietro Rizzo, si potrebbe verificare la decadenza del consigliere che deserta e “snobba” i lavori di commissione e una consequenziale sostituzione dello stesso con il primo dei non eletti della lista alla quale apparteneva il consigliere decaduto.

 

Ha preso il via, poco dopo le 18:00, uno dei momenti più attesi della Sagra del Mandorlo in Fiore la “Fiaccolata dell’Amicizia”, che è stato funestato dalla morte improvvisa di un musicista belga di 59 anni componente della banda musicale che stava sfilando in via Atenea.

Successivamente, con qualche difficoltà, il belga è stato fatto salire su ambulanza per essere trasportato in ospedale, al San Giovanni di Dio” dove l’uomo poi è morto.

Sotto choc gli altri componenti del gruppo folk del Belgio, ma anche diversi passanti che hanno visto consumarsi la tragedia.

grandangolo

In serata, appena giunta la notizia, al Palacongressi è stato sospeso lo spettacolo musicale di Elio (senza le storie tese) in segno di lutto. Per domani potrebbe scattare il blocco degli spettacoli. Una decisione in tal senso verrà presa domattina di concerto tra il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto e il direttore dell’Ente Parco archeologico, Giuseppe Parello

 

La Regione si impegni per scongiurare la chiusura del corso di laurea in Beni Culturali della città dei templi. Altro paradosso? I laureati di quel corso effettuano master in restauro dei beni archeologici in altre regioni e operano su finti reperti quando potrebbero tranquillamente lavorare nella propria regione su reperti veri. Si sblocchino i concorsi per le soprintendenze e si usino le competenze nostrane per mettere a regime i siti archeologici siciliani”.

A dichiararlo sono i deputati del Movimento 5 Stelle all’Ars Roberta Schillaci e Giovanni Di Caro che chiedono al presidente Musumeci l’attivazione di un tavolo di concertazione con i diretti interessati. “Accogliamo l’appello del rettore Micari – spiegano i deputati – nel chiedere alla Regione Siciliana risposte certe sul futuro del polo universitario decentrato di Agrigento.Da vent’anni la politica siciliana e nazionale ripete come un disco rotto che i beni culturali della nostra regione devono essere volano di sviluppo. Ebbene, far morire un corso di laurea di tale portata nella città probabilmente più rappresentativa archeologicamente del mezzogiorno del Paese è una follia”

Sulla chiusura di nuovi corsi di laurea al Cua di Agrigento, interviene il movimento “Mani Libere” guidato da Giuseppe Di Rosa che dichiara: “La notizia di ieri (ripresa da tutti i quotidiani regionali) che ad Agrigento chiude pure l’ultimo corso di laurea rimasto lascia sbigottiti.  Angosciano anche le parole del rettore dell’università di Palermo Fabrizio MICARI che ha detto di ‘Aver preso a malincuore una decisione sofferta, Invitiamo gli assessorati all’Economia e alla Formazione a dare risposte certe sul futuro e sulle risorse da investire sul polo decentrato di Agrigento. Come Università abbiamo sempre creduto nei poli decentrati: a Trapani abbiamo investito nell’ultimo biennio inaugurando nuovi corsi di laurea disegnati sul territorio. Ad Agrigento abbiamo investito lavorando proprio sulle peculiarità della città agrigentina. Purtroppo dal prossimo anno accademico ci troviamo costretti a chiudere un corso di laurea.

Adesso noi ci rivolgiamo alla città tutta, “ma ancora credete che chi ci sta amministrando lo sta facendo per il bene comune?”

Il Consorzio universitario di Agrigento in realtà, anche se qualcuno ha fatto di tutto per far credere il contrario (il sindaco di Agrigento ed i suoi adepti con note stampa hanno sempre sviato la città dalla realtà), è morto da tempo, perché non ci sono più corsi di laurea attivi. Gli uffici dell’UNIPA hanno tagliato quello che potevano tagliare: prima architettura, poi il corso di laurea in giurisprudenza e adesso sono agli sgoccioli anche i corsi di studio in beni culturali, servizio sociale (triennale) e Archeologia (magistrale).

Nonostante i proclami politici e i tentativi di mitigare quanto sta accadendo, – conclude Di Rosa – il volere nascondere i numeri delle iscrizioni (che non ci sono più), le continue bugie da parte degli attuali amministratori (tutti o quasi sottomessi al potere politico) e dai nominati della politica nel Cda, il  Consorzio universitario della Valle dei Templi è un defunto”. 

All’indomani delle elezioni regionale, il candidato Nicky Paci, primo dei non eletti nella lista dell’Udc, presentò ricorso al Tar di Catania per mancata autocertificazione dei candidati eletti all’Ars.

Qualora il Tar dovesse accogliere il ricorso presentato dall’avvocato Giuffrè, legale di Paci, per il primo dei non eletti si aprirebbero le porte dell’Ars modificando così la geografia politica della stessa.

Era fissata per oggi la prima udienza al Tar di Catania  presentata nei mesi scorsi da Nicky Paci, primo dei non eletti alle Regionali di novembre nel collegio di Siracusa e nella lista dell’Udc, che dai conteggi del primo momento sembrava essere stato eletto con quasi 3000 voti, oltre il 5% dei consensi, per poi rimanere fuori. Il candidato eletto nel collegio di Siracusa fu Giorgio Pasqua, candidato del Movimento Cinque stelle, al quale era già scattato un primo seggio con la riconferma dell’uscente Stefano Zito.

Nella sostanza il ricorso è proprio rivolto contro i 5 candidati pentastellati nel collegio di Siracusa: Stefano Zito, Fabio Fortuna, Giorgio Pasqua, Paola Cassese, Teresa Lauria, ricorso nel quale si chiede l’annullamento dei voti degli stessi per non avere presentato l’autocertificazione obbligatoria, per chiunque voglia partecipare alle elezioni, prevista dalla legge “Severino” del 2012 con cui il candidato dichiara di non  avere tutta cause ostative, tra cui la condanna per corruzione e concussione.

I giudici del Tar, quindi, dovranno decidere se questo vizio o presunta irregolarità possa comportare la decadenza degli eletti e annullare anche i voti di tutti i candidati della stessa lista, lasciando dunque spazio ai non eletti di altre liste.

“Nella presentazione delle liste, in particolare in Sicilia, i Cinque stelle ma anche altri partiti, sostiene Nicky Paci,  hanno presentato erroneamente un’autocerficazione, che richiama la norma antecedente del ’90 e non la legge Severino. Quest’ultima sancisce che, in caso di  mancata autocertificazione, è prevista o la non proclamazione degli eletti, ma già sono stati proclamati, o la loro immediata decadenza. È pacifico che la Severino entra  a pieno titolo anche in ragioni a statuto speciale come la Sicilia, perchè è già stata applicata come nel caso dei parlamentari Pippo Sorbello e   Salvino Caputo. Sono comunque soddisfatto dell’ultima campagna in cui ho ottenuto 2964. La città ancora una volta mi ha dato un importante tributo, ringrazio gli elettori e spero di poterli rappresentare all’assemblea regionale qualora il ricorso dovesse essere accolto”.

La stessa  situazione si verificò in Basilicata nel 2014 con il Consiglio di Stato che  ha estromise  i candidati che non avevano presentato le autocertificazioni, ridisegnando il consiglio regionale. Alla fine però il Tar di Catania ha inviato gli atti al presidente del Tar di Palermo che dovrà decidere la competenza territoriale.