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Pur convalidando l’arresto il gip del tribunale di Agrigento non ha applicato nessuna misura cautelare per il dipendente comunale di Ravanusa Mario Seggio, responsabile del settore anagrafe, arrestato qualche giorno addietro con l’accusa di peculato.

Di contro, per Seggio, è scattata la sospensione per un anno dal servizio per un anno venendo a mancare, quindi, l’eventuale reiterazione del resto.

Seggio è accusato di peculato in quanto nella qualità di dirigente dei servizi demografici avrebbe incassato e fatte sue (invece di versarle nelle casse comunali) le somme di denaro che i cittadini sborsavano per ottenere la carta di identità.

L’illecito provento ammonterebbe a circa trenta mila euro.

Dare solidarietà alle popolazioni cinesi presenti nel nostro territorio in questo periodo di allarme da Coronavirus credo sia giusto. Ritengo anche giusto che il sindaco, nella qualità di primo cittadino di Agrigento, debba rappresentare questa solidarietà a nome di tutti gli Agrigentini.

Ritengo però altrettanto giusto scrivere e dire, che il sindaco, in questi quattro anni e mezzo di mandato elettorale non si sia preoccupato di mostrare la stessa solidarietà a una popolazione in ginocchio soprattutto dal punto di vista economico, lavorativo e sociale.

Ho scritto in questi giorni delle attività molte storiche, che stanno chiudendo in Via Manzoni, nella zona del Campo sportivo ed in altre vie come la Vie XXV Aprile, Callicratide e Dante, abbandonate al loro destino da dalla sua amministrazione dalla chiusura del Viadotto “Akragas” (ponte Morandi).

Questo non ha suscitato nessun interesse da parte del sindaco Firetto.

La zona detta del “Campo” sta lentamente morendo, nessuno fa niente e lui porta la sua solidarietà solo ai cinesi che, tra l’altro, non sono più interessati nemmeno a questo quartiere popolare (anche loro hanno chiuso le attività da pochi mesi).

Signor sindaco, lei può anche ricandidarsi, ma se vuole continuare questa strategia solo d’apparenza e con gli stranieri, pensi che, parafrasando un noto leader politico, prima dovrebbero venire gli agrigentini.

A proposito di coronavirus, invece, volevo chiedere al sindaco se, nella sua qualità di responsabile della sanità pubblica della città si sia informato adeguatamente ed eventualmente preso adeguate contromisure per il rischio contagio in occasione della prossima festa del Mandorlo in fiore quando migliaia di persone provenienti da diversi Paesi si concentreranno nella nostra città. Sappiamo che il contagio non è una cosa facile, ma sappiamo nella stessa maniera che il virus si sta propagando velocemente in varie parti del mondo.

Si ricordi, sindaco, la responsabilità è sua.

#primagliagrigentini #orabasta #operazioneverità #agrigento2020 #agrigento #manilibere #giuseppedirosaag 

#Agrigento non è pronta alla #rivoluzione?

C’è sempre uno che inizia………

A seguito di partecipazione ad un avviso regionale del 2018, il Comune ha ottenuto un finanziamento per interventi sugli edifici scolastici di proprietà comunale per un importo complessivo di oltre 500 mila euro. Questo permetterà di eseguire interventi presso le scuole finalizzati all’adeguamento degli immobili alla normativa antincendio. Un importante passo avanti per la sicurezza delle scuole.

“Ma davvero secondo le istituzioni siciliane è ancora tollerabile offrire a chi ha scelto di investire sul proprio futuro in questa terra, strade e collegamenti che susciterebbero vergogna e ribrezzo in ogni altra parte del mondo?

Davvero pensiamo che chi ha scelto di costruire il proprio avvenire in Sicilia meriti condizioni infrastrutturali simili?”

Lo dichiara oggi il parlamentare regionale del partito democratico Michele Catanzaro, tornando ancora una volta a far sentire la sua voce nel denunciare le insegne condizioni di abbandono in cui versano le strade interne della Sicilia ed in particolare della provincia di Agrigento.

“Mentre Anas, Regione e governo centrale litigano, i cittadini continuano a pagare le conseguenze di questo continuo scaricabarile, che concretamente si traduce in disagi di ogni genere e sorta! Penso alle condizioni in cui versa la SS410, importantissima arteria di collegamento tra i comuni di Palma di Montechiaro, Camastra, Naro e Canicattì, ritenuta di fondamentale importanza per agricoltori, studenti e per chi deve raggiungere l’ospedale più vicino” denuncia l’on Catanzaro, il quale aggiunge:

“Alla luce di diverse segnalazioni pervenutemi da chi transita giornalmente in questa strada, ho presentato un’interrogazione al governo regionale per sapere quali interventi urgenti intende assumere, affinché si possa garantire ai cittadini una regolare e sicura percorrenza!”.

Il deputato Dem conclude assicurando il proprio massimo impegno fin quando non si getteranno le basi affinché anche in Sicilia si possa viaggiare e percorrere le nostre strade nella massima sicurezza ed agibilità.

Domani, domenica 16 febbraio, ad Agrigento, a San Leone, nel piazzale Giglia, dalle ore 10 alle 13, Fratelli d’Italia sarà impegnato nella raccolta firme delle quattro proposte di legge di iniziativa popolare, ovvero l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, l’abolizione dei Senatori a vita, l’inserimento di un tetto massimo alla pressione fiscale nella Costituzione, e la supremazia dell’ordinamento italiano su quello europeo. Al gazebo saranno presenti i dirigenti e diversi militanti del partito, e sarà anche occasione di confronto con i cittadini su idee e istanze in prossimità delle elezioni comunali. Per firmare è necessario esibire un documento d’identità valido.

Beni per complessivi 300mila euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Catania a 6 funzionari dell’Anas indagati nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Buche d’oro”. Il provvedimento, finalizzato alla confisca, è stato emesso dal Tribunale su richiesta della Procura. “Il sequestro – spiega la Procura etnea – persegue il fine di privare i sei indagati delle risorse economiche che sono frutto e prezzo delle relazioni illecite, ottenute contrattando risparmi sui lavori da effettuare, e drenando rilevanti risorse pubbliche destinate a cura e manutenzione di arterie vitali per i siciliani”.

I Carabinieri del Comando Tutela lavoro di Catania hanno scoperto 11 lavoratori impiegati in ‘nero’ in una casa di riposo per anziani, sette dei quali percepiscono il reddito di cittadinanza. Le indagini, coordinate dalla Procura etnea, con attività di osservazione e pedinamento, hanno consentito di documentare che i sette lavoravano di notte per ridurre la possibilità di essere scoperti. Non ricevevano le retribuzioni previste dal contratto, non erano formati ed informati in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro né sono stati sottoposti a visite mediche per l’idoneità. Sono stati denunciati per truffa. I Carabinieri gli hanno sequestrato le carte magnetiche Postamat e hanno comunicato la loro situazione all’Inps per la decadenza dal beneficio e il recupero di 32.000 euro. Il datore di lavoro è stato sanzionato per 93.000 euro e dovrà versare contributi assicurativi e previdenziali per 20.000 euro.