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Il dottor G B, sono le iniziali del nome, ha partecipato ad un concorso per ricercatore universitario presso la Facoltà di Agraria – BIO/03 Botanica ambientale applicata, avviato con bando di concorso n. 7588/2011 del 02/12/2010.

Il bando, in particolare, ha previsto l’effettuazione della valutazione comparativa dei candidati sulla base dei titoli e delle pubblicazioni dei candidati medesimi, ivi compresa la tesi di dottorato, da discutersi pubblicamente con la commissione, e previa determinazione dei criteri di massima.

Tuttavia, nello svolgimento della procedura concorsuale, la Commissione disattendeva i criteri da essa stessa predeterminati, ed incorrendo in numerose violazioni.

Per tale motivo il dottor G B impugnava dinanzi al TAR Catania il provvedimento con cui la Commissione aveva effettuato la valutazione dei candidati.

Il TAR Catania, tuttavia, respingeva il ricorso proposto, con il patrocinio dell’avvocato Arturo Maria Oliveri.

Tuttavia, il dottor G B, con il patrocinio degli avvocati Arturo Maria Oliveri e Girolamo Rubino impugnava la predetta sentenza con ricorso in appello dinanzi al CGA, al fine di ottenerne la riforma.

All’udienza del 6 febbraio 2019, il dottor G B ribadiva l’erroneità della sentenza impugnata e l’illegittimità degli atti della procedura concorsuale.

In particolare, il difensore evidenziava il difetto di motivazione che affliggeva la valutazione operata dalla Commissione, nella parte in cui aveva erroneamente attribuito un punteggio superiore a delle pubblicazioni di carattere interdisciplinare presentate dalla vincitrice del concorso, rispetto a delle pubblicazioni pienamente congruenti con il settore scientifico disciplinare oggetto di concorso, come quelle presentate dal dottor G B.

Inoltre, la Commissione non aveva determinato in modo analitico l’apporto dei candidati nelle pubblicazioni in collaborazione, così ledendo il principio dell’imparzialità del giudizio.

Ed ancora, la Commissione si era contraddetta nella misura in cui, pur avendo preso atto che la produzione scientifica della vincitrice del concorso era meno pertinente rispetto a quella del dottor G B con l’oggetto del concorso, aveva comunque preferito la prima.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, con la sentenza numero 600 del 28.06.2019 ha accolto l’appello del dottor G.B., patrocinato dagli Avvocati Arturo Maria Oliveri e Girolamo Rubino, ha riformato la sentenza impugnata, emessa dal Tar Catania, ed ha affermato che le pubblicazioni di carattere interdisciplinare non hanno alcuna preminenza rispetto alle pubblicazioni pienamente congruenti con il settore scientifico disciplinare oggetto di concorso.

Nel prosieguo, la sentenza ricordata ha anche affermato il principio secondo cui dinanzi a lavori collettivi è indispensabile discernere l’apporto individuale del candidato.

Di conseguenza, deve essere considerata erronea la valutazione con cui la Commissione ha considerato come l’apporto della candidata vincitrice come paritario rispetto a tutti gli altri autori.

Ed infine, la sentenza ha accolto anche il terzo motivo di appello, chiarendo che non può essere preferito il candidato le cui pubblicazioni abbiano una limitata congruenza con il settore scientifico disciplinare oggetto di concorso.

Di conseguenza, il CGA ha accolto l’appello patrocinato dagli Avvocati Arturo Maria Oliveri e Girolamo Rubino e, in riforma della sentenza impugnata, ha dichiarato l’illegittimità della procedura concorsuale, che dovrà essere nuovamente espletata.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, la pubblico ministero, Antonella Pandolfi, ha chiesto la condanna all’ergastolo di due romeni domiciliati a Naro, Vasile Lupascu, 44 anni, e il figlio Vladut Vasile Lupascu, 19 anni, imputati, e giudicati in abbreviato, dell’omicidio di Pinau Constantin, 37 anni, massacrato a colpi di zappa e bastone lo scorso 8 luglio, e del tentato omicidio della moglie di Constantin, ferita nell’agguato. I familiari della vittima sono parte civile tramite gli avvocati Francesco Scopelliti e Giovanni Salvaggio. I due romeni sono difesi dagli avvocati Salvatore Pennica e Diego Giarratana. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Francesco Provenzano, ha rinviato il processo all’11 luglio per le eventuali repliche e la sentenza. Per effetto del rito alternativo, lo sconto di pena ai due romeni consiste nel no all’isolamento diurno.
 

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la pubblico ministero, Alfonsa Fiore, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna ad 1 anno e 8 mesi di reclusione a carico di Giuseppe Virone, 50 anni, di Palma di Montechiaro, imputato di omicidio colposo e lesioni colpose con l’aggravante dell’avere guidato in stato di ebbrezza. Il 20 giugno del 2013, lungo la statale 115 in territorio di Palma di Montechiaro, Giuseppe Virone, che sarebbe stato ubriaco alla guida, si è schiantato con l’automobile contro un pulmino. L’impatto ha provocato la morte di Giuseppe Amato, 54 anni, anche lui di Palma, seduto accanto a Virone. Al palmese non è stato contestato l’omicidio stradale perché la legge non ha effetto retroattivo e nel 2013 il reato di omicidio stradale non era contemplato nel codice penale.
 

Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, ha diffuso un intervento alla stampa tramite cui invoca dal governo nazionale la nomina di un commissario che sovrintenda alla rapida e concreta attuazione della normativa sul fondo salva imprese, appena approvata nel decreto Crescita, e che, tra l’altro, dovrebbe garantire la riattivazione dei cantieri lungo la strada statale 640 Agrigento – Caltanissetta e 121 Palermo – Agrigento. E Firetto sottolinea: “Se è vero che col fondo salva imprese si ridona speranza a 120 imprese e ai 2.500 lavoratori, è anche vero che occorre la definizione dei decreti attuativi e che il fondo deve essere rimpinguato fino al totale recupero dei crediti. Occorre quindi un commissario ad acta da parte del Governo nazionale, munito delle relative coperture finanziarie, al fine di sbloccare definitivamente i cantieri e avviare con immediatezza i lavori per portarli a conclusione nel più breve tempo possibile. Potremo così finalmente archiviare le immagini mortificanti dei selfie e delle passerelle in cantiere, che aggiungono aspetti tragicomici all’intera paradossale vicenda”.

 

Ad Agrigento, in occasione dei 152 anni dalla nascita di Luigi Pirandello, e per il terzo anno, è stata organizzata una manifestazione commemorativa nei pressi della casa natale di Pirandello, al Kaos, alle ore 3:15 prima dell’alba, quando è nato Pirandello. L’iniziativa è organizzata dal Pirandello Stable Festival di Mario Gaziano, dal Cepasa di Paolo Cilona, dal Parco Letterario Pirandello di Dino Barone, in collaborazione con l’associazione “Dante Alighieri” Comitato di Agrigento, e con l’associazione culturale “Il Cerchio”.

La società Italkali aveva predisposto un progetto per la realizzazione di un impianto di produzione di sali potassici. La proposta di approvazione del progetto era stata già sottoposta nel 2012 al Consiglio Comunale, che aveva deliberato di non accogliere l’ubicazione del sito proposto dall’Italkali. A fronte di una nuova istanza avanzata dall’Italkali, il consiglio comunale nuovamente, nel 2015, rigettava la richiesta , considerato che l’area in questione ricomprendeva parte del centro abitato ed era gravata da numerosi vincoli.

La società Italkali proponeva allora un ricorso davanti al Tar Sicilia, per l’annullamento di tale delibera consiliare, lamentando svariate forme di eccesso di potere ed asserite violazioni di legge. Si costituiva in giudizio il Comune di Realmonte, in persona del Sindaco ing. Calogero Zicari, rappresentato e difeso dall’Avvocato Girolamo Rubino, per chiedere il rigetto del ricorso. In particolare l’Avvocato Rubino evidenziava che il Comune di Realmonte aveva fatto un corretto uso dei propri poteri di pianificazione urbanistica, tenuto conto del considerevole impatto del progetto sul territorio e dei vincoli gravanti sulla vasta zona oggetto di concessione.

Il Tar Sicilia Palermo Sezione terza, condividendo la tesi dell’Avvocato Rubino secondo cui l’esercizio dei poteri pianificatori in materia di urbanistica facenti capo al Comune sono caratterizzati da elevata discrezionalità, respingeva il ricorso di Italkali, ritenendo legittimi i provvedimenti adottati dal Comune di Realmonte. La sentenza veniva poi confermata dal CGA.

Ebbene, con un nuovo ricorso la Italkali, con il patrocinio dei difensori Avv. Prof. Aristide Police, Avv. Sen. Giovanni Pellegrino e Prof. Avv. Nunzio Pinelli ( Studio Pinelli Schifani) chiedeva la parziale esecuzione della succitata sentenza  del TAR Sicilia – Palermo ritenendo che da un semplice passaggio argomentativo della sentenza succitata fosse rinvenibile un obbligo del comune di Realmonte di individuare, d’intesa con la ricorrente, un sito idoneo alla realizzazione degli impianti necessari per lo sfruttamento delle risorse minerarie”, obbligo che non sarebbe stato adempiuto in considerazione dell’opposizione  manifestata dal Comune al progetto della Italkali.

Si costituiva in giudizio il Comune di Realmonte, con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino chiedendo il rigetto del ricorso  e rilevandone l’ inammissibilità in quanto il ricorso per l’esecuzione del giudicato – strumento processuale previsto dall’ordinamento per l’esecuzione coattiva delle pronunce passate in giudicato – non è utilizzabile per l’esecuzione delle pronunce di rigetto.

Il Tar Palermo, accogliendo le tesi dell’Avv. Rubino ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da Italkali  ed osservando che  a fronte di una sentenza di rigetto non può sussistere un obbligo di ottemperanza in capo alla P.A. giacché dette pronunce lasciano invariati gli assetti giuridici degli

interessi e dei rapporti così come delineati dall’atto amministrativo impugnato con il ricorso non accolto.

Tale sentenza, pertanto conferma che l’impianto non si farà in prossimità del centro abitato di Realmonte.  

I carabinieri della Stazione di Castrofilippo hanno arrestato un giovane romeno, di 25 anni, per resistenza a pubblico ufficiale.

I Militari erano intervenuti per bloccare quest’ultimo che aveva molestato alcuni passanti, per poi aggredire e picchiarne uno che aveva cercato di allontanarlo.

Il 25enne è stato portato presso il carcere di contrada Petrusa di Agrigento. La vittima dell’aggressione è finita all’ospedale di Canicattì dove i medici gli hanno diagnosticato ferite e traumi sparsi in tutto il corpo e guaribili in 15 giorni.