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A Favara, domani pomeriggio, sabato 13 gennaio, alle ore 18, i soci del Lions Club Agrigento Chiaramonte, presieduto da Enrico Fiorella, si recheranno al Convento dei Frati Minori Francescani di Favara per donare generi alimentari di prima necessità agli ospiti del Convento. Lo stesso Fiorella afferma: “Noi Lions nel mese di gennaio in tutto il mondo abbiamo organizzato una speciale Settimana mondiale per eliminare la fame nelle nostre comunità. Nel nostro territorio abbiamo scelto i Frati Minori Francescani di Favara per la loro grande capacità di accoglienza e per l’impegno straordinario nel sostenere persone che sono senza una dimora e senza assistenza. Vogliamo essere vicini a chi è nel bisogno. Questo è il nostro modo di servire”.

E’ morto uno degli uomini più grandi che Palma abbia mai avuto.
A quest’uomo che mi ha onorato per quattro decenni della sua amicizia dedico un post che avevo pubblicato qualche anno fa.

EXEGI MONUMENTUM AERE PERENNIUS

L’opera storica di FRANCESCO D’ORSI MELI

Exegi monumentum aere perennius regalique situ pyramidum altius, quod non imber edax, non Aquilo inpotens possit diruere aut innumerabilis annorum series et fuga temporum. Non omnis moriar multaque pars mei vitabit Libitinam; usque ego postera crescam laude recens, dum Capitolium scandet cum tacita virgine pontifex.
(Orazio, Odi, III, 30).

(Ho innalzato un monumento più duraturo del bronzo e più alto della mole regale delle piramidi, che non la pioggia che corrode, non l’aquilone sfrenato o l’infinita serie degli anni e il susseguirsi delle stagioni potranno distruggere. Io non morirò del tutto, anzi molta parte di me stesso eviterà Libitina sempre vivo, io crescerò continuamente nella lode dei posteri, finché il pontefice salirà, con la vergine silenziosa, il Campidoglio).

Scorrendo le pagine dell’ultimo libro di Francesco D’Orsi Meli, Il tramonto dei Gattopardi di Sicilia nel secolo XX, il primo pensiero che mi è venuto in mente è stato lo stesso che ho avuto leggendo quasi tutti gli altri libri dell’insigne storico: un’opera immensa. Francesco D’Orsi Meli, che mi onora della sua amicizia da quasi quarant’anni, consegna alla sua terra un’eredità straordinaria, superba, per visione d’insieme e recupero della memoria. L’opera del professore è qualcosa di insuperabile per vastità, completezza e lucidità di analisi; le generazioni che vorranno scrivere anche un solo aggettivo sulla storia di questo paese dovranno fare sempre i conti con quest’opera eccezionale. L’unico difetto che vedo in questo sterminato viaggio nella storia di Palma forse è la mole talvolta ridondante dei documenti che l’autore pubblica a sigillo delle sue tesi e delle sue argomentazioni. Francesco D’Orsi Meli è uno degli uomini più intelligenti che io abbia mai conosciuto. Sono convinto che egli avrebbe fatto eccellere i suoi talenti in ogni campo. Bisogna essergli sempre riconoscenti se egli ha voluto che il suo ingegno si consumasse solo per questo tempo e questo spazio, per un atto d’amore senza confini per la sua terra natale.

E’ stato approvato l’Avviso pubblico n.1/2018 per la realizzazione dei percorsi formativi di istruzione e formazione professionale, sostitutivi dell’obbligo scolastico, per l’anno 2017-2018. Ilbando, che sarà pubblicato a breve nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sostiene l’attuazione e il finanziamento dei corsi di prima, seconda, terza e quarta annualità.

Con un intervento regionale di 20 milioni di euro, saranno coinvolti oltre 5.000 giovani di età compresa tra 18 e i 24 anni, che intendano conseguire un titolo professionale in grado di aumentarne le prospettive occupazionali. Il bando rappresenta, in particolare, uno strumento per combattere la dispersione e l’abbandono scolastico, sia in termini preventivi che di recupero.

E’ un primo passo utile a restituire continuità al sistema della formazione professionale in obbligo scolastico – dichiara Lagalla – attraverso un graduale processo di rinnovamento e miglioramento della qualità dell’offerta formativa. L’obiettivo di questo bando sarà quello di agevolare l’inserimento lavorativo dei giovani, con particolare attenzione ai soggetti svantaggiati, con una proposta didattica e formativa conformata sulle specifiche esigenze, da realizzare con ampio ricorso al tirocinio in impresa, finalizzando quest’ultimo all’acquisizione di competenze che facilitino il successivo inserimento occupazionale”.

 

 

Il Presidente dell’Istituto Italiano di Ricerca e Studi Criminologico-Forensi “ELIEA”, dottor Giuseppe Edoardo Genovese, ha nominato Membro Ordinario del Comitato Scientifico il professor Francesco Pira, sociologo, docente di comunicazione e giornalismo all’Università degli Studi di Messina.

 

Con una lettera inviata nelle ultime ore il dottor Genovese ha reso noto quanto deliberato dal Consiglio Direttivo dell’Istituto.

Ritenuti indiscussi – ha scritto nella missiva il Presidente di ELIEA Genovese  al professor Pira –la Sua eccellenza accademica, professionale e scientifica, le chiediamo di dare il Suo prezioso contributo all’attività scientifica del nostro Istituto che si pone l’ambizioso obiettivo di diffondere la cultura delle scienze criminologiche”.

L’Istituto ELIEA ha come obiettivo di promuovere iniziative di studi e di ricerche, con metodologie che utilizzano un approccio di tipo scientifico nell’ambito delle discipline criminologiche, psicologiche, giuridiche, sociologiche, grafologiche, investigative e della pubblica sicurezza. E di promuovere la prevenzione e la repressione di condotte violente e criminose con particolare attenzione ai reati commessi nei confronti: donne, anziani, persone diversamente abili, minori e stranieri.

La nomina del professor Francesco Pira, che ricordiamo collabora lo IUSVE, Università Salesiana di Venezia e Verona, è scaturita dall’impegno scientifico del sociologo in Italia e all’Estero.  Da anni porta avanti una vera e propria lotta contro il bullismo e il cyberbulismo. Su questo tema ha tenuto conferenze in Italia e all’Estero, ha tenuto corsi di formazione per docenti, genitori e alunni ed è stato. Esperto in vari progetti. Si è occupato anche del rapporto Migrazione-Media, e della percezione attraverso i media e i social della violenza sulle donne e del terrorismo: su questi argomenti ha tenuto numerose conferenze e scritto articoli scientifici. E’ stato docente della Scuola Superiore di Polizia del Ministero dell’Interno. Sempre presso Ministero dell’Interno è iscritto nell’Elenco Docenti della Scuola Superiore di Amministrazione.

La nomina del professor Pira segue di qualche giorno un’altra importante nomina resa nota dal Presidente Genovese quella della professoressa Serenella Pesarin, a Presidente Onorario eDirettore della Commissione delle Politiche Sociali e Progettazione di interventi” dell’Istituto ELIEA. La professoressa Pesarin, ha speso l’intera carriera nel settore della Giustizia Penale Minorile in Italia attraverso l’alto e prestigioso ruolo che ha ricoperto per anni, di Direttore Generale presso il Dipartimento per la Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia e di Giudice Onorario presso il tribunale per i Minorenni di Catanzaro.

L’Istituto ELIEA nato in provincia di Ragusa a Ispica, dove ha la sede legale, ha una sede operativa a Roma e sviluppa le sue attività in tutto il territorio nazionale.

 

Avrebbe compiuto il prossimo 6 ottobre la veneranda età di 95 anni. Età che aveva vissuto con lucidità sino ieri quando cioè il suo cuore improvvisamente ha deciso di fermarsi nella sua dimora di via Turati. In quella casa cioè in cui lo storiografo e preside emerito Francesco D’Orsi Meli per diversi anni ha vissuto solo con il precipuo scopo di lasciare in eredità alla sua amata città e alle nuove generazioni la storia completa del territorio palmese, delle sue vicende e dei suoi personaggi con una collana dalla preistoria ad oggi.

Collana che costituisce una pietra miliare nella storiografia locale e che ha costituito un prezioso punto di riferimento per le tesi di tanti laureandi, tra le quali la nipote prediletta Laura Sanfilippo e per i quali è stato un vero maestro. Ma Francesco D’Orsi Meli nella Storia palmese sarà anche ricordato come giovane agguerrito esponente politico della DC di cui è stato Segretario politico locale. Nel corso della carica ebbe pericolosi scontri con i rivali politici del Psi. Fu anche vice sindaco nel 1961 ed incisivo oratore nei comizi di Piazza Umberto1 e di cui si ricordano le colorite botta e risposta con il monarchico colonnello Verde. Fu anche preside dal 1956 sino.al 1992 prima all’Avviamento professionale e poi alla Scuola Media, ma anche un.appassionato tifoso della Gattopardo la squadra del suo paese. È scomparso quindi un personaggio poliedrico, autentica istituzione nella cittadina del Gattopardo. Egli decise con deferenza di abbinare al cognome D’Orsi, quello della mamma Melchiorra “Rosina” Meli.

I funerali saranno celebrati domani, sabato alle ore 15,30 alla Chiesa Madre.

FILIPPO BELLIA

Girgenti Acque scrive una nota al sindaco di Favara Anna Alba in vista della imminente installazione dei contatori idrometrici:

Illustre Sindaca,  

facendo seguito all’incontro su quanto in oggetto, convocato per le vie brevi e tenuto ieri 10.01.2018 presso l’Ufficio Tecnico di codesto Comune, alla presenza tra gli altri dell’ing. Avenia e del Vicesindaco dott. Attardo, nonché in riscontro all’odierna nota prot. 1686, si comunica quanto segue.

Questo gestore del S.I.I., ottemperando a precisi obblighi di legge, deve procedere alla normalizzazione delle utenze idriche ricadenti nell’intero territorio gestito e, quindi, anche nel territorio di Favara. Detta attività, obbligatoria, consta delle fasi a voi ben note, tra le quali rientra l’installazione del contatore idrometrico presso ciascuna utenza servita.

Nel recente passato, in diverse occasioni, Girgenti Acque ha disposto il riavvio delle attività di che trattasi e, tuttavia, si è vista costretta a soprassedere a causa della contrarietà della popolazione, tanto sproporzionata quanto ingiustificata e, talvolta, rinvigorita da atti amministrativi in tal senso.

Si coglie l’occasione per ribadire, ancora una volta, i dispositivi legislativi dai quali scaturisce l’obbligo, per il gestore del S.I.I., a garantire il servizio di misura di ciascuna utenza servita, :

  • art. 8.2.8 del D.P.C.M. del 04/03/1996;
  • art. 2.2.1 Allegato “A” al D.M. Lavori Pubblici 08/01/1997 n° 99;
  • art. 146 c. 1 lettera f) del D. Lgs. n. 152/2006;

Ancora in termini di rispetto delle regole, vi è il Regolamento di utenza – ben noto alla S.V. per averlo Lei stessa approvato e modificato con Deliberazione ATI n. 44 del 6 ottobre 2017 – che impone una “configurazione obiettivo” nella quale tutte le utenze servite siano dotate di misuratore idrometrico (art. 2.4.2, ecc.) previa sottoscrizione obbligatoria del contratto di somministrazione (art. 2.6.1., ecc.)

A tale quadro normativo, che è stato più volte ricordato a codesto Comune nella precedente interlocuzione formale, si è recentemente aggiunta la Deliberazione dell’AEEGSI – Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Servizio Idrico – che impone ai gestori ulteriori e precisi adempimenti nell’ambito del servizio di misura e, in particolare, il prerequisito consistente nella installazione dei contatori presso l’intero parco utenze (cfr. Del. 917/2017/R/Idr del 27.12.2017).

Per le suesposte ragioni, non può giustificarsi oltre la contrarietà di parte significativa della popolazione di codesto Comune, spesso alimentata da “centrali della disinformazione”, alle quali i soggetti istituzionali a ciò preposti hanno obbligo di replicare con altrettanta energia.

Il primo punto da rendere noto alla cittadinanza è quello relativo all’obbligo di installazione del misuratore: non ci si può opporre alla installazione del contatore, perché il Gestore del non può continuare a somministrare tale importante Servizio pubblico in assenza di misurazione dei consumi.

Un ulteriore dato informativo è relativo alla tariffa. Attualmente, le residue utenze non normalizzate pagano un corrispettivo del servizio a forfait, che dunque non ha alcuna corrispondenza con i consumi: all’anziana signora che consuma 40 mc l’anno, attualmente, viene addebitato il medesimo importo richiesto alla famiglia numerosa che vive in una villa con prato inglese e piscina, con consumi da 1.000 mc annui e oltre. Tale situazione, che la legge non ammette, è evidentemente intollerabile anche sul piano etico e morale.

Di fondamentale importanza è altresì il tema della corretta misurazione, dal momento che il cittadino deve poter avere la certezza che le quantità conteggiate dal proprio contatore equivalgano perfettamente ai consumi effettuati. La vigente normativa in materia di misura, in tal senso, è molto restrittiva, stabilendo che l’errore di misura massimo deve rientrare nel range -/+ 5%. E’ questa la ragione per cui il gestore ha l’obbligo di installare soltanto contatori certificati secondo la normativa MID (Measuring Instruments Directive, 2004/22 CE, recepita in Italia con D. Lgs. 22/2007 e ss.mm.ii.): ciascun contatore istallato deve dunque essere dotato di apposita certificazione.

In tutti i casi, poi, in cui l’utente abbia un dubbio sulla correttezza della misura, il quadro normativo garantisce la massima tutela del consumatore che, pertanto, può richiedere una verifica di funzionalità. La verifica (Del. 655/2015/R/Idr, artt. 28, 29) sarà avviata entro 30 giorni dalla richiesta e i relativi esiti saranno comunicati altrettanto tempestivamente all’utente. In caso di malfunzionamento del contatore si procederà all’annullamento delle fatture contestate e alla contestuale ricostruzione dei consumi, secondo la procedura dettata dall’Autorità.

Idem dicasi per le verifiche di passaggio d’aria, che Girgenti Acque S.p.A. assimila alle verifiche di funzionalità in termini di tempistica di intervento.

Ad ogni contestazione dell’utente in tema di servizio di misura (funzionalità, passaggio d’aria, ecc.) che a seguito di verifica tecnica si riveli fondata, corrisponde sempre un annullamento della fatturazione contestata, nonché la successiva ricostruzione dei consumi, da effettuarsi secondo quanto previsto dalla vigente normativa e, in particolare, della Del. 218/2016/R/IDR “Regolazione del Servizio di Misura nell’ambito del Servizio Idrico Integrato a livello nazionale (TIMSII)” (art. 11, ecc.).

Come Vi è stato comunicato, formalmente e ripetutamente, il rifiuto dell’utente a consentire l’accesso alla propria abitazione (impedendo fisicamente di procedere all’installazione del misuratore) o la mancata sottoscrizione del contratto, o comunque il rifiuto dell’utente ad adempiere a precisi obblighi di legge, implica il dovere, da parte di chi gestisce il Servizio Idrico, di sanzionare detti comportamenti che, altrimenti, finirebbero per gravare – come attualmente gravano – sull’intera collettività gestita.

L’immotivato rifiuto dell’utente all’esecuzione della predetta attività, con relativo “impedimento fisico” all’esecuzione delle lavorazioni necessarie, ma anche la mancata sottoscrizione dei contratti, peraltro, implicano una oggettiva e grave difformità di azione del Gestore nell’adempimento dei succitati obblighi, nel senso che nella medesima arteria stradale ci saranno utenze trasformate e utenze non trasformate, per esclusiva volontà e responsabilità di chi impedisce le necessarie lavorazioni.

Come abbiamo avuto già modo di comunicare a codesto Comune – rendendo edotte anche l’ATI e la Prefettura – ai sensi del combinato disposto degli artt. 2.6.1, 2.3.2., 2.4.3. del vigente Regolamento di Utenza, ricercando comunque la massima equità possibile tra gli utenti interessati, Girgenti Acque – su suggerimento dell’ATI Idrico che, dal suo canto, manifesta netto e definitivo impulso all’attività di che trattasi – sta altresì procedendo al preavviso di sospensione (e poi alla effettiva sospensione) dell’erogazione a tutti quegli utenti che, ingiustificatamente, ostacolino l’attività di normalizzazione.

Per tutto quanto sopra, anche in riscontro alla odierna nota vs. prot. 1686/2018, non possiamo far altro che, ancora una volta, appellarci al senso di responsabilità istituzionale, che abbia quale unico obiettivo il rispetto degli obblighi di legge e, dunque, di installazione dei misuratori presso le utenze gestite.

Precisiamo che l’eventuale adesione di Girgenti Acque S.p.A. alla richiesta che si riscontra, ossia quella di sospendere per l’ennesima volta le lavorazioni già intraprese, arretrerebbe rispetto a quello che è un preciso assolvimento ad obblighi di legge e, soprattutto, creerebbe un danno irreparabile all’intera collettività gestita.

La citata Del. 917/2017, infatti, prevede un’enorme penalità, posta in misura pari al 10% (coefficiente moltiplicatore q = 0,9) per la tariffa del gestore che eventualmente non rispetti il prerequisito in materia di misurazione dei consumi e, dunque, di installazione dei contatori. Ove si pensi che il fatturato di Girgenti Acque S.p.A. è pari a oltre 40 mln €, l’eventuale danno sarebbe pari a oltre 4 mln €. In tal evenienza, che si sta provando a scongiurare, il gestore non potrebbe che rivalersi sui soggetti che, a vario titolo, hanno impedito l’esecuzione delle attività di normalizzazione, già intraprese sin dalla seconda metà dell’anno 2014.

Per tutto quanto sopra, dunque, Girgenti Acque continuerà l’attività di installazione dei misuratori e normalizzazione delle utenze idriche.

Confermiamo – come abbiamo già fatto di presenza ieri presso gli uffici comunali alla presenza del vicesindaco dott. Attardo e del Dirigente tecnico ing. Avenia – la nostra piena disponibilità alla partecipazione ad ogni riunione che vorrete convocare con gli uffici tecnici, con le associazioni di consumatori, con rappresentanti qualificati di cittadini e con singoli utenti.

Riteniamo, ancora una volta, di informare S.E. il Sig. Prefetto di Agrigento, che si è già occupato (su altri comuni gestiti) della questione in oggetto, auspicando un ulteriore autorevole ed efficace apporto alla definizione della stessa, allegando all’uopo copia della vostra nota odierna.  

 

 

Per il cane dei Carabinieri sarà stato un compito facile scoprire le armi e le munizioni nascoste dentro la cuccia del cane. Il cagnolo segugio avrà fiutato l’odore canino amico, e nella sua tana ha poi scovato la ferramenta esplosiva.

E i Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento hanno arrestato il detentore di un arsenale nascosto, in parte, nella cuccia del suo cane. L’irruzione dei militari è scattata lanciando all’arrembaggio non solo le unità cinofile, ossia i cani, ma anche i metal detector. Il bottino del sequestro è di 12 pistole, tra semiautomatiche e revolver, e alcune con la matricola abrasa, un fucile di fabbricazione artigianale, oltre 400 cartucce, e poi dispositivi per la pulizia e la manutenzione delle armi.

I Carabinieri hanno pedinato l’uomo armato, un anziano 80enne, probabilmente perché, a seguito di alcuni indizi, hanno sospettato di lui, solito a rapportarsi con altre persone in incontri che gli investigatori, assecondando il loro “fiuto investigativo”, definiscono “strani”. Nell’abitazione del vecchietto le armi e le munizioni sono saltate fuori non solo dalla cuccia ma anche da dei calzini, eccoli nelle immagini, come fossero della Befana…E poi da un paio di stivali e da un barattolo di vernici.

Lui, l’armato, ha ritenuto di distribuire sapientemente l’armamento ovunque, al fine di depistare eventuali ricerche, e invece il tentativo di occultamento si è rivelato inutile. Peraltro, una pistola gli è stata subito scoperta nella giacca che ha indossato quando è scattata la perquisizione implacabile dei Carabinieri. Le armi, efficienti e pronte a sparare, sono adesso a Messina, all’attenzione dei Carabinieri del Ris, il Reparto investigazioni scientifiche, per accertare se davvero abbiano già sparato, rendendosi protagoniste di atti delittuosi. L’anziano è stato arrestato. Ai magistrati della Procura saccense risponderà di detenzione illegale di armi e munizioni.

Fonte Teleacras

 

Girgenti Acque S.p.A. comunica che, in data odierna, gli operatori della Società e del Consorzio “Tre Sorgenti”, allarmati dalla totale assenza di arrivo d’acqua al partitore di Grotte, hanno riscontrato, nella c/da Pietranera del Comune di San Biagio Platani, una copiosa perdita idrica lungo l’acquedotto “Tre Sorgenti”, gestito dell’omonimo Consorzio Acquedottistico.

Tale guasto ha provocato l’interruzione dell’esercizio idrico del succitato acquedotto e, dunque, la sospensione della fornitura ai Comuni alimentati per mezzo dello stesso: Grotte, Racalmuto, Castrofilippo, Naro e Ravanusa, parzialmente, per il comune di Campobello di Licata, considerato che quest’ultimo comune risulta in parte approvvigionato dalla Società di Sovrambito, Siciliacque S.p.A..

Pertanto, al fine di effettuare l’improcrastinabile intervento manutentivo, giusta opportuna autorizzazione verbale da parte del Consorzio Acquedottistico “Tre Sorgenti”, la Girgenti Acque S.p.A. effettuerà le necessarie lavorazioni, in via sostitutiva, sull’acquedotto tutt’ora nella gestione del Consorzio.

Al fine di attenuare i disagi scaturenti dall’interruzione dell’acquedotto “Tre Sorgenti”, la Girgenti Acque S.p.A. garantirà, fin da domani 12/01/2018, la presenza di una autobotte a servizio degli utenti, nei seguenti Comuni:

  • Naro, Piazza Crispi dalle ore 9:00 alle ore 12:00;
  • Castrofilippo, viale Bonfiglio dalle ore 9:00 alle ore 12:00;
  • Grotte, Piazza Marconi dalle ore 9:00 alle ore 12:00;
  • Racalmuto, Piazza del Carmelo dalle ore 13:00 alle ore 16:00;
  • Ravanusa, fontanella pubblica di Via Tirso.

Si assicura che i tecnici e gli operatori della Girgenti Acque S.p.A. stanno ponendo in essere quanto possibile e necessario per ripristinare l’esercizio dell’acquedotto ‘Tre Sorgenti’, anche in considerazione delle condizioni meteo particolarmente avverse.

Appare evidente che la fornitura ai Comuni interessati sarà ripristinata a compimento dell’intervento di riparazione, e  consequenzialmente la normalizzazione  dei turni di  distribuzione avverrà nel rispetto dei necessari tempi tecnici.

 

Confapi-Fondazione Studi insieme per promuovere l’Asse.Co
Con il protocollo firmato oggi al via iniziative comuni per diffondere la cultura della legalità all’interno delle piccole e medie industrie italiane

Roma, 11 gennaio 2018 – Siglato a Roma questa mattina il protocollo d’intesa tra la Confapi, Confederazione italiana della piccola e media industria privata, e la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro con l’obiettivo di avviare una collaborazione sinergica che favorisca nuove prospettive di sviluppo e crescita delle imprese attraverso l’utilizzo dell’Asse.Co, l’asseverazione della regolarità contributiva e retributiva delle imprese nata nel 2014 a seguito di un protocollo d’intesa fra il Ministero del Lavoro e il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.
Una vera e propria “certificazione” che si sta sempre più affermando nel panorama giuslavoristico italiano e che viene rilasciata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine, per il tramite della Fondazione Studi, alle imprese richiedenti per diffondere la cultura della legalità. I due organismi si impegnano ad organizzare nel corso dell’anno iniziative comuni volte a promuovere e rafforzare la cultura della legalità all’interno delle imprese e del sistema imprenditoriale nonché a diffondere utili informazioni sulle novità in materia di lavoro e sugli strumenti forniti da aziende e lavoratori dagli Organi bilateriali. Confapi, infatti, è impegnata nella prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle attività economiche, grazie al Protocollo siglato il 17 aprile 2017 con il Ministro dell’Interno. La Confederazione e la Fondazione Studi, che si occupa della promozione e dello sviluppo delle competenze dei Consulenti del Lavoro, si impegnano a sviluppare all’interno delle aziende associate attività legate alla sicurezza sul lavoro, al welfare aziendale, alla certificazione dei contratti, alla conciliazione delle liti e alla pianificazione previdenziale
“La firma del protocollo d’intesa è un momento molto importante per i Consulenti del Lavoro che da sempre assistono le piccole e medie imprese italiane” ha dichiarato a margine della firma il Presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca. “Sono 83 mila le aziende, operanti in vari settori industriali, aderenti alla Confederazione italiana della piccola e media industria privata e che da oggi, grazie a questo accordo, avranno la possibilità di avere a disposizione la gamma dei servizi professionali offerti dai Consulenti del Lavoro”. A ribadire la rilevanza a livello nazionale del protocollo anche il Presidente Confapi, Maurizio Casasco, “questa firma è importante da un punto di vista politico, strategico e a livello di competenza. I Consulenti del Lavoro rappresentano la professione di riferimento nella gestione dei rapporti di lavoro, per le tematiche inerenti l’applicazione dei contratti di lavoro e la certificazione della regolarità delle aziende”. “Sarà fondamentale avere il loro supporto per gestire i contratti di lavoro in essere e quelli che nasceranno in futuro, alla luce delle innovazioni e dei cambiamenti che interessano il mercato del lavoro”, ha evidenziato.
“L’Asse.Co sarà molto utile per gli aderenti alla Confederazione – ha infine sottolineato il Presidente De Luca – e noi siamo sicuri che questo importante percorso di collaborazione intrapreso porterà ad ottimi risultati”.

“Nel corso dell’audizione dinnanzi alla VI Commissione parlamentare ho riferito anche delle iniziative che le aziende sanitarie intendono intraprendere in tema di lavoro e stabilizzazione, anticipando che l’Assessorato alla Salute sta compilando una circolare in cui vengono delineati modalità e tempi, anche per uniformità a tutto il sistema sanitario”. Lo dice l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, chiarendo i contenuti del suo intervento in Commissione parlamentare Sanità di martedì scorso e nelle specifico dello stralcio relativo ai concorsi che stamani trova spazio su alcune testate giornalistiche.
“La parziale ridefinizione della rete ospedaliera – chiarisce ancora Razza – non può determinare alcun ritardo in quanto le procedure previste dalla normativa vigente si affiancano al lavoro che faremo nelle prossime settimane. Di questo e di ogni ulteriore dettaglio intendo discutere con le parti sociali, che ho iniziato a incontrare la scorsa settimana e che continuerò a ricevere secondo un calendario al quale si sta lavorando compatibilmente con le esigenze di ciascuno degli attori coinvolti”.
L’assessore regionale alla Salute specifica di non avere mai “mai pronunciato davanti ai deputati della VI Commissione Ars alcuni concetti che stamani vengono riportati come indiscrezioni giornalistiche”.
Razza, confermando il rispetto che si deve ai cronisti, sottolinea che “il presidente della Regione Siciliana ha costantemente invitato gli assessori a fare parlare gli atti, proprio per evitare che, specie sulle questione serie come i concorsi in sanità, si possa scivolare in poco opportune suggestioni”.