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E’ iniziata questa mattina alle 9, la distribuzione dei kit per la raccolta differenziata ad Aragona in vista dell’avvio del nuovo servizio. Nei locali di via Vitello messi a disposizione dall’amministrazione comunale, il personale della Sea che in appalto il servizio, ha iniziato il ricevimento degli utenti a quali consegnerà le attrezzature ed il materiale informativo che servirà loro per effettuare una corretta differenziata. Gli uffici di via Vitello saranno aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 ed il sabato dalle 9 alle 13. Da oggi, lunedì 7 fino a sabato 12 ottobre, saranno ricevuti gli utenti il cui cognome inizia con le lettere A- B e C. Dal 14 al 19 ottobre, sarà la volta delle lettere C,D ed E, mentre la settimana successiva, quella che va dal 21 al 26 ottobre toccherà agli utenti il cui cognome inizia con le lettere F e G. Si proseguirà con la consegna ai cognomi che iniziano con H, I, L, M, N ed O dal 28 ottobre al 3 novembre, per concludere dal 4 al 9 novembre con le restanti lettere, P, Q, R, S, T, U, V e Z. Per il ritiro del kit, sarà necessario avere con se, la tessera sanitaria dell’intestatario della Tari anche in caso di delega. La delega per il ritiro dei contenitori e del materiale informativo sarà inviata per posta a tutti i cittadini-utenti proprio in questi giorni.

Beatrice è una neonata palermitana di 5 mesi che il 3 luglio del 2018 è stata operata nel reparto di Cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale di Taormina, gestito dal Bambino Gesù, per una malformazione con la quale ha convissuto senza sintomi dalla nascita. Ebbene, Beatrice è morta a seguito di un intervento chirurgico troppo lungo, eseguito senza i necessari accertamenti preliminari. Così è emerso dall’autopsia disposta dalla Procura di Roma sul corpo della piccola che avrebbe dovuto essere operata entro 5 ore, è invece uscita dalla sala operatoria 12 ore dopo, ed in fin di vita, con un’ischemia cerebrale, è stata trasferita al Bambino Gesù di Roma dove è morta 68 giorni dopo. Due medici sono indagati. I genitori di Beatrice, Marco Morici e Betty Bua, commentano: “Finalmente la verità è emersa. Speriamo che magistratura non perda lo stesso tempo impiegato per la relazione in modo che si apra un processo e Beatrice possa avere giustizia. I periti Giuseppe Pomè, primario del reparto di Cardiochirurgia pediatrica del Gaslini di Genova, e Antonio Grande, cardiochirurgo del Policlinico di Pavia, scrivono che Beatrice è morta per “insufficienza multi-organica in esito ad arresto cardiaco post-operatorio e puntano il dito contro la condotta medica caratterizzata da una carenza di accertamenti diagnostici prima del trattamento chirurgico necessari per una adeguata definizione del quadro diagnostico pre-operatorio, e sui tempi chirurgici dell’intervento eccessivi, in seguito a difficoltà tecniche insorte a causa di carenti accertamenti”.

La consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Agrigento, Marcella Carlisi, riferisce che è stato molto partecipato il banchetto informativo allestito ieri mattina, domenica, al Villaggio Mosè, in piazza del Vespro, per assistere e informare i cittadini costretti a fronteggiare asseriti errori negli avvisi di pagamento Imu e Tasi pregressi che hanno ricevuto. Il banchetto sarà ripetuto domenica prossima, 13 ottobre, ad Agrigento, a Porta di Ponte, dalle ore 10:30 alle 13. E Marcella Carlisi commenta: “La maggior parte dei cittadini, soprattutto anziani, al cospetto di un accertamento e con gli F24 con diversi codici, non sa dove mettere le mani. E le prenotazioni negli uffici comunali non sono possibili se non al dicembre 2020”.

Alcuni giorni addietro, come rileva l’associazione ambientalista MareAmico, un peschereccio tunisino di circa 10 metri è approdato sulla spiaggia di Capo bianco ad Eraclea Minoa, in provincia di Agrigento, con a bordo circa 40 migranti che si sono dileguati nell’entroterra. Ebbene – aggiunge il coordinatore di MareAmico, Claudio Lombardo – il giorno successivo allo sbarco la Capitaneria di Porto Empedocle è intervenuta per cercare di trainare la barca in un posto sicuro, ma ogni tentativo è stato vano. La barca è appena affondata, disseminando in un lungo tratto di costa rifiuti gravemente inquinanti.

 

Un naufragio sarebbe avvenuto in nottata a poche miglia dalle coste di Lampedusa. Sul posto stanno operando le motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza. Individuati altri due corpi in mare al largo di Lampedusa, dove gia’ sono stati recuperati i corpi di due donne, ma a bordo c’erano almeno 50 persone, e tra questi, secondo i testimoni, 8 bambini che sarebbero tra le vittime.

Nelle operazioni di soccorso sono impegnati, oltre alle unita’ navali della Guardia costiera e della Guardia di finanza, anche un elicottero delle Fiamme gialle che sta sorvolando la zona del disastro, a meno di un miglio dalla costa.

I cadaveri delle due donne sono stati sbarcati sul molo Favaloro alle 4:30 da una motovedetta della Capitaneria di porto. Alle 4:55 altre due motovedette della Guardia di finanza sono rientrate in porto con i 22 superstiti. Le condizioni meteo nel Canale di Sicilia sono in netto peggioramento e le previsioni per i prossimi giorni sono proibitive.

La Procura di Agrigento ha aperto l’inchiesta per naufragio, al momento contro ignoti. Il Procuratore Luigi Patronaggio, che coordina l’indagine, ha inviato Lampedusa un sostituto che seguirà da vicino l’evolversi della situazione.

Al momento sono due i corpi ritrovati e altri due individuati. Ma si temono numerose vittime.

 

Ottime notizie per la frazione di Monserrato ad Agrigento e, in particolare, per la via Favignana e il suo costone franante. L’Assessorato regionale Territorio e Ambiente ha disposto il finanziamento di 4 milioni e 200mila euro per gli interventi di consolidamento del costone. Il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, annuncia: “Siamo pronti ad avviare immediatamente tutte le procedure necessarie per avviare il cantiere”. L’intervista a breve

L’ex presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, interviene in replica alla relazione della Commissione regionale antimafia sul fallito attentato subito.

La Commissione regionale antimafia presieduta da Claudio Fava ha appena approvato all’unanimità e ha pubblicato la relazione conclusiva dell’inchiesta sul fallito agguato all’ex presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci. La conclusione, in estrema sintesi, è che, come ipotesi più plausibile, si sia trattato di una simulazione all’insaputa di Antoci. A fronte di ciò lo stesso Antoci replica: “Sono basito di come una Commissione, che solo dopo tre anni si occupa di quanto mi è accaduto, abbia sminuito il lavoro certosino e meticoloso che per ben due anni la Procura antimafia di Messina e le Forze dell’Ordine hanno condotto senza sosta, ricostruendo gli accadimenti con tecniche avanzatissime in uso alla Polizia Scientifica di Roma e che oggi rappresentano per l’Italia un fiore all’occhiello. Tali tecniche sono state utilizzate per ricostruire due attentati: in via D’Amelio nel ‘92 e contro di noi la notte del 18 maggio 2016 sui Nebrodi. La Commissione ha utilizzato audizioni di soggetti che non citano mai le loro fonti bensì il ‘sentito dire’ o esposti anonimi che la magistratura, dopo attenta valutazione e trattazione, ha dichiarato essere calunniosi. Peraltro, alcuni dei soggetti ascoltati hanno in corso procedimenti giudiziari per diffamazione sull’accaduto e precedenti condanne per il reato di falso. Procura e Tribunale di Messina scrivono testualmente: ‘E’ innegabile che tale gravissimo attentato sia stato commesso con modalità tipicamente mafiose, con la complicità di altri soggetti che si sono occupati di monitorare tutti gli spostamenti dell’Antoci e di segnalarne la partenza dal Comune di Cesarò: un vero e proprio agguato meticolosamente pianificato e finalizzato non a compiere un semplice atto intimidatorio o dimostrativo, ma al deliberato scopo di uccidere’. Anche sul movente dell’agguato i magistrati non dubitano e scrivono: “Sin dall’inizio le indagini si sono indirizzate sulle penetranti azioni di controllo e repressione delle frodi comunitarie nel settore agricolo-pastorale, da tempo avviate da Antoci’. Non potrà mai il Presidente Fava trovarmi d’accordo su quanto mi disse durante la mia audizione, quando affermò che i Magistrati e le Forze dell’Ordine hanno lavorato male. Non è così. Hanno invece reso il massimo impegno, utilizzando le migliori intelligenze e tecniche investigative e informatiche esistenti. Come mai, invece, la Commissione, come prevede la Legge Regionale, non si è occupata anche dei milioni di euro che sono stati colpiti dal Protocollo Antoci e delle possibili connivenze che sarebbero da verificare all’interno dell’apparato regionale che per anni ha assistito inerme ad un affare che per la mafia si è rivelato maggiore del lucroso mercato della droga? Sulla mafia dei terreni nessuna inchiesta. Sul loro sistema di collusioni nessun accertamento. Nessun atto a favore dei poveri agricoltori e allevatori che per anni hanno subito le vessazioni dei mafiosi rubando loro la dignità, i diritti e il futuro. Non si fa politica giocando con la vita delle persone, offrendo spunti a delegittimatori e mascariatori. Bisogna essere rigorosi e cauti, ci va di mezzo la sicurezza e la vita della gente. Ma purtroppo, passando il tempo, le cose pare si dimentichino, ed io non pensavo che proprio Claudio Fava dimenticasse ciò che è stato detto e fatto contro suo padre, ed il mascariamento che ha subito quando tutto veniva sminuito e legato a fatti personali e non alla mafia”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

L’ex consigliere comunale ed assessore, Avv. Davide Lo Presti, annuncia di voler concorrere alle prossime elezioni amministrative come candidato a primo cittadino.

A comunicarlo è lo stesso Lo Presti che dischiara testualmente: “ la mia sarebbe un’eventuale candidatura che segna finalmente un patto generazionale con gli agrigentini. Da vent’anni la città è amministrata da professionisti della politica e lo stato di sfacelo e le condizioni minime di vivibilità sono allucinanti. Tra l’altro la generazione Millennianls non perde tempo e va via, stanca di imbattersi in amministratori comunali obnubilati dai lacchè di turno, servili e mai propositivi, che hanno fatto del signorsì la molla del loro maldestro tentativo di governare la città. Per fortuna Agrigento non è solo questo e si può offrire un modello virtuoso e meritorio.

Questa volta la chiamata alle armi ha toccato me,avrei potuto girarmi dall’altra parte, poi mi sono chiesto:non possiamo sempre demandare agli altri irresponsabilmente l’attività politico-amministrativa permettendo loro di affossare la città.

Adesso questo progetto vuol cambiare radicalmente l’impostazione amministrativa,non un palazzo chiuso con i favoriti e le claque ma aperto a chi vuole investire. Digitalizzazione e snellimento burocratico non possono più aspettare, la Valle dei Templi e il Comune devono essere un unicum”.

Lo Presti sembra un fiume in piena e continua: ” C’è una svolta generazionale e di impostazione,io sono a disposizione dei miei cittadini al di là del colore politico,ma metto un paletto invalicabile:trasparenza, legalità  e voglia di spendersi per il territorio”.

L’Avvocato Davide Lo Presti ha avuto l’ok da parte del gruppo parlamentare alla Regione Siciliana denominato “Ora Sicilia” formato da alcuni deputati diffidenti che si sono staccati da Forza Italia.

Sarà avviato entro il mese di ottobre, un monitoraggio dello stato di conservazione e di efficienza  strutturale dei ponti e dei viadotti  lungo  le strade provinciali della Sicilia. La copertura finanziaria, per circa 180 incarichi da affidare a liberi professionisti, sarà garantita dalle risorse a tale scopo stanziate dal Governo Musumeci, che ammontano a cinque milioni di euro. All’affidamento dell’incarico concorreranno i professionisti che hanno manifestato il proprio interesse a seguito dell’Avviso pubblicato a giugno dal Dipartimento Regionale Tecnico, a firma del Dirigente Generale, Arch. Salvatore Lizzio.

Ad Agrigento saranno ben 156 i ponti  ispezionati  da  19  liberi professionisti,  che verranno incaricati dalla Regione, attraverso  una gara che si terrà, presso l’Ufficio del Genio Civile, entro il mese di ottobre.

 “L’Ufficio del Genio Civile di Agrigento, su incarico del Dipartimento Regionale Tecnico,  ha prontamente redatto i documenti preliminari alla progettazione per l’affidamento dei 19 servizi professionali,  di importo  variabile da 22.000  a 31.000 euro, in relazione al numero di ponti da ispezionare  ed al numero delle campate  in cui  gli stessi ponti si articolano. I servizi dunque  saranno presto  affidati a liberi professionisti, che avranno 45 giorni di tempo per consegnare allo stesso Ufficio del Genio Civile le schede con i dati raccolti  attraverso le ispezioni speditive eseguite sui 156 ponti,  ricadenti sulla rete stradale della Provincia di Agrigento.”

I dati raccolti saranno utilizzati dal Governo Regionale  per rilevare lo stato di conservazione e di sicurezza dei ponti ispezionati e  programmare gli interventi necessari per superarne le criticità,  garantendo dunque la sicurezza strutturale  della rete stradale siciliana.

“Il controllo sull’efficienza dei ponti  lungo le strade provinciali, per il territorio agrigentino,  costituisce un passo importante lungo un percorso già tracciato dal Genio Civile di Agrigento,  che negli ultimi mesi ha creato un canale preferenziale per i progetti che riguardano infrastrutture importanti,  grazie al quale sono stati velocemente approvati i progetti strutturali  per la ricostruzione del ponte Petrusa e per  il consolidamento del primo tratto del  Ponte Morandi; infrastrutture  indispensabili  per consentire alla città dei Templi di uscire da quel progressivo  isolamento infrastrutturale, che rischia di frenare il rilancio socio-economico della realtà agrigentina..”

Sempre in tema di infrastrutture, il Genio Civile di Agrigento ha recentemente redatto la documentazione preliminare all’affidamento (già in corso), da parte del Commissario per l’emergenza idrogeologica, della progettazione esecutiva dei lavori di consolidamento del Ponte Cansalamone, la cui riapertura sarà fondamentale per il traffico interno  della città di Sciacca.

“Tali attività, da un lato, segnano un nuovo impegno del Governo Regionale  nei confronti della rete infrastrutturale siciliana e, dall’altro,  fanno registrare  una notevole apertura agli incarichi da conferire a liberi professionisti, capitalizzando così i bandi tipo adottati dalla Regione con decreto dello scorso 5 dicembre 2018, a firma dell’Assessore alle Infrastrutture, Falcone.  Decreto  che, offrendo  alle stazioni appaltanti operanti in Sicilia gli strumenti  indispensabili per bandire i concorsi di progettazione e per  affidare i servizi di architettura e ingegneria, ha di fatto rilanciato gli incarichi  professionali a liberi professionisti,  che nel 2019 sono in forte crescita rispetto all’anno precedente.”