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In Sicilia è cominciata la settimana che potrebbe essere l’ultima da zona arancione.
Nell’isola si spera di passare in giallo da lunedì prossimo.

Indicazioni potranno venire anche tra due giorni, quando si terrà l’incontro tra Governo e Regioni per verificare la possibilità di una modifica dei parametri che determinano il cambio di colore e in particolare dell’Rt. L’obiettivo dei governatori sarebbe quello di considerare non più l’indice di diffusione del contagio per la classificazione delle zone ma l’Rt ospedaliero.
In Sicilia i dati spingono l’isola verso la zona gialla: sono 589 i nuovi positivi registrati nelle ultime 24 ore, su 19.530 tamponi processati, con una incidenza del 3%, in leggero calo rispetto a ieri. La Regione è terza per numero di contagi giornalieri. Le vittime sono state sei e portano il totale a 5.566. Il numero degli attuali positivi è di 22.230 con un incremento di 85 casi. I guariti oggi sono 498. Negli ospedali i ricoverati sono 1.119, nove in più rispetto a ieri; quelli nelle terapie intensive sono 131, cinque in meno rispetto a ieri. La distribuzione dei nuovi positivi tra le province vede Palermo con 252 casi, Catania 112, Messina 46, Siracusa 62, Trapani 20, Ragusa 64, Caltanissetta 28, Agrigento 1, Enna 4.
Intanto si cerca di ‘correre’ con le vaccinazioni, abbassando ancora l’età di chi può ricevere le dosi: sono partite le prenotazioni per chi ha più di 16anni con patologie.
La campagna dedicata a questa fascia di popolazione riguarda chi rientra nella categoria 4. “Aprire la vaccinazione anche a questa categoria – si legge sulla pagina Fb di Costruire salute della Regione Siciliana – è un passo importante verso il reale contenimento del contagio ed un ritorno alla normalità nella vita dei siciliani. Rendiamo la Sicilia più sicura”. Chi rientra in questa categoria riceverà dosi di Pfizer o Moderna, le cui seconda somministrazione, da oggi, su disposizione del ministero della Salute, sarà programmata non più, rispettivamente, a 21 e 28 giorni, ma tra il 35esimo e il 42esimo giorno. Proseguono anche le inoculazioni nell’arcipelago delle Eolie: si è concluso il piano a Salina e si prosegue nelle altre isole, oggi Alicudi e Filicudi, domani Panarea, mercoledì Stromboli e Ginostra, giovedì Vulcano e da venerdì in poi Lipari. Anche nelle Pelagie, a Lampedusa e Linosa, è stata avviata la campagna di vaccinazione per tutti gli abitanti: la metà ha già ricevuto il farmaco, le altre 1.400 fiale completeranno l’operazione nelle prossime ore. Il programma andrà avanti nei prossimi giorni nelle restanti isole minori per concludersi con Ustica e Pantelleria

Sono 589 i nuovi positivi al Covid19 in Sicilia, su 19.530 tamponi processati, con una incidenza del 3,0%, in leggero calo rispetto a ieri. La Regione è terza per numero di contagi giornalieri.

Le vittime sono state 6 e portano il totale a 5.566. Il numero degli attuali positivi è di 22.230 con un incremento di 85 casi. I guariti oggi sono 498.

Negli ospedali i ricoverati sono 1.119, 9 in più rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 131, cinque in meno rispetto a ieri.

I nuovi casi per province:

Palermo 252,

Catania 112,

Messina 46,

Siracusa 62,

Trapani 20,

Ragusa 64,

Caltanissetta 28,

Agrigento 1,

Enna 4.

I controlli anticovid a San Leone ad opera della Polizia: in piazza Giglia, i titolari di due esercizi pubblici di somministrazione cibo e bevande sono stati multati e i locali sottoposti alla chiusura per tre giorni. In un bar, anziché entro il limite consentito di 6, sono state sorprese 21 persone. E poi il titolare di un ristorante pizzeria non ha affisso il cartello indicante la capienza massima, e all’interno sono stati sorpresi 18 avventori.

Ad Agrigento è vietato morire. Ben 64 salme attendono ad Agrigento di essere tumulate a Piano Gatta e le temperature elevate pongono urgenti interrogativi su temi quali la salute pubblica, messa già duramente alla prova dai rischi della pandemia.

Lo denuncia l’ex sindaco di Agrigento, Calogero Firetto.

“Il sindaco Micciché – dice Firetto – chiarisca quali iniziative ha avviato per far luce sulla promiscuità e le irregolarità con cui viene gestito il cimitero, situazione che ha determinato uno stato di grave abbandono. Quali iniziative ha intrapreso per superare le difficoltà gestionali. Erbacce e canneti ad altezza d’uomo occupano intere zone del cimitero mettendo a rischio la sicurezza delle persone per la presenza anche di insetti e zecche. È bene ricordare che siamo in una situazione di emergenza e non è il momento di rilassarsi mentre la gente muore senza avere diritto alla sepoltura”.

Non è ancora trascorso un anno dal tragico evento che è costata la vita al giovane ventinovenne cammaratese, Lorenzo Di Grigoli, deceduto incredibilmente, a causa della reazione allergica ad una puntura d’ape.

Una giovanissima vita spezzata da quello che poteva sembrare un futile motivo.

Tutt’ora Cammarata e San Giovanni Gemini piangono l’enorme perdita, ma Lorenzo, oltre ad essere per sempre impresso nel cuore di tutti coloro i quali hanno avuto la fortuna di conoscerlo, adesso è raffigurato anche in un magnifico disegno, realizzato artigianalmente e commissionato dagli amici più intimi e dalla fidanzata, i quali attraverso questo murales, realizzato a pochi metri da quella che era l’abitazione di Lorenzo, vogliono rendere omaggio ancora una volta alla sua memoria.

L’opera raffigura delle mani che levano in alto dei bicchieri nel gesto di brindare, come lui amava fare, che di tutto gioiva e festeggiava. L’artista ha rappresentato, in primo piano, le mani dei genitori, Pino e Crocetta, e degli amici più stretti, mentre le mani disegnate in bianco rappresentano le mani di chiunque conoscesse Lorenzo. Infatti in quelle mani, ognuno può vederci la propria, perché Lorenzo era l’amico di tutti, quello che non perdeva un’occasione per brindare alla vita. Quella vita che troppo presto gli è stata strappata dal destino crudele, la vita di un giovane che amava il divertimento, le feste, la compagnia e che non mancava mai di essere portatore di allegria. Con quel microfono, che non è mancato tra le cose che ti rappresentano nel murales, con una mano cantavi e con l’altra abbracciavi i tuoi amici, invitando tutti a ballare e a godersi l’attimo.

Ma Lorenzo era anche un giovane che guardava al futuro, che vedeva realizzarsi, poco a poco, la sua vita sentimentale, accanto alla sua amata Luana.

Ed anche un ragazzo dai sani principi e conscio delle sue responsabilità, che metteva al primo posto la famiglia e che non trascurava mai i suoi doveri lavorativi. Le pale eoliche che l’hanno portato in giro per l’Italia, guadagnando il rispetto e l’amicizia di tutti, ovunque andasse. Quelle pale eoliche hanno fatto parte della sua vita e adesso vengono illustrate stagliate contro l’orizzonte mentre Lorenzo, spettatore, disegnato di spalle, guarda da lontano, con i suoi inconfondibili ricci ribelli.

In un tripudio di colori, il murales, è un inno alla vita che si ribadisce nella frase: “Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro.” Un chiaro invito a lasciarsi andare alle cose belle che la vita ci riserva.

Lorenzo, a prescindere da questo murales, nessuno, e soprattutto le persone a te care, ti dimenticheranno mai, resterai sempre nel cuore di chi ti ha amato e ti ha avuto nella propria vita. Adesso però, nessuno passerà davanti a questo splendido e maestoso murales, senza pensare: “Alla tua Lorè!… Ovunque tu sia!

L’Anm, l’Associazione nazionale magistrati, sottosezione di Agrigento, ha partecipato alla cerimonia di Beatificazione del giudice Rosario Livatino. E in una nota della stessa Anm si legge: “L’evento, organizzato dalla Curia agrigentina, ha celebrato il giovane magistrato, che per un periodo svolse pure le funzioni di segretario della sottosezione Anm, primo beato nella storia della Chiesa, la cui ricerca e applicazione della giustizia ha costituito anche un atto di esercizio della fede. In questo momento è necessario riflettere sui valori che lo hanno illuminato, l’integrità morale, l’indipendenza, il senso del dovere, da non perdere mai di vista nell’esercizio quotidiano di questa delicata professione”.

Incredibile scoperta dei Carabinieri a Catania, in via San Jacopo, dove i militari sono stati incuriositi da un gancio per polipi, utilizzato come “canna”. Infatti, è servito a “pescare” armi e droga nascoste in un tombino. Anche grazie al fiuto dei cani, dentro il tombino sono stati scovati e sequestrati: 1 pistola semiautomatica marca Smith & Wesson calibro 45, con la matricola parzialmente abrasa ed in buono stato di conservazione, risultata rubata in una villa ad Asti il 31 ottobre del 2015, poi 20 cartucce dello stesso calibro, 5 involucri in cellophane contenenti complessivamente 25 grammi di cocaina sfusa. E poi 43 dosi di cocaina, 76 dosi di marijuana, 3 bilancini di precisione, nonché del materiale comunemente utilizzato dagli spacciatori per confezionare le dosi. Indagini sono in corso per risalire ai responsabili e per accertare se la pistola sia stata usata per compiere atti delittuosi.

A Favara, il 21 giugno del 2017, i Carabinieri hanno arrestato un insospettabile infermiere di 59 anni, Amedeo Caruana, sorpreso in possesso, nella sua abitazione e poi in un’altra sua abitazione in campagna, di un vero e proprio arsenale, tra 4 pistole, 3 mitragliette, 1 moschetto, 2 carabine, 1 bomba a mano, 1 granata, 8000 cartucce, decine di silenziatori, caricatori e arnesi per la fabbricazione di armi. Ebbene, adesso la Cassazione ha ritenuto non ammissibile il ricorso della difesa e ha reso definitiva la condanna a 9 anni e 4 mesi a carico di Caruana.

”Duemila sbarchi in un giorno a Lampedusa, questo dicono le cronache mattutine locali.

Una marea di gente che arriva da ognidove, persino dal Bangladesh, Paese la cui posizione geografica poco c’entra con la nostra, a testimonianza del fatto che la rotta verso Lampedusa e la Sicilia è quella preferita dai trafficanti di essere umani, ben consapevoli che nessuno li fermerà, anzi.

Il Sindaco lampedusano Martello, uno che un giorno da un colpo al cerchio e l’altro giorno alla botte, piuttosto che impiegare il suo tempo ad attaccare Giorgia Meloni, si assuma le proprie responsabilità e prenda una posizione netta  a tutela dell’interesse dei propri concittadini e delle attività commerciali oggi in ginocchio per gli effetti collaterali della pandemia e di una gestione dell’immigrazione che ha trasformato le Pelagie in un campo profughi a cielo aperto.

Tutto questo avviene mentre nel Recovery Plan non c’è il becco di un euro per le infrastrutture della provincia agrigentina.

A questo punto la domanda sporge spontanea, ma per il Governo Draghi la provincia di Agrigento è Italia?”

Altro che Cocoricò!

San Leone, ieri pomeriggio, domenica 9 maggio.

Troppe restrizioni, troppi controlli, troppo tempo senza potersi divertire come ognuno meglio crede. E allora cosa fare? Una bella automobile carica di woofer e subwoofer, almeno una ventina tra alti bassi e medi, e tanto di volume al massimo. Si aprono le danze!

Siamo in possesso del video ma abbiamo preferito soltanto qualche istantanea.

 

Un bel nugolo di giovanotti forse troppo annoiati dalla pandemia hanno deciso di trasformare l’eliporto di San Leone in una vera e propria pista da ballo; canti e balli sfrenati con davvero tanto di divertimento. Ovviamente, non tutti i danzanti hanno rispettato le regole (in una già irregolarità…) in barba alle più elementari protezioni contro il Covid 19.

Questo è quanto.