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Ancora sbarchi di migranti in Sicilia. A Messina la nave Aquarius è giunta con 292 migranti a bordo. Un gruppo di 72 tunisini, invece, è approdato a Lampedusa: si tratta del primo sbarco da quando è stata annunciata la chiusura dell’hotspot dell’isola per lavori di ristrutturazione. A Pozzallo a bordo di una nave militare inglese sono giunte 132 persone tra cui 8 donne e 22 minori. Nel frattempo il numero degli sbarchi nel 2018 è in riduzione: sono 6.161 secondo i dati aggiornati del ministero dell’Interno, il 75% in meno dei 24.278 registrati nello stesso periodo dello scorso anno. Dalla Libia sono partiti in 4.399 contro i 23.549 del 2017, quindi il meno 81 %. Eritrei (1.551) e tunisini (1.187) sono i più numerosi tra i migranti sbarcati nel primo trimestre dell’anno. Seguono nigeriani (363), pakistani (288) e libici (239). I richiedenti asilo trasferiti in altri Paesi europei secondo lo strumento del ricollocamento predisposto dalla Commissione Europea sono aumentati a quota 12.354. La Germania è la nazione che ne ha accolti di più: 5.22

L’associazione ambientalista MareAmico rileva che a Realmonte, a Scala dei Turchi, nonostante da oltre 100 giorni sia stato imposto, sia dal Sindaco che dalla Capitaneria, un divieto di accesso in una zona appositamente delineata a causa del rischio di caduta massi, migliaia di turisti valicano tale divieto di transito accedendo all’area pericolosa. Nel frattempo la Protezione civile è a lavoro su un progetto per rimuovere parti e frammenti di roccia a rischio di caduta, recuperando, inoltre, a sicurezza il vertice del balcone calcarenitico della Scala dei Turchi.

 

L’arcidiocesi di Agrigento ha deciso che il “Giovani in festa”, il tradizionale raduno dei giovani delle diverse parrocchie agrigentine, dopo 34 anni, si svolgerà il prossimo 4 agosto e non, come di consueto, il primo maggio, giorno della festa del lavoro. L’edizione numero 34 del Giovani in festa è in programma a Santo Stefano Quisquina, ed il tema conduttivo sarà: “È il tempo di…ripensare, ascoltare, camminare”. A giorni comincerà la raccolta delle adesioni per il pellegrinaggio che partirà con il Giovani in festa il 4 agosto a Santo Stefano Quisquina e, attraverso l’itinerarium Rosaliae, giungerà al Monte Pellegrino a Palermo. Il cammino si concluderà a Roma l’11 e il 12 agosto in occasione dell’incontro con Papa Francesco. A partecipare saranno le diocesi di Agrigento, Palermo, Mazara del Vallo, Monreale, Piana degli Albanesi e Trapani.

Un Pd che non ha niente da dire, se non ‘stiamo all’opposizione’, non ha precedenti e viene meno ai più elementari principi di rappresentanza e di ruolo che comunque una forza così importante non può rinunciare ad esercitare, anche quando viene punita severamente dagli elettori”. Lo scrive Giuseppe Lumia, esponente dell’Area Emiliano, in una nota sul suo blog.

“Si arriva al punto – aggiunge – da rovesciare le parti nel rapporto con il Presidente della Repubblica: si annuncia che il Pd ascolterà il Presidente e non viceversa, come nel primo giro di consultazione è scontato che avvenga. Infatti, è il Partito democratico, come tutte le altre formazioni politiche e gruppi parlamentari, che deve proporre al Presidente una o più soluzioni, sarà poi lo stesso Presidente a valutare e decidere i possibili percorsi da tracciare per dotare il Paese di un governo”.

La reazione attuale del Pd alla sconfitta del 4 marzo, spiega Lumia , “ha dell’incredibile, il Pd non ritorna a pensare, a progettare, a riorganizzare radicalmente la sua identità, la sua visione e la sua capacità di stare nella società e nei territori. Invece, mantiene fermo in piedi, come se nulla fosse, il ‘Partito Io’ nella scelta dei capigruppo e nella vita ordinaria del Partito, sia nei territori che nelle istituzioni. Si arrocca addirittura nella più grande idiozia politica dichiarando al mondo intero che non ha niente da dire per risolvere una crisi di governo delicatissima che soprattutto lo stesso ‘Partito Io’ ha contribuito a creare con le sue scelte, non ultima la legge elettorale”.

 

Il Governo Regionale presenta un disegno di legge che riguarda le elezioni degli organi dei liberi consorzi comunali e delle Città Metropolitane e la proroga del commissariamento.

 

Il Governo Regionale presenta un disegno di legge che riguarda le elezioni degli organi dei liberi consorzi comunali e delle Città Metropolitane e la proroga del commissariamento

La Giunta Regionale ha approvato un nuovo disegno di legge proposto dall’Assessore Regionale Bernadette Grasso sui Liberi Consorzi Comunali e sulle Città metropolitane. Il testo riguarda le “Norme transitorie in materia di elezioni degli organi dei liberi consorzi comunali e delle Città metropolitane e proroga commissariamento” ed è composto da due articoli. Il primo stabilisce che “l’elezione si svolge in concomitanza del turno straordinario delle elezioni amministrative disciplinato dall’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, da tenersi in una domenica compresa tra il 15 ottobre e il 15 dicembre, previa dichiarazione di decadenza degli organi insediati in forza della previgente normativa”. Inoltre il disegno di legge al punto b) dell’art.1 rimodula il mandato dei Commissari Straordinari stabilendo che: “all’articolo 51, le parole” non oltre il 30 giugno” sono sostituite dalle parole “non oltre il 31 dicembre 2018”, con conseguente slittamento della gestione commissariale, quanto meno, fino a fine anno.
Il rinvio, si legge nella scheda tecnica che accompagna il disegno di legge governativo, è “diretto a disciplinare il caso della mancata definizione del giudizio di legittimità costituzionale avverso la L.r. n.17/2017”. Ricorso per questione di legittimità costituzionale che è stato depositato nella cancelleria della Corte Costituzionale il 31 ottobre 2017 dal Presidente del Consiglio dei ministri. In caso di rigetto del ricorso si voterà con il meccanismo della elezione diretta del Presidente del Libero Consorzio. Il disegno di legge dovrà ora essere discusso dalla prima commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana e poi passare al vaglio dell’Aula per essere approvato prima del 30 giugno.

 

 

 

 

Abrogazione scheda carburante

La Legge di Bilancio 2018 è intervenuta modificando la disciplina che regolamenta l’acquisto di carburanti e lubrificanti da parte dei soggetti passivi IVA.
Dal 1 luglio 2018 non si potranno più usare le schede carburante, i distributori sono tenuti quindi ad emettere nei confronti dei clienti soggetti passivi IVA fattura in formato elettronico. La fattura elettronica emessa non conterrà più l’indicazione dei chilometri di percorrenza del veicolo e verrà emessa ad ogni rifornimento.
La Legge di Bilancio ha inoltre disposto che le spese per carburante per autotrazione sono deducibili (nelle percentuali previste per lo specifico veicolo, 100% o 20%) solo se effettuate mediante carta di credito, di debito o carta prepagata, emesse da operatori finanziari opportunamente individuati.
Per quanto riguarda invece la detraibilità IVA, essa spetta esclusivamente se l’operazione viene provata da un pagamento con i mezzi sopra indicati, oppure da altro mezzo ritenuto idoneo, per quest’ultima fattispecie si è in attesa di un apposito provvedimento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ai distributori di carburante verrà riconosciuto a partire dal 1 luglio 2018 un credito di imposta pari al 50% del totale delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate con sistema di pagamento elettronico. Tale credito potrà essere utilizzato esclusivamente tramite compensazione con F24 a decorrere dal periodo successivo la maturazione dello stesso. In alternativa alla fatturazione in formato elettronico tra il distributore e il soggetto passivo IVA, si potrà ricorrere all’utilizzo di particolari “carte” distribuite dalle maggiori compagnie petrolifere, le quali provvederanno ad emettere la fattura riepilogativa dei vari rifornimenti alla fine del mese di competenza.

 

 

“Credo che questo Consiglio Comunale abbia reso un gran servizio alla Città. Siamo riusciti ad ottenere una riduzione per tutte le famiglie che investono nella formazione universitaria dei propri figli in università fuori-sede. I nuclei familiari che hanno studenti universitari fuori-sede con meno di 24 anni e che hanno un contratto regolare di locazione di almeno 9 mesi l’anno, potranno usufruire di una riduzione nella parte variabile della tariffa TARI(tassa sui rifiuti), quindi di circa 60 euro per ogni studente. Tali giovani infatti, vivendo gran parte dell’anno fuori sede, non producono rifiuti pertanto non gravano sul costo del servizio di gestione dei servizio. Essi gravano invece notevolmente sulle spese delle proprie famiglie che con grandi sacrifici non esitano ad aiutare i propri ragazzi. Tale risultato è stato ottenuto grazie alla fattiva collaborazione di diversi consiglieri, in particolare la commissione bilancio a cui va il mio particolare ringraziamento”.

 

 

 

 

 

 

 

In aumento il numero di visitatori che hanno scelto, nel weekend di Pasqua, di fare tappa nel centro storico di Agrigento.
Circa un migliaio i turisti per le strade del centro storico, nei giorni di Pasqua e Pasquetta, che complessivamente hanno scelto di visitare il Museo Diocesano_Mudia, la chiesa Santa Maria dei greci, la Chiesa San Lorenzo e la Torre della Cattedrale facendo registrare numeri importanti (dove l’ingresso anche la prima domenica del mese prevede un ticket).
Al primo posto, tra i siti visitati, la Cattedrale che, nonostante i lavori in corso, vede garantito l’accesso ad alcune parti importanti del monumento: la Torre campanaria in cui è conservata “la Lettera del Diavolo” da cui è possibile anche godere dello spettacolare panorama sulla città e la Valle.
Dati incoraggianti anche per il Museo Diocesano. Già dallo scorso anno il trend dei visitatori è aumentato grazie all’opera di promozione portata avanti da Ecclesia Viva con la partecipazione a diverse Fiere turistiche di settore e all’informazione puntale che dalla Valle accompagna fino ai siti Arte&fede della città non solo dei Templi.
L’anno scorso oltre 100.000 visitatori hanno scelto di arrivare nel centro storico di Agrigento per visitare la città. “Questi numeri ci raccontano una volta di più il potenziale che ha la città di Agrigento – spiega don Giuseppe Pontillo Direttore dei Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Agrigento – il nostro patrimonio culturale che genera turismo è una risorsa essenziale per il nostro territorio e la Diocesi insieme ad Ecclesia Viva sta investendo molto, nonostante le difficoltà economiche. Gli accessi ai monumenti Arte&Fede del centro storico di Agrigento ci confermano che siamo sulla strada giusta con le nostre iniziative promozionali e, al tempo stesso, sono uno sprone ad investire ulteriormente in questa direzione perché siano ulteriormente incrementati. Anche i dati dei turisti che si sono rivolti allo sportello nella Chiesa San Lorenzo sono incoraggianti e ci mostrano che la strada è quella giusta. Abbiamo in cantiere nuovi progetti per incrementare le presenze che presenteremo a breve”.
Anche il Mudia di Sambuca di Sicilia ha ottenuto ottimi risultati a pochi mesi dall’apertura anche grazie alla collaborazione con l’amministrazione comunale e la rete con i luoghi della cultura civici.
Ricordiamo che gli orari di apertura dei siti monumentali del percorso Arte&fede gestiti dall’Associazione Ecclesia Viva sono da aprile a ottobre dal martedì alla domenica incluse le festività e i lunedì dei ponti con orario dalle 10,00-13,30/15,30-19,00.

Supera i 13 milioni di euro il riparto per consolidare, ampliare e qualificare il Sistema integrato di educazione e di istruzione nella Regione Siciliana. I Comuni dell’Isola hanno risposto ad una circolare dell’Assessorato Regionale delle Politiche Sociali, retto da Mariella Ippolito, in merito all’esistenza di servizi per l’infanzia e al numero degli iscritti per determinare un riparto comunale. Si tratta della prima annualità del fondo triennale del Miur. Acquisite dalla Regione Siciliana le schede delle realtà urbane, sono state individuate le due diverse assegnazioni per servizi socio educativi per la prima infanzia da una parte e per le sezioni primavera e la scuola dell’infanzia dall’altra, rispettivamente di competenza dei dipartimenti delle Politiche Sociali e dell’Istruzione. Per la prima infanzia, quasi 8 milioni sono stati ripartiti a 80.000 bambini, mentre per le sezioni primavera e la scuola dell’infanzia 5,3 milioni sono destinati complessivamente a circa 250 mila giovanissimi siciliani. L’iter è stato condiviso con l’Anci con un documento di programmazione. Gli interventi che dovranno attivare i Comuni rispondono al consolidamento e all’ampliamento della rete dei servizi educativi a titolarità pubblica e privata convenzionata, alla stabilizzazione e al potenziamento graduale delle sezioni primavera aggregate alle scuole dell’infanzia statali o paritarie o inserite nei Poli per l’infanzia, per superare progressivamente gli anticipi di iscrizione alla scuola dell’infanzia. Infine si mira ad ampliare e sostenere la rete dei servizi per bambini, sempre nella fascia d’età compresa tra zero e sei anni, in particolare nei territori in cui sono carenti scuole dell’infanzia statali. 

“Il sistema integrato di educazione ed istruzione – ha commentato l’assessore regionale Mariella Ippolito – pone finalmente la giusta attenzione sociale e pedagogica ad una fascia generazionale finora in ombra nelle dinamiche del Paese. Per i cittadini under 6, mettiamo in campo una sinergia istituzionale, che può contare su risorse certe e regole condivise, per sostenere le famiglie con strutture e servizi che diano ai nostri bambini, a partire dai loro primi vagiti, migliori occasioni di accesso ad una crescita di qualità”.
Le rette per le famiglie, erogate in base ai diversi indicatori Isee, dovranno essere utilizzate per la riduzione delle spese a loro carico per il pagamento dei servizi per la prima infanzia sia pubblici che privati, per l’erogazione dei servizi per la prima infanzia esistenti, pubblici o privati iscritti all’albo regionale, o per l’ampliamento della superiore offerta per il solo anno educativo in corso. Il contributo sarà erogato dal Comune a rimborso delle spese sostenute. Il Dipartimento Famiglia e Politiche Sociali, con una direttiva, ha chiesto ai Comuni beneficiari del Fondo di redigere, entro 30 giorni, un programma che riguarderà le modalità di attuazione, le entità delle somme destinate a ciascuna azione e gli obiettivi quali – quantitativi che si intendono raggiungere.