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“Ci sono persone che, nella vita, lasciano un segno. Ed è profondo il segno lasciato dallo stimatissimo collega architetto Renato Viola, uno dei fondatori e uno dei primi presidenti dell’Ordine degli Architetti, che ricorderemo non soltanto per la grande passione, professionalità e simpatia, ma soprattutto per tutto quello che ci ha insegnato. Perché i consiglieri e i presidenti, che si sono succeduti nel tempo alla guida di quest’Ordine, hanno imparato tanto dalle sue gesta”.

Così il presidente Alfonso Cimino, al quale si uniscono, profondamente addolorati, i consiglieri e il personale di segreteria dell’Ordine.    

 

Si è svolta ieri una udienza, rinviata al 21 febbraio, riguardante l’imputazione coatta, disposta dal gup Francesco Provenzano, di cinque medici dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

I cinque erano in servizio nell’aprile del 2013 quando una donna, Giuseppina Scicolone, morì all’età di 53 anni.

 I medici, accusati di omicidio colposo, nello specifico sono: Monica Insalaco, Rosalia Scarfia, Vittoria De Sanctis, Mario Moscato e l’allora primario del reparto di Nefrologia Antonio Granata.

La vicenda riguarda il decesso avvenuto in ospedale di una donna affetta da una patologia rara. La Procura della Repubblica aveva chiesto per i cinque l’archiviazione, ma il giudice ha disposto l’imputazione coatta degli stessi.

 

Nella serata di ieri la Polizia di Stato ha tratto in arresto un giovane di 32 anni, Daniele Passarello, colto in flagranza di reato dopo avere inferto nove coltellate al padre.

Il tentato omicidio è avvenuto in pieno centro storico ad Agrigento. Il giovane si è recato a casa del padre ed è scoppiata la furibonda lite per futili motivi.

Trasportato in ospedale al genitore sono state riscontrate diverse ferite da taglio in varie parti del corpo.

Il giovane, dopo aver riscontrato essere affetto da disturbi psichici, su disposizione del PM veniva condotto in regime di arresti domiciliari presso una struttura sanitaria dove adesso si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

 

 

Evidentemente la lungimiranza di alcuni amministratori comunali che spacciano per “necessario” il licenziamento di decine di operatori ecologici in “esubero”, sta dando i suoi frutti.

Più che frutti, si tratta di verdura! 

 

Non solo la città di Agrigento, che si candida (incredibilmente) a capitale della Cultura 2020 è sporca come non si ricorda a memoria d’uomo, non solo il futuro di altri 8 netturbini sembra appeso ad un filo, ma adesso i risultati di tanta lungimiranza potranno far risparmiare diversi euro a chi si nutre di verdure di campo. Sono infatti sempre di più le strade cittadine, le scalinate e i marciapiedi dove, chi vuole, può raccogliere spinaci e cicorietta a costo zero.

Per chi volesse, ad esempio, lungo la scalinata San Francesco di Paola, adiacente alla scuola elementare Don Bosco di via Dante, ci si può approvvigionare di tali ortaggi. Il decespugliamento infatti, per chi ancora lo aspettasse, non si effettua da almeno 7 mesi in quella zona così in varie parti della città che non siano piazza Pirandello, Piazza Vittorio Emanuele e tutti quei luoghi che fanno da cartolina per la Capitale della Kultura. Tutto il resto della città può marcire. Gli operatori ecologici, ridotti di numero in virtù di un risparmio in bolletta che non ci sarà, non hanno neanche il tempo, essendo molti a 4 ore, di finire i turni per la differenziata. E ancora non è partita quella di Agrigento centro! Spazzamento ridotto all’osso e niente decespugliamenti. Un vero successo, l’ennesimo, di questa amministrazione lungimirante in tema di rifiuti come poche altre lo erano state.

 

Si è svolto il primo incontro tra le Segreterie Provinciali dei Sindacati Confederali e di Categoria e il Presidente del CUPA Prof. Pietro Busetta.

CGIL CISL UIL non possono che  prendere atto, con soddisfazione,  del fatto che il Presidente Prof. Busetta  condivida le preoccupazioni espresse dal Sindacato ed hanno ribadito che la condizione essenziale per proseguire è chiarire tutti gli aspetti ed i rapporti con i diversi soggetti.

Occorre chiarire il rapporto con la Regione e con l’Ex Provincia; chiarire il rapporto con UNIPA (sia rispetto allo storico contenzioso sia rispetto al rapporto complessivo con riferimento ai corsi di laurea); occorre chiarire il rapporto con il Comune (socio di maggioranza) di Agrigento e con gli altri Soci. Questo per restituire serenità economica e di percorso al CUPA.

Insieme a ciò occorre ridefinire il senso e la “mission” dell’Ente.

In ultimo occorre mettere mano alle questioni relative al personale, valorizzando il personale interno e stabilizzando il personale precario.

Sulla “mission” del CUPA le posizioni del Neo Presidente e quelle del Sindacato Agrigentino sono sovrapponibili: occorre rilanciare il CUPA riconfermando i corsi che ne hanno fatto la storia e puntando su alcune possibili “eccellenze” che possono candidare Agrigento come attrattore: archeologia, accoglienza (mediazione linguistica e culturale); turismo ed agroalimentare.

Ma accanto alla formazione, fare del CUPA un “laboratorio di idee per lo sviluppo della provincia”, luogo d’incontro delle istituzioni e delle  forze economiche e sociali e di elaborazione della provincia di domani, a partire dalla vicenda “Agrigento 2020”.

Il Presidente ha informato dei passi fin qui svolti in direzione della Regione e dell’Università Palermitana ed insieme si è convenuto un aggiornamento a breve per valutare insieme le ulteriori iniziative da intraprendere per il rilancio del CUPA.

CGIL CISL UIL Agrigentine continuano l’impegno per il rilancio del CUPA e seguiranno con attenzione anche l’azione di questa Presidenza, esattamente come hanno fatto con le altre, perché continuano a ritenere utile al rilancio di questa terra la presenza dell’Università.

È morto il 9 gennaio ’18 alla veneranda età di 101 anni , Giuseppe Santamaria, combattente della seconda guerra mondiale e patriota di Porto Empedocle.

Nato nella cittadina marinara  l’1 gennaio del 1917, fu chiamato alle armi in Sardegna ,alla Maddalena, per il 50° anno della morte di Garibaldi ove ebbe l’immenso piacere di  presidiare al picchetto d’onore.
 
Nel corso della seconda guerra mondiale ha partecipato alla  battagli di punta stilo fino allo sbarco degli alleati. Finita la guerra, con onore ha continuato ad indossare la divisa svolgendo la professione di vigile urbano presso il comune di nascita a far data dal luglio 1947 fino al luglio 1978.

Nove fendenti al padre al culmine di una lite: il genitore è fuori pericolo, il 32enne assegnato ad una comunità di Favara

Il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento, Alessandra Russo, titolare del fascicolo d’inchiesta ha già disposto il collocamento del 32enne in una comunità specializzata di Favara. Passerello è difeso dall’avvocato Daniele Re.

E’ vivo per miracolo. E se la caverà. Almeno così assicurano i medici dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento che stasera, poco dopo le 20, hanno dovuto fare gli straordinari per salvare la vita ad un uomo preso a coltellate dal figlio 32enne con qualche problema psichico.

La Polizia di Agrigento stasera  ha arrestato Daniele Passerello, 32 anni, per aver sferrato nove coltellate al padre al culmine di un litigio: il genitore non è in pericolo di vita.

 

Il ferimento è avvenuto in via Santo Spirito, nel pieno centro di Agrigento.

Il rimprovero di un’insegnante di educazione fisica ha fatto scattare la protesta dei genitori che si sono recati a scuola e hanno picchiato il docente con calci e pugni, provocandogli la rottura di una costola. È successo stamani ad Avola (Siracusa).

Secondo i carabinieri, che hanno denunciato la coppia per lesioni e interruzione di pubblico servizio, i genitori, 47 anni lui e 33 lei, si sono recati nell’istituto Vittorini contattati dal figlio dodicenne che aveva riferito di essere stato rimproverato dall’insegnante.

 

La coppia ha aggredito, sotto gli occhi degli altri studenti, l’insegnante che è stato costretto a fare ricorso alle cure dei medici dell’ospedale Di Maria di Avola.

Una lite per futili motivi a Pantelleria finisce nel sangue.

Fermato dai carabinieri per omicidio un tunisino. Sottoposto a fermo di indiziato di delitto Mohamed Ben Mariem, 36 anni, da diverso tempo residente sull’isola, accusato di avere ucciso Maurizio Fontana, 48 anni.

Dalla ricostruzione dei fatti compiuta dai militari della Stazione di Pantelleria, diretta dal luogotenente Antonio Baldo, è emerso che l’omicidio sia avvenuto al culmine di un violento litigio scoppiato ieri sera nella centralissima piazza Cavour. L’omicida avrebbe utilizzato uno strumento tagliente – verosimilmente un coltello o un coccio di bottiglia – per trafiggere al petto la vittima, la quale, dopo diversi metri, si è accasciato al suolo privo di conoscenza. Soccorso dai sanitari del 118, è stato immediatamente trasportato presso il locale pronto soccorso dove è deceduto successivamente per le ferite riportate. 

Le indagini dei carabinieri, con l’ausilio della locale Brigata della Guardia di finanza, e coordinate dalla Procura della Repubblica di Marsala, hanno permesso di individuare subito il tunisino che è stato rintracciato in una via adiacente al luogo del delitto. Determinanti le testimonianze raccolte, nonchè il ritrovamento sul giubbotto e sullo zainetto di Ben Mariem di diverse tracce ematiche riconducibili alla vittima.

A seguito della perquisizione personale, è stato trovato in possesso di un coltello con una lama di circa 5 centimetri su cui saranno svolti ulteriori accertamenti tecnici. Il fermato è stato successivamente condotto presso la Stazione carabinieri di Pantelleria, per il successivo trasferimento nel Carcere di Trapani.

Sà dell’incredibile quanto è successo stamane all’istituto comprensivo Elio Vittorini di Avola dove, intorno alle 12,15, un insegnante ha rimproverato in modo più incisivo un alunno della scuola media, rimprovero che ha avuto come conseguenza immediata l’intervento dei Carabinieri.

Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, l’alunno mortificato, avrebbe immediatamente chiamato i genitori, i quali si sono precipitati a scuola prendendo a calci e pugni il professore di educazione fisica, provocandogli la rottura di una costola. La pietosa e pessima scena si è consumata davanti gli occhi di dodicenni  esterrefatti ed increduli  per quanto stesse accadendo.

I genitori, 47 anni lui e 33 lei, sono stati denunciati per lesioni e interruzione di pubblico servizio mentre il professore è stato sottoposto alle cure mediche dell’ospedale Di Maria di Avola.

Due istituzioni come la famiglia e la scuola, luoghi in cui una persona cresce, interagisce relazionandosi con altri e in cui si forma quello che costituirà  il proprio bagaglio personale, sociale e culturale,  “dovrebbero” costituire i luoghi in cui insegnare l’educazione, il rispetto delle regole e soprattutto degli altri.

La lezione di vita che oggi,  questi due genitori, hanno offerto ad un pubblico di adolescenti è stata di  pessimo esempio e deprecabile! Forse bisognerebbe prima “educare” i genitori ad essere e fare genitori!