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Oggi pomeriggio, alle ore 18.30, in Via San Francesco d’Assisi n.15, ad Agrigento, gli Avvocati Adele Falcetta ed Eva Di Betta inaugureranno la sede di Agrigento del Tribunale del Consumatore, del Patronato CESAP-FAPI e sede CAF. Obiettivi del Tribunale del Consumatore sono la difesa dei diritti e degli interessi individuali e collettivi degli utenti nei confronti di enti pubblici e privati, il miglioramento della qualità della vita dei cittadini e lo sviluppo di una cultura del consumo responsabile ed eco compatibile.

Lo scorso 13 marzo si sono incontrati al Viminale il capo dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione, il direttore centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle frontiere del dipartimento di Pubblica Sicurezza ed il sindaco di Lampedusa. Nel corso del colloquio è stata analizzata la situazione del Centro di Lampedusa. A conclusione dell’incontro, si è convenuto di procedere al progressivo e veloce svuotamento della struttura con chiusura temporanea della stessa, per consentire l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione, a partire da quelli già programmati, riguardanti la recinzione, i locali mensa e la videosorveglianza. In caso di emergenza saranno assicurate le esclusive operazioni di primissimo soccorso ed identificazione, in vista della conseguente distribuzione territoriale dei migranti.  Una soluzione strutturale che non affronta minimamente quelli che sono i diritti fondamentali dei cittadini stranieri.          

Che fine hanno fatto i sacrosanti diritti umani delle persone migranti contemplati nella “Dichiarazione universale dei diritti umani” Che fine hanno fatto la Convenzione Onu sui diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie, le  Convenzioni OIL sui diritti dei migranti, la Piattaforma di Pechino, il Programma d’azione di Copenhagen?

E’ grave che questa convenzione, a più di dieci anni dalla sua adozione, non sia ancora entrata in vigore. Il problema hotspot di Lampedusa ed altri, riguarda la durata della detenzione dei migranti (superiore alle 48 ore previste dalla normativa) L’hotspot dovrebbe essere un posto in cui le persone lasciano le impronte, vengono identificate per poi essere divise tra richiedenti asilo e chi vorrebbe andare oltre Lampedusa. I tedeschi si inventarono i  lager intesi come  “magazzino”, luogo in cui esercitare una stretta sorveglianza  su un grande numero di persone, chiamati “pezzi”. La legge approvata nel 1933, sosteneva  che i  lager servivano per confinare e rieducare gli uomini. I migranti non sono “pezzi”, sono esseri umani, sono uomini, donne, bambini, sono domande, memorie, emozioni, sentimenti, tutti fattori che all’interno degli hotspot vengono ridotti al minimo addirittura abbandonati, per lasciare posto alla disperazione, alla sopravvivenza.

Non possiamo pensare di vivere in una democrazia apparente, in cui la libertà è soltanto un’illusione della nostra mente. Proviamo a stupire il Mondo, impegniamoci acciocché chiudano  gli hotspot.

Sarebbero imminenti le dimissioni dell’assessore ai Beni culturali della Regione siciliana Vittorio Sgarbi. Emerge dai lavori della Conferenza dei capigruppo dell’Ars che ha stabilito il percorso per l’approvazione entro il mese di bilancio e legge di stabilita’ e fatto cenno alle prossime mosse nel neo parlamentare: il 27 marzo, informa una nota della presidenza dell’Assemblea regionale, “dovrebbero essere gia’ state depositate le dimissioni di Vittorio Sgarbi dalla carica di assessore regionale ai Beni Culturali, essendo stato eletto alla Camera che si insediera’ il 23 marzo”. 

Ad Agrigento, gli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento hanno effettuato un blitz contro il fenomeno delle auto parcheggiate in doppia e tripla fila. Il controllo è stato compiuto nel quartiere Duomo dopo le lamentele di numerosi cittadini.

Un avvocato di Canicattì è stato condannato a 4 mesi, dopo patteggiamento della pena, perché accusato di acquisizione indebita di dati sensibili e violazione della privacy.

L’uomo si sarebbe fatto rilasciare da una compagnia di telefonia mobile i tabulati telefonici di una persona a sua insaputa. Per ottenerli aveva fornito alla compagnia stessa copia dei documenti della vittima.

La pena a cui è stato condannato l’uomo è stata sospesa.

Incidente stradale nell’agrigentino, mercoledì notte, sull S.S. 115. Un’auto, guidata da un uomo di 40 anni, di Ribera, che conduceva una Volkswagen Tiguan, si è scontrato con due cavalli sulla carreggiata in direzione Agrigento-Sciacca. Violento l’impatto che ha determinato la morte degli animali e il ferimento dello stesso auotmobilista e di altre due persone che erano a bordo della vettura.

Del fatto si stanno occupando i Carabinieri della locale Stazione che stanno cercando anche di identificare il proprietario dei cavalli.

Un poliziotto del commissariato di Marsala e un marocchino sono stati arrestati oggi nell’ambito di un’indagine della Polizia di Stato su un giro di passaporti e di permessi di soggiorno in bianco, rubati e rivenduti sul mercato clandestino.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip di Trapani, su richiesta della Procura ed è stata eseguita a Marsala dalla Squadra mobile di Trapani e dallo Sco.

Sono stati gli stessi colleghi dell’agente arrestato, Angelo Patriarca, 57 anni (portato a Regina Coeli), a scoprire che c’era la mano di un poliziotto infedele dietro al furto di numerosi permessi di soggiorno e di passaporti in bianco, avvenuto un anno fa a Trapani.

L’agente dava i documenti in bianco al marocchino (Rachid Dalal, 32 anni), che con la complicità della donna li piazzava all’estero.

I documenti poi venivano contraffatti e venduti a extracomunitari per fare ingresso in Europa.

La Digos di Agrigento, guidata dalla dottoressa Patrizia Pagano, ha arrestato questa mattina l’imprenditore agrigentino Vincenzo Sinatra, proprietario di uno dei più noti alberghi della Città. 

Concorso in abuso d’ufficio e falsità in atti pubblici. Sono questi i reati contestati a Vincenzo Sinatra, titolare dell’hotel Valle dei Templi di Agrigento, per il quale il gip ha disposto gli arresti domiciliari. Le indagini, condotte dalla Digos e coordinate della Procura agrigentina, hanno fatto emergere l’abusiva realizzazione, su un’area demaniale di rilevante interesse archeologico, di un parcheggio privato a servizio della struttura alberghiera. L’area è stata posta sotto sequestro e consegnata al direttore pro tempore del Parco archeologico Valle dei templi. Le indagini che vedono coinvolti pubblici amministratori, dirigenti regionali e liberi professionisti sono ancora in corso. Disposte numerose perquisizioni in uffici pubblici e privati. “Per i reati commessi a Palermo – spiega il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio – i relativi atti, dopo le incombenze di carattere urgente, verranno trasferiti alla competente Procura del capoluogo”.

 

Ci sono anche altri tre indagati: si tratta di Tito Cece, 71 anni di Salerno, Dania Ciaceri, 62 anni di Noto, Dirigente del Servizio Patrimonio del Dipartimento del Bilancio e del Tesoro della Regione Sicilia, e Ninfa Cangemi, 57 anni, funzionario del Servizio Patrimonio del Dipartimento del Bilancio e del Tesoro della Regione Sicilia.

LE ACCUSE. Secondo la Procura di Agrigento gli indagati avrebbero formato atti pubblici falsi propedeutici alla vendita a favore della ditta TAS S.r.l. di un appezzamento di terreno appartenente al Demanio della Regione Siciliana sito nel territorio del Comune di Agrigento nel complesso denominato “Villa Genuardi” (sito accanto l’Hotel della Valle, di proprietà della ditta TAS S.r.l.) ubicato in area di interesse archeologico, ideologicamente falso in quanto avente per oggetto un’area di estensione assai maggiore a quella rispetto la quale la Soprintendenza dei Beni Culturali di Agrigento aveva espresso parere positivo alla vendita in favore della TAS. In particolare Sinatra, quale rappresentante della Tas, e Cece, quale libero professionista, previ accordi collusivi con i pubblici ufficiali, determinavano la Ciaceri Dania, Dirigente del Servizio Patrimonio del Dipartimento del Bilancio e del Tesoro della Regione Sicilia, a trasmettere al Genio Civile una nota con la quale individuare l’area del terreno demaniale da vendere alla ditta TAS – contrariamente al vero – anziché la sola porzione di area già concessa alla TAS per la quale era stato dato il parere positivo alla vendita, una maggiore estensione pari a 3400mq con inclusione di una fascia di cira 2.200mq che era invece stata data in consegna alla TAS solo ai fini di manutenzione del terreno, determinando la Ciaceri ad autorizzare il frazionamento dell’area da cedere alla TAS . Determinavano inoltre Cangemi Ninfa, funzionario del Servizio Patrimonio del Dipartimento del Bilancio e del Tesoro della Regione Sicilia delegata alla stipula dell’atto notarile, a sottoscrivere l’atto di compravendita tra la parte venditrice Regione Sicilia e l’acquirente, ovvero la ditta TAS.

 

 

Prosegue la lotta agli illeciti sulla rete viaria interna da parte del Corpo di Polizia Provinciale, con sanzioni relative sia alle infrazioni vere e proprie da parte di automobilisti e conducenti di mezzi pesanti, sia per la cartellonistica pubblicitaria abusiva. Su quest’ultimo aspetto, in particolare, si sta concentrando l’attività degli agenti agli ordini del comandante dr. Vincenzo Giglio: sin dall’inizio del 2017 sono state controllate a tappeto 31 strade provinciali per individuare le insegne e i cartelloni pubblicitari installati senza la preventiva autorizzazione del Libero Consorzio e, di conseguenza, il pagamento dei relativi oneri. I controlli proseguono tuttora, nonostante le note carenze di organico e di mezzi a disposizione, e hanno permesso di individuare un numero consistente di soggetti e imprese non in regola con la normativa.
Sommando l’avanzo di cassa del 2016 e gli introiti del 2017, il Libero Consorzio ha incassato dagli oltre 2.000 verbali emessi circa 170.000 euro, destinati in gran parte (oltre 143.000 euro) all’incremento della sicurezza sulle strade, in particolare alla manutenzione ordinaria con il rifacimento di singole porzioni del manto stradale, la messa a norma e la sostituzione delle barriere e l’aggiornamento della segnaletica.

Sono stati celebrati oggi pomeriggio nella chiesa di San Giuseppe artigiano i funerali di Emanuele Ferraro il 41enne muratore di Favara ucciso in un agguato in via Diaz lo scorso 8 Marzo.

La salma era stata ricomposta nella sala mortuaria del cimitero di Piana traversa a disposizione dell’autorità giudiziaria che aveva disposto l’effettuazione dell’autopsia.  Dopo l’esame autoptico e non essendo più necessari ulteriori accertamenti medici il magistrato ha disposto la restituzione della salma ai familiari per la celebrazione delle esequie. Subito dopo il rito religioso la salma è stata accompagnata al cimitero di Piana traversa per la sua tumulazione.

Continuano intanto le indagini da parte della Squadra mobile di Agrigento sotto la guida della Direzione Distrettuale Antimafia per cercare di ricomporre i tasselli che hanno portato all’agguato mortale di via Armando Diaz. Si stanno visionando tutti i filmati delle telecamere dei circuiti di videosorveglianza collocati lungo le strade nei pressi di via Diaz per stabilire come l’auto sia arrivata e soprattutto da che parte se n’è andata. Sull’auto una Y10 usata dal killer per portare a compimento l’azione mortale non sembra siano stati ritrovati elementi utili poiché l’auto era completamente carbonizzata. Si stanno comunque sempre attenzionando i verbali delle deposizioni degli interrogatori fatti alle persone,  familiari  conoscenti e anche dei pregiudicati che sono stati interrogati subito dopo l’agguato mortale.