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Esiste una ricetta d’amore per innamorarsi ed essere amati? Forse si, o forse no.

Da questa domanda sembra partire l’ idea dello spettacolo: “Ricette d’amore” di Cinzia Berni, messo in scena

dal 30 novembre al 2 dicembre al Teatro della Posta Vecchia di Agrigento dal Gruppo Teatrale Studio Teatro Giovane,

con Elisa Capraro, Simona Carisi, Paolo Di Noto, Oriana Fabrizio, e Oriana Paolocà. 

La regia è di Enzo Cordaro che ne è anche il produttore,l’assistente di regia è Angelita Butera

le scene sono di Totò Cutaia e Enzo Adamo.

Giulia,Irene e Susanna si riuniscono a casa di Silvia per preparare

l’esame d’arte culinaria del corso “A tavola con lo chef” che frequentano insieme.

Mentre eseguono le ricette parlano delle loro vite, dei loro sogni, di sentimenti,

finchè l’arrivo in casa di Luca, fratello di un vicino di casa di Silvia,sconvolgerà le loro vite.

Quattro donne, molto diverse tra loro si contendono lo stesso uomo.

Divertenti equivoci e battute a ritmo serrato per una commedia

frizzante ed ironica.

La Giunta di governo ha deliberato le designazioni dei nuovi manager della sanità siciliana attingendo dalle short list scaturite dalle valutazioni della Commissione di selezione. Su indicazione del presidente Nello Musumeci, è stato chiesto ai candidati di rilasciare un’autocertificazione relativa a ‘parentele pericolose’ e a eventuali condanne o procedimenti in corso in sede penale. I manager designati sono: per Asp Palermo Daniela Faraoni; Asp Catania Maurizio Letterio Lanza; Asp Messina Paolo La Paglia; Asp Agrigento Giorgio Santonocito; Asp Caltanissetta Alessandro Caltagirone; Asp Enna Francesco Iudica; Asp Ragusa Angelo Aliquò; Asp Siracusa Salvatore Lucio Ficarra; Asp Trapani Fabio Damiani. Ad ARNAS ‘Civico’ Palermo Roberto Colletti; ARNAS ‘Garibaldi’ Catania Fabrizio De Nicola; Azienda ‘Cannizzaro’ Catania Salvatore Emanuele Giuffrida; ospedale ‘Papardo’ Messina Mario Paino; Ospedale ‘Villa Sofia Cervello’ Palermo Walter Messina e IRCCS ‘Bonino Pulejo’ Messina Vincenzo Barone.

Si parla ancora del giallo attorno alla vicenda di Gessica Lattuca dove ieri sera, in un programma televisivo nazionale, si è vista protagonista Serena Restivo.

La presenza della 23enne negli studi televisivi è stata presa giustificazione di una spontanea voglia di metterci la faccia per far chiarezza su quanto detto e successo.

Si sono toccati moltissimi tasti a cui Serena Restivo ha dovuto poi rispondere ad alcune inevitabili domande.

Parla della conoscenza di Gessica, avvenuta fin dalla loro tenera età. Per via di una parentela, in quanto la sorella della madre, della stessa Restivo, era sposata con il fratello della mamma di Gessica, Giuseppina Caramanno. Si ri-sottolinea la conoscenza poi interrotta e allontanata per via del troncamento del matrimonio dei due zii in comune. Si reputa dispiaciuta della scomparsa di Gessica, per la sofferenza della madre e soprattutto dei quattro figli e dichiara di aver appreso la notizia della sua scomparsa solo tre giorni dopo, ovvero il 15 agosto, quando Filippo con un suo cugino e il fratello di Gessica, Enzo, si sono recati a casa della Restivo per chiedere se avesse incontrato Gessica negli ultimi giorni.

Sull’argomento della prostituzione si considera estranea ai fatti e che se sarebbe stata al corrente di tutto ciò che è emerso non si sarebbe più recata a casa della mamma di Volpe dove lavorava come badante. Aggiunge che ha conosciuto Volpe tramite Ninì Ferraro iniziando a lavorare per lui nel mercato ortofrutticolo passando poi a fare da badante alla madre che aveva avuto dei problemi di salute.

Serena Restivo e Gessica Lattuca avevano, quindi, lo stesso datore di lavoro ma tra loro non c’era nessun tipo di rapporto.

Nel corso della puntata viene fatta vedere a Serena un’intervista fatta alla madre di Gessica, Giuseppina Caramanno, dove comunicava una risposta relativa a quanto Serena disse in una delle sue interviste, descrivendo la figlia Gessica non come una prostituta per come la Restivo aveva fatto, ma come una ragazza semplice nel vestiario e nei comportamenti definendola come una suora  aggiungendo che quella che in paese viene notata di più risulta essere proprio Serena che si vede in abiti succinti in giro per il paese.

Non appena finita la clip, la Restivo evidenzia il fatto che se Gessica fosse stata una suora, come definita dalla madre, non avrebbe mai usato un trucco così pesante come abitualmente faceva e che a riguardo del proprio abbigliamento, sul fatto che usa spesso magliettine corte dove si vede l’ombelico e con dei leggins aderenti non vuol dire essere una prostituta. Ha, poi, precisato che se fosse stata una prostituta non viveva in condizioni precarie come si è a conoscenza.

Si definisce una lavoratrice onesta, che svolge un umile lavoro vendendo castagne, guadagnandosi il necessario per nutrirsi una sola giornata e mette in evidenza il fatto che subito dopo l’uscita di queste notizie i clienti vengono meno perché viene riconosciuta e quindi evitata.

La conoscenza con Filippo sarebbe avvenuta tramite i nipoti di Filippo che con Serena frequentavano la stessa scuola e per un semplice rapporto lavorativo, avvenuto il tre agosto, che consisteva nella pulizia della casa di Filippo dove Serena si è recata a svolgere la sua mansione di donna delle pulizie e che dopo aver finito oltre ad aver ricevuto il pagamento del suo lavoro con un corrispettivo di venti euro, Filippo le avrebbe regalato un paio di orecchini.

Questi orecchini, in argento, Filippo li aveva acquistati per Gessica che, per via di un’allergia all’argento, non poteva indossare e da lì il pensiero di donarli a Serena dicendole, al momento della donazione, che aveva litigato con Gessica e successivamente Filippo smentisce di aver detto ciò tant’è vero che per Gessica aveva acquistato un altro paio di orecchini.

Non si sa, però, se Gessica era venuta a conoscenza di questa donazione che Filippo ha fatto alla Restivo anche se, in altre interviste, il fratello di Gessica, Enzo aveva dichiarato che la sorella aveva appreso di questo gesto rimanendoci molto male.

Serena ribadisce di non avere rapporti con Gessica tant’è che la stessa non conosce nemmeno il suo luogo di residenza e che non vedeva Gessica da anni, anche se l’affermazione appare contraddittoria in quanto giorni fa aveva asserito di averla vista proprio quest’estate in piazza mentre era ubriaca ed era caduta all’indietro creando scompiglio in quanto indossava una minigonna che nella caduta fece intravedere anche il suo intimo.

A riguardo della prostituzione del paese punta il dito verso la politica che permette agli extracomunitari di fare queste cose, affermazione che viene ripresa dal conduttore che sottolinea che non è corretto, in un ambito del genere, far riferimento a etnie diverse.

E’, poi intervenuto dal pubblico un cittadino favarese, che ha precisato, in primis, che la sua presenza li non aveva alcun collegamento con la presenza di Serena perché i due non si conoscono e che si sono presentati solo ad avvenuto incontro negli studi televisivi stessi.

Infine, a riguardo delle indicazioni fornite, attraverso chiamata anonima, che localizzano con precisione in determinate aree dove si trovano molti pozzi artesiani, Serena spiega che sarebbe opportuno che gli indizi siano più precisi affinché risultino utili a ritrovare Gessica.

Ma, al di là di quanto sopra detto una domanda persiste nei pensieri dei più: “ Gessica, dov’è?”

Anche quest’anno verrà celebrata ad Agrigento la Settimana nazionale Nati per Leggere, con una manifestazione che, grazie alla disponibilità del Polo museale di Agrigento, si svolgerà martedì 20 novembre, a partire dalle 9,30,  nel Chiostro della Chiesa di San Nicola.  

Anche la data è significativa: il 20 novembre ricorre infatti la Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La Settimana nazionale Nati per Leggere (che quest’anno va dal 17 al 25 novembre) è stata istituita proprio per promuovere il diritto alle storie delle bambine e dei bambini. Numerose manifestazioni a carattere regionale, provinciale e locale si svolgono in tutta Italia e anche nella nostra Regione durante questa settimana.

La manifestazione di Agrigento, curata dal Coordinamento provinciale NpL, vedrà la partecipazione dei bambini della Scuola dell’infanzia degli Istituti comprensivi di Agrigento: “Agrigento Centro”, “Anna Frank” ed “Esseneto”, accompagnati dai loro  genitori e dagli insegnanti. Saranno accolti dagli operatori e dai volontari NpL della città e di altri comuni della provincia che li intratterranno con la lettura di tante belle storie.

Ma vuole essere una grande festa alla quale sono chiamati a partecipare tutti i i bambini “Nati per Leggere”,  i loro genitori  e quanti a loro si dedicano con amore, impegnandosi a far diventare la lettura in famiglia una bella pratica quotidiana.

Il Dipartimento di Protezione Civile della Regione Sicilia ha diramato per domani, 19 Novembre, un’allerta meteo “gialla”.

Le precipitazioni si prevedono da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, nella seconda
parte della giornata sul settore centrale della Sicilia meridionale, con quantitativi cumulati da deboli a puntualmente moderati; isolate, anche a carattere di rovescio o breve temporale, nella seconda parte della giornata su Sicilia occidentale e settore ionico meridionale, con quantitativi cumulati deboli


Uno stabile disabitato e fatiscente è crollato oggi nel centro storico di Favara. Il crollo è avvenuto in via del Carmine, non molto distante dal luogo dove nel gennaio del 2010 le sorelle Bellavia persero la vita dopo che la palazzina in cui abitavano si era letteralmente sbriciolata.

Per fortuna non si registrano feriti. La zona dove si è verificato il fatto si trova nelle vicinanze della Farm Cultural Park,nel pieno centro storico favarese.

Il quartiere ove è avvenuto il crollo è risultato posto sotto sequestro dal 2010 e dissequestrato poco tempo fa. La zona in questione, ormai disabitata, è oggetto di un progetto di riqualificazione urbana in “Project finance” che prevede la demolizione delle abitazioni fatiscenti con la ricostruzione di nuclei abitativi con annesso un parcheggio pubblico.

 

 

 

 

La Uil di Agrigento, interviene con Gero Acquisto e tutto il gruppo dirigente provinciale,in vista della visita del Ministro delle Infrastrutture Toninelli in Sicilia e con le relative ispezioni nei cantieri che toccheranno anche la nostra provincia, a oggi in pieno ritardo e disastro infrastrutture che segnano pesanti ricadute in termini economici e sociali per i cittadini residenti.

“Il tema strade ad ogni livello è un tema centrale della nostra provincia e del nostro sviluppo, la nostra organizzazione sindacale che si batte e lotta quotidianamente in questo territorio ne ha fatto negli ultimi anni una questione di vitale importanza per far rinascere un territorio oggi piegato e distrutto, soprattutto per la mancanza di una viabilità quanto meno accettabile che ancora tarda a venire.

Al Ministro Toninelli che guida un dicastero difficile ma prioritario per lo sviluppo del Paese e del Sud, quale quello delle infrastrutture e dei trasporti, chiediamo un impegno concreto e deciso da parte dello Stato per chiudere una serie di incompiute e arterie stradali che negli ultimi anni hanno segnato una involuzione netta per tutto il nostro territorio e la nostra economia e qualsiasi piano industriale e di crescita e attecchimento delle attività produttive per mancanza di certezze e per un isolamento che ha danneggiato tutti gli investimenti.

Sappiamo che lo stesso Ministro è stato dotato di un corposo dossier sul disastro dell’asse viario della provincia di Agrigento, apprezziamo i sopralluoghi e le ispezioni che farà in questo tour, dalla ss.640 con l’incontro al Ponte San Giuliano, alla visita in Prefettura con i Sindaci per il viadotto Akragas e per le zone più colpite e interessate dalle ultime inondazioni, ma tutto ciò non basta se i termini degli interventi di realizzazione, manutenzione e completamento delle opere dovessero continuare ad avere questi tempi di realizzazione,non sono più accettabili in un lembo di Italia che nel 2018 si trova a muoversi da paesi che distano 50 Km in condizioni da terzo mondo.

Non sono più accettabili, caro Ministro al netto dei sopralluoghi anche del cantiere della ss. 121, della Palermo-Agrigento altro cantiere infinito che ha distrutto i collegamenti viari ed economici di tre province non funziona nulla, dalle strade interpoderali, alle comunali e alle provinciali, ci vuole un intervento in prima persona del Governo Nazionale. Tant’è vero che il governo regionale, le province e i comuni da soli non ce la fanno e i risultati sono stati finora esternati dalle condizioni delle strade, ormai chiusure, pericolosità e ordinanze sindacali sono una costante che non può essere la soluzione.

Adesso si sta cercando di intervenire con misure straordinarie per pulire alvei di fiumi, torrenti, valloni che sono apprezzabili ma sempre con tempi che non sono rapidissimi.

Se questo è il governo del cambiamento lo dimostri realmente e fattivamente con interventi e investimenti che possono farci uscire da questo isolamento che si perpetua da troppi anni, le inaugurazioni dell’ammodernamento e raddoppio nel 2009 della ss.640 e nel 2015 dei 34 km della Palermo-Agrigento ci hanno fatto sognare troppo presto e invece il territorio, a causa di tutti questi ritardi, è piombato indietro terribilmente.

E anche errori conclamati come il Ponte Petrusa non trovano ad oggi delle soluzioni, come del resto i tempi della messa in sicurezza e della manutenzione del Ponte Morandi sembrano procrastinarsi in un tempo infinito, la nostra organizzazione sindacale aspetta da Lei e dal suo governo pochi proclami ma soluzioni a queste problematiche per riagganciare questo pezzo di Sud al resto di Italia, perché parlare di Industria 4.0, di Zes e di altre occasioni di sviluppo, quando mancano le strade e prenderci in giro vicendevolmente. La gente agrigentina e le comunità non possono aspettare ancora, inerzie, ritardi, contenziosi e intoppi burocratici non devono accompagnare questo territorio alla morte, sarebbe un crimine anche da parte della nuova classe dirigente e del cambiamento che ha sempre criticato la vecchia politica di irresponsabilità e di sprechi delle risorse pubbliche. Il diritto alla sopravvivenza non è della Uil o del Ministro Toninelli, è dei cittadini che alimentano lo Stato pagando dei tributi ma pretendono da troppo tempo diritti essenziali e costituzionalmente garantiti come il resto delle province italiane.

La Biblioteca comunale “Aurelio Cassar” ricorda Michele Abruzzo, il grande attore saccense che ha fatto grande il teatro siciliano, in occasione dell’anniversario della sua scomparsa avvenuta il 18 novembre 1996.

Michele Abruzzo nasce a Sciacca il 29 dicembre 1904. All’età di 14 anni, nel 1918, scappa di casa per seguire una compagnia di guitti. L’anno successivo, nel 1919, comincia a recitare per la compagnia di Giovanni Grasso. Fa parte di diverse compagnie teatrali. Nel 1958 è tra i fondatori dell’Ente Teatro Sicilia poi divenuto Teatro Stabile di Catania.

Recita per il teatro, il cinema e la tv con i migliori attori della sua epoca (ottantenne viene scritturato per la Piovra di Damiano Daniani).

Michele Abruzzo si spegne il 18 novembre 1996, passando, da maestro, il testimone ad altri straordinari artisti siciliani come Turi Ferro.

Una pagina dedicata a Michele Abruzzo – con una nota biografica – è stata inserita oggi nello spazio della Biblioteca comunale creato all’interno del sito internet istituzionale del Comune di Sciacca, nella galleria dei “personaggi illustri” saccensi, in continuo aggiornamento.

Lunedì prossimo, 19 novembre, il sindaco Lillo Firetto assieme all’assessore comunale alla Solidarietà Sociale, Gerlando Riolo, alle ore 11.00 presso la sala dell’ex Collegio dei Padri Filippini, presenteranno il progetto “MPG mobilità garantita” .

Si tratta di un progetto dell’azienda PMG Italia Spa, patrocinato dal Comune di Agrigento che prevede l’utilizzo di due autovetture messe a disposizione dall’azienda per garantire una migliore mobilità ai soggetti più deboli della comunità, alle persone svantaggiate, ai disabili, agli anziani e ai malati oncologici.

Pernacchie oppure silenzio, minuti di interminabile mutismo. Raffica di chiamate, nel pomeriggio di giovedì, alle sale operative dei carabinieri e della polizia di Stato. E dal 112, così come dal 113, gli operatori non hanno potuto far altro che cercare di capire se c’era qualcuno in difficoltà, nel caso del silenzio, o che si prendesse gioco di loro, nel caso delle pernacchie.
Un pomeriggio infernale durante il quale s’è anche temuto che qualcuno – magari veramente in difficoltà – non riuscisse ad agganciare la linea telefonica per chiedere aiuto. Localizzata, dalla polizia di Stato, la location da dove partivano le chiamate: una cabina telefonica del Villaggio Mosè, una pattuglia della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento s’è recata, per un controllo mirato, sul posto. E all’interno di quella cabina telefonica – forse una delle ultime rimaste in circolazione – ha trovato due bambini. La burla, decisamente maldestra, veniva fatta da due piccoletti di 9 anni. Due bambini non imputabili. Se lo fossero stati avrebbero naturalmente rischiato una bella denuncia per interruzione di pubblico servizio. I piccoli agrigentini sono stati riconsegnati, dopo che gli è stato spiegato l’importanza dei numeri delle sale operative, alle loro famiglie. Genitori che non hanno potuto che continuare la “ramanzina”.