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Sono cinque i morti accertati nel bilancio relativo alla esplosione avvenuta ieri a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, all’interno di una ditta di fuochi di artificio. Ci sono anche due feriti in gravi condizioni che al momento stanno lottando tra la vita e la morte.

A morire subito dopo l’esplosione due impiegati della “Bagnato”, una ditta esterna che stava svolgendo lavori di manutenzione nell’azienda Costa, e la moglie del proprietario di quest’ultima impresa, Venera Mazzeo di 71 anni. A lottare contro la morte anche il figlio del proprietario, Bartolomeo Costa, 37 anni, trasferito d’urgenza a Palermo: Costa, nonostante le gravi ferite riportate su tutto il corpo ha cercato di salvare la madre senza, però, ottenere il risultato sperato. La donna è morta per le ustioni riportate. Il figlio è ricoverato in gravissime condizioni nel reparto grandi ustionati. Stessa situazione per un altro operaio della ditta, Antonio Bagnato ricoverato a Catania.

“Dai primi accertamenti – dice  Giancarmine Carusone, comandante della compagnia dei Carabinieri di Barcellona che stanno indagando sull’accaduto – sembra ci siano state due esplosioni perché all’interno della fabbrica c’erano degli operai con delle saldatrici: le scintille avrebbero raggiunto la polvere pirotecnica causando le esplosioni”.

Un testimone ha dichiarato che l’esplosione, in un primo momento, era sembrata di più un terremoto.

 

Il Capo del Governo Regionale, accompagnato dall’Ing. Calogero Foti, della Protezione Civile Regionale e dall’ing. Alongi, del Genio Civile, ha incontrato il Sindaco Giuseppe Galanti, il Presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Russotto e altri amministratori e consiglieri comunali, nonchè tecnici del Comune.

Sono stati eseguiti alcuni sopralluoghi per rendersi conto dei danni provocati dalle avverse condizioni meteomarine e, nello stesso tempo, si è ragionato sulle soluzioni a breve e a lunga scadenza. Musumeci ha chiesto al sindaco di conoscere i progetti in atto presenti presso l’ufficio tecnico comunale, in modo di organizzare per i primi di dicembre un primo tavolo tecnico.

Il Governatore è stato sul ponte Serrovia per avere un’immediata visione della foce del fiume Salso e del quartere Fondachello Playa tuttora allagato. La verifica è continuta sul ponte di Via Mazzini per la restante parte nord della città.

L’appuntamento a questo punto è per i primi di dicembre, quando, dicevamo, si parlerà di soluzioni e finanziamenti.

“La mia impressione è assolutamente positiva – ci dice il sindaco Giuseppe Galanti – il governatore Musumeci è persona determinata e perbene. E’ arrivato a Licata per fare, tanto è vero che si è accompagnato con i capi tecnici della Protezione civile e del Genio. Da domani, anzi già da ieri, lavoriamo in diretto contatto con il dottore Foti, responsabile regionale del dipartimento Protezione civile”.

Franco Pullara (Siciliaonpress)

 

Il sindaco di Licata, Giuseppe Galanti, interviene a seguito dell’allagamento, anche fino a un metro, provocato dall’ultimo nubifragio che si è abbattuto sulla città, e afferma: Chiedo immediatamente un intervento straordinario dei Governi Nazionale e Regionale, perché non è ammissibile che vi sia un’Italia sott’acqua a cui si sta rivolgendo l’attenzione delle Istituzioni – si vedano Venezia e Matera – e che solo Licata venga lasciata sola. Dopo i danni del 2016, l’allora Governo Regionale promise un piano per Licata da 30 milioni di euro per l’efficientamento delle infrastrutture cittadine, ma evidentemente non è bastato. Oggi abbiamo un nuovo Governo Regionale a cui questa città ha dato un grande contributo elettorale e ci aspettiamo che le promesse degli anni passati diventino realtà. Per questo motivo chiedo ufficialmente al Presidente Musumeci e all’Assessore Marco Falcone di ricevere al più presto una delegazione licatese per rimettersi congiuntamente all’opera e per rendere operativi i progetti:
– di protezione della costa, da contrada Poggio di Guardia a Gaffe, attraverso barriere frangiflutti.
– di realizzazione di misure infrastrutturali eccezionali, tra cui adeguate pompe di sollevamento, per il quartiere Playa Fondachello.

Ricorrono ancora casi in provincia di Agrigento di veicoli pesanti che, durante il controllo da parte degli equipaggi della Polizia Stradale, sono sorpresi con la manomissione dell’impianto antinquinamento e l’illecita installazione di un dispositivo elettronico di emulazione che consente al proprietario del veicolo di eludere la normativa europea, risparmiando sul costo dell’additivo ADBLUE, idoneo a limitare al massimo le emissioni di biossido d’azoto dei motori diesel. Nell’ultimo mese sono ben 15 i casi accertati e sanzionati dagli agenti della sezione Polizia Stradale di Agrigento, capitanata da Andrea Morreale. I conducenti sono stati sanzionati per diverse violazioni al codice della strada, per un totale di circa 600 euro. Il dispositivo elettronico è di volta in volta rimosso e sequestrato. La carta di circolazione del veicolo è ritirata. Il mezzo pesante per poter nuovamente circolare dovrà essere sottoposto a visita di revisione presso la Motorizzazione Civile, dopo il ripristino della regolarità dell’impianto antinquinamento.

Anche nell’Agrigentino da lunedì 25 novembre a domenica 1 dicembre si svolgerà una campagna di sensibilizzazione dell’Azienda sanitaria provinciale per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Si tratta della “Settimana della prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili”. L’Azienda sanitaria di Agrigento offrirà alla popolazione compresa fra i 18 ed i 40 anni d’età una vasta gamma di servizi diagnostici ed informativi gratuiti e di facile accesso. In particolare, nei laboratori d’analisi degli ospedali di Agrigento, Licata, Canicattì, Sciacca e Ribera, e nel poliambulatorio di Bivona, dalle ore 11:30 alle 13:30, senza ricetta medica e prenotazione, sarà eseguito lo screening ematico per la diagnosi dell’HIV, delle epatiti virali, della sifilide ed il tampone vaginale/uretrale o esame delle urine per la ricerca di clamidia e gonorrea, ed ottenere inoltre ogni tipo di informazione per prevenire le infezioni. L’iniziativa sarà presentata in conferenza stampa lunedì prossimo 25 novembre.

Venerdì 22 novembre ricorre la Giornata mondiale per i Survivors, ovvero i sopravvissuti alla morte di un caro per suicidio. L’obiettivo dell’evento è aumentare la consapevolezza nella comunità scientifica e nella popolazione che il suicidio è un fenomeno che può essere prevenuto. In occasione della ricorrenza, l’Ama, l’Associazione mutuo aiuto, in collaborazione con l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, ha organizzato due incontri – dibattito, con esperti del settore e diverse testimonianze. Domani pomeriggio, giovedì 21 novembre, a Favara, nella Parrocchia dell’Itria, dalle ore 16 in poi. Poi venerdì mattina, ad Agrigento, nella cappella dell’ospedale “San Giovanni di Dio, dalle ore 9:30 fino al tardo pomeriggio quando saranno tratte le conclusioni.