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Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, interviene a seguito dell’escalation di sbarchi di migranti a Lampedusa, e afferma: “Lo avevo detto il giorno in cui è nato il governo Draghi: l’Italia non può permettersi ambiguità su un tema fondamentale come quello dei flussi migratori, e meno che mai può permettersi di gestire l’arrivo dei migranti con la logica dell’emergenza quotidiana. Se in un giorno sbarcano mille migranti sull’isola la macchina dell’accoglienza, anche se tra mille difficoltà, può reggere. Ma se ne arrivano tremila o quattromila che facciamo? Servono regole chiare per il soccorso in mare e per il controllo nel Mediterraneo, e servono azioni di tutela dei diritti umani. Al tempo stesso c’è bisogno di meccanismi che salvaguardino Lampedusa e la sua comunità, siamo un territorio di confine non solo italiano ma anche europeo, anche Bruxelles deve assumersi le sue responsabilità”.

A Montallegro, in provincia di Agrigento, i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari un uomo di 70 anni allorchè, attirandola con il pretesto di giocare nel garage della sua abitazione, avrebbe palpeggiato e baciato sulle labbra una bambina di 9 anni, regalandole, forse in cambio del silenzio, braccialetti, caramelle e 5 euro. Lei invece, alquanto turbata, ha raccontato quanto accaduto alla madre, che si è subito rivolta ai Carabinieri. Le indagini, nel cui corso è stato eseguito l’incidente probatorio per cristallizzare le prove, sono coordinate dalla sostituto procuratore di Agrigento, Emiliana Busto, che contesta all’anziano l’ipotesi di reato di violenza sessuale aggravata dall’averla commessa nei confronti di un minorenne sotto i 14 anni.

Raffica di sbarchi di migranti a Lampedusa, dove, a seguito di 13 approdi, sono giunte nell’isola 2128 persone. Si tratta di extracomunitari di diversa etnia, comprese donne e bambini. Tutti sono stati trasferiti nel centro d’accoglienza in contrada Imbriacola, adesso ovviamente in sovraffollamento. Nel frattempo all’orizzonte si profilano altre traversate del Mediterraneo. Le navi delle ong hanno già segnalato diverse imbarcazioni in difficoltà.

494 i nuovi casi di Coronavirus a fronte di 14.337 tamponi effettuati, su un totale di 4.096.094 da inizio emergenza. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 14 decessi (ieri 19), che portano il totale delle vittime, sull’isola, a 5.560. E’ quanto si legge nel bollettino di oggi del ministero della Salute e della Protezione Civile.

Il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 22.145 (-485) mentre le persone ricoverate con sintomi sono 974, di cui 136 in terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 21.035 pazienti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 188.122 (+965).

I nuovi casi per province:

Palermo 108

Catania 103

Messina 78

Siracusa 40

Trapani 19

Ragusa 68

Caltanissetta 59

Agrigento 15

Enna 4.

Il sindaco Matteo Ruvolo ha espresso il cordoglio della città dopo il tragico incidente stradale che è costato la vita a giovane carabiniere Davide Ciulla in servizio presso la Tenenza di Ribera.

“Nessuna morte è accettabile, ma colpisce particolarmente la perdita di un giovane uomo,
nel fiore dei propri anni, che aveva deciso di mettere la sua vita –attraverso il proprio lavoro di
servitore dello Stato – al servizio della comunità. A nome dell’intera amministrazione e comunità
riberese – ha detto il sindaco Ruvolo – le più sentite condoglianze”.

Altri due sbarchi a Lampedusa nel giro di un quarto d’ora, dopo i 415 migranti su due barconi approdati poco prima. Alle 8.30 sono sbarcati sul molo Favarolo 98 uomini, quasi tutti del Bangladesh, intercettati a 3 miglia e mezzo da Lampedusa su imbarcazione di legno con motore fuoribordo, lasciata alla deriva. Alle 8.45 una motovedetta della Guardia di Finanza ha scortato altri 16 migranti di nazionalità tunisina, tutti uomini, su una imbarcazione in legno di circa 6 metri con un motore fuoribordo.
Salgono così a 529 i migranti giunti a Lampedusa nelle ultime ore su quattro imbarcazioni. Tutti sono stati trasferiti all’hotspot dell’isola.

Il giudice Rosario Livatino, da oggi è beato, e il giorno della sua desta sarà il 29 di ottobre.

Nella cattedrale di Agrigento, il cui accesso è stato consentito solo a 200 persone, è in corso la messa di beatificazione del giudice Rosario Livatino, ucciso il 21 settembre del 1990 da quattro killer della Stidda.

La messa è presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto della congregazione delle Cause dei Santi e insieme a lui a celebrare il rito, il cardinale don Franco Montenegro.

Tutto il centro storico di Agrigento è inaccessibile.

Durante il rito della beatificazione, così il postulatore: “La chiesa di Agrigento – ha detto il cardinale Montenegro – ha umilmente chiesto al sommo Pontefice Francesco di voler iscrivere ai Beati il Servo di Dio Rosario Angelo Livatino”.
Egli, dice il postulatore fu “ucciso ‘in odium fidei'” perché “i gruppi mafiosi ne decretarono la morte in odio alla fede”. Il suo “martirio – continuano – è la manifestazione della insanabile inconciliabilità tra Vangelo e mafia”. “Il silenzio imposto con la violenza – prosegue – è un canto di speranza ed Egli onora con un sigillo di Santità la migistratura”. “Oggi – conclude la lettera – la terra di Sicilia e la Chiesa lo lodano risorto perché quel sangue genera nuovo seme di cristianesimo”.

Il cardinale Semeraro ha poi letto la lettera del papa Francesco dalla quale si evince che Livatino fu “testimone credibile del Vangelo fino all’effusione del sangue”

A margine dell’inaugurazione di Piazzetta Livatino e del “Giardino della Legalità”, gli Assessori comunali: Marco Vullo, Giovanni Vaccaro, Aurelio Trupia e Roberta Lala nel ringraziare tutti per lo straordinario impegno profuso per questa giornata significativa, prendono un impegno di concerto con il Sindaco Franco Miccichè e con gli agrigentini,l’8 maggio sarà istituzionalizzata come giornata della Legalità.

Gli assessori continuano:

“Oggi con l’aiuto di tutti abbiamo messo la prima pietra al ripristino della Piazzetta e del Giardino della Legalità in ricordo di una figura straordinaria quale quella del giudice Livatino, ma non è che l’inizio di un percorso che è partito e che non si deve fermare.

Prendiamo un impegno con tutti gli agrigentini: l’8 maggio, giorno dell’inaugurazione di questa piazzetta diventerà la Giornata della Legalità.

Questa area deve essere vivacizzata e deve essere un luogo di testimonianza imperitura per i giovani, le scolaresche e per non dimenticare quante vittime innocenti sono cadute per mano della mafia.

Ogni 8 maggio questa piazzetta diventerà il luogo della festa della Legalità e della voglia di crescere nel rispetto delle leggi .

Fontanelle è un quartiere sano e lo sarà ancor di più, perché assieme ai giovani e alle tante testimonianze diventerà un giardino sempre più rigoglioso di idee, iniziative e momenti di confronto e riflessione.

Lo stesso giardino sarà ampliato con un percorso della legalità inserendo altre stele di uomini e donne caduti per mano della mafia.

E un altro obiettivo che realizzeremo è implementare la Piazzetta con dei giochini per i bambini.

Da oggi possiamo dirlo forte: il treno della legalità è aperto a tutti e i passeggeri saranno i primi a sostenerci in un processo di crescita generale che ha come prima tappa Fontanelle e Piazzetta Livatino.

 

 

 

Domenica 9 maggio nella cattedrale di Agrigento si celebrerà la beatificazione giudice del Rosario Livatino, la funzione, su mandato speciale di Papa Francesco, sarà celebrata dal cardinale Semeraro. E’ la prima volta che un giudice assurge alla beatificazione ed è proprio un figlio della nostra terra, un Santo nato nella nostra martoriata provincia, dove soprusi ingiustizie e mafiosi spesso imperversano e la povera gente subisce in silenzio

Rosario Livatino è stato come uno dei tanti giudici che, per compiere il loro dovere, sono stati uccisi per mano della mafia, per portare avanti valori come la legge la giustizia e la trasparenza.

CittadinanzAttiva, si sente molto vicina a questi valori essenziali per ogni uomo, abbiamo bisogno di uomini come lui che lottano ogni giorno per questi ideali, ma abbiamo altresì il bisogno giorno 9 come Associazione di ricordare tutte le vittime della mafia, anche quelle meno note che, in silenzio, hanno combattuto giorno per giorno e che combattono contro la corruttela ed il malaffare e che trovano nelle persone che credono che la giustizia sia la loro giusta sponda.

CittadinanzAttiva, proprio perché insiti al suo interno ha questi valori, parteciperà con una delegazione a questa cerimonia di beatificazione nella Cattedrale di Agrigento, compatibilmente con le giuste restrizioni imposte per il covid, orgogliosi comunque come abitanti di un territorio che ha dato i natali a questo grande e coraggioso servitore dello stato, immolato sull’altare della giustizia.

Domani, nella Basilica Cattedrale di Agrigento, avrà luogo la Santa Messa con il rito di beatificazione del Servo di Dio Rosario Angelo Livatino, presieduta dal cardinal Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
Lo stesso giorno, per il ciclo “La Grande Storia Anniversari”, in onda alle 8.50 su Rai3, Paolo Mieli introdurrà “Rosario Livatino – Un giudice di frontiera”, con i giornalisti Attilio Bolzoni e Franco Castaldo, memoria storica della mafia agrigentina.
Il 21 settembre 1990 Rosario Livatino, un giovane magistrato di 38 anni in servizio presso il Tribunale di Agrigento, viene barbaramente ucciso mentre si reca al lavoro. E’ l’ottavo giudice a cadere in Sicilia sotto i colpi della malavita organizzata. Livatino ha condotto inchieste importanti sulla mafia agrigentina, impegnandosi senza risparmio, con serietà e rigore morale, in una delle provincie piu’ povere d’Italia, un territorio in cui Cosa Nostra è una presenza antica e pervasiva: una mafia che per anni ha agito indisturbata, grazie al silenzio e alle connivenze di uomini delle istituzioni. La puntata ricostruirà la storia di Rosario Livatino e la guerra di mafia scatenatasi negli anni Ottanta con l’emergere del fenomeno criminale della cosiddetta Stidda, organizzazione contrappostasi a Cosa Nostra in uno scontro che ha causato oltre 200 morti, coinvolgendo i principali centri della provincia agrigentina, da Palma di Montechiaro a Porto Empedocle, fino a Racalmuto, il paese natale di Leonardo Sciascia.
Tre anni dopo, il 9 maggio 1993, è Karol Wojtyla, in visita pastorale nell’agrigentino, a pronunciare parole di fuoco contro la mafia durante la sua omelia nella Valle dei Templi: poche ore prima il pontefice ha incontrato i genitori del giudice assassinato. Poche settimane dopo giunge la risposta di Cosa Nostra, prima con le bombe di Roma alla Basilica di San Giovanni in Laterano e la chiesa di San Giorgio al Velabro, poi con l’omicidio di Padre Pino Puglisi, parroco nel quartiere palermitano di Brancaccio.
(ANSA)